Uscito il nuovo numero di Cielo Insolito – Rivista di storiografia ufologica!

Arriva al numero 9 Cielo insolitola rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO  animata da Giuseppe Stilo e da  Maurizio Verga.

Porta la data di aprile 2019 e, come sempre, lo si può scaricare gratis in formato pdf come l’intera collezione.

Trasmettetelo, leggetelo e diffondetelo senza alcuna limitazione!

Stavolta vi appaiono quattro articoli. Il primo, firmato insieme da Stilo e Verga, chiarisce le dinamiche della traduzione italiana, a fine 1956, di un superclassico del contattismo, ossia di una delle correnti classiche dell’occultismo di area ufologica. Si tratta di The Saucers Speak!, di George Hunt Williamson e Alfred C. Bailey. Questo volumetto ebbe conseguenze vistose per la nascita dell’ambiente ufologico italiano, in specie negli anni cruciali compresi fra il 1957 ed il 1959. 

Di seguito, Stilo interviene per far vedere come la recente attribuzione “ufologica” fatta da uno storico dell’arte per uno dei primi quadri importanti del pittore Emilio Vedova, una tempera realizzata nel 1951, probabilmente sia da ridimensionare. 

Potete poi leggere un lungo studio sul grande interesse che la Società Teosofica Brasiliana (STB) ebbe per i dischi volanti tra il 1954 e il 1969. Si trattava di una serie di complesse elucubrazioni su una provenienza sotterranea dei supposti velivoli e per un loro, prossimo ruolo in una Nuova Era che avrebbe avuto per centro proprio il Brasile. 

Infine, Maurizio Verga presenta un suo studio preliminare sulle primissime reazioni della stampa americana alla notizia dell’avvistamento di Kenneth Arnold, fra il 25 e il 26 giugno del 1947. Verga delinea con cura i punti cruciali intorno ai quali  si concentrarono i primissimi ragionamenti dei reporters e, non ultimo, mostra come nel giro di poche ore altri testimoni cominciarono ad aggiungersi al “padre” dei dischi. 

Buona lettura!

Un sondaggio internazionale degli ufologi

Fra i molti libri che escono sull’argomento UFO, pochi sono quelli che meritano e che resteranno nella storia dell’ufologia. Ne è appena uscito uno, frutto di un’inedita collaborazione internazionale, ideata e coordinata da Milton Hourcade.

Hourcade è stato il pioniere dell’ufologia uruguayana, fondatore nel 1958 del CIOVI (Centro de Investigación de Objetos Voladores Inidentificados), giornalista tecnico-scientifico per la carta stampata e poi per la radio. Dal 1989 vive negli Stati Uniti e nel 2008, dopo lo scioglimento del CIOVI, ha creato il Grupo de Estudio de Fenómenos Aéreos Inusuales (GEFAI). Vincitore nel 2006 del Premio Zurich International (indetto dalla Fundacion Anomalia) per il libro “OVNIs: La Agenda Secreta”, è anche autore dei volumi “OVNIs: Desafío a la Ciencia” (1978), “Elementos de Ovnilogía – Guía para Investigación” (1989), “In Search Of Real UFOs” (2011).

Nell’estate del 2018, Milton ha lanciato un’iniziativa senza precedenti, un sondaggio fra alcuni esperti internazionali, ai quali è stato chiesto di rispondere a otto domande:

  • Usi l’espressione UFO o un’altra sigla, e perché?
  • Le tue idee sugli UFO sono cambiate negli anni?
  • L’inquirente ufologo dovrebbe diventare un esperto sugli IFO?
  • Se ci sono fenomeni ancora inesplicati, cosa potrebbero essere?
  • Come consideri la questione UFO in generale? Cosa pensi dell’argomento nel suo insieme?
  • E’ possibile fare qualcosa di concreto per portare la verità al pubblico e far cambiare idea a quelli che sostengono o credono che gli extraterrestri vivano con noi sulla Terra?
  • Pensi che il SETI o ricerche simili siano attività valide?
  • Qual è la tua opinione sugli universi multipli?

