Terza Giornata Europea degli UAP

 

Il 20 marzo 2026 è il secondo anniversario dello storico incontro su “Gli UAP nello spazio aereo europeo”, organizzato presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, che venne ribattezzato come prima “Giornata europea degli UAP”. Può essere una buona occasione per riassumere quali sviluppi del panorama ufologico europeo si sono verificati nei dodici mesi trascorsi dal precedente anniversario.

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Proprio il 20 marzo 2025, nell’ambito di un’iniziativa collettiva senza precedenti, l’articolo di Charles-Maxence Layet intitolato «Autonomia strategica europea e fenomeni aerospaziali non identificati», pubblicato su UAP Check (e per l’Italia sul sito del CISU), è stato diffuso in 11 lingue diverse sui siti web di 14 organizzazioni nazionali che si occupano di UFO in tutta Europa (ed è stato persino ripubblicato oltreoceano dal J. Allen Hynek Center for UFO Studies).

Il 10 aprile, un appello congiunto rivolto al nuovo Parlamento Europeo affinché intervenga in materia di UAP in linea con i propri obiettivi, valori, mandati e priorità (firmato e presentato dai rappresentanti di 15 organizzazioni nazionali dedicate agli UAP nell’ottobre 2024) ha dato vita a una più ampia campagna di sostegno pubblico: La UAP Coalition Netherlands ha invitato cittadini e organizzazioni a esercitare congiuntamente pressione sull’Europarlamento, scrivendo ai rispettivi membri del nuovo parlamento per chiedergli di adottare misure concrete verso una maggiore trasparenza e una ricerca seria sugli UAP, quali la raccolta di dati (con un sistema centralizzato europeo), la ricerca scientifica (con finanziamenti per studi multidisciplinari) e l’integrazione delle politiche (con protocolli di aviazione e sicurezza).

Come si vedrà, in effetti l’organizzazione olandese UAP Coalition è stata costantemente la capofila di varie iniziative rivolte alle istituzioni dell’Unione Europea.

Il 30 aprile, i rappresentanti della UAP Coalition hanno avuto il primo incontro con l’europarlamentare tedesco Fabio De Masi, il quale a dicembre aveva presentato un’interrogazione alla Commissione UE sulle informazioni disponibili sui fenomeni aerei non identificati (UAP) in relazione alle infrastrutture critiche degli Stati membri. Durante l’incontro di due ore sono state discusse diverse questioni critiche, fra le quali: stigma e salute mentale (l’impatto psicologico su piloti e professionisti e la necessità di una cultura di segnalazione sicura), sicurezza aerea (i rischi legati a fenomeni non identificati nello spazio aereo europeo), cooperazione (azioni concrete per una maggiore trasparenza e cooperazione a livello dell’UE).
Gli stessi argomenti sono stati affrontati il 24 settembre, durante un altro incontro dei funzionari dell’UAPC con l’eurodeputato austriaco, Lukas Mandl

Il 20 luglio l’ufologia europea è stata protagonista del simposio annuale organizzato dal Mutual UFO Network (MUFON) a Cincinnati, negli USA: Edoardo Russo (Italia) è stato l’ospite straniero dell’anno, con una relazione sulle “Nuove prospettive negli studi sugli UAP dal Vecchio Continente”: l’esistenza in Europa di oltre 40 paesi diversi (che parlano decine di lingue diverse) ha comportato difficoltà di comunicazione ma anche una grande varietà e ricchezza di approcci e iniziative, che sono stati presentati ai colleghi americani spesso ignari della scena europea: strumenti di realtà aumentata per le indagini sul campo, tecniche di intervista basate sulla psicologia cognitiva, nuovi pacchetti software specificamente ideati per l’analisi fotografica degli UFO e per l’identificazione automatica degli IFO, la classificazione automatica dei casi tramite text mining e machine learning, nuovi sistemi integrati per il monitoraggio automatico del cielo e il rilevamento degli UAP, digitalizzazione massiva della letteratura ufologica, motori di ricerca su bibliografie specializzate, strumenti di intelligenza artificiale per scopi archivistici, chatbot ufologici.

