Convegno di studi sull’ondata del 1978

Il 33° Convegno nazionale di ufologia, organizzato come ogni anno dal CISU, si terrà sabato 10 novembre a Bologna ed avrà la forma di un workshop di discussione e approfondimento, non aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sul tema “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”.

L’argomento ci è offerto dal 40° anniversario della grande ondata di avvistamenti nel 1978: un anno unico nel nostro paese per l’enorme numero di osservazioni e segnalazioni UFO, ma anche per l’interesse dei mass media, per le attività degli studiosi e appassionati, per il coinvolgimento della società e della cultura in genere.

In quell’anno, grazie anche all’arrivo in Italia del film Incontri ravvicinati del terzo tipo, gli UFO diventarono un argomento da prima pagina e le notizie di avvistamento ottennero un’attenzione e uno spazio come mai prima.

Sulla scia del film, l’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek venne per la prima volta in Italia e il suo libro “Rapporto sugli UFO” (Mondadori) scalò le classifiche diventando il libro ufologico più venduto di tutti i tempi in Italia.

Gli UFO furono scelti da molti pubblicitari come tema delle loro campagne e il “disco volante” e l’alieno riempirono le pagine di giornali e riviste.

Dal punto di vista della casistica italiana, con la sola eccezione dell’ondata di “lanterne cinesi” nel 2009, il 1978 è stato l’anno più ricco di avvistamenti in assoluto, ma soprattutto è stato “l‘anno degli umanoidi” perché ha anche il record di incontri del terzo tipo, alcuni dei quali diventati dei classici, come il controverso “caso Zanfretta”.

Fu poi l’anno dei misteriosi fenomeni nel Mare Adriatico con avvistamenti di luci in cielo e in mare, di colonne d’acqua ed anomalie di vario genere, sulle quali ancora oggi non si è fatta sufficiente chiarezza.

Già vent’anni fa, in occasione del ventennale, “il fenomeno 1978” costituì oggetto del nostro 13° Convegno nazionale, tenutosi a Firenze. Oggi, trascorsi altri vent’anni c’è la possibilità di dire alcune cose nuove e riesaminare (con un diverso e “raddoppiato” retroterra) quello che sappiamo o non sappiamo circa quell’annata formidabile.

Soprattutto è possibile “storicizzare” il 1978 ovvero inquadrare in una prospettiva di più lungo periodo cosa avvenne in Italia (e nel resto del mondo) in quell’anno e capire quello che ci resta come sua eredità.

La risposta all’interrogazione: su Corio c’era un (solo) Tornado…

E’ arrivata giovedì 2 agosto alla Camera dei Deputati,  nel corso del question time della Commissione Difesa, la risposta all’interrogazione presentata al ministro dagli onorevoli Francesca Bonomo e Davide Gariglio lo scorso 18 giugno e poi ripresentata (a firma di Alberto Pagani e Francesca Bonomo) il 1° agosto nella più stringente forma di “interrogazione a risposta immediata”.

Il Sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi ha dato lettura del seguente testo:

«Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica, a seguito dei dovuti accertamenti, ha escluso la presenza di velivoli all’orario e nell’area indicata; tuttavia, ha comunicato che lo scorso 6 giugno, intorno alle 23 locali, nell’area del Comune di Corio è transitato un velivolo Tornado, in missione addestrativa notturna regolarmente pianificata che prevedeva un avvicinamento all’aeroporto di Torino-Caselle. Il bagliore e il boato percepiti dalla popolazione potrebbero ricondursi alla manovra di normale avvicinamento alla pista eseguita dal velivolo e, più in particolare, alla “ri-partenza” che prevede, per poter effettuare la salita in totale sicurezza, l’uso della massima potenza del motore, incluso l’impiego del postbruciatore.

