Niente UFO in Danimarca (dice il ministro della difesa)

Il 2 Dicembre 2021 il Ministro della Difesa della Danimarca Trine Bramsen ha rilasciato una dichiarazione sugli UFO nello spazio aereo del paese, in risposta alla seguente domanda, posta dal parlamentare conservatore Niels Flemming Hansen all’attenzione della commissione parlamentare per la difesa:
“Nel giugno 2021 il Dipartimento della Difesa americano ha annunciato di aver osservato almeno 143 oggetti volanti che non sono potuti essere spiegati. Il Pentagono dichiara che gli oggetti fisici osservati in volo si muovevano in diversi casi in modi che non potevano essere giustificati. In 80 casi gli oggetti furono osservati tramite diversi strumenti di monitoraggio simultaneamente, ad esempio tramite radar. Il Pentagono afferma che questi fenomeni possono rappresentare un rischio per la sicurezza. Può il Ministro confermare se le forze armate danesi hanno, negli ultimi dieci anni, osservato fenomeni simili nello spazio aereo danese o in quello di altri paesi, e può inoltre confermare se qualunque fenomeno di questo tipo sia stato documentato tramite strumenti di monitoraggio come i radar o simili, e se il Ministro condivide l’opinione del Pentagono che tali fenomeni possono rappresentare una minaccia per la sicurezza?”
Risposta del Ministro della Difesa Trine Bramsen:
“In risposta alla richiesta, lo Stato Maggiore ha dichiarato che nel periodo in questione la Difesa non ha registrato alcun rapporto di incidente, sia visuale che tramite radar, che abbia coinvolto oggetti volanti il cui comportamento e origine fossero inspiegati.
Lo Stato Maggiore ha inoltre affermato che le richieste di informazioni da parte di civili saranno inoltrate alla SUFOI (Scandinavisk UFO Information), alla quale la Difesa ha rilasciato nel 2009 tutti i suoi documenti esistenti.
Lo Stato Maggiore ha concluso che oggetti volanti la cui altitudine, intenzione e origine non sono conosciute possono teoricamente costituire un rischio per la sicurezza generale del traffico aereo, e che per questa ragione non possiamo escludere la possibilità che oggetti volanti non identificati pongano una minaccia alla sicurezza”
E’ la prima volta che gli UFO sono stati discussi nel Parlamento danese dal 1946, anno di un dibattito sui cosiddetti “razzi fantasma”.

Nuovo statuto e nuovo direttivo del CISU

L’assemblea degli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici ha eletto un nuovo consiglio direttivo il 3 dicembre 2021.

Nel corso dell’annuale assemblea di soci e collaboratori per l’approvazione del bilancio, è stato approvato un nuovo testo dello statuto e del regolamento, per adattare la struttura del CISU  alla nuova normativa sulle associazioni.

Nella stessa occasione, come avviene con cadenza biennale, è stato eletto il consiglio direttivo per il periodo 2021-2022, nelle persone dei soci Andrea Bovo, Arcangelo Cassano, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Edoardo Russo. Presidente è stato confermato Gian Paolo Grassino.

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Nella foto in evidenza: un momento dell’assemblea.

Nelle foto piccole: Andrea Bovo, Arcangelo Cassano, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Edoardo Russo

I foo fighters in Europa

E’ fresco di stampa un importante libro inglese intitolato “Gli UFO prima di Roswell” ma interamente dedicato agli avvistamenti di “Foo-Fighters europei 1940-1945”. займ на карту 24 часа срочно

Ne è autore Graeme Rendall,  uno studioso decisamente peculiare in quanto si tratta di un appassionato di storia e aerei della Seconda Guerra Mondiale, di fantascienza e  ufologia, già autore di altri libri e articoli su diversi argomenti, che in ben 554 dettagliatissime pagine costituisce anche una  preziosa fonte di informazioni sull’utilizzo dell’arma aerea in quel conflitto.

Cosa che pochi sanno, gli avvistamenti di Foo Fighters in Europa hanno inizio già nel 1940, in particolare da parte dei piloti della Royal Air Force. Ed è  interessante notare come nel corso della guerra non solo si evolvono le tattiche operative dei contendenti e si affinano le caratteristiche tecniche e belliche dei mezzi (in questo caso aerei) utilizzati da entrambe le parti, ma lo stesso avviene anche per la descrizione delle tipologie degli “oggetti” osservati.

L’autore è decisamente convincente nel giungere alla conclusione che per la gran parte di quegli avvistamenti riportati dai piloti non aveva alcun senso parlare di razzi, flares, fari montati sugli aerei, jet tedeschi in missione notturna: quindi gli oggetti segnalati dagli equipaggi erano tutt’altra cosa, un qualcosa ancora oggi non identificato.

Rendall mostra una notevole cura nella ricerca e nell’esame dei rapporti di missione custoditi negli archivi militari: quasi ogni avvistamento viene corredato da dati precisi riguardanti i nomi e gradi degli aviatori coinvolti, il reparto di appartenenza e il serial number dell’aeromobile, gli orari e ogni dettaglio disponibile della missione. Per ogni evento o tipo di avvistamento, fornisce una precisa disamina e valutazione dello stato dell’arte della tecnologia tedesca disponibile in quel momento, in modo da poter giungere a una possibile conferma dell’identificazione proposta dal testimone o dall’ufficiale dell’Intelligence di turno.  Un lavoro davvero enorme.

Rendall non si limita però  ad accettare pedissequamente il contenuto delle testimonianze nelle fonti ufficiali, ma valuta ogni volta con attenzione le informazioni fornite dai testimoni mettendo in evidenza, se del caso, eventuali errori o misinterpretazioni.

Dopo quelli dei piloti angloamericani, nel libro trovano anche spazio, in specifici capitoli,  le segnalazioni effettuate daopiloti della Luftwaffe,  avvenute sul fronte orientale o da parte dei civili in nazioni occupate dai Nazisti come Francia e Belgio.

