“Musiné, una montagna di folklore”

Il Musiné è un piccolo monte che si trova a pochi chilometri da Torino ed è da sempre un luogo ricco di tradizioni, leggende e fascino misterioso.

Ma il Musiné, negli ultimi decenni, è soprattutto diventato il monte degli UFO per antonomasia, guadagnandosi una fama che ha superato di molto l’ambito locale.

Sul Musiné sono stati scritti diversi libri e centinaia di articoli che, più che cercare di presentare ed analizzare i fatti, hanno perlopiù contribuito ad accrescerne la leggenda e l’alone di mistero. Fast cash loans online and get a lending decision in minutes.

Paolo Fiorino si occupa del Musiné da sempre, e in cinquant’anni di interesse ufologico ha raccolto sulla montagna “magica” una quantità di documentazioni, testimonianze, indagini che non ha eguali. Si tratta di un dossier imponente che comprende tutto quanto è stato pubblicato sull’argomento, ma soprattutto un’ampia raccolta di dati e di analisi, frutto di un continuo lavoro di indagine sul campo: sopralluoghi, interviste, contatti con chi è stato protagonista di qualsiasi fatto accaduto su quel monte o nei suoi dintorni.

“Musiné, una montagna di folklore” è il risultato di questi decenni di lavoro e ne ripercorre la storia, dall’antichità ai giorni nostri, analizzando uno ad uno tutti i fatti veri o leggendari che si sono succeduti, con particolare riguardo al rapporto con gli UFO e con gli ufologi.

Il legame di Fiorino con il Musiné è anche un percorso personale (rappresentativo di un’intera generazione di appassionati di ufologia) che ci racconta come, negli anni, l’interesse adolescenziale per gli UFO sia diventato uno studio serio, animato da una ferma volontà di capire, di informarsi, di andare oltre le apparenze, di cercare delle verità a volte non facili da accettare.

Ecco come l’autore stesso presenta il suo volume.

«Un ulteriore libro sul monte Musiné. A che pro?, sarà la domanda che non pochi si faranno. Non è già stato scritto tutto? Sì, proprio questo è il dilemma: molto, tanto, troppo, di tutto è stato scritto, ma soprattutto di più.

Il Musiné richiama tante suggestioni. Il fascino, il fascinoso, il mistero e il numinoso. L’alterità, l’altro, l’extraterrestre, l’alieno e non a caso è considerato il monte degli UFO all’interno del quale sarebbe celata una loro base. Ma richiama anche i mercanti dell’occulto, l’esoterico e lo spirituale con tutti i suoi intricati meandri. E’ la montagna magica e incantata, ma anche degli imbrogli plasmati negli ingredienti fondamentali del gusto della burla e delle teorie della cospirazione da cui, pur volendo, non possiamo né vogliamo prescindere. In altre parole un monte leggendario per eccellenza, di fatto una montagna di miti e leggende. Di ieri e di oggi. In ogni frangente narrazioni che suscitano stupore e meraviglia. Incantamento. Avremo così modo di constatare con mano che il Musiné è tanto, metaforicamente tutto, fuorché ciò che gli si attribuisce.

In questo avvincente cammino risaliremo alle origini del mito con considerazioni e dati finora sconosciuti ai più, addentrandoci con dovizia di particolari in ogni singolo aspetto che lo riguarda.

Il Musiné, infatti, non è solo UFO, ma racchiude nelle proprie viscere “culturali” tutto quel coacervo, quella cornucopia di misteri “collaterali”, per così dire, che chiunque si sia occupato di UFO ha incontrato prima o poi sul proprio cammino. Il Musiné è leggenda, è folklore, è magia nera e culti satanici. È esoterismo, è abductions, è paleoastronautica, è criptozoologia. È UFO-crash, è contattismo, è incontri ravvicinati. È la “montagna incantata”, massimo simbolo di una Torino notoriamente e tradizionalmente considerata “città magica”. È un catalizzatore di interesse per la carta stampata e, di recente, per il web e i social. Ed è cultura, con il suo “coinvolgimento” nella letteratura, nell’arte, nella musica, nel cinema, nel mondo dell’infanzia e, addirittura, nella questione NO-TAV. Il Musiné è una Magonia di valleiana memoria. Ed è tanto altro».

