40 anni di CISU

[segue dalla prima parte]

 

Il 15 dicembre 1985 prese quindi vita il Centro Italiano Studi Ufologici (in inglese Italian Center for UFO Studies, chiaro riferimento al glorioso CUFOS di Hynek) e la nostra dichiarazione d’intenti era ed è esposta in modo chiaro ed evidente nel nostro Statuto.

Innanzitutto effettuare indagini sulle segnalazioni UFO. Può sembrare banale ma anche oggi non tutti quanti – a parole – si dicono ufologi hanno come primo obiettivo la raccolta e l’analisi degli avvistamenti. Avere come primo punto fondante l’indagine dei casi significa porsi nei confronti del fenomeno con l’atteggiamento dello studioso, non del credente: non sappiamo cosa sono gli UFO, indaghiamo per capirlo.

Il secondo punto era altrettanto chiaro ed è  – ancora oggi – in qualche modo “rivoluzionario”, in quanto si tratta di promuovere lo studio scientifico del fenomeno UFO, guardando quindi in modo esplicito e consapevole alle scienze e non alle credenze (prive di evidenze) che, oggi più che allora, ammorbano la tematica ufologica.

Abbiamo poi come terzo scopo quello di favorire la circolazione dell’informazione sul fenomeno e sul suo studio, perché non si può fare ricerca senza i dati e senza condividerli con chi li può studiare.

Nella stessa direzione, un altro nostro obiettivo è quello di coordinare le attività di raccolta e di studio a livello nazionale, perché un’associazione deve essere in grado di connettere e valorizzare i contributi di tutti per ottenere i risultati migliori.

Infine ci siamo dati come compito quello di raccogliere e preservare la documentazione sull’argomento ufologico in Italia, per non commettere gli errori di chi ci ha preceduto ma non è stato in grado di costruire e conservare adeguatamente un archivio ufologico.

Il primo step per mettere in pratica questi scopi sociali è stato di dotarci di alcuni precisi riferimenti metodologici. In primo luogo è stato ampliato ed aggiornato il Manuale di metodologia di indagine ufologica al quale attenersi nel corso del lavoro di indagine ufologica. In secondo luogo ci siamo dotati, sull’esempio di altre associazioni estere, di un codice etico che definisce i modo chiaro quali devono essere i limiti e riguardi di chi fa ufologia nei confronti degli altri ricercatori, del pubblico e soprattutto del testimone, che va sempre adeguatamente rispettato e tutelato.

40 ANNI DI LAVORO E DI RISULTATI

Partendo da questi presupposti, dal 1985 abbiamo percorso tanta strada e siamo orgogliosi, e soprattutto soddisfatti, di essere riusciti a portare avanti molti degli obiettivi che ci eravamo dati a suo tempo, quando eravamo poco più che ventenni.

PRIMO TARGET: LA CASISTICA

Il nostro primo e più importante obiettivo è sempre stata ed è la casistica ufologica, il che significa innanzitutto indagini, che abbiamo realizzato per tutti i casi più importanti raccolti nel corso degli anni, con la creazione non solo di semplici rapporti d’indagine, ma a volte di veri e propri dossier che rappresentano il massimo livello possibile di conoscenza dei singoli casi.

Ma parlare di casistica significa anche parlare di raccolta e catalogazione dei casi e di creazione di archivi.

Per implementare al meglio queste attività abbiamo scelto e portato avanti due direzioni parallele di sviluppo.

Innanzitutto abbiamo proseguito le iniziative  di catalogazione locale della casistica, tramite  il Progetto Cataloghi Regionali che ha visto negli anni vari soci accollarsi non solo il lavoro di raccolta della casistica relativa al proprio territorio ma anche la creazione di  archivi e la compilazione di cataloghi che riepilogano cosa è successo in ogni regione italiana. I curatori dei cataloghi regionali e provinciali, che si sono succeduti nel tempo, hanno anche seguito ed approfondito i casi della loro zona di competenza e non poche volte hanno poi prodotto pubblicazioni monografiche che sono il riscontro di un lavoro mai finito perché va avanti quotidianamente.
Gli ultimi due esempi pubblicati sono UFO in Calabria di Pietro Torre  e UFO sulla Puglia di Lello Cassano, due libri corposi, ricchi di informazioni che raccontano l’intera storia ufologica delle regioni interessate.

L’insieme dei cataloghi regionali ha dato vita ad un catalogo nazionale, da pochi giorni accessibile anche on-line,  che conta 43.000 segnalazioni ufologiche: un patrimonio di informazioni senza paragoni per quantità e qualità, che rappresenta la base indispensabile per qualsiasi ragionamento sul fenomeno, per qualsiasi analisi che si voglia farne.

La seconda sezione di lavori sulla casistica è invece rappresentata da alcuni progetti di raccolta tematici, che raccolgono e analizzano la casistica non su base locale ma per tipologie o caratteristiche specifiche. Abbiamo quindi vari progetti che riguardano singoli aspetti del problema ufologico: gli avvistamenti da parte di piloti, il PreUfoCat sui fenomeni aerei insoliti nei secoli precedenti il 1900, il “Progetto Italia 3” sugli incontri del terzo tipo in Italia, il catalogo dei casi con effetti fisici sull’ambiente o sul testimone, ecc.

Un discorso a parte merita l’“Operazione Origini” dedicata agli anni dei primordi, dal 1946 al 1954, che ha generato un’intera collana  di libri.

In tutti i casi, dietro a ciascun progetto c’è un curatore, c’è un archivio e c’è soprattutto la collaborazione di tutta l’associazione per raccogliere e convogliare tutte le informazioni possibili.

IL RUOLO DELLA SEDE

A fianco della raccolta e dello studio della casistica, l’altro grande pilastro delle attività del CISU è rappresentato dall’archiviazione di ogni documentazione  o informazione  di potenziale interesse per la ricerca.

Una parte importante del lavoro di archiviazione è gestito presso l’archivio centrale a Torino. Quella che era il piccolo ufficio preso in affitto nel 1979 è diventato dal 2002 un’ampia sede di 187 metri quadri, in un seminterrato interamente occupato dall’archivio del Centro Italiano Studi Ufologici. Si tratta a tutt’oggi dell’unica sede fisica di un’associazione ufologica nazionale.

Grazie alla disponibilità di questo importante spazio (frutto dell’impegno economico di alcuni soci) si è sviluppato un lavoro continuo basato su riunioni a cadenza settimanali dedicate soprattutto al lavoro sull’archivio ma anche ad incontri di aggiornamento e approfondimento, nonché a visite di studiosi italiani e stranieri, per un totale di ben oltre 2.000 riunioni.

In questi anni di incessante attività l’archivio ha preso dimensioni imponenti, tanto da essere il secondo per dimensioni in Europa (dietro solamente a quello dell’AFU in Svezia, che ha come unico fine la raccolta e conservazione di archivi provenienti da tutto il mondo) e uno dei cinque più grandi al mondo.

I numeri parlano da soli.
Le scaffalature totalizzano 292 metri lineari.
L’archivio casistica italiana raccoglie tutta la documentazione disponibile su 43.000 avvistamenti.
L’archivio stampa è composto da 98.000 ritagli ed estratti da giornali e riviste
La biblioteca ospita 670 libri italiani e 1.715 volumi stranieri.
L’emeroteca consiste in 272 raccolte di periodici specializzati italiani e 749 di riviste ufologiche estere.
Gli archivi tematici, raccolte di fonti su argomenti specifici spesso utilizzate per studi anche da esterni o per tesi di laurea a tema ufologico, sono costituiti da 144 dossier per un totale di 15.000 pagine.
Da anni è un corso un lavoro di digitalizzazione degli archivi che, per quanto molto lungo, sta iniziando a dare i suoi frutti. Ad oggi sono 710.000 i file archiviati e messi a disposizione dei soci, per un totale di 5 terabyte, e il sito web del CISU contiene 4.685 tra pagine e  file.

