IN AUMENTO NEL 2020 GLI AVVISTAMENTI UFO IN ITALIA

L’anno appena concluso ha registrato un leggero incremento delle segnalazioni di avvistamenti ufologici inviate direttamente dai testimoni al Centro Italiano Studi Ufologici.

A comunicarlo è Andrea Bovo che ha catalogato i questionari di raccolta delle testimonianze, compilabili direttamente sui siti web del CISU.

Nel 2020 sono state raccolte 158 segnalazioni, all’incirca il 13% in più rispetto ai due anni precedenti che avevano registrato 139 (2019) e 137 casi (2018).

Come da prassi consolidata, la maggior parte dei casi (75%) si riferisce a osservazioni di luci notturne. Sono solamente il 6% le osservazioni di “oggetti diurni” e poche unità i casi di incontri ravvicinati, anche questa una tendenza costante negli ultimi anni, in cui scarseggiano le osservazioni di fenomeni anomali da distanza ravvicinata o con effetti fisici sull’ambiente.

Altra costante ormai stabile è il gran numero di avvistamenti accompagnati da riprese fotografiche o filmate, soprattutto tramite l’uso di telefoni cellulari, che rappresentano oltre un quarto (28%) delle segnalazioni ricevute.

E’ bene ricordare che la stragrande maggioranza delle segnalazioni ufologiche trovano una spiegazione in termini convenzionali in seguito al lavoro di indagine e approfondimento dei casi. Si tratta di osservazioni di corpi astronomici, rientri meteorici, aeromobili o altri oggetti (lanterne cinesi, droni ecc.) che non vengono riconosciuti dai testimoni per le condizioni di osservazione o per la mancanza di riscontri, quali ad esempio la consultazione di mappe celesti o delle tabelle relative ai transiti della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) e di satelliti artificiali.

Nel 2020 sono diminuiti i casi riconducibili alle cosiddette “lanterne cinesi” (1%) ma sono stati ben il 25% gli avvistamenti causati dai treni di satelliti Starlink, in particolare nei mesi di marzo, aprile e maggio.

Implicazioni strategiche dei fenomeni UFO: uno studio pubblicato in Israele

Il Centro di Studi Strategici Begin-Sadat dell’Università Bar-Ilan in Israele ha pubblicato oggi (30 novembre) uno studio di 58 pagine intitolato “The Pentagon’s UAP Task Force” (La task force del Pentagono sui fenomeni aerei non identificati).

L’autore è Franc Milburn, un ex ufficiale dell’intelligence britannica, ora analista e consulente su problemi di geopolitica e sicurezza, collaboratore del BESA Center che pubblica questo articolo in una collana di studi su sicurezza e politica in Medio-Oriente.

Milburn prende spunto dalla recente istituzione da parte del Pentagono (il ministero della difesa americano) di un nuovo gruppo di lavoro sugli UFO (ribattezzati Unidentified Aerial Phenomena, in sigla UAP), inquadrandola in uno schema interpretativo di analisi strategica e ponendosi varie domande non banali: “Perché i corsi universitari di strategia, sicurezza nazionale e storia moderna internazionale non trattano gli UAP quando le principali potenze se ne sono occupate per decenni?” O ancora: perché l’ente preposto a questo nuovo studio non è l’Aeronautica Militare (USA) ma l’Office of Naval Intelligence (i servizi segreti della Marina)?

L’autore esamina la relazione della Commissione ristretta sull’intelligence del Senato americano, che il 17 giugno scorso ha approvato lo stanziamento di fondi nel bilancio del 2021 per coordinare la raccolta di dati su fenomeni che possano essere collegati a potenze straniere ostili e costituire minacce alla sicurezza americana.

Milburn riprende alcune delle tematiche e delle argomentazioni diffuse da Luis Elizondo, John Alexander, Eric Davis, Chris Mellon, Jack Sarfatti e altri studiosi, più o meno collegati alla TTSA (To the Stars Academy of Arts & Science, diretta da Tom De Longe), nell’intensa campagna di informazione promossa negli ultimi anni: i “cinque osservabili” del fenomeno, i materiali derivanti da presunti schianti (crash) al suolo, l’aspetto degli UFO come minaccia, l’incontro aereo col cosiddetto “tic-tac” nel 2004, il rapporto su quel caso da parte della SCU (Coalizione Scientifica per Ufologia), il precedente studio dei servizi militari di intelligence britannici declassificato nel 2000, i presunti documenti sovietici del “Thread 3”.

