Esce in questi giorni il n. 43 di “UFO – Rivista di Informazione Ufologica”!

UFO – Rivista di Informazione Ufologica è il principale organo di stampa del Centro Italiano Studi Ufologici. Esce dal 1986 ed è la voce della ragione, della serietà documentale, dell’analisi razionale della casistica ufologica, della riflessione scientifica sulla storia del fenomeno, dei progressi fatti nella ricerca di risposte attendibili alle sfide che i fenomeni aerei insoliti pongono.

E’ inviata gratuitamente a tutti coloro che aderiscono alla nostra associazione.

 

 

Fra i pezzi presenti nelle quarantotto pagine del nuovo numero, segnaliamo qui soltanto il lungo intervento dell’ufologo americano Michael Huntington sullo stato attuale dell’ufologia e sulle proposte per un suo futuro all’insegna della mentalità scientifica, la presentazione dell’ultimo libro storiografico di Giuseppe Stilo, Un cielo rosso scuro, dedicato agli anni dal 1947 al 1949, una sezione dedicata a tre indagini su casi ufologici italiani condotte da membri del CISU, la prima ricostruzione approfondita di un film mancato sui dischi volanti, quello che nel 1950 avrebbe dovuto avere per protagonista Totò, dovuta allo studioso Roberto Labanti (il pezzo include un eccezionale inserto sull’utilizzo del mito di Atlantide nei primissimi tempi dell’era ufologica contemporanea, sempre opera di Labanti), l’articolo di Paolo Toselli sull’antropologia del “turismo alieno”, ossia dei viaggi-pellegrinaggio in luoghi mitici dell’immaginario ufologico, e ancora ad opera di Stilo una lunga recensione del libro dello storico della scienza Marco Ciardi, Il mistero degli antichi astronauti (Ciardi è ospite sabato 7 ottobre al 32° Convegno Nazionale di Ufologia del CISU a Torino), oltre ad un’intervista allo stesso Ciardi e… molto molto altro ancora.

Una parte della collezione di UFO – Rivista di Informazione Ufologica è scaricabile in modo del tutto gratuito qui.

 

++SABATO 7 OTTOBRE: 32° CONVEGNO NAZIONALE DI UFOLOGIA A TORINO!++

Il Centro Italiano Studi Ufologici, in occasione del 70° anniversario della “nascita” del fenomeno UFO, dedicherà alla ricorrenza il suo 32° Convegno Nazionale di Ufologia che si terrà a Torino, sabato 7 ottobre 2017, con inizio alle ore 10 presso Palazzo Capris, in Via Santa Maria 1, nel centro cittadino.

Fin dal 1986, il CISU organizza annualmente la principale occasione di incontro fra gli studiosi del settore che nel nostro paese si riconoscono nell’orientamento scientifico.
Sarà Xavier Passot l’ospite d’onore del convegno. Ingegnere informatico e appassionato di astronomia, Passot è stato per cinque anni (sino al 2016) direttore del GEIPAN, il gruppo di studio e informazione sui fenomeni aerospaziali non identificati, che dal 1977 opera all’interno dell’agenzia spaziale francese (il CNES) per raccogliere ed analizzare le segnalazioni UFO in Francia.

Sotto la sua direzione, il GEIPAN ha accelerato la pubblicazione su internet dei propri archivi, rivitalizzato le attività di indagine e aperto ad un’inedita collaborazione con gli ufologi privati, per mettere insieme competenze ed esperienze di scienziati e appassionati sulle tecniche di raccolta e analisi dei dati.

Marco Ciardi sarà il secondo relatore di prestigio. Professore di Storia della scienza all’Università di Bologna, Ciardi si interessa allo studio dei rapporti tra scienza, filosofia e letteratura, pseudoscienza e magia, ed è fra l’altro reduce dal notevole successo ottenuto dal suo ultimo libro Il mistero degli antichi astronauti (Carocci Editore), dedicato a quella che anni fa veniva chiamata archeologia spaziale ed oggi paleo-astronautica, ovvero la tesi secondo cui visitatori extraterrestri avrebbero interagito con le civiltà del passato.

Il convegno, che si protrarrà per tutta la giornata, sarà anche l’occasione per dibattere, a distanza di settant’anni, su come si è evoluto lo studio degli UFO e cosa è cambiato dal quel lontano 1947.

