CAIPAN-2: presente e futuro dell’ufologia

Il 13 e 14 ottobre si è svolta a Tolosa la seconda edizione del seminario CAIPAN (Collecte et Analyse des Informations sur les Phénomènes Aérospatiaux Non-identifiés), una conferenza internazionale organizzata dal GEIPAN (l’ente ufficiale francese di studio sugli UFO) dedicata alla presentazione di studi e proposte per l’analisi delle testimonianze di avvistamento.

La prima conferenza CAIPAN si era tenuta nel 2014 e a suo tempo ne abbiamo dato ampia documentazione sulle pagine della nostra rivista. Si era trattato di un evento importantissimo nel quale era stato presentato lo “stato dell’arte” dell’ufologia scientifica con un approccio all’argomento che era stata una boccata d’ossigeno per tutti quelli che intendono l’ufologia come uno studio serio e razionale.


Dopo otto anni, la seconda conferenza CAIPAN ha rinnovato questo messaggio mirando ancora di più a come affrontare in modo pratico e concreto lo studio della casistica e le metodologie per analizzare gli avvistamenti come singoli casi e i casi nel loro insieme.

All’incontro, a porte chiuse con selezione dei partecipanti, sono stati invitati diversi soci del CISU: Stavros Hatzopoulos e Matteo Leone (che non hanno potuto partecipare), Giorgio Abraini, Bruno Mancusi, Edoardo Russo, Giuseppe Santamaria e Paolo Toselli (che erano invece presenti).

Giuseppe Santamaria ha presentato nella sezione poster uno studio intitolato  “Il ritorno della discernibilità statistica tra UFO e IFO” che si è proposto di verificare, utilizzando strumenti statistici appropriati, se le segnalazioni di UAP come insieme possono essere stratificate in sottoinsiemi distinti, contenenti caratteristiche intrinsecamente diverse.

Edoardo Russo ha invece portato una relazione dal titolo “Gli avvistamenti di massa come strumento per valutare l’affidabilità dei testimoni oculari di UFO” nella quale sono stati utilizzati alcuni esempi sia di fenomeni naturali sia di oggetti o fenomeni creati dall’uomo che hanno generato i flap UFO con centinaia di testimonianze, con riferimento sia alle variabili quantitative (es. ora, durata, direzione) che qualitative (es. colori, forme).

Russo è stato inoltre chiamato dal GEIPAN  a partecipare al comitato organizzatore del seminario, in virtù della sua esperienza e dei contatti in campo internazionale, ed è stato uno dei quattro componenti la sessione di riepilogo della prima giornata (confrontando le tecniche di indagine del GEIPAN con quelle delle associazioni ufologiche internazionali).

In attesa, anche questa volta, di riportare maggiori informazioni sugli studi presentati nel corso del nostro prossimo convegno e sulla rivista UFO, riportiamo di seguito il comunicato ufficiale conclusivo del CAIPAN. Due sono però le considerazioni che già possiamo fare. La prima che – anche questa volta – il GEIPAN ha aperto le porte agli studiosi privati, riconoscendone nuovamente il ruolo e valorizzando la qualità del loro contributo. Si tratta della dimostrazione che, al di là dei riconoscimenti “formali” che alcuni da una vita inutilmente inseguono, l’ufologia privata ha saputo crescere ed è oggi in grado di portare validi contributi alla ricerca.

La seconda osservazione è che questo CAIPAN-2 ribadisce che l’ufologia non è affatto morta, come alcuni amano ripetere, ma ha ancora molto da dire e da studiare. Soprattutto ci ricorda che non esiste una divisione tra ufologia “seria” e non, ma esistono invece da una parte questa che “è” l’ufologia, da un’altra parte  altre cose che, pur cercando di spacciarsi come ufologia, rappresentano frange sconnesse che vanno dall’ufomania alla cialtroneria vera e propria.

