Fenomeni luminosi causati da lanci missilistici: le analisi

Esiste una categoria molto particolare di avvistamenti di presunti UFO dovuta a una causa che in Italia si riscontra di rado – ma fu più presente in passato – e che invece oggi riguarda diverse aree del mondo.

Si tratta di quegli avvistamenti, di solito di grande spettacolarità, causati dal lancio di missili balistici pensati per usi scientifici o militari oppure di razzi destinati a raggiungere le zone dell’atmosfera più distanti dal pianeta.

Attualmente nella gran parte dei casi si tratta di vettori che servono a mettere in orbita satelliti artificiali.

Gli indicatori generali di questo tipo di causa come spiegazione per gli avvistamenti sono:

  • la presenza di segnalazioni su vasta o vastissima scala geografica in un arco di tempo massimo di un’ora circa (quella che in ufologia si chiama condizione di flap);
  • la vistosità notevole dei fenomeni, che possono avere dimensioni apparenti tali da impressionare i presenti;
  • la permanenza in cielo per tempi prolungati di nubi e di fumi (anche un’ora) e di luminosità (diversi minuti);
  • la varietà e mutabilità delle forme dei corpi, che comunque in molti casi vedono la descrizione da parte dei testimoni di “spirali” o di “anelli” e di “cerchi” magari in espansione;
  • il ripetersi degli eventi in aree geografiche (sia pur grandi) ma tutto sommato predicibili perché molte volte legate alla posizione in cui giacciono rispetto ai poligoni dai quali sono effettuati i lanci.

In Italia un grande evento del genere si verificò il 21 marzo del 1989, quando alla sera in tutta la parte nord-occidentale del Paese ed in Francia si ebbero avvistamenti di un fenomeno luminoso posto verso occidente la cui presenza mise in allarme migliaia di persone. Fu dovuto al lancio sperimentale di un missile balistico francese a raggio intermedio tipo S-3 fatto partire dal poligono della zona del Plateau d’Albion. Il periodico del CISU, UFO – Rivista di Informazione Ufologica se ne occupò nel suo numero di giugno 1989: leggetelo a questa pagina.

In testa alla notizia vi mostriamo una foto di quel fenomeno come fu visto da Acqui Terme (Alessandria).

Più in generale, da noi i numerosissimi lanci di vari tipi di missili e razzi effettuati fra il 1961 ed il 1975 dal poligono sardo di Salto di Quirra  (per non dire di quelli fatti in Tunisia e in Algeria) furono responsabili di casi ufologici di ogni genere in specie lungo le coste delle regioni tirreniche centro-meridionali e nell’intero territorio siciliano. In larga misura ne furono responsabili razzi inglesi di tipo Skylark, del quale vedete un’immagine del tempo scattata proprio a Salto di Quirra.

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Un elenco dei test dal poligono sardo con la loro data di effettuazione è reperibile qui, mentre notizie generali sono sul sito dell’ESA (European Space Agency), dal quale è tratta anche la foto qui sopra.

Adesso lo scettico americano James Oberg, che è soprattutto un giornalista e scrittore che  si occupa di astronautica e di missilistica ma che da decenni scrive di ufologia ha messo a disposizione sul web tre suoi lavori che costituiscono ottime risorse sulla questione.

Il primo, aggiornato alla fine del 2016, è uno scritto di 116 pagine che potete scaricare qui.  Tratta un aspetto particolarmente clamoroso di questo genere di eventi, ossia le manifestazioni che si ebbero nei cieli del continente americano fra il 1971 ed il 1996 a causa dei lanci sovietici fatti con missili della serie Molniya che mettevano in orbita vari tipi di carichi paganti (anche militari) producendo grazie ai loro gas ionizzati enormi nuvole luminose. A causa delle modalità di lancio  e di salita in quota si rendevano particolarmente visibili dal Sudamerica.

Il secondo saggio, invece, è un’analisi recente dell’incredibile fenomeno spiraliforme visto, fotografato e ripreso nei cieli della Norvegia il 9 dicembre 2009. Quella volta la responsabilità fu  il fallimento del lancio sperimentale di un missile balistico intercontinentale navale russo “Bulava 30”, quelli che la NATO definisce SS-NX-30.

