Confermata da CUN e A.M. la diminuzione di avvistamenti

Dopo la pubblicazione dei dati del CISU circa le segnalazioni UFO raccolte nel 2017, anche il Centro Ufologico Nazionale ha pubblicato i suoi dati relativi agli avvistamenti ricevuti l’anno scorso (110 in tutto), che confermano il trend discendente non solo rispetto al 2016 ma anche nell’intero decennio precedente, a differenza di alcuni annunci sensazionalistici diffusi da alcuni mass media italiani ai primi di gennaio.
Benché meno significativo, risulta invariato il numero delle segnalazioni (22 nel 2016, 22 nel 2017) pervenute dall’Italia al Mutual UFO Network (MUFON) attraverso il Case Management System che offre il più noto sistema di raccolta diretta on line al mondo (7.686 avvistamenti l’anno scorso), ma la barriera linguistica ne fa un indicatore molto parziale per i paesi non anglofoni.
Anche il Reparto Generale Sicurezza dell’Aeronautica Militare Italiana ha rilasciato il consueto riepilogo delle segnalazioni di oggetti volanti non identificati (OVNI) ricevute nel corso del 2017 e per la prima volta dal 1979 (quando venne istituzionalizzato questo servizio) ai militari italiani non risulta arrivata nessuna notizia di avvistamenti in Italia per l’intero anno. Come già rilevato in passato, in Italia – a differenza di altri paesi – i totali annuali dei casi UFO ricevuti dall’ente pubblico sono sempre stati di gran lunga inferiore a quelli raccolti dalle associazioni ufologiche, ma un totale pari a zero fa comunque effetto.
L’andamento delle segnalazioni di avvistamento non è costante nel tempo e nello spazio, ma aumenta e diminuisce secondo dinamiche le cui cause non sono note. Un trend discendente degli ultimi anni sembra caratterizzare l’Europa, ma siamo ancora in attesa di completare i dati delle altre organizzazioni ufologiche che partecipano alla rete continentale EuroUfo.net per poter fornire dei numeri precisi nelle prossime settimane.

Un anello fatto di nuvole nel cielo di Forlì? Com’è possibile?

La mattina di giovedì 16 marzo in parecchi hanno notato nel cielo di Forlì e hanno poi commentato con stupore sui social network la presenza di un anello di nuvole rimaste a lungo a disegnare delle forme ad anello quasi perfetto nel cielo limpidissimo.

Non sono mancate le ipotesi fantasiose e – inevitabilmente – quelle concernenti il passaggio di un UFO.

In realtà il fenomeno era dovuto alla scia di condensazione di aerei dell’Aeronautica decollati dalla base di Cervia (Ravenna) per delle esercitazioni e che avevano manovrato a lungo sul forlivese.

L’occasione però è stata buona perché il sito locale ForlìToday ha dato un esempio di giornalismo serio cogliendo l’occasione per interpellare il meteorologo Pierluigi Randi, di Meteocenter ed Emilia Romagna Meteo, che ha spiegato in sintesi i complessi meccanismi fisici di formazione delle scie dei velivoli e in particolare le differenze fondamentali rispetto alla nascita delle nubi di origine naturale.

Randi ha anche illustrato i motivi per i quali alcune scie dovute a velivoli di passaggio durano per brevissimi periodi di tempo ed altre invece permangono quasi inalterate assai a lungo, magari disegnando sagome sorprendenti come nel caso forlivese del 16 marzo.

Qui sopra vedete una foto tratta dall’articolo pubblicato da “ForlìToday” lo stesso 16 marzo.

Il fenomeno è stato comunque notato anche da varie parti della Romagna.