Il 10 settembre, la UAP Coalition ha presentato alla Commissione europea un parere collettivo sulla Legge Europea per la Ricerca (ERA), firmato da 24 scienziati e ricercatori provenienti da 14 paesi, nell’ambito di un’altra iniziativa congiunta supportata dalla rete UAP Check. L’iniziativa legislativa mira a garantire uno spazio europeo della ricerca che risulti resiliente e inclusivo: il contributo ufologico si è concentrato su una questione fondamentale: lo stigma come barriera sistemica, che scoraggia i ricercatori dal richiedere finanziamenti e ostacola l’accesso alle infrastrutture di ricerca essenziali. Il documento ha avanzato quattro proposte concrete alla Commissione Europea: promuovere la curiosità (per incoraggiare una ricerca aperta e imparziale), linee guida anti-stigma (con lo sviluppo di quadri di riferimento per valutatori e finanziatori), sostegno alla ricerca esplorativa (creando uno spazio per i campi controversi o emarginati), reti inclusive (per stimolare la collaborazione interdisciplinare), accesso equo (per garantire l’accesso alle infrastrutture, indipendentemente dal settore di ricerca).
Nei mesi successivi, altri ricercatori hanno aderito all’iniziativa e il numero totale di firme è salito a 36 a  fine gennaio.

Pochi giorni dopo, il 26 settembre, la UAP Coalition ha presentato un contributo alla consultazione pubblica su un altro tema rilevante: la Legge Spaziale dell’UE, suggerendo che essa dovrebbe includere: riconoscimento esplicito (inclusione degli UAP nei testi normativi), obbligo di segnalazione (obbligo per i vari operatori di segnalare i fenomeni non identificati), sinergia (utilizzo dei sistemi di monitoraggio esistenti per il rilevamento degli UAP), trasparenza (raccolta centralizzata dei dati senza l’effetto ostacolante dello stigma).

Nel fine settimana dal 24 al 27 ottobre si è tenuto il terzo Simposio SOL, organizzato per la prima volta in Europa dalla Fondazione SOL americana: tre giorni intensi di conferenze e incontri, con oltre 20 relatori provenienti dal mondo accademico, governativo, della società civile e del settore privato, oltre a 440 ospiti da tutto il mondo nella località turistica di Baveno, sul Lago Maggiore (Italia), hanno reso questo evento probabilmente il principale evento europeo dedicato agli UAP nel 2025.

Come diretta conseguenza del proprio contributo alla Legge Europea per la Ricerca (ERA), la UAP Coalition ha ottenuto un incontro di consultazione con la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione (DG RTD) della Commissione Europea il 19 dicembre. Accompagnati dal prof. Anders Warell e dalla dott. Beatriz Villarroel, hanno chiarito che un mercato europeo integrato della ricerca è irraggiungibile fintanto che lo stigma ostacola il progresso in campi non convenzionali come quello degli UAP.

Il 24 dicembre è stato pubblicato l’annuale «Barometro UFO europeo»  curato da Philippe Ailleris:  da diversi anni viene pubblicata dal collettivo EuroUFO.net una panoramica annuale delle segnalazioni di UFO raccolte dalle principali organizzazioni europee che si occupano di UFO, ma l’edizione 2025 ha mostrato un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti: altre cinque organizzazioni nazionali hanno aderito all’indagine e due raccolte internazionali hanno contribuito a raggiungere l’inedito totale di 33.600 segnalazioni provenienti da 40 paesi europei per gli anni 2019-2024.