Per capire cosa significa ufologia per l’oggi e anche per il domani ci affidiamo al GEIPAN che nel suo comunicato descrive così il suo approccio che è anche, da sempre, anche il nostro: “È scienza al servizio della società con la particolarità di essere in diretta interfaccia con il grande pubblico, per ascoltare i testimoni”.

 

IL COMUNICATO STAMPA DEL GEIPAN

CAIPAN II, colloquio internazionale dedicato ai PAN organizzato da GEIPAN a Tolosa

Giovedì 13 e venerdì 14 ottobre 2022 il Gruppo Studi e Informazione sui Fenomeni Unidentified Aerospace (GEIPAN), servizio tecnico CNES, ha organizzato la conferenza CAIPAN II a Tolosa, simposio internazionale dedicato a indagini, conoscenze e competenze sugli UAP.

Durante questi due giorni, più di 100 partecipanti tra scienziati, esperti tecnici, ricercatori e associazioni legate ai campi dell’ufologia  hanno presentato il loro lavoro. Gli argomenti trattati sono stati le indagini condotte sugli avvistamenti UAP e sui mezzi, le tecniche e le conoscenze utilizzate nell’analisi delle testimonianze.

La partecipazione è stata internazionale con rappresentanti 13 paesi. In particolare l’intervento di Daniel A. Evans, Vice Direttore R&D per i programmi scientifici della NASA e capo progetto del nuovo gruppo studio condotto dalla NASA sugli UAP, ha presentato la tabella di marcia dell’agenzia spaziale americana in materia di UAP. Un team indipendente e dedicato è stato istituito dalla NASA con  obiettivi «l’analisi degli UAP con un approccio scientifico e l’utilizzo da parte della NASA dei dati e strumenti scientifici per approfondire la conoscenza».

In occasione di questi due giorni di scambi e incontri di comunità dedicati alle competenze sui PAN, il GEIPAN ha esposto un fenomeno molto originale e poco conosciuto che riguarda diverse discipline tecniche. Se questo è già stato riscontrato da GEIPAN, ora viene spiegato, chiarito e reso popolare.

Questo tipo di fenomeno è nuovo per GEIPAN. Illustra molto bene l’approccio di GEIPAN e la diversità e complementarietà delle discipline. Astronomi, ingegneri ottici e medici hanno particolarmente richiesto. Alcune testimonianze di avvistamenti nel cielo possono ora essere spiegate dall’osservatore stesso.

Ricordiamo che il GEIPAN spiega razionalmente le strane osservazioni riportate dai testimoni.

La sua missione è raccogliere, analizzare, anonimizzare, archiviare e pubblicare le testimonianze di osservazione di PAN. È scienza al servizio della società con la particolarità di essere in diretta interfaccia con il grande pubblico, per ascoltare i testimoni. Per questa missione, il CNES fa affidamento sulle abilità e competenze interne ed esterne: volontari formati che indagano, esperti in discipline scientifiche e partner istituzionali molto Gendarmeria Nazionale, Aeronautica Militare, Aviazione Civile, Marina Militare, Meteo Francia, CNRS, ecc.).

Informare il testimone e il pubblico in generale è un punto molto importante. È un’opera in totale trasparenza che mostra l’integrità tecnica del GEIPAN e consente alla comunità scientifica e a tutti di analizzare e dare seguito a osservazioni e studi. Le relazioni sono pubblicate sul sito https://www.cnes-geipan.fr.

Il GEIPAN è supervisionato da un comitato direttivo presieduto da una personalità riconosciuta nel mondo aerospaziale e composto da rappresentanti delle autorità civili e militari del Paese (Gendarmeria Nazionale, Aviazione Civile, Meteo, Aeronautica, Ricerca Scientifica) e CNES. Questo comitato è responsabile analizzare i risultati del GEIPAN e formulare raccomandazioni al CNES sui suoi orientamenti.

Un secolo di Kolosimo al Museo del Fantastico di Torino

Quest’anno cade il centenario dalla nascita di Peter Kolosimo. Giornalista e scrittore in diversi ambiti, dalla divulgazione tecnico-scientifica alla letteratura di anticipazione, dalla sessuologia ai misteri delle antiche civiltà, è noto al grande pubblico per aver introdotto in Italia l’”archeologia spaziale”, ovvero l’ipotesi che interventi extraterrestri abbiano influenzato la storia dell’umanità nel corso di millenni.

