37° Convegno nazionale di ufologia del CISU «CAIPAN-2. Il presente e il futuro dell’ufologia» Sabato 26 novembre 2022

Come abbiamo già riportato, il 13 e 14 ottobre a Tolosa si è tenuta la seconda edizione del seminario CAIPAN (Collecte et Analyse des Informations sur les Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés), organizzato dal GEIPAN, il gruppo di studi sugli UAP del Centre National d’Etudes Spatiales (CNES).

La prima edizione si era svolta, sempre a Tolosa, nel 2014 ed aveva rappresentato un’importante occasione di coinvolgimento tra l’ufologia pubblica francese e il mondo dei ricercatori privati. Visto l’interesse per le relazioni presentate avevamo dedicato al tema il nostro 29° convegno nazionale intitolato “Dopo il CAIPAN 2014. Resoconto,  discussione e prospettive per l’ufologia scientifica” e svoltosi a Bologna, il 22 novembre 2014.

I testi di alcune relazioni e la presentazione dell’evento sono stati poi pubblicati sul n. 41 della nostra rivista UFO – Rivista di informazione ufologica

Dopo otto anni il GEIPAN ha deciso di replicare l’iniziativa con un incontro che ha visto la partecipazione di un centinaio di studiosi, esperti e inquirenti strettamente selezionati, per confrontare e discutere  su due aree tematiche specifiche:

– indagini su casi,  ritenute interessanti per le modalità di  spiegazione (conoscenze multidisciplinari,  utilizzo di conoscenze specifiche o di specifici strumenti di analisi);

– metodologie, approcci scientifici e competenze coinvolte nell’analisi dei fenomeni; metodologie e strumenti utilizzati e da sviluppare per l’analisi e la classificazione degli UAP.

Anche in questo caso il seminario ha rappresentato forse ciò che di meglio si può fare al giorno d’oggi in ufologia, con relazioni di ambito scientifico e di ottimo livello.

Ci è sembrato quindi giusto, ancora una volta, focalizzare sul seminario francese  il nostro convegno annuale, giunto quest’anno alla 37° edizione, per condividere i contenuti degli interventi più interessanti e coinvolgere i partecipanti nelle discussioni che questi hanno prodotto.

Presentare il CAIPAN-2 significa anche ribadire cosa è oggi l’ufologia e cosa potrà esserlo domani. Mai come ora è ben chiaro che non esistono due, tre o mille ufologie, ma che da una parte c’è l’ufologia come studio serio, scientifico, paziente e caparbio del fenomeno UFO, e dall’altra solamente varie forme di “ufomania” che alla razionalità preferiscono il complottismo, la credenza e l’illusione.

Nel corso del nostro convegno, intitolato “CAIPAN-2: il presente e il futuro dell’ufologia” le relazioni più interessanti verranno illustrate dalla delegazione italiana che ha partecipato all’incontro: Giorgio Abraini, Giuseppe Santamaria, Paolo Toselli e Edoardo Russo (alla quale va aggiunto l’ufologo svizzero Bruno Mancusi, anche lui socio del CISU).

Fra i temi trattati:

– Come ottenere e identificare i dati utili dai testimoni di avvistamento

– La metodologia  del GEIPAN per la classificazione ed analisi della casistica

– Le possibilità di incrocio di dati strumentali diversi per le indagini sugli UAP

– L’attendibilità delle testimonianze (intervista cognitiva, eventi di osservazione di massa, analisi dei casi di rientro atmosferico)

– Strumenti di intelligenza artificiale per l’analisi dei database casistici

Non mancherà una sintesi del provocatorio intervento di Vicente-Juan Ballester Olmos che ha dato vita ad un vivace dibattito sul senso stesso del fare ufologia oggi.

Il Convegno si svolgerà sabato 26 novembre dalle ore  15 alle 19, con accesso da remoto in modalità virtuale attraverso la piattaforma Zoom Metting.

L’inconto è riservato a soci e collaboratori del Centro Italiano Studi Ufologici.

Chi desiderasse partecipare come spettatore può farne richiesta alla segreteria del CISU (cisu@ufo.it), compatibilmente con le disponibilità di connessione.

Dischi volanti ed extraterrestri invadono il mondo dei giochi

“UFO LUDICO”: mostra ad Alessandria
dal 24 settembre al 30 ottobre

Lo sapevate che il frisbee, ben prima di chiamarsi così, fu inventato negli Stati Uniti da due veterani della seconda guerra mondiale? Era il 1948 e lo battezzarono Flyin’-Saucer (disco volante), ispirandosi al nome che i giornali utilizzavano per identificare quegli strani oggetti che la gente aveva iniziato a vedere nei cieli di tutto il mondo.

Da oltre settant’anni UFO, astronavi fantasmagoriche, E.T. in cerca di casa e invasori spaziali hanno popolato il nostro immaginario e il mondo dei giocattoli, ma anche tutto ciò che attiene al divertimento.