Il 31 dicembre, infine, EuroUFO.net e UAP Check hanno pubblicato il primo risultato di un’altra iniziativa congiunta: l’Euro UFO Index: un catalogo di segnalazioni e notizie relative a presunti avvistamenti UFO nei  paesi europei. Per la prima volta in assoluto, 23 associazioni ufologiche nazionali europee   (oltre a due organizzazioni internazionali) si sono accordate per  condividere i propri set dati al fine di creare uno strumento di riferimento comune. La prima versione sperimentale si limita alle segnalazioni di avvistamento  relative all’anno 2024 e ai soli dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione di provenienza) ma, una volta completata la fase preliminare, l’Euro Ufo Index verrà esteso a un arco temporale più ampio (a partire almeno dal 1947) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione. Per intanto  sono già state indicizzate più di 4.000 segnalazioni provenienti da 43 nazioni diverse per quel singolo anno e si prevede che il totale raggiunga le 5.000, dopo l’aggiunta di alcune altre raccolte nazionali.

Il 2025 è  stato indubbiamente un’annata intensa e profittevole per l’ufologia europea.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su EuroUfo.net, viene pubblicato in contemporanea in 12 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Immagine di copertina by Andrea Bovo

Euro Ufo Index: un catalogo europeo

EuroUFO.net e UAP Check hanno lanciato una nuova iniziativa congiunta: Euro Ufo Index, il catalogo di segnalazioni e notizie di presunti avvistamenti UFO nei paesi europei.

Per la prima volta in assoluto, 20 organizzazioni nazionali UFO di tutta Europa (oltre a due internazionali) hanno concordato di condividere i propri archivi per creare un catalogo condiviso.

La prima versione sperimentale è limitata alle segnalazioni di avvistamento del 2024 e ai dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione fornitrice).

Una volta completata la fase di test, l’Euro Ufo Index sarà esteso a un intervallo temporale più lungo (dal 1947 o prima) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione.

Nel frattempo, sono già state indicizzate più di 3.000 segnalazioni  del solo 2024, provenienti da 43 nazioni diverse, e si prevede che il totale raggiungerà quota 5.000 nelle prossime settimane, dopo l’aggiunta di tre raccolte nazionali.

Il motore di ricerca è accessibile dalla pagina Euro Ufo Index sul sito web EuroUFO.net.

Le organizzazioni attualmente partecipanti sono elencate in una pagina dedicata.

CisuCat: 43mila avvistamenti italiani

In occasione del 40° Convegno di ufologia è stato annunciata la pubblicazione del CisuCat, il catalogo nazionale delle segnalazioni e notizie relative ad avvistamenti UFO in Italia o da parte di testimoni italiani, raccolte negli archivi del Centro Italiano Studi Ufologici.

Al momento è stata resa accessibile una prima sezione di prova, relativa ai soli avvistamenti avvenuti nell’anno 2024 (poco più di 500), ma il catalogo completo relativo agli anni dal 1900 al 2020 comprende circa 43mila casi e verrà pubblicato integralmente nelle prossime settimane, una volta completate le prove tecniche di funzionamento.

Il catalogo, per ora limitato ai soli dati essenziali per indicizzare i casi (data, ora, luogo, tipologia), dispone di un piccolo motore di ricerca, tramite il quale è riordinabile ed interrogabile dall’apposita pagina di accesso sul nostro sito web.

Alla pubblicazione del CisuCat hanno lavorato nel tempo vari soci del Centro, in particolare Giorgio Abraini e Pasquale Russo, con l’attiva collaborazione di tutti i responsabili dei vari cataloghi regionali e provinciali. L’infrastruttura informatica si è avvalsa della collaborazione di Michael Vaillant e fa parte dell’iniziativa internazionale UAP Check.

2,5 milioni di italiani hanno visto un UFO

Sarebbero oltre 2 milioni e mezzo gli italiani adulti che pensano di aver visto un UFO, secondo un sondaggio che il Centro Italiano Studi Ufologici ha commissionato alla Doxa.

Il 4,5% del campione di cittadini maggiorenni, interpellato dall’istituto demoscopico, ha risposto di sì alla domanda “Lei ha mai avuto l’impressione di vedere in cielo un UFO (o disco volante) o qualcosa di simile?”

Il sondaggio ha coinvolto un campione di 1.000 persone, rappresentativo della popolazione rispetto alle principali variabili (genere, età, area geografica, ampiezza del comune di residenza), tramite interviste dirette a domicilio con sistema C.A.P.I. (Computer Assisted Personal Interviewing).