 

Sono tutte sfaccettature che l’autore è riuscito a sviscerare con dovizia di particolari, senza trascurare alcun aspetto della materia, producendo oltre quattrocento ampie pagine (formato A4) riccamente illustrate, la cui lettura fluisce tuttavia in maniera coinvolgente, senza mai stancare, e ci trasporta in quel mondo che tanto ha affascinato per decenni tutti noi ufologi, come pure affascinerà tutti gli appassionati e i curiosi che si immergeranno nel racconto offerto da questo volume.

 

Musiné – Una Montagna di folklore (464 pagine), Edizioni UPIAR, Torino 2024
è acquistabile esclusivamente sul negozio on line Upiar Store

Un nuovo libro su Kolosimo presentato al Senato

 

Venerdì 15 dicembre a Roma presso la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, ospite del Senato della Repubblica, si è tenuta la presentazione del libro “PK – 100 anni di Peter Kolosimo”, costituito dagli atti del convegno su Peter Kolosimo svoltosi nella stessa data dell’anno scorso.

Organizzato dal Movimento Universitario Altoatesino (MUA), il convegno si era tenuto a Bolzano nel centesimo anniversario della nascita di Kolosimo, con la partecipazione come relatori di diversi nostri soci. I testi di quegli interventi sono stati ora raccolti in un volume, curato da Alessandra Kolosimo e Edoardo Russo, con capitoli firmati anche da Piero Bianucci, Stefano Bigliardi, Fabio Camilletti, Marco Ciardi, Giulia Iannuzzi, Mirko Molteni, Beppe Mora, Caterina Serafin Kolosimo, Stefano Zuliani.

Il convegno aveva costituito la chiusura dell’”anno kolosimiano” organizzato dal Centro Italiano Studi Ufologici, apertosi con la nostra pubblicazione in aprile dell’antologia di articoli “UFO: destinazione Terra” (a cura di Roberto Labanti e Edoardo Russo), proseguito con una tavola rotonda al Salone internazionale del libro in maggio, un convegno al Museo del fantastico in ottobre, la pubblicazione dell’”Almanacco della fantarcheologia” (curato da Fabio Camilletti con testi di Marco Ciardi, Paolo Fiorino, Roberto Labanti, Edoardo Russo) nel mese di novembre.

La presentazione del volume “PK 100” nei locali della Presidenza del Senato, con la partecipazione dei curatori e di alcuni fra gli autori, è avvenuta su iniziativa del senatore Luigi Spagnolli, che l’ha anche introdotta, in collaborazione col MUA e con l’Università Popolare di Roma, ed è visionabile la registrazione fatta dalla web TV del Senato.

Compie 50 anni il più famoso caso radar-visuale italiano

Caselle 1973: radar e aerei a caccia di UFO
Cosa ne sappiamo dopo cinquant’anni?

 

Esattamente 50 anni fa, nei cieli sopra la città di Torino si svolse uno dei più noti casi aero-radar-visuali dell’ufologia italiana.

Il 30 novembre 1973, poco prima delle ore 19,  molti osservatori da terra e i piloti di alcuni aerei in in fase di atterraggio all’aeroporto di Caselle osservarono una forte luce bianca in cielo, mentre gli operatori di due diversi radar rilevarono la presenza di echi anomali sui loro schermi. quick online loans.

Il pilota di un piccolo aereo privato venne indirizzato all’inseguimento della luce, tentando inutilmente di raggiungerla per alcuni minuti, per poi rinunciare e tornare indietro prima di finire il carburante.

L’avvistamento ebbe una vasta risonanza sui giornali, alla radio e in televisione, anche oltre i confini nazionali.

Negli anni successivi ne parlarono riviste e libri specializzati, in Italia e all’estero, quasi sempre sulla base di informazioni di seconda mano.

Solo molti anni dopo è stato possibile esaminare la documentazione ufficiale, declassificata dall’Aeronautica Militare italiana su richiesta del Centro Italiano Studi Ufologici, che ha anche condotto un’ampia indagine retrospettiva sul caso, coordinata da Paolo Fiorino, rintracciando e intervistando direttamente quasi tutti i protagonisti noti della vicenda (piloti, radaristi ed altri militari coinvolti a vario titolo).

