Una sede da 40 anni

Nell’autunno del 2019  si è festeggiato un anniversario importante per il CISU, ma particolarmente significativo per diversi di noi.

Ha infatti compiuto 40 anni la sede ufologica di Torino che iniziò le sue attività nel 1979 quando un gruppo di giovani ufologi (e un paio di “adulti”) decise di autotassarsi per affittare un piccolo ufficio (poco più di 30 mq.) in via Briccarello, nella zona sud della città, dove riunire i singoli archivi in uno unico più grande e iniziare ad incontrarsi con cadenza almeno settimanale, un appuntamento che prosegue ininterrottamente sino ad oggi, per un totale di oltre duemila riunioni (caso unico in Italia e forse nel mondo).

Si trattava all’epoca di ragazzi, alcuni poco più che maggiorenni, che provenivano da precedenti esperienze in gruppi locali e l’anno precedente erano confluiti nel Centro Ufologico Nazionale. Dal 1981 al 1985, la sede torinese ospitò la segreteria generale e gli archivi centrali del CUN e dalla fine del 1985 la sede e gli archivi nazionali del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), nato proprio a Torino, che da quasi 35 anni rappresenta l’ufologia di orientamento scientifico nel nostro paese.

Nel 2002 la sede ha traslocato e il vecchio ufficio è stato sostituito da un open space di 140 mq. (in Via Rubino) che ha consentito una miglior disposizione ed incremento degli archivi.

A Torino si trovano così oggi la maggiore biblioteca/emeroteca specializzata sugli UFO e il più grande archivio ufologico esistente non solo in Italia ma in tutta Europa (con la sola eccezione della Svezia) suddiviso tra archivio casistico, archivio stampa e dossier specifici su svariati temi. Presso la sede, dal 1985, è ininterrottamente operativa (altro record senza eguali) una segreteria telefonica dedicata a raccogliere segnalazioni di avvistamento.

La sede – soprattutto – è stata ed è tuttora un formidabile aggregatore di persone e risorse umane. Oltre al nucleo storico degli ufologi torinesi che da qualche decennio ormai costituiscono il “volano” delle attività (Angelo Galbiati, Fabrizio Dividi, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Giorgio Giorgi, Matteo Leone, Edoardo Russo), sono decine gli appassionati che per periodi più o meno lunghi hanno dato il loro contributo alle attività di gestione dell’archivio e della segreteria. E sono state centinaia le persone che in quarant’anni sono passate almeno una volta a visitare la sede, consultare gli archivi, partecipare alle riunioni o agli incontri di discussione, organizzati nella forma di conferenze interne di approfondimento e dibattito.

Gli archivi torinesi sono stati inoltre meta di visite di numerosissimi ufologi. Oltre naturalmente ai soci del CISU, che rendono collettivamente possibile l’esistenza di tutto ciò, sono molti gli ufologi italiani e stranieri che sono venuti a trovarci o a consultare gli archivi. La sede ha poi ospitato frequentemente giornalisti, documentaristi e troupe televisive fornendo sempre informazioni, documentazioni e interviste, nell’ottica di servizio che da sempre ha caratterizzato gli ufologi del nucleo torinese e il CISU nel suo insieme.

Volendo ricordare un momento significativo in questi decenni, non possiamo non ricordare la visita dell’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek nel 1984 e il suo elogio “stupefatto” che così tante attività fossero svolte da un numero così piccolo di volontari.

Oggi la sede è aperta ad interessati e appassionati ogni lunedì sera. La principale attività continua ad essere quella legata all’incremento e ordinamento dell’archivio, che cresce costantemente anno dopo anno, così come le scaffalature e le librerie che lo contengono.

Almeno un paio di volte l’anno si tengono incontri divulgativi. Nel 2019 sono stati dedicati, ad esempio, a storie e leggende del Monte Musinè e alla presentazione di un complesso caso di abduction seguito recentemente.

Lo spazio fisico della sede ha in sostanza permesso agli ufologi torinesi (e non solo) di avere per quarant’anni un punto di riferimento costante, una “casa” accogliente nella quale trovare informazioni, dati ma anche amicizia e solidarietà.

E’ con questo spirito che guardiamo avanti, ricordando che questa sede è aperta a tutti e rappresenta un patrimonio non solo del CISU ma a disposizione di tutta l’ufologia.

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Nelle foto al centro: alcuni dei partecipanti al primo incontro interregionale del CUN, tenutosi il 4/11/1979 presso la sede torinese. Si riconoscono fra gli altri Antonio Chiumiento, Paolo Fiorino, Paolo Toselli.

Nelle foto in basso: l’emeroteca (periodici italiani e stranieri) e la biblioteca (libri in italiano).

L’ondata del 1978 diventa storia – 33° convegno del CISU a Bologna

Sabato 10 novembre si è svolta a Bologna la 33° edizione dell’annuale Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU.

Come già annunciato, il tema del convegno è stato “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”, e quest’anno l’incontro non è stato aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sotto forma di un workshop di discussione e approfondimento.

Ha aperto i lavori Gian Paolo Grassino, con un’introduzione intitolata “Cronaca di un anno insolito, difficile, unico” e costituita da una carrellata mese per mese dei fatti salienti (avvistamenti più rilevanti, notizie UFO più clamorose, attività ufologiche, fatti o eventi di costume e società).