Alle domande di Hourcade hanno risposto 22 tra ufologi e studiosi di varie discipline scientifiche (astrofisica, antropologia, fisica, storia, psicologia) di 12 diversi paesi: Jan Aldrich (USA), Roberto Enrique Banchs (Argentina), Vicente-Juan Ballester Olmos (Spagna), Manuel Borraz Aymerich (Spagna), Rodrigo Andrés Bravo Garrido (Cile), Ignacio Cabria (Spagna), Jerome Clark (USA), George Eberhart (USA), Greg Eghigian (USA), Igor Kalytyuk (Ucraina), Martin Kottmeyer (USA), Rubén Lianza (Argentina), Claude Maugé (Francia), Hans-Werner Peiniger (Germania), Robert Powell (USA), Edoardo Russo (Italia), Salim Sigales Montes (Messico), Clas Svahn (Svezia), Massimo Teodorani (Italia), Thomas Tulien (USA), Wim van Utrecht (Belgio), Leopoldo Zambrano Enríquez (Messico).

Dopo aver pubblicato i loro interventi sul sito del GEFAI, il coordinatore del progetto li ha ora raccolti in un libro (Aliens, Ships and Hoaxes – The First International Survey of the Top UFO Researchers in the World”), insieme ad un’introduzione, un capitolo di riepilogo e valutazione del sondaggio, ed alcune appendici.

Il volume, disponibile sia in formato elettronico sia in edizione cartacea, rappresenta un’occasione preziosa per avere una visione d’insieme da diversi punti di vista della situazione attuale e delle prospettive per l’ufologia di orientamento scientifico, ed è destinato a diventare un classico della letteratura ufologica. Non possiamo che consigliarne caldamente la lettura.

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Nella foto in alto: i fondatori del CIOVI nel 1958
Nella foto in basso: Milton Hourcade oggi

CISU 2019: aperta la campagna adesioni

Come ogni anno a dicembre, il Centro Italiano Studi Ufologici lancia la sua campagna iscrizioni per il 2019, 34° anno di attività.

Il CISU è infatti un’associazione culturale, basata sul volontariato dei propri iscritti. Chiunque sia interessato ad un approccio razionale e scientifico al problema UFO può contribuire.

Esistono vari ambiti nei quali ciascun iscritto può partecipare, più o meno attivamente, a seconda delle proprie inclinazioni e disponibilità: indagini su segnalazioni di avvistamento locali, ricerche d’archivio, aree specifiche di approfondimento e studio, di solito in coordinamento con i responsabili locali dell’associazione.

Esistono gruppi di lavoro e diverse mailing list di collegamento fra gli iscritti interessati o attivi su tematiche specifiche. I principali progetti di catalogazione e ricerca in corso sono indicati qui

Dal 1986, il CISU organizza annualmente un convegno, che a volte è aperto al pubblico ed a volte riservato agli iscritti (l’ultimo si è tenuto a Bologna il 10 novembre 2018, l’elenco dei precedenti è consultabile qui).

Da 33 anni il Centro Italiano Studi Ufologici pubblica una rivista (attualmente semestrale) che, senza lasciare spazio al sensazionalismo, offre una panoramica ragionata dello studio ufologico in Italia e nel mondo, ed è affiancata da una collana di monografie (Documenti UFO) e dai libri tecnici pubblicati dalle Edizioni UPIAR. Agli iscritti è inoltre riservata la circolare “Notizie CISU” che riporta le attività in corso da parte dei soci e dei collaboratori.

Gli iscritti al CISU hanno poi diritto ad uno sconto del 15%-20% sull’acquisto di tutti i libri pubblicati o distribuiti sul sito UPIAR Store.

Lo statuto e il regolamento del Centro Italiano Studi Ufologici sono consultabili qui e qui.

Il Manuale di metodologia d’indagine ufologica è scaricabile qui.

Il codice etico del CISU è pubblicato qui.

Aderire come collaboratore è semplice: basta riempire questo modulo e inviarcelo. La domanda verrà valutata dal consiglio direttivo e, in caso affermativo, sarà richiesto il pagamento della quota associativa per perfezionare l’iscrizione.