Oltre a quanto a suo tempo pubblicato sulla nostra rivista, successivamente è stato svolto anche un lavoro di analisi e approfondimento, che non ha portato a risposte definitive: a distanza di cinquant’anni il caso rimane uno dei più interessanti avvenuti nel nostro paese.

Una ricostruzione schematica ma dettagliata dei fatti e delle informazioni si può leggere nell’articolo di Edoardo Russo (tratto da una più lunga presentazione in due parti) che pubblichiamo in occasione dell’anniversario.

Una presentazione audiovisiva è inoltre visionabile sul nostro canale YouTube.

 

Nuovo direttivo e nuovo presidente del CISU

L’assemblea degli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici ha eletto un nuovo consiglio direttivo il 18 novembre 2023.

In occasione della consueta assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, come avviene con cadenza biennale è stato eletto il consiglio direttivo per il periodo 2023-2025, nelle persone dei soci Marco Bianchini, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Stefano Innocenti, Edoardo Russo.
Il consiglio direttivo ha nominato Marco Bianchini come nuovo presidente del CISU.

Bologna, 18 novembre – “L’ufologia al tempo degli UAP”

Il 38° Convegno nazionale di ufologia, organizzato come ogni anno dal Centro Italiano Studi Ufologici, si svolgerà a Bologna sabato 18 novembre 2023.

L’incontro, che dopo tre anni di convegni “virtuali” sarà nuovamente in presenza, avrà come titolo L’ufologia al tempo degli UAP – Lavori in corso, aperture ufficiali  e nuovi organismi per affrontare nuovi e vecchi UFO”.

L’ultimo convegno tenutosi dal vivo, proprio a Bologna nel 2019, era stato dedicato agli “UFO del Pentagono” analizzando la fase iniziale del coinvolgimento nello studio degli UFO/UAP da parte degli enti pubblici statunitensi.

Dopo quattro anni, quella che sembrava un’iniziativa poco più che embrionale si è trasformata in una realtà concreta ed importante con l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO), che si sta mostrando come una vera e propria versione Anni 2000 dello storico Project Blue Book. A questo si sta ora aggiungendo il coinvolgimento – questo invece del tutto inedito – del mondo scientifico, rappresentato della NASA, con prospettive dalle potenzialità notevoli.

Siamo quindi nel pieno dell’era degli UAP, anche se non deve sfuggire che dietro la nuova sigla e i nuovi organismi di studio quello che troviamo sono pur sempre i nostri vecchi UFO, accompagnati da tutte le problematiche, le contraddizioni e gli spunti di interesse con i quali l’ufologia ha cercato di confrontarsi in oltre sette decenni.

Nel convegno di Bologna si parlerà quindi degli sviluppi continui e tumultuosi di questa nuova ufologia “ufficiale”, ma non perdendo di vista gli studi e gli approfondimenti che il nostro centro conduce da tempo e che, anzi, risultano ancora più interessanti da proporre oggi, a fronte di una sorta di “rigenerazione” dell’argomento e della sua immagine pubblica.

Parleremo quindi di lavori in corso e di progetti futuri, oltre che del rinnovato interesse per l’argomento ufologico che gli UAP stanno generando.

L’incontro, con inizio alle ore 15, è come sempre gratuito ed è aperto a tutti gli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici. I non associati che desiderassero partecipare possono farne richiesta alla segreteria del CISU (cisu@ufo.it).

È inoltre previsto un collegamento in streaming attraverso la piattaforma Zoom Meeting (con modalità comunicate dalla segreteria ai nostri soci e collaboratori). Alcune delle relazioni del convegno saranno successivamente rese disponibili sul canale YouTube del CISU.

 

NASA: i dettagli della commissione di studio e la nomina di un direttore

UN DIRETTORE PER GLI STUDI UAP DELLA NASA

In un briefing tenutosi il 14 settembre 2023 per discutere il primo rapporto pubblico del suo Gruppo di Studio Indipendente  sugli UAP (UAPIST), i dirigenti della NASA hanno annunciato la nomina di Mark McInerney a direttore del programma di ricerca UAP.

McInerney dal 1996 ha ricoperto vari incarichi presso il Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, nel Maryland, l’Amministrazione nazionale per l’oceano e l’atmosfera e il Centro nazionale degli uragani. In precedenza ha svolto il ruolo di collegamento della NASA con il Dipartimento della Difesa per le attività di ricerca sugli UAP.