“Oggi celebriamo il quarantesimo anniversario della produzione del capolavoro di Steven Spielberg, Incontri ravvicinati del terzo tipo, che si avvalse della collaborazione dell’ufologo ed astronomo statunitense Josef Allen Hynek, a cui si deve la classificazione degli avvistamenti in categorie ben distinte tuttora impiegate dagli addetti ai lavori”. A ricordarlo è uno dei soci fondatori del CISU, Paolo Toselli. “Eppure i dischi volanti, quelli classici, “dadi e bulloni” per intenderci, si vedono sempre meno. In Italia, ma anche nel resto del mondo, negli ultimi anni gli avvistamenti di UFO sono diminuiti, e gli episodi di “incontro ravvicinato” si sono quasi azzerati”. Gli studiosi riuniti a Torino riusciranno a dare una risposta?

Concluderà la manifestazione una tavola rotonda sul tema Gli UFO in tempi di fake news a cui parteciperanno, tra l’altro, Massimo Centini, antropologo, e Andrea Ferrero, coordinatore e responsabile della formazione del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze.

Per partecipare al convegno, ad ingresso gratuito, è richiesta l’iscrizione scrivendo a cisu@ufo.it

Ufficio Stampa:
Gian Paolo Grassino, 011.8127475, gp.grassino@iol.it
Edoardo Russo, 011.538125, edoardo.russo@libero.it

CENTRO ITALIANO STUDI UFOLOGICI
www.cisu.org
www.upiar.com
www.ufo.it

CISUCAT: gli avvistamenti UFO italiani in tempo reale!

A partire dal mese di gennaio 2017, il Centro Italiano Studi Ufologici ha attivato un nuovo strumento per il monitoraggio in tempo reale delle segnalazioni di avvistamento UFO in Italia.

Il CisuCat consiste in un elenco sintetico on line sul sito ufoweb.it , gestito dal nostro socio Pasquale Russo, aggiornabile da tutti coloro che sono in possesso delle credenziali di accesso, con i soli dati essenziali (data, ora,
luogo, tipologia) di tutte le osservazioni ufologiche pervenute al CISU o reperite da qualsiasi fonte.

Una schermata del CisuCat, il catalogo delle segnalazioni ufologiche raccolte dal CISU. E’ aggiornato in tempo reale.

Questo elenco, che non sostituisce ma si affianca alle consuete attività di archiviazione e catalogazione della casistica, è partito con una dotazione iniziale di 554 casi del 2015 e 564 del
2016, che come al solito costituiscono la più
grande raccolta di notizie sugli avvistamenti UFO e IFO italiani.

Nei primi sei mesi dell’anno in corso, il CisuCat ha schedato 135 record di avvistamenti avvenuti nel 2017 e il database consente un sistema di interrogazione efficiente per selezionare gruppi
di dati, tramite chiavi di ricerca opportune.

L’andamento delle segnalazioni raccolte nel CisuCat per la prima metà del 2017.

Il mese più ricco è risultato per ora maggio (31
casi), mentre Piemonte e Sicilia sono state le regioni più “visitate”.

Per quanto riguarda le caratteristiche tipologiche, ben 55 casi sono corredati da materiale fotografico e video. Di queste
segnalazioni, tredici si riferiscono a casi senza testimonianza diretta e cioè presunti oggetti sconosciuti non osservati visivamente all’atto
dello scatto da parte degli autori. Una trentina di casi sono catalogati con tipologia DD (oggetti diurni) e 80 casi come LN (luci notturne). Solo due casi appartengono alla tipologia degli incontri ravvicinati.

Il nuovo libro di Giuseppe Stilo sugli albori dell’ufologia: “Un cielo rosso scuro” -1947-49: anni cruciali

È appena uscito per i tipi della Cooperativa editoriale UPIAR di Torino, Un cielo rosso scuro – 1947-1949: l’arrivo dei dischi volanti sull’Italia e sul mondo, il nuovo volume di Giuseppe Stilo, il sesto della sua opera storiografica destinata ad analizzare in dettaglio gli anni degli albori del fenomeno UFO contemporaneo, quelli dal 1946 al 1954.