VERSO L’ESTERNO

Questa enorme massa di informazioni non è però una semplice raccolta di scartoffie, una “collezione” di fonti fine a se stessa. Si tratta di un vero archivio e come tale di un’entità viva, dinamica, che si modifica in continuazione e che resta aperta in ingresso e in uscita.

Al di là delle attività di raccolta, l’archivio è infatti aperto e disponibile non solo per i nostri associati ma anche per tutti gli studiosi. Oltre alle collaborazioni in ambito ufologico, il CISU  ha fornito informazioni e dati per le più diverse esigenze, dagli approfondimenti giornalistici  a studi anche del tutto esterni all’ambito ufologico.

Solo per citare i due casi più recenti, ricordiamo il lavoro accademico di Valentina Polcini su “Buzzati e le stelle” che presso di noi ha potuto recuperare fonti originali sulle interazioni tra Dino Buzzati e l’ambiente ufologico. Ancora più particolare il caso di “UFO 78” il romanzo del collettivo Wu Ming che dai racconti delle nostre esperienze di giovani ufologi ha preso spunto per ritrarre alcuni personaggi e vicende.

PUBBLICAZIONI

Il CISU ha sempre prodotto informazione, sia verso l’interno sia verso l’esterno.

Negli anni prima dell’avvento di Internet, sono state prodotte varie circolari interne di informazione o di discussione, oggi in gran parte sostituite da strumenti telematici di collegamento in tempo reale.

Il fulcro della nostra pubblicistica è sempre la Rivista di informazione ufologica, un aperiodico che cerca di andare al di là della notizia immediata di attualità ma punta all’approfondimento, all’informazione completa e strutturata, distinguendo le cose che meritano e sono di reale interesse.

Ci sono poi i libri e le monografie, pubblicate dalla nostra casa editrice specializzata (le Edizioni UPIAR), che ci consente di dare spazio a lavori tecnici, ricerche, cataloghi: quasi 100 in tutto.

 

DIVULGAZIONE

E’ quasi impossibile dare conto dell’attività di informazione rivolta all’esterno nell’arco di quarant’anni, tramite conferenze, interviste sui giornali, partecipazione a programmi radiotelevisivi.

C’è poi il nostro convegno annuale, giunto alla quarantesima edizione, a volte aperto al pubblico e a volte invece gestito come un incontro di discussione fra noi.

Un ruolo centrale l’ha ovviamente la presenza sul web, nella quale siamo stati pionieri in Italia, alla quale si è affiancata più di recente quella sui vari social media (attualmente Bluesky, Facebook, Instagram, Linkedin, Telegram, Threads, TikTok, Twitter/X, YouTube).

 

CISU INTERNATIONAL

Anche in campo internazionale la presenza e il ruolo del CISU si sono  incrementati nel corso degli anni fino a collocarci al centro di molte iniziative in corso in Europa e oltre.

Siamo tra i fondatori del collettivo EuroUfo, che raccoglie gli studiosi europei di orientamento razionale, e collaboriamo strettamente con l’iniziativa internazionale UAP Check, una fra le più stimolanti nella nuova ondata di interesse ufologico.

È poi molto importante il ruolo svolto in ambito internazionale da Edoardo Russo che, oltre a ricoprire il ruolo di responsabile per l’Italia  dell’organizzazione  statunitense MUFON, ha partecipato all’organizzazione nel 2022 del seminario CAIPAN-2 presso il Centre National d’Etudes Spatiales ed è stato chiamato a partecipare all’incontro del 2024 presso il Parlamento Europeo in rappresentanza degli ufologi del Vecchio Continente.

GUARDANDO AVANTI

Ripensando alle idee e alle prospettive di quarant’anni fa, possiamo dire che molte sono state realizzate o avviate in modo positivo.

È stato senz’altro raggiunto l’obiettivo principale di dotare l’ufologia italiana di un organismo che prima non c’era, un’associazione che facesse un’attività ufologica razionale e concreta, che disponesse di un archivio degno di questo nome e che potesse in qualsiasi momento mostrare con orgoglio i lavori fatti ed i risultati ottenuti.

Non c’è un particolare segreto che ha permesso alle 1.200 persone, che per poco o tanto tempo hanno fatto parte del CISU, di andare avanti e produrre così tanto.

C’è sicuramente stato sempre tanto entusiasmo, accompagnato da un forte senso di appartenenza e di partecipazione, che fa sì che ogni richiesta di un socio possa usufruire della collaborazione di tutti.

Si è trattato di un cammino che abbiamo intrapreso in modo serio e responsabile ma anche non serioso,  senza spazio per interessi personali o ricerche di visibilità, ma diventando anche un gruppo di amici che stanno insieme da tanti anni.

Penso però che, più dell’amicizia, ciò che ci ha permesso di lavorare bene insieme come gruppo siano stati piuttosto la condivisione costante degli obiettivi comuni e il rispetto reciproco che ci ha sempre permesso di guardarci in faccia alla pari, senza alcuna forma di protagonismo.

Avendo ben chiari questi principi, non possiamo che guardare avanti e continuare nel nostro lavoro, nella speranza di poter festeggiare insieme ancora molti altri anniversari.

I nostri primi 40 anni

Il 15 dicembre 1985 nasceva ufficialmente il Centro Italiano Studi Ufologici, che oggi compie quindi quarant’anni.

Si tratta di quattro decenni di lavoro, di iniziative, di crescita e di obiettivi importanti. Come socio fondatore del CISU, vorrei cogliere l’occasione e fare qualche cenno di inquadramento storico, per far capire come e perché è nata la nostra associazione.

L’UFOLOGIA DEGLI ANNI 70

Già guardando le date di nascita del gruppetto di soci fondatori e di quelli che si sono subito aggiunti per dare vita al CISU ci si può rendere conto che per la maggior parte facevamo parte di quella che potremmo definire l’ “ufologia dei boomers”, nati tra la fine degli Anni 50 e l’inizio dei 60, che hanno iniziato ad avvicinarsi all’argomento da giovanissimi, nel corso degli Anni 70.

Quello dei 70 fu per l’ufologia un decennio rivoluzionario, che ha portato un cambiamento fondamentale nel modo di guardare al fenomeno e nel come studiarlo.

Sono gli anni che, prima negli Stati Uniti prima e in poi Europa, hanno videro affermarsi quella che è stata definita come “ufologia scientifica” perché iniziava a guardare all’approccio scientifico come unico possibile per studiare un fenomeno nuovo che, apparentemente, non sembrava rientrare nei canoni della scienza.

Nel 1972 l’astronomo Joseph Allen Hynek pubblicava il suo fondamentale libro “The UFO Experience – A Scientific Inquiry”, dove venne presentata la sua classificazione degli avvistamenti UFO e sin dal titolo spiegava da che parte voleva portare l’ufologia.

E pochi anni prima un altro astronomo, Jacques Vallée, se da una parte proponeva la sua ipotesi parafisica, dall’altra realizzava i primi database e le prime analisi informatiche dei dati.

Il decennio si chiudeva con due momenti storici: nel 1977 in Francia nasceva il primo gruppo ufficiale di studio scientifico degli UFO in Europa (il GEPAN, oggi ancora attivo) e nel 1978 aveva luogo la presentazione presso l’assemblea dell’ONU delle tematiche ufologiche da parte dei citati Hynek e Vallée.

Quello che avvenne fu quindi un cambiamento significativo: si passava dall’ufologia di degli albori, quella che aveva come obiettivo quello di “testimoniare” che i dischi volanti esistevano ed erano sostanzialmente visitatori extraterrestri, alla consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa di più complesso, ad un “fenomeno UFO” che – come tutto quello che ci circonda – poteva e doveva essere studiato con le metodologie della scienza. Quelli che prima erano stati appassionati (o veri e propri “propagandisti“) iniziavano a diventare dei ricercatori, degli studiosi.

