La notizia bomba (?): il Pentagono e gli UFO – i retroscena

E’ la notizia ufologica del giorno, per non dire dell’anno: secondo un articolo pubblicato sul sito web del New York Times sabato 16 dicembre (e nell’edizione cartacea il giorno successivo), il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha gestito per cinque anni (dal 2007 al 2012) un team segreto che studiava gli UFO.

Che i militari americani si siano sempre occupati di avvistamenti di oggetti volanti non identificati è cosa più che nota: la stessa sigla UFO venne coniata dall’Aeronautica militare degli Stati Uniti, nell’ambito del progetto di studio rimasto attivo dal 1947 al 1970 in seno all’USAF, ovvero all’arma preposta alla difesa dello spazio aereo USA. Che le testimonianze del personale militare relative ad osservazioni e rilevamenti di oggetti non identificati abbiano continuato ad essere raccolte ed analizzate anche dopo la chiusura del Project Blue Book è anch’essa cosa nota, sulla base di un’abbondante documentazione della quale è stata chiesta e ottenuta la declassificazione da parte degli studiosi.

La novità è invece l’esistenza di questo specifico progetto, denominato “Advanced Aviation Threat Identification Program” e coordinato all’interno del Pentagono da un funzionario di nome Luis Elizondo (nell’immagine in evidenza), per analizzare tra l’altro testimonianze di piloti militari, una delle quali (corredata da una ripresa audiovisiva) è stata resa pubblica dallo stesso “New York Times”.

In realtà il progetto non aveva una classifica di segretezza, ma la sua esistenza era conosciuta solo da poche persone ed i relativi finanziamenti erano compresi fra i cosiddetti “fondi neri” la cui destinazione non viene esplicitata nei bilanci pubblici, per ragioni di sicurezza. In cinque anni, l’AATIP sarebbe costato circa 22 milioni di dollari e questa spesa sta generando delle polemiche sui mass media americani.

Sulla base di quanto raccontato ai giornalisti dallo stesso Elizondo, che si è dimesso lo scorso mese di ottobre, il programma non sarebbe stato chiuso nel 2012, ma sarebbe rimasto privo di finanziamenti specifici.

Anche se mancano ancora riscontri documentali precisi (alla caccia dei quali gli ufologi americani si sono già lanciati), sulla base di quanto pubblicato in questi due giorni è già possibile inquadrare meglio i fatti, la notizia ed alcuni retroscena.

Un primo elemento di rilievo è che la creazione dell’AATIP fu promossa da un importante senatore del Nevada, Harry Reid, a lungo capogruppo della maggioranza democratica al Senato, sulla base delle sollecitazioni ricevute da un suo vecchio amico (nonché finanziatore della sua campagna elettorale), il miliardario Robert Bigelow. Bigelow è da molti anni coinvolto nell’argomento ufologico, ha finanziato vari studi ufologici e perfino creato un’organizzazione (denominata National Institute for Discovery Science) che tra il 1995 e il 2004 ha svolto indagini e promosso studi su vari fenomeni paranormali e anomali.

Nel 2009 la sua società Bigelow Aerospace Advanced Space Studies stipulò un contratto con il MUFON (Mutual UFO Network, la principale associazione ufologica americana) finanziando con 56.000 dollari al mese un’apposita Unità di Risposta Rapida (“STAR team”) per intervenire immediatamente con i suoi inquirenti sui luoghi di avvistamento UFO ad alta stranezza. Il contratto fu poi rescisso nel 2010, dopo non poche polemiche sul fatto che gli ufologi avevano “venduto” le loro indagini e i loro archivi al miliardario, il cui obiettivo dichiarato è ricavare profitto dalla tecnologia aliena che lui stesso crede sia alla base del fenomeno UFO.

Ma non è tutto: nei cinque anni dal 2007 al 2012 il Pentagono ha in realtà appaltato il progetto AATIP allo stesso Bigelow, che è stato quindi il destinatario finale di quei 22 milioni di dollari di denaro pubblico, come risultato concreto della sua attività di lobbying sul senatore Reid.

E c’è dell’altro: lo scoop del “New York Times” non arriva a caso ma in un momento preciso, e costituisce il vero e proprio lancio in grande stile di un’altra iniziativa imprenditoriale collegata all’argomento UFO.