Nella seconda parte del volume l’autore prende invece in considerazione il mito dei cosiddetti dischi volanti nazisti, una storia (anzi più storie diverse con diversi protagonisti) da tempo ampiamente screditata, ma che viene ripresa per mostrare ai lettori che le affermazioni di presunti tecnici e ingegneri (che durante la guerra avrebbero progettato e costruito veri e propri dischi volanti per le forze armate tedesche) in realtà si basino sul niente, sia in termini di ricostruzione storica che di fattibilità tecnica.

Nelle conclusioni finali Rendall riepiloga le caratteristiche dei fenomeni riportati dai piloti nella prima parte del libro e ne conferma la natura a suo parere non identificata, ribadendo che tali fenomeni non possono essere ricondotti all’utilizzo di presunte tecnologie belliche avanzate da parte dei Tedeschi.

Il libro è impreziosito da corposi inserti fotografici particolarmente centrati, a corredo della narrazione. Manca invece una bibliografia finale, e questa potrebbe apparire una carenza oggettiva che tuttavia viene ampiamente compensata dalla presenza di ben 1184 (!) note bibliografiche a piè di pagina, che contengono tutte le indicazioni relative alla incredibile mole di fonti informative consultate.

In definitiva, quindi, un’opera davvero preziosa ed estremamente importante sia per l’appassionato di ufologia che per quello di storia della Seconda Guerra Mondiale, un libro che senza obbligare il lettore ad accettare tesi precostituite gli mette invece a disposizione un’inesauribile messe di dati e informazioni, consentendogli di farsi un’idea personale su quanto raccontato e sulle eventuali risposte e spiegazioni che si possono ipotizzare per quegli avvenimenti.

E già si annuncia un secondo volume, relativo agli avvistamenti di foo fighters  sul fronte asiatico!

 

 

36° Convegno Nazionale di Ufologia – CASI UFO: GLI ARCHIVI RACCONTANO

Centro Italiano Studi Ufologici – 36° Convegno Nazionale di Ufologia новые предложения банков по кредитам

CASI UFO: GLI ARCHIVI RACCONTANO

Gli avvistamenti selezionati dai catalogatori del CISU

Sabato 27 novembre 2021, ore 15,00

Il periodo del lockdown, come abbiamo avuto già modo di rimarcare, è servito alla nostra piccola comunità per iniziare, proseguire o portare a termine lavori di aggiornamento e catalogazione della casistica, sia per zone geografiche sia per aree tematiche.

Nell’ambito del Progetto Cataloghi Regionali diversi curatori stanno realizzando il catalogo della propria regione o aggiornando edizioni precedenti e sono in preparazione alcuni volumi legati alla casistica locale.

Parallelamente si è incrementato il lavoro di aggiornamento dei vari archivi e cataloghi tematici dedicati ad aspetti particolari della casistica, come ad esempio quello curato da Stefano Innocenti sui casi con effetti fisici sull’ambiente (gli incontri ravvicinati del secondo tipo) oppure quello degli avvistamenti italiani di USO (oggetti subacquei o a contatto con l’acqua) di cui si occupa Marco Bianchini.

Mettere mano agli archivi significa rileggere, ristudiare ed analizzare avvistamenti – vicino o lontani nel tempo – che possono risultare più interessanti o intriganti di quanto ci si ricordava.

Quest’anno per il nostro convegno nazionale di ufologia (giunto alla 36° edizione) abbiamo chiesto a ciascuno di coloro che stanno  lavorando su questi progetti di presentare un caso che possa essere interessante scoprire o riscoprire per le sue caratteristiche, per il livello di approfondimento delle indagini, per l’originalità dei fatti o per le riflessioni che porta a fare.

L’idea è quella di evitare i “classici”, i casi più conosciuti (dei quali probabilmente abbiamo già letto o sentito di tutto) e recuperare invece avvistamenti meno noti che magari fino ad oggi sono rimasti chiusi all’interno di un qualche dossier. Sul podio virtuale si alterneranno quindi una decina di relatori, ognuno esperto della casistica di una regione o di una tipologia, ciascuno dei quali esporrà un particolare avvistamento che ha ritenuto meritevole di attenzione:

Salvo Foresta riporterà un recente avvistamento di “UFO discreto” in Sicilia, Pasquale Russo rievocherà il “Talk Show con il marziano”, Marco Orlandi ci riporterà agli inseguimenti di foo fighters sui cieli padani del 1945, Alessandro Cortellazzi presenterà l’incontro ravvicinato su “Base Tuono”, Angelo Ferlicca ha invece scelto “Lo strano anello” nel cielo viterbese, Paolo Toselli aggancerà “Percezioni, interpretazioni ed emozioni” circa due eventi nel Nordovest a distanza di 14 anni l’uno dall’altro, Stefano Innocenti festeggerà il “Capodanno con effetti elettromagnetici”, Paolo Fiorino ha scavato in un passato lontano per tornare su due classici incontri del terzo tipo nel torinese, Lello Cassano si chiede “…e se fosse tutto vero?”.

Come già  è stato nel 2020, anche quest’anno il nostro convegno annuale si svolgerà da remoto, attraverso la piattaforma Zoom Meeting, per evitare i rischi e le complicazioni legate all’organizzazione di un incontro in presenza.

L’incontro è riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici, ma chi altri fosse interessato a partecipare può farne richiesta al recapito della segreteria CISU:  cisu@ufo.it

Francia: nuovo direttore del GEIPAN

Il 3 novembre è stato annunciato il nome del nuovo direttore del GEIPAN, Vincent Costes.

Nato nel 1971,  ingegnere diplomato all’Ecole Supérieure d’Optique, lavora al Centre National D’Etudes Spatiales (CNES) da 27 anni, partecipando a numerosi programmi e progetti di osservazione della Terra da satellite.

Il Groupe d’Etude et d’Information sur les Phénomènes Aérospatiaux Non identifiés (GEIPAN) è l’ufficio di studio e informazione sui fenomeni ufologici istituito nel 1977 presso il CNES ed attualmente l’unico ente pubblico di ricerca scientifica che si occupa dell’argomento nel Vecchio Continente.