Nel suo lavoro, che è qui, Oberg fa notare come il quadro nel quale si colloca una testimonianza recente come quella norvegese sia decisamente diverso da quello dei fatti sudamericani degli anni ’70-’80 del secolo scorso. Videocamere, wifi, smartphone, app di messaggeria istantanea permettono il recupero efficiente dei dati e dunque l’identificazione delle cause degli eventi in tempi assai più brevi rispetto ad allora. Le nostre capacità analitiche hanno dunque subito un miglioramento senza precedenti.

Infine, nel terzo saggio – anch’esso assai esteso (144 pagine in formato ppt) – è presentata parte dei casi di un’ondata classica della storia dell’ufologia, quella verificatasi nel 1967 nell’Unione Sovietica a causa dei test di un sistema missilistico segretissimo e vietato per trattato, il cosiddetto FOBS (Fractional Orbit Bombardment System) con il quale si mettevano in orbita veicoli in grado di manovrare e di rientrare in modo autonomo nell’atmosfera portando con loro testate nucleari.

Uno studio specifico della casistica italiana di questo tipo sarebbe altamente auspicabile anche per le sue implicazioni per la storia della tecnica, della politica internazionale e di quella della scienza. E’ sempre possibile, inoltre – anche se ad un ritmo assai lento – che episodi del genere si ripetano anche nei nostri cieli.

 

 

Risorse operative per ufologi: gli inganni del cielo

Gli inganni del cielo rappresentano il pane quotidiano dello studioso di ufologia.

Uno dei compiti  dell’ufologo di orientamento scientifico consiste nell’analisi dei resoconti dei testimoni, D’altro canto l’esperienza ci dice che dopo adeguati approfondimenti la stragrande maggioranza di essi sarà spiegata in termini convenzionali, Perciò, avere una conoscenza adeguata degli inganni del cielo e magari disporre di un prontuario è una necessità per noi che vogliamo indagare.

Oggi disponiamo di un buon strumento online per le nostre esigenze.

Il sito francese Méprises du ciel (Inganni del cielo, appunto) offre un lungo elenco di possibili fonti di confusione da parte di osservatori anche ben preparati.

Divide queste cause in tre grandi categorie (artefatti fotografici, fonti naturali, fonti artificiali) a loro volta ripartite in numerose sottocategorie e  molte volte in sezioni ancora più specifiche, da consultare una per una con cura.

Ampiamente illustrato da spiegazioni, foto, video e corredato sovente da riferimenti bibliografici, il sito ha un ulteriore pregio: fa vedere per immagini come molte fonti di errore (ad esempio, i satelliti artificiali) si presentano in concreto a chi le osserva da terra, ossia da grandi o grandissime distanze.

Un’altra cosa importante  è la presenza di fonti di errore comparse di recente. Non dimentichiamo che gli sbagli nell’osservazione mutano negli anni al cambiare della scienza, della tecnica e della cultura.

Andate, per sincerarvene, alla pagina dedicata alle nuvole di schiuma per feste, una nuova combinazione di polimeri e di gas elio che, modellati da stampanti 3D, fanno volare in cielo oggetti leggerissimi dotati di forme sempre nuove – in pratica senza limiti di fantasia.

Noi del Centro Italiano Studi Ufologici abbiamo ritenuto talmente interessante questo sito da inserirlo nella nostra pagina Risorse operative.

Ricordate sempre, però: l’esperienza sul campo, quella fatta parlando in modo diretto con i testimoni, ascoltandoli con cura, prendendo nota rigorosa di quanto raccontato, magari registrandone (col loro permesso) i racconti non potrà mai essere sostituita un sia pur utilissimo, ben fatto ed encomiabile sito di riferimento. Accanto a strumenti come questo, dunque, occorre l’uso del Manuale di metodologia d’indagine. E il vostro lavoro.

Il fatto di concentrare l’attenzione sugli “sbagli” non è un fallimento dell’ufologia: è un modo per comprendere la realtà delle cose, il modo in cui funzionano – e scoprire che di solito non sono così semplici come pensavamo.

Ed è anche il sistema migliore di attrezzarsi per capire se gli “UFO veri” ci sono.

Buone indagini sugli avvistamenti della vostra zona.

