Ignacio Darnaude Rojas-Marcos (1931-2018)

Il 26 giugno è morto a Siviglia Ignacio Darnaude Rojas-Marcos, veterano dell’ufologia spagnola.

Era nato il 18 gennaio 1931 ed aveva cominciato ad interessarsi all’argomento nella seconda metà degli anni ’50, raccogliendo un’enorme documentazione e scrivendo centinaia di articoli e memorie, in gran parte inediti e fatti circolare solo per via epistolare.

Fin dagli anni ’60, per aggirare la difficoltà di fare fotocopie, si era infatti organizzato un suo originale sistema di scambio di documentazioni (ritagli, lettere, rapporti, riflessioni) tramite riproduzioni fotografiche che poi inviava ad un’ampia rete di corrispondenti in mezzo mondo. Nell’Archivio CISU (che ha ereditato la parte ufologica dell’Archivio Clypeus) ce ne sono alcune centinaia. Fu tra i primi collaboratori spagnoli di organizzazioni e riviste ufologiche come APRO, NICAP, Flying Saucer Review, Lumiéres dans la nuit.

Figlio della sua epoca, non era certo un esponente del filone scientifico dell’ufologia. Per sua stessa ammissione, era piuttosto appassionato agli aspetti filosofici del concetto di “contatto extraterrestre” (che lui stesso battezzò “transufologia”).

Dagli anni ’70, Darnaude fu poi un accanito collezionista di tutto quello che riguardava l'”affare Ummo” (le lettere che un sedicente gruppo di extraterrestri avrebbe mandato a numerosi studiosi, soprattutto spagnoli, descrivendo il loro mondo e le loro conoscenze tecnico-scientifiche), realizzandone un monumentale catalogo di 1.500 pagine, l’UmmoCat.

Nel nuovo millennio, si appassionò a Internet e tra il 2006 e il 2015 mise on line sul proprio sito web  gran parte della documentazione da lui raccolta sull’argomento UFO (circa 13.000 pagine).

Nello stesso periodo, si mise a scrivere libri per raccogliere organicamente le sue riflessioni di oltre 60 anni (“El principio de elusividad cósmica”, “Libros revelados y síndrome contacto E.T.”, “El desafío extraterrestre en el siglo XXI”), libri che costituiscono il suo testamento spirituale, ben riassunto nell’intervista rilasciata agli ufologi José Juan Montejo e David Cuevas nel 2014.

Le “luci fantasma”: un fenomeno del quale si torna a parlare in Spagna

Il Centro Italiano Studi Ufologici dispone di un progetto di ricerca dedicato a quelli che molti studiosi chiamano Earth lights (“luci terrestri”), ossia quei presunti fenomeni luminosi di dimensioni limitate che si muoverebbero a poca distanza dal terreno e che in moltissimi casi si ripeterebbero per lunghi periodi di tempo in precise località del pianeta.

Testimonianze di questo tipo sono documentabili con chiarezza almeno da quattrocento anni in varie parti del mondo, sovente assimilate ai fuochi fatui  e al loro folklore.

Esiste una vastissima bibliografia sulla questione la cui raccolta ed analisi avviene a cura del Progetto Earth Lights.

Oggi ne parliamo perché proprio di recente la stampa locale spagnola ha manifestato interesse per uno di questi fenomeni luminosi ricorrenti, quello che fu menzionato più volte fra il 3 e il 28 marzo del 1897 dal quotidiano “El Anunciador Vitoriano” e che veniva osservato da varie località della provincia di Álava, nel nord della Spagna.

Le numerose fonti giornalistiche recuperate raccontano che in vari paesi della provincia, sino al capoluogo Vitoria, contadini e cittadini di ogni condizione uscivano di casa ogni sera per cercare di scorgere un globo luminoso rossastro dall’intensa luminosità che si aggirava all’altezza degli alberi illuminandoli della sua luce.