Libri come Terra senza tempo, Non è terrestre e Astronavi sulla preistoria hanno plasmato l’immaginario di una generazione, a cavallo tra gli anni ‘60 e ’70, facendogli vincere il Premio Bancarella.

Negli anni d’oro della sua produzione, Kolosimo visse e lavorò a Torino. Per questa ragione, nell’ambito delle varie iniziative e pubblicazioni in occasione della ricorrenza, il Museo del Fantastico e della Fantascienza dedica allo scrittore un convegno, che si terrà sabato 22 ottobre dalle ore 16 alle 19.

Fra i relatori che interverranno:

Piero Bianucci (già direttore di TuttoScienze)
“Il mio Peter Kolosimo”

Stefano Bigliardi (Università Al Akhawayn)
“Kolosimo, i ‘paleoastronautici’ e la teoria dell’evoluzione”

Fabio Camilletti (Università di Warwick):
“Kolosimo e l’Italia lunare”

Paolo Fiorino (Centro Italiano Studi Ufologici)
“Peter Kolosimo e il Monte Musiné”

Edoardo Russo (Centro Italiano Studi Ufologici)
“Kolosimo a Torino”

Con la partecipazione di Caterina Kolosimo, e la presentazione dell’antologia UFO: destinazione Terra (che raccoglie gli articoli di P.K. su dischi volanti e UFO), disponibile sulla nostra libreria on-line www.upiar.coom

Peter Kolosimo a Torino, nel 1968, con Gianni Settimo

Chi era Peter Kolosimo

Pier Domenica Colosimo nacque a Modena il 15 dicembre 1922, ma crebbe a Torino fino ai 17 anni di età e dopo gli anni della guerra (dove era stato prima nell’esercito tedesco, poi partigiano anti-nazista) ci tornò per lavorare come giornalista politico per i giornali socialisti, prima di espatriare in Jugoslavia come responsabile dei programmi in lingua italiana per quella che poi divenne Radio Capodistria.

Rientrato in Italia nel 1953, visse per quasi tredici anni a Bolzano, scrivendo articoli di vario genere su numerose riviste: argomenti tecnico-scientifici su quindicinali salesiani per ragazzi, articoli di costume e sessuologici su settimanali popolari, testi umoristici e racconti di fantascienza su pubblicazioni specializzate, fino a trovare il filone che lo rese famoso: i misteri della Terra, poi quelli delle antiche civiltà e infine l’ipotesi che visitatori extraterrestri siano giunti sul nostro pianeta.

A partire dal 1959 fu una serie ininterrotta di libri dai titoli immaginifici, con un crescente successo di pubblico: Il pianeta sconosciuto, Terra senza tempo, Ombre sulle

 stelle, Non è terrestre (che vinse il Premio Bancarella nel 1969), Cittadini delle tenebre, Astronavi sulla preistoria, Odissea stellare, Polvere d’inferno, Fratelli dell’infinito, Italia mistero cosmico, Civiltà del silenzio, Viaggiatori del tempo, I misteri dell’universo.

A Torino, Kolosimo era tornato a vivere negli anni della sua svolta, tra il 1966 e il 1973, mentre ai volumi sull’archeologia spaziale ancora affiancava quelli su Psicologia delleros e sul Comportamento erotico degli europei. A Torino aveva creato una rete di relazioni che andava dal pittore surrealista Lorenzo Alessandri (che gli illustrò la  Guida al mondo dei sogni) all’ufologo Gianni Settimo, dal giovane giornalista Piero Bianucci (che grazie a lui passò dalla pagina letteraria alla divulgazione scientifica) ai circoli politici coagulatisi nel movimento Lotta continua.

Cosa poco nota, in questa città vinse nel 1968 il “Premio per la letteratura di anticipazione”, con una medaglia d’oro messa a disposizione dalla Città di Torino.

