Il convegno per i 40 anni del CISU

Tra pochi giorni – precisamente il 15 dicembre – festeggeremo i 40 anni dalla costituzione del Centro Italiano Studi Ufologici.

A questo importante traguardo è dedicato il nostro Convengo annuale (giunto anch’esso alla quarantesima edizione), che si volgerà a Torino nel pomeriggio di sabato 22 novembre, presso l’Hotel Diplomatic.

Anche solo riassumere le attività, le iniziative, i progetti e le pubblicazioni realizzate dal CISU nei suoi quattro decenni di vita sarebbe quasi impossibile e l’incontro di Torino avrà piuttosto il compito di “consolidare” quanto il Centro ha fatto fino ad oggi attraverso alcuni passaggi significativi.

Innanzitutto verranno presentati due volumi pubblicati quest’anno,   che ben rappresentano il nostro modo di operare.
Il primo (UFO: fenomeno o mito, firmato da Edoardo Russo) è un libro divulgativo edito da Rizzoli per presentare in modo serio e documentato il problema ufologico ai tanti nuovi curiosi e appassionati.
Il secondo è invece il classico esempio di un lavoro “in stile CISU”: si tratta del volume enciclopedico di Paolo Fiorino su Gli O.V.N.I. dell’Aeronautica Militare Italiana che riassume, nelle sue quasi 470 pagine, tutta la storia dei rapporti tra UFO,  ufologia e Aeronautica italiana sulla base di un minuzioso lavoro di raccolta di informazioni e dati, durato oltre trent’anni.

Il convegno sarà poi l’occasione per presentare il sondaggio esclusivo condotto dall’istituto demoscopico Doxa su incarico e a spese del CISU per sapere quante persone in Italia pensano di aver osservato un UFO.
Si tratta una domanda che la Doxa aveva proposto in Italia per la prima volta nel 1987, anche in quel caso su iniziativa del Centro Italiano Studi Ufologici, in un più ampio sondaggio presentato nel corso del nostro Convegno internazionale svoltosi quell’anno a Torino.
Anche questo vuole essere un esempio del modo di agire che ci ha sempre contraddistinto: in un’epoca in cui sempre più persone cercano di lucrare sull’ufologia, noi vogliamo ribadire come le risorse vadano invece impiegate nell’indagine e nello studio, per far crescere la nostra conoscenza sull’argomento in ogni ambito.

Parleremo poi di come il fenomeno si è evoluto in Italia nel corso di questi quarant’anni, del nuovo ruolo dei social media nell’ufologia ai nostri giorni, senza trascurare un sommario riepilogo del cammino che la nostra associazione ha fatto dal 1985 ad oggi.

40° Convegno nazionale di ufologia
Sabato 22 novembre 2025  •  Ore 14.30 – 19.30
Hotel Diplomatic  •  Via Cernaia 42  •  Torino
Ingresso libero • Gradita prenotazione
cisu@ufo.itwww.cisu.org

Di seguito riportiamo i titoli delle relazioni programmate.

Paolo Fiorino  •  Un libro sugli OVNI dell’Aeronautica Militare Italiana

Gian Paolo Grassino  •  CISU, i nostri primi 40 anni

Stefano Innocenti  •  L’ufologia al tempo dei social

— Edoardo Russo  •  Chi vede gli UFO in Italia: il sondaggio Doxa 2025

— Paolo Toselli  •  Apparizioni e sparizioni: L’evoluzione del fenomeno UFO in Italia negli ultimi 40 anni

Tavola rotonda: Gli UFO tra fenomeno, mito e divulgazione

 

Gli OVNI dell’Aeronautica

IL NUOVO LIBRO DI PAOLO FIORINO
SULLA STORIA DELL’UFFICIALITA’ IN ITALIA

 

