Corio, l’Aeronautica ora ammette: c’erano aerei militari

Dopo un mese e mezzo, l’Aeronautica Militare italiana ha fornito una nuova e differente versione circa le luci e i forti rumori aerei che nella tarda serata del 6 giugno scorso hanno allarmato gli abitanti di Corio e di altri comuni della Val Malone, in provincia di Torino, come abbiamo già  suo tempo riferito.

In un primo momento, da Roma i portavoce dell‘Ufficio Pubblica Informazione avevano detto ai giornalisti che non c’erano aerei militari in volo, tranne  «un Tornado in addestramento ad altissima quota, addirittura superiore a quella usuale. Nessun nostro aereo ha sorvolato la zona di Corio a bassa quota ed escludiamo che potesse trattarsi di velivoli sperimentali» (come riportato da Claudio Neve sul quotidiano Cronaca Qui). O ancora: «L’unico mezzo in addestramento nel Torinese, a circa 5 mila metri di quota, era un Tornado, è stato verificato sui radar. Quindi non è sicuramente passato poco sopra i tetti delle case» (Gianni Giacomino sul quotidiano La Stampa).

Ne erano seguite facili quanto ingiustificate ironie sulle decine di persone che invece avevano testimoniato di aver sentito un forte e crescente rombo scuotere finestre e perfino pareti delle case, e delle decine che (trovandosi all’aperto o avendo avuto il tempo di correre fuori da casa) avevano riferito di aver visto passare a bassissima quota quelli che tutti avevano preso per due aerei militari.

Erano poi arrivate le due interrogazioni parlamentari, annunciate e poi presentate alla Camera dei Deputati dall’onorevole Francesca Bonomo e al Senato da Mauro Marino, e parallelamente l’avvio di un’indagine da parte del Procuratore della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che il 12 giugno aveva annunciato di aver aperto un fascicolo (senza indagati e senza ipotesi di reato per il momento), affidando ai Carabinieri della stazione di Venaria l’incarico di interpellare i vertici dell’A.M. «al solo scopo di chiarire, se necessario, tutta la vicenda».

Alle interrogazioni non risulta che il Ministero della difesa abbia ancora dato risposta, ma per intanto il 21 luglio la Procura della Repubblica eporediese ha fatto sapere che l’Aeronautica Militare le ha risposto ammettendo infine che sì, su Corio quella sera c’erano due aerei militari, per la precisione due Tornado impegnati in un’esercitazione e che anche il boato era reale ed era stato causato da un non meglio precisato “guasto tecnico” che avrebbero procurato “un rumore anomalo”.

Nessun riferimento invece alla forte luce bianca, prima in movimento lento, poi ferma sopra il crinale, infine scomparsa all’arrivo dei caccia. Ma tanto è bastato a giornali e siti Internet per titolare, “Spiegato il mistero dell’ufo”, “Niente ufo, quelli sono Tornado”  o addirittura “l’Aeronautica smentisce la presenza di Ufo”, quando in realtà della prima luce bianca (l’UFO in senso stretto di questa storia) i militari nulla hanno detto e se l’Aeronautica ha smentito qualcosa ha smentito le proprie dichiarazioni di un mese fa.

Mentre la Procura prosegue gli approfondimenti e i parlamentari aspettano che il Governo dica qualcosa, è appena il caso di far sommessamente notare che, ancora una volta, si conferma la serietà e l’attendibilità dei testimoni e delle testimonianze che il nostro Centro raccoglie sistematicamente. Non si trattava di una “bufala” ma della sincera e precisa descrizione di ciò che effettivamente era presente in cielo: due rumorosi aerei militari a bassa quota.

Partendo da questo primo ed importante dato di fatto, non ci resta che attendere di aver accesso ai particolari comunicati dall’Aeronautica per cercare di capire se si trattava davvero di un’esercitazione, di un volo di addestramento oppure di qualche altra operazione aeronautica dai contorni ancora poco chiari. E continuare a chiedersi cosa fosse l’altra luce. Tutto ciò, come abbiamo detto sin dal primo momento, non significa avallare ipotesi fantasiose o fantascientifiche, ma semplicemente cercare, con mente aperta e razionale, la spiegazione di quanto accaduto.

 

 

– nella foto in evidenza: un testimone mostra il punto esatto in cui si era fermata la luce sopra i boschi di Corio, prima di scomparire all’arrivo degli aerei (indagine di Edoardo Russo, CISU);
– nella foto in alto: l’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare Italiana a Roma (fonte: U.P.I.A.M.
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– nella foto in basso: un Tornado in volo notturno (fonte: N.S.M.)