Iscriversi al CISU significa entrare a far parte di una squadra di persone con grande esperienza nell’ambito della ricerca ufologica di orientamento razionale e scientifico. Vuol dire cominciare a diventare “ufologi” sul serio – non per gioco, mettendo a disposizione le proprie competenze, capacità, idee, entusiasmo che diventano concreti ed operativi.

 

Ecco il nuovo numero di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica

Giunge al suo ottavo numero Cielo insolitola rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO  animata da Giuseppe Stilo e da  Maurizio Verga.

Datato dicembre 2018, lo si può liberamente scaricare in formato pdf come l’intera collezione.

Fatelo circolare e diffondetelo senza alcuna limitazione!

Vi figurano anche stavolta cinque articoli. Il più corposo si deve a Maurizio ed è la prima ricostruzione – completa in tutti i suoi aspetti – di un celebre incontro col misterioso “pilota” di un dirigibile fantasma, quello di Caerphilly, nel Galles, venuto alla ribalta nel maggio del 1909. Uno dei tanti “dirigibili misteriosi” sognati nei cieli d’Europa negli anni che andarono tra la fine del XIX secolo e quelli della Prima Guerra Mondiale.

Altri due pezzi si concentrano sulle sempre più sorprendenti scoperte sulla storia antica dei cosiddetti “fenomeni solari”, quelli che con un po’ di superficialità ancora oggi sono associati a supposte visioni religiose in ambito cattolico e che invece sono descritti in mezzo mondo almeno da duecento anni. Il primo articolo descrive i casi di questo tipo che saltarono fuori in coincidenza con la psicosi per il transito della cometa di Halley, nel 1910, il secondo le fonti del tempo sui primi fenomeni solari italiani  che conosciamo, quelli della primavera-estate 1944, incentrati intorno alle esperienze visionarie di una bambina di Bonate (Bergamo).

Altri due articoli si soffermano invece sul rapporto fra pensiero occultistico e teosofico, abitatori di altri mondi, viaggi e contatti con loro. Uno discute il modo in cui gli italiani appresero nel 1951  l’esistenza di una “sacerdotessa di Atlantide” londinese che viaggiava sugli altri pianeti, il secondo il modo disinvolto con il quale a Milano, nel 1919, due coniugi pretendevano, grazie a loro fantasiosi apparati tecnici , di potersi mettere in contatto con i defunti, che ora abitano diversi pianeti del sistema solare. 

Buona lettura –  e buon divertimento!

[nell’immagine in evidenza:  Un fotogramma del film britannico “The Airship Destroyer”, uscito nel 1909, poco dopo l’incontro nel Galles con il pilota di un dirigibile misterioso. Indica con chiarezza i primi timori collettivi per un’invasione tedesca delle Isole britanniche per via aerea.]

L’ondata del 1978 diventa storia – 33° convegno del CISU a Bologna

Sabato 10 novembre si è svolta a Bologna la 33° edizione dell’annuale Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU.

Come già annunciato, il tema del convegno è stato “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”, e quest’anno l’incontro non è stato aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sotto forma di un workshop di discussione e approfondimento.

Ha aperto i lavori Gian Paolo Grassino, con un’introduzione intitolata “Cronaca di un anno insolito, difficile, unico” e costituita da una carrellata mese per mese dei fatti salienti (avvistamenti più rilevanti, notizie UFO più clamorose, attività ufologiche, fatti o eventi di costume e società).

E’ seguita una relazione volutamente provocatoria di Paolo Toselli, intitolata1978: Italia chiama UFO: tecniche di disinformazione di massa?”: correlando il ruolo ambiguo di alcuni personaggi nei vari momenti,  si è sollevato il dubbio se l’ondata sia stata almeno in parte costruita a tavolino, per scopi poco confessabili.  Ne è seguita una vivace discussione.