Milburn cita un’affermazione di Mellon (ex vice-segretario aggiunto alla difesa americana, ora consulente di TTSA): “Questi non sono veicoli americani, russi o cinesi”. Ma in un’ottica di analisi strategica e geopolitica, pur lasciando aperta la porta se “possiamo definirla tecnologia esotica americana, struttura nemiche quasi pari alle nostre, o qualcosa di completamente diverso”, proprio sui quasi-competitori degli USA conclude che, nel loro intento di sottrarre agli USA qualsiasi tecnologia avanzata, “i cinesi seguiranno il lavoro di Davis e dell’UAPTF, apparentemente hanno già avvicinato Jack Sarfatti, e il DI55 britannico aveva notato il loro interesse per gli UAP già vent’anni fa”.

La conclusione è per certi versi sorprendente: partendo da un’affermazione condivisa da Davis, Mellon e Alexander, secondo i quali esiste un certo grado di resistenza contro l’argomento da parte di alcuni vertici militari e politici perché condizionati da un’educazione religiosa fondamentalista che vede gli UFO come manifestazioni sataniche, la chiusura strategico-geopolitica è: “Sarebbe tragicomico se scoprissimo che alcuni di questi oggetti erano russi o cinesi e noi non li avevamo indagati perché qualcuno pensava che fossero demoni”.

Secondo l’ufologo australiano Keith Basterfield, che è stato il primo a segnalare la pubblicazione del paper di Milburn sul suo blog UFO – Scientific Research, “nell’insieme è un articolo importante, che riassume una varietà di sotto-argomenti nello studio degli UAP, specialmente se si fa caso a dove è stato pubblicato e a chi ci si aspetta che siano i suoi lettori. Dobbiamo congratularci con Milburn per aver scritto questo testo e dobbiamo ringraziare il BESA Center per averlo pubblicato”.

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Ha collaborato Sveva Stallone

35° Convegno nazionale di ufologia: EXTRATERRESTRI incontrati, attesi, immaginati – 5 dicembre 2020

Il 35° Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU, si svolgerà quest’anno in videoconferenza, il 5 dicembre con inizio alle ore 15, e manterrà la struttura abituale dei nostri incontri con relazioni e discussioni, quest’anno incentrate sulla figura dell’extraterrestre, tra Incontri del terzo tipo e mitologia.

Lo spunto è offerto dal sessantennale della prima e burrascosa rappresentazione a Milano, nel novembre 1960, della commedia “Un marziano a Roma”, tratta da un omonimo racconto dello scrittore  e sceneggiatore Ennio Flaiano.

Il testo racconta l’arrivo a Roma di un extraterrestre a bordo del suo disco volante. Passati lo stupore e l’eccitazione del momento, il “marziano” viene assorbito e inglobato in una società che non sembra più riconoscere l’eccezionale e tutto appiattisce.

Partendo da questi concetti, l’idea è quella di ragionare sui nostri “convitati di pietra”, gli extraterrestri, che spesso rimangono al di fuori dei nostri discorsi, ma che sono sempre presenti nell’immaginario ufologico.

D’altra parte la mitologia extraterrestre sembra vivere quotidianamente il paradosso di Flaiano: persone pensano di essere rapite, altre discutono sulle razze degli ET, ma tutto questo rimane circoscritto, non sembra smuovere nulla: fatti incredibili e trascurabili allo stesso tempo.

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“EXTRATERRESTRI incontrati, attesi, immaginati” ospiterà relazioni dedicate che trattano di incontri ravvicinati del terzo tipo, dell’ipotesi extraterrestre (ETH), del mutamento dell’immagine dell’extraterrestre, della sua influenza nella cultura italiana, delle mitologie extraterrestri.

L’incontro, riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici, si svolgerà tramite la piattaforma Zoom Meeting.
Chi altri fosse interessato a partecipare può farne richiesta alla segreteria del Centro (cisu@ufo.it).