Dopo quelli sul 1946, 1950, 1952 e il primo e il secondo tomo sul 1954 è la volta di Un cielo rosso scuro, che si occupa dei tre anni dal 1947 al 1949. Accompagnato da illustrazioni d’epoca scelte con attenzione, nelle sue 400 pagine più sedici di illustrazioni (euro 26) adotta un approccio che da un lato scopre e recupera tutta la casistica italiana, molta parte della quale finora sconosciuta o non valorizzata, dall’altro parla di storia delle idee delle correnti che sfociarono nel grande mare dell’ufologia.

 

Le grandi correnti discusse per tutta la parte centrale del testo sono quelle di ambito occultistico, quelle scientifiche e popolari che porteranno all’idea delle visite di astronavi extraterrestri e quella del mito dell’occultismo nazista, dei loro incroci e di ciò che suscitarono in menti ed anime inquiete di mezzo mondo.

Questo senza dimenticare mai il fenomeno, i casi, i testimoni, i primi individui che lo discussero, in specie in Italia, e che giunsero in un contesto quasi “vergine”, prima che, nella primavera del 1950, con la grande ondata italiana e mondiale, il fenomeno diventasse davvero planetario e l’ipotesi extraterrestre si diffondesse a macchia d’olio fra il pubblico.

 

Come le forze dell’ordine NON si occupano di UFO: un esempio dall’Inghilterra

Grazie a un articolo apparso sul sito del quotidiano inglese Birmingham Mail  il 23 giugno, si è appreso che da qualche tempo la Polizia della contea del West Midlands, nell’Inghilterra centrale, raccoglie ed elenca le chiamate telefoniche che riceve dal pubblico circa la presenza di oggetti volanti non identificati nei cieli dell’area territoriale di sua competenza.

In particolare, grazie a una richiesta fatta in virtù della Legge sulla libertà d’informazione, già in marzo la Polizia di contea avevo reso noto l’elenco delle segnalazioni ricevute, che potete scaricare qui.

Esso non ha niente di particolarmente eclatante: si tratta di dodici episodi in quattro anni, dal 2013 al 2016 compreso, ma i dettagli forniti sono scarsi e a una richiesta ulteriore fatta dall’ufologo spagnolo Vicente-Juan Ballester Olmos la Polizia ha risposto di non disporre di altro al riguardo.

Se attiriamo la vostra attenzione su questa notizia è per dire che si tratta dell’ennesima occasione nella quale le autorità di Polizia o militari dei più diversi Paesi del mondo (e lo stesso vale per l’Italia, in sostanza), dopo aver ricevuto le segnalazioni dal pubblico non svolgono nessuna attività volta a chiarire la natura di quanto osservato, anche perché non è questo il loro compito istituzionale.

Nel caso inglese, una breve nota in chiusura del documento sembrerebbe infatti indicare che la Polizia del West Midlands non ha effettuato alcun approfondimento perché dal punto di vista delle forze dell’ordine la natura di quanto descritto non lo richiedeva.

Non v’è, dunque, la percezione che i fenomeni UFO attengano in alcun modo alla sicurezza e alla difesa. Di qualsiasi cosa si tratti, se ne dovrebbero occupare altri.

 

 

Segnalazioni recenti/ Sommariva del Bosco (Cuneo), 14 giugno

Poche ore dopo il fatto, un uomo di Sommariva del Bosco (Cuneo) ha contattato via posta elettronica il Centro Italiano Studi Ufologici per render nota l’esperienza ufologica che aveva vissuto la notte sul 14 giugno. Pervenuto a poche ore dal primo contatto anche il questionario con allegate due foto, il CISU riteneva il fatto degno di un rapido approfondimento.

Per questo, già nel pomeriggio del 22 giugno due soci della nostra associazione potevano svolgere un’indagine diretta sull’episodio intervistando a lungo il testimone sul luogo dell’accaduto e prendendo misure e rilievi.

Il teste si è dimostrato altamente collaborativo. La valutazione del caso di Sommariva è ancora del tutto provvisoria e il rapporto d’indagine è in fase di stesura da parte di vari membri del CISU. In attesa di una possibile futura trattazione dell’evento sulle pagine di UFO – Rivista di Informazione Ufologica, qui forniamo soltanto alcuni elementi di massima di un avvistamento che, anche solo per la sua dinamica, risulta di un discreto interesse.

Intorno alle 01.13, non riuscendo a dormire per il caldo, l’uomo si affacciava a una finestra della sua abitazione e, guardando il cielo un po’ velato, ad un tratto vedeva a nord-nord ovest una grossa luce alta sull’orizzonte che gli sembrava venire verso di lui, dato che diventava via via più grossa e luminosa.