L’iniziativa è stata voluta dal CISU (che già aveva fatto fare un analogo sondaggio Doxa nel 1987) in occasione del suo quarantennale di attività.

Il Centro Italiano di Studi Ufologici è nato infatti a Torino nel dicembre 1985, e il sondaggio viene presentato nel corso del 40° Convegno nazionale di ufologia, che per l’occasione torna nella città dove il CISU ha mantenuto la sede principale e gli archivi, fra i più grandi in Europa sull’argomento.

Il convegno si tiene sabato 22 novembre presso l’Hotel Diplomatic (via Cernaia 42),con inizio alle ore 14.30.

Nel corso dell’incontro, che riunisce studiosi di orientamento scientifico, provenienti da tutta Italia, verrà anche presentato il libro su “Gli OVNI dell’Aeronautica Militare Italiana” (la vera storia di come i nostri militari si sono occupati degli Oggetti Volanti Non Identificati dal 1950).

Infine sarà presentato il nuovo Indice nazionale degli avvistamenti UFO, con 43mila segnalazioni dal 1947 ad oggi, che sarà reso disponibile al pubblico sul sito dell’associazione, www.cisu.org

Gli UAP nella legge europea sulla ricerca?

Il 15 settembre 2025 c’è stata una nuova iniziativa condivisa dai ricercatori e dalle organizzazioni europee che si occupano di UFO.

Sulla scia della serie di sue precedenti iniziative a livello europeo, la UAP Coalition Netherlands ha fatto da capofila per presentare un feedback articolato nell’ambito della consultazione pubblica della Commissione Europea sulla Legge europea sulla ricerca (European Research Area Act, ERA), con un documento firmato da 24 scienziati, ricercatori e organizzazioni di 12 diverse nazioni.

Il documento evidenzia lo stigma come una barriera sistemica agli obiettivi della futura Legge europea sulla ricerca, sostenendo che tale stigma scoraggia i ricercatori dal perseguire campi emergenti o non convenzionali come i fenomeni anomali non identificati (UAP), limita l’accesso alle infrastrutture e ai dati e mina la mobilità, la collaborazione e la competitività scientifica dell’Europa. Il documento propone misure concrete affinché la legge ERA rafforzi la libertà scientifica, la scienza aperta e la capacità dell’Europa di attrarre talenti e investimenti:

  1. promuovere la ricerca scientifica aperta,
  2. sviluppare linee guida anti-stigmatizzazione per gli organismi di finanziamento,
  3. sostenere la ricerca esplorativa in campi marginalizzati,
  4. promuovere reti inclusive e interdisciplinari e garantire un accesso equo alle infrastrutture di ricerca dell’UE.

Ancora una volta, il Centro Italiano Studi Ufologici  ha partecipato a quest’iniziativa internazionale e non solo: il CISU ha svolto un ruolo fondamentale nel sollecitare e ottenere la partecipazione condivisa di diversi firmatari (fra i quali cinque sono italiani).

Il testo del feedback della UAP Coalition e dei suoi associati è scaricabile dal sito web della Commissione Europea.

Di seguito è riportato l’elenco dei ricercatori, delle organizzazioni e dei paesi che lo hanno firmato.


 

 

Renzo Cabassi (1945-2025)

Sabato 1 marzo è morto Renzo Cabassi, veterano dell’ufologia italiana e socio fondatore del Centro Italiano Studi Ufologici. Aveva da poco compiuto  80 anni.

Nato a Trivero nel 1945 ma sempre vissuto a Bologna, si era appassionato all’argomento quando aveva meno di 14 anni. Negli anni ’60 aveva creato una piccola associazione locale, poi era entrato a far parte del Centro Unico Nazionale (CUN), del quale era diventato segretario, poi redattore del “Notiziario UFO” e membro del consiglio direttivo.

