Le “Navi di Magonia” – gli storici se ne occupano, ma seriamente

Quello di Pierre Lagrange è un nome ben noto agli studiosi di ufologia. Lui stesso comparso  sulla scena francese nei primi anni ’80 del secolo scorso come ufologo orientato per spiegare il fenomeno all’ipotesi socio-psicologica, è poi diventato un sociologo delle scienze con un vivo interesse per le parascienze e per il pensiero pseudoscientifico.

Fra le altre cose, Lagrange ha prodotto lavori importanti sul “padre” dell’era ufologica contemporanea, l’americano Kenneth Arnold, colui che il 24 giugno del 1947 vide dal suo aereo i nove corpi volanti subito battezzati flying saucers.

Di recente, insieme ad altri, Lagrange ha contribuito a rimettere ordine circa una delle credenze alla base di molte tendenze irrazionalistiche e prossime al pensiero occultistico che costituiscono buona parte della galassia ufologica.

L’occasione principale è giunta da un lavoro di natura scientifica. Nel 2016, infatti, lo storico Michel Rubellin ha diretto per le edizioni Cerf di Parigi la traduzione del trattato sui fenomeni meteorologici, in particolare sulle credenze relative ai fulmini e alla grandine, scritto dal vescovo Agobardo di Lione nel IX secolo.

Questo trattatello, volto a combattere le superstizioni popolari del tempo, letto fuori contesto e in maniera priva di qualsiasi competenza filologica e storica, a partire dal 1964 con la lettura assolutamente ingenua del clipeologo  inglese W. Raymond Drake e poi (soprattutto) dell’ufologo franco-americano Jacques Vallée fu rapidamente inserito nel corpo della letteratura ufologica, diventando, con l’interpretazione della “navi celesti” come astronavi extraterrestri che rapivano dei malcapitati testimoni portandoli in un posto chiamato “Magonia”, un preteso episodio di abduction ufologica ante litteram.

Insieme al medievista Jacques Berlioz, lui stesso fra quelli che hanno tradotto su basi accurate Agobardo, a fine maggio Lagrange ha presentato la storia della ricezione fra gli appassionati di ufologia dello scritto di Agobardo.

Sul numero di ottobre 2017 della rivista francese “L’Histoire”, infine, Lagrange ha offerto a un pubblico più generale la genealogia di questa complessa e ramificata lettura in chiave Et di un ecclesiastico alto-medievale che, in fondo, oggi deve la sua fama imperitura proprio alle malintese “navi celesti” delle quali riferì in un paragrafo della sua opera.

 

“Il collegio invisibile” di Jacques Vallée: un altro classico dell’ufologia tradotto in italiano

Dopo oltre quaranta anni esce in traduzione italiana un  altro dei libri seminali dell’ufologia: Il  collegio invisibile venne infatti pubblicato nel 1975 a firma dell’astronomo e informatico franco-americano Jacques Vallée per riepilogare  “quello che un gruppo di scienziati ha  scoperto circa l’influenza degli UFO sulla razza umana”.

“Collegio invisibile” era infatti il nome  scherzoso che si era dato un collettivo informale  di docenti universitari e ricercatori scientifici che a partire dalla fine degli anni ’50 avevano  formato una rete di corrispondenza internazionale  attorno all’ingegnere francese Aimé Michel, poi  (dopo il trasferimento di Vallée negli USA nel  ’62) coordinata dall’astronomo americano Joseph Allen Hynek, all’epoca consulente  dell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti. Di quel gruppo Vallée era diventato un esponente di  punta, pubblicando i primi due libri di “ufologia scientifica” (“Anatomy of a Phenomenon” nel 1965, “Challenge to Science” nel 1966), prima che il  “collegio invisibile” emergesse dall’anonimato  nel 1973 con la fondazione del Center for UFO  Studies (CUFOS) diretto dallo stesso Hynek.

Già alla fine degli anni ’60 però Vallée aveva  cominciato a spostare la sua attenzione verso  alcuni aspetti del problema UFO che sembravano  puntare più in là di semplici visitatori extraterrestri. “Passport to Magonia” nel 1969, “The Invisible College” e “The Edge of  Reality” nel 1975, “Messengers of Deception” nel  1979 segnarono le tappe della sua evoluzione di  pensiero dall’ETH all’ipotesi parafisica, e poi alla teoria che il fenomeno nascondesse in realtà  un’intelligenza non umana ma terrestre, che aveva influenzato e plasmato l’evoluzione della nostra specie.

L’uscita di questo volume presso le edizioni  Venexia (che negli ultimi due anni avevano già  pubblicato di Vallée la successiva “trilogia del contatto”:  Dimensioni, Incontri, Rivelazioni, 1988-1991) colma un vuoto nella  bibliografia ufologica italiana di livello alto,  col solo limite che la traduzione manca di  qualsiasi attualizzazione e contestualizzazione  del libro, alcune tesi del quale (ad esempio la  celebre curva di correlazione inversa tra  stranezza e probabilità di emersione di un caso)  risultano ormai superate, mentre alcuni episodi  solo accennati nel testo sono stati in seguito ampliati e chiariti nei diari dello stesso Vallée  (“Forbidden Science”, 1992) e in successive  indagini, primo fra tutti l’incontro ravvicinato avvenuto nella tenuta di Castelporziano, con  testimone l’autista personale del presidente della repubblica italiana (caso del quale ci siamo ampiamente occupati sul n. 28 di UFO – Rivista di Informazione Ufologica).

Uscito il numero 42 di “UFO – Rivista di Informazione Ufologica”

E’ uscito il nuovo numero di UFO – Rivista di Informazione Ufologica. La rivista, che  è  pubblicata dal Centro Italiano Studi Ufologici dal 1986 è giunta ora al numero 42, viene inviata a tutti gli aderenti alla nostra associazione ma è acquistabile da chiunque sul sito della Cooperativa editoriale UPIAR.

UFO 42 copertina
La copertina del n. 42 della nostra rivista periodica.

Segnaliamo un lungo articolo relativo ad una complessa  contro-inchiesta che gli studiosi Matteo Leone e Paolo Fiorino hanno condotto su un famoso caso di incontro ravvicinato del terzo tipo che si verificò a Casale  Monferrato (Alessandria) nell’aprile 1974, l’analisi, condotta dal NARCAP, di un incontro UFO-aliante avvenuto negli Stati Uniti il 9 agosto del 2015 e le indagini su alcuni presunti incontri del terzo tipo siciliani.

E poi ancora: Marco Orlandi che finalmente documenta in maniera seria il vasto interesse che David Bowie ebbe per gli UFO, il dibattito a distanza fra gli studiosi Jacques Vallée e Vicente-Juan Ballester Olmos sugli orientamenti da dare alla futura ufologia scientifica, un’ampia sezione di Attualità gestita da  Giuseppe Stilo insieme ad un suo articolo su tre ufologi scomparsi recentemente che rappresentano tre pezzi di storia dell’ufologia stessa e tante altre notizie e commenti che non troverete altrove.

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