Con il termine “ufficialità” si intende il coinvolgimento degli organismi dello Stato, soprattutto militari, nello studio del fenomeno UFO.
Si tratta di un tema dal quale non è possibile prescindere per la storia stessa dell’ufologia che è nata prima come interesse “ufficiale”, con le commissioni di studio militari statunitensi costituite in seguito ai primi avvistamenti, che non “privato”, con appassionati ed associazioni che sono arrivate dopo.
Questa dicotomia tra ufologia privata e ufficiale è stata motivo di un confronto/scontro che dura da sempre e che ha creato le basi per ogni tipo di complottismo.
L’idea che i governi, le istituzioni, i militari ci nascondano qualcosa, dagli avvistamenti dei piloti a segreti più o meno inconfessabili, è radicata profondamente nell’ambiente ufologico e non solo. Basti vedere i recenti sviluppi statunitensi dove una parte dei politici che avevano appoggiato la costituzione della commissione del Pentagono, la AARO, oggi la sconfessano per cercare di andare più a fondo, a trovare quelle “prove” definitive degli ET, di “intelligenze non umane” o di qualche altro improbabile segreto.
Di conseguenza l’atteggiamento del mondo ufologico nei confronti degli interessi ufficiali è stato spesso ambiguo, alternando aspettative di aperture degli archivi o iniziative come il rilascio di documentazione (come le richieste fatte negli USA sulla base del FOIA, lo strumento per ottenere l’accesso alla documentazione riservata) a fasi di forte critica e accuse di attuare la famigerata “congiura del silenzio”.

Anche in Italia c’è stato, sin dagli albori, un interesse ufficiale dettato, come è ovvio, dalle esigenze di sicurezza e difesa dello spazio aereo poste dalle osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificati. Senza arrivare alle commissioni ufficiali statunitensi, anche nel nostro Paese ci furono persone che raccolsero ed indagarono avvistamenti, gruppi di studio che si riunirono per analizzarli, fino ad arrivare all’istituzione, nel 1979, del noto ufficio presso l’allora Secondo Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica (oggi Reparto Generale Sicurezza).
Questa commissione “ufficiale” italiana rappresenta, a suo modo, un unicum. Da una parte è uno degli organismi più longevi al mondo ed è forse quello più “aperto” dal punto di vista dell’informazione, in quanto da anni vengono riportati sul suo sito Internet i casi raccolti con le relative valutazioni. Dall’altro lato i limiti operativi che le sono stati imposti sin dalla sua costituzione fanno sì che i casi raccolti ogni anno contino poche unità e che gli approfondimenti investigativi restino a livello poco più che superficiale.
Quello che però in Italia ha caratterizzato da sempre il rapporto tra ufologia privata e ufficiale è stato l’atteggiamento di molti ufologi che, al posto di cercare e richiedere informazioni e dati sugli avvistamenti, hanno solamente tentato di ottenere qualche forma di riconoscimento da parte dei militari, una sorta di legittimazione che ne elevasse lo status di credibilità. Un rapporto malsano che ha toccato il suo apice con personaggi che per anni hanno millantato inesistenti rapporti privilegiati o collaborazioni esclusive (peraltro smentiti in via ufficiale), costruendo schemi fantasiosi ed irrealistici circa strategia di approccio e improbabili connessioni politiche.

La realtà è sempre stata un’altra: quella di una commissione che negli anni, con i limiti imposti dalle problematiche di sicurezza e di privacy, ha fornito informazioni a chi le ha richieste, come correttamente deve comportarsi un ente pubblico nei confronti dei cittadini. Il problema era – purtroppo – dall’altro lato: erano certi “ufologi” a non essere interessati agli avvistamenti ma solo alla propria vanagloria.
Esiste quindi una “vera” storia dell’interesse ufficiale in Italia e a metterla dettagliatamente per iscritto  è ora Paolo Fiorino che in più di trent’anni, con la collaborazione di Giancarlo D’Alessandro e soprattutto di Renzo Cabassi (purtroppo scomparso pochi mesi fa), ha raccolto informazioni e sviluppato una serie di contatti che gli hanno permesso di mettere insieme i tasselli di un puzzle spesso sconosciuto nello stesso ambiente ufologico.
È stato un lavoro paziente e meticoloso che ha portato Fiorino, in rappresentanza del Centro Italiano Studi Ufologici, a costruire negli anni anteriori al 2001 un rapporto molto particolare con il Secondo Reparto S.M.A. ed ottenere il rilascio di centinaia di pagine di documentazione sugli avvistamenti raccolti in quell’ambito.
Si tratta di una cosa già di per sé importante, ma ancora più significativa è stata  “l’interlocuzione” che Fiorino ha avuto la possibilità di sviluppare sia con i responsabili di questo ufficio, sia con molti degli ufficiali nel tempo coinvolti  nelle interazioni tra UFO e difesa, incontrati personalmente nel corso degli anni.
Tutto questo lavoro vede ora la luce sotto forma di un volume enciclopedico con il quale Fiorino ripercorre tutta la storia dell’ufficialità italiana con una quantità impressionante di dati e informazioni. Come sempre avviene per le produzioni del CISU, ogni informazione è documentata e il quadro che ne deriva è completamente esaustivo, senza allusioni e mezze verità, ma anche senza sconti.