A ridosso del Natale 1952, un articolo di Stampa Sera si soffermava sulle novità di quell’anno, in particolare “un piccolo cannone con il quale si può proiettare a trenta metri di altezza un disco volante perfettamente imitato, o per lo meno che ha inteso perfettamente imitare quelli che migliaia di persone dicono aver visto ma che nessuno ha mai toccato con mano”. E già, perché proprio come sottolineava il semiologo Roland Barthes, il giocattolo è sempre “costituito dai miti e dalle tecniche della vita moderna adulta”. In tal modo, le immagini dei dischi volanti prendono possesso anche di classici passatempi come la tombola, il gioco dell’oca e la battaglia navale.

L’avvento della corsa allo spazio ha contribuito ad alimentare anche i desideri dei più piccoli incrementando la produzione di giocattoli di tipo “spaziale”. E la forma del disco volante assolveva pienamente allo scopo, abbinandosi a quella dei più classici razzi. Così, a partire dai primi anni ’60, dal Giappone, giungono i classici dischi volanti in latta alimentati a batteria, che curiosamente vedono ai comandi non abitanti di altri mondi ma quasi sempre astronauti terrestri.

Alcuni anni dopo, anche il videogame è stato fascinato dagli invasori spaziali e tra i primissimi titoli emerge nel 1978 Space Invaders, una sfida a sopprimere un continuo assalto di alieni che ha conquistato sale giochi e soggiorni di tutto il pianeta. E la contaminazione è proseguita sino ai nostri giorni.

Dieci anni dopo, per Natale, dilagò la polemica sul gioco commercializzato dalla Mattel col titolo Dissezione di un alieno, della serie Lo scienziato pazzo. La pubblicità in Tv e sui giornali era accompagnata dal claim “Strappa gli organi all’alieno che sgocciolerà sangue fosforescente”. Circolò anche la leggenda metropolitana che un bimbo, per imitazione, avrebbe voluto sezionare la sorellina con un coltello per vedere “cosa aveva dentro” e pare che da noi il gioco fu sequestrato. Sul genere, nella seconda metà anni ’90, a seguito del battage pubblicitario attorno al filmato dell’autopsia di un presunto extraterrestre catturato a Roswell (New Mexico) nel 1947, sono state commercializzate, specie nel mercato americano, versioni “aliene” del classico gioco L’allegro chirurgo.

Anche le edicole, divenute rivendite di qualunque cosa, da una decina d’anni sono state assalite da prodotti per l’infanzia a base di slime e creature di altri mondi. Ma l’invasione era già iniziata nel 1988 con gli Exogini, i misteriori alieni.

Per percorrere i sette decenni di “contaminazioni” aliene, su iniziativa di Paolo Toselli, il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU) ha proposto presso il Museo Etnografico “C’era una volta”, Piazza della Gambarina, Alessandria, la mostra tematica “UFO LUDICO”. L’esposizione, unica nel suo genere, è stata inaugurata il 24 settembre e sarà visitabile sino al 30 ottobre.

Guardandosi intorno, il visitatore non potrà che ammettere che l’invasione, tanto cara alla letteratura di fantascienza, c’è e c’è già stata: dischi volanti ed extraterrestri, qualunque sia l’opinione che abbiamo su di essi, ci sono e ci accompagnano nel nostro quotidiano, da molto tempo.

“UFO LUDICO” E’ ANCHE UN NUOVO LIBRO

Per l’occasione, Paolo Toselli ha scritto anche un libro con lo stesso titolo della mostra, pubblicato da UPIAR, che rappresenta un excursus dei settant’anni e oltre di contaminazioni “aliene” nel mondo dei giochi e dei giocattoli, con la prefazione di Fulvio Gatti. Il volume è arricchito con oltre 150 illustrazioni a colori. Non resta che leggerlo, anche per diventare un po’ nuovamente bambini!  (Il volume è in distribuzione presso il Museo Etnografico stesso, oppure presso il Museo del Fantastico di Torino, oppure è acquistabile direttamente sul sito dell’editore: Upiar Store).

40 anni di UPIAR

Il 5 aprile 2022 cade il quarantesimo anniversario dalla costituzione della “Cooperativa Iniziative e Studi UPIAR“.

Quello che da molti anni è diventato il braccio economico (e la casa editrice) del Centro Italiano Studi Ufologici nacque infatti il 5 aprile 1982, presso lo studio del notaio Pierangelo Martucci, a Torino.

Il CISU non esisteva ancora, per la verità, e l’iniziativa coinvolse diversi che allora erano soci del Centro Ufologico Nazionale (CUN) ma partì dal collettivo redazionale della rivista “UFO Phenomena”, che da alcuni anni si raccoglieva nel Comitato Nazionale Indipendente per lo studio dei Fenomeni Aerei Anomali (CNIFAA) ed era coordinato da Renzo Cabassi, Roberto Farabone e Francesco Izzo.