Attendiamo le vostre relazioni.

 

Capodanno 2017: dal cielo piovono UFO incendiari, pardon, lanterne cinesi.

Le cosiddette lanterne cinesi, soprattutto quelle di grandi dimensioni, che possono restare visibili anche per 5-10 minuti e che emettono una luce assai intensa ormai da più di dieci anni costituiscono una fonte frequentissima di errore per i testimoni UFO.

Nell’estate del 2009 forse alcune centinaia di avvistamenti – soprattutto in Campania – furono dovute a cause di questo tipo e contribuirono a generare una vera e propria ondata UFO propulsa (e fu la prima volta in quella misura) non più dai media tradizionali ma in larghissima parte dai social network e da Youtube oppure da altri strumenti di condivisione telematica.

Di là dall’impegno che provocano agli studiosi di ufologia, ne è sempre stato rimarcato il pericolo per la sicurezza dovuto ad incendi.

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I resti di una lanterna cinese con involucro verde nelle campagne di Buttigliera Alta (Torino), la mattina del 1° gennaio (foto Paolo Fiorino – CISU)

 

Complice le condizioni siccitose, a cavallo fra il 31 dicembre ed il 1° gennaio, stando alle notizie che abbiamo raccolto stavolta sono stati particolarmente  numerosi gli incendi provocati da lanterne usate magari in violazione di ordinanze comunali di divieto emesse in parecchie regioni.

Qui ricordiamo solo alcuni degli episodi della notte di Capodanno: il peggiore sembra essere quello verificatosi al porto di Napoli, dove al molo presso cui erano ormeggiate le imbarcazioni del “Circolo del Remo e della Vela Italia” sono cadute decine di lanterne ancora accese. Diciotto barche sono state distrutte o danneggiate dalle fiamme.

Incendi boschivi sono stati addebitati alle lanterne anche nell’Alta Bergamasca, dove il sostituto direttore della sala operativa dei Vigili del Fuoco di Curno ha auspicato che sull’uso di quegli aerostati sia imposto un divieto generalizzato.

Danni e piccoli incendi sono segnalati anche in Brianza e nella stessa Milano.

A Campedello (Vicenza), invece, un agricoltore ha mostrato sconsolato al quotidiano locale cinque lanterne cadute sui suoi appezzamenti coltivati e ora in parte bruciati – e l’elenco potrebbe continuare.

Il Centro Italiano Studi Ufologici  chiede prudenza nell’uso di questo strumento di divertimento, sia per senso civico sia perché provoca un enorme numero di segnalazioni da parte di gente stupita che invece guarda… dell’aria riscaldata.

Un ringraziamento per la collaborazione a Gildo Personè e Roberto Labanti.

Attenti al pianeta Venere, verso sud-ovest, prima di cena!

In questi giorni il pianeta Venere brilla relativamente basso sull’orizzonte con un’intensità eccezionale nei cieli sud-occidentali, subito dopo il tramonto.

Venere, che è da sempre frequente fonte di equivoci con “cose strane”, si presenta come una sfera gialla luminosissima (in termini di misure astronomiche è oggi a una magnitudine di -4,3, un valore altissimo).

Di solito i pianeti, brillando di luce riflessa e non perché emessa da loro stessi come  invece è per le stelle, producono una luminosità meno oscillante e più stabile che all’osservatore dà l’impressione di “fari” e non di corpi lontani, nello spazio esterno.

Attenzione dunque in queste settimane alle segnalazioni di “sfere luminose” viste per un tempo prolungato ad ovest o a sud-ovest, fra le 17 e le 20, magari descritte muoversi “lentamente”, a volte oscillando lievemente sino a sparire.

Sul sito nakedeyeplanets.com trovate indicazioni dettagliate per l’osservazione ad occhio nudo di tutti i corpi planetari del sistema: usatelo – è anche un utilissimo strumento per l’ufologo.

Lo schema che vedete indica la posizione di Venere, trenta minuti dopo il tramonto, a 35° di latitudine nord (per avere la media delle posizioni italiane dovete solo spostare tutto un po’ più in basso e più a sud-ovest), ed è tratto proprio da quell’ottimo sito.

E’ il meraviglioso spettacolo del nostro sistema solare!