Secondo uno schema classico di questo tipo di testimonianze, sovente le fonti riferivano di un moto oscillante, dello spavento riportato da una testimone che dovette richiudere in modo precipitoso la finestra di casa quando il globo le parve avvicinarsi troppo, della rapida associazione fatta con la categoria tradizionale dei fuochi fatui e con storie di fantasmi.

Ci furono anche osservazioni di gruppo fatte da punti eminenti (da una torre, ad esempio) e tentativi di classificare gli aspetti che la luce misteriosa avrebbe assunto: un ellissoide, un tubo, un globo di dimensioni varianti da quelle di un arancio a un metro di diametro.

Buona parte delle fonti finora note in realtà erano disponibili sin dall’agosto 2015 sul blog dello studioso spagnolo Martín Armada Teixido. Rappresentano un esempio davvero significativo del modo in cui la stampa discuteva al tempo, e non solo in Spagna, il fenomeno delle luci fantasma.

 

Declassificazione documenti UFO in Spagna: l’approccio serio

Il 24 ottobre questo sito aveva commentato le notizie spagnole che in sostanza avevano dato per nuova una declassificazione di documenti militari spagnoli in realtà avvenuta molti anni fa.
Come preannunciato, oggi lo studioso che a suo tempo  fu promotore di quella liberalizzazione e che collaborò in vista di essa col Ministero della Difesa del Paese iberico, Vicente-Juan Ballester Olmos, ha pubblicato sul sito della Biblioteca virtuale del Ministero (BVD) un documento che spiega in dettaglio la messa online dei documenti digitalizzati e scaricabili.
L’articolo, in spagnolo, s’intitola  Los expedientes OVNI desclasificados–Online  e costituisce la necessaria fonte introduttiva per un inquadramento corretto di quelle fonti e per una spiegazione razionale delle loro peculiarità, caratteristiche e limiti. 

Declassificazione documenti UFO: dalla Spagna una (non) novità

Sabato 22 ottobre 2016 un quotidiano madrileno importante, El Mundo, ha suscitato grande attenzione con un dettagliato articolo nel quale presentava una supposta novità relativa alla declassificazione di un certo numero di documenti su avvistamenti UFO prodotti da organismi del Ministero della Difesa spagnola fra il 1962 e il 1995.

Si tratta di fascicoli concernenti casi complessi e interessanti, ma in realtà – come subito hanno fatto notare studiosi spagnoli come Ricardo Campo e Vicente-Juan Ballester Olmos – in realtà di vere novità non si tratta.

Infatti, questi documenti sono stati declassificati già molti anni fa (tra il 1992 ed il 1999) e da allora sono stati resi disponibili agli ufologi ed al pubblico generale. La sola novità è che adesso sono stati digitalizzati e caricati online dagli uffici del Ministero della Difesa del paese iberico.

Li potete leggere qui, insieme ad altri.

Apprendiamo in anteprima che Ballester Olmos ha realizzato un articolo al riguardo e che esso sarà presto pubblicato sul sito web del Ministero della Difesa di Madrid.

La declassificazione di documenti di rilevanza ufologica di varia origine – civile e militare – prodotti da enti pubblici dei più vari Paesi del mondo è un processo ormai ben consolidato da decenni e in alcuni casi (Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna) ormai realizzato in larga misura.

Per il Centro Italiano Studi Ufologici e per il nostro Paese, dove questo processo è tuttora meno lineare, la questione è specificamente seguita dal Progetto OVNI / Forze Armate, coordinato dallo studioso Paolo Fiorino.

Gli archivi del CISU dispongono di migliaia di pagine di documenti di origine militare italiana relativi ad avvistamenti UFO e alla loro valutazione.

A questa pagina potete leggere un’intervista pubblicata nel  gennaio 1997 su UFO – Rivista di Informazione Ufologica ed opera di Paolo Toselli, del CISU, a Vicente-Juan Ballester Olmos, che di quella classificazione è stato promotore e consulente. Già allora presentava in maniera corretta e non sensazionalistica il processo di rilascio delle documentazioni in corso in Spagna da quasi venticinque anni.