Nuovo numero della rivista “UFO”

È uscito il n. 45 di UFO – Rivista di informazione ufologica del CISU, che vede innanzitutto il cambio di direttore responsabile (come già segnalato) ed alcuni avvicendamenti nel gruppo redazionale.

Il fascicolo si apre con un articolo/editoriale di Paolo Fiorino ricco di riflessioni e ragionamenti sul come approcciare il fenomeno UFO o, meglio, su quanto ci si può spingere a inquadrare in schemi qualcosa che per sua natura risulta sfuggevole.

“Un ’laboratorio del vuoto’ per gli UFO. Lo stupor oltre e al di là della capacità negativa” non è però (o non solo) un articolo teorico e filosofico sull’ufologia: Fiorino fa emergere i suoi pensieri dallo studio degli avvistamenti, dalla sua ultraquarantennale esperienza sul campo, a contatto con i testimoni, e il discorso rimane sempre legato alla concretezza, alla fattualità degli avvenimenti.

Un altro articolo importante, questa volta legato all’attualità, è l’analisi della vicenda dei filmati della Marina militare statunitense che sono diventati, nel bene e nel male, uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi anni. Marco Orlandi, da esperto appassionato di aeronautica, non si limita a ricostruire in modo minuzioso i termini della vicenda, ma la inquadra nel contesto prettamente militare nel quale si è sviluppata.

Ancora Fiorino completa la sua serie di articoli sulla ricerca ufologica “ufficiale” in Italia concentrandosi sul periodo 1971-1977, ossia gli anni che hanno preceduto la commissione creata in seno ai servizi di intelligence dell’Aeronautica militare, attiva ancora oggi. Si tratta di un testo  che dettaglia in modo preciso gli avvenimenti di quegli anni contestualizzandoli grazie ai ricordi in prima persona e ai documenti e alle testimonianze di quelli che, tra ufologi e militari, sono stati i protagonisti di quel periodo. L’articolo è accompagnato da una poderosa parte bibliografica, frutto del lavoro di costruzione di un imponente archivio sull’argomento: leggendo le note si rivive il clima estremamente vivace che ha accompagnato per tutti gli Anni 70 il crescendo di segnalazioni ufologiche, di appassionati che si avvicinavano alla ricerca e di interesse degli organi governativi. E soprattutto, nel ricostruire la storia dei fatti, l’autore fa piazza pulita una volta per tutte dei miti e delle dietrologie che sul coinvolgimento ufficiale in Italia sono state propagandate per troppo tempo.

Completano il numero (oltre ad aggiornamenti vari) un articolo di Bruno Mancusi sul folklore dei “dischi infuocati” e un intervento dell’ufologo spagnolo Josè Antonio Caravaca sulla “teoria della distorsione”, una riproposizione di un’ottica parafisica dopo cinquant’anni da Passport to Magonia. Come dimostrano le ultime uscite di Jacques Vallée, forse la teoria parafisica non è mai del tutto tramontata, ma lo scopo di riparlarne oggi, negli Anni Duemila, è quello di coglierne gli aspetti intriganti  e speculativi senza però dimenticarne i limiti, soprattutto dal punto di vista scientifico.

Il mito del Monte Musinè

Sabato 25 maggio presso la Biblioteca Civica di Torino si è svolta la seconda edizione del convegno “Torino Svelata”,
organizzato dal CAUS (Centro Arti Umoristiche e Satiriche)  allo scopo di smitizzare le tante notizie false o ingigantite che negli ultimi anni hanno esaltato il mito della “Torino magica”.
Il CISU ha partecipato all’iniziativa con una relazione di Gian Paolo Grassino dedicata a “Il mito del Musinè e gli UFO: una leggenda di oggi che parte da lontano”.

Il Musinè è un piccolo monte che si trova a pochi chilometri da Torino, all’imbocco della Val di Susa. Di forma vagamente piramidale e dall’aspetto brullo per la sua conformazione prevalentemente rocciosa, è una montagna ricca di leggende e dicerie di ogni tipo: vulcano spento, montagna radioattiva, punto di incrocio di linee energetiche, luogo di ritrovo di maghi e streghe…   La leggenda più famosa è quella legata alla battaglia che nel 312 d.C. vide scontrarsi il futuro imperatore Costantino con le truppe del rivale Massenzio. In quell’occasione (ma non è un dato storicamente accertato) Costantino avrebbe avuto la nota visione di una croce tra le nubi e della scritta “in hoc signo vinces” che lo avrebbe portato a tollerare la religione cristiana.

In tema ufologico, a partire dagli Anni 60 si sono moltiplicate le voci circa un aumento degli avvistamenti di luci sulle sue pendici e nelle zone circostanti, tanto da far addirittura fantasticare su basi dei “dischi volanti” all’interno del Musinè. Dalla casistica raccolta e catalogata sistematicamente dal Centro Italiano Studi Ufologici non si evidenzia però un numero maggiore di avvistamenti nella zona.

Negli Anni 70 Peter Kolosimo ed altri autori hanno interpretato alcune incisioni rupestri di epoca preistorica come rappresentazioni di costellazioni e segni di un legame con ipotetici visitatori extraterrestri.

Un presunto graffito preistorico, che mostrerebbe un antico disco volante e che campeggia sulle copertine di libri dedicati al Musinè, era in realtà un falso realizzato da un giornalista di Stampa sera, come da lui successivamente confessato.

Uno dei pochi avvistamenti UFO interessanti è quello di un oggetto osservato la sera del 12 luglio 1960 da Mathi mentre transitava lentamente sul monte illuminandone la cima. L’8 dicembre 1978 invece alcuni giovani saliti appositamente sul Musinè per vedere le misteriose luci osservarono una forte fonte luminosa fra gli alberi. Di uno dei ragazzi si persero le tracce per un’ora e, una volta ritrovato, raccontò di essere stato avvolto da una luce misteriosa e di aver intravisto delle figure umanoidi.

Un voluminoso dossier di tutto quello che è stato detto e scritto sui misteri del Monte Musiné è stato raccolto negli anni dallo studioso Paolo Fiorino. Parte di questo materiale è stata riassunta dallo scrittore Mariano Tomatis nel volumetto “Camminata spirituale sul Monte Musinè” (pubblicato e distribuito dalle Edizioni UPIAR), che presenta in modo ironico e disincantato i miti antichi e moderni che hanno reso celebre la montagna torinese.