Dal 1976 il CNIFAA aveva pubblicato quella che è stata la prima rivista ufologica al mondo confezionata sulla base degli standard tipici per le pubblicazioni scientifiche, selezionando gli articoli con una procedura di revisione anonima da parte di referees di formazione accademica, specialisti nelle varie discipline.

Fino al 1980 la rivista UFO Phenomena – International Annual Review” (UPIAR) era stata pubblicata dalla piccola casa editrice bolognese Editecs, ma in vista dell’organizzazione di un convegno internazionale e del lancio di un supplemento (“UPIAR – Research in Progress“) venne deciso di allargare l’ambito degli attivisti partecipanti e di formalizzare una propria casa editrice, della quale tutti fossero soci. Ecco perché venne scelta la forma della cooperativa: una società  senza scopo di lucro con un numero aperto di soci.

Quel lunedì pomeriggio, nello studio del notaio torinese si trovarono non solo gli esponenti del CNIFAA ma anche alcuni esponenti della giovane generazione del CUN: Gian Paolo Grassino, Massimo Greco, Massimo Nebbia, Paolo Mercuri, Edoardo Russo, ai quali si aggiunsero poi Enrico Bernieri, Francesco Campolonghi, Fabrizio Cerquetti,  Antonio Chiumiento, Renato Fedele, Fabio Martini, Paolo Toselli.

Di quell’occasione non esistono foto, ma buona parte dei soci fondatori della Cooperativa UPIAR parteciparono pochi mesi dopo al seminario internazionale (“First UPIAR Colloquium on Human Sciences and UFO Phenomena”) organizzato a Salisburgo nel luglio di quell’anno, di cui riportiamo qui alcune immagini.

Con la nascita del Centro Italiano Studi Ufologici, dal 1986 la Cooperativa UPIAR ne è divenuta il braccio editoriale, espressamente dedicato alla pubblicazione di  riviste e libri ufologici  di alta qualità  e bassa tiratura, in gran parte ancora reperibile sul catalogo online Upiar Store.

In questi  quarant’anni, oltre ai quattro volumi della rivista UFO Phenomena e i cinque del supplemento URIP, le Edizioni UPIAR hanno pubblicato per il CISU 45 numeri di  UFO – rivista di informazione ufologica e i suoi vari supplementi (Ufo Notizie, Notiziario Archivio Stampa, Rassegna Casistica, Ufo Forum, Cisu Notizie, per un totale di diverse centinaia di fascicoli),   ai quali ha affiancato ben tre serie di pubblicazioni monografiche: la collezione in lingua inglese “UPIAR Monographs” (12 titoli), le monografie del CISU nella collana “Documenti UFO” (48 titoli) e i libri veri e propri (finora 20 titoli).

Numeri e durata che rappresentano un unicum,  un vero e proprio record a livello internazionale, tanto più in quanto l’iniziativa è rimasta senza fini di lucro e interamente gestita da volontari.

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Nella foto in alto: la copertina e la nota per trascrizione dell’atto costitutivo della cooperativa.
Nelle altre foto, dall’alto in basso, alcuni dei soci fondatori della Cooperativa Upiar al convegno del 1982: Francesco Izzo e Roberto Farabone;  Paolo Toselli ed Enrico Bernieri.
In basso: i primi numeri della rivista UPIAR (1976) e del supplemento URIP (1983).

2021: tante parole, pochi UFO

di Stefano Innocenti e Gian Paolo Grassino

 

Il 2021, è stato un anno dal punto di vista ufologico decisamente contraddittorio. Da una parte gli UFO sono tornati ad occupare le pagine dei giornali con gli articoli sui nuovi studi “ufficiali” promossi dal Pentagono, dall’altra tutto questo clamore non si è tradotto in un aumento degli avvistamenti di Oggetti Volanti Non Identificati, che sono rimasti in numeri paragonabili a quelli degli ultimi anni.

Da un primissimo elenco delle sole segnalazioni giunte direttamente sul sito del CISU, Andrea Bovo ha conteggiato 78 avvistamenti con la curiosa caratteristica di un sensibile calo ad agosto, che di solito è invece un mese “ricco”, nonostante la ripartenza e le prime vacanze dopo il lockdown.

E’ un po’ prematuro fare ragionamenti generali, ma probabilmente anche questo secondo anno di Covid-19 ha fatto sì che si uscisse poco di casa e conseguentemente ci fossero meno occasioni per guardare il cielo.

Le caratteristiche delle osservazioni sono state quelle ormai costanti negli ultimi tempi: luci misteriose che di volta in volta si rivelavano essere satelliti artificiali, bolidi o razzi di segnalazione, quando li si è visti ad occhio nudo, oppure riflessi nelle lenti delle fotocamere dei cellulari o quando sono apparsi a sorpresa nelle fotografie.

L’anno era iniziato infatti con una nuova ondata di avvistamenti dei satelliti Starlink di Elon Musk, a formare lunghi “trenini” di luci che riempivano di stupore chi, ancora, non era a conoscenza della loro esistenza.