Uscito dal CUN nel 1973, insieme a Roberto Farabone, Francesco Izzo ed altri ex soci creò il CNIFAA (Comitato Nazionale  Italiano per lo studio dei Fenomeni Aerei Anomali), che dal 1976 al 1984 pubblicò la prima rivista di impostazione accademica (peer reviewed) sull’argomento: UFO Phenomena International Annual Review (UPIAR). Nel 1974 curò l’antologia “UFO Perchè” per le edizioni Faenza e nel ’75 pubblicò l’opuscolo “UFO Base zero” (primo testo italiano di epistemologia ufologica).

A lungo fautore di un approccio scientifico all’ufologia, nel 1985 fu tra i promotori  del Centro Italiano Studi Ufologici, associazione nella quale fu per anni il coordinatore regionale per l’Emilia-Romagna, e a più riprese nel consiglio direttivo tra il 1991 e il 2000. Insieme a Paolo Fiorino, fu l’ispiratore dell’iniziativa che portò alla declassificazione dell’archivio sugli OVNI da parte dell’Aeronautica Militare Italiana a partire dal 1996.

Animatore della commissione del CISU sui “fenomeni luminosi in atmosfera”, nel 2000 promosse la costituzione del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH), a sostegno del programma di osservazioni e rilevazioni strumentali dei fenomeni ricorrenti nell’omonima vallata norvegese, che da quel momento è stato il fulcro del suo interesse attivo.

Dal 2005 era socio onorario del CISU.

 

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Nelle foto in alto: Renzo Cabassi nel 1975 (conferenza di Peter Kolosimo a Bologna), nel 1979 (convegno delle sezioni CUN a Firenze), nel 1987 (convegno internazionale del CISU a Torino), nel 1992 (6° convegno nazionale di ufologia a Bologna) e nel 2018 (convegno del CISU a Bologna)

2900 libri nella biblioteca del CISU

Con la schedatura e la scaffalatura  dei 98 nuovi libri acquistati o arrivati nel 2024, è stata completata e aggiornata la catalogazione della Biblioteca CISU.

Ospitata in parte presso la sede torinese del Centro Italiano Studi Ufologici, in parte presso il domicilio di alcuni soci, è la più grande raccolta specialistica esistente in Italia (e una delle più grandi in Europa) di  libri e monografie sul problema ufologico ed argomenti correlati, a disposizione degli studiosi e appassionati.

La biblioteca comprende praticamente tutto il pubblicato in lingua italiana, compresi testi antichi, a bassa tiratura e in qualche caso rari: si tratta di 662 volumi ufologici in senso stretto ed altri 534 para-ufologici, editi dal 1948 in avanti Bodybuilding.

A questi si aggiungono 1.710 volumi in lingue estere, soprattutto in inglese (1.154), francese (385) e spagnolo (125), anche se non mancano testi in tedesco, olandese, portoghese, idiomi scandinavi o dell’Europa orientale, giapponese e persino in farsi, per un totale di oltre 635mila pagine.

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Nella foto in alto: parte della collezione dei libri  ufologici in lingua italiana

Nella foto in basso: parte della raccolta dei libri in lingua francese

 

 

15 organizzazioni UFO chiedono iniziative all’Europarlamento

Per la prima volta, 15 organizzazioni ufologiche nazionali da 12 diversi paesi europei hanno sottoscritto una lettera alle istituzioni europee per chiedere un’iniziativa comunitaria sullo studio dei Fenomeni Anomali Non identificati (in sigla UAP, che ha in parte sostituito l’acronimo UFO).

L’iniziativa è partita dalla UAP Coalition olandese, che lo scorso mese di marzo aveva già coordinato l’incontro organizzato presso la sede del Parlamento Europeo dal deputato portoghese Francisco Guerreiro sul tema “UAP in EU Airspace: Reporting and Scientific Assessment”.   

La rete internazionale UAP Check ha collegato le varie associazioni di orientamento scientifico che nelle diverse nazioni europee da anni conducono un’attività di raccolta, indagine e analisi delle testimonianze relative a fenomeni anomali non identificati (Unidentified Anomalous Phenomena).

