L’ondata del 1978 al convegno del CUN

Sabato 27 ottobre si è tenuto a Roma il consueto convegno autunnale organizzato dal Centro Ufologico Nazionale (CUN), che quest’anno ha visto come attrazione principale la partecipazione dell’americano Luis Elizondo, già responsabile dell’AATIP (il “Progetto di identificazione delle minacce aerospaziali avanzate” che all’interno del Pentagono si è occupato anche di UFO tra il 2007 e il 2012) ed ora direttore della TTSA (l'”Accademia di arti e scienze Verso le stelle”, creata dall’ex cantante Tom DeLonge, anch’egli presente a Roma per l’occasione).

Fra i relatori che al mattino hanno preceduto l’esposizione pomeridiana degli ospiti d’Oltreoceano, è toccato a Edoardo Russo (segretario del CISU) presentare una relazione intitolata “1978: un’ondata solo italiana?”.

Dopo una sintetica esposizione sull’eccezionalità di quell’annata nel nostro paese (quanto a numero di avvistamenti UFO, di incontri ravvicinati, di notizie sui giornali, di programmi radio-televisivi, di attività ed eventi ufologici in genere), il relatore ha evidenziato come tale ondata abbia riguardato quasi solo l’Italia, a differenza delle altre nazioni europee e dei principali paesi extra-europei, ed abbia avuto dimensioni uniche sia nel confronto con l’estero sia rispetto agli anni precedenti e successivi.

La relazione ha suscitato un inaspettato interesse mediatico, tradottosi in un’intervista al TG2 RAI che proprio al tema dell’ondata 1978 ha dedicato il titolo del servizio andato in onda il giorno successivo alle ore 13.

UFO atterrato alle Cime di Lavaredo?

Negli ultimi anni, la percentuale degli incontri ravvicinati sul totale degli avvistamenti UFO italiani è scesa notevolmente,  addirittura sotto il 5%, che corrisponde più o meno a 10 casi ogni anno. Sono quindi di particolare interesse i rari casi di “atterraggio UFO” segnalati dai testimoni.

L’ultimo in ordine di tempo risale al 7 luglio scorso, quando un turista americano avrebbe avuto un’esperienza abbastanza fuori dall’ordinario sul sentiero dolomitico che collega due rifugi nel comune di Auronzo di Cadore (in provincia di Belluno).

La segnalazione è stata inviata al Case Management System del MUFON (Mutual UFO Network) e ne riportiamo il contenuto riassumendo quanto riferito per iscritto dallo stesso testimone, un fotografo professionista che stava facendo un’escursione serale nel parco naturale delle Tre Cime di Lavaredo per fare delle foto del tramonto e poi della Via Lattea.

La sera di venerdì 6 luglio l’uomo aveva lasciato la sua auto  nel piazzale del Rifugio Auronzo e poi si era incamminato lungo il sentiero che sale verso Forcella Lavaredo per arrivare dopo circa un’ora di cammino al rifugio Locatelli, sul lato opposto del Monte Paterno. Verso mezzanotte aveva deciso di rientrare all’auto percorrendo il sentiero nel buio più totale, illuminato solo da una torcia elettrica.

 

Poco prima dell’una di notte,   dopo aver superato la Cappella degli Alpini (e quando si trovava ormai in vista del piazzale-parcheggio del Rifugio Auronzo) si voltava indietro e rimaneva esterrefatto nel vedere “una grande e brillante struttura irregolare simile a una sfera, composta da molte molte luci brillanti”,  immobile e silenziosa sul crinale a circa 150 metri di distanza, dove era passato pochi minuti prima. Non si vedeva una vera e propria struttura ma soltanto le luci di vario colore, che coprivano un’area grande come un rifugio a due piani.