L’unico fatto originale dell’anno è stato forse il ritorno degli “UFO triangolari” che per un po’ si sono visti in tutti i cieli italiani, come nel caso delle luci a triangolo osservate nella zona del poligono di Monteromano con il conseguente tam tam su Youtube che, come gli altri social media, è stato uno dei canali preferenziali di diffusione delle notizie, ma più spesso delle “emozioni”, di avvistamenti ufologici.

https://www.ilfaroonline.it/2021/10/16/un-ufo-triangolare-avvistato-a-trastevere-lanalisi-del-caso/442127/

 

Intanto negli USA…

Come si diceva, nell’anno appena concluso gli UFO sono ritornati improvvisamente di moda grazie all’interesse mostrato dal Pentagono in seguito agli avvistamenti che negli ultimi anni hanno avuto come protagonisti i piloti di aerei militari statunitensi, spesso durante missioni di addestramento.

Dopo annunci ed attesa, il 25 giugno è stato reso noto il rapporto preliminare sugli UAP (Unidentified Aerial Phenomena) che i militari hanno presentato al Senato degli Stati Uniti.

Al di là della genericità delle affermazioni e dei dati riportati, l’affermazione di aver registrato più di cento casi ritenuti non spiegabili in termini convenzionali è stata generalmente letta come la definitiva certificazione della realtà del fenomeno UFO e – secondo alcuni un po’ più fantasiosi – della sua natura non terrestre.

Come però molti ufologi un po’ meno ingenui avevano pronosticato, finora la montagna ha partorito il topolino: il 23 novembre è stata infatti annunciata l’istituzione di un “gruppo di coordinamento per l’identificazione e la gestione degli oggetti aerei” (AOIMSG) con lo scopo di analizzare ed identificare gli oggetti volanti rilevati nelle zone aeree dedicate alle esercitazioni militari e più in generale di prevenire i rischi per la sicurezza del volo e per quella nazionale.

In poche parole il tutto sembra ricondotto a problematiche molto “terrestri”, a capire cosa ci può essere dietro ad intrusioni negli spazi aerei di interesse militare.

A differenza di quanto molti auspicavano – e speravano – siamo quindi molto distanti dal famoso Project Blue Book che dal 1951 al 1969 raccolse ed indagò migliaia di casi di avvistamenti UFO da parte di militari e soprattutto di privati cittadini. Casomai questa commissione fa tornare alla memoria i primi uffici di studio degli UFO, a cavallo tra gli Anni 4O e l’inizio dei 50, che si avvicinavano al fenomeno con la sola preoccupazione di trovarsi di fronte a qualche arma segreta straniera.

https://www.defense.gov/News/Releases/Release/Article/2853121/dod-announces-the-establishment-of-the-airborne-object-identification-and-manag/

Inoltre, trattandosi di una commissione che opererà nell’ambito dell’intelligence militare, si tratterà di un lavoro coperto da regole di segretezza molto restrittive e al pubblico finiranno per arrivare poche informazioni, lasciando purtroppo lo spazio per voci e illazioni come quelle che ancora circondano il fantomatico Advanced Aerospace Threat Identification Program (AATIP) sul quale un personaggio come Luis Elizondo ha costruito tutte le sue attività para-ufologiche.

E i militari italiani?

Volendo guadare a cosa succede nel nostro Paese nell’ambito degli interessi delle Forze Armate, a fine anno è stato reso pubblico il consueto report del Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, che quest’anno ha raccolto 9 segnalazioni di privati cittadini, due delle quali facilmente attribuite ai satelliti Starlink. Sia da questa, sia dalle altri fonti a disposizione non emerge quindi nessuna similitudine con le osservazioni durante le esercitazioni navali USA, che finiscono per sembrare come un’anomalia nel pur articolato mondo ufologico.

http://www.aeronautica.difesa.it/organizzazione/loStatoMaggiore/organigramma/RGS/Oggetti%20Volanti%20Non%20Identificati/Documents/OVNI_202108.pdf

 

Il tempo dei complotti

In mancanza di fatti salienti è rimasto quindi spazio per le parole, spesso diventate chiacchiere sui social, non di rado a sfondo complottistico.

Anche nel 2021 si è infatti parlato molto di complotti, dai no-vax che insistono a negare l’epidemia e purtroppo ne muoiono, ai terrapiattisti che per loro fortuna rischiano solo la derisione, seppure pesante, fino ad arrivare a coloro che insistono col dire che la Terra è in mano ad extraterrestri “rettiliani” che insieme ai poteri forti ci comandano a bacchetta e leggono i nostri pensieri. Senza dimenticare quelli che – ancora oggi – vedono costruzioni su Marte e sulla Luna ma al tempo stesso negano che l’uomo ci sia mai stato.