Il CISU ha partecipato nel 2014 al seminario internazionale CAIPAN organizzato dal GEIPAN a Parigi, e l’allora direttore del GEIPAN  è poi stato ospite al 32° Convegno nazionale di ufologia organizzato dal CISU a Torino nel 2017.

Il rapporto della commissione francese 3AF Sigma2

Il 23 giugno 2021, la commissione Sigma2 della 3AF ha pubblicato un Rapport d’avancement 2021  di 377 pagine sugli UFO (1).  Ma cos’è questa commissione Sigma2 e cos’è la 3AF?

L’Associazione Aeronautica e Astronautica di Francia (Association Aéronautique et Astronautique de France o AAAF, poi 3AF) è stata creata nel 1972 per: “riunire le persone (…) interessate alle scienze e alle tecniche dell’aeronautica e dell’astronautica (…); promuovere i contatti tra i suoi membri (…); sviluppare un’importante fonte di informazioni specializzate (…); rappresentare tutti i suoi membri nei rapporti con altre società scientifiche e tecniche francesi o straniere e con le federazioni aerospaziali”. Si compone di 16 gruppi regionali, 3 comitati e 22 commissioni tecniche (aviazione commerciale, droni, elicotteri, storia, ecc.).

Una di queste commissioni, la Sigma2 , riguarda gli UFO. È stata creata nel 2008, prima con il nome “PAN” (Phénomènes Aérospatiaux Non identifiés), poi “Sigma”. Nell’aprile 2013, è diventata “Sigma2” in seguito al riorientamento del suo mandato verso l’analisi scientifica e tecnica dei casi di tipo D (inspiegabili secondo la terminologia GEIPAN). Il suo presidente è Luc Dini, ingegnere in costruzioni aeronautiche, specializzato in radar, microonde, missili e spazio, attualmente direttore dell’Integrated Air and Missile Defense (IAMD) alla Thales. I 21 membri di Sigma2 (tra i quali solo due donne) sono principalmente militari o provengono dall’industria della difesa. Tra gli altri: Raymond Piccoli, direttore del Laboratorio di ricerca sui fulmini e François Louange, specialista in analisi delle immagini.

Contenuto del rapporto

Dopo l’elenco dei membri della commissione e un’introduzione sugli UFO, il rapporto elenca i contatti realizzati in Francia (GEIPAN, l’esercito e IMCCE) e all’estero (CEFAA in Cile, NARCAP e SCU negli Stati Uniti,  CEFAE in Argentina). Poi arriva la parte più interessante: l’analisi delle osservazioni selezionate. I casi a cui la commissione è interessata sono quelli in cui sono stati misurati valori o raccolte prove: casi con foto o video, radar-visuali, effetti elettromagnetici, atterraggi con tracce (eccetto quelli con umanoidi).

A differenza del GEIPAN, Sigma2 non si limita alla Francia e i casi che ha trovato più interessanti sono all’estero: Lakenheath-Bentwaters 1956, Nimitz 2004, Aguadilla 2013, RB-47 1957, Canada (caso con EM) 2013, Cougar 2014. Vengono inoltre spiegati due casi famosi: le foto del lago Chauvet nel 1952 (un piattello) (2) e il video a infrarossi e visibile preso da un elicottero Cougar della marina cilena nel 2014 (un Airbus A340).
Per quanto riguarda i video della marina americana recentemente pubblicati, dopo aver giustamente notato “uno strano silenzio da parte dell’US Air Force” (p. 85), la commissione rimane cauta (p. 89): “Ci sono rivelazioni contraddittorie, affermazioni in interviste, ma nessun dato oggettivo utilizzabile… anche i video non possono provare nulla. Tuttavia, nessun rapporto è stato diffuso dalla TTSA o da chiunque altro (…), che ci permetterebbe di analizzare i video IR (2D) con informazioni contestuali, in particolare radar… Non siamo in grado di dare un parere a causa della mancanza di dati, anche se, naturalmente, ciò che viene riportato è difficile da spiegare (non si tratta solo di osservazioni a infrarossi, ma anche di osservazioni radar e visive).”

La commissione conclude (pp. 28 e 309): “Alla domanda: esistono gli UAP? Lasciamo al lettore il giudizio, ma la risposta è sì, in forme multiple e anche mutevoli durante le osservazioni.”

 

Commento

Con il “rapporto COMETA”, avevamo imparato a diffidare degli ex militari francesi. In effetti, il COMETA aveva preso sul serio le rivelazioni del colonnello Philip Corso, sostenendo che certi progressi tecnici americani erano dovuti a ciò che gli scienziati avevano imparato dall’UFO precipitato a Roswell. Il rapporto Sigma2 è su un altro livello: osservazioni analizzate con competenza e nessuna dichiarazione stravagante.

E per il futuro? Sigma2 propone l’organizzazione di un congresso internazionale che “permetterebbe uno scambio di punti di vista tra scienziati, in numero limitato, sui casi seri registrati e studiati con dati fisici, così come sulla loro interpretazione o sulle tecniche di osservazione. (…) 3AF e SIGMA2 potrebbero contribuire ad un tale workshop nello spirito del seminario sulle prove UFO di Pocantico organizzato da Peter Sturrock nel 1998.
Perché no? Ma gli ufologi con un po’ di esperienza ribatteranno che questo è già avvenuto alcune volte in passato senza risultati brillanti. Affinché una tale iniziativa sia efficace, il seminario dovrebbe essere tenuto regolarmente e le discussioni e i risultati pubblicati.

Note

(1) Il rapporto era inizialmente disponibile gratuitamente, ma da luglio o agosto 2021 costa € 22 per i non soci della 3AF.

 

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Foto in alto: il presidente della commissione Sigma2, Luc Dini
Al centro: il rapporto 2021 della commissione
Foto in basso: i membri della commissione Sigma2

Finalmente reso pubblico il rapporto sugli UAP dell’intelligence USA

Ieri, 25 giugno, come previsto, è stato reso noto il tanto atteso rapporto preliminare sugli UAP redatto della direzione della National Intelligence degli Stati Uniti su richiesta del Senato (https://www.dni.gov/files/ODNI/documents/assessments/Prelimary-Assessment-UAP-20210625.pdf). кредит через онлайн банки

Si tratta di un documento che costituisce una svolta rispetto alla politica degli ultimi anni decretando il ritorno di un interesse ufficiale delle autorità statunitensi per il fenomeno degli Oggetti Volanti Non Identificati.