E IN ITALIA?

Nel nostro Paese la situazione era un po’ diversa.

Gli Anni 70 furono caratterizzati da un grande e diffuso interesse per l’insolito e il mistero in tutte le sue declinazioni, quindi anche per l’ufologia, che ne costituiva la parte più “moderna” ed attuale rispetto ad altre tematiche più classiche (esoterismo, parapsicologia, spiritismo, ecc.). Si tratta di quella che nel suo libro “Italia lunare” Fabio Camilletti ha definito come “occultura” e che vedeva come portavoce più significativo il mensile Il Giornale dei Misteri, che iniziò le sue pubblicazioni nel 1971.

Quel tipo di interesse si andò a saldare con la voglia di stare insieme, di fare gruppo e di associarsi che caratterizzò gli anni del post-Sessantotto in modo trasversale, dalla politica, all’impegno sociale all’associazionismo di ogni genere.

Ecco quindi la creazione di centinaia di gruppi e gruppetti che, sotto l’influenza di un modello promosso proprio dal Giornale dei Misteri, nacquero in tutta Italia e si attivarono a raccogliere avvistamenti, fare conferenze, sky-watch e mille altre attività, portate avanti in modo molto partecipato ma spesso ingenuo e senza adeguate basi metodologiche.

Erano circa 600 i gruppi elencati a metà degli Anni 70 sulle pagine del GdM che dichiaravano di occuparsi anche o solo di ufologia ed ebbero la fortunata sorte di essere attivi in un decennio di continua crescita degli avvistamenti ufologici, sia nel numero di segnalazioni, sia nella stranezza-credibilità dei casi. Non a caso il decennio si concluse con il boom di avvistamenti nel 1978, che in Italia ricordiamo anche come l’“anno degli umanoidi“ per i tanti casi di incontri ravvicinati del terzo tipo.

A fronte di questo iper-attivismo giovanile, le preesistenti realtà associative nazionali sembravano un po’ latitare. La Sezione Ufologica Fiorentina (SUF) aveva la sua rete di rappresentanti locali presi tra i gruppi del GdM ma non si strutturò mai come vera e propria organizzazione nazionale.

Dall’altra parte il Centro Ufologico Nazionale (CUN), nato nel 1965 con l’ingombrante denominazione di “Centro Unico Nazionale per lo studio dei fenomeni ritenuti di natura extraterrestre”, rappresentava anche anagraficamente la vecchia fase dell’ufologia e sembrava poco attratto dagli echi delle nuove tendenze d’oltreoceano. Per adeguarsi ai tempi, il CUN era riuscito a portare al suo interno alcune delle realtà emerse dai gruppi giovanili locali, ma restava distante dal mondo dei nuovi appassionati senza peraltro presentare quelle strutture (archivi, rete di inquirenti, iniziative strutturate) che erano invece il biglietto da visita delle altre associazioni americane ed europee.

NEL CENTRO NAZIONALE

In questo tipo di scenario la spinta che veniva dal basso, dai ragazzi (noi, all’epoca) che vedevano la necessità di cambiamenti radicali che mettessero a frutto il proprio entusiasmo, portò in primo momento (tra il 1977 e il 1978) a costituire delle Federazioni Ufologiche Regionali per avere uno strumento di collaborazione e coordinamento tra i vari gruppi.

Con il finire del 1978, quindi a cavallo dell’eccezionale ondata di quell’anno, il CUN riuscì per la prima volta a portare in edicola una rivista mensile interamente dedicata all’ufologia e questo fatto funzionò da catalizzatore per molte cose. I giovani delle FUR videro la possibilità di portare la propria vitalità all’interno di un CUN che sembrava in quel momento in grado di aprirsi e rinnovarsi.

Fu così che entrammo a far parte del centro nazionale con l’intento di cambiarlo, di farne una Associazione con la “A” maiuscola, di usarne la struttura per svolgere in modo coordinato le attività di indagine e studio che fino al quel momento non erano state adeguatamente implementate.

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Nella foto a sinistra: riunione delle sezioni CUN a Firenze, 15/09/1979: si riconoscono Roberto Pinotti, Roberto Farabone, Renzo Cabassi, Antonio Chiumiento, Corrado Malanga, Paolo Mercuri, Gian Paolo Grassino.

 

 

 

 

 

 

Nella foto a destra: Edoardo Russo, Umberto Telarico, Gianfranco Neri, Paolo Toselli a casa di Pinotti (1979)

 

 

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Gli anni dal 1979 al 1985 furono quindi un periodo molto vivace, che vide l’attivazione di molte iniziative prima in sonno o del tutto assenti.

Vennero riattivati e venne dato nuovo impulso agli archivi centrali del CUN, la “Banca Dati Ufologica” che all’epoca consisteva in due tristi scaffalature ospitate in un corridoio nell’ufficio dell’allora presidente. Grazie anche al fatto che il gruppo torinese, autotassandosi, aveva preso in affitto una piccola sede, in poco tempo l’archivio cominciò ad avere una sua consistenza e a generare attorno ad esso attività, raccolta di informazioni e ricerca.

Venne avviato un progetto di raccolta della casistica su basi regionali, fu rivitalizzata una circolare interna di collegamento e più in generale il contributo di vitalità che volevamo portare stimolò tante nuove e vecchie iniziative, tra le quali il “Manuale di metodologia d’indagine ufologica” che, sulla base di simili iniziative straniere, forniva una base imprescindibile per la raccolta strutturata delle testimonianze di avvistamento.

Ma il numero di nuove attività e iniziative da parte di questa nuova generazione è lunghissimo: si può vederne una sintesi illustrata cliccando qui.

Purtroppo però restavano profonde differenze di visione con il vecchio gruppo dirigente che, anche a causa di personalismi ancora oggi ben evidenti, finirono per dare priorità ad obiettivi diversi e a minare quello spirito di rinnovamento che era stato alla base del nostro ingresso nel CUN.

Dopo mesi di contrapposizioni laceranti, alla fine del 1985 valutammo che non c’erano più gli spazi per fare della buona ufologia all’interno della vecchia associazione e decidemmo di crearne una nuova, con un’impostazione più moderna ed efficiente, che desse spazio alle molte iniziative che coltivavamo e rendevamo concrete ormai da anni.

[continua nella seconda parte]

Un numero speciale della rivista “UFO”

E’ finalmente uscito il n. 47 di UFO – Rivista di informazione ufologica a cura del Centro Italiano Studi Ufologici.

Si tratta di un numero speciale,  dedicato ai tre eventi pubblici che più di ogni altro hanno segnato dei momenti significativi per l’ufologia negli ultimi anni.

Il primo è stato l’audizione pubblica presso una sottocommissione parlamentare degli Stati Uniti di tre “testimoni” chiamati a riferire la loro esperienza diretta con gli UFO/UAP, il 23 luglio 2023.Si è trattato di un evento storico, di un fatto senza precedenti dal lontano 1966, che è il risultato dell’azione di pressione di un gruppo di giornalisti, ufologi e parlamentari, ciascuno con i suoi obiettivi. Un risultato decisamente importante perché ha fatto entrare nel mondo delle istituzioni pubbliche il tema degli UAP dalla porta principale, senza ironie o superficialità. Ne riportiamo un rendiconto dettagliato.

Il secondo momento storico, anche qui una prima volta in assoluto, è stata la tavola rotonda della commissione di esperti indipendenti costituita dalla NASA per valutare la fattibilità di uno studio scientifico degli UAP, tenutosi il 31 maggio 2023. Non è solo la prima volta in cui la NASA affronta il problema UFO, ma è un riconoscimento dell’interesse che rappresenta l’argomento ed una pubblica affermazione che anche gli UFO possono (e devono) essere oggetto di uno studio scientifico. Oltre al resoconto della riunione, pubblichiamo la traduzione integrale del rapporto finale redatto dal gruppo di studio.