Proprio su questo argomento, di stringente attualità, Paolo Toselli, nella sua attività di studioso ed esperto di leggende contemporanee, ha pubblicato il volume Complottismi (Editrice Bibliografca) che si occupa dei meccanismi che, partendo dalla sfiducia nella scienza e nelle istituzioni, portano a immaginare gruppi occulti di potere, in combutta con forze demoniache o razze aliene. Nel libro non mancano infatti i riferimenti ai complotti di ambito extraterrestre che hanno accompagnato la storia dell’ufologia fino dai suoi albori.

https://www.letture.org/complottismi-paolo-toselli

 

Per il CISU un altro anno di lavoro

Come già per il 2020, anche lo scorso anno il lockdown ha portato  la nostra comunità ad avere più tempo da dedicare all’ufologia e così, registriamo – piccolo fatto positivo in un altro anno negativo – un incremento delle attività di raccolta, catalogazione della casistica ed avanzamento dei vari progetti di ricerca del CISU.

Nel corso del 2021 sono state molte le occasioni di incontro virtuale fra gli studiosi e i collaboratori del Centro Italiano Studi Ufologici:   oltre all’assemblea degli iscritti si sono tenute altre dieci riunioni periodiche di aggiornamento e due incontri dedicati all’approfondimento di argomenti specifici (l’indagine su un complesso caso di abduction, un incontro di formazione su “Indagine, raccolta, archiviazione, catalogazione, analisi dei casi di avvistamento”).

Infine è stato tenuto in modalità virtuale “da remoto” anche il nostro 36° convegno annuale che è stato dedicato – volutamente in controtendenza – agli avvistamenti tratti dai nostri archivi, al trovare e riscoprire quei casi che dovrebbero essere sempre il nostro principale focus di interesse.

Un modo, anche questo, per rispondere al clima di “follia” collettiva di questo periodo: noi, che nella scienza crediamo, cerchiamo una spiegazione razionale che possa farci comprendere quali siano i meccanismi che portano a mal interpretare fenomeni sociali o naturali, nella speranza che tutto questo serva sempre più a studiare nel migliore dei modi l’affascinante fenomeno degli Oggetti Volanti Non Identificati.

 

36° Convegno Nazionale di Ufologia – CASI UFO: GLI ARCHIVI RACCONTANO

Centro Italiano Studi Ufologici – 36° Convegno Nazionale di Ufologia новые предложения банков по кредитам

CASI UFO: GLI ARCHIVI RACCONTANO

Gli avvistamenti selezionati dai catalogatori del CISU

Sabato 27 novembre 2021, ore 15,00

Il periodo del lockdown, come abbiamo avuto già modo di rimarcare, è servito alla nostra piccola comunità per iniziare, proseguire o portare a termine lavori di aggiornamento e catalogazione della casistica, sia per zone geografiche sia per aree tematiche.

Nell’ambito del Progetto Cataloghi Regionali diversi curatori stanno realizzando il catalogo della propria regione o aggiornando edizioni precedenti e sono in preparazione alcuni volumi legati alla casistica locale in 1000 dollar loan today.

Parallelamente si è incrementato il lavoro di aggiornamento dei vari archivi e cataloghi tematici dedicati ad aspetti particolari della casistica, come ad esempio quello curato da Stefano Innocenti sui casi con effetti fisici sull’ambiente (gli incontri ravvicinati del secondo tipo) oppure quello degli avvistamenti italiani di USO (oggetti subacquei o a contatto con l’acqua) di cui si occupa Marco Bianchini.

Mettere mano agli archivi significa rileggere, ristudiare ed analizzare avvistamenti – vicino o lontani nel tempo – che possono risultare più interessanti o intriganti di quanto ci si ricordava.

Quest’anno per il nostro convegno nazionale di ufologia (giunto alla 36° edizione) abbiamo chiesto a ciascuno di coloro che stanno  lavorando su questi progetti di presentare un caso che possa essere interessante scoprire o riscoprire per le sue caratteristiche, per il livello di approfondimento delle indagini, per l’originalità dei fatti o per le riflessioni che porta a fare.

L’idea è quella di evitare i “classici”, i casi più conosciuti (dei quali probabilmente abbiamo già letto o sentito di tutto) e recuperare invece avvistamenti meno noti che magari fino ad oggi sono rimasti chiusi all’interno di un qualche dossier. Sul podio virtuale si alterneranno quindi una decina di relatori, ognuno esperto della casistica di una regione o di una tipologia, ciascuno dei quali esporrà un particolare avvistamento che ha ritenuto meritevole di attenzione:

Salvo Foresta riporterà un recente avvistamento di “UFO discreto” in Sicilia, Pasquale Russo rievocherà il “Talk Show con il marziano”, Marco Orlandi ci riporterà agli inseguimenti di foo fighters sui cieli padani del 1945, Alessandro Cortellazzi presenterà l’incontro ravvicinato su “Base Tuono”, Angelo Ferlicca ha invece scelto “Lo strano anello” nel cielo viterbese, Paolo Toselli aggancerà “Percezioni, interpretazioni ed emozioni” circa due eventi nel Nordovest a distanza di 14 anni l’uno dall’altro, Stefano Innocenti festeggerà il “Capodanno con effetti elettromagnetici”, Paolo Fiorino ha scavato in un passato lontano per tornare su due classici incontri del terzo tipo nel torinese, Lello Cassano si chiede “…e se fosse tutto vero?”.