Il titolo del volume, Gli O.V.N.I. dell’Aeronautica Militare Italiana, non è casuale ma ci ricorda che gli UFO sono stati da sempre appannaggio, negli Stati Uniti come nel resto del mondo, delle aeronautiche militari, e anche in Italia questo è stato l’ente deputato a seguire lo studio di quelli che nei documenti vengono appunto chiamati OVNI, Oggetti Volanti Non identificati.
Quello che emerge è un quadro molto più articolato ed interessante di quello che ci si aspetterebbe, ma senza le contorsioni e i complottismi che hanno da sempre accompagnato l’ufficialità italiana.
Come sempre la storia è fatta dagli individui, e il racconto di Fiorino ci porta a scoprire personaggi che non hanno magari trovato spazio in articoli o libri ma che hanno invece contribuito allo sviluppo dell’ufologia e non solo  quella ufficiale.
È il caso ad esempio di Igino Gatti, un ufficiale incaricato di seguire i casi OVNI ed attivo negli Anni 50 e 60, che è stato un investigatore sul campo ed un ufologo razionale ante litteram,  avendo avuto la possibilità di indagare diversi casi rilevanti e di ricavarne una visione d’insieme del fenomeno caratterizzata da una rara lucidità, tanto più all’epoca.
Proprio a Gatti e a Cabassi è dedicato il volume di Fiorino, in quanto  esempi della voglia di studiare e di conoscere che ci accumuna tutti, ufologi privati e “ufologi ufficiali”.

(469 pagine, grande formato: cm. 18 x 26; riccamente illustrato, con 1.176 note, ampia bibliografia e siglario; Euro 30,00)
In esclusiva sul sito  www.upiar.com

Cliccare qui per leggere la Prefazione di Giancarlo D’Alessandro
(Colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana in congedo)

 

Nuovo direttivo e nuovo presidente del CISU

L’assemblea degli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici ha eletto un nuovo consiglio direttivo il 18 novembre 2023.

In occasione della consueta assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, come avviene con cadenza biennale è stato eletto il consiglio direttivo per il periodo 2023-2025, nelle persone dei soci Marco Bianchini, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Stefano Innocenti, Edoardo Russo.
Il consiglio direttivo ha nominato Marco Bianchini come nuovo presidente del CISU.

Maggio: un mese di conferenze

Questo mese di maggio vedrà diverse conferenze o eventi divulgativi da parte del Centro Italiano Studi Ufologici Rusbank.net.

A parte una serata ufologica curata da Marco Bianchini per il Rotary Club Cortona Valdichiana il 3 maggio, la prima occasione pubblica sarà all’interno della kermesse Ufology Yes che si terrà a Pomezia (Roma) nel weekend del 6 e 7 maggio, con uno stand del CISU ed una conferenza di Stefano Innocenti su “Gli effetti elettromagnetici sulle automobili nella casistica ufologica italiana” (sabato 6 alle ore 17).

Giovedì 18 maggio Edoardo Russo parteciperà ad una tavola rotonda sul tema “UFO e spazio: il grande ritorno”, organizzato dal Mufant (Museo del fantastico) in collaborazione con Altec all’interno del Salone internazionale del libro, a Torino.

Sempre a Torino, presso la Sala Large del Centro Studi Sereno Regis, nel pomeriggio di domenica 28 maggio si svolgerà un convegno a più voci intitolato “UFO: quello che le stelle non dicono”, con relazioni e interventi di Emanuela De Vincenzo, Fabrizio Dividi, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Silvia Montanaro, Edoardo Russo.

Maggiori dettagli nei prossimi giorni.

Rivista “UFO”: uscito il nuovo numero

Dopo una lunga attesa, è finalmente uscito il n. 46 di UFO – Rivista di informazione ufologica a cura del Centro Italiano Studi Ufologici.

Il piatto forte di questo fascicolo è costituito da due lunghi articoli, firmati rispettivamente da Paolo Fiorino e da Gian Paolo Grassino.