Dopo un breve sguardo a quello  che non gli sembrava niente di conosciuto, letteralmente terrorizzato all’idea di essere stato notato per la sua torcia elettrica, il testimone decideva di correre fino alla sua macchina. Nel farlo si voltava indietro più  volte, ma rinunciando ad estrarre la  fotocamera dallo zaino per fotografare la cosa.

Col senno di poi, l’uomo ha tentato di ipotizzare alcune spiegazioni: un grande albero con luci di Natale, una cinquantina di droni sospesi in quel punto, un altro rifugio non segnato sulla mappa che aveva acceso improvvisamente tutte le luci. Nessuna di queste l’ha però convinto o tranquillizzato, e per questa ragione ha pensato  si trattasse di un fenomeno UFO. Il giorno dopo ha mandato la sua segnalazione all’organizzazione ufologica americana, che sul caso ha aperto un fascicolo d’indagine, affidandolo alla filiale italiana.

 

[Nella foto in evidenza: le tre Cime di Lavarone di notte (fonte: TripAdvisor);
Foto in alto: il sentiero che va dal Rifugio Auronzo alla Forcella Longeres (foto Marco P. da Tripadvisor);
Foto al centro: il Rifugio Auronzo ed il suo parcheggio, visti dal sentiero in alto (fonte: it.wikipedia.org);
In basso: il disegno fatto dal testimone per illustrare il suo avvistamento (fonte: MUFON)]

Il numero 7 di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica, qui gratis per voi!

Proseguono con puntualità le uscite di  Cielo insolito, la rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO  in larga misura opera di Giuseppe Stilo e di  Maurizio Verga.

Questo numero, che è il settimo dal marzo 2016, come tutti quelli già usciti è liberamente scaricabile in formato pdf. Fatelo circolare e diffondetelo senza alcuna limitazione!

Si tratta di un numero un po’ più smilzo dei precedenti ma ancora con ben cinque articoli, tutti dedicati da Stilo a vicende italiane poco note ma degne di analisi (tranne l’ultimo, che ci porta in Egitto).

Nel primo, la ricostruzione di una serie di fenomeni aerei segnalati nel 1917 fra il 18 aprile
e la fine del mese  in alcune regioni ma soprattutto in Piemonte. Le fonti  sono contraddittorie: si direbbero un paio di grossi bolidi, ma i dettagli e le voci circolanti forniscono un quadro più interessante. L’ipotesi “bolidi” rimane quella più probabile, ma il quadro in cui le notizie circolarono è importante: si era al culmine della Prima Guerra Mondiale e molto forti erano le dicerie e i timori di incursioni aeree, la censura e l’autocensura della stampa, le paure del pubblico.

Il secondo articolo riferisce sulle fonti, ora recuperate, concernenti un fenomeno presente da molto tempo con informazioni di seconda mano nei cataloghi  ufologici. Queste fonti mostrano che il fatto si verificò la sera del 30 luglio 1909 e che fu dovuto ad un superbolide visibile almeno dall’Italia settentrionale e centrale e dal Ticino. Di solito, quando si dispone di fonti adeguate, le presunte anomalie o incertezze su eventi celesti antecedenti il 1947 si risolvono in modo convenzionale o si rivelano attribuzioni “misteriose” operate dopo l’inizio dell’era ufologica contemporanea.

Il terzo rinvia al n. 6 di Cielo Insolito (marzo 2018), in cui era stato descritto un fenomeno osservato a Udine da un meteorologo e da un gruppo di persone colte. Ora è possibile dire che quell’esperienza suscitò un dibattito, del quale ci giunge traccia tramite due articoli del Corriere della Sera del 1924 e del quale fu al centro, in modo polemico, l’astrofilo Isidoro Baroni. Baroni sosteneva che l’episodio era spiegabile insieme ad altri come riflessi sulle nubi generati da proiettori di grandi unità navali nell’Alto Adriatico.