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Nell’immagine al centro: la copertina della sceneggiatura pubblicata da Einaudi nel 1969  e una foto di Vittorio Gassman, biondo, nei panni del “marziano”  a fianco di Ennio Flaiano

Nuovo direttore per il MUFON

David MacDonald torna all’incarico di direttore  del Mutual UFO Network, la più grande organizzazione ufologica americana.
http://mirziamov.ru/mfo-online/zaim-ekapusta.html

Il comitato direttivo del MUFON ha diffuso il 15 luglio un comunicato per informare dell’estromissione dal suo vertice di Jan Harzan, a seguito del suo arresto avvenuto il 3 luglio (ma reso noto dalla polizia californiana solo il giorno 14) per reati sessuali.

Imprenditore nel settore aeronautico nell’Ohio, MacDonald era già stato direttore dell’organizzazione dal gennaio 2012 all’agosto 2013, prima che l’incarico passasse ad Harzan, un ingegnere informatico californiano, che l’ha mantenuto negli ultimi sette anni.

L’arresto di Harzan (per tentato adescamento di minorenne) ha destato scalpore non solo nell’ambiente ufologico ma anche sui mass media (fra gli altri, Newsweek negli USA, il Sun in Gran Bretagna), non solo in America. La filiale francese del MUFON, diretta da Pascal Fechner, ha addirittura sospeso le attività.

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Nella foto in alto: David MacDonald

Nella foto al centro: Jan Harzan

 

Fulmine globulare nel cielo di Reggio Emilia? No

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Articolo di Paolo Toselli e Roberto Labanti

Nella prima mattinata di mercoledì 3 giugno 2020 Reggionline – Telereggio, testata locale di Reggio nell’Emilia, sotto il titolo di “Prima i fulmini, poi una sfera rossa nei cieli” ha pubblicato un video (di provenienza sconosciuta, ma presumibilmente realizzato martedì 2 giugno, ad un orario imprecisato; il video disponibile non è quello originale, ma il frutto di una conversione da altro formato realizzata alle 09h10m57s del 3) col seguente breve testo:

Curioso e raro fenomeno ieri sera. Diverse le segnalazioni arrivate, comprese le immagini che vi mostriamo. La sfera si è mossa lentamente verso il basso fino a “spegnersi”.

Su Facebook il link, postato alle 09h16m della stessa mattina sulla pagina dell’emittente (con circa 32.800 followers) è stato ampiamente condiviso, a Reggio e fuori Reggio. Secondo i dati raccolti da Crowdtangle, su quel social network all’11 giugno aveva ottenuto 3.863 interazioni (2.173 reazioni, cioè “Mi piace” e cose simili, 631 condivisioni, 879 commenti). Di queste solo 363 (rispettivamente 149, 43 e 171), poco meno del 10%, sono sul post originale.

Su Instagram, invece, dove il profilo di Telereggio conta circa 9.850 followers, il post con un fotogramma del filmato ha ottenuto (sempre all’11 giugno) 430 “Mi piace” e 15 commenti.

Il filmato (della durata complessiva di 30 secondi circa) mostra, su un panorama rurale con un’illuminazione crepuscolare, una sfera biancastra (un effetto, probabilmente, della saturazione del sensore, a causa dello stimolo troppo luminoso) circondata da un alone rossastro in lenta discesa. Dopo 20 secondi circa, mentre si notano alcune illuminazioni del cielo prodotte da lampi, la sfera dà l’impressione di rimpicciolirsi d’improvviso e scompare spegnendosi. Sulla destra dell’inquadratura si nota un traliccio dell’alta tensione.

Purtroppo la privacy di Facebook non ci permette di seguire i commenti di tutte le condivisioni. A scorrere quelli accessibili sembra chiaro che, come  affermato nella caption del video, il fenomeno sia stato osservato da diverse persone (ad esempio qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui o qui) senza però che la natura del mezzo faciliti il recupero di informazioni utili alla ricostruzione dell’evento (uno di noi è riuscito comunque a contattare direttamente una testimone che ha collocato il fenomeno, descritto come più rosso di quanto appaia in video, intorno alle 22 del 2 giugno). In un commento su Instagram, S. P. (di Reggio Emilia), invece, dopo aver ipotizzato che “qualcuno si è divertito con un razzo di segnalazione…” racconta che “[…] dopo il primo ce n’è stato un secondo…senza fulmine…” ma non è chiarissimo se abbia o meno osservato dal vivo il fenomeno.

Il comportamento del fenomeno che si osserva nel filmato, infatti, ha fatto pensare a molti ad un “razzo a paracadute” producente luce rossa, un segnale di pericolo solitamente utilizzato in mare.