Era di colore arancio e progressivamente si rivelava per una sfera di notevoli dimensioni apparenti (molto più di Venere, meno della Luna). Effettuava un peculiare movimento rotatorio su se stessa. Il teste aveva già fotografato una prima volta il corpo con il suo Samsung Galaxy S6. A questo punto il fenomeno produceva come una scia color oro, luminosa,  e in quel momento l’uomo riusciva a riprendere una seconda foto, in cui però la striscia di luce appare rossa.

Poi il corpo sarebbe scomparso o si sarebbe spento – ma lui vide questa “sparizione” solo attraverso lo schermo della fotocamera, su cui lo stava seguendo –  e, dopo aver alzato lo sguardo senza vedere più nulla a occhio nudo, cercando ancora, non più in quella posizione ma in un’altra l’uomo  avrebbe intuito una sagoma,  assai grande (più del suo pugno a braccio disteso), molto alta sull’orizzonte e a suo avviso molto vicina, di difficile definizione ma probabilmente simile a una grande “T” ma con “ali” parecchio diverse da quelle di un aereo, ferma in cielo. Avrebbe anche cercato di riprendere ancora più volte il fenomeno, ma senza che la fotocamera scattasse.

Poi il corpo avrebbe riacceso due lucine bianche, una anteriore e una posteriore. Sarebbe stato allora che avrebbe udito un rumore come di tuono, ma ancora più forte, come di un rombo. Poi il fenomeno sarebbe scomparso rapidamente, con un’accelerazione elevatissima.  L’esperienza si sarebbe protratta per circa tre minuti. Il padre dell’uomo, che dormiva nella stessa casa e diversi altri abitanti del paese si sarebbero svegliati per l’intensità del rumore.

Le due foto, disponibili in originale insieme a tutti i dati relativi sono all’esame del CISU insieme all’intero dossier.

Ricordiamo che il CISU non trae da nessun singolo caso ufologico – nemmeno da quelli rimasti non identificati dopo adeguata analisi – nessuna conclusione circa le cause dell’intera fenomenologia. Per l’episodio segnalato, peraltro, gli accertamenti da parte nostra sono appena iniziati.

Un’indagine ufologica su eventi la cui natura non sia  – come avviene sovente – quasi immediatamente spiegabile, può richiedere tempi lunghi: quelli dell’analisi, dello studio e della discussione fra colleghi.

 

 

 

 

70° degli UFO: meno dischi volanti nei cieli, ma spopolano sui social

COMUNICATO STAMPA

 

Tempo sereno a Pendleton, Oregon, il 24 giugno 1947.

All’aeroporto una folla di curiosi attendeva l’arrivo di un pilota, un imprenditore di Boise, Idaho, che aveva visto qualcosa di insolito. Il suo nome era Kenneth Arnold. Raccontò che verso le tre del pomeriggio un lampo illuminò il suo aereo. Scrutando il cielo, si accorse della presenza, nei pressi del Monte Rainier, di nove velivoli disposti in formazione. Pensò ad aerei a reazione, ma non avevano coda. Assomigliavano a piatti tagliati a metà, mentre uno, più scuro degli altri, pareva una mezzaluna. In base ai riferimenti presi in volo, Arnold ne calcolò la velocità: 2000 km/h, un valore impensabile per l’epoca.

 Riferendosi al movimento degli oggetti, li descrisse «come piatti che rimbalzavano sull’acqua». Un dispaccio dell’agenzia Associated Press fu battuto dal reporter Bill Bequette che, equivocando le parole di Arnold, utilizzò l’espressione flying saucers, cioè “piatti volanti”.

Nel giro di poche ore la storia fece il giro del mondo. Avvistamenti di flying saucers, da noi meglio noti come dischi volanti, iniziarono a proliferare ogni dove (il primo avvistamento nostrano di disco volante avvenne il 6 luglio nei cieli di Roma). Qualunque cosa fossero i nove oggetti visti da Arnold, miraggi, aerei supersonici sperimentali, meteore diurne o pellicani bianchi, era nata l’era moderna degli UFO, come preferì definirli poco dopo l’Aeronautica militare statunitense.