C’è chi ha sostenuto che quella di Kolosimo fosse in sostanza una forma di letteratura, anche se prevalentemente rivestita come reportage giornalistico e basata (almeno in parte) su fatti e persone esistenti: una via di mezzo innovativa tra informazione e intrattenimento, per la quale fu un precursore di quella che solo di recente è stata battezzata “infotainment”.

In ogni caso i suoi libri crearono un genere letterario, caratterizzando un segmento della cultura popolare italiana che è stata definita “occultura”, e fino alla sua prematura scomparsa nel 1984 hanno influenzato un’intera generazione, stimolandone l’immaginazione e legittimando l’irruzione del fantastico e del mistero nel quotidiano.

Dischi volanti ed extraterrestri invadono il mondo dei giochi

“UFO LUDICO”: mostra ad Alessandria
dal 24 settembre al 30 ottobre

Lo sapevate che il frisbee, ben prima di chiamarsi così, fu inventato negli Stati Uniti da due veterani della seconda guerra mondiale? Era il 1948 e lo battezzarono Flyin’-Saucer (disco volante), ispirandosi al nome che i giornali utilizzavano per identificare quegli strani oggetti che la gente aveva iniziato a vedere nei cieli di tutto il mondo.

Da oltre settant’anni UFO, astronavi fantasmagoriche, E.T. in cerca di casa e invasori spaziali hanno popolato il nostro immaginario e il mondo dei giocattoli, ma anche tutto ciò che attiene al divertimento.

A ridosso del Natale 1952, un articolo di Stampa Sera si soffermava sulle novità di quell’anno, in particolare “un piccolo cannone con il quale si può proiettare a trenta metri di altezza un disco volante perfettamente imitato, o per lo meno che ha inteso perfettamente imitare quelli che migliaia di persone dicono aver visto ma che nessuno ha mai toccato con mano”. E già, perché proprio come sottolineava il semiologo Roland Barthes, il giocattolo è sempre “costituito dai miti e dalle tecniche della vita moderna adulta”. In tal modo, le immagini dei dischi volanti prendono possesso anche di classici passatempi come la tombola, il gioco dell’oca e la battaglia navale.

L’avvento della corsa allo spazio ha contribuito ad alimentare anche i desideri dei più piccoli incrementando la produzione di giocattoli di tipo “spaziale”. E la forma del disco volante assolveva pienamente allo scopo, abbinandosi a quella dei più classici razzi. Così, a partire dai primi anni ’60, dal Giappone, giungono i classici dischi volanti in latta alimentati a batteria, che curiosamente vedono ai comandi non abitanti di altri mondi ma quasi sempre astronauti terrestri.

Alcuni anni dopo, anche il videogame è stato fascinato dagli invasori spaziali e tra i primissimi titoli emerge nel 1978 Space Invaders, una sfida a sopprimere un continuo assalto di alieni che ha conquistato sale giochi e soggiorni di tutto il pianeta. E la contaminazione è proseguita sino ai nostri giorni.

Dieci anni dopo, per Natale, dilagò la polemica sul gioco commercializzato dalla Mattel col titolo Dissezione di un alieno, della serie Lo scienziato pazzo. La pubblicità in Tv e sui giornali era accompagnata dal claim “Strappa gli organi all’alieno che sgocciolerà sangue fosforescente”. Circolò anche la leggenda metropolitana che un bimbo, per imitazione, avrebbe voluto sezionare la sorellina con un coltello per vedere “cosa aveva dentro” e pare che da noi il gioco fu sequestrato. Sul genere, nella seconda metà anni ’90, a seguito del battage pubblicitario attorno al filmato dell’autopsia di un presunto extraterrestre catturato a Roswell (New Mexico) nel 1947, sono state commercializzate, specie nel mercato americano, versioni “aliene” del classico gioco L’allegro chirurgo.