Il primo ripropone ed amplia alcune riflessioni sul problema degli incontri ravvicinati del terzo tipo, presentate nel corso del 35° convegno nazionale di ufologia, e riassunte in un titolo provocatorio (“Perché gli extraterrestri ci vengono a trovare?”) con uno svolgimento ed un finale spiazzanti.

Il secondo ripercorre analiticamente il percorso legislativo ed amministrativo che tra il 2020 e il 2021 ha portato negli Stati Uniti alla rinascita di una commissione militare di studio sugli UFO (ribattezzati UAP nell’ennesimo tentativo di trovare un’espressione semanticamente neutra), oltre mezzo secolo dopo la chiusura del mitico Project Blue Book.

Per l’ampia parte dedicata alla casistica italiana, si spazia da una curiosa serie di IR3 nelle campagne piemontesi ad una coppia di avvistamenti viterbesi relativi a un anello luminoso in cielo (a distanza di un anno l’uno dall’altro), dalla spettacolare osservazione di un oggetto semitrasparente in Sicilia al riesame di un atterraggio avvenuto a Tarquinia e già oggetto di una nostra indagine, con testi e interventi di Andrea Bovo, Emanuela De Vincenzo, Angelo Ferlicca, Paolo Fiorino,  Salvatore Foresta, Matteo Leone e Gilberto Paganin.

Sul versante internazionale, Bruno Mancusi riassume le conclusioni del monumentale rapporto che la commissione ufologica dell’associazione aerotecnica francese 3AF (Sigma2) ha redatto dopo sei anni di studi, Marco Orlandi presenta un nuovo libro dedicato interamente agli avvistamenti di foo-fighters sui cieli europei nella seconda guerra mondiale, mentre un trio di recensori esamina il ritorno in libreria di Jacques Vallée con la traduzione del suo  classico Passaporto per Magonia e con il recente, controverso volume sul caso di un oggetto precipitato nel New Mexico “prima di Roswell”.

La rivista, inviata gratuitamente a soci e collaboratori del CISU, è disponibile in abbonamento o può essere acquistata direttamente dalla libreria ufologica on line Upiar Store.

Nuovo statuto e nuovo direttivo del CISU

L’assemblea degli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici ha eletto un nuovo consiglio direttivo il 3 dicembre 2021.

Nel corso dell’annuale assemblea di soci e collaboratori per l’approvazione del bilancio, è stato approvato un nuovo testo dello statuto e del regolamento, per adattare la struttura del CISU  alla nuova normativa sulle associazioni.

Nella stessa occasione, come avviene con cadenza biennale, è stato eletto il consiglio direttivo per il periodo 2021-2023, nelle persone dei soci Andrea Bovo, Arcangelo Cassano, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Edoardo Russo. Presidente è stato confermato Gian Paolo Grassino.

– – –

Nella foto in evidenza: un momento dell’assemblea.

Nelle foto piccole: Andrea Bovo, Arcangelo Cassano, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Edoardo Russo

36° Convegno Nazionale di Ufologia – CASI UFO: GLI ARCHIVI RACCONTANO

Centro Italiano Studi Ufologici – 36° Convegno Nazionale di Ufologia

CASI UFO: GLI ARCHIVI RACCONTANO

Gli avvistamenti selezionati dai catalogatori del CISU

Sabato 27 novembre 2021, ore 15,00

Il periodo del lockdown, come abbiamo avuto già modo di rimarcare, è servito alla nostra piccola comunità per iniziare, proseguire o portare a termine lavori di aggiornamento e catalogazione della casistica, sia per zone geografiche sia per aree tematiche.

Nell’ambito del Progetto Cataloghi Regionali diversi curatori stanno realizzando il catalogo della propria regione o aggiornando edizioni precedenti e sono in preparazione alcuni volumi legati alla casistica locale.

Parallelamente si è incrementato il lavoro di aggiornamento dei vari archivi e cataloghi tematici dedicati ad aspetti particolari della casistica, come ad esempio quello curato da Stefano Innocenti sui casi con effetti fisici sull’ambiente (gli incontri ravvicinati del secondo tipo) oppure quello degli avvistamenti italiani di USO (oggetti subacquei o a contatto con l’acqua) di cui si occupa Marco Bianchini.

Mettere mano agli archivi significa rileggere, ristudiare ed analizzare avvistamenti – vicino o lontani nel tempo – che possono risultare più interessanti o intriganti di quanto ci si ricordava.