Ma in molti pensavano che la “discomania” non sarebbe durata a lungo. Tra questi lo stesso Orson Welles, che nel ‘38 aveva terrorizzato gli americani con l’adattamento radiofonico della Guerra dei mondi. «La gente è fantasiosa e ingenua», dichiarò alla stampa il 6 luglio. «Scommetto dieci contro uno che presto tutta questa storia si sgonfierà».

Invece il concetto di disco volante fece subito presa sul pubblico tant’è che nell’agosto del 1947, a distanza di poco più di un mese dal primo avvistamento, un sondaggio di opinione condotto dall’Istituto Gallup fece risultare che il 90% della popolazione adulta americana ne aveva già sentito parlare. Il nuovo termine era semplice, così familiare che ognuno poteva visualizzarlo, e la sua comparsa massiccia sulla stampa gli fornì subito autorità. Orson Welles perse la scommessa. La storia non si sgonfiò, anzi, i dischi volanti continuarono ad apparire.

Sino all’avvento del terzo millennio, quando i dischi volanti, quelli classici, “dadi e bulloni” per intenderci, sono pressoché scomparsi. In Italia, ma anche nel resto del mondo, negli ultimi anni gli avvistamenti di UFO sono diminuiti.

Ad esempio, secondo i dati raccolti dal Centro Italiano Studi Ufologici, – che per il 2016 ha schedato poco più di 500 segnalazioni in Italia, a fronte delle 25.000 totali avvenute a partire dal primo dopoguerra – si riscontra una sensibile diminuzione degli avvistamenti in pieno giorno di “oggetti” più o meno strutturati ed ancor più degli Incontri Ravvicinati, passati dal 16% (valore medio nel periodo 1947-1990) al 2% degli ultimi anni, mentre quelli del Terzo Tipo, resi celebri dal film di Spielberg, sono pressoché scomparsi.

Restano invece costanti intorno al 70% i casi di “luci” osservate a distanza, che tuttavia trovano spesso una spiegazione coerente in errate interpretazioni di comuni fenomeni ottici/astronomici, satelliti, meteore o aeromobili.

Malgrado non svolazzino più nei nostri cieli, i dischi volanti spopolano sui social e in tutta la cultura popolare, dai fumetti alla letteratura per ragazzi, dal cinema alla musica, dall’arte alla pubblicità. youtube e altri canali tematici straripano di filmati di fantasmagorici UFO o sfuggenti creature aliene al 99,99% veri e propri “fake” creati con programmi di videografica digitale.

A distanza di 70 anni, i dischi volanti sono una costante presenza nel nostro quotidiano, ma probabilmente dicono più cose su di noi che su ipotetiche creature provenienti da altri mondi.

INFO:

Paolo Toselli, 339.8564090, ptoselli@tin.it

Edoardo Russo, 011.538125, edoardo.russo@libero.it

6 maggio: il CISU al Museo del Fantastico e della Fantascienza (MUFANT) di Torino!

Il Centro Italiano Studi Ufologici sta stringendo vari accordi di collaborazione con il Museo del Fantastico e della Fantascienza (MUFANT) di Torino, che si trova in via Reiss Romoli, 49-bis, nella parte nord della città.

La prima occasione in cui avremo modo di  presentare  i frutti di questa collaborazione sara l’inaugurazione delle nuove collezioni del MUFANT (“Il fantastico nelle produzioni RAI”, la sezione “Fantascienza delle origini”, quella dei “Pulp magazine” e l’Area Robot).

Alla presenza degli assessori alla cultura del Comune di Torino e della Regione Piemonte, sabato 6 maggio, alle 17.20, lo studioso del CISU Paolo Toselli  parlerà su Anni 50: Dischi volanti ed extraterrestri in TV: un’accurata indagine sulle suggestioni televisive degli anni ’50-’60, cioè quelle che contribuirono a creare lo stereotipo dell’extraterrestre plasmando sogni e convinzioni.

Prossimamente uno degli spazi del museo sarà allestito con una mostra curata dal CISU sullo stesso tema, con esposizione di oggetti in teca e pannelli illustrativi a mo’ di mostra.

In quella sala sono previste altre iniziative di rilevanza ufologica che saranno curate dal CISU in collaborazione con il MUFANT e che, in prospettiva, dovrebbero diventare permanenti.

Vi terremo aggiornati su queste nuove e più importanti aree di lavoro CISU – MUFANT.

Intanto il programma completo dell’evento del del 6 maggio si trova a questa pagina Facebook.