Citiamo qui Randi per la completezza delle sue parole e lodiamo “ForlìToday” per la volontà di illustrare al suo pubblico le cose senza cedere a tentazioni pseudoscientifiche di sorta:

“Le diverse modalità di “comportamento” delle scie nasce dal fatto che per potersi avere la loro formazione è indispensabile che la quantità di vapore acqueo presente negli strati d’aria attraversati dal velivolo sia sufficientemente vicina al punto di saturazione calcolato rispetto all’acqua liquida. Per avere scie persistenti è importante che la quantità di vapore acqueo presente sia in eccesso rispetto alla quantità necessaria per renderla satura rispetto al ghiaccio. Molti studi hanno mostrato come l’esistenza di moti verticali nei volumi d’aria dove avviene il rilascio dei gas di scarico favorisca in maniera significativa (dal 16% all’84 % dei casi) la formazione, persistenza ed espansione delle scie di condensazione; inoltre la relativa abbondanza di vapore acqueo nell’ambiente ove i gas di scarico vengono rilasciati sia di notevole importanza per permettere la formazione e la persistenza delle scie di condensazione; infine la dinamica dei vortici d’aria che si creano nella scia degli aerei in volo permette di spiegare l’intermittenza nel tessuto delle scie di condensazione. Quindi nulla di anomalo o di strano, le condizioni termodinamiche della troposfera erano alquanto favorevole alla formazione di tali scie”.

 

 

Solo quattro segnalazioni O.V.N.I. raccolte dall’Aeronautica Militare Italiana per l’anno 2016

Come ormai consuetudine e stavolta con notevole solerzia, il Reparto Generale Sicurezza dello Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, che ha il compito di raccolta e verifica delle segnalazioni di Oggetti Volanti Non Identificati (O.V.N.I.) provenienti da civili tramite le stazioni locali dei Carabinieri oppure da personale delle Forze Armate, ha appena reso noto il bilancio dei casi raccolti per l’anno 2016.

Confermando una tendenza ad una progressiva riduzione, il documento indica appena quattro episodi, sunteggiati in un documento in formato pdf che tutti possono scaricare.

Un caso si riferisce al mese di febbraio e giunge da Pieve d’Alpago (Belluno), il secondo ad agosto e giunge da Misano Adriatico (Rimini), il terzo al mese di settembre e viene dalla cittadina di Spinea (Venezia), esattamente come l’ultimo, il 4 dicembre. Una sommaria impressione è che non si tratti di episodi di speciale rilievo.

Nell’ultimo numero di UFO – Rivista di Informazione Ufologica, uscito nella prima metà di marzo, avevamo già commentato la costante diminuzione dei casi disponibili all’Aeronautica (otto per il 2014, due per il 2015) e il fatto che nessun evento pare ormai arrivare da personale in divisa. Tutti sono dovuti a privati cittadini.

 

CEFAE: il gruppo d’indagine sugli UFO dell’Aeronautica militare argentina

Il sensazionalismo ufologico ha fra i suoi punti fermi la convinzione che governi, militari e servizi segreti di tutto il mondo passino il tempo ad occuparsi di UFO.  Si tratta di convinzioni semi-paranoidi che col dilagare di idee irrazionali concernenti i più vari ambiti stanno minando in modo radicale la possibilità di proporre ragionamenti seri sui fenomeni UFO.

In realtà, qualche organismo pubblico che si occupa di UFO c’è davvero. In alcuni Paesi esistono  piccole strutture – di solito nell’ambito delle aviazioni militari o civili, a volte in ambito scientifico, come nel caso del GEIPAN francese – dedicate alla raccolta e all’analisi di avvistamenti di oggetti volanti non identificati.

Segnaliamo un caso meno noto di altri, quello dell’Argentina. Il 15 settembre scorso, a Buenos Aires, il comandante Ruben Lianza, della Forza Aerea Argentina, ha tenuto una conferenza pubblica presso il “Centro culturale della scienza”, che si trova nel centro della capitale.

Era lì in veste di dirigente la CEFAE, ossia la “Comisión de Estudio de Fenómenos Aeroespaciales” dell’aeronautica militare del Paese sudamericano. Sebbene in riserva, nel 2011 è stato richiamato in servizio per adempiere a questo compito.