È il caso di sottolineare che tali manovre sono state condotte nel totale rispetto della normativa vigente e delle limitazioni in materia, così come tutte le attività addestrative ed esercitative sono compiutamente disciplinate e regolamentate da specifiche direttive di Forza armata, finalizzate a minimizzare i disagi agli abitanti. L’utilizzo degli spazi aerei è programmato dall’Aeronautica militare giornalmente e ogni pianificazione è comunicata anche alle competenti autorità dell’aviazione civile che devono conoscere l’entità del traffico aereo militare e i dettagli del piano di volo, sia per esigenze organizzative che di sicurezza.

Quanto all’informazione preventiva, da parte delle autorità militari, nei confronti della popolazione in occasione dello svolgimento di attività addestrative con velivoli, è già prassi di Forza armata dare pubblico preavviso di ogni esercitazione di rilievo, così come di ogni evento che preveda la contestuale partecipazione di più aeromobili. Nel caso in esame, si è trattato di una missione addestrativa di un singolo velivolo che ha utilizzato le normali traiettorie di volo che non ricade nelle casistiche sopra esposte. Sugli aspetti legali alla sicurezza e al rispetto delle norme vi è la massima attenzione, affinché l’indispensabile esigenza addestrativa riduca al minimo l’impatto sui residenti nelle aree interessate da esercitazioni di volo. Proprio per questo motivo, oltre che per evitare interferenze con il traffico civile, sono previsti stringenti limiti procedurali, temporali, geografici e di quota per tutte le attività sia addestrative che esercitative».

Non entriamo per ora nel merito di questa nuova risposta e della sua compatibilità con quanto descritto dai testimoni circa la rotta (da valle a monte lungo la Val Malone), la quota (bassissima), gli effetti non solo sonori, ma ci fermiamo a considerare le varie dichiarazioni e spiegazioni, in parte contraddittorie, finora fornite dall’Aeronautica Militare italiana.

Sembrerebbe che l’estensore della risposta presentata ieri dal Governo all’interrogazione parlamentare si sia attenuto alla prima versione fornita ai giornalisti dai portavoce dell’A.M. già lo scorso 7 giugno: un solo Tornado (all’epoca transitato “ad altissima quota”, ora invece  “in avvicinamento all’aeroporto di Caselle”). Versione poi smentita da quanto la stessa Aeronautica avrebbe invece risposto il 20 luglio al procuratore della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ovvero che a bassa quota su Corio quella sera c’erano effettivamente due aerei, che avevano avuto un problema tecnico, causa del boato anomalo (ora non più menzionato nella “manovra di normale avvicinamento”), come abbiamo già riferito.

Nessuna menzione, invece, per la terza luce, quella che secondo diversi testimoni aveva preceduto l’arrivo dei caccia, che sembravano al suo inseguimento. Almeno su questo punto, le varie dichiarazioni dei militari sono coerenti: silenzio assoluto. In attesa della prossima puntata di questa telenovela

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Nella foto in evidenza: riunione della Commissione Difesa della Camera in data 1 agosto 2018.
Nella foto piccola: il Sottosegretario alla Difesa, Raffaele Volpi.

Corio, l’Aeronautica ora ammette: c’erano aerei militari

Dopo un mese e mezzo, l’Aeronautica Militare italiana ha fornito una nuova e differente versione circa le luci e i forti rumori aerei che nella tarda serata del 6 giugno scorso hanno allarmato gli abitanti di Corio e di altri comuni della Val Malone, in provincia di Torino, come abbiamo già  suo tempo riferito.

In un primo momento, da Roma i portavoce dell‘Ufficio Pubblica Informazione avevano detto ai giornalisti che non c’erano aerei militari in volo, tranne  «un Tornado in addestramento ad altissima quota, addirittura superiore a quella usuale. Nessun nostro aereo ha sorvolato la zona di Corio a bassa quota ed escludiamo che potesse trattarsi di velivoli sperimentali» (come riportato da Claudio Neve sul quotidiano Cronaca Qui). O ancora: «L’unico mezzo in addestramento nel Torinese, a circa 5 mila metri di quota, era un Tornado, è stato verificato sui radar. Quindi non è sicuramente passato poco sopra i tetti delle case» (Gianni Giacomino sul quotidiano La Stampa).