Il terzo evento, per noi particolarmente importante e coinvolgente, è stato la sessione informativa pubblica organizzata a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, il 20 aprile 2024. Anche in questo caso si tratta di una prima assoluta, che ha visto protagonisti gli ufologi in seno alle istituzioni europee, perché a riassumere oltre 70 anni di UFO e ufologia in Europa è stato invitato un esponente del Centro Italiano Studi Ufologici, ed una decina di rappresentanti di varie organizzazioni ufologiche nazionali e internazionali sono stati ammessi all’incontro e hanno poi partecipato alla discussione. Delle relazioni e del successivo dibattito riportiamo una trascrizione quasi integrale.

La rivista, inviata gratuitamente a soci e collaboratori del CISU, è disponibile in abbonamento o può essere acquistata direttamente dalla libreria ufologica on line Upiar Store.

Il convegno per i 40 anni del CISU

Tra pochi giorni – precisamente il 15 dicembre – festeggeremo i 40 anni dalla costituzione del Centro Italiano Studi Ufologici.

A questo importante traguardo è dedicato il nostro Convengo annuale (giunto anch’esso alla quarantesima edizione), che si volgerà a Torino nel pomeriggio di sabato 22 novembre, presso l’Hotel Diplomatic.

Anche solo riassumere le attività, le iniziative, i progetti e le pubblicazioni realizzate dal CISU nei suoi quattro decenni di vita sarebbe quasi impossibile e l’incontro di Torino avrà piuttosto il compito di “consolidare” quanto il Centro ha fatto fino ad oggi attraverso alcuni passaggi significativi.

Innanzitutto verranno presentati due volumi pubblicati quest’anno,   che ben rappresentano il nostro modo di operare.
Il primo (UFO: fenomeno o mito, firmato da Edoardo Russo) è un libro divulgativo edito da Rizzoli per presentare in modo serio e documentato il problema ufologico ai tanti nuovi curiosi e appassionati.
Il secondo è invece il classico esempio di un lavoro “in stile CISU”: si tratta del volume enciclopedico di Paolo Fiorino su Gli O.V.N.I. dell’Aeronautica Militare Italiana che riassume, nelle sue quasi 470 pagine, tutta la storia dei rapporti tra UFO,  ufologia e Aeronautica italiana sulla base di un minuzioso lavoro di raccolta di informazioni e dati, durato oltre trent’anni.

Il convegno sarà poi l’occasione per presentare il sondaggio esclusivo condotto dall’istituto demoscopico Doxa su incarico e a spese del CISU per sapere quante persone in Italia pensano di aver osservato un UFO.
Si tratta una domanda che la Doxa aveva proposto in Italia per la prima volta nel 1987, anche in quel caso su iniziativa del Centro Italiano Studi Ufologici, in un più ampio sondaggio presentato nel corso del nostro Convegno internazionale svoltosi quell’anno a Torino.
Anche questo vuole essere un esempio del modo di agire che ci ha sempre contraddistinto: in un’epoca in cui sempre più persone cercano di lucrare sull’ufologia, noi vogliamo ribadire come le risorse vadano invece impiegate nell’indagine e nello studio, per far crescere la nostra conoscenza sull’argomento in ogni ambito.

Parleremo poi di come il fenomeno si è evoluto in Italia nel corso di questi quarant’anni, del nuovo ruolo dei social media nell’ufologia ai nostri giorni, senza trascurare un sommario riepilogo del cammino che la nostra associazione ha fatto dal 1985 ad oggi.

40° Convegno nazionale di ufologia
Sabato 22 novembre 2025  •  Ore 14.30 – 19.30
Hotel Diplomatic  •  Via Cernaia 42  •  Torino
Ingresso libero • Gradita prenotazione
cisu@ufo.it • www.cisu.org

Di seguito riportiamo i titoli delle relazioni programmate.

— Paolo Fiorino  •  Un libro sugli OVNI dell’Aeronautica Militare Italiana

— Gian Paolo Grassino  •  CISU, i nostri primi 40 anni

— Stefano Innocenti  •  L’ufologia al tempo dei social

— Edoardo Russo  •  Chi vede gli UFO in Italia: il sondaggio Doxa 2025

— Paolo Toselli  •  Apparizioni e sparizioni: L’evoluzione del fenomeno UFO in Italia negli ultimi 40 anni

— Tavola rotonda: Gli UFO tra fenomeno, mito e divulgazione

 

Gli OVNI dell’Aeronautica

IL NUOVO LIBRO DI PAOLO FIORINO
SULLA STORIA DELL’UFFICIALITA’ IN ITALIA

 

Con il termine “ufficialità” si intende il coinvolgimento degli organismi dello Stato, soprattutto militari, nello studio del fenomeno UFO.
Si tratta di un tema dal quale non è possibile prescindere per la storia stessa dell’ufologia che è nata prima come interesse “ufficiale”, con le commissioni di studio militari statunitensi costituite in seguito ai primi avvistamenti, che non “privato”, con appassionati ed associazioni che sono arrivate dopo.
Questa dicotomia tra ufologia privata e ufficiale è stata motivo di un confronto/scontro che dura da sempre e che ha creato le basi per ogni tipo di complottismo.
L’idea che i governi, le istituzioni, i militari ci nascondano qualcosa, dagli avvistamenti dei piloti a segreti più o meno inconfessabili, è radicata profondamente nell’ambiente ufologico e non solo. Basti vedere i recenti sviluppi statunitensi dove una parte dei politici che avevano appoggiato la costituzione della commissione del Pentagono, la AARO, oggi la sconfessano per cercare di andare più a fondo, a trovare quelle “prove” definitive degli ET, di “intelligenze non umane” o di qualche altro improbabile segreto.
Di conseguenza l’atteggiamento del mondo ufologico nei confronti degli interessi ufficiali è stato spesso ambiguo, alternando aspettative di aperture degli archivi o iniziative come il rilascio di documentazione (come le richieste fatte negli USA sulla base del FOIA, lo strumento per ottenere l’accesso alla documentazione riservata) a fasi di forte critica e accuse di attuare la famigerata “congiura del silenzio”.

Anche in Italia c’è stato, sin dagli albori, un interesse ufficiale dettato, come è ovvio, dalle esigenze di sicurezza e difesa dello spazio aereo poste dalle osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificati. Senza arrivare alle commissioni ufficiali statunitensi, anche nel nostro Paese ci furono persone che raccolsero ed indagarono avvistamenti, gruppi di studio che si riunirono per analizzarli, fino ad arrivare all’istituzione, nel 1979, del noto ufficio presso l’allora Secondo Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica (oggi Reparto Generale Sicurezza).
Questa commissione “ufficiale” italiana rappresenta, a suo modo, un unicum. Da una parte è uno degli organismi più longevi al mondo ed è forse quello più “aperto” dal punto di vista dell’informazione, in quanto da anni vengono riportati sul suo sito Internet i casi raccolti con le relative valutazioni. Dall’altro lato i limiti operativi che le sono stati imposti sin dalla sua costituzione fanno sì che i casi raccolti ogni anno contino poche unità e che gli approfondimenti investigativi restino a livello poco più che superficiale.
Quello che però in Italia ha caratterizzato da sempre il rapporto tra ufologia privata e ufficiale è stato l’atteggiamento di molti ufologi che, al posto di cercare e richiedere informazioni e dati sugli avvistamenti, hanno solamente tentato di ottenere qualche forma di riconoscimento da parte dei militari, una sorta di legittimazione che ne elevasse lo status di credibilità. Un rapporto malsano che ha toccato il suo apice con personaggi che per anni hanno millantato inesistenti rapporti privilegiati o collaborazioni esclusive (peraltro smentiti in via ufficiale), costruendo schemi fantasiosi ed irrealistici circa strategia di approccio e improbabili connessioni politiche.