Quest’anno per il nostro convegno nazionale di ufologia (giunto alla 36° edizione) abbiamo chiesto a ciascuno di coloro che stanno  lavorando su questi progetti di presentare un caso che possa essere interessante scoprire o riscoprire per le sue caratteristiche, per il livello di approfondimento delle indagini, per l’originalità dei fatti o per le riflessioni che porta a fare.

L’idea è quella di evitare i “classici”, i casi più conosciuti (dei quali probabilmente abbiamo già letto o sentito di tutto) e recuperare invece avvistamenti meno noti che magari fino ad oggi sono rimasti chiusi all’interno di un qualche dossier. Sul podio virtuale si alterneranno quindi una decina di relatori, ognuno esperto della casistica di una regione o di una tipologia, ciascuno dei quali esporrà un particolare avvistamento che ha ritenuto meritevole di attenzione:

Salvo Foresta riporterà un recente avvistamento di “UFO discreto” in Sicilia, Pasquale Russo rievocherà il “Talk Show con il marziano”, Marco Orlandi ci riporterà agli inseguimenti di foo fighters sui cieli padani del 1945, Alessandro Cortellazzi presenterà l’incontro ravvicinato su “Base Tuono”, Angelo Ferlicca ha invece scelto “Lo strano anello” nel cielo viterbese, Paolo Toselli aggancerà “Percezioni, interpretazioni ed emozioni” circa due eventi nel Nordovest a distanza di 14 anni l’uno dall’altro, Stefano Innocenti festeggerà il “Capodanno con effetti elettromagnetici”, Paolo Fiorino ha scavato in un passato lontano per tornare su due classici incontri del terzo tipo nel torinese, Lello Cassano si chiede “…e se fosse tutto vero?”.

Come già  è stato nel 2020, anche quest’anno il nostro convegno annuale si svolgerà da remoto, attraverso la piattaforma Zoom Meeting, per evitare i rischi e le complicazioni legate all’organizzazione di un incontro in presenza.

L’incontro è riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici, ma chi altri fosse interessato a partecipare può farne richiesta al recapito della segreteria CISU:  cisu@ufo.it

Nuovo numero della rivista “UFO”

È uscito il n. 45 di UFO – Rivista di informazione ufologica del CISU, che vede innanzitutto il cambio di direttore responsabile (come già segnalato) ed alcuni avvicendamenti nel gruppo redazionale. заявка потребительский кредит банк

Il fascicolo si apre con un articolo/editoriale di Paolo Fiorino ricco di riflessioni e ragionamenti sul come approcciare il fenomeno UFO o, meglio, su quanto ci si può spingere a inquadrare in schemi qualcosa che per sua natura risulta sfuggevole.

“Un ’laboratorio del vuoto’ per gli UFO. Lo stupor oltre e al di là della capacità negativa” non è però (o non solo) un articolo teorico e filosofico sull’ufologia: Fiorino fa emergere i suoi pensieri dallo studio degli avvistamenti, dalla sua ultraquarantennale esperienza sul campo, a contatto con i testimoni, e il discorso rimane sempre legato alla concretezza, alla fattualità degli avvenimenti.

Un altro articolo importante, questa volta legato all’attualità, è l’analisi della vicenda dei filmati della Marina militare statunitense che sono diventati, nel bene e nel male, uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi anni. Marco Orlandi, da esperto appassionato di aeronautica, non si limita a ricostruire in modo minuzioso i termini della vicenda, ma la inquadra nel contesto prettamente militare nel quale si è sviluppata.

Ancora Fiorino completa la sua serie di articoli sulla ricerca ufologica “ufficiale” in Italia concentrandosi sul periodo 1971-1977, ossia gli anni che hanno preceduto la commissione creata in seno ai servizi di intelligence dell’Aeronautica militare, attiva ancora oggi. Si tratta di un testo  che dettaglia in modo preciso gli avvenimenti di quegli anni contestualizzandoli grazie ai ricordi in prima persona e ai documenti e alle testimonianze di quelli che, tra ufologi e militari, sono stati i protagonisti di quel periodo. L’articolo è accompagnato da una poderosa parte bibliografica, frutto del lavoro di costruzione di un imponente archivio sull’argomento: leggendo le note si rivive il clima estremamente vivace che ha accompagnato per tutti gli Anni 70 il crescendo di segnalazioni ufologiche, di appassionati che si avvicinavano alla ricerca e di interesse degli organi governativi. E soprattutto, nel ricostruire la storia dei fatti, l’autore fa piazza pulita una volta per tutte dei miti e delle dietrologie che sul coinvolgimento ufficiale in Italia sono state propagandate per troppo tempo.