Terzo intervento quello di Edoardo Russo, strettamente legato ai “numeri” di quello che fu all’epoca ed è rimasto anche successivamente l’anno dei record per l’Italia (numero di avvistamenti, di atterraggi, di incontri del terzo tipo, articoli e notizie sui giornali, servizi TV, libri pubblicati). In vista della ricorrenza quarantennale, la segreteria del Centro Italiano Studi Ufologici ha portato a termine nei mesi scorsi un ampio lavoro di aggiornamento dell’archivio e del catalogo casistico, portando da 1.800 a oltre 2.300 gli avvistamenti italiani raccolti e schedati  per quel solo anno (pari al 28% di tutte le segnalazioni fino a quel momento). In parallelo, è stata completata la digitalizzazione integrale dell’archivio stampa, che per quell’anno conta oltre 2.200 articoli o ritagli. Oltre a qualche statistica mensile e settimanale dei due archivi, è stato anche confrontato l’andamento delle relative distribuzioni temporali, ed è stata evidenziata l’unicità del “fenomeno 1978” italiano rispetto al resto del mondo.

Sia in coda alla relazione, sia il giorno successivo (a margine dell’assemblea dei soci) sono stati proposti vari approfondimenti per ulteriori ricerche che da questi dati sarebbero possibili. E proprio questa era l’intenzione e lo scopo del convegno: non un punto di arrivo ma di partenza.

Per alleggerire la discussione, in chiusura è toccato nuovamente a Grassino presentare Incontri ravvicinati del terzo tipo: il film, con retroscena ufologici poco conosciuti circa la genesi e la realizzazione della pellicola cinematografica di Steven Spielberg, il ruolo avuto dall’astronomo-ufologo Joseph Allen Hynek e il versante italiano di entrambi (il film e la visita di Hynek nel nostro paese in quella primavera del ’78, con relativa ricaduta di conferenze, interviste su giornali e TV, pubblicazione del suo libro).

Quattro ore intense, ma di forte stimolo per tutti i partecipanti. Le slide di presentazione delle relazioni e la registrazione integrale degli interventi sono state messe a disposizione dei soci e collaboratori del CISU, per condividere il convegno  anche con chi non era presente.

L’ondata del 1978 al convegno del CUN

Sabato 27 ottobre si è tenuto a Roma il consueto convegno autunnale organizzato dal Centro Ufologico Nazionale (CUN), che quest’anno ha visto come attrazione principale la partecipazione dell’americano Luis Elizondo, già responsabile dell’AATIP (il “Progetto di identificazione delle minacce aerospaziali avanzate” che all’interno del Pentagono si è occupato anche di UFO tra il 2007 e il 2012) ed ora direttore della TTSA (l'”Accademia di arti e scienze Verso le stelle”, creata dall’ex cantante Tom DeLonge, anch’egli presente a Roma per l’occasione).

Fra i relatori che al mattino hanno preceduto l’esposizione pomeridiana degli ospiti d’Oltreoceano, è toccato a Edoardo Russo (segretario del CISU) presentare una relazione intitolata “1978: un’ondata solo italiana?”.

Dopo una sintetica esposizione sull’eccezionalità di quell’annata nel nostro paese (quanto a numero di avvistamenti UFO, di incontri ravvicinati, di notizie sui giornali, di programmi radio-televisivi, di attività ed eventi ufologici in genere), il relatore ha evidenziato come tale ondata abbia riguardato quasi solo l’Italia, a differenza delle altre nazioni europee e dei principali paesi extra-europei, ed abbia avuto dimensioni uniche sia nel confronto con l’estero sia rispetto agli anni precedenti e successivi.

La relazione ha suscitato un inaspettato interesse mediatico, tradottosi in un’intervista al TG2 RAI che proprio al tema dell’ondata 1978 ha dedicato il titolo del servizio andato in onda il giorno successivo alle ore 13.

UFO atterrato alle Cime di Lavaredo?

Negli ultimi anni, la percentuale degli incontri ravvicinati sul totale degli avvistamenti UFO italiani è scesa notevolmente,  addirittura sotto il 5%, che corrisponde più o meno a 10 casi ogni anno. Sono quindi di particolare interesse i rari casi di “atterraggio UFO” segnalati dai testimoni.