Non così per tutti però.

Nelle ore seguenti, il video in una versione dipendente da quella di Reggionline è stato pubblicato dapprima, in mattinata, anche sulla pagina FB del Centro Meteo Emilia Romagna sotto il titolo di “Fulmine Globulare a Reggio Emilia | 02-06-2020 e con la seguente caption

Un’insolita sfera rossa è comparsa ieri nei cieli di Reggio Emilia dopo i temporali

Si tratterebbe di un FULMINE GLOBULARE, un fenomeno raro e non ancora del tutto compreso

poi, in serata, sulla pagina FB Tornado in Italia; in questo ultimo caso il titolo era più cauto, “Possibile fulmine globulare”, mentre meno cauta era la descrizione:

Habemus il primo video di un fulmine globulare girato in Italia? Forse sì!

Ci scusiamo per la qualità, probabilmente il video è stato scaricato e caricato diverse volte, e purtroppo non è stato possibile risalire all’autore. In ogni caso, il possibile fulmine globulare, è stato visto ieri sera a Reggio Emilia durante il temporale. A prima vista le ipotesi sembravano essere tante, successivamente però siamo riusciti a risalire a due altre persone che hanno visto il fenomeno, ed abbiamo escluso altre possibili cause, tra cui anche la presenza di un drone. Ovviamente, non abbiamo la certezza che si tratti del raro fenomeno menzionato, ma, forse per la prima volta, le probabilità sembrano essere buone.

Fino all’11 giugno, nel primo caso (una pagina con 61.446 followers), il video ha ottenuto 1.133 reazioni e 180 commenti; nel secondo caso (una pagina con 59.738 followers), le reazioni sono state 510, 89 i commenti, per 169 condivisioni.

Concentriamoci su quest’ultima, una pagina a livello nazionale. Tra i commenti: molti collegano il fenomeno al vicino elettrodotto, qualcun altro ricorda simili esperienze personali o riferite da amici e parenti, Il gestore della pagina precisa “come segnalano anche le altre persone, è stato fermo più o meno 15 secondi e poi è sceso verso il basso, spegnendosi”, per contrastare l’ipotesi di un razzo di segnalazione. Un altro azzarda l’ipotesi di “un flare lanciato da un jet”. Altri chiedono lumi sui Ball Lightings (in sigla BL), di cui sapevano poco. Un altro suggerisce di informare gli astrofili per verificare eventuale rientro in atmosfera. Anche qualche battuta scherzosa collegata al 5G. Un altro ancora avanza l’ipotesi della “lanterna cinese, usata per i funerali” e qualcun altro ha dubbi sull’ipotesi BL. Uno solo ipotizza un bengala. Curiosamente nessuno ha tirato in ballo gli UFO (come invece è accaduto in commenti apparsi altrove).

Tra l’altro un utente, senza l’accompagnamento di un testo, posta il video di provenienza russa di un presunto BL che attraversa scoppiettando i binari di una ferrovia. Peccato che si tratti di un fake creato in computer grafica. Di fatto, le foto di BL sono veramente rare e ancor più i video. Forse se ne contano una decina o poco più in tutto il mondo.

Da decenni il Centro Italiano Studi Ufologici, riconoscendo l’importanza di questo particolare e ancora poco chiaro fenomeno naturale nell’ambito di uno studio scientifico degli UFO, ha costituito un progetto di catalogazione degli avvistamenti italiani di presunti fulmini globulari (in sigla BLITA), coordinato da  Paolo Toselli, che nel 2001 si è concretizzato nella pubblicazione di una monografia della serie “Documenti UFO” in cui sono esposti 184 casi accaduti a partire dal 1672. In collaborazione col fisico Renato Fedele, Toselli ha presentato in ambito accademico il progetto BLITA in un paper all’International Symposium on Ball Lightning tenutosi in Belgio nel 1999. Per l’Italia è da citare anche il lavoro svolto dal fisico Albino Carbognani che nel 2006 ha pubblicato presso Macro Edizioni il libro Fulmini globulari. Alla scoperta di uno straordinario fenomeno naturale, contenente fra l’altro l’elaborazione di 74 segnalazioni che si estendono in un arco temporale che va dal 1925 al 2004.