Il quarto pezzo si occupa di un cosiddetto medium che ebbe grande notorietà, Nino Pecoraro. Sin dagli anni ’20 del secolo scorso Pecoraro ammise più volte a che cosa erano riconducibili le sue pretese manifestazioni: a capacità illusionistiche. Ma questo non arrestò la sua carriera. Nel marzo del 1950, a Roma, Pecoraro fu uno dei primissimi italiani ad apprendere dagli spiriti la realtà extraterrestre dei dischi volanti. Entro la fine di aprile un’astronave triangolare avrebbe recato sulla Terra una serie di messaggi degli ET, scritti in una specie di sanscrito antico.

Eccoci all’ultimo contributo. Nell’aprile del 1950 un egiziano rivendicò su un quotidiano del suo paese di essere in possesso dei piani costruttivi del “disco volante”. Grazie ai dettagli sappiamo ora che il racconto si basava sui rapporti che probabilmente costui ebbe alla fine della Prima Guerra Mondiale con due progettisti francesi di un velivolo non convenzionale. Tuttavia il racconto assunse toni fantastici: il furto dell’idea ad opera di agenti segreti nazisti prima della Seconda Guerra Mondiale e la sua trasformazione nel progetto di un’astronave che funzionava secondo le “linee magnetiche interplanetarie”.

Buona lettura!

 

[nell’immagine in evidenza: nel febbraio del 1939, a due mesi dalla trasmissione di Orson Welles,  una fila di
meccanici all’aeroporto di Newark, negli Stati Uniti, diventa una “parata marziana” per il “Northern Advocate”, giornale neozelandese.
] 

 

Il mito del Monte Musinè

Sabato 25 maggio presso la Biblioteca Civica di Torino si è svolta la seconda edizione del convegno “Torino Svelata”,
organizzato dal CAUS (Centro Arti Umoristiche e Satiriche)  allo scopo di smitizzare le tante notizie false o ingigantite che negli ultimi anni hanno esaltato il mito della “Torino magica”.
Il CISU ha partecipato all’iniziativa con una relazione di Gian Paolo Grassino dedicata a “Il mito del Musinè e gli UFO: una leggenda di oggi che parte da lontano”.

Il Musinè è un piccolo monte che si trova a pochi chilometri da Torino, all’imbocco della Val di Susa. Di forma vagamente piramidale e dall’aspetto brullo per la sua conformazione prevalentemente rocciosa, è una montagna ricca di leggende e dicerie di ogni tipo: vulcano spento, montagna radioattiva, punto di incrocio di linee energetiche, luogo di ritrovo di maghi e streghe…   La leggenda più famosa è quella legata alla battaglia che nel 312 d.C. vide scontrarsi il futuro imperatore Costantino con le truppe del rivale Massenzio. In quell’occasione (ma non è un dato storicamente accertato) Costantino avrebbe avuto la nota visione di una croce tra le nubi e della scritta “in hoc signo vinces” che lo avrebbe portato a tollerare la religione cristiana.

In tema ufologico, a partire dagli Anni 60 si sono moltiplicate le voci circa un aumento degli avvistamenti di luci sulle sue pendici e nelle zone circostanti, tanto da far addirittura fantasticare su basi dei “dischi volanti” all’interno del Musinè. Dalla casistica raccolta e catalogata sistematicamente dal Centro Italiano Studi Ufologici non si evidenzia però un numero maggiore di avvistamenti nella zona.

Negli Anni 70 Peter Kolosimo ed altri autori hanno interpretato alcune incisioni rupestri di epoca preistorica come rappresentazioni di costellazioni e segni di un legame con ipotetici visitatori extraterrestri.

Un presunto graffito preistorico, che mostrerebbe un antico disco volante e che campeggia sulle copertine di libri dedicati al Musinè, era in realtà un falso realizzato da un giornalista di Stampa sera, come da lui successivamente confessato.