La realtà è sempre stata un’altra: quella di una commissione che negli anni, con i limiti imposti dalle problematiche di sicurezza e di privacy, ha fornito informazioni a chi le ha richieste, come correttamente deve comportarsi un ente pubblico nei confronti dei cittadini. Il problema era – purtroppo – dall’altro lato: erano certi “ufologi” a non essere interessati agli avvistamenti ma solo alla propria vanagloria.
Esiste quindi una “vera” storia dell’interesse ufficiale in Italia e a metterla dettagliatamente per iscritto  è ora Paolo Fiorino che in più di trent’anni, con la collaborazione di Giancarlo D’Alessandro e soprattutto di Renzo Cabassi (purtroppo scomparso pochi mesi fa), ha raccolto informazioni e sviluppato una serie di contatti che gli hanno permesso di mettere insieme i tasselli di un puzzle spesso sconosciuto nello stesso ambiente ufologico.
È stato un lavoro paziente e meticoloso che ha portato Fiorino, in rappresentanza del Centro Italiano Studi Ufologici, a costruire negli anni anteriori al 2001 un rapporto molto particolare con il Secondo Reparto S.M.A. ed ottenere il rilascio di centinaia di pagine di documentazione sugli avvistamenti raccolti in quell’ambito.
Si tratta di una cosa già di per sé importante, ma ancora più significativa è stata  “l’interlocuzione” che Fiorino ha avuto la possibilità di sviluppare sia con i responsabili di questo ufficio, sia con molti degli ufficiali nel tempo coinvolti  nelle interazioni tra UFO e difesa, incontrati personalmente nel corso degli anni.
Tutto questo lavoro vede ora la luce sotto forma di un volume enciclopedico con il quale Fiorino ripercorre tutta la storia dell’ufficialità italiana con una quantità impressionante di dati e informazioni. Come sempre avviene per le produzioni del CISU, ogni informazione è documentata e il quadro che ne deriva è completamente esaustivo, senza allusioni e mezze verità, ma anche senza sconti.

Il titolo del volume, Gli O.V.N.I. dell’Aeronautica Militare Italiana, non è casuale ma ci ricorda che gli UFO sono stati da sempre appannaggio, negli Stati Uniti come nel resto del mondo, delle aeronautiche militari, e anche in Italia questo è stato l’ente deputato a seguire lo studio di quelli che nei documenti vengono appunto chiamati OVNI, Oggetti Volanti Non identificati.
Quello che emerge è un quadro molto più articolato ed interessante di quello che ci si aspetterebbe, ma senza le contorsioni e i complottismi che hanno da sempre accompagnato l’ufficialità italiana.
Come sempre la storia è fatta dagli individui, e il racconto di Fiorino ci porta a scoprire personaggi che non hanno magari trovato spazio in articoli o libri ma che hanno invece contribuito allo sviluppo dell’ufologia e non solo  quella ufficiale.
È il caso ad esempio di Igino Gatti, un ufficiale incaricato di seguire i casi OVNI ed attivo negli Anni 50 e 60, che è stato un investigatore sul campo ed un ufologo razionale ante litteram,  avendo avuto la possibilità di indagare diversi casi rilevanti e di ricavarne una visione d’insieme del fenomeno caratterizzata da una rara lucidità, tanto più all’epoca.
Proprio a Gatti e a Cabassi è dedicato il volume di Fiorino, in quanto  esempi della voglia di studiare e di conoscere che ci accumuna tutti, ufologi privati e “ufologi ufficiali”.

(469 pagine, grande formato: cm. 18 x 26; riccamente illustrato, con 1.176 note, ampia bibliografia e siglario; Euro 30,00)
In esclusiva sul sito  www.upiar.com

Cliccare qui per leggere la Prefazione di Giancarlo D’Alessandro
(Colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana in congedo)

 

«UFO – Fenomeno o mito?» da oggi in tutte le librerie

«UFO – Fenomeno o mito?»

Un libro di cui c’è (di nuovo) bisogno

Ogni anno vengono pubblicati in Italia molti libri sull’argomento UFO, per la maggior parte ormai auto-produzioni gestite su Amazon o analoghi canali di edizione e vendita.
In genere si tratta di testi che si occupano di aspetti specifici del fenomeno, di analisi più o meno fantasiose di questa o quella ipotesi, spesso con toni complottistici e assertivi.
Il filo conduttore di buona parte di queste pubblicazioni è il dare per scontato, per dato acquisito, non solo cosa si intenda per UFO o UAP, ma cosa in realtà siano, ossia qualche forma di visitatori extraterrestri.

Oggi, dopo più di settant’anni di ufologia, dopo decenni di analisi e discussioni, dopo che abbiamo visto nascere ed evolvere il nuovo approccio agli UAP, sembra davvero semplicistico ritornare ai modelli interpretativi “ingenui” degli Anni 50 e 60.
Per questo motivo c’è una nuova esigenza di “fare informazione” su cosa sono gli UFO/UAP, di presentare lo stato delle cose, quello che conosciamo “davvero” e quello che ancora ci è sconosciuto. Soprattutto c’è bisogno di fornire ai curiosi e agli appassionati un’immagine dell’ufologia che renda l’idea della complessità del fenomeno e delle difficoltà a studiarlo con le metodologie della ricerca scientifica.

Da queste necessità nasce il libro di Edoardo Russo «UFO – Fenomeno o mito?» che si propone di presentare, in modo chiaro e diretto, quello che è oggi l’ufologia, cosa rappresentano le osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificato o UAP al di là delle fake news e delle mille fantasie che si raccontano attorno ad essi.
Questo bisogno di parlare di UFO/UAP in modo concreto, basato sui casi, sulle testimonianze, sui dati è stato condiviso da un editore importante come Rizzoli che ha chiesto al Centro Italiano Studi Ufologici (in occasione dei  suoi quarant’anni d’attività) di presentare il fenomeno UFO a chi oggi si avvicina all’argomento, spesso incuriosito dal nuovo interesse ufficiale negli Stati Uniti, e fa fatica a trovare una presentazione seria e circostanziata di cosa sono gli UAP e quali sono le informazioni attendibili.

Russo si è reso disponibile a portare a termine questo compito con un testo che segue in parte lo schema delle conferenze divulgative tenute nel corso degli anni, un modo per “parlare” direttamente al lettore e fargli condividere l’interesse e la complessità degli avvistamenti ma anche il senso critico e razionale che dobbiamo conservare nell’affrontarli.
Per l’autore si è trattato di sintetizzare i cinquant’anni del suo interesse nell’ufologia, che ne hanno fatto uno dei ricercatori più apprezzati a livello internazionale per le doti di coordinamento e di sintesi nella costruzione di un movimento ufologico di impronta scientifica.

Russo è uno dei soci fondatori del Centro Italiano Studi Ufologici e del collettivo europeo EuroUFO, è rappresentante italiano per il Mutual UFO Network americano (MUFON) e uno dei coordinatori della rete internazionale UAP Check. Ha partecipato all’organizzazione del secondo seminario del GEIPAN (l’organismo ufologico ufficiale francese) nel 2022 e – non a caso – è stato scelto come rappresentante dell’ufologia privata europea all’incontro di informazione tenutosi presso il Parlamento Europeo il 20 marzo 2024.

Oltre alla  sua e competenza, «UFO – Fenomeno o mito?» si propone al lettore con altre due importanti caratteristiche. La prima è che tutti gli avvistamenti riportati sono il frutto di indagini svolte direttamente dai ricercatori del Centro Italiano Studi Ufologici: il fenomeno UFO che viene presentato non si basa su voci di seconda mano o racconti senza fonti certe, ma su testimonianze raccolte in prima persona e casi investigati sul campo. In questo modo il lettore può ripercorrere gli stessi passi fatti dall’ufologo e condividerne le certezze ma anche i dubbi e le perplessità, per una visione ragionata e “matura” dell’intero argomento.