Preceduto nei giorni scorsi dalle anticipazioni del New York Times e dal dibattito da queste innescato, il rapporto si presenta come un elaborato di poche pagine decisamente stringato anche nei contenuti.

Di seguito riportiamo la traduzione integrale del testo in modo che ciascuno possa valutarlo ed analizzarlo.

La prima impressione è di un elaborato davvero molto preliminare che dà conto dell’analisi di una serie di avvistamenti (144) raccolti dal 2004 ad oggi dei quali però non abbiamo ulteriori informazioni né sulla provenienza (in massima parte pare dalla Marina statunitense), né sulla tipologia dei casi, né sul tipo e la portata delle analisi effettuate in passato dagli enti preposti e oggi dalla commissione stessa.

E’ certamente importante rilevare come venga ripetuto che i casi analizzati hanno tutti una significativa consistenza fattuale, che sembrano riferirsi ad oggetti fisici e che sono spesso accompagnati da rilevamenti strumentali, anche multipli con apparecchiature ritenute adeguate ed attendibili, con buona pace dei “debunkers” che hanno cercato di metterlo in dubbio prima ancora di conoscere i fatti.

D’altra parte, a differenza di quanto era stato anticipato, il rapporto resta decisamente sul vago sulle possibili interpretazioni ed eventuali spiegazioni esotiche, come quelle legate all’ipotesi di velivoli di natura non terrestre, non vengono addirittura citate.

Allo stesso modo non viene escluso che a causare gli avvistamenti possano essere manufatti “segreti” prodotti da apparati della difesa o dell’industria privata statunitense.

Insomma, pur prendendo atto della presenza di casi non spiegati, il rapporto non si pronuncia sulle possibili interpretazioni e sulle stesse caratteristiche eventualmente “straordinarie” degli oggetti osservati.

Partendo da queste considerazioni, il rapporto auspica che vengano attuati procedure e studi mirati per raccogliere più avvistamenti dai vari uffici governativi e per costruire adeguati strumenti di analisi dei dati raccolti, addirittura con l’uso dell’intelligenza artificiale.

In conclusione viene quindi avanzata la richiesta diretta di finanziamenti specifici per promuovere e sostenere la ricerca sugli UAP.

Come possiamo vedere, siamo quindi molto distanti dalle aspettative, forse un po’ ingenue, di alcuni che si attendevano (o speravano) una parola definitiva sull’esistenza di un fenomeno reale e in qualche modo “alieno”. Piuttosto il rapporto esprime una linea che il Centro Italiano Studi Ufologici ha sostenuto da sempre: ci sono avvistamenti che non trovano facili spiegazioni ed è importante studiarli, senza preconcetti o convinzioni che non nascano dall’impegnativo e complesso lavoro di analisi dei dati.

Resterà ora da capire se questi suggerimenti saranno recepiti e come verranno mesi in pratica in quello che potrebbe diventare, dopo cinquant’anni, un nuovo “Project Blue Book”.

 

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FENOMENI AEREI NON IDENTIFICATI – VALUTAZIONI PRELIMINARI

 

AMBITO E PRESUPPOSTI

Portata

Questo rapporto preliminare è redatto dall’Office of the Director of National Intelligence (ODNI) in risposta alla disposizione del Senate Report 116-233, che accompagna l’Intelligence Authorization Act (IAA) per l’anno fiscale 2021, secondo cui il DNI, in coordinamento con il Segretario della Difesa (SECDEF), deve presentare una valutazione dal punto di vista dell’intelligence della minaccia posta in atto dai fenomeni aerei non identificati (UAP) e i progressi compiuti dalla Task Force per i fenomeni aerei non identificati (UAPTF) del Dipartimento della difesa nella comprensione di questa minaccia.

Questo rapporto fornisce ai responsabili politici una panoramica dei problemi associate alla caratterizzazione della potenziale minaccia rappresentatat dagli UAP, fornendo anche un mezzo per sviluppare processi, politiche, tecnologie e formazione pertinenti per l’esercito degli Stati Uniti e altro personale del governo degli Stati Uniti (USG) se e quando incontrano UAP, in modo da migliorare la capacità della comunità di intelligence (IC) di valutarne la minaccia. Il direttore dell’UAPTF è il funzionario responsabile per garantire la raccolta tempestiva e il consolidamento dei dati sugli UAP. Il set di dati descritto in questo rapporto è attualmente limitato principalmente alle segnalazioni da parte degli uffici governativi degli Stati Uniti di eventi avvenuti da novembre 2004 a marzo 2021. I dati continuano ad essere raccolti e analizzati.

L’ODNI ha preparato questo rapporto per i comitati del Congresso sull’intelligence e sulle forze armate. L’UAPTF e l’ODNI National Intelligence Manager for Aviation hanno redatto questa relazione, con l’input di USD(I&S), DIA, FBI, NRO, NGA, NSA, Air Force, Army, Navy, Navy/ONI, DARPA, FAA, NOAA, NGA, ODNI/NIM-Emerging and Disruptive Technology, ODNI/National Counterintelligence and Security Center e ODNI/National Intelligence Council.

 

Ipotesi

Le varie forme di sensori che registrano UAP generalmente funzionano correttamente e catturano sufficienti dati reali per consentire le valutazioni iniziali, ma alcuni UAP possono essere attribuibili ad anomalie dei sensori.

 

RIASSUNTO OPERATIVO

La quantità limitata di rapporti di alta qualità sui fenomeni aerei non identificati (UAP) ostacola la nostra capacità di trarre conclusioni definitive sulla natura o l’intento degli UAP. La Unidentified Aerial Phenomena Task Force (UAPTF) ha preso in considerazione una serie di informazioni sugli UAP descritte nei rapporti dell’esercito americano e della IC (Intelligence Community) ma, poiché il rapporto mancava di sufficiente specificità, alla fine ha riconosciuto che era necessario una procedura di rapporto unico e su misura per fornire dati sufficienti per l’analisi degli eventi UAP.