Esistono alcune affinità fenomenologiche tra fulmini globulari e alcuni casi UFO, ma al contempo molte sono le differenze, e un collegamento diretto, anche se ipotizzato da alcuni sin dagli albori dell’ufologia, non è ancora stato provato. L’unica certezza, sia per gli UFO sia per i fulmini globulari, è che la maggioranza dei casi può essere spiegata con errate interpretazioni di eventi che hanno ben poco di misterioso, come il caso di Reggio Emilia insegna.

La mattina del 4 giugno, infatti, fra i commenti del post FB di Reggionline ne è apparso uno di una residente a Coviolo, una frazione di Reggio Emilia a 4 km a sud-ovest dal centro cittadino:

[…] Semplicemente, un branco di i*** che hanno pensato bene di sparare un razzo segnaletico sul tetto di casa mia […].

Quella stessa sera. in un altro commento, un’altra persona (presumibilmente non indipendente dalla prima) ha confermato quanto descritto:

[…] ci siamo anche spaventati perché lo hanno sparato proprio a fianco di casa nostra e abbiamo sentito un rumore fortissimo…poi siamo usciti e abbiamo capito che erano solo un branco di *** […]

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Nell’immagine in evidenza: frame estratto dal video pubblicato da Telereggio.


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Novità editoriale: una graphic novel sull’ufologia

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Nel corso del 34° Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU a Bologna il 24 novembre scorso, è stato presentato un nuovo libro delle Edizioni Upiar intitolato I Want to Believe.

Si tratta di un progetto di Valentina Monacelli, nato in ambito universitario come elaborato dell’esame di Progettazione Editoriale del corso di Grafica dei Sistemi e Comunicazione per l’Editoria presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino.


Come altri tesisti e studenti universitari negli anni passati, Valentina si è rivolta al Centro Italiano Studi Ufologici per avere informazioni e materiale sull’argomento scelto per il suo lavoro, e da questa collaborazione è derivata una visione diversa e più articolata dell’ufologia rispetto alle sue precedenti prospettive.

I Want to Believe ha un’originale veste editoriale ed è in sostanza costituito da due libri in uno. Una parte infatti è dedicata ai diversi punti di vista sull’ufologia attraverso una serie di interviste che l’autrice ha realizzato con alcuni esponenti del CISU, con piglio giornalistico ma con la curiosità di chi si avvicina per la prima volta al tema.

La seconda, decisamente una novità per il settore, è una graphic novel che, con il linguaggio dell’ironia e del grottesco, fornisce diversi spunti di analisi e di riflessione.

«La parte grafica (con tratto molto personale che riecheggia tanta graphic novel d’oltreoceano con bianco e nero graffiato, essenziale, quasi espressionista), sempre curata dall’autrice, analizza la posizione del testimone di un evento difficile da spiegare nell’ottica delle due istanza che si dividono il campo: gli studiosi seri e i millantatori/truffatori» (Marco Candellone, Cronaca di Topolinia n. 30, marzo 2020)

Il volume (106 pagine) può essere acquistato direttamente dal sito www.upiar.com

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Nell’illustrazione in evidenza: la copertina del volume I Want to Believe

Nell’immagine in centro articolo: Valentina Monacelli al 34° Convegno nazionale di ufologia