Ne erano seguite facili quanto ingiustificate ironie sulle decine di persone che invece avevano testimoniato di aver sentito un forte e crescente rombo scuotere finestre e perfino pareti delle case, e delle decine che (trovandosi all’aperto o avendo avuto il tempo di correre fuori da casa) avevano riferito di aver visto passare a bassissima quota quelli che tutti avevano preso per due aerei militari.

Erano poi arrivate le due interrogazioni parlamentari, annunciate e poi presentate alla Camera dei Deputati dall’onorevole Francesca Bonomo e al Senato da Mauro Marino, e parallelamente l’avvio di un’indagine da parte del Procuratore della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che il 12 giugno aveva annunciato di aver aperto un fascicolo (senza indagati e senza ipotesi di reato per il momento), affidando ai Carabinieri della stazione di Venaria l’incarico di interpellare i vertici dell’A.M. «al solo scopo di chiarire, se necessario, tutta la vicenda».

Alle interrogazioni non risulta che il Ministero della difesa abbia ancora dato risposta, ma per intanto il 21 luglio la Procura della Repubblica eporediese ha fatto sapere che l’Aeronautica Militare le ha risposto ammettendo infine che sì, su Corio quella sera c’erano due aerei militari, per la precisione due Tornado impegnati in un’esercitazione e che anche il boato era reale ed era stato causato da un non meglio precisato “guasto tecnico” che avrebbero procurato “un rumore anomalo”.

Nessun riferimento invece alla forte luce bianca, prima in movimento lento, poi ferma sopra il crinale, infine scomparsa all’arrivo dei caccia. Ma tanto è bastato a giornali e siti Internet per titolare, “Spiegato il mistero dell’ufo”, “Niente ufo, quelli sono Tornado”  o addirittura “l’Aeronautica smentisce la presenza di Ufo”, quando in realtà della prima luce bianca (l’UFO in senso stretto di questa storia) i militari nulla hanno detto e se l’Aeronautica ha smentito qualcosa ha smentito le proprie dichiarazioni di un mese fa.

Mentre la Procura prosegue gli approfondimenti e i parlamentari aspettano che il Governo dica qualcosa, è appena il caso di far sommessamente notare che, ancora una volta, si conferma la serietà e l’attendibilità dei testimoni e delle testimonianze che il nostro Centro raccoglie sistematicamente. Non si trattava di una “bufala” ma della sincera e precisa descrizione di ciò che effettivamente era presente in cielo: due rumorosi aerei militari a bassa quota.

Partendo da questo primo ed importante dato di fatto, non ci resta che attendere di aver accesso ai particolari comunicati dall’Aeronautica per cercare di capire se si trattava davvero di un’esercitazione, di un volo di addestramento oppure di qualche altra operazione aeronautica dai contorni ancora poco chiari. E continuare a chiedersi cosa fosse l’altra luce. Tutto ciò, come abbiamo detto sin dal primo momento, non significa avallare ipotesi fantasiose o fantascientifiche, ma semplicemente cercare, con mente aperta e razionale, la spiegazione di quanto accaduto.

 

 

– nella foto in evidenza: un testimone mostra il punto esatto in cui si era fermata la luce sopra i boschi di Corio, prima di scomparire all’arrivo degli aerei (indagine di Edoardo Russo, CISU);
– nella foto in alto: l’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare Italiana a Roma (fonte: U.P.I.A.M.
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– nella foto in basso: un Tornado in volo notturno (fonte: N.S.M.)

600 numeri del MUFON Journal

Col fascicolo datato aprile 2018 tocca quota 600 il “MUFON Journal”.

L’organo ufficiale del Mutual UFO Network esiste infatti dal settembre 1967 e, pur non essendo la più antica pubblicazione ufologica tuttora in corso, è l’unica ad essere uscita ininterrottamente con cadenza mensile per oltre 50 anni, compiuti l’anno scorso nel silenzio generale, e raggiungere quindi il record dei seicento numeri pubblicati.