Completano il numero (oltre ad aggiornamenti vari) un articolo di Bruno Mancusi sul folklore dei “dischi infuocati” e un intervento dell’ufologo spagnolo Josè Antonio Caravaca sulla “teoria della distorsione”, una riproposizione di un’ottica parafisica dopo cinquant’anni da Passport to Magonia. Come dimostrano le ultime uscite di Jacques Vallée, forse la teoria parafisica non è mai del tutto tramontata, ma lo scopo di riparlarne oggi, negli Anni Duemila, è quello di coglierne gli aspetti intriganti  e speculativi senza però dimenticarne i limiti, soprattutto dal punto di vista scientifico.

Una sede da 40 anni

Nell’autunno del 2019  si è festeggiato un anniversario importante per il CISU, ma particolarmente significativo per diversi di noi.

Ha infatti compiuto 40 anni la sede ufologica di Torino che iniziò le sue attività nel 1979 quando un gruppo di giovani ufologi (e un paio di “adulti”) decise di autotassarsi per affittare un piccolo ufficio (poco più di 30 mq.) in via Briccarello, nella zona sud della città, dove riunire i singoli archivi in uno unico più grande e iniziare ad incontrarsi con cadenza almeno settimanale, un appuntamento che prosegue ininterrottamente sino ad oggi, per un totale di oltre duemila riunioni (caso unico in Italia e forse nel mondo).

Si trattava all’epoca di ragazzi, alcuni poco più che maggiorenni, che provenivano da precedenti esperienze in gruppi locali e l’anno precedente erano confluiti nel Centro Ufologico Nazionale. Dal 1981 al 1985, la sede torinese ospitò la segreteria generale e gli archivi centrali del CUN e dalla fine del 1985 la sede e gli archivi nazionali del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), nato proprio a Torino, che da quasi 35 anni rappresenta l’ufologia di orientamento scientifico nel nostro paese.

Nel 2002 la sede ha traslocato e il vecchio ufficio è stato sostituito da un open space di 140 mq. (in Via Rubino) che ha consentito una miglior disposizione ed incremento degli archivi.

A Torino si trovano così oggi la maggiore biblioteca/emeroteca specializzata sugli UFO e il più grande archivio ufologico esistente non solo in Italia ma in tutta Europa (con la sola eccezione della Svezia) suddiviso tra archivio casistico, archivio stampa e dossier specifici su svariati temi. Presso la sede, dal 1985, è ininterrottamente operativa (altro record senza eguali) una segreteria telefonica dedicata a raccogliere segnalazioni di avvistamento.

La sede – soprattutto – è stata ed è tuttora un formidabile aggregatore di persone e risorse umane. Oltre al nucleo storico degli ufologi torinesi che da qualche decennio ormai costituiscono il “volano” delle attività (Angelo Galbiati, Fabrizio Dividi, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Giorgio Giorgi, Matteo Leone, Edoardo Russo), sono decine gli appassionati che per periodi più o meno lunghi hanno dato il loro contributo alle attività di gestione dell’archivio e della segreteria. E sono state centinaia le persone che in quarant’anni sono passate almeno una volta a visitare la sede, consultare gli archivi, partecipare alle riunioni o agli incontri di discussione, organizzati nella forma di conferenze interne di approfondimento e dibattito.

Gli archivi torinesi sono stati inoltre meta di visite di numerosissimi ufologi. Oltre naturalmente ai soci del CISU, che rendono collettivamente possibile l’esistenza di tutto ciò, sono molti gli ufologi italiani e stranieri che sono venuti a trovarci o a consultare gli archivi. La sede ha poi ospitato frequentemente giornalisti, documentaristi e troupe televisive fornendo sempre informazioni, documentazioni e interviste, nell’ottica di servizio che da sempre ha caratterizzato gli ufologi del nucleo torinese e il CISU nel suo insieme.

Volendo ricordare un momento significativo in questi decenni, non possiamo non ricordare la visita dell’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek nel 1984 e il suo elogio “stupefatto” che così tante attività fossero svolte da un numero così piccolo di volontari.

Oggi la sede è aperta ad interessati e appassionati ogni lunedì sera. La principale attività continua ad essere quella legata all’incremento e ordinamento dell’archivio, che cresce costantemente anno dopo anno, così come le scaffalature e le librerie che lo contengono.