Nel ruolo di direttore avrà l’obiettivo di creare un database per la valutazione dei futuri casi UAP coordinando le comunicazioni, le risorse e le capacità di analisi dei dati della NASA e sfruttando anche l’esperienza nell’intelligenza artificiale, nell’apprendimento automatico e negli strumenti di osservazione.

Qui trovate il testo completo del comunicato stampa della NASA.

E’ interessante notare come il responsabile della commissione indipendente (UAPIST) per la NASA, Daniel Evans, in un primo tempo avesse segnalato che non avrebbero comunicato immediatamente il nome del direttore per non esporlo alle molestie e minacce che avevano avuto come oggetto alcuni degli esperti membri della commissione stessa.

«Alcune delle minacce e delle molestie sono state francamente oltre ogni limite nei confronti di alcuni dei nostri relatori», ha rimarcato Evans. «La scienza deve essere libera, la scienza deve sottoporsi a un processo reale, rigoroso e razionale e per poterlo fare è necessaria la libertà di pensiero».

Questo è uno degli aspetti che è stato più volte sottolineato nel corso dell’incontro pubblico svoltosi il 31 maggio scorso e trasmesso on line in diretta. L’altro tema più volte ripetuto è stato quello di ridurre o eliminare (“destigmatizzare”) il discredito che caratterizza lo studio degli UAP/UFO.

Che l’argomento sia da sempre accompagnato da un certo scetticismo, spesso condito da ironie e ridicolizzazioni, è un fatto che ben conosciamo da sempre. Certamente stupisce che, ancora oggi, quando gli UFO sono stati da tempo “sdoganati” presso l’opinione pubblica, ci sia ancora negli Stati Uniti un atteggiamento così fortemente contrario da sfociare in quelle che vengono ben più seriamente definite come “molestie” e “minacce”.

 

LA COMMISSIONE INDIPENDENTE

Per capire come si è arrivati a questo importante coinvolgimento della NASA nello studio degli UFO/UAP, occorre fare un passo indietro all’ottobre del 2022, quando è stata istituita una commissione indipendente con lo scopo di «esaminare gli UAP da una prospettiva scientifica, concentrandosi su come la NASA può utilizzare i dati e gli strumenti della scienza, per portare avanti la conoscenza sull’argomento».

Pochi giorni prima dell’ufficializzazione dell’organismo, che iniziò i suoi lavori il 24 ottobre 2022, il responsabile del progetto per la NASA, Daniel Evans, partecipò in videoconferenza al seminario “CAIPAN 2” organizzato a Tolosa dal suo omologo francese, il GEIPAN (Gruppo di studio e informazione sui fenomeni aerospaziali non identificati), che opera in seno al Centre National d’Etudes Spatiales. (Una sintesi in italiano del suo intervento è stata presentata nel corso del 37° Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU il  26 novembre 2022: è disponibile la registrazione video di quella presentazione)

In quell’occasione Evans presentò l’iniziativa con alcuni particolari significativi. Innanzitutto per la NASA si trattava di quella che lui stesso definì un’operazione «ad alto rischio e ad alto rendimento, con un prezzo modesto e con un rischio di fallimento accettabile», paragonandolo al drone Ingenuity utilizzato dal rover Perseverance nell’ambito della missione Mars 2020 della NASA: anche in quel caso veniva accettato il rischio che non desse i risultati sperati in cambio delle risorse limitate investite su di esso.

Evans spiegò poi che la NASA si sarebbe coordinata con tutte le componenti del governo degli Stati Uniti attraverso l’“All-domain Anomaly Resolution Office”(AARO), sottolineando però che i due gruppi avevano diversi obiettivi: la NASA si sarebbe concentrata sugli aspetti scientifici, l’AARO su quelli legati alla sicurezza nazionale.

Dopo aver elencato le otto domande alle quali la commissione ha poi risposto nel suo rapporto finale, Evans ha spiegato da quale tipo di esperti sarebbe stata composto il team. «I membri del gruppo di studio provengono in gran parte da università e da operatori privati con sede negli Stati Uniti. Il team è composto da esperti in: astrofisica, big data, intelligenza artificiale e machine learning, astrobiologia, osservazioni della Terra dallo spazio, sicurezza dello spazio aereo, fisica dei sensori, fisica atmosferica, astronautica».