Anche le edicole, divenute rivendite di qualunque cosa, da una decina d’anni sono state assalite da prodotti per l’infanzia a base di slime e creature di altri mondi. Ma l’invasione era già iniziata nel 1988 con gli Exogini, i misteriori alieni.

Per percorrere i sette decenni di “contaminazioni” aliene, su iniziativa di Paolo Toselli, il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU) ha proposto presso il Museo Etnografico “C’era una volta”, Piazza della Gambarina, Alessandria, la mostra tematica “UFO LUDICO”. L’esposizione, unica nel suo genere, è stata inaugurata il 24 settembre e sarà visitabile sino al 30 ottobre.

Guardandosi intorno, il visitatore non potrà che ammettere che l’invasione, tanto cara alla letteratura di fantascienza, c’è e c’è già stata: dischi volanti ed extraterrestri, qualunque sia l’opinione che abbiamo su di essi, ci sono e ci accompagnano nel nostro quotidiano, da molto tempo.

“UFO LUDICO” E’ ANCHE UN NUOVO LIBRO

Per l’occasione, Paolo Toselli ha scritto anche un libro con lo stesso titolo della mostra, pubblicato da UPIAR, che rappresenta un excursus dei settant’anni e oltre di contaminazioni “aliene” nel mondo dei giochi e dei giocattoli, con la prefazione di Fulvio Gatti. Il volume è arricchito con oltre 150 illustrazioni a colori. Non resta che leggerlo, anche per diventare un po’ nuovamente bambini!  (Il volume è in distribuzione presso il Museo Etnografico stesso, oppure presso il Museo del Fantastico di Torino, oppure è acquistabile direttamente sul sito dell’editore: Upiar Store).

Gianni Favero (1950-2022)

Il 7 maggio è morto ad Alessandria, dopo una lunga malattia, Gianni Favero.

Appassionato di UFO fin da ragazzino, era entrato a far parte della sezione di Torino del Centro Ufologico Nazionale nei primi anni ’80, frequentando la sede torinese di Via Briccarello e, quando alla fine del 1985 il gruppo torinese si staccò dal CUN per far nascere il Centro Italiano Studi Ufologici, Gianni prese la tessera di Collaboratore n. 1 del CISU, poco prima di trasferirsi per lavoro a Mosca.

Nostro corrispondente dall’Unione Sovietica, sul n. 2 di UFO – Rivista di informazione ufologica scrisse il suo primo articolo, dedicato agli UFO in URSS, per poi seguire in diretta gli sviluppi dell’ondata di avvistamenti che colpì quel paese nel 1989 sulla scia del famoso incontro del terzo tipo a Voronezh, coordinando lo “Speciale URSS” sul n. 8 della nostra rivista.

Al CISU Favero rimase iscritto per dieci anni, poi le strade si separarono ma rimase sempre interessato all’argomento, con particolare attenzione a fatti e notizie dalla Russia.

Dal 2008, con lo pseudonimo “Tigrino” era diventato uno dei più assidui collaboratori di Mistero Bufo il blog ufologico di Flavio Vanetti sul sito web del Corriere della sera.

Rientrato infine in Italia, andò a vivere ad Alessandria. E proprio alla convention di Mistero Bufo, organizzata da Vanetti a Milano nel 2010, abbiamo avuto occasione di reincontrarci dopo tanti anni.

Pochi mesi fa aveva annunciato l’imminente pubblicazione di un suo libro, dedicato ovviamente a Gli UFO di Russia“.

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Nella foto in basso: Gianni Favero alla convention milanese di Mistero Bufo, insieme a Gian Paolo Grassino, Paolo Fiorino, Maurizio Verga.

Gli UFO e il CISU al Salone internazionale del libro

In vista del Salone internazionale del libro, che si terrà a Torino dal 19 al 23 maggio, le Edizioni UPIAR pubblicano due nuovi titoli sull’argomento UFO.