 

 

Un anello fatto di nuvole nel cielo di Forlì? Com’è possibile?

La mattina di giovedì 16 marzo in parecchi hanno notato nel cielo di Forlì e hanno poi commentato con stupore sui social network la presenza di un anello di nuvole rimaste a lungo a disegnare delle forme ad anello quasi perfetto nel cielo limpidissimo.

Non sono mancate le ipotesi fantasiose e – inevitabilmente – quelle concernenti il passaggio di un UFO.

In realtà il fenomeno era dovuto alla scia di condensazione di aerei dell’Aeronautica decollati dalla base di Cervia (Ravenna) per delle esercitazioni e che avevano manovrato a lungo sul forlivese.

L’occasione però è stata buona perché il sito locale ForlìToday ha dato un esempio di giornalismo serio cogliendo l’occasione per interpellare il meteorologo Pierluigi Randi, di Meteocenter ed Emilia Romagna Meteo, che ha spiegato in sintesi i complessi meccanismi fisici di formazione delle scie dei velivoli e in particolare le differenze fondamentali rispetto alla nascita delle nubi di origine naturale.

Randi ha anche illustrato i motivi per i quali alcune scie dovute a velivoli di passaggio durano per brevissimi periodi di tempo ed altre invece permangono quasi inalterate assai a lungo, magari disegnando sagome sorprendenti come nel caso forlivese del 16 marzo.

Qui sopra vedete una foto tratta dall’articolo pubblicato da “ForlìToday” lo stesso 16 marzo.

Il fenomeno è stato comunque notato anche da varie parti della Romagna.

Citiamo qui Randi per la completezza delle sue parole e lodiamo “ForlìToday” per la volontà di illustrare al suo pubblico le cose senza cedere a tentazioni pseudoscientifiche di sorta:

“Le diverse modalità di “comportamento” delle scie nasce dal fatto che per potersi avere la loro formazione è indispensabile che la quantità di vapore acqueo presente negli strati d’aria attraversati dal velivolo sia sufficientemente vicina al punto di saturazione calcolato rispetto all’acqua liquida. Per avere scie persistenti è importante che la quantità di vapore acqueo presente sia in eccesso rispetto alla quantità necessaria per renderla satura rispetto al ghiaccio. Molti studi hanno mostrato come l’esistenza di moti verticali nei volumi d’aria dove avviene il rilascio dei gas di scarico favorisca in maniera significativa (dal 16% all’84 % dei casi) la formazione, persistenza ed espansione delle scie di condensazione; inoltre la relativa abbondanza di vapore acqueo nell’ambiente ove i gas di scarico vengono rilasciati sia di notevole importanza per permettere la formazione e la persistenza delle scie di condensazione; infine la dinamica dei vortici d’aria che si creano nella scia degli aerei in volo permette di spiegare l’intermittenza nel tessuto delle scie di condensazione. Quindi nulla di anomalo o di strano, le condizioni termodinamiche della troposfera erano alquanto favorevole alla formazione di tali scie”.

 

 

Solo quattro segnalazioni O.V.N.I. raccolte dall’Aeronautica Militare Italiana per l’anno 2016

Come ormai consuetudine e stavolta con notevole solerzia, il Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, che ha il compito di raccolta e verifica delle segnalazioni di Oggetti Volanti Non Identificati (O.V.N.I.) provenienti da civili tramite le stazioni locali dei Carabinieri oppure da personale delle Forze Armate, ha appena reso noto il bilancio dei casi raccolti per l’anno 2016.

Confermando una tendenza ad una progressiva riduzione, il documento indica appena quattro episodi, sunteggiati in un documento in formato pdf che tutti possono scaricare.

Un caso si riferisce al mese di febbraio e giunge da Pieve d’Alpago (Belluno), il secondo ad agosto e giunge da Misano Adriatico (Rimini), il terzo al mese di settembre e viene dalla cittadina di Spinea (Venezia), esattamente come l’ultimo, il 4 dicembre. Una sommaria impressione è che non si tratti di episodi di speciale rilievo.

Nell’ultimo numero di UFO – Rivista di Informazione Ufologica, uscito nella prima metà di marzo, avevamo già commentato la costante diminuzione dei casi disponibili all’Aeronautica (otto per il 2014, due per il 2015) e il fatto che nessun evento pare ormai arrivare da personale in divisa. Tutti sono dovuti a privati cittadini.