Prefazione al libro di Paolo Fiorino: “Gli OVNI dell’Aeronautica Militare Italiana”

 

Affrontare il tema dei rapporti tra le istituzioni militari e gli OVNI è come entrare in un ginepraio. Poche e incerte fonti, documentazioni frammentarie, affermazioni non verificate, che, come accade spesso in questi casi, hanno generato una serie di illazioni e congetture varie. Quando cominciai ad appassionarmi al “mistero” dei Dischi Volanti, negli anni ‘70, era molto in voga la teoria della cosiddetta “Congiura del Silenzio”. I Governi (e i Militari) “sapevano”, ma occultavano, depistavano, screditavano e ostacolavano chi era alla ricerca della “verità”. Eppure, esistevano testimonianze, dichiarazioni ufficiali e persino interrogazioni parlamentari… Insomma un vero e proprio ginepraio.
Il merito di questo libro di Paolo Fiorino è quello di avere messo dei paletti, fissato dei punti, grazie a un’accurata ricerca storiografica (si parte dagli anni ‘50), citando fonti anche inedite, approfondendo casi e testimonianze e riportando documenti. Un gran lavoro di ricerca. Un testo molto interessante, di gradevole lettura, intrigante e, per me, per certi versi, anche sorprendente.

Ho prestato servizio in Aeronautica Militare per trentasei anni, non ho mai nascosto il mio interesse per gli UFO e non ho mai subito pressioni, avvertimenti o censure, anche quando il mio comportamento – rare volte, in verità – è stato un po’ impertinente. Anzi. Visto che il mio interesse era noto, quando ero in servizio all’Istituto Medico Legale di Milano ricevevo la visita di piloti – sia civili che militari –, di controllori del traffico aereo e di personale di altre categorie che mi raccontavano avvistamenti, mi riferivano episodi o aneddoti, mi portavano articoli, riviste, libri o mi cercavano anche solo per scambiare quattro chiacchiere sull’argomento. Dopo tutte queste frequentazioni, una mia idea in merito, molto personale e opinabile, me la sono fatta.
Devo però fare una premessa. Pur avendo prestato servizio in un Reparto Operativo, in alcuni Enti Centrali e in un paio di Missioni Fuori Area, la mia qualifica – quella di Ufficiale Medico – non mi consentiva l’accesso a chissà quali informazioni riservate, né tanto meno ho intrattenuto rapporti con organi di Intelligence. Possedevo un NOS (Nulla Osta di Sicurezza), ma era esclusivamente in funzione del mio ruolo e riguardava più che altro informazioni di carattere sanitario.

L’impressione e la sensazione che avevo era che tutte le persone che mi avvicinavano avevano sì un interesse per l’argomento – che a volte mostravano di conoscere anche in modo approfondito –, ma che fossero mosse, come me, da un interesse personale e non istituzionale. Mi è poi capitato a volte di parlare dell’argomento, in modo amichevole e informale, con alcuni Comandanti, anche di Regione. La questione che ponevo era sempre la stessa.
Assodato che il “problema UFO” era noto nell’ambiente aeronautico (esisteva un modello di segnalazione di avvistamenti, vigevano direttive e venivano periodicamente stilati rapporti statistici), visto che alcuni episodi avevano generato situazioni di allarme con – a volte – addirittura la partenza di scramble, chiedevo perché la Forza Armata non avvertisse l’esigenza di approfondire la questione al fine di appurare la natura del fenomeno e, quindi, dell’errore di interpretazione, e di conseguenza gestire meglio le situazioni di allarme.
La risposta che ricevevo era sempre la stessa. Non era compito della Forza Armata indagare sulla natura del fenomeno. L’Aeronautica Militare ha il compito istituzionale della sorveglianza e della difesa dello spazio aereo nazionale, attività che svolge con efficienza e professionalità. Nessuna minaccia legata agli UFO si è mai rivelata tale. Per cui sì, esiste un interesse per il fenomeno, che viene seguito e monitorato, ma non è interesse né compito della Forza Armata indagare sulla sua natura.

In questo libro vengono affrontati anche questi risvolti, in modo chiaro e documentato (e questo mi ha un po’ sorpreso), e arricchiscono il quadro che Paolo delinea dando all’argomento trattato una completezza e una competenza come mai mi era capitato di leggere altrove. Conosco Paolo da qualche decennio, e per molti anni, quando risiedevo a Milano, ho collaborato con lui in alcune inchieste ed episodi di interesse ufologico molto intricati e complessi.
Paolo è dotato di un non comune intuito investigativo. Ricordo che a volte mi chiedeva di approfondire alcune situazioni o circostanze che a me sembravano, in tutta sincerità, poco rilevanti e affatto meritevoli di attenzione. Ebbene, in molti casi, si rivelavano invece fondamentali per comprendere meglio alcuni fatti e fornivano scenari nuovi e inaspettati. Scherzando, gli ho sempre detto che se si fosse arruolato in Polizia in Italia ci sarebbero molti meno Cold Case.
Inoltre, quando avvicina testimoni o persone che intervista nel corso delle sue ricerche, Paolo ha un modo di porsi improntato alla massima correttezza, sensibilità e rispetto nei confronti dei suoi interlocutori, cosa che gli consente di instaurare con loro un ottimo rapporto, basato su stima e fiducia reciproci.
E, non da ultimo, quando affronta un argomento, è capace non solo di verificarne accuratamente le fonti, ma di ricercarne caparbiamente di nuove e inedite, cosa che gli consente di contestualizzare situazioni e avvenimenti con rigore storiografico; aspetto, questo, indispensabile soprattutto quando si tratta di indagare fatti lontani nel tempo.
Potrete verificare di persona quanto affermo leggendo il libro che avete tra le mani.
Non aspettatevi “clamorose rivelazioni”. Certamente non conoscerete “tutta la verità”, ma sicuramente qualcosa che a essa si avvicina molto. Buona lettura.

Giancarlo D’Alessandro
Colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana in congedo