Inoltre il volume si presenta come il lavoro non di un singolo ma del “portavoce” di un’intera associazione – il Centro Italiano Studi Ufologici – che in quarant’anni di attività ha cambiato il modo di fare ufologia in Italia portando metodo, condivisione e organizzazione in un ambito troppo spesso lasciato (ieri ma anche oggi) in balia del dilettantismo e del sensazionalismo.

Al lettore vengono quindi proposte un insieme di informazioni ed una visione generale che sono il frutto del lavoro comune delle tante persone che hanno contribuito in quattro decenni alle attività del CISU. Finita la lettura, chi è interessato può trovare precisi riferimenti bibliografici per approfondire, ed anche ritrovare sul territorio i rappresentanti del Centro che hanno contribuito a svolgere le indagini, ad elaborare gli studi, a costruire gli archivi e quindi rendere possibile la realizzazione di questo libro.

La presentazione ufficiale della

UFO Fenomeno o mito?

Gli avvistamenti UFO sono reali o solo un riflesso delle nostre paure?
Che cosa nascondono i governi sugli UFO? Quanto c’è di vero nelle testimonianze di incontri ravvicinati?
E come si analizzano e catalogano gli avvistamenti?
Sono solo alcune delle domande a cui cerca di rispondere il portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici per fare chiarezza una volta per tutte su avvistamenti, incontri ravvicinati e oggetti volanti non identificati.

Il mondo degli UFO e dell’ufologia è un intricato labirinto, un gioco di specchi che riflette tanto le nostre convinzioni quanto la realtà. Ed è in questo mondo che Edoardo Russo, portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici, ci invita a seguirlo alla scoperta di un fenomeno che, da oltre settant’anni, continua ad affascinare e dividere. Ecco dunque decine di storie che ancora oggi abitano la zona grigia del dubbio: eventi che nessuno è riuscito a spiegare del tutto, ma che offrono sufficienti prove per dimostrare che qualcosa di strano è successo davvero.
Come la testimonianza di un uomo che, svegliato dall’abbaiare insistente dei cani, osservò nel suo campo un oggetto a forma di cupola ruotare lentamente, per poi sollevarsi nel cielo con un movimento fluido e silenzioso; o la vicenda di una coppia che, attraversando la Marsica, vide una struttura luminosa e geometrica sparire tra le montagne, lasciandosi dietro una scia di mistero; o ancora l’apparizione negli anni Ottanta di un enorme “sigaro volante”, osservato da migliaia di persone in diverse regioni italiane, e il famoso avvistamento delle luci notturne in Val Malone, dove i caccia militari inseguirono un fenomeno luminoso sfuggente che si dissolse tra le montagne.

Tra storie incredibili, analisi rigorose e fenomeni che ci spingono a confrontarci con l’ignoto, questo libro è un racconto avvincente sempre in bilico tra la lucida osservazione dei fatti e lo stupore che suscita in noi il mistero. E nasce dal desiderio di fare ordine tra spiegabile e inspiegabile, affrontando con un approccio scientifico avvistamenti, incontri ravvicinati e indagini ufologiche.
Un viaggio emozionante, per appassionati e scettici, tra cieli stellati, luci misteriose e l’eterna voglia di scoprire l’ignoto.

L’indice

INTRODUZIONE
Misteri volanti: cinquant’anni di riflessioni
L’ufologia non è una scienza
Un fenomeno a due facce

PRIMA PARTE
IL FENOMENO UFO: STORIA E SIGNIFICATO
Un mito americano o un fenomeno globale di massa?
C’erano una volta i dischi volanti
Chi studia gli UFO

SECONDA PARTE
DALLE LUCI AI CONTATTI: OSSERVARE E CAPIRE
La doppia faccia degli UFO
Luci nel buio: il fascino degli avvistamenti notturni
Dischi volanti e altri oggetti diurni
Incontri ravvicinati: quando gli ufo scendono a terra
Rapimenti alieni: tra mistero e fantascienza
USO: gli UFO subacquei
Prove e casi particolari
Un’immagine vale più di mille parole?
UFO e radar: quando il cielo diventa un enigma

TERZA PARTE
A MARGINE DEGLI UFO
Tra realtà e leggenda

QUARTA PARTE
UN MITO MODERNO
L’immaginario collettivo

CONCLUSIONI
La dotta ignoranza
Per chi volesse approfondire
Il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU)

«UFO – Fenomeno o mito?»
240 pagine (+ 16 tavole) – Cartonato con sovraccoperta
Euro 18,00

Disponibile in tutte le librerie o presso lo store on-line di UPIAR (www.upiar.org)

Un nuovo libro sulla storia dell’ufologia spagnola

 

Una nuova uscita nella collana libraria in lingua spagnola che Vicente-Juan Ballester Olmos dirige per le Edizioni UPIAR

Dopo il precedente volume dedicato alla sua pluri-decennale corrispondenza con Antonio Ribera (notissimo decano dell’ufologia iberica), adesso è la volta di un altro importante ricercatore, José Tomás Ramírez y Barberó.

Ramírez y Barberó (1940-2020), militare di carriera (capitano di fanteria), è stato un pioniere nello studio scientifico del fenomeno UFO in Spagna, in particolare nell’applicazione di strumenti statistici all’analisi dei dati negli anni dal 1974 al 1979, con una eredità intellettuale  straordinaria, riportata nella sua vasta bibliografia, inclusa nel volume.

Il corposo volume (422 pagine in grande formato, illustrato) raccoglie la corrispondenza che V.J. Ballester Olmos ha avuto con Ramírez y Barberó tra gli anni 1974 e 1991. Ulteriore complemento a questo lavoro biografico-documentario sono gli scambi epistolari con altri tre importanti studiosi spagnoli: Miguel Guasp, Pedro Redón e Alberto Adell.

Il libro contiene sette appendici, tra cui informazioni dettagliate e questionari relativi a cinque avvistamenti UFO avvenuti tra il 1970 e il 1975, che il capitano Ramírez aveva indagato personalmente.

Oltre che nella versione on line, il volume «Mi Correspondencia con José-Tomás Ramírez y Barberó» è  pubblicato in edizione cartacea dalle edizioni UPIAR e si può acquistare sul sito www.upiar.com al costo di 38,00 euro (col consueto sconto del 20% per soci e collaboratori del CISU).

E’ anche possibile approfittare di un’offerta speciale temporanea: acquistando entrambi i volumi (questo e il precedente «Mi Correspondencia con Antonio Ribera») è previsto uno speciale sconto del 20% (costo totale: 78,64 euro).

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Nell’immagine in alto: la copertina del nuovo libro
Nella foto in basso: l’autore del volume

 

 

«Dove va l’ufologia» – 39° Convegno nazionale CISU – Bologna 23 novembre 2024

«Dove va l’ufologia»

Interessi ufficiali, nuove iniziative, nuovi protagonisti.
Prospettive di un ufologia in movimento

Il 39° Convegno nazionale del CISU si svolgerà a Bologna sabato 23 novembre e sarà dedicato all’aggiornamento e all’analisi dei molteplici progetti sugli UFO/UAP che si stanno sviluppando a livello internazionale.
A fianco del rinnovato coinvolgimento ufficiale degli Stati Uniti, e conseguente creazione di una commissione ufficlale per lo studio degli UAP, sono sorte e stanno nascendo numerose iniziative per quello che appare come un nuovo e forse “rinnovato” interesse per l’argomento ufologico.
Oltre alle udienze pubbliche al Parlamento USA e all’incontro al Parlamento Europeo, stiamo assistendo ad un nuovo impulso nel campo della ricerca ufologica che sono solo in parte sostenuto dallo zoccolo duro degli ufologi che non hanno mai smesso, nelle varie nazioni, di portare avanti le loro attività.
Un’altra componente è invece rappresentata da nuovi appassionati, da forze nuove che guardano agli UFO (o meglio agli UAP) con un occhio diverso, a volte inesperto, ma spesso libero da certe limitazioni dell’ufologia “tradizionale”.
Stanno quindi prendendo forma nuove aggregazioni (spesso diverse dallo schema dell’associazione) per gestire e veicolare l’informazione e per implementare nuovi strumenti e metodologie di studio.
Per dar conto di tutto questo movimento il nostro Convegno annuale sarà in parte dedicato ad un indispensabile aggiornamento su quanto sta succedendo ma anche ad un confronto collettivo per valutare le varie iniziative e per capire meglio come ci collochiamo, come CISU, rispetto ad un processo in divenire del quale non siamo solo spettatori ma già ora parte operativa integrante.

