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Gli effetti causati da lanci di missili: altri casi e caratteristiche generali

Con una notizia pubblicata su questo sito il 26 gennaio ci eravamo occupati dei complessi fenomeni causati dal lancio nell’alta atmosfera o verso lo spazio esterno di vari tipi di razzi e di vettori missilistici.  Ci eravamo però soffermati in particolare sugli studi concernenti fatti di questo tipo risalenti ai decenni passati, sino a risalire agli anni ’60 del secolo scorso.

Oggi torniamo sull’argomento per aggiornarvi sugli studi di ultima generazione. Vi forniamo altri strumenti di valutazione per eventuali fatti futuri e diverse analisi concernenti il quadro di questi ultimi anni.

Dobbiamo ancora una volta al ricercatore aerospaziale americano James Oberg tutti questi sussidi, che come ufologi di orientamento scientifico vi invitiamo a scaricare senza indugio.

Cominciamo con uno studio reperibile qui. Prende spunto da un caso recente di questo genere, quello che la sera del 7 novembre 2015 ha avuto per scena la costa pacifica degli Stati Uniti. E’ però un documento che va oltre l’episodio contingente, perché fornisce molti elementi generali concernenti la dinamica di questi tipi di eventi, ad esempio quelli riguardanti la geometria dei lanci (esempio: perché i missili, al contrario delle aspettative, non vanno in linea retta verso l’alto?)

Un saggio ulteriore di Oberg riguarda l’osservazione di una “spirale ascendente” comparsa nel cielo della regione russa di Tomsk nel 2006. Esso è occasione per spiegare le modalità con le quali si formano le “spirali”, questo genere di effetti sconcertanti che possono dar luogo a spettacoli di grande bellezza e di quasi assoluta perfezione di forme.

Un altro scorcio speciale è quello offerto dalla presentazione di ciò che accadde nei cieli della Siberia nel pomeriggio del 23 dicembre 2011, quando il grande satellite per telecomunicazioni russo Meridian 5 non riuscì ad entrare in orbita e si disintegrò nell’atmosfera con il suo vettore. Alcuni rottami ricaddero al suolo. Il disastro spaziale provocò avvistamenti da un’area vastissima.

Uno studio più recente di Oberg offre una prospettiva ancora più particolare: l’osservazione, il 10 ottobre 2013, degli effetti del lancio sperimentale di un missile balistico russo da parte dell’equipaggio della ISS, la Stazione spaziale internazionale in orbita nell’atmosfera terrestre.

Il 17 novembre 2015 dal poligono di Kapustin Yar, nella zona di Astrakhan, i russi lanciavano un missile balistico RS-12 Topol M (in codice NATO SS-27 Sickle B) generando ancora una volta una miriade di testimonianze. L’interesse precipuo del lavoro  su questo fatto sta nella spiegazione dei motivi per i quali i test di questo gruppo specifico, che avvengono dal 2005 e sono denominati KY-SS (il lancio di quel giorno era siglato KY-SS 12) risultano particolarmente vistosi per gli osservatori posti al suolo.

L’ultimo caso in ordine cronologico è oggetto del lavoro concernente le osservazioni da terra, dalla ISS e da parte di aerei in volo delle conseguenze del lancio noto come TMA-19M della stazione orbitale russa Soyuz, avvenuto dal poligono di Baykonur il  15 dicembre 2015.

Uno dei pochi casi italiani della categoria di cui ci siamo qui occupati si verificò la sera del 21 dicembre 1968, ebbe per teatro la parte settentrionale del Paese e fu dovuto al lancio dell’Apollo 8 statunitense in volo verso l’orbita lunare.

Si noti che nessuno dei casi studiati da Oberg sembra aver generato testimonianze dal nostro territorio.

 

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AGGIORNAMENTO DEL 20 FEBBRAIO 2017

Quasi in contemporanea con la pubblicazione di questo articolo, James Oberg ha prodotto un nuovo saggio sugli effetti dei lanci di vari generi di missili e razzi. In questo lavoro, datato 11 febbraio, si sofferma in modo speciale su un altro aspetto di questa categoria di eventi: motivi, tecnologie, tipi di materiali ed effetti specifici dovuti agli scarichi di carburanti da parte di velivoli in fase di lancio o di orbita. Uno degli eventi descritti è lo scarico di gas e carburanti dovuti all’Apollo 8, quello che – come detto – fu osservato anche dal nostro Paese.

 

Nella foto sopra, l’incredibile spettacolo offerto dalla “spirale” ripresa nel cielo norvegese il 9 dicembre 2009. Erano gli effetti del fallimento del lancio di un missile russo SS-NX-30.