Passaporto per Magonia

Dopo 52 anni esce in traduzione italiana un classico dell’ufologia: “Passaporto per Magonia”, di Jacques Vallée.

Lo pubblica la Venexia Editrice, che in passato aveva già tradotto altri quattro libri di Vallée e, più di recente, un altro classico come “L’esperienza UFO” di Joseph Allen Hynek.

Uscito negli Stati Uniti nel 1969, “Passport to Magonia – From Folklore to Flying Saucers” marcò un punto di svolta nell’ufologia, costituendo il lancio dell’ipotesi parafisica, secondo la quale gli UFO non erano velivoli di provenienza extraterrestre, ma la manifestazione (adattata al XX secolo) di un’intelligenza non umana, da sempre presente sul nostro pianeta in qualche sorta di realtà parallela, con incursioni e interferenze che si sarebbero manifestate in apparizioni religiose o incontri con esseri soprannaturali nel corso di tutta la storia umana. Punto di svolta ancor più clamoroso in quanto firmato da colui che negli anni precedenti era emerso come capofila dell’ufologia di orientamento scientifico: un astronomo francese emigrato negli USA e poi divenuto un informatico di primo piano.

Quel libro segnava al tempo stesso una svolta anche per il focus centrato su un sottoinsieme ben preciso degli avvistamenti UFO: gli atterraggi e quelli che solo più tardi vennero chiamati “incontri ravvicinati”. Fu proprio Vallée a sostenere che quella categoria di osservazioni costituiva il nocciolo duro del fenomeno, e pubblicarne in appendice a quel volume il primo catalogo mondiale (intitolato “Un secolo di atterraggi”), dando il via a un ampio filone di studi e cataloghi che ha costituito una parte essenziale dell’ufologia successiva, fino ad oggi.

A differenza di quasi tutte le edizioni successive alla prima (che l’avevano eliminata), questa traduzione italiana contiene anche quel lungo e famoso catalogo di 923 atterraggi, che occupa 170 delle 380 pagine che costituiscono il volume, cosa che da sola ne varrebbe il prezzo.

Come già per i precedenti titoli ufologici tradotti da Venexia, si tratta di un’iniziativa editoriale meritoria perché ripropone al pubblico italiano un testo seminale che, pur se datato, offre agli attuali appassionati dell’argomento  spunti di riflessione non banali e di potenziale utilità, tanto più che la maggior parte di loro si trova in una situazione non troppo diversa da quella in cui si trovava l’ufologia extraterrestrialista alla fine degli anni ’60.

Il limite dell’operazione sta nell’aver ripubblicato il libro senza una prefazione che lo contestualizzasse e senza una postfazione che lo aggiornasse spiegando quali sviluppi aveva prodotto dopo la sua pubblicazione. Ci sarebbe stato molto da dire, e la pubblicazione avrebbe avuto una terza ragione di preziosità.

 

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