Iscriversi al CISU

Il Centro Italiano Studi Ufologici ha lanciato la consueta campagna iscrizioni per il 2020, 35° anno di attività. займ 10000 рублей срочно
Il CISU è infatti un’associazione culturale, basata sul volontariato dei propri iscritti. Chiunque sia interessato ad un approccio razionale e scientifico al problema UFO può contribuire.
Esistono vari ambiti nei quali ciascun iscritto può partecipare, più o meno attivamente, a seconda delle proprie inclinazioni e disponibilità: indagini su segnalazioni di avvistamento locali, ricerche d’archivio, aree specifiche di approfondimento e studio, di solito in coordinamento con i responsabili locali dell’associazione.
Esistono gruppi di lavoro e diverse mailing list di collegamento fra gli iscritti interessati o attivi su tematiche specifiche. I principali progetti di catalogazione e ricerca in corso sono indicati qui
Dal 1986, il CISU organizza annualmente un convegno, che a volte è aperto al pubblico ed a volte riservato agli iscritti (l’ultimo si è tenuto a Bologna il 23 novembre 2019, l’elenco dei precedenti è consultabile qui).
Da 34 anni il Centro Italiano Studi Ufologici pubblica una rivista (attualmente semestrale) che, senza lasciare spazio al sensazionalismo, offre una panoramica ragionata dello studio ufologico in Italia e nel mondo, ed è affiancata da una collana di monografie (Documenti UFO) e dai libri tecnici pubblicati dalle Edizioni UPIAR. Agli iscritti è inoltre riservata la circolare “Notizie CISU” che riporta le attività in corso da parte dei soci e dei collaboratori.
Gli iscritti al CISU hanno poi diritto ad uno sconto del 15%-20% sull’acquisto di tutti i libri pubblicati o distribuiti sul sito UPIAR Store.
Lo statuto e il regolamento del Centro Italiano Studi Ufologici sono consultabili qui e qui.
Il Manuale di metodologia d’indagine ufologica è scaricabile qui.
Il codice etico del CISU è pubblicato qui.
Per fare domanda di iscrizione basta scaricare e compilare questo modulo, e restituircelo a mezzo e-mail (cisu@ufo.it), fax (011545033) o posta ordinaria (CISU, casella postale 82, 10100 Torino).
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Una sede da 40 anni

Nell’autunno del 2019  si è festeggiato un anniversario importante per il CISU, ma particolarmente significativo per diversi di noi. cash loans online with instant approval

Ha infatti compiuto 40 anni la sede ufologica di Torino che iniziò le sue attività nel 1979 quando un gruppo di giovani ufologi (e un paio di “adulti”) decise di autotassarsi per affittare un piccolo ufficio (poco più di 30 mq.) in via Briccarello, nella zona sud della città, dove riunire i singoli archivi in uno unico più grande e iniziare ad incontrarsi con cadenza almeno settimanale, un appuntamento che prosegue ininterrottamente sino ad oggi, per un totale di oltre duemila riunioni (caso unico in Italia e forse nel mondo).

Si trattava all’epoca di ragazzi, alcuni poco più che maggiorenni, che provenivano da precedenti esperienze in gruppi locali e l’anno precedente erano confluiti nel Centro Ufologico Nazionale. Dal 1981 al 1985, la sede torinese ospitò la segreteria generale e gli archivi centrali del CUN e dalla fine del 1985 la sede e gli archivi nazionali del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), nato proprio a Torino, che da quasi 35 anni rappresenta l’ufologia di orientamento scientifico nel nostro paese.

Nel 2002 la sede ha traslocato e il vecchio ufficio è stato sostituito da un open space di 140 mq. (in Via Rubino) che ha consentito una miglior disposizione ed incremento degli archivi.

A Torino si trovano così oggi la maggiore biblioteca/emeroteca specializzata sugli UFO e il più grande archivio ufologico esistente non solo in Italia ma in tutta Europa (con la sola eccezione della Svezia) suddiviso tra archivio casistico, archivio stampa e dossier specifici su svariati temi. Presso la sede, dal 1985, è ininterrottamente operativa (altro record senza eguali) una segreteria telefonica dedicata a raccogliere segnalazioni di avvistamento.

La sede – soprattutto – è stata ed è tuttora un formidabile aggregatore di persone e risorse umane. Oltre al nucleo storico degli ufologi torinesi che da qualche decennio ormai costituiscono il “volano” delle attività (Angelo Galbiati, Fabrizio Dividi, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Giorgio Giorgi, Matteo Leone, Edoardo Russo), sono decine gli appassionati che per periodi più o meno lunghi hanno dato il loro contributo alle attività di gestione dell’archivio e della segreteria. E sono state centinaia le persone che in quarant’anni sono passate almeno una volta a visitare la sede, consultare gli archivi, partecipare alle riunioni o agli incontri di discussione, organizzati nella forma di conferenze interne di approfondimento e dibattito.

Gli archivi torinesi sono stati inoltre meta di visite di numerosissimi ufologi. Oltre naturalmente ai soci del CISU, che rendono collettivamente possibile l’esistenza di tutto ciò, sono molti gli ufologi italiani e stranieri che sono venuti a trovarci o a consultare gli archivi. La sede ha poi ospitato frequentemente giornalisti, documentaristi e troupe televisive fornendo sempre informazioni, documentazioni e interviste, nell’ottica di servizio che da sempre ha caratterizzato gli ufologi del nucleo torinese e il CISU nel suo insieme.