La rivista nacque come bollettino ciclostilato, intitolato “Skylook”,  diretto e redatto da un’appassionata del Missouri, Norma Short, al quale collaboravano fra gli altri due ufologi (Walter Andrus e John Schuessler) che poco più di un anno dopo patrocinarono la nascita del “Midwest UFO Network”, staccatosi dalla storica associazione nazionale APRO (Aerial Phenomena Research Organization).

Fin dall’inizio “Skylook” divenne quindi l’organo ufficiale della neonata organizzazione pubblicando le indagini dei suoi iscritti. Nel 1976 assunse la denominazione  “The MUFON UFO Journal”.

 

Dopo Norma Short, dal 1974 alla guida del mensile si sono susseguiti una decina di direttori, a volte giornalisti (Dwight Connelly, Dennis Hauck, Bob Pratt) a volte gli stessi dirigenti del MUFON (Walt Andrus, James Carrion), con alti e bassi di qualità a seconda delle rispettive competenze e inclinazioni: nei primi anni il cuore del “Journal” fu la pubblicazione di numerose indagini su casi di avvistamento. La stagione d’oro (tra il 1977 e il 1997) coincise con le direzioni di Richard Hall e di Dennis Stacy, che diedero ampio spazio anche ad articoli teorici e a posizioni ideologiche controcorrente, sempre nell’ambito di un approccio razionale e dichiaratamente scientifico al problema UFO, contrastando invece le derive contattistiche e cultistiche.

 

Dal 2012 al timone del “MUFON Journal” c’è il giornalista Roger Marsh, che coordina tutto il settore divulgativo dell’organizzazione americana: rivista, newsletter, libri, sito web, notiziario radio, ufficio stampa, pubbliche relazioni.

Il museo ufologico di Bagnoregio (Viterbo) – e “Il dono alieno”, cortometraggio sugli UFO

Sabato 29 luglio nell’ambito della manifestazione cinematografica Est Film Festival tenutasi a Montefiascone (Viterbo) è stato presentato il cortometraggio Il dono alieno, di Andrea Durantini.

Nel corto sono affrontati varie sfaccettature del mosaico ufologico e  viene intervistato Angelo Ferlicca, socio del CISU, che illustra la questione e presenta la sede di Montefiascone del Centro Italiano Studi Ufologici.

Angelo Ferlicca, del CISU.

Un’altra intervista ha per protagonista Giancarlo D’Alessandro [nella foto in evidenza] che parla del suo ottimo Museo ufologico, che ha personalmente allestito a Bagnoregio (Viterbo).

Sempre in tema di Cinema e UFO, ricordiamo che in occasione del quarantesimo anniversario della produzione del capolavoro si Steven Spielberg, Incontri ravvicinati del terzo tipo, è stato pianificato il ritorno nelle sale, per pochi giorni, di una speciale edizione rimasterizzata in 4K che verrà presentata in anteprima durante il Festival di Venezia 2017 per poi essere distribuita in tutto il mondo a settembre.
 
Per realizzare “Incontri ravvicinati del terzo tipo” Spielberg si avvalse della collaborazione dell’ufologo ed astronomo Josef Allen Hynek (che appare nel film in un cameo). Ad Hynek si deve la classificazione degli avvistamenti ufologici in categorie ben distinte che, seppur modificate, continuano ad essere tuttora impiegate dagli ufologi.
 
Il film ebbe all’epoca un grande successo e concorse agli Oscar con otto candidature – tra cui quella come miglior regista- la vittoria per la direzione della fotografia e e un premio speciale per l’editing degli effetti sonori.
 
La casa produttrice Sony ha messo a disposizione un lungo trailer realizzato per l’occasione e ha rilasciato l’immagine del nuovo manifesto del film, quello che vedete qui sotto.
[Hanno collaborato a questa news Andrea Bovo, Angelo Ferlicca, Antonio Rampulla e Paolo Toselli]