Questo elenco aiuta a comprendere il ragionamento che ha portato alla scelta dei 16 esperti che per nove mesi si sono confrontati sull’argomento.

Mentre abbiamo già dato conto del rapporto finale dello UAPIST, vale la pena soffermarsi ancora sulla riunione pubblica del 31 maggio 2023 (non una conferenza, ma una vera e propria sessione di lavoro aperta) per valutare il percorso che ha condotto la NASA a decidere di essere coinvolta in uno studio ufficiale sugli UAP.

Come abbiamo già scritto, il Centro Italiano Studi Ufologici ha dedicato due serate in videoconferenza, per un totale di oltre 6 ore, durante i quali Fabrizio Massi ha presentato, sintetizzato e analizzato per i nostri soci il workshop del 31 maggio, con una terza serata di discussione tecnica e storica.

Per una versione più sintetica di quella riunione, ci affidiamo ora all’amico Baptiste Friscourt (redattore capo del sito UAP Check) che ha riepilogato gli interventi dei vari componenti e le risposte alle domande giunte in diretta dal pubblico, in un suo lungo e dettagliato articolo intitolato “La NASA scopre che gli UAP esistono”.

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La NASA studierà gli UFO

Se la notizia dell’istituzione di una commissione militare di studio sugli UFO/UAP da parte degli Stati Uniti  (l’AARO, All-domain Anomaly Resolution Office) ha rappresentato un passaggio epocale nella recente storia dell’ufologia, il coinvolgimento della National Aeronautics and Space Administration (NASA), forse il più importante organismo al mondo di studio scientifico della Terra e dello spazio, è qualcosa che va oltre, che apre davvero una nuova pagina per il modo di considerare gli UFO e il loro studio

Facendo un passo indietro, già la legge che, alla fine del 2021, dava il via alla costituzione di un organismo di studio degli UAP in seno al Ministero della Difesa statunitense segnalava la possibilità di coinvolgere, oltre alle risorse del Pentagono e dell’amministrazione americana, le altre agenzie governative in grado di fornire un aiuto alla ricerca.

Questa possibilità si è concretizzata nella primavera dello scorso anno con l’istituzione da parte della NASA di una commissione indipendente formata da 16 esperti di vari rami scientifici, alla quale venne affidato il compito di valutare dati, informazioni e metodologie a disposizione per affrontare lo studio degli UAP ed analizzare la possibilità e l’opportunità del coinvolgimento della NASA stessa.

Come noto, dopo circa un anno di lavoro, la commissione ha tenuto una sessione pubblica, trasmessa in diretta il 31 maggio 2023, durante la quale i vari esperti hanno espresso il loro punto di vista e si sono confrontati sulle strategie da mettere in atto.

Il passo successivo e conclusivo dei lavori di questa commissione è stato, a settembre, la redazione di un documento finale di sintesi ed indirizzo nel quale sono stati espressi i motivi per i quali è stato ritenuto utile – se non fondamentale – l’apporto della NASA agli studi sugli UAP.

Pochi giorni dopo la pubblicazione del rapporto (reso disponibile al pubblico QUI secondo al linea di trasparenza che vuole caratterizzare tutti i passaggi di questo nuovo coinvolgimento “ufficiale”) è stato nominato un direttore del futuro progetto di studio NASA che si coordinerà con la commissione militare (denominata appunto “Commissione per la risoluzione delle anomalie in qualsiasi ambiente”).

È evidente l’importanza della discesa in campo della NASA in un ruolo diretto di ricerca in coordinamento con l’AARO, o forse addirittura come supervisore della commissione stessa. Si tratta infatti della più importante interazione tra il mondo della scienza e l’ufologia, forse più significativa dell’istituzione, nel 1977, del GEPAN (poi GEIPAN) in Francia, e dalle prospettive ben diverse rispetto allo studio dell’Università del Colorado (la “Commissione Condon”, 1968-1969) sui dati raccolti dal Project Blue Book.

Oggi infatti siamo di fronte a quello che viene presentato come un tentativo di studio su basi scientifiche, focalizzato a cercare la spiegazione degli avvistamenti UFO nella massima trasparenza e condivisione delle informazioni.