Anche se il prestigioso quotidiano non ne fa menzione, il vero protagonista della vicenda è il musicista Tom DeLonge, a suo tempo voce e anima del gruppo neo-punk Blink 182, che da un paio d’anni si è dedicato alla sua passione ufologica, fino ad annunciare pochi mesi fa la creazione di una sua società commerciale (To the Stars Academy of Arts and Science) che si prefigge di “coniugare l’ingegneria aerospaziale e l’intrattenimento cinematografico”, con una raccolta pubblica di fondi che ha finora coinvolto oltre 2.300 persone per un totale di 2 milioni di dollari. Il filmato relativo all’inseguimento di un UFO da parte di piloti della U.S. Navy nel 2004, che correda il servizio giornalistico, è stato infatti diffuso dall’Accademia di DeLonge.

E fra i suoi dirigenti si trovano alcuni degli ex-collaboratori nel NIDS di Bigelow (il parapsicologo Hal Puthoff, il biologo Colm Kelleher) e lo stesso Luis Elizondo che proprio per andare a farsi assumere da DeLonge si è dimesso in ottobre dai servizi segreti del Pentagono.

Un quadro articolato e complesso quindi che, oltre a ribaltare alcuni schemi di ragionamento che hanno a lungo caratterizzato l’ufologia americana, deve ancora essere approfondito e valutato in tutte le sue componenti, così come la ricerca e la raccolta di informazioni e documentazione sul finora inedito “programma UFO” del Pentagono è appena iniziata, con le prime di richieste di accesso agli atti presentate stamattina da vari studiosi in base alla Legge sulla libertà d’informazione (Freedom of Information Act) che gli USA furono il primo paese al mondo ad introdurre.

Per intanto, l’argomento UFO è tornato prepotentemente in prima pagina in tutto il mondo.

Morto l’ufologo belga Franck Boitte

L’11 dicembre è morto a Challans, in Francia, l’ufologo belga Franck Boitte.
Nato nel 1940, appassionato di dischi volanti fin dall’adolescenza, nel 1972 fu tra i primi soci della SOBEPS (Société Belge d’Etudes sur les Phénomènes Spatiaux), per la quale in vent’anni condusse numerose indagini, intervistando oltre 250 testimoni (molti nel corso della grande ondata belga del 1989) e scrivendo decine di articoli sulla rivista Inforespace.
Laureato in ingegneria amministrativa e in informatica, nel 1992 si era trasferito a vivere in Francia. Dal 2009 ha fatto parte del collettivo EuroUfo.net
Fra le sue pubblicazioni monografiche, spiccano il catalogo degli avvistamenti nell’ondata-UFO belga del 1954 (2005), l’indice generale dei primi 100 numeri di Inforespace, il catalogo generale dei casi con umanoidi in Belgio (2010), una valutazione retrospettiva dell’ondata belga 20 anni dopo (2009).

Belgio: tutti i casi fotografici

E’ fresco di stampa per le Edizioni UPIAR il volume “Belgium in UFO Photographs”.
Lo firmano due ufologi veterani, lo spagnolo Vicente-Juan Ballester Olmos e il belga Wim van Utrecht, che hanno unito le loro competenze non solo per raccogliere e presentare, ma soprattutto per analizzare accuratamente l’insieme dei casi fotografici (84 in tutto) avvenuti in Belgio dal 1950 al 1988, subito prima della grande ondata di avvistamenti (che costituirà il piatto forte del successivo “secondo volume”).
Da oltre quindici anni Ballester Olmos si è concentrato sulla casistica fotografica, con un progetto di raccolta e catalogazione mondiale chiamato Fotocat, che ha finora raccolto 12.200 casi e pubblicato sette monografie e numerosi articoli.
Come in precedenza aveva già fatto per la Norvegia, per il catalogo belga si è appoggiato ad un esperto locale che come lui condivide l’approccio scientifico e la partecipazione al collettivo EuroUfo.net.
Il risultato di questa collaborazione trans-nazionale non è un semplice catalogo, ma un esempio di scuola di come si possa analizzare la casistica ufologica in maniera razionale, utilizzando varie competenze tecniche per estrarre i dati utili a cercare una spiegazione, ogni volta che questa è possibile.
Come i precedenti lavori del progetto Fotocat, l’opera è disponibile gratuitamente in formato digitale sulla piattaforma Academia.edu, mentre collezionisti e biblioteche possono procurarsi l’edizione cartacea (400 + XII pagine in grande formato a colori, con 366 foto e illustrazioni, grafici e statistiche, un’accurata bibliografia) ordinandola dal negozio on line UPIAR Store.