Come già  è stato nel 2020, anche quest’anno il nostro convegno annuale si svolgerà da remoto, attraverso la piattaforma Zoom Meeting, per evitare i rischi e le complicazioni legate all’organizzazione di un incontro in presenza.

L’incontro è riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici, ma chi altri fosse interessato a partecipare può farne richiesta al recapito della segreteria CISU:  cisu@ufo.it

Gli UFO all’Università

Da parecchi anni il Centro Italiano Studi Ufologici, in collaborazione con alcuni studiosi stranieri, sta aggiornando sistematicamente un catalogo internazionale (e raccogliendo copia, ove possibile) di tutte le tesi universitarie che hanno avuto come argomento gli UFO e temi similari, nell’ambito del progetto Science.Cat, coordinato da Paolo Toselli a partire dal 1985, con lo scopo di realizzare una bibliografia commentata di articoli, libri e loro parti e di riviste tecnico-scientifiche e di divulgazione di potenziale interesse per lo studio dei fenomeni UFO.
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Il catalogo, ormai giunto alla quinta edizione e aggiornato da Toselli al giugno 2019, comprende 352 tesi (dal 1948 al 2018), di cui 22 italiane.

La distribuzione annuale dei lavori di tesi sugli UFO.

Pressoché tutte le tesi censite si riferiscono all’area delle scienze sociali con la sola eccezione di tre in scienze applicate (ingegneria e medicina), una in scienze naturali (astrofisica) e quattro in architettura. Inoltre, il 40% dei lavori è di provenienza statunitense.

A titolo statistico, l’anno più “prolifico” è stato il 1998 con 29 tesi discusse, di cui 11 negli USA. Segue con 21 tesi (di cui sempre 11 negli USA) il 2001 a pari merito col 2005 (di cui però solo 4 negli USA).

Per quanto riguarda i livelli di titolo accademico si annoverano 67 tesi per il conseguimento del “bachelor’s degree” (il corrispettivo della laurea triennale italiana), 142 tesi per il “master’s degree” (la laurea di secondo livello, corrispondente alla nostra cosiddetta laurea magistrale) e 117 dissertazioni per il “Ph.D.” (il dottorato di ricerca, corrispondente al più alto titolo accademico).

La prima tesi italiana, in ordine cronologico, fu nel 1971 quella in sociologia applicata di Roberto Pinotti, allora ventisettenne e già esponente di spicco dell’allora Centro Unico Nazionale (CUN), presso la Facoltà di scienze politiche a Firenze. L’autore non ebbe però la forza di resistere alle pressioni contrarie dei docenti e, benché inizialmente prevista proprio come specifica sui dischi volanti, la tesi venne modificata ed estesa ad un più generico “Dimensioni odierne dell’evasione”, in cui la parte ufologica venne riassorbita in un solo capitolo intitolato “L’evasione nel fantastico” (per poi riemergere, nel 1973, come nucleo centrale del suo primo libro “Visitatori dallo spazio”).

Invece, la prima tesi esplicitamente sull’argomento UFO in Italia è stata quella in filosofia discussa presso l’Università di Milano nell’aprile 1999 da Stefania Genovese, all’epoca collaboratrice del CISU, sul tema “La mitopoiesi ufologica”, ovvero l’analisi delle componenti mitiche dell’immaginario ufologico.

Tra l’altro, senza mai abbracciare le posizioni sostenute dai laureandi, si ricorda che il Centro Italiano Studi Ufologici ha fornito negli ultimi 20 anni parecchie consulenze generali e bibliografiche gratuite a studenti universitari italiani che intendevano presentare lavori e tesi sui più vari aspetti della fenomenologia UFO. Inoltre, la Cooperativa editoriale UPIAR ha pubblicato alcune delle tesi presentate nei nostri atenei.

Rendiamo ora disponibile qui l‘intero catalogo, unico nel suo genere per completezza, predisposto da Toselli che revisiona i database pubblicati negli anni scorsi su internet.

Il lavoro è in costante aggiornamento e chiunque può collaborare. Il CISU resta inoltre disponibile a fornire consulenze e consigli a studenti e ricercatori che intendano realizzare tesi sul tema.

 

Nell’immagine in evidenza, l’autore del lavoro, Paolo Toselli.

L’ondata del 1978 diventa storia – 33° convegno del CISU a Bologna

Sabato 10 novembre si è svolta a Bologna la 33° edizione dell’annuale Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU. быстрый займ на карту без отказов на карту

Come già annunciato, il tema del convegno è stato “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”, e quest’anno l’incontro non è stato aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sotto forma di un workshop di discussione e approfondimento.

Ha aperto i lavori Gian Paolo Grassino, con un’introduzione intitolata “Cronaca di un anno insolito, difficile, unico” e costituita da una carrellata mese per mese dei fatti salienti (avvistamenti più rilevanti, notizie UFO più clamorose, attività ufologiche, fatti o eventi di costume e società).