E’ seguita una relazione volutamente provocatoria di Paolo Toselli, intitolata1978: Italia chiama UFO: tecniche di disinformazione di massa?”: correlando il ruolo ambiguo di alcuni personaggi nei vari momenti,  si è sollevato il dubbio se l’ondata sia stata almeno in parte costruita a tavolino, per scopi poco confessabili.  Ne è seguita una vivace discussione.

Terzo intervento quello di Edoardo Russo, strettamente legato ai “numeri” di quello che fu all’epoca ed è rimasto anche successivamente l’anno dei record per l’Italia (numero di avvistamenti, di atterraggi, di incontri del terzo tipo, articoli e notizie sui giornali, servizi TV, libri pubblicati). In vista della ricorrenza quarantennale, la segreteria del Centro Italiano Studi Ufologici ha portato a termine nei mesi scorsi un ampio lavoro di aggiornamento dell’archivio e del catalogo casistico, portando da 1.800 a oltre 2.300 gli avvistamenti italiani raccolti e schedati  per quel solo anno (pari al 28% di tutte le segnalazioni fino a quel momento). In parallelo, è stata completata la digitalizzazione integrale dell’archivio stampa, che per quell’anno conta oltre 2.200 articoli o ritagli. Oltre a qualche statistica mensile e settimanale dei due archivi, è stato anche confrontato l’andamento delle relative distribuzioni temporali, ed è stata evidenziata l’unicità del “fenomeno 1978” italiano rispetto al resto del mondo.

Sia in coda alla relazione, sia il giorno successivo (a margine dell’assemblea dei soci) sono stati proposti vari approfondimenti per ulteriori ricerche che da questi dati sarebbero possibili. E proprio questa era l’intenzione e lo scopo del convegno: non un punto di arrivo ma di partenza.

Per alleggerire la discussione, in chiusura è toccato nuovamente a Grassino presentare Incontri ravvicinati del terzo tipo: il film, con retroscena ufologici poco conosciuti circa la genesi e la realizzazione della pellicola cinematografica di Steven Spielberg, il ruolo avuto dall’astronomo-ufologo Joseph Allen Hynek e il versante italiano di entrambi (il film e la visita di Hynek nel nostro paese in quella primavera del ’78, con relativa ricaduta di conferenze, interviste su giornali e TV, pubblicazione del suo libro).

Quattro ore intense, ma di forte stimolo per tutti i partecipanti. Le slide di presentazione delle relazioni e la registrazione integrale degli interventi sono state messe a disposizione dei soci e collaboratori del CISU, per condividere il convegno  anche con chi non era presente.

Convegno di studi sull’ondata del 1978

Il 33° Convegno nazionale di ufologia, organizzato come ogni anno dal CISU, si terrà sabato 10 novembre a Bologna ed avrà la forma di un workshop di discussione e approfondimento, non aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sul tema “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”.

L’argomento ci è offerto dal 40° anniversario della grande ondata di avvistamenti nel 1978: un anno unico nel nostro paese per l’enorme numero di osservazioni e segnalazioni UFO, ma anche per l’interesse dei mass media, per le attività degli studiosi e appassionati, per il coinvolgimento della società e della cultura in genere.

In quell’anno, grazie anche all’arrivo in Italia del film Incontri ravvicinati del terzo tipo, gli UFO diventarono un argomento da prima pagina e le notizie di avvistamento ottennero un’attenzione e uno spazio come mai prima.

Sulla scia del film, l’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek venne per la prima volta in Italia e il suo libro “Rapporto sugli UFO” (Mondadori) scalò le classifiche diventando il libro ufologico più venduto di tutti i tempi in Italia.

Gli UFO furono scelti da molti pubblicitari come tema delle loro campagne e il “disco volante” e l’alieno riempirono le pagine di giornali e riviste.

Dal punto di vista della casistica italiana, con la sola eccezione dell’ondata di “lanterne cinesi” nel 2009, il 1978 è stato l’anno più ricco di avvistamenti in assoluto, ma soprattutto è stato “l‘anno degli umanoidi” perché ha anche il record di incontri del terzo tipo, alcuni dei quali diventati dei classici, come il controverso “caso Zanfretta”.

Fu poi l’anno dei misteriosi fenomeni nel Mare Adriatico con avvistamenti di luci in cielo e in mare, di colonne d’acqua ed anomalie di vario genere, sulle quali ancora oggi non si è fatta sufficiente chiarezza.

Già vent’anni fa, in occasione del ventennale, “il fenomeno 1978” costituì oggetto del nostro 13° Convegno nazionale, tenutosi a Firenze. Oggi, trascorsi altri vent’anni c’è la possibilità di dire alcune cose nuove e riesaminare (con un diverso e “raddoppiato” retroterra) quello che sappiamo o non sappiamo circa quell’annata formidabile.

Soprattutto è possibile “storicizzare” il 1978 ovvero inquadrare in una prospettiva di più lungo periodo cosa avvenne in Italia (e nel resto del mondo) in quell’anno e capire quello che ci resta come sua eredità.