Di conseguenza, l’UAPTF ha concentrato la sua analisi sui rapporti avvenuti tra il 2004 e il 2021, la maggior parte dei quali sono il risultato di questa nuova procedura su misura per rilevare meglio gli eventi UAP attraverso un rapporto standardizzato.

La maggior parte degli UAP segnalati probabilmente rappresentano oggetti fisici, dato che la maggior parte degli UAP sono stati registrati attraverso più sensori, tra cui radar, infrarossi, elettro-ottici, puntatori di armi e osservazione visiva.

In un numero limitato di eventi, gli UAP sembravano mostrare caratteristiche di volo insolite. Queste osservazioni potrebbero essere il risultato di errori dei sensori, inganni informatici (spoofing) o percezione errata dell’osservatore e richiedono ulteriori analisi rigorose.

Ci sono probabilmente più tipi di UAP che richiedono spiegazioni diverse basate sulla varietà di apparizioni e comportamenti descritti nei rapporti disponibili. La nostra analisi dei dati supporta il concetto che se e quando i singoli eventi UAP saranno risolti, essi rientreranno in una delle cinque potenziali categorie esplicative: anomalie aeree, fenomeni atmosferici naturali, programmi di sviluppo del governo degli Stati Uniti o dell’industria statunitense, sistemi avversari stranieri e un contenitore residuale dell’”altro”.

Gli UAP pongono chiaramente un problema di sicurezza del volo e possono rappresentare una sfida alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Le preoccupazioni per la sicurezza si concentrano principalmente sui piloti che si confrontano con uno spazio aereo sempre più affollato. Gli UAP rappresenterebbero anche un problema per la sicurezza nazionale se fossero un insieme di strumenti di potenze straniere oppure potrebbero fornire la prova che un potenziale avversario ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria o distruttiva.

Il consolidamento coerente dei rapporti provenienti dal governo federale, la standardizzazione dei rapporti, l’aumento della raccolta e dell’analisi e una procedura semplificata per il vaglio di tutti questi rapporti rispetto a una vasta gamma di dati importanti in possesso del governo degli Stati Uniti, consentiranno un’analisi più sofisticata degli UAP che probabilmente approfondirà la nostra comprensione. Alcuni di questi passi richiedono l’utilizzo di notevoli risorse e necessiterebbero di ulteriori investimenti.

 

RAPPORTI DISPONIBILI IN GRAN PARTE NON CONCLUSIVI

 

I dati limitati lasciano la maggior parte degli UAP inspiegati

I dati limitati e l’incoerenza nella segnalazione sono problemi chiave per valutare gli UAP. Non esisteva alcun meccanismo di segnalazione standardizzato finché la Marina non ne ha stabilito uno nel marzo 2019. L’Aeronautica ha successivamente adottato quel meccanismo nel novembre 2020, ma rimane limitato alla segnalazione che competono al governo degli Stati Uniti. Durante la sua ricerca L’UAPTF ha regolarmente recepito a livello aneddotico notizie su altre osservazioni che si sono verificate, ma che non sono mai state state riportate in modo formale o informale da quegli osservatori.

Dopo aver considerato attentamente queste informazioni, l’UAPTF si è concentrato soprattutto sui rapporti che hanno coinvolto gli UAP osservati in prima persona da piloti militari e che sono stati registrati da sistemi che abbiamo considerato affidabili. Questi rapporti descrivono eventi avvenuti tra il 2004 e il 2021, la maggior parte dei quali negli ultimi due anni, quando il nuovo meccanismo di segnalazione è diventato più noto alla comunità dell’aviazione militare. Siamo stati in grado di identificare con alta attendibilità uno degli UAP segnalati. In quel caso abbiamo identificato l’oggetto come un grande pallone che si stava sgonfiando. Gli altri rimangono inspiegati.

– 144 rapporti provenivano da fonti USG. Di questi, 80 rapporti hanno coinvolto l’osservazione con sensori multipli.

  • La maggior parte dei rapporti ha riguardato UAP che hanno interrotto sessioni di addestramento o altre attività militari.

 

Problemi per la raccolta di dati sugli UAP

Preconcetti socioculturali e limitazioni dei sensori rimangono ostacoli alla raccolta di dati sugli UAP. Anche se alcuni problemi tecnici – come ad esempio come filtrare adeguatamente i segnali spuri dei radar per garantire la sicurezza del volo per gli aerei militari e civili – sono note da lunga data nell’ambito dell’aviazione, altre sono uniche per l’insieme degli UAP.

I racconti dei piloti operativi e degli analisti dell’esercito e dell’IC descrivono il poco interesse associato all’osservazione degli UAP, alla loro segnalazione o al tentativo di discuterne con i colleghi. Anche se gli effetti di questi preconcetti sono diminuiti man mano che i membri più anziani delle comunità scientifiche, politiche, militari e di intelligence si sono espressi seriamente sull’argomento in pubblico, il rischio di compromettere la propria reputazione può mantenere molti osservatori in silenzio, complicando la ricerca scientifica dell’argomento.

I sensori montati sulle piattaforme militari statunitensi sono tipicamente progettati per compiere missioni specifiche. Di conseguenza, questi sensori non sono generalmente adatti per identificare gli UAP.

I punti di osservazione dei sensori e il numero di sensori che osservano simultaneamente un oggetto giocano un ruolo sostanziale nel distinguere gli UAP dagli oggetti conosciuti e nel determinare se un UAP dimostra capacità aerospaziali straordinarie. I sensori ottici hanno il vantaggio di fornire alcune informazioni su dimensioni, forma e struttura. I sensori a radiofrequenza forniscono informazioni più accurate su velocità e portata.

 

Ma emergono alcuni modelli potenziali

Anche se c’era un’ampia variabilità nei rapporti e il set di dati è attualmente troppo limitato per consentire un’analisi dettagliata delle tendenze o dei modelli, c’è stato un certo raggruppamento delle osservazioni UAP per quanto riguarda la forma, la dimensione e, in particolare, la propulsione. Gli avvistamenti di UAP tendevano anche a raggrupparsi intorno ai campi di addestramento e collaudo degli Stati Uniti, ma valutiamo che questo può derivare da un pregiudizio di raccolta come risultato di un’attenzione focalizzata, un maggior numero di sensori di ultima generazione che operano in quelle aree, le aspettative delle unità coinvolte e le disposizioni di segnalare le anomalie.