L’ultimo in ordine di tempo risale al 7 luglio scorso, quando un turista americano avrebbe avuto un’esperienza abbastanza fuori dall’ordinario sul sentiero dolomitico che collega due rifugi nel comune di Auronzo di Cadore (in provincia di Belluno).

La segnalazione è stata inviata al Case Management System del MUFON (Mutual UFO Network) e ne riportiamo il contenuto riassumendo quanto riferito per iscritto dallo stesso testimone, un fotografo professionista che stava facendo un’escursione serale nel parco naturale delle Tre Cime di Lavaredo per fare delle foto del tramonto e poi della Via Lattea.

La sera di venerdì 6 luglio l’uomo aveva lasciato la sua auto  nel piazzale del Rifugio Auronzo e poi si era incamminato lungo il sentiero che sale verso Forcella Lavaredo per arrivare dopo circa un’ora di cammino al rifugio Locatelli, sul lato opposto del Monte Paterno. Verso mezzanotte aveva deciso di rientrare all’auto percorrendo il sentiero nel buio più totale, illuminato solo da una torcia elettrica.

 

Poco prima dell’una di notte,   dopo aver superato la Cappella degli Alpini (e quando si trovava ormai in vista del piazzale-parcheggio del Rifugio Auronzo) si voltava indietro e rimaneva esterrefatto nel vedere “una grande e brillante struttura irregolare simile a una sfera, composta da molte molte luci brillanti”,  immobile e silenziosa sul crinale a circa 150 metri di distanza, dove era passato pochi minuti prima. Non si vedeva una vera e propria struttura ma soltanto le luci di vario colore, che coprivano un’area grande come un rifugio a due piani.

Dopo un breve sguardo a quello  che non gli sembrava niente di conosciuto, letteralmente terrorizzato all’idea di essere stato notato per la sua torcia elettrica, il testimone decideva di correre fino alla sua macchina. Nel farlo si voltava indietro più  volte, ma rinunciando ad estrarre la  fotocamera dallo zaino per fotografare la cosa.

Col senno di poi, l’uomo ha tentato di ipotizzare alcune spiegazioni: un grande albero con luci di Natale, una cinquantina di droni sospesi in quel punto, un altro rifugio non segnato sulla mappa che aveva acceso improvvisamente tutte le luci. Nessuna di queste l’ha però convinto o tranquillizzato, e per questa ragione ha pensato  si trattasse di un fenomeno UFO. Il giorno dopo ha mandato la sua segnalazione all’organizzazione ufologica americana, che sul caso ha aperto un fascicolo d’indagine, affidandolo alla filiale italiana.

 

[Nella foto in evidenza: le tre Cime di Lavarone di notte (fonte: TripAdvisor);
Foto in alto: il sentiero che va dal Rifugio Auronzo alla Forcella Longeres (foto Marco P. da Tripadvisor);
Foto al centro: il Rifugio Auronzo ed il suo parcheggio, visti dal sentiero in alto (fonte: it.wikipedia.org);
In basso: il disegno fatto dal testimone per illustrare il suo avvistamento (fonte: MUFON)]

Il numero 7 di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica, qui gratis per voi!

Proseguono con puntualità le uscite di  Cielo insolito, la rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO  in larga misura opera di Giuseppe Stilo e di  Maurizio Verga.

Questo numero, che è il settimo dal marzo 2016, come tutti quelli già usciti è liberamente scaricabile in formato pdf. Fatelo circolare e diffondetelo senza alcuna limitazione!

Si tratta di un numero un po’ più smilzo dei precedenti ma ancora con ben cinque articoli, tutti dedicati da Stilo a vicende italiane poco note ma degne di analisi (tranne l’ultimo, che ci porta in Egitto).

Nel primo, la ricostruzione di una serie di fenomeni aerei segnalati nel 1917 fra il 18 aprile
e la fine del mese  in alcune regioni ma soprattutto in Piemonte. Le fonti  sono contraddittorie: si direbbero un paio di grossi bolidi, ma i dettagli e le voci circolanti forniscono un quadro più interessante. L’ipotesi “bolidi” rimane quella più probabile, ma il quadro in cui le notizie circolarono è importante: si era al culmine della Prima Guerra Mondiale e molto forti erano le dicerie e i timori di incursioni aeree, la censura e l’autocensura della stampa, le paure del pubblico.