Almeno un paio di volte l’anno si tengono incontri divulgativi. Nel 2019 sono stati dedicati, ad esempio, a storie e leggende del Monte Musinè e alla presentazione di un complesso caso di abduction seguito recentemente.

Lo spazio fisico della sede ha in sostanza permesso agli ufologi torinesi (e non solo) di avere per quarant’anni un punto di riferimento costante, una “casa” accogliente nella quale trovare informazioni, dati ma anche amicizia e solidarietà.

E’ con questo spirito che guardiamo avanti, ricordando che questa sede è aperta a tutti e rappresenta un patrimonio non solo del CISU ma a disposizione di tutta l’ufologia.

– – –

Nelle foto al centro: alcuni dei partecipanti al primo incontro interregionale del CUN, tenutosi il 4/11/1979 presso la sede torinese. Si riconoscono fra gli altri Antonio Chiumiento, Paolo Fiorino, Paolo Toselli.

Nelle foto in basso: l’emeroteca (periodici italiani e stranieri) e la biblioteca (libri in italiano).

Il mito del Monte Musinè

Sabato 25 maggio presso la Biblioteca Civica di Torino si è svolta la seconda edizione del convegno “Torino Svelata”,
organizzato dal CAUS (Centro Arti Umoristiche e Satiriche)  allo scopo di smitizzare le tante notizie false o ingigantite che negli ultimi anni hanno esaltato il mito della “Torino magica”.
Il CISU ha partecipato all’iniziativa con una relazione di Gian Paolo Grassino dedicata a “Il mito del Musinè e gli UFO: una leggenda di oggi che parte da lontano”.

Il Musinè è un piccolo monte che si trova a pochi chilometri da Torino, all’imbocco della Val di Susa. Di forma vagamente piramidale e dall’aspetto brullo per la sua conformazione prevalentemente rocciosa, è una montagna ricca di leggende e dicerie di ogni tipo: vulcano spento, montagna radioattiva, punto di incrocio di linee energetiche, luogo di ritrovo di maghi e streghe…   La leggenda più famosa è quella legata alla battaglia che nel 312 d.C. vide scontrarsi il futuro imperatore Costantino con le truppe del rivale Massenzio. In quell’occasione (ma non è un dato storicamente accertato) Costantino avrebbe avuto la nota visione di una croce tra le nubi e della scritta “in hoc signo vinces” che lo avrebbe portato a tollerare la religione cristiana.

In tema ufologico, a partire dagli Anni 60 si sono moltiplicate le voci circa un aumento degli avvistamenti di luci sulle sue pendici e nelle zone circostanti, tanto da far addirittura fantasticare su basi dei “dischi volanti” all’interno del Musinè. Dalla casistica raccolta e catalogata sistematicamente dal Centro Italiano Studi Ufologici non si evidenzia però un numero maggiore di avvistamenti nella zona.

Negli Anni 70 Peter Kolosimo ed altri autori hanno interpretato alcune incisioni rupestri di epoca preistorica come rappresentazioni di costellazioni e segni di un legame con ipotetici visitatori extraterrestri.

Un presunto graffito preistorico, che mostrerebbe un antico disco volante e che campeggia sulle copertine di libri dedicati al Musinè, era in realtà un falso realizzato da un giornalista di Stampa sera, come da lui successivamente confessato.

Uno dei pochi avvistamenti UFO interessanti è quello di un oggetto osservato la sera del 12 luglio 1960 da Mathi mentre transitava lentamente sul monte illuminandone la cima. L’8 dicembre 1978 invece alcuni giovani saliti appositamente sul Musinè per vedere le misteriose luci osservarono una forte fonte luminosa fra gli alberi. Di uno dei ragazzi si persero le tracce per un’ora e, una volta ritrovato, raccontò di essere stato avvolto da una luce misteriosa e di aver intravisto delle figure umanoidi.

Un voluminoso dossier di tutto quello che è stato detto e scritto sui misteri del Monte Musiné è stato raccolto negli anni dallo studioso Paolo Fiorino. Parte di questo materiale è stata riassunta dallo scrittore Mariano Tomatis nel volumetto “Camminata spirituale sul Monte Musinè” (pubblicato e distribuito dalle Edizioni UPIAR), che presenta in modo ironico e disincantato i miti antichi e moderni che hanno reso celebre la montagna torinese.