 

E un pugno di UAP sembrano dimostrare una tecnologia avanzata

In 18 casi, descritti in 21 rapporti, gli osservatori hanno riferito modelli di movimento o caratteristiche di volo insolite degli UAP.

Alcuni UAP sembravano rimanere fermi nei venti in quota, muoversi controvento, manovrare bruscamente, o muoversi a velocità considerevole, senza mezzi di propulsione distinguibili. In un piccolo numero di casi, i sistemi degli aerei militari hanno calcolato l’energia di radiofrequenza (RF) associata agli avvistamenti di UAP.

L’UAPTF ha una piccola quantità di casi che sembrano mostrare UAP che mostrano accelerazioni o un certo grado di controllo della rotta. Sono necessarie ulteriori analisi rigorose da parte di più squadre o gruppi di esperti tecnici per determinare la natura e la validità di questi dati. Stiamo conducendo ulteriori analisi per determinare se si può provare la presenza di tecnologie fuori dall’ordinario.

 

GLI UAP PROBABILMENTE NON HANNO UNA SPIEGAZIONE UNICA

Gli UAP documentati in questo limitato gruppo di dati mostrano una varietà di comportamenti aerei, rafforzando la possibilità che ci siano più tipi di UAP che richiedono spiegazioni diverse. La nostra analisi dei dati supporta il concetto che, se e quando i singoli eventi UAP saranno risolti, essi cadranno in una delle cinque potenziali categorie esplicative: anomalie aeree, fenomeni atmosferici naturali, programmi di sviluppo del governo o dell’industria degli Stati Uniti, sistemi avversari stranieri, e una categoria residuale. Con l’eccezione di un caso in cui abbiamo determinato con alta sicurezza che l’UAP segnalato era un’anomalia aerea, in particolare un pallone che si sgonfiava, attualmente non abbiamo informazioni sufficienti nel nostro insieme di dati per attribuire agli altri casi delle spiegazioni specifiche.

Anomalie aeree: Questi oggetti includono uccelli, palloncini, veicoli aerei senza equipaggio (UAV), o detriti aerei come sacchetti di plastica che confondono la scena e influenzano la capacità di un operatore di identificare i veri obiettivi, cioè aerei nemici.

Fenomeni atmosferici naturali: I fenomeni atmosferici naturali includono cristalli di ghiaccio, umidità e fluttuazioni termiche che possono registrarsi su alcuni sistemi infrarossi e radar.

Programmi di sviluppo del governo o dell’industria degli Stati Uniti: Alcune osservazioni UAP potrebbero essere attribuibili a sviluppi e programmi segreti di enti statunitensi. Non siamo stati in grado di confermare, tuttavia, che questi sistemi rappresentassero uno qualsiasi dei rapporti UAP che abbiamo raccolto.

Sistemi avversari stranieri: Alcuni UAP potrebbero essere tecnologie impiegate da Cina, Russia, un’altra nazione o un’entità non governativa.

Altro: Anche se la maggior parte degli UAP descritti nel nostro insieme di dati probabilmente rimangono non identificati a causa di dati limitati o di difficoltà nel loro trattamento o analisi, potremmo aver bisogno di ulteriori conoscenze scientifiche per raccogliere, analizzare e caratterizzare con successo alcuni di essi. Raggrupperemmo tali oggetti in questa categoria in attesa di progressi scientifici che ci permettano di comprenderli meglio. L’UAPTF intende concentrare l’analisi supplementare sul piccolo numero di casi in cui un UAP sembrava mostrare caratteristiche di volo insolite o la gestione dei propri movimenti.

 

GLI UAP MINACCIANO LA SICUREZZA DEL VOLO E, FORSE, LA SICUREZZA NAZIONALE

Gli UAP rappresentano un pericolo per la sicurezza del volo e potrebbero rappresentare un pericolo più ampio se alcuni casi fossero interpretabili come un insieme di azioni sofisticate contro le attività militari degli Stati Uniti da parte di un governo straniero o se dimostrassero una tecnologia aerospaziale innovativa di un potenziale avversario.

 

Possibili pericoli nello spazio aereo

Quando i piloti si trovano in situazioni pericolose per la sicurezza, sono tenuti a segnalare questi problemi. A seconda della posizione, dell’intensità e del comportamento delle cause di pericolo durante i voli, in genere i piloti possono decidere di interrompere i loro test e/o l’addestramento e far atterrare i loro aerei, il che ha un effetto deterrente sulla segnalazione.

L’UAPTF ha 11 rapporti di casi documentati in cui i piloti hanno segnalato quasi incidenti con un UAP.

 

Potenziali problemi per la sicurezza nazionale

Attualmente non abbiamo dati che indichino che gli UAP facciano parte di un programma straniero o che siano indicativi di un importante progresso tecnologico da parte di un potenziale avversario. Continuiamo a cercare le prove di tali programmi, data la sfida di controspionaggio che rappresenterebbero, in particolare perché alcuni UAP sono stati rilevati vicino a strutture militari o ad aerei che trasportano i sistemi di sensori più avanzati dell’USG.

 

SPIEGARE GLI UAP RICHIEDERÀ UN INVESTIMENTO ANALITICO, DI RACCOLTA E DI RISORSE

Standardizzare le procedure di segnalazione, consolidare i dati e approfondire l’analisi

In linea con le disposizioni del Senate Report 116-233, che accompagna lo IAA per l’anno fiscale 2021, l’obiettivo a lungo termine dell’UAPTF è di ampliare la portata del suo lavoro per includere nella sua analisi ulteriori eventi UAP documentati da una fascia più ampia di personale e sistemi tecnici dell’USG. Con l’aumento del set di dati, migliorerà anche la capacità dell’UAPTF di impiegare l’analisi dei dati per individuarne le costanti. L’obiettivo iniziale sarà quello di impiegare intelligenza artificiale e algoritmi di apprendimento automatico per raggruppare e riconoscere somiglianze e modelli nelle caratteristiche dei dati. Man mano che il database accumulerà informazioni di oggetti aerei noti, come palloni meteorologici, palloni ad alta quota o ad alta perssione, e la fauna selvatica, l’apprendimento automatico potrà aggiungere efficienza pre-valutando i rapporti UAP per vedere se le caratteristiche corrispondono a eventi simili già presenti nel database.