Uno dei pochi avvistamenti UFO interessanti è quello di un oggetto osservato la sera del 12 luglio 1960 da Mathi mentre transitava lentamente sul monte illuminandone la cima. L’8 dicembre 1978 invece alcuni giovani saliti appositamente sul Musinè per vedere le misteriose luci osservarono una forte fonte luminosa fra gli alberi. Di uno dei ragazzi si persero le tracce per un’ora e, una volta ritrovato, raccontò di essere stato avvolto da una luce misteriosa e di aver intravisto delle figure umanoidi.

Un voluminoso dossier di tutto quello che è stato detto e scritto sui misteri del Monte Musiné è stato raccolto negli anni dallo studioso Paolo Fiorino. Parte di questo materiale è stata riassunta dallo scrittore Mariano Tomatis nel volumetto “Camminata spirituale sul Monte Musinè” (pubblicato e distribuito dalle Edizioni UPIAR), che presenta in modo ironico e disincantato i miti antichi e moderni che hanno reso celebre la montagna torinese.

 

Ecco il nuovo numero di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica

Con il numero 6, appena uscito, entra ora nel suo terzo anno di vita  Cielo insolito, la rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO animata dai soci del Centro Italiano Studi Ufologici Giuseppe Stilo e Maurizio Verga.

Questo numero e tutti i precedenti sono liberamente scaricabili in formato pdf. Fateli circolare e diffondeteli!

In questa edizione, che aumenta il numero delle pagine a 44, ancora cinque articoli.

Un lungo, documentatissimo saggio di Maurizio rivela in tutta la sua ampiezza il fatto che nel 1947, l’anno della nascita del fenomeno dei “dischi” , ci furono molte decine di casi – più o meno ridicoli – che descrivevano la caduta dei dischi volanti, soprattutto negli Stati Uniti ma anche in altri Paesi.

Uno studio dell’ufologo spagnolo Luis R. Gonzalez spiega poi come nel Paese iberico nella prima metà del XX secolo si passò dalla letteratura di anticipazione e di fantascienza alle prime testimonianze dirette e “reali” dell’aspetto dei “marziani”.

Ci sono poi tre articoli più brevi a firma di Giuseppe Stilo: uno che racconta l’avvistamento  di un fenomeno aereo insolito fatto a Udine nel 1923  da uno studioso di meteorologia e da altre persone colte, il secondo che documenta il poco che si sa di una contattista UFO triestina attiva a metà degli anni ’50 del XX secolo  nell’ambiente teosofico di quella città, e l’ultimo che discute le convinzioni che negli anni ’20 del secolo scorso sviluppò lo scrittore francese Henri Pensa dopo alcune osservazioni di strane “meteore” che riteneva segnalazioni luminose fatte alla Terra dagli abitanti di Marte.

Buona lettura!

 

[nell’immagine in evidenza, uno dei ritrovamenti di “dischi volanti”, da The Knicker Bocker News, Albany, New York, del 10 luglio 1947] 

 

2017: ancora un anno di magra per gli avvistamenti UFO in Italia

In linea con il trend degli ultimi anni, il numero di segnalazioni UFO in Italia sembra destinato a calare ulteriormente, sulla base di una prima analisi dei dati raccolti per l’anno 2017 dal Centro Italiano Studi Ufologici, che dal 1985 gestisce il monitoraggio degli avvistamenti UFO nel nostro paese (oltre 25.000 a partire dall’ultimo dopoguerra).

Se da un lato è vero che i 113 questionari di avvistamento del 2017 ricevuti direttamente dai testimoni sul sito web del CISU sono lievemente più numerosi rispetto all’anno precedente, considerando anche le fonti terze (siti internet, giornali, altri centri ufologici) sembra probabile che la visione d’insieme punti verso un ulteriore, marcato calo degli avvistamenti, confermando il trend già constatato negli anni precedenti. Un anno fa infatti si potevano già contare circa 500 segnalazioni di avvistamento per il 2016, poi cresciute fino al totale oggi noto di circa 600. Oggi, grazie al catalogo CISUCAT  curato da Pasquale Russo sul sito UfoWeb per monitorare la casistica italiana in tempo reale, possiamo contarne appena 250 per il 2017.