La storia dell’ufologia francese in due volumi

La storiografia ufologica europea si arricchisce di un importante tassello.

Dopo il primo volume (di ben 513 pagine) uscito nel mese di giugno, è fresco di stampa anche il secondo tomo (209 pagine) del libro “Ovnis sur la France, des années 1940 à nos jours” (Ufo sulla Francia, dagli anni ‘40 ai nostri giorni”), che è la versione rivista e abbreviata di una tesi di laurea in storia contemporanea.

Ne è autore Manuel Wiroth, che sulla “Storia dell’ufologia in Francia (dalle prime ricerche individuali sui dischi volanti alla costituzione di reti di studio sugli UFO, dagli anni ’40 ai nostri giorni”) si è appunto laureato nell’ottobre del 2016 all’Università di Lione, davanti a una commissione che comprendeva fra gli altri lo scienziato-ufologo Jean-Pierre Rospars.
Da anni appassionato all’argomento UFO, per la realizzazione della sua tesi Wiroth ha potuto contare sull’imponente raccolta documentaria del gruppo archivistico-ufologico SCEAU (Sauvegarde et Conservation des Etudes et Archives Ufologiques), diretto da Gilles Durand.

La mole complessiva della dissertazione ha costretto le Edizioni JMG a suddividerla in due volumi, il primo dedicato ad “Apparizioni e ricercatori privati”, il secondo a “L’indagine scientifica e militare”.

“Il collegio invisibile” di Jacques Vallée: un altro classico dell’ufologia tradotto in italiano

Dopo oltre quaranta anni esce in traduzione italiana un  altro dei libri seminali dell’ufologia: Il  collegio invisibile venne infatti pubblicato nel 1975 a firma dell’astronomo e informatico franco-americano Jacques Vallée per riepilogare  “quello che un gruppo di scienziati ha  scoperto circa l’influenza degli UFO sulla razza umana”.

“Collegio invisibile” era infatti il nome  scherzoso che si era dato un collettivo informale  di docenti universitari e ricercatori scientifici che a partire dalla fine degli anni ’50 avevano  formato una rete di corrispondenza internazionale  attorno all’ingegnere francese Aimé Michel, poi  (dopo il trasferimento di Vallée negli USA nel  ’62) coordinata dall’astronomo americano Joseph Allen Hynek, all’epoca consulente  dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti. Di quel gruppo Vallée era diventato un esponente di  punta, pubblicando i primi due libri di “ufologia scientifica” (“Anatomy of a Phenomenon” nel 1965, “Challenge to Science” nel 1966), prima che il  “collegio invisibile” emergesse dall’anonimato  nel 1973 con la fondazione del Center for UFO  Studies (CUFOS) diretto dallo stesso Hynek.

Già alla fine degli anni ’60 però Vallée aveva  cominciato a spostare la sua attenzione verso  alcuni aspetti del problema UFO che sembravano  puntare più in là di semplici visitatori extraterrestri. “Passport to Magonia” nel 1969, “The Invisible College” e “The Edge of  Reality” nel 1975, “Messengers of Deception” nel  1979 segnarono le tappe della sua evoluzione di  pensiero dall’ETH all’ipotesi parafisica, e poi alla teoria che il fenomeno nascondesse in realtà  un’intelligenza non umana ma terrestre, che aveva influenzato e plasmato l’evoluzione della nostra specie.

L’uscita di questo volume presso le edizioni  Venexia (che negli ultimi due anni avevano già  pubblicato di Vallée la successiva “trilogia del contatto”:  Dimensioni, Incontri, Rivelazioni, 1988-1991) colma un vuoto nella  bibliografia ufologica italiana di livello alto,  col solo limite che la traduzione manca di  qualsiasi attualizzazione e contestualizzazione  del libro, alcune tesi del quale (ad esempio la  celebre curva di correlazione inversa tra  stranezza e probabilità di emersione di un caso)  risultano ormai superate, mentre alcuni episodi  solo accennati nel testo sono stati in seguito ampliati e chiariti nei diari dello stesso Vallée  (“Forbidden Science”, 1992) e in successive  indagini, primo fra tutti l’incontro ravvicinato avvenuto nella tenuta di Castelporziano, con  testimone l’autista personale del presidente della repubblica italiana (caso del quale ci siamo ampiamente occupati sul n. 28 di UFO – Rivista di Informazione Ufologica).