Il secondo articolo riferisce sulle fonti, ora recuperate, concernenti un fenomeno presente da molto tempo con informazioni di seconda mano nei cataloghi  ufologici. Queste fonti mostrano che il fatto si verificò la sera del 30 luglio 1909 e che fu dovuto ad un superbolide visibile almeno dall’Italia settentrionale e centrale e dal Ticino. Di solito, quando si dispone di fonti adeguate, le presunte anomalie o incertezze su eventi celesti antecedenti il 1947 si risolvono in modo convenzionale o si rivelano attribuzioni “misteriose” operate dopo l’inizio dell’era ufologica contemporanea.

Il terzo rinvia al n. 6 di Cielo Insolito (marzo 2018), in cui era stato descritto un fenomeno osservato a Udine da un meteorologo e da un gruppo di persone colte. Ora è possibile dire che quell’esperienza suscitò un dibattito, del quale ci giunge traccia tramite due articoli del Corriere della Sera del 1924 e del quale fu al centro, in modo polemico, l’astrofilo Isidoro Baroni. Baroni sosteneva che l’episodio era spiegabile insieme ad altri come riflessi sulle nubi generati da proiettori di grandi unità navali nell’Alto Adriatico.

Il quarto pezzo si occupa di un cosiddetto medium che ebbe grande notorietà, Nino Pecoraro. Sin dagli anni ’20 del secolo scorso Pecoraro ammise più volte a che cosa erano riconducibili le sue pretese manifestazioni: a capacità illusionistiche. Ma questo non arrestò la sua carriera. Nel marzo del 1950, a Roma, Pecoraro fu uno dei primissimi italiani ad apprendere dagli spiriti la realtà extraterrestre dei dischi volanti. Entro la fine di aprile un’astronave triangolare avrebbe recato sulla Terra una serie di messaggi degli ET, scritti in una specie di sanscrito antico.

Eccoci all’ultimo contributo. Nell’aprile del 1950 un egiziano rivendicò su un quotidiano del suo paese di essere in possesso dei piani costruttivi del “disco volante”. Grazie ai dettagli sappiamo ora che il racconto si basava sui rapporti che probabilmente costui ebbe alla fine della Prima Guerra Mondiale con due progettisti francesi di un velivolo non convenzionale. Tuttavia il racconto assunse toni fantastici: il furto dell’idea ad opera di agenti segreti nazisti prima della Seconda Guerra Mondiale e la sua trasformazione nel progetto di un’astronave che funzionava secondo le “linee magnetiche interplanetarie”.

Buona lettura!

 

[nell’immagine in evidenza: nel febbraio del 1939, a due mesi dalla trasmissione di Orson Welles,  una fila di
meccanici all’aeroporto di Newark, negli Stati Uniti, diventa una “parata marziana” per il “Northern Advocate”, giornale neozelandese.
] 

 

Il mito del Monte Musinè

Sabato 25 maggio presso la Biblioteca Civica di Torino si è svolta la seconda edizione del convegno “Torino Svelata”,
organizzato dal CAUS (Centro Arti Umoristiche e Satiriche)  allo scopo di smitizzare le tante notizie false o ingigantite che negli ultimi anni hanno esaltato il mito della “Torino magica”.
Il CISU ha partecipato all’iniziativa con una relazione di Gian Paolo Grassino dedicata a “Il mito del Musinè e gli UFO: una leggenda di oggi che parte da lontano”.

Il Musinè è un piccolo monte che si trova a pochi chilometri da Torino, all’imbocco della Val di Susa. Di forma vagamente piramidale e dall’aspetto brullo per la sua conformazione prevalentemente rocciosa, è una montagna ricca di leggende e dicerie di ogni tipo: vulcano spento, montagna radioattiva, punto di incrocio di linee energetiche, luogo di ritrovo di maghi e streghe…   La leggenda più famosa è quella legata alla battaglia che nel 312 d.C. vide scontrarsi il futuro imperatore Costantino con le truppe del rivale Massenzio. In quell’occasione (ma non è un dato storicamente accertato) Costantino avrebbe avuto la nota visione di una croce tra le nubi e della scritta “in hoc signo vinces” che lo avrebbe portato a tollerare la religione cristiana.