Le richieste presentate e dettagliate dalla comunità degli studiosi europei sono quattro:

1) stabilire una procedura comunitaria per la raccolta, l’accesso, l’analisi e la pubblicazione dei dati sui Fenomeni Anomali Non identificati;

2) includere gli UAP  nella legislazione dell’Unione Europea (ad esempio in materia di sicurezza, aviazione e spazio);

3)  stanziare finanziamenti per la ricerca europea sui Fenomeni Anomali Non identificati;

4) instaurare uno scambio internazionale di informazioni sugli UAP.

Alla lettera di richiesta (7 pagine) indirizzata al Parlamento Europeo e inviata il 24 ottobre ai 400 eurodeputati che fanno parte delle commissioni o sottocommissioni sulla ricerca, la difesa e sicurezza, i trasporti e gli affari esteri, è allegato un dossier di altre 14 pagine con 112 note bibliografiche per documentare in cosa consiste il problema e il suo studio.

I firmatari sono le organizzazioni ufologiche nazionali di Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Romania e Svezia.

Per l’Italia la lettera è sottoscritta dal Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), costituito nel 1985 con lo scopo di effettuare indagini sugli avvistamenti, promuovere lo studio scientifico degli UFO, coordinare le attività di raccolta dei dati e della documentazione nel nostro paese. 

Proprio il segretario del CISU  era stato uno dei quattro relatori all’incontro del 20 marzo scorso presso l’Europarlamento.

Il Centro Italiano Studi Ufologici ha inoltre preso l’iniziativa di trasmettere copia della lettera a tutti i parlamentari italiani.

Qui è leggibile Il testo integrale della richiesta al Parlamento europeo, qui la traduzione in italiano.
Qui potete leggere il comunicato stampa di UAP Coalition, mentre trovate qui la traduzione in italiano.

(traduzioni a cura di Piero Zanaboni)

10 anni di Ufo Museum

Ha compiuto dieci anni il primo (e finora unico) museo sugli UFO esistente in Italia.

Inaugurato ad agosto del 2013, si trova a Bagnoregio (Viterbo). E’ stato ideato e realizzato da Giancarlo D’Alessandro, medico e ufficiale in congedo dell’Aeronautica Militare, ufologo di lunga data (socio del CISU dal 1986 al 2017), ma soprattutto uno dei maggiori collezionisti italiani di “oggettistica ufo”.

Oltre a effettuare non poche indagini su avvistamenti (soprattutto di piloti, nell’ambito del Progetto Aircat), in oltre 40 anni D’Alessandro ha raccolto non solo una ricca collezione di letteratura ufologica ma anche migliaia di oggetti (dai giocattoli ai fumetti, dalla pubblicità al packaging commerciale)  provenienti da tutto il mondo, che testimoniano l’impatto sociale e visivo che l’immagine e l’idea del “disco volante” prima e dell’UFO poi hanno avuto e hanno nella società e sulla cultura popolare a partire dal secondo dopoguerra.

L’UFO Museum  non ha scopo di lucro ma è frutto della passione e dell’impegno del suo creatore e curatore. L’ingresso è gratuito.

La visita è possibile su prenotazione, telefonando al numero 335.6832143 o scrivendo a Giancarlo D’Alessandro . Maggiori info su: Facebook
Anteprima video su Youtube

I fatti salienti del 2022 in Europa

Il Center for UFO Studies è la storica organizzazione americana a lungo diretta dall’astronomo  J. Allen Hynek e  rappresenta il punto di riferimento per l’ufologia scientifica americana. Gli attuali componenti del CUFOS   si incontrano una o due volte all’anno per scambiarsi informazioni e documentazione.

 

L’ultima riunione si è tenuta sabato 20 maggio, con un collegamento da remoto che quest’anno per la prima volta è stato esteso ad alcuni ufologi europei che fanno parte del collettivo EuroUfo.net

Per l’occasione il Centro Italiano Studi Ufologici aveva  chiesto ai colleghi  europei di indicare quale fatto o evento saliente ritenessero quello principale dell’anno 2022 nel loro paese,  allo scopo di fornire ai colleghi americani una breve presentazione riassuntiva, la cui versione in italiano è visionabile sul canale YouTube del CISU.