Come CISU stiamo da tempo seguendo i vari sviluppi che negli Stati Uniti lo studio ufologico ha avuto e sta avendo a livello di politica, governo, difesa e scienza, con articoli, conferenze e convegni fin dal 2019.
Proprio sul versante scientifico costituito dalla NASA,  a luglio abbiamo dedicato due conferenze rivolte ai nostri soci attraverso la piattaforma Zoom Meeting, per un totale di oltre 6 ore, durante i quali Fabrizio Massi ha presentato, sintetizzato e analizzato il workshop del 31 maggio della commissione indipendente istituita dalla NASA, alle quali è poi seguito  un terzo incontro di discussione tecnica e storica.

Un’altra serata, curata da Edoardo Russo lo scorso 6 settembre e poi pubblicata su YouTube, è stata invece dedicata  a riassumere e commentare l’udienza parlamentare tenutasi il 26 luglio circa le implicazioni  degli UAP sulla sicurezza nazionale e la trasparenza amministrativa presso l’apposita sottocommissione  della Camera dei Rappresentanti americana

Vista l’importanza di questi passaggi, rendiamo disponibile  la traduzione integrale in italiano del documento redatto dal gruppo di studio della NASA sugli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena Independent Study Team) che ad oggi è probabilmente il più autorevole e significativo elaborato mai redatto sugli UFO e sulla possibilità di un loro studio scientifico.

 

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Nella foto in alto: i componenti del gruppo di studio della NASA che hanno partecipato al seminario pubblico del 31 maggio 2023
Nella foto in basso:la copertina del rapporto pubblicato il 14 settembre 2023

UFO in Calabria: il catalogo dei casi

E’ fresca di stampa presso le Edizioni UPIAR la seconda edizione del catalogo regionale dei fenomeni ufologici e para-ufologici “UFO in Calabria”, curato da Pietro Torre.

Si tratta dell’ultimo arrivo fra i cataloghi regionali o provinciali di avvistamenti che il Centro Italiano Studi Ufologici realizza da molti anni, sulla base di uno specifico progetto di raccolta, archiviazione e catalogazione iniziato nel 1981.

I 454 casi di osservazioni UFO presenti nella prima edizione (2007) sono diventati 1.164,  ognuno con un resoconto dei fatti,  l’indicazione di tutte le fonti documentarie ed una valutazione circa attendibilità e stranezza.

Il volume conta 300 pagine e può essere acquistato sulla libreria ufologica on line UPIAR Store. 

Prefazione e introduzione del libro possono essere lette qui.

 

10 anni di Ufo Museum

Ha compiuto dieci anni il primo (e finora unico) museo sugli UFO esistente in Italia.

Inaugurato ad agosto del 2013, si trova a Bagnoregio (Viterbo). E’ stato ideato e realizzato da Giancarlo D’Alessandro, medico e ufficiale in congedo dell’Aeronautica Militare, ufologo di lunga data (socio del CISU dal 1986 al 2017), ma soprattutto uno dei maggiori collezionisti italiani di “oggettistica ufo”.

Oltre a effettuare non poche indagini su avvistamenti (soprattutto di piloti, nell’ambito del Progetto Aircat), in oltre 40 anni D’Alessandro ha raccolto non solo una ricca collezione di letteratura ufologica ma anche migliaia di oggetti (dai giocattoli ai fumetti, dalla pubblicità al packaging commerciale)  provenienti da tutto il mondo, che testimoniano l’impatto sociale e visivo che l’immagine e l’idea del “disco volante” prima e dell’UFO poi hanno avuto e hanno nella società e sulla cultura popolare a partire dal secondo dopoguerra.

L’UFO Museum  non ha scopo di lucro ma è frutto della passione e dell’impegno del suo creatore e curatore. L’ingresso è gratuito.

La visita è possibile su prenotazione, telefonando al numero 335.6832143 o scrivendo a Giancarlo D’Alessandro . Maggiori info su: Facebook
Anteprima video su Youtube

I fatti salienti del 2022 in Europa

Il Center for UFO Studies è la storica organizzazione americana a lungo diretta dall’astronomo  J. Allen Hynek e  rappresenta il punto di riferimento per l’ufologia scientifica americana. Gli attuali componenti del CUFOS   si incontrano una o due volte all’anno per scambiarsi informazioni e documentazione.