In tema ufologico, a partire dagli Anni 60 si sono moltiplicate le voci circa un aumento degli avvistamenti di luci sulle sue pendici e nelle zone circostanti, tanto da far addirittura fantasticare su basi dei “dischi volanti” all’interno del Musinè. Dalla casistica raccolta e catalogata sistematicamente dal Centro Italiano Studi Ufologici non si evidenzia però un numero maggiore di avvistamenti nella zona.

Negli Anni 70 Peter Kolosimo ed altri autori hanno interpretato alcune incisioni rupestri di epoca preistorica come rappresentazioni di costellazioni e segni di un legame con ipotetici visitatori extraterrestri.

Un presunto graffito preistorico, che mostrerebbe un antico disco volante e che campeggia sulle copertine di libri dedicati al Musinè, era in realtà un falso realizzato da un giornalista di Stampa sera, come da lui successivamente confessato.

Uno dei pochi avvistamenti UFO interessanti è quello di un oggetto osservato la sera del 12 luglio 1960 da Mathi mentre transitava lentamente sul monte illuminandone la cima. L’8 dicembre 1978 invece alcuni giovani saliti appositamente sul Musinè per vedere le misteriose luci osservarono una forte fonte luminosa fra gli alberi. Di uno dei ragazzi si persero le tracce per un’ora e, una volta ritrovato, raccontò di essere stato avvolto da una luce misteriosa e di aver intravisto delle figure umanoidi.

Un voluminoso dossier di tutto quello che è stato detto e scritto sui misteri del Monte Musiné è stato raccolto negli anni dallo studioso Paolo Fiorino. Parte di questo materiale è stata riassunta dallo scrittore Mariano Tomatis nel volumetto “Camminata spirituale sul Monte Musinè” (pubblicato e distribuito dalle Edizioni UPIAR), che presenta in modo ironico e disincantato i miti antichi e moderni che hanno reso celebre la montagna torinese.

 

Ecco il nuovo numero di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica

Con il numero 6, appena uscito, entra ora nel suo terzo anno di vita  Cielo insolito, la rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO animata dai soci del Centro Italiano Studi Ufologici Giuseppe Stilo e Maurizio Verga.

Questo numero e tutti i precedenti sono liberamente scaricabili in formato pdf. Fateli circolare e diffondeteli!

In questa edizione, che aumenta il numero delle pagine a 44, ancora cinque articoli.

Un lungo, documentatissimo saggio di Maurizio rivela in tutta la sua ampiezza il fatto che nel 1947, l’anno della nascita del fenomeno dei “dischi” , ci furono molte decine di casi – più o meno ridicoli – che descrivevano la caduta dei dischi volanti, soprattutto negli Stati Uniti ma anche in altri Paesi.

Uno studio dell’ufologo spagnolo Luis R. Gonzalez spiega poi come nel Paese iberico nella prima metà del XX secolo si passò dalla letteratura di anticipazione e di fantascienza alle prime testimonianze dirette e “reali” dell’aspetto dei “marziani”.

Ci sono poi tre articoli più brevi a firma di Giuseppe Stilo: uno che racconta l’avvistamento  di un fenomeno aereo insolito fatto a Udine nel 1923  da uno studioso di meteorologia e da altre persone colte, il secondo che documenta il poco che si sa di una contattista UFO triestina attiva a metà degli anni ’50 del XX secolo  nell’ambiente teosofico di quella città, e l’ultimo che discute le convinzioni che negli anni ’20 del secolo scorso sviluppò lo scrittore francese Henri Pensa dopo alcune osservazioni di strane “meteore” che riteneva segnalazioni luminose fatte alla Terra dagli abitanti di Marte.

Buona lettura!

 

[nell’immagine in evidenza, uno dei ritrovamenti di “dischi volanti”, da The Knicker Bocker News, Albany, New York, del 10 luglio 1947]