Naturalmente il computo è destinato a salire man mano che gli avvistamenti del 2017 continuano ad emergere nel corso dell’anno appena iniziato. Tuttavia, sulla base dei dati finora disponibili è possibile stimare un totale complessivo non superiore a 450-500 avvistamenti.

Si tratta quindi di un calo significativo rispetto alle 600 segnalazioni oggi note per il 2016.

Giorgio Abraini

Il nuovo numero di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica – gratis per voi!

Con il suo numero 5, appena uscito, conclude il suo secondo anno di esistenza Cielo insolito, la rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO animata da due membri del Centro Italiano Studi Ufologici, Giuseppe Stilo e Maurizio Verga.

Questo numero, liberamente scaricabile in formato pdf come tutti quelli precedenti, contiene ben cinque articoli: si comincia con il contributo dello studioso tedesco Ulrich Magin su un vistosissimo bolide comparso sulla Svizzera e l’Italia il 7 giugno 1879 e sulle sue presunte anomalie, contributo integrato da un secondo pezzo di G. Stilo, stavolta orientato a documentare meglio il versante italiano di quel fenomeno e a chiarirne alcuni angoli in apparenza più controversi.

Stilo presenta poi due altri articoli: nel primo, riporta alla luce un incontro UFO-aereo avvenuto sul canale di Otranto il 24 ottobre 1957. Ne fu protagonista l’equipaggio di un aereo di linea brasiliano, tanto è vero che la fonte di questa storia è costituita proprio da un pezzo di un settimanale del Paese sudamericano.

Nel secondo, invece, è esaminata in dettaglio la prima sceneggiatura cinematografica italiana che ebbe per soggetto i dischi volanti. Fu stesa nel marzo del 1950 dal regista Mario Massa e non si trasformò mai in una pellicola.

Infine, Maurizio Verga ricostruisce il formidabile impatto che nel luglio del 1947 ebbe sulla stampa americana una lunga storia a sfondo satirico realizzata dal giornalista Hal V. Boyle, che per primo costruì, dopo l’inizio dell’era ufologica, lo scenario di un rapimento UFO. Sia pur non destinato a far credere nella realtà di quanto narrato, la sua diffusione capillare fu tale da renderlo uno dei primi e più pervasivi esempi di utilizzo dell’ipotesi “marziana” per il neonato fenomeno dei “dischi”.

UFO – Rivista di Informazione ufologica: un altro numero online per voi!

UFO – Rivista di Informazione Ufologica è il principale periodico del Centro Italiano Studi Ufologici. Esce dal 1986 ed è arrivato al n. 43.

In maniera progressiva il CISU sta mettendo a disposizione di tutti, in formato pdf, i numeri arretrati di UFO.

Quelli più recenti sono però riservati ad iscritti alla nostra associazione e agli abbonati alla rivista. Sostenete la ricerca razionale sul fenomeno UFO in Italia aderendo al Centro Italiano Studi Ufologici! Potete farlo a questa pagina.

Questa volta potete scaricare il n. 41, uscito nel luglio 2016.

Vi segnaliamo soltanto il contenuto della prima parte, che presenta in dettaglio il quadro delineatosi nel corso del seminario CAIPAN, tenutosi a Parigi sotto l’egida del gruppo GEIPAN del Centro Nazionale Studi Spaziali francese e nel quale il CISU ha avuto larga parte.

 

Domenica 5 novembre, il CISU con la storia degli UFO al Museo del Fantastico e della Fantascienza (MuFant) di Torino

Domenica 5 novembre, presso il MuFant, il Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino, via Reiss Romoli 49/bis, a partire dalle 15 il pomeriggio sarà interamente dedicato alla storia degli UFO, di cui quest’anno si celebra il 70° anniversario del primo avvistamento ufficiale. L’UFO DAY, organizzato dal C.I.S.U. (Centro Italiano Studi Ufologici), si aprirà con l’inaugurazione della sezione “UFO e alieni” con la possibilità di una visita guidata assieme al curatore della mostra Paolo Toselli.