L’UAPTF ha iniziato a sviluppare flussi di lavoro analitici e di elaborazione interagenti per garantire che, sia la raccolta sia l’analisi siano ben supportate da informazioni e coordinate.

La maggior parte dei dati UAP proviene dai rapporti della Marina statunitense, ma sono in corso sforzi tra i servizi militari degli Stati Uniti e le altre agenzie governative per standardizzare i rapporti sugli eventi e garantire che tutti i dati pertinenti siano raccolti rispetto a particolari eventi e qualsiasi attività degli Stati Uniti che potrebbe essere rilevante.

L’UAPTF sta attualmente lavorando per acquisire ulteriori rapporti, anche dall’U.S. Air Force (USAF), e ha iniziato a ricevere dati dalla Federal Aviation Administration (FAA).

Sebbene la raccolta di dati dell’USAF sia stata storicamente limitata, l’USAF ha iniziato un programma pilota di sei mesi nel novembre 2020 per raccoglierne nelle aree in cui è più probabile incontrare UAP e sta valutando come normalizzare la raccolta futura, la segnalazione e l’analisi in tutta l’aeronautica militare.

La FAA acquisisce i dati relativi agli UAP durante il normale corso della gestione delle operazioni di traffico aereo. La FAA generalmente raccoglie questi dati quando i piloti e altri utenti dello spazio aereo segnalano eventi insoliti o inaspettati all’organizzazione del traffico aereo della FAA.

Inoltre, la FAA monitora continuamente i suoi sistemi alla ricerca di anomalie, generando ulteriori informazioni che possono essere utili all’UAPTF. La FAA è in grado di isolare i dati di interesse per l’UAPTF e renderli disponibili. La FAA ha un programma di sensibilizzazione robusto ed efficace che può aiutare l’UAPTF a raggiungere i membri della comunità aeronautica per evidenziare l’importanza di segnalare gli UAP.

 

Espandere la raccolta

L’UAPTF è alla ricerca di nuovi modi per aumentare la raccolta in aree di concentrazione di UAP dove le forze statunitensi non sono presenti così come un modo per creare un modello “standard” di attività UAP e limitare la distorsione di raccolta dei dati. Una proposta è quella di utilizzare algoritmi avanzati per cercare i dati storici catturati e memorizzati dai radar. L’UAPTF prevede anche di aggiornare la sua attuale strategia di raccolta UAP tra le agenzie governative al fine di portare le piattaforme e i metodi di raccolta rilevanti dal DoD e dall’IC.

 

Aumentare gli investimenti in ricerca e sviluppo

L’UAPTF ha indicato che ulteriori finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo potrebbero favorire lo studio futuro degli argomenti esposti in questo rapporto. Tali investimenti dovrebbero essere guidati da una strategia di raccolta UAP, una tabella di marcia tecnica R&S UAP e un piano di programma UAP.

Nuovo numero della rivista “UFO”

È uscito il n. 45 di UFO – Rivista di informazione ufologica del CISU, che vede innanzitutto il cambio di direttore responsabile (come già segnalato) ed alcuni avvicendamenti nel gruppo redazionale. заявка потребительский кредит банк

Il fascicolo si apre con un articolo/editoriale di Paolo Fiorino ricco di riflessioni e ragionamenti sul come approcciare il fenomeno UFO o, meglio, su quanto ci si può spingere a inquadrare in schemi qualcosa che per sua natura risulta sfuggevole.

“Un ’laboratorio del vuoto’ per gli UFO. Lo stupor oltre e al di là della capacità negativa” non è però (o non solo) un articolo teorico e filosofico sull’ufologia: Fiorino fa emergere i suoi pensieri dallo studio degli avvistamenti, dalla sua ultraquarantennale esperienza sul campo, a contatto con i testimoni, e il discorso rimane sempre legato alla concretezza, alla fattualità degli avvenimenti.

Un altro articolo importante, questa volta legato all’attualità, è l’analisi della vicenda dei filmati della Marina militare statunitense che sono diventati, nel bene e nel male, uno degli argomenti più dibattuti degli ultimi anni. Marco Orlandi, da esperto appassionato di aeronautica, non si limita a ricostruire in modo minuzioso i termini della vicenda, ma la inquadra nel contesto prettamente militare nel quale si è sviluppata.

Ancora Fiorino completa la sua serie di articoli sulla ricerca ufologica “ufficiale” in Italia concentrandosi sul periodo 1971-1977, ossia gli anni che hanno preceduto la commissione creata in seno ai servizi di intelligence dell’Aeronautica militare, attiva ancora oggi. Si tratta di un testo  che dettaglia in modo preciso gli avvenimenti di quegli anni contestualizzandoli grazie ai ricordi in prima persona e ai documenti e alle testimonianze di quelli che, tra ufologi e militari, sono stati i protagonisti di quel periodo. L’articolo è accompagnato da una poderosa parte bibliografica, frutto del lavoro di costruzione di un imponente archivio sull’argomento: leggendo le note si rivive il clima estremamente vivace che ha accompagnato per tutti gli Anni 70 il crescendo di segnalazioni ufologiche, di appassionati che si avvicinavano alla ricerca e di interesse degli organi governativi. E soprattutto, nel ricostruire la storia dei fatti, l’autore fa piazza pulita una volta per tutte dei miti e delle dietrologie che sul coinvolgimento ufficiale in Italia sono state propagandate per troppo tempo.