IL PROGRAMMA

Le relazioni di aggiornamento saranno le seguenti:
“Ultime notizie dall’America  – L’epopea degli UAP ufficiali” (Gian Paolo Grassino)
“Le mille iniziative della “nuova” ufologia”  (Edoardo Russo)
“Un nuovo ruolo per gli USO”  (Marco Bianchini)
Seguirà una tavola rotonda che coinvolgerà tutti i presenti.
Questi alcuni degli spunti per la discussione che verranno proposti:
– UAP e droni, due facce dello stesso problema?
– Ufologia ufficiale, AARO e disclosure, cosa possiamo aspettarci?
– Nuovi ufologi per una nuova ufologia?
– Intelligenza artificiale e ufologia: primi approcci
La partecipazione è riservata agli iscritti del CISU, che potranno assistere al convegno e intervenire alla discussione anche da remoto.

Messina: “Misteri intorno a noi”

I FENOMENI INSOLITI NEL MESSINESE

Pietro Torre è da sempre interessato a quanto di “misterioso” è accaduto negli anni a Messina e nella sua provincia e a queste tematiche aveva già dedicato tre volumi intitolati Misteriosi fenomeni nel cielo della provincia di Messina (Ragusi Editore, Muggiò, 1999; Lombardo Editore, Milazzo, 2000; Upiar Edizioni, Torino, 2016).
In questo volume Torre amplia il suo abito di interesse ad una serie di eventi anomali che vanno dall’osservazione di Oggetti Volanti non Identificati, a strani fenomeni atmosferici, dagli incontri con “fantasmi” alle visioni mistiche, cercando, dove possibile, di presentare delle probabili spiegazioni, di guardare con occhio razionale ciò che si presenta invece al di fuori della “normalità”.
Questa la presentazione dell’opera da parte dell’autore.

Molti appassionati di scommesse amano la rapidità della sfida proposta da aviator game perché questo titolo fonde perfettamente logica e fortuna. Segui il volo dell’aereo e incassa la vincita prima della sua scomparsa definitiva dallo schermo.

 

Cosa significa mistero?

Secondo una delle più classiche definizioni “mistero è tutto ciò che non si riesce a spiegare o che è tenuto segreto” (Dizionario Garzanti della Lingua Italiana, ed. 1965). Poiché tale definizione non indica “chi sia a non riuscire a spiegare” lasciando cioè un soggetto indeterminato, è lecito pensare che ciò che per un individuo è misterioso possa non esserlo per un altro.

Mi limiterò in queste pagine a riferire, in ordine cronologico dal 1900 al 2020, soprattutto per la città e la provincia di Messina, solo fatti di cui sono venuto a conoscenza o che mi hanno riguardato di persona, sui quali, ove possibile, tenterò di fornire una spiegazione; poi ognuno potrà fare le proprie considerazioni. Molti fatti non sembrano fuori dalla regolarità dell’ordine naturale; per alcuni si è trovata una corretta interpretazione, per altri però si è in cerca di chiarimenti, fermo restando che spesso la percezione di un soggetto può venire “ingannata” per tanti motivi.

La mia raccolta riguarda certamente una piccola percentuale rispetto alla corposa messe di “misteri” che hanno coinvolto la gente di questi luoghi, comunque può darci un’idea di quante cose “poco chiare” impregnino la storia travagliata di questo angolo della Sicilia, non diversamente da quanto si registra in tutte le altre parti del mondo, anche se in genere non sembra così.

L’opera presente vuol essere una specie di complemento ai volumetti “Misteriosi fenomeni nel cielo della provincia di Messina”, da me pubblicati a cavallo fra XX e XXI secolo, con un allargamento ad altri fatti insoliti, scelti fra i più interessanti e meglio documentati. Forse su qualche caso sarebbe stato meglio tacere…

Il volume contiene eventi che ho vissuto di persona o che hanno riguardato persone a me vicine, su molti dei quali non ho ancora trovato la spiegazione razionale. Non ho voluto usare, nei limiti del possibile, né rigide e forzate interpretazioni, né distinzioni fra scienza e parascienza, né vorrei cadere nelle polemiche che spesso offuscano le idee, limitano la ricerca e fanno perdere tempo prezioso. Voglio piuttosto raccontare fatti vissuti, letti o ascoltati. Non desidero alimentare focolai di irrazionalità, né far “apparire” intelligenze non umane attorno a noi, essendo spesso impossibile separare il soggetto che osserva (e le sue suggestioni) dall’oggetto osservato, anche se non posso del tutto escludere che una qualche realtà parallela possa esistere e interferire occasionalmente o intenzionalmente con quella più consueta e familiare in cui siamo abitualmente immersi. Cercherò di essere dettagliato nelle descrizioni inquadrandole nel loro contesto e nella loro realtà, onde avvicinarmi il più possibile alla verità, malgrado i limiti e le aberrazioni che non possono non mancare nei ricordi lontani e nelle convinzioni personali di ciascun testimone. Spero di riuscirci e risultare gradito a chi avrà la pazienza di leggere.

Pietro Torre è nato a Milazzo nel 1949. Studioso appassionato dei fenomeni del cielo e della terra, si è laureato in matematica e poi in scienze naturali . Attualmente in pensione. Dal 1973 al 1976 ha fatto parte del Centro Ufologico Barcellonese e fin da allora ha raccolto un consistente archivio di casistica UFO locale.

Dal 2000 è curatore dell’archivio e del catalogo regionale per la Calabria, su cui ha curato per alcuni anni la pubblicazione del notiziario CISU Calabria e il Catalogo  degli avvistamenti della regione Calabria (Upiar edizioni, Torino, 2007), aggiornato poi con una seconda edizione Catalogo dei fenomeni ufologici e paraufologici della regione Calabria, (Upiar edizioni, Torino, 2023) presentata qui.

Dal 2006 ha preso in carico il “preUfoCat”, il progetto di raccolta e catalogazione dei fenomeni aerei insoliti riportati nelle antiche cronache, dall’antica Roma fino al 1900, producendo tre diverse edizioni del monumentale catalogo Strane luci nella storia d’Italia nel 2011 (260 pagine), nel 2015 (684 pagine) e nel 2018 (2 volumi, 1.010 pagine), sempre per le edizioni Upiar.

Misteri intorno a noi è composto da 284 pagine illustrate e si può acquistare sul sito di UPIAR (www.upiar.com) al prezzo di  25,00 euro (iscritti CISU 20,00) più spese di spedizione

 

GLI UAP AL PARLAMENTO EUROPEO

Il 20 marzo si è svolto, dalle 16 alle 18, l’atteso incontro presso il Parlamento Europeo per presentare il fenomeno UFO/UAP e i motivi per un interesse e coinvolgimento delle istituzioni europee.

Presentati dall’europarlamentare portoghese Francisco Guerreiro, si sono succeduti cinque relatori che hanno illustrato i vari aspetti del fenomeno e del suo studio, con riferimenti alle commissioni ufficiali statunitensi e alla problematiche legate alla sicurezza del volo, come sottolineato dai due piloti  presenti.