E’ seguita una relazione volutamente provocatoria di Paolo Toselli, intitolata1978: Italia chiama UFO: tecniche di disinformazione di massa?”: correlando il ruolo ambiguo di alcuni personaggi nei vari momenti,  si è sollevato il dubbio se l’ondata sia stata almeno in parte costruita a tavolino, per scopi poco confessabili.  Ne è seguita una vivace discussione.

Terzo intervento quello di Edoardo Russo, strettamente legato ai “numeri” di quello che fu all’epoca ed è rimasto anche successivamente l’anno dei record per l’Italia (numero di avvistamenti, di atterraggi, di incontri del terzo tipo, articoli e notizie sui giornali, servizi TV, libri pubblicati). In vista della ricorrenza quarantennale, la segreteria del Centro Italiano Studi Ufologici ha portato a termine nei mesi scorsi un ampio lavoro di aggiornamento dell’archivio e del catalogo casistico, portando da 1.800 a oltre 2.300 gli avvistamenti italiani raccolti e schedati  per quel solo anno (pari al 28% di tutte le segnalazioni fino a quel momento). In parallelo, è stata completata la digitalizzazione integrale dell’archivio stampa, che per quell’anno conta oltre 2.200 articoli o ritagli. Oltre a qualche statistica mensile e settimanale dei due archivi, è stato anche confrontato l’andamento delle relative distribuzioni temporali, ed è stata evidenziata l’unicità del “fenomeno 1978” italiano rispetto al resto del mondo.

Sia in coda alla relazione, sia il giorno successivo (a margine dell’assemblea dei soci) sono stati proposti vari approfondimenti per ulteriori ricerche che da questi dati sarebbero possibili. E proprio questa era l’intenzione e lo scopo del convegno: non un punto di arrivo ma di partenza.

Per alleggerire la discussione, in chiusura è toccato nuovamente a Grassino presentare Incontri ravvicinati del terzo tipo: il film, con retroscena ufologici poco conosciuti circa la genesi e la realizzazione della pellicola cinematografica di Steven Spielberg, il ruolo avuto dall’astronomo-ufologo Joseph Allen Hynek e il versante italiano di entrambi (il film e la visita di Hynek nel nostro paese in quella primavera del ’78, con relativa ricaduta di conferenze, interviste su giornali e TV, pubblicazione del suo libro).

Quattro ore intense, ma di forte stimolo per tutti i partecipanti. Le slide di presentazione delle relazioni e la registrazione integrale degli interventi sono state messe a disposizione dei soci e collaboratori del CISU, per condividere il convegno  anche con chi non era presente.

In mostra ad Alessandria l’invasione UFO del 1978

Esattamente quarant’anni fa, nell’autunno del 1978, l’Italia intera venne travolta da una vera e propria “psicosi da UFO”: migliaia di avvistamenti di luci in cielo e centinaia di strani incontri ravvicinati (spesso con tracce ed esseri umanoidi) si susseguirono lungo tutta la penisola in un crescendo culminato alla fine di dicembre. займ даже безработным

Ma non solo: giornali, riviste e mass media in genere traboccavano di articoli sull’argomento, nelle sale cinematografiche si proiettavano il capolavoro di Steven Spielberg “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e il nostrano Occhi dalle stelle, in TV spopolava “Atlas UFO Robot”.

Per celebrare il quarantennale del ’78 e la presenza costante di UFO ed astronavi extraterrestri nel nostro quotidiano, il Centro Italiano Studi Ufologici propone dal 7 al 30 settembre la mostra tematica “La famosa invasione dei dischi volanti su Bassavilla”, presso il Museo Etnografico “C’era una volta” di Alessandria, con ingresso libero tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15.30 alle 19 (chiuso la domenica mattina).

L’inaugurazione si terrà alle ore 18 di venerdì 7 settembre. Domenica 23 settembre, alle ore 17, presso il museo si terrà una conferenza di Danilo Arona e Paolo Toselli su “Alessandria e gli UFO: 45 anni di indagini”.

Per informazioni: tel. 0131.400.30, e-mail museogambarina6@gmail.com, www.museodellagambarina.it

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Nell’immagine: la locandina della mostra, realizzata da Franco Brambilla (copertine di “Urania”) con la piazza del duomo di Alessandria (la “Bassavilla” nata dalla mente di Danilo Arona) è “invasa” da astronavi e alieni, incuriositi dal classico Borsalino.

++SABATO 7 OTTOBRE: 32° CONVEGNO NAZIONALE DI UFOLOGIA A TORINO!++

Il Centro Italiano Studi Ufologici, in occasione del 70° anniversario della “nascita” del fenomeno UFO, dedicherà alla ricorrenza il suo 32° Convegno Nazionale di Ufologia che si terrà a Torino, sabato 7 ottobre 2017, con inizio alle ore 10 presso Palazzo Capris, in Via Santa Maria 1, nel centro cittadino.