La CEFAE, di cui qui vedete il logo, è sorta per decisione dello Stato maggiore della Forza Aerea argentina con lo scopo d’indagare “le possibili cause degli avvistamenti degli oggetti non identificati dello spazio aereo nazionale” e di rendere pubblici i risultati di queste indagini.

Lianza ha ricostruito la storia dell’interesse formale dei militari argentini per gli UFO. I documenti d’archivio partono dal 1968, quando la ricerca era compito dei Servizi di sicurezza dell’Aeronautica. Nel 1979 fu creata una “Commissione nazionale d’indagine per lo spazio”, il cui compito principale era di verificare le segnalazioni di possibili rientri di “spazzatura spaziale”. Fu sciolta nel 1987. Solo nel 2011 nacque la CEFAE.

Nella sua conferenza l’ufficiale ha illustrato il lavoro d’indagine sugli avvistamenti e come si operi attraverso “filtri” successivi che conducono nella gran parte dei casi a trovare spiegazioni convenzionali. Ogni anno, ai primi di dicembre la CEFAE pubblica un rapporto sul sito ufficiale dell’Aeronautica militare. Lianza ha precisato che la CEFAE ha l’obbligo di fornire delle risposte ai cittadini, senza per questo diventare un “semplice addetto alle spiegazioni”. 

Esiste una necessità assoluta – ha sostenuto Lianza – di creare una forte consapevolezza fra il pubblico e i funzionari di ogni organismo potenzialmente coinvolgibile nel problema in specie per ciò che concerne i  rientri atmosferici di grandi bolidi o di frammenti di velivoli spaziali e di satelliti. La CEFAE ha dunque pure un compito didattico: formare risorse umane, compito che viene assolto tramite corsi tenuti nell’ambito dell’apposito Dipartimento dell’Aeronautica, il CTPAN.

“Finora non esiste un’evidenza scientificamente valida che il nostro pianeta sia sorvolato da astronavi  extraterrestri… ma noi abbiamo i racconti dei testimoni UFO, dei rapporti testimoniali che sono lì e che meritano risposte le più concrete e accurate possibili…”

 

 

 

E’ uscito il n. 41 di “UFO – Rivista di informazione ufologica”

E’ in fase d’invio a tutti gli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici l’ultimo numero della principale pubblicazione periodica dell’associazione, UFO – Rivista di informazione ufologica, che si pubblica dal 1986 ed  è giunta ora al n. 41.

Con quarantotto pagine ampiamente illustrate,  è in parte dedicata agli esiti del principale appuntamento fra gli studiosi di ufologia d’orientamento scientifico degli ultimi anni, il seminario CAIPAN, tenutosi a Parigi presso la sede del Centre National d’Etudes Spatiales (CNES) nel cui ambito opera il gruppo di studio sugli UFO GEIPAN. A questa due giorni il CISU ha partecipato con Edoardo Russo come relatore.

Il CISU ha peraltro giocato un ruolo importante nell’organizzazione di quest’assise.

Insieme a molti altri articoli, studi e notizie, il n. 41 di UFO offre esiti principali, retroscena e due fra le relazioni presentate al seminario CAIPAN, quella dello psicologo della percezione Richard F. Haines, leader del gruppo NARCAP che si occupa soltanto delle testimonianze rilasciate da personale aeronautico su casi d’incontro fra UFO e velivoli e quella di Edoardo Russo, concernente struttura e  storia dei database della casistica ufologica.

Notizie sulle attività associative, articoli di storiografia, su casistica ufologica italiana indagata secondo standard elevati, di psicologia della percezione e di psicologia sociale e un’importante intervista al giornalista investigativo Vincenzo Sinapi, autore insieme a Lao Petrilli del volume UFO – I dossier italiani (Mursia, 2014) che contiene una disamina generale dell’archivio casistico sugli UFO dell’Aeronautica Militare italiana completano questo numero della rivista.

Per ottenere gratis il n. 41 di UFO iscrivetevi al CISU e collaborate allo studio razionale dei fenomeni UFO.