Lo storico della scienza Marco Ciardi al convegno del CISU

E’ Marco Ciardi il secondo ospite esterno al CISU  del 32° Convegno nazionale  di ufologia, organizzato a Torino sabato 7 ottobre dal Centro Italiano Studi Ufologici.

Professore di Storia della scienza all’Università di Bologna, Ciardi si interessa allo studio dei rapporti tra scienza, filosofia e letteratura, pseudoscienza e magia, ed  è fra l’altro reduce dal notevole successo (di vendite e di critica) del suo ultimo libro Il mistero degli antichi astronauti (Carocci), dedicato a quella che anni fa veniva chiamata archeologia spaziale ed oggi paleo-astronautica, ovvero la tesi secondo cui visitatori extraterrestri avrebbero interagito con le civiltà del passato.

Sull’argomento degli “antichi astronauti”, Ciardi terrà una conferenza alla Biblioteca Civica torinese venerdì 6 ottobre. Al nostro convegno invece, la sua relazione verterà su Gli UFO, la scienza e la storia della scienza.

Xavier Passot, dal GEIPAN al convegno del CISU

Sarà Xavier Passot l’ospite d’onore del 32°convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU a Torino, sabato 7 ottobre.
Ingegnere informatico e appassionato di astronomia, Passot è stato per cinque anni (dal 2011 al 2016) direttore del GEIPAN, il gruppo distudio e informazione sui fenomeni aerospaziali non identificati, che dal 1977 opera all’interno dell’agenzia spaziale francese (il CNES) per raccogliere ed analizzare le segnalazioni UFO in Francia.
Sotto la sua direzione, il GEIPAN ha accelerato la pubblicazione su Internet dei propri archivi, rivitalizzato le attività di indagine e aperto ad un’inedita collaborazione con gli ufologi privati, culminata nel seminario CAIPAN, tenutosi a Parigi nel 2014 per mettere insieme competenze ed esperienze di scienziati e ufologi sulle tecniche di raccolta ed analisi dei dati in ambito ufologico.
Proprio sul suo quinquennio alla guida del GEIPAN Passot sta scrivendo un libro e verrà a relazionare al convegno torinese, in occasione della sua visita alla sede e agli archivi del CISU.
Per partecipare al convegno è richiesta l’iscrizione (gratuita) scrivendo a: cisu@ufo.it

 

Torino, sabato 7 ottobre: 32° Convegno annuale di ufologia – Tutti invitati!

Conto alla rovescia per il 32° convegno nazionale di ufologia, organizzato per l’intera giornata di sabato 7 ottobre a Torino dal Centro Italiano Studi Ufologici.

Il convegno si terrà presso Palazzo Capris (via Santa Maria, 1), nel centro cittadino.

Fin dal 1986 infatti, il CISU organizza annualmente la principale occasione di incontro fra gli studiosi del fenomeno UFO che nel nostro paese si riconoscono nell’orientamento scientifico.

In oltre trent’anni il convegno si è tenuto in varie città italiane, grandi (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino) e meno grandi  (Arezzo, Rimini, Saint Vincent, Terni, Treviso, Viterbo).

A volte il convegno ha natura tecnica, coinvolge solo i ricercatori e si svolge a porte chiuse. Altre volte invece ha finalità divulgative ed è aperto al pubblico. Un elenco dei primi 31 convegni e dei loro temi, con i testi, le slide e i video di alcune relazioni, si trova qui.

Nel 70° anniversario della “nascita” del fenomeno di quelli che all’epoca (nel 1947) vennero battezzati “dischi volanti”, il convegno di quest’anno sarà pubblico, ad ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, con precedenza a chi si sarà prenotato (e-mail a: cisu@ufo.it).

Fra i relatori di quest’edizione 2017 sono previsti anche ospiti dell’ambiente universitario e scientifico, dall’Italia e dall’estero. Maggiori dettagli verranno diffusi nei prossimi giorni.

 

“Fratello dello spazio”: una rarità del cinema di fantascienza ufologica torna in tv

Lo scorso 4 agosto, il canale televisivo Iris ha trasmesso il film di fantascienza Fratello dello spazio. Si tratta di una pellicola italo-spagnola realizzata nel 1988, ma mai uscita nelle sale cinematografiche del nostro Paese.

La rilevanza ufologica è doppia: la trama (in parte ricalcata sul più celebre film “E.T.”) racconta di un disco volante precipitato e di un pilota extraterrestre sopravvissuto, braccato dai militari americani ed aiutato da una donna. Ma di particolare rilievo è anche il nome del regista, Roy Garrett, pseudonimo americaneggiante di Mario Gariazzo [nell’immagine in evidenza]. Sempre con quello pseudonimo, Gariazzo aveva già diretto nel 1978 due film di ispirazione ufologica: Occhi dalle stelle e la versione erotica Incontri molto… ravvicinati del quarto tipo.