Volendo ricordare un momento significativo in questi decenni, non possiamo non ricordare la visita dell’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek nel 1984 e il suo elogio “stupefatto” che così tante attività fossero svolte da un numero così piccolo di volontari.

Oggi la sede è aperta ad interessati e appassionati ogni lunedì sera. La principale attività continua ad essere quella legata all’incremento e ordinamento dell’archivio, che cresce costantemente anno dopo anno, così come le scaffalature e le librerie che lo contengono.

Almeno un paio di volte l’anno si tengono incontri divulgativi. Nel 2019 sono stati dedicati, ad esempio, a storie e leggende del Monte Musinè e alla presentazione di un complesso caso di abduction seguito recentemente.

Lo spazio fisico della sede ha in sostanza permesso agli ufologi torinesi (e non solo) di avere per quarant’anni un punto di riferimento costante, una “casa” accogliente nella quale trovare informazioni, dati ma anche amicizia e solidarietà.

E’ con questo spirito che guardiamo avanti, ricordando che questa sede è aperta a tutti e rappresenta un patrimonio non solo del CISU ma a disposizione di tutta l’ufologia.

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Nelle foto al centro: alcuni dei partecipanti al primo incontro interregionale del CUN, tenutosi il 4/11/1979 presso la sede torinese. Si riconoscono fra gli altri Antonio Chiumiento, Paolo Fiorino, Paolo Toselli.

Nelle foto in basso: l’emeroteca (periodici italiani e stranieri) e la biblioteca (libri in italiano).
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Convegni nazionali del CISU

0) 29/06/1986 Bologna – Attività di archiviazione e catalogazione della casistica italiana
1) 29/11/1986 Roma – Gli incontri ravvicinati del terzo tipo e il loro ruolo nello studio del fenomeno UFO
2) 20/06/1987 Torino – Quarant’anni di UFO: per un approccio scientifico del fenomeno
3) 24/06/1989 Bologna – Lo stato attuale della ricerca ufologica: attività in corso e progetti di studio
4) 13/10/1990 Bologna – L’ufologia degli anni ’80: bilancio e prospettive
5) 23/11/1991 Roma – 90 anni di avvistamenti UFO in Italia
6) 28/11/1992 Bologna – La casistica ufologica: avvistamenti, indagini e analisi
7) 27/11/1993 Bologna – L’indagine ufologica
8) 05/11/1994 Bologna – UFO e ufologia oggi: riflessioni epistemologiche
9) 18/11/1995 Roma – Dieci anni di CISU
10) 04/05/1996 Treviso – UFO: la presenza di un fenomeno – Verso una divulgazione corretta e scientifica
11) 20/11/1996 Roma – Quale ufologia ufficiale?
12) 22/11/1997 Bologna – L’ufologia come attività di ricerca: i progetti di catalogo e di studio in seno al CISU
13) 30/05/1998 Firenze – Il fenomeno ’78 vent’anni dopo
14) 30/05/1999 Firenze – Quale ufologia per il 2000?
15) 29/04/2000 Arezzo – L’indagine sugli avvistamenti UFO
16) 13/10/2001 San Giovanni in Persiceto – Fenomeni luminosi in atmosfera e ufologia strumentale: nuove strade per la ricerca?
17) 23/11/2002 Firenze – CISU 2002: progetti, indagini ed attività in corso
18) 28/09/2003 Viterbo – Su cose che si vedono in cielo: lo studio dei fenomeni UFO
19) 02/10/2004 Bologna – Pensare il non identificato
20) 28/05/2005 Rimini – Ondate, flap, casi sporadici: a quali regole obbedisce il fenomeno UFO?
21) 07/10/2006 Firenze – Ufologia di oggi e di domani: nuovi e vecchi approcci alla ricerca a confronto
22) 23/06/2007 Saint Vincent – 1947-2007: Sessant’anni di UFO
23) 25/10/2008 Firenze – Lo stato attuale della ricerca ufologica in Italia e nel mondo
24) 14/11/2009 Bologna – I nuovi UFO del terzo millennio
25) 13/11/2010 Terni – UFO: uno sguardo diverso
26) 12/11/2011 Torino – 150 anni di UFO in Italia
27) 10/11/2012 Firenze – Se potessi avere 100.000 euro: idee e progetti in cerca di finanziatori
28) 23/11/2013 Milano – Il CISU sul ring
29) 22/11/2014 Bologna – Dopo il CAIPAN 2014
30) 21/11/2015 Torino – Pagine di ufologia
31) 05/11/2016 Bologna – Fare storia con gli UFO
32) 07/10/2017 Torino – 1947-2007: Sessant’anni di UFO
33) 11/11/2018 Bologna – L’ondata del 1978 diventa storia: Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record
34) 23/11/2019 Bologna – Gli Ufo del Pentagono: Il caso del secolo o una nuova “grande illusione”?