 

Un angolo della sezione a carattere ufologico  del MuFant  curata da Paolo Toselli.

 

A seguire, si parlerà di “Incontri ravvicinati del terzo tipo” con Toselli e Gian Paolo Grassino, presidente del CISU, che, ricordando il capolavoro di Steven Spielberg a distanza di 40 anni dalla sua produzione, si soffermeranno sulla consulenza alla pellicola dell’ufologo e astronomo statunitense Joseph Allen Hynek pioniere dell’ufologia “scientifica”, ripercorrendo l’impatto sui media e gli episodi più clamorosi di “contatto” avvenuti proprio in quegli anni.

L’attenzione sarà poi rivolta a un film di casa nostra di cui pochi si ricordano, ovvero “Occhi dalle stelle” del regista e ufologo Roy Garrett, al secolo il piemontese Mario Gariazzo, con Edoardo Russo e Fabrizio Dividi che mostreranno alcuni spezzoni rivelando retroscena inediti.

Sarà anche l’occasione per presentare le recenti pubblicazioni del C.I.S.U., assieme a un’anteprima del libro “UFO tra noi. L’universo è in Piemonte”, editrice Il Punto, alla presenza dell’autore Danilo Tacchino.

Per tutti i visitatori ci sarà la possibilità di partecipare ad un’originale iniziativa: il contest #AlienSelfie. Scatta la tua foto accanto alla ricostruzione, in dimensioni reali, delle “creature” protagoniste dei più famosi incontri ravvicinati del terzo tipo in Italia e nel mondo.

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Esce in questi giorni il n. 43 di “UFO – Rivista di Informazione Ufologica”!

UFO – Rivista di Informazione Ufologica è il principale organo di stampa del Centro Italiano Studi Ufologici. Esce dal 1986 ed è la voce della ragione, della serietà documentale, dell’analisi razionale della casistica ufologica, della riflessione scientifica sulla storia del fenomeno, dei progressi fatti nella ricerca di risposte attendibili alle sfide che i fenomeni aerei insoliti pongono.

E’ inviata gratuitamente a tutti coloro che aderiscono alla nostra associazione.

 

 

Fra i pezzi presenti nelle quarantotto pagine del nuovo numero, segnaliamo qui soltanto il lungo intervento dell’ufologo americano Michael Huntington sullo stato attuale dell’ufologia e sulle proposte per un suo futuro all’insegna della mentalità scientifica, la presentazione dell’ultimo libro storiografico di Giuseppe Stilo, Un cielo rosso scuro, dedicato agli anni dal 1947 al 1949, una sezione dedicata a tre indagini su casi ufologici italiani condotte da membri del CISU, la prima ricostruzione approfondita di un film mancato sui dischi volanti, quello che nel 1950 avrebbe dovuto avere per protagonista Totò, dovuta allo studioso Roberto Labanti (il pezzo include un eccezionale inserto sull’utilizzo del mito di Atlantide nei primissimi tempi dell’era ufologica contemporanea, sempre opera di Labanti), l’articolo di Paolo Toselli sull’antropologia del “turismo alieno”, ossia dei viaggi-pellegrinaggio in luoghi mitici dell’immaginario ufologico, e ancora ad opera di Stilo una lunga recensione del libro dello storico della scienza Marco Ciardi, Il mistero degli antichi astronauti (Ciardi è ospite sabato 7 ottobre al 32° Convegno Nazionale di Ufologia del CISU a Torino), oltre ad un’intervista allo stesso Ciardi e… molto molto altro ancora.

Una parte della collezione di UFO – Rivista di Informazione Ufologica è scaricabile in modo del tutto gratuito qui.