La domanda era: “se vi venisse chiesto di dire quale evento UFO o ufologico (notizia, studio, pubblicazione, avvistamento, incontro) sia stato quello più importante o rilevante nel vostro paese nel 2022, quale scegliereste?”

Hanno risposto una decina di esponenti delle varie organizzazioni ufologiche europee.

Per il Belgio, il fatto saliente  è stato il conferimento del Premio “La sesta vite”, messo annualmente in palio dall’organizzazione STEPP per premiare chi meglio studia  in maniera scientifica i fenomeni misteriosi: il premio è stato conferito agli ufologi del Belgisch UFO-Meldpunt, che per la parte di lingua fiamminga di quel paese  raccoglie e analizza testimonianze di avvistamento, raccogliendole poi  un rapporto annuale.

 

 

 

Per  la Danimarca è stata la pubblicazione di un libro da parte del SUFOI (Skandinavisk UFO Information), intitolato “Gli X-files danesi” a firma di Ole Henningsen, che dal 2019 ha esaminato gli archivi ufologici dell’Aeronautica Militare di quel paese.

 

 

Il fatto ufologico più importante del 2022 in Francia  è stato indubbiamente il seminario CAIPAN-2, organizzato dal noto  Gruppo di studio sui fenomeni aerospaziali non identificati (GEIPAN) che opera all’interno del Centro nazionale di studi spaziali (CNES) per raccogliere le testimonianze di cittadini francesi,  le analizza  e pubblica i risultati. Si è trattato della seconda edizione di questo convegno a porte chiuse, riservato a un centinaio di scienziati, tecnici e  ufologi di orientamento scientifico, prevalentemente francesi  ma con la presenza e la partecipazione anche di ufologi e scienziati  europei e americani.

 

Per la Germania la scelta è invece caduta sul convegno organizzato per il cinquantesimo anniversario dalla costituzione del GEP (Società per la ricerca sui fenomeni UFO).

 

 

 

 

Il fatto più rilevante avvenuto in Italia nel 2022 a livello di pubblico e mass media è stata la pubblicazione del romanzo “Ufo 78”  firmato dal collettivo autoriale Wu Ming:  oltre 500 pagine che intorno agli UFO forniscono  un ritratto di quell’anno eccezionale sotto il profilo storico, sociale, antropologico, culturale e politico che fu il 1978, incorporando fatti,  personaggi ed eventi ufologici di quel periodo, con un successo commerciale amplificato da una serie di conferenze di presentazione in tutta Italia.

 

 

 

I colleghi del Norsk UFO Senter sono rimasti indecisi su quale indicare come fatto principale dell’anno scorso in Norvegia: se la mostra fotografica che a febbraio hanno organizzato e che ha avuto un enorme successo di pubblico in quel paese e un risalto mediatico senza precedenti o invece la presentazione di una tesi di secondo livello universitario che ha avuto per oggetto proprio  la storia dell’ufologia norvegese

 

 

Anche  per la Spagna è stato suggerito un libro, per la precisione la “Storia culturale degli UFO in Spagna” dal 1950 al 1990, a firma di Ignacio Cabria.

 

 

 

 

Parlando infine della Svezia, il fatto più clamoroso del  2022 è stata la realizzazione e la messa in onda su Netflix di un film a tema ufologico intitolato “UFO Sweden”, ovvero esattamente il nome dell’organizzazione ufologica nazionale svedese: non un documentario ma una storia per certi versi simile al film Incontri ravvicinati del terzo tipo dove però oltre a testimoni ed eventi ufologici fanno una parte di primo piano proprio gli ufologi dell’associazione svedese, con la loro sede e con le attività effettivamente svolte. Anche in questo caso si tratta della celebrazione di un cinquantennale di attività ufologica ininterrotta.