34° Convegno nazionale di ufologia: gli UFO del Pentagono: il caso del secolo o una nuova “grande illusione”? (Bologna, 23 novembre 2019)

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Nelle ultime settimane gli “UFO del Pentagono” sono diventati un argomento di grande interesse con articoli di rilievo su quotidiani e periodici, servizi televisivi ecc.

Ciò che ha catalizzato l’attenzione dei mass-media sono state le dichiarazioni della Marina degli Stati Uniti che hanno confermato la veridicità di tre filmati di oggetti ripresi negli scorsi anni da loro mezzi aerei e il fatto che i casi, in sostanza, siano rimasti “non identificati”.

Questi fatti sono però gli ultimi elementi di una catena di eventi che inizia ben prima e che vede coinvolti ambienti militari e politici statunitensi, commissioni segrete del Pentagono, enti privati molto attenti al business e un poderoso programma di comunicazione che ha ora usato come elemento centrale i filmati di cui oggi tanto si parla ma che sono di pubblico dominio da oltre due anni.

In realtà le discussioni, i dibattiti e le polemiche che si stanno sviluppando attorno a questi video e al reale coinvolgimento delle forze armate americane non  sono una cosa nuova, ma – anzi – il coinvolgimento della difesa degli Stati Uniti con le problematiche ufologiche risale ai tempi di Kenneth Arnold con le prime commissioni di studio ufficiali degli Anni ’50 e i primi sospetti su veri o presunti segreti occultati dal Pentagono.

Anche il parlare di casi “non identificati” non sembra una vera e propria novità. Avvistamenti e inseguimenti da parte di piloti militari, rilevamenti radar, velocità “impossibili”, ammissioni da parte dei portavoce dell’ U.S. Air Force:  tutti fatti che si sono ripetuti molte volte, da oltre sessant’anni, suscitando ogni volta la speranza degli appassionati che si stesse per arrivare alla “rivelazione della verità”.

C’è poi da considerare che negli ultimi anni c’è stato  un gran numero di rilasci di documenti ufficiali  sugli UFO da parte delle autorità di Paesi di ogni parte del mondo. In questi dossier non si fa difficoltà a trovare casi non identificati e di grande rilevanza, senza che questo abbia causato particolari conseguenze o clamori.

Cosa c’è oggi di nuovo e di diverso nei video della Marina USA e nei suoi comunicati? Siamo davvero di fronte ad un riconoscimento “ufficiale” del fenomeno UFO e dalla sua natura non convenzionale oppure ci troviamo davanti all’ennesimo fuoco di paglia, alla nuova “grande illusione” che la soluzione del mistero UFO sia finalmente dietro l’angolo?

Occorre piuttosto fare chiarezza sull’origine e sui contenuti di queste documentazioni e, soprattutto, su come questi casi siano usciti dal Pentagono. E’ poi necessario comprendere la natura di alcuni movimenti attorno a tutta la vicenda, che sembrano creati ad arte con finalità poco trasparenti.

Per approfondire questi argomenti è stato deciso di farne il tema centrale del prossimo convegno annuale del CISU che si svolgerà a Bologna sabato 23 novembre 2019. Si tratterà di un incontro di studio e discussione, riservato agli iscritti al CISU. Chi altri desiderasse partecipare può farne richiesta alla segreteria del Centro.

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Nell’illustrazione in evidenza: fotogramma tratto dal filmato ripreso da uno dei piloti della U.S. Navy.

Nell’immagine in centro articolo: come i giornali di tutto il mondo riportarono l’annuncio ufficiale dei clamorosi avvistamenti, rilevamenti radar, velocità impossibili e inseguimenti inutili da parte dell’U.S. Air Force nel 1965. Nil sub sole novi…