 

L’ultima riunione si è tenuta sabato 20 maggio, con un collegamento da remoto che quest’anno per la prima volta è stato esteso ad alcuni ufologi europei che fanno parte del collettivo EuroUfo.net

Per l’occasione il Centro Italiano Studi Ufologici aveva  chiesto ai colleghi  europei di indicare quale fatto o evento saliente ritenessero quello principale dell’anno 2022 nel loro paese,  allo scopo di fornire ai colleghi americani una breve presentazione riassuntiva, la cui versione in italiano è visionabile sul canale YouTube del CISU.

La domanda era: “se vi venisse chiesto di dire quale evento UFO o ufologico (notizia, studio, pubblicazione, avvistamento, incontro) sia stato quello più importante o rilevante nel vostro paese nel 2022, quale scegliereste?”

Hanno risposto una decina di esponenti delle varie organizzazioni ufologiche europee.

Per il Belgio, il fatto saliente  è stato il conferimento del Premio “La sesta vite”, messo annualmente in palio dall’organizzazione STEPP per premiare chi meglio studia  in maniera scientifica i fenomeni misteriosi: il premio è stato conferito agli ufologi del Belgisch UFO-Meldpunt, che per la parte di lingua fiamminga di quel paese  raccoglie e analizza testimonianze di avvistamento, raccogliendole poi  un rapporto annuale.

 

 

 

Per  la Danimarca è stata la pubblicazione di un libro da parte del SUFOI (Skandinavisk UFO Information), intitolato “Gli X-files danesi” a firma di Ole Henningsen, che dal 2019 ha esaminato gli archivi ufologici dell’Aeronautica Militare di quel paese.

 

 

Il fatto ufologico più importante del 2022 in Francia  è stato indubbiamente il seminario CAIPAN-2, organizzato dal noto  Gruppo di studio sui fenomeni aerospaziali non identificati (GEIPAN) che opera all’interno del Centro nazionale di studi spaziali (CNES) per raccogliere le testimonianze di cittadini francesi,  le analizza  e pubblica i risultati. Si è trattato della seconda edizione di questo convegno a porte chiuse, riservato a un centinaio di scienziati, tecnici e  ufologi di orientamento scientifico, prevalentemente francesi  ma con la presenza e la partecipazione anche di ufologi e scienziati  europei e americani.

 

Per la Germania la scelta è invece caduta sul convegno organizzato per il cinquantesimo anniversario dalla costituzione del GEP (Società per la ricerca sui fenomeni UFO).

 

 

 

 

Il fatto più rilevante avvenuto in Italia nel 2022 a livello di pubblico e mass media è stata la pubblicazione del romanzo “Ufo 78”  firmato dal collettivo autoriale Wu Ming:  oltre 500 pagine che intorno agli UFO forniscono  un ritratto di quell’anno eccezionale sotto il profilo storico, sociale, antropologico, culturale e politico che fu il 1978, incorporando fatti,  personaggi ed eventi ufologici di quel periodo, con un successo commerciale amplificato da una serie di conferenze di presentazione in tutta Italia.

 

 

 

I colleghi del Norsk UFO Senter sono rimasti indecisi su quale indicare come fatto principale dell’anno scorso in Norvegia: se la mostra fotografica che a febbraio hanno organizzato e che ha avuto un enorme successo di pubblico in quel paese e un risalto mediatico senza precedenti o invece la presentazione di una tesi di secondo livello universitario che ha avuto per oggetto proprio  la storia dell’ufologia norvegese

 

 

Anche  per la Spagna è stato suggerito un libro, per la precisione la “Storia culturale degli UFO in Spagna” dal 1950 al 1990, a firma di Ignacio Cabria.

 

 

 

 

Parlando infine della Svezia, il fatto più clamoroso del  2022 è stata la realizzazione e la messa in onda su Netflix di un film a tema ufologico intitolato “UFO Sweden”, ovvero esattamente il nome dell’organizzazione ufologica nazionale svedese: non un documentario ma una storia per certi versi simile al film Incontri ravvicinati del terzo tipo dove però oltre a testimoni ed eventi ufologici fanno una parte di primo piano proprio gli ufologi dell’associazione svedese, con la loro sede e con le attività effettivamente svolte. Anche in questo caso si tratta della celebrazione di un cinquantennale di attività ufologica ininterrotta.