L’ondata del 1978 diventa storia – 33° convegno del CISU a Bologna

Sabato 10 novembre si è svolta a Bologna la 33° edizione dell’annuale Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU.

Come già annunciato, il tema del convegno è stato “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”, e quest’anno l’incontro non è stato aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sotto forma di un workshop di discussione e approfondimento.

Ha aperto i lavori Gian Paolo Grassino, con un’introduzione intitolata “Cronaca di un anno insolito, difficile, unico” e costituita da una carrellata mese per mese dei fatti salienti (avvistamenti più rilevanti, notizie UFO più clamorose, attività ufologiche, fatti o eventi di costume e società).

E’ seguita una relazione volutamente provocatoria di Paolo Toselli, intitolata1978: Italia chiama UFO: tecniche di disinformazione di massa?”: correlando il ruolo ambiguo di alcuni personaggi nei vari momenti,  si è sollevato il dubbio se l’ondata sia stata almeno in parte costruita a tavolino, per scopi poco confessabili.  Ne è seguita una vivace discussione.

Terzo intervento quello di Edoardo Russo, strettamente legato ai “numeri” di quello che fu all’epoca ed è rimasto anche successivamente l’anno dei record per l’Italia (numero di avvistamenti, di atterraggi, di incontri del terzo tipo, articoli e notizie sui giornali, servizi TV, libri pubblicati). In vista della ricorrenza quarantennale, la segreteria del Centro Italiano Studi Ufologici ha portato a termine nei mesi scorsi un ampio lavoro di aggiornamento dell’archivio e del catalogo casistico, portando da 1.800 a oltre 2.300 gli avvistamenti italiani raccolti e schedati  per quel solo anno (pari al 28% di tutte le segnalazioni fino a quel momento). In parallelo, è stata completata la digitalizzazione integrale dell’archivio stampa, che per quell’anno conta oltre 2.200 articoli o ritagli. Oltre a qualche statistica mensile e settimanale dei due archivi, è stato anche confrontato l’andamento delle relative distribuzioni temporali, ed è stata evidenziata l’unicità del “fenomeno 1978” italiano rispetto al resto del mondo.

Sia in coda alla relazione, sia il giorno successivo (a margine dell’assemblea dei soci) sono stati proposti vari approfondimenti per ulteriori ricerche che da questi dati sarebbero possibili. E proprio questa era l’intenzione e lo scopo del convegno: non un punto di arrivo ma di partenza.

Per alleggerire la discussione, in chiusura è toccato nuovamente a Grassino presentare Incontri ravvicinati del terzo tipo: il film, con retroscena ufologici poco conosciuti circa la genesi e la realizzazione della pellicola cinematografica di Steven Spielberg, il ruolo avuto dall’astronomo-ufologo Joseph Allen Hynek e il versante italiano di entrambi (il film e la visita di Hynek nel nostro paese in quella primavera del ’78, con relativa ricaduta di conferenze, interviste su giornali e TV, pubblicazione del suo libro).

Quattro ore intense, ma di forte stimolo per tutti i partecipanti. Le slide di presentazione delle relazioni e la registrazione integrale degli interventi sono state messe a disposizione dei soci e collaboratori del CISU, per condividere il convegno  anche con chi non era presente.

Il mito del Monte Musinè

Sabato 25 maggio presso la Biblioteca Civica di Torino si è svolta la seconda edizione del convegno “Torino Svelata”,
organizzato dal CAUS (Centro Arti Umoristiche e Satiriche)  allo scopo di smitizzare le tante notizie false o ingigantite che negli ultimi anni hanno esaltato il mito della “Torino magica”.
Il CISU ha partecipato all’iniziativa con una relazione di Gian Paolo Grassino dedicata a “Il mito del Musinè e gli UFO: una leggenda di oggi che parte da lontano”.

Il Musinè è un piccolo monte che si trova a pochi chilometri da Torino, all’imbocco della Val di Susa. Di forma vagamente piramidale e dall’aspetto brullo per la sua conformazione prevalentemente rocciosa, è una montagna ricca di leggende e dicerie di ogni tipo: vulcano spento, montagna radioattiva, punto di incrocio di linee energetiche, luogo di ritrovo di maghi e streghe…   La leggenda più famosa è quella legata alla battaglia che nel 312 d.C. vide scontrarsi il futuro imperatore Costantino con le truppe del rivale Massenzio. In quell’occasione (ma non è un dato storicamente accertato) Costantino avrebbe avuto la nota visione di una croce tra le nubi e della scritta “in hoc signo vinces” che lo avrebbe portato a tollerare la religione cristiana.

In tema ufologico, a partire dagli Anni 60 si sono moltiplicate le voci circa un aumento degli avvistamenti di luci sulle sue pendici e nelle zone circostanti, tanto da far addirittura fantasticare su basi dei “dischi volanti” all’interno del Musinè. Dalla casistica raccolta e catalogata sistematicamente dal Centro Italiano Studi Ufologici non si evidenzia però un numero maggiore di avvistamenti nella zona.

Negli Anni 70 Peter Kolosimo ed altri autori hanno interpretato alcune incisioni rupestri di epoca preistorica come rappresentazioni di costellazioni e segni di un legame con ipotetici visitatori extraterrestri.

Un presunto graffito preistorico, che mostrerebbe un antico disco volante e che campeggia sulle copertine di libri dedicati al Musinè, era in realtà un falso realizzato da un giornalista di Stampa sera, come da lui successivamente confessato.

Uno dei pochi avvistamenti UFO interessanti è quello di un oggetto osservato la sera del 12 luglio 1960 da Mathi mentre transitava lentamente sul monte illuminandone la cima. L’8 dicembre 1978 invece alcuni giovani saliti appositamente sul Musinè per vedere le misteriose luci osservarono una forte fonte luminosa fra gli alberi. Di uno dei ragazzi si persero le tracce per un’ora e, una volta ritrovato, raccontò di essere stato avvolto da una luce misteriosa e di aver intravisto delle figure umanoidi.

Un voluminoso dossier di tutto quello che è stato detto e scritto sui misteri del Monte Musiné è stato raccolto negli anni dallo studioso Paolo Fiorino. Parte di questo materiale è stata riassunta dallo scrittore Mariano Tomatis nel volumetto “Camminata spirituale sul Monte Musinè” (pubblicato e distribuito dalle Edizioni UPIAR), che presenta in modo ironico e disincantato i miti antichi e moderni che hanno reso celebre la montagna torinese.