600 numeri del MUFON Journal

Col fascicolo datato aprile 2018 tocca quota 600 il “MUFON Journal”.

L’organo ufficiale del Mutual UFO Network esiste infatti dal settembre 1967 e, pur non essendo la più antica pubblicazione ufologica tuttora in corso, è l’unica ad essere uscita ininterrottamente con cadenza mensile per oltre 50 anni, compiuti l’anno scorso nel silenzio generale, e raggiungere quindi il record dei seicento numeri pubblicati.

La rivista nacque come bollettino ciclostilato, intitolato “Skylook”,  diretto e redatto da un’appassionata del Missouri, Norma Short, al quale collaboravano fra gli altri due ufologi (Walter Andrus e John Schuessler) che poco più di un anno dopo patrocinarono la nascita del “Midwest UFO Network”, staccatosi dalla storica associazione nazionale APRO (Aerial Phenomena Research Organization).

Fin dall’inizio “Skylook” divenne quindi l’organo ufficiale della neonata organizzazione pubblicando le indagini dei suoi iscritti. Nel 1976 assunse la denominazione  “The MUFON UFO Journal”.

 

Dopo Norma Short, dal 1974 alla guida del mensile si sono susseguiti una decina di direttori, a volte giornalisti (Dwight Connelly, Dennis Hauck, Bob Pratt) a volte gli stessi dirigenti del MUFON (Walt Andrus, James Carrion), con alti e bassi di qualità a seconda delle rispettive competenze e inclinazioni: nei primi anni il cuore del “Journal” fu la pubblicazione di numerose indagini su casi di avvistamento. La stagione d’oro (tra il 1977 e il 1997) coincise con le direzioni di Richard Hall e di Dennis Stacy, che diedero ampio spazio anche ad articoli teorici e a posizioni ideologiche controcorrente, sempre nell’ambito di un approccio razionale e dichiaratamente scientifico al problema UFO, contrastando invece le derive contattistiche e cultistiche.

 

Dal 2012 al timone del “MUFON Journal” c’è il giornalista Roger Marsh, che coordina tutto il settore divulgativo dell’organizzazione americana: rivista, newsletter, libri, sito web, notiziario radio, ufficio stampa, pubbliche relazioni.

Il museo ufologico di Bagnoregio (Viterbo) – e “Il dono alieno”, cortometraggio sugli UFO

Sabato 29 luglio nell’ambito della manifestazione cinematografica Est Film Festival tenutasi a Montefiascone (Viterbo) è stato presentato il cortometraggio Il dono alieno, di Andrea Durantini.

Nel corto sono affrontati varie sfaccettature del mosaico ufologico e  viene intervistato Angelo Ferlicca, socio del CISU, che illustra la questione e presenta la sede di Montefiascone del Centro Italiano Studi Ufologici.

Angelo Ferlicca, del CISU.

Un’altra intervista ha per protagonista Giancarlo D’Alessandro [nella foto in evidenza] che parla del suo ottimo Museo ufologico, che ha personalmente allestito a Bagnoregio (Viterbo).

Sempre in tema di Cinema e UFO, ricordiamo che in occasione del quarantesimo anniversario della produzione del capolavoro si Steven Spielberg, Incontri ravvicinati del terzo tipo, è stato pianificato il ritorno nelle sale, per pochi giorni, di una speciale edizione rimasterizzata in 4K che verrà presentata in anteprima durante il Festival di Venezia 2017 per poi essere distribuita in tutto il mondo a settembre.
 
Per realizzare “Incontri ravvicinati del terzo tipo” Spielberg si avvalse della collaborazione dell’ufologo ed astronomo Josef Allen Hynek (che appare nel film in un cameo). Ad Hynek si deve la classificazione degli avvistamenti ufologici in categorie ben distinte che, seppur modificate, continuano ad essere tuttora impiegate dagli ufologi.
 
Il film ebbe all’epoca un grande successo e concorse agli Oscar con otto candidature – tra cui quella come miglior regista- la vittoria per la direzione della fotografia e e un premio speciale per l’editing degli effetti sonori.
 
La casa produttrice Sony ha messo a disposizione un lungo trailer realizzato per l’occasione e ha rilasciato l’immagine del nuovo manifesto del film, quello che vedete qui sotto.
[Hanno collaborato a questa news Andrea Bovo, Angelo Ferlicca, Antonio Rampulla e Paolo Toselli]