Fin dal 1986, il CISU organizza annualmente la principale occasione di incontro fra gli studiosi del settore che nel nostro paese si riconoscono nell’orientamento scientifico.
Sarà Xavier Passot l’ospite d’onore del convegno. Ingegnere informatico e appassionato di astronomia, Passot è stato per cinque anni (sino al 2016) direttore del GEIPAN, il gruppo di studio e informazione sui fenomeni aerospaziali non identificati, che dal 1977 opera all’interno dell’agenzia spaziale francese (il CNES) per raccogliere ed analizzare le segnalazioni UFO in Francia.

Sotto la sua direzione, il GEIPAN ha accelerato la pubblicazione su internet dei propri archivi, rivitalizzato le attività di indagine e aperto ad un’inedita collaborazione con gli ufologi privati, per mettere insieme competenze ed esperienze di scienziati e appassionati sulle tecniche di raccolta e analisi dei dati.

Marco Ciardi sarà il secondo relatore di prestigio. Professore di Storia della scienza all’Università di Bologna, Ciardi si interessa allo studio dei rapporti tra scienza, filosofia e letteratura, pseudoscienza e magia, ed è fra l’altro reduce dal notevole successo ottenuto dal suo ultimo libro Il mistero degli antichi astronauti (Carocci Editore), dedicato a quella che anni fa veniva chiamata archeologia spaziale ed oggi paleo-astronautica, ovvero la tesi secondo cui visitatori extraterrestri avrebbero interagito con le civiltà del passato.

Il convegno, che si protrarrà per tutta la giornata, sarà anche l’occasione per dibattere, a distanza di settant’anni, su come si è evoluto lo studio degli UFO e cosa è cambiato dal quel lontano 1947.

“Oggi celebriamo il quarantesimo anniversario della produzione del capolavoro di Steven Spielberg, Incontri ravvicinati del terzo tipo, che si avvalse della collaborazione dell’ufologo ed astronomo statunitense Josef Allen Hynek, a cui si deve la classificazione degli avvistamenti in categorie ben distinte tuttora impiegate dagli addetti ai lavori”. A ricordarlo è uno dei soci fondatori del CISU, Paolo Toselli. “Eppure i dischi volanti, quelli classici, “dadi e bulloni” per intenderci, si vedono sempre meno. In Italia, ma anche nel resto del mondo, negli ultimi anni gli avvistamenti di UFO sono diminuiti, e gli episodi di “incontro ravvicinato” si sono quasi azzerati”. Gli studiosi riuniti a Torino riusciranno a dare una risposta?

Concluderà la manifestazione una tavola rotonda sul tema Gli UFO in tempi di fake news a cui parteciperanno, tra l’altro, Massimo Centini, antropologo, e Andrea Ferrero, coordinatore e responsabile della formazione del CICAP, il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze.

Per partecipare al convegno, ad ingresso gratuito, è richiesta l’iscrizione scrivendo a cisu@ufo.it

Ufficio Stampa:
Gian Paolo Grassino, 011.8127475, gp.grassino@iol.it
Edoardo Russo, 011.538125, edoardo.russo@libero.it

CENTRO ITALIANO STUDI UFOLOGICI
www.cisu.org
www.upiar.com
www.ufo.it

UFOPOP ad Alessandria: dal 9 giugno, la cultura popolare e i dischi volanti

Dall’estate 1947, subito dopo i primi avvistamenti di dischi volanti, la cultura popolare è stata contaminata da una quantità esagerata di creature aliene e astronavi galattiche in visita al nostro pianeta.

Dal cinema ai fumetti, dalla musica alla letteratura, dalla pubblicità ai giocattoli e, più recentemente, dalla moda all’arte contemporanea, UFO ed extraterrestri spopolano nei contesti più inaspettati. Anche a distanza di decenni dal caso del presunto disco volante precipitato a Roswell, New Mexico, realtà e credenza continuano a farci sognare.

Per percorrere i sette decenni di “contaminazioni” aliene, il Centro Italiano Studi Ufologici propone presso il Museo Etnografico “C’era una volta”, Piazza della Gambarina, Alessandria, la mostra tematica:

 UFOPOP: 1947-2017

70 ANNI DI DISCHI VOLANTI ED EXTRATERRESTRI

NELLA CULTURA POPOLARE 

dal 9 al 30 giugno 2017

 Da un’idea di Paolo Toselli

L’invito per l’inaugurazione è alle ore 18.00 di venerdì 9 giugno.

Ingresso libero tutti i giorni dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00, esclusa la domenica mattina.

La mostra raccoglie alcuni esempi ed espressioni della cultura popolare che, probabilmente, dicono più cose su di noi che su ipotetiche creature provenienti da altri mondi.

E per i più curiosi, l’appuntamento prosegue domenica 18 giugno, alle ore 17.00, sempre presso il Museo Etnografico “C’era una volta”, per la conferenza:

 “UFO Fake: presi nella rete” 

con Danilo Arona e Paolo Toselli