Si è trattato di un evento “storico” per l’ufologia privata europea, che ha avuto modo di presentarsi al massimo livello istituzionale e uscire dall’alone di discredito che da sempre la circonda.

E’ evidente che si tratta di un primo, piccolo passo per arrivare a collaborazioni concrete, a coinvolgimenti costanti e coordinati, ma l’importanza dell’evento è evidente e, più che alla recente udienza presso la Camera dei Rappresentanti negli USA,  fa tornare alla mente la famosa sessione presso le Nazioni Unite nel 1978, con la presenza attiva degli ufologi  Allen Hynek e Jacques Vallée.

Avremo modo di riportare ampiamente le relazioni e il dibattito che ha concluso l’incontro, oltre che le reazioni e le prospettive di sviluppo.

Per ora presentiamo il testo di Edoardo Russo che, parlando a nome di tutti gli ufologi europei, ha sintetizzato la storia e la situazione degli UAP nel nostro continente ed  i motivi per i quali l’argomento ha una sua rilevanza, a vari livelli.

 

Fenomeni anomali non identificati – Il contesto storico dell’UE

di Edoardo Russo

Gli UAP non sono un fenomeno solo americano. È sempre stato un fenomeno globale, con avvistamenti e testimonianze da tutto il mondo, e l’Europa è sempre stata in una posizione centrale per quanto riguarda gli avvistamenti, anche prima che il pubblico americano scoprisse i “dischi volanti” nell’estate del 1947: la prima ondata di fenomeni aerei non identificati nel dopoguerra furono i “razzi fantasma” sulla Scandinavia (ma anche su Italia e Grecia) nel 1946.

E le testimonianze europee sono tante: parliamo di milioni di persone. I sondaggi d’opinione alla domanda “pensi di aver visto un UFO” hanno ottenuto nei vari in diversi paesi europei una media del 6,5% di “sì”, che ammontano a ben 29 milioni di testimoni solo per i paesi dell’Unione Europea.

Ma non tutti i testimoni riferiscono le loro segnalazioni: le nostre stime sono che meno di 1 testimone su 100 si fa avanti e segnala il proprio avvistamento, dal momento che i database dei casi raccolti dalle organizzazioni civili UAP comprendono attualmente circa 170.000 segnalazioni dal Portogallo all’Ucraina, dalla Norvegia a Malta: un numero più alto rispetto ad analoghe raccolte di dati negli USA.

I fenomeni aerei non identificati non sono regolari nelle loro apparizioni: le segnalazioni di avvistamenti arrivano a ondate, con anni ricchi e anni poveri. La prima grande ondata di avvistamenti avvenne nella primavera del 1950 e fu veramente europea, coinvolgendo diversi paesi (Belgio, Italia, Spagna, Regno Unito). Un “panico da UAP” ancora più grande si verificò nell’autunno del 1954, con migliaia di casi concentrati principalmente sulla Francia e un clamore mediatico senza precedenti. Nel 1967 fu il Regno Unito, nel 1968 la Spagna, nel 1973 l’Italia, nel 1974 la Francia e così via: importanti ondate di avvistamenti di UAP si sono verificate nella maggior parte dei paesi europei negli ultimi 75 anni. Il mio paese, l’Italia, ha subito una “ondata UAP” così forte alla fine del 1978 che i pescatori si rifiutarono di uscire a pescare, furono inviate pattuglie di polizia a fotografare strane luci, furono presentate interrogazioni parlamentari e il governo incaricò l’Aeronautica Militare italiana di avviare una raccolta formale di testimonianze del pubblico. Anche se il 90-95% di tutti questi UAP viene successivamente identificato e spiegato con fenomeni naturali conosciuti o con oggetti artificiali noti (e questa è proprio l’attività di base di noi “investigatori UAP”), ci rimane un piccola (ma non trascurabile) residuo di casi anomali, per un totale di migliaia di “fenomeni aerei non identificati” in senso stretto su scala europea.

Cosa vedono le persone? La maggior parte degli avvistamenti riguarda luci distanti nel cielo notturno (75%) o oggetti volanti diurni distanti (15%), e questi sono quelli più facili da identificare con cause note. Ma abbiamo anche rapporti con maggiore stranezza e maggiore credibilità come incontri ravvicinati (10%); avvistamenti in volo di piloti militari, civili o privati (1%); effetti fisici temporanei o tracce al suolo (2%); rilevamenti radarici (per non parlare degli oggetti subacquei non identificati).

E ci sono effetti sociali collaterali, che sono stati oggetto di studi accademici da parte di psicologi, sociologi, antropologi. Anche se non possiamo parlare in questa sede  delle vere e proprie situazioni di panico che ci sono state, ci ritroviamo con un gran numero di persone che si chiedono cosa hanno visto, che hanno diritto a una risposta (se ce n’è una) ma non riescono a trovare nessuno ufficialmente incaricato di fornirne, e sono schiacciati tra chi dice loro “eravate ubriachi” e chi crede si tratti di visitatori extraterrestri. Sono solo le organizzazioni private che si prendono carico di quelle persone e delle loro testimonianze, cercando di trovare e offrire quelle risposte ai testimoni: sono (siamo) volontari non retribuiti che lo fanno per passione.

All’interno dell’Unione Europea ci sono alcune centinaia di studiosi privati seri dell’argomento, che cercano di applicare un approccio scientifico. E ci sono decine di associazioni razionali, una in quasi ogni paese europeo, alcune di loro attive da decenni, la maggior parte delle quali coopera all’interno di una rete ufologica europea (EuroUfo.net).  Per non dire che il più grande  archivio ufologico esistente al mondo si trova  in un paese europeo: la Svezia.

I militari: tradizionalmente raccolgono rapporti UFO/UAP nell’ambito della loro missione di controllo e difesa dello spazio aereo di ogni nazione. La maggior parte, se non tutti i paesi europei, hanno avuto i propri archivi militari di segnalazioni  (per lo più militari), proprio come negli Stati Uniti. E una decina di loro hanno declassificato o aperto i loro file UAP in tutto o in parte, per un totale di diverse migliaia di rapporti ora disponibili.

Per quanto riguarda le organizzazioni non militari ma comunque pubbliche che raccolgono e analizzano le segnalazioni di UAP, l’unica (non solo in Europa ma nel mondo) si trova in Francia: nel 1977 il Centro Nazionale di Studi Spaziali (CNES) ha creato un Gruppo di Studio sui Fenomeni Aerospaziali  Non Identificati (GEPAN, ora GEIPAN), che  non solo è ancora attivo ma offre proprio questo servizio al pubblico francese: raccogliere le testimonianze e cercare di identificare le cause, offrendo risposte al pubblico.

E la politica? Naturalmente è stata coinvolta fin dall’inizio: nella maggior parte dei paesi europei sono state presentate interrogazioni parlamentari almeno a partire dal 1950. E anche il Parlamento Europeo ne ha ricevute. Il coinvolgimento più massiccio si ebbe dopo che in Belgio alla fine del 1989 si verificò un’imponente ondata di avvistamenti di “triangoli volanti” e un deputato belga (Elio Di Rupo) ottenne che fosse aperta un’indagine in seno alla Commissione Energia, Ricerca e Tecnologia, la quale  incaricò un famoso scienziato ed eurodeputato, Tullio Regge, a svolgere quel lavoro e preparare una proposta, tra il 1991 e il 1993. La sua proposta di risoluzione era quella di dare al GEPAN francese uno status europeo, ma per alcune obiezioni politiche e un interesse politico troppo basso non ebbe successo. Da allora non è seguito alcun coinvolgimento concreto del Parlamento europeo. Fino ad oggi.

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Una registrazione della presentazione, illustrata e sottotitolata in lingua italiana, è visionabile a questo link sul nostro canale YouTube.
La versione integrale del testo, completa di note e bibliografia, è scaricabile da qui.