Pochi sanno però che Mario Gariazzo (1930-2002) era stato un ufologo attivo già alla fine degli anni ’50: iscritto al NICAP (l’organizzazione americana diretta da Donald Keyhoe), prima di trasferirsi da Torino a Roma aveva lanciato e diretto (con lo pseudonimo “Sidereus”) la rivista “Dischi volanti”, che uscì nelle edicole italiane per soli quattro numeri nel 1960, e successivamente mantenne un rapporto (soprattutto epistolare) con diversi studiosi dell’argomento, cercando a lungo di coniugare la professione cinematografica con la passione per gli UFO.

Università di Torino: due tesi para-ufologiche

Il 14 luglio presso il Dipartimento di Lingue e culture moderne dell’Università di Torino si è tenuta la discussione di ben due tesi di laurea magistrale su argomenti para-ufologici.
In effetti le due dissertazioni sono derivate da un unico progetto e sono state presentate e discusse in parallelo. Dal tema originario degli “Antichi astronauti” è infatti derivato già l’anno scorso un parallelo esame dell'”Esopolitica”.
Relatrice di entrambe le tesi è stata la prof. Laura Bonato, docente di antropologia culturale, mentre autori delle dissertazioni sono Sara Rolando e Filippo Sarpa, che hanno lavorato due anni a quattro mani per l’ampio lavoro di raccolta e poi di stesura di un elaborato totale pari a circa 640 pagine.
Fulcro iniziale è stato il tema della cosiddetta “paleo-astronautica”, con particolare riferimento alle strutture megalitiche in Sudamerica, dove nell’estate 2015 i futuri tesisti hanno passato un mese tra Perù, Bolivia, Isola di Pasqua a fare sopralluoghi diretti, raccogliere interviste e testimonianze.
Il condensato di queste ricerche sono le 330 pagine a firma di Filippo Sarpa, intitolate Antichi astronauti in Sudamerica: sulle tracce di un contatto interplanetario nel passato.
Filippo Sarpa discute la sua tesi di laurea.
Nel corso della prima stesura però è presto emerso il collegamento fra le teorie relative ad interventi extraterrestri nel passato remoto e tutto il filone di letteratura relativo invece a contatti alieni nel presente. I due studenti si sono quindi immersi (con interviste e soprattutto con “osservazione partecipante”) nel mondo para-ufologico della cosiddetta “esopolitica”, partecipando a conferenze e convegni in Italia e all’estero, fino ad essere di
fatto cooptati nell’organizzazione di alcuni eventi e pubblicazioni.
Questo secondo filone si è concretizzato nelle quasi 310 pagine a firma di Sara Rolando: Esopolitica: messaggi da altri mondi, che in realtà riposiziona l’originario complottismo esopolitico affiancandolo alla riedizione contemporanea del contattismo classico.
E’ il turno di Sara Rolando.
Comune ad entrambi i volumi è il capitolo di inquadramento antropologico delle due tematiche come “realtà integrate in una controcultura totale”, dove i  capisaldi sono il ridimensionamento della scienza a favore di tesi pseudoscientifiche, l’idealizzazione (se non la creazione) di un passato mitico, la sfiducia nelle autorità e conseguentemente le teorie del complotto, ma anche
(e questo è un punto originale) le tensioni esistenziali e spirituali
sottostanti, come eredità del movimento New Age e in contrapposizione al modello stesso di cultura e società occidentali.
Nell’introduzione delle due tesi (soprattutto quella a firma Rolando) viene correttamente delineata la differenza (e in parte la derivazione) di paleocontatto ed esopolitica rispetto all’ufologia razionalista, ma lo sguardo degli autori si concentra poi su queste due tematiche, ricostruendone lo sviluppo e alcune ramificazioni.
Le conclusioni (anch’esse comuni alle due tesi) sono che sarebbe indispensabile una rivalutazione di tali tematiche da parte della comunità accademica, auspicando approfondimenti multidisciplinari che da un lato siano coordinati da
un approccio antropologico, dall’altro lo trascendano per cercare invece di appurare quando di fattuale vi sia in queste che altrimenti resterebbero espressione di una sottocultura oggi appannaggio di comunità virtuali.