Completano il numero (oltre ad aggiornamenti vari) un articolo di Bruno Mancusi sul folklore dei “dischi infuocati” e un intervento dell’ufologo spagnolo Josè Antonio Caravaca sulla “teoria della distorsione”, una riproposizione di un’ottica parafisica dopo cinquant’anni da Passport to Magonia. Come dimostrano le ultime uscite di Jacques Vallée, forse la teoria parafisica non è mai del tutto tramontata, ma lo scopo di riparlarne oggi, negli Anni Duemila, è quello di coglierne gli aspetti intriganti  e speculativi senza però dimenticarne i limiti, soprattutto dal punto di vista scientifico.

Passaporto per Magonia

Dopo 52 anni esce in traduzione italiana un classico dell’ufologia: “Passaporto per Magonia”, di Jacques Vallée. где можно взять кредитную карту без отказа

Lo pubblica la Venexia Editrice, che in passato aveva già tradotto altri quattro libri di Vallée e, più di recente, un altro classico come “L’esperienza UFO” di Joseph Allen Hynek.

Uscito negli Stati Uniti nel 1969, “Passport to Magonia – From Folklore to Flying Saucers” marcò un punto di svolta nell’ufologia, costituendo il lancio dell’ipotesi parafisica, secondo la quale gli UFO non erano velivoli di provenienza extraterrestre, ma la manifestazione (adattata al XX secolo) di un’intelligenza non umana, da sempre presente sul nostro pianeta in qualche sorta di realtà parallela, con incursioni e interferenze che si sarebbero manifestate in apparizioni religiose o incontri con esseri soprannaturali nel corso di tutta la storia umana. Punto di svolta ancor più clamoroso in quanto firmato da colui che negli anni precedenti era emerso come capofila dell’ufologia di orientamento scientifico: un astronomo francese emigrato negli USA e poi divenuto un informatico di primo piano.

Quel libro segnava al tempo stesso una svolta anche per il focus centrato su un sottoinsieme ben preciso degli avvistamenti UFO: gli atterraggi e quelli che solo più tardi vennero chiamati “incontri ravvicinati”. Fu proprio Vallée a sostenere che quella categoria di osservazioni costituiva il nocciolo duro del fenomeno, e pubblicarne in appendice a quel volume il primo catalogo mondiale (intitolato “Un secolo di atterraggi”), dando il via a un ampio filone di studi e cataloghi che ha costituito una parte essenziale dell’ufologia successiva, fino ad oggi.

A differenza di quasi tutte le edizioni successive alla prima (che l’avevano eliminata), questa traduzione italiana contiene anche quel lungo e famoso catalogo di 923 atterraggi, che occupa 170 delle 380 pagine che costituiscono il volume, cosa che da sola ne varrebbe il prezzo.

Come già per i precedenti titoli ufologici tradotti da Venexia, si tratta di un’iniziativa editoriale meritoria perché ripropone al pubblico italiano un testo seminale che, pur se datato, offre agli attuali appassionati dell’argomento  spunti di riflessione non banali e di potenziale utilità, tanto più che la maggior parte di loro si trova in una situazione non troppo diversa da quella in cui si trovava l’ufologia extraterrestrialista alla fine degli anni ’60.

Il limite dell’operazione sta nell’aver ripubblicato il libro senza una prefazione che lo contestualizzasse e senza una postfazione che lo aggiornasse spiegando quali sviluppi aveva prodotto dopo la sua pubblicazione. Ci sarebbe stato molto da dire, e la pubblicazione avrebbe avuto una terza ragione di preziosità.

 

Aeronautica italiana e OVNI

Una sola nuova segnalazione di UFO è stata riportata nel mese di gennaio all’Aeronautica Militare Italiana. интернет заявки на дебетовую карту

Il Reparto Generale Sicurezza continua infatti la sua attività di raccolta e analisi delle segnalazioni di oggetti volanti non identificati (OVNI) che di solito vengono pubblicate annualmente sotto forma di breve elenco sul sito web www.aeronautica.difesa.it.

Come abbiamo già rilevato in passato, a differenza di altri Paesi i totali annuali dei casi UFO ricevuti dall’ente pubblico italiano sono sempre stati di gran lunga inferiori a quelli raccolti dalle associazioni ufologiche. In teoria l’ufficio dell’Aeronautica dovrebbe essere il referente per le osservazioni di provenienza militare,  aeronautica in particolare. Nella pratica, i pochi casi raccolti ogni anno giungono dalle fonti più diverse, e le analisi preliminari effettuate (controllo della presenza di velivoli in volo o di palloni meteorologici lanciati dalla stessa Aeronautica) sembrano il più delle volte inadeguate o addirittura inutili, in quanto svolte al di fuori di un processo di studio complessivo degli avvistamenti.

D’altra parte è questo una sorta di “peccato originale” che l’RGS si porta dietro fin da quando nel 1979 l’arma aeronautica venne  incaricata di raccogliere i casi, non di studiarli, non essendo neppure mai stata dotata delle necessarie risorse.

Negli ultimi anni, il 2017 ha registrato il record negativo in assoluto: zero casi nell’annata, cosa mai accaduto prima. Gli anni successivi si sono invece allineati a quelli precedenti: 5 segnalazioni nel 2018, 6 nel 2019 e solamente 2 nel 2020.

Perlopiù si tratta di osservazione di luci. Delle 13 segnalazioni sopra indicate solo due sono da parte di testimoni militari, e nessuna è pervenuta da personale operativo presso siti militari o da piloti in volo.

Tutti gli avvistamenti sono archiviati con la formula «Sulla base dei dati raccolti presso gli Enti preposti alla forza armata, l’evento non è associato ad attività di volo o di radiosondaggio ed è stato pertanto catalogato come O.V.N.I».

Non bisogna però (o comunque?) lasciarsi trarre in inganno da queste parole: il fatto che siano espletate queste due  verifiche di routine (sempre le stesse) ci dice ben poco sull’effettiva identificabilità o meno dei singoli avvistamenti.

Quando ad esempio la descrizione è palesemente riferibile ad un lancio di “lanterne cinesi”, sulla base della semplice descrizione testimoniale, il controllo delle rotte aeree o dei lanci delle radiosonde è completamente irrilevante, per non dire fuorviante.