“UFO sulla Puglia” è solo l’ultimo fra i cataloghi regionali di avvistamenti che il Centro Italiano Studi Ufologici realizza da molti anni, sulla base di un progetto di raccolta, archiviazione e catalogazione iniziato nel 1981. Ma è anche uno dei più corposi, dato che Arcangelo Cassano ha messo insieme più di 1.900 casi di osservazioni UFO avvenute nella sua zona di competenza, ognuno con un resoconto dei fatti e l’indicazione di tutte le fonti documentarie note. Il volume è come sempre in vendita sul sito web della casa editrice. La prefazione può essere letta qui.

Il secondo libro, intitolato “UFO: destinazione Terra”, porta la firma di Peter Kolosimo, giornalista e scrittore di notorietà internazionale, principale esponente italiano della cosiddetta “archeologia spaziale”, che sull’argomento degli UFO e dei dischi volanti era a volte molto critico se non scettico, specialmente nei confronti della frangia contattista di coloro che gli ET raccontavano di averli incontrati. In occasione delle iniziative per la ricorrenza del centenario dalla sua nascita, il CISU ha raccolto in quest’antologia una ventina dei suoi articoli sul tema, alcuni dei quali (usciti su periodici ormai scomparsi, e non più ripubblicati) sorprenderanno anche gli appassionati di quell’autore. Impreziosito dall’intervista di Stefano Bigliardi a Caterina Kolosimo, il volume contiene note critiche per ogni capitolo, una bibliografia completa degli scritti ufologici di P.K. ed un’introduzione di inquadramento che si può leggere qui, ed è acquistabile dal sito web della casa editrice.

Proprio Caterina Kolosimo presenterà l’iniziativa in sede di inaugurazione del Salone del libro, giovedì 19 maggio, in una conferenza organizzata col Museo del Fantastico intitolata “Extraterrestri e UFO tra cultura e controcultura: dischi volanti e spazio, da Dino Buzzati a Peter Kolosimo”. Buzzati e Kolosimo, entrambi passati dal giornalismo di cronaca alla letteratura, capaci di inserire il fantastico nella realtà, attenti all’Italia misteriosa e agli sviluppi dell’era spaziale, hanno segnato un’epoca e più di una generazione, tra cultura alta e “occultura” popolare. E del “Buzzati spaziale” parlerà Valentina Polcini, autrice del libro “Buzzati e le stelle: Incontri extraterrestri e viaggi spaziali tra fantascienza e giornalismo” (Fabrizio Serra Editore; collana “Quaderni del Centro Studi Buzzati“), al quale il Centro Italiano Studi Ufologici ha collaborato.

40 anni di UPIAR

Il 5 aprile 2022 cade il quarantesimo anniversario dalla costituzione della “Cooperativa Iniziative e Studi UPIAR“.

Quello che da molti anni è diventato il braccio economico (e la casa editrice) del Centro Italiano Studi Ufologici nacque infatti il 5 aprile 1982, presso lo studio del notaio Pierangelo Martucci, a Torino.

Il CISU non esisteva ancora, per la verità, e l’iniziativa coinvolse diversi che allora erano soci del Centro Ufologico Nazionale (CUN) ma partì dal collettivo redazionale della rivista “UFO Phenomena”, che da alcuni anni si raccoglieva nel Comitato Nazionale Indipendente per lo studio dei Fenomeni Aerei Anomali (CNIFAA) ed era coordinato da Renzo Cabassi, Roberto Farabone e Francesco Izzo.

Dal 1976 il CNIFAA aveva pubblicato quella che è stata la prima rivista ufologica al mondo confezionata sulla base degli standard tipici per le pubblicazioni scientifiche, selezionando gli articoli con una procedura di revisione anonima da parte di referees di formazione accademica, specialisti nelle varie discipline.

Fino al 1980 la rivista UFO Phenomena – International Annual Review” (UPIAR) era stata pubblicata dalla piccola casa editrice bolognese Editecs, ma in vista dell’organizzazione di un convegno internazionale e del lancio di un supplemento (“UPIAR – Research in Progress“) venne deciso di allargare l’ambito degli attivisti partecipanti e di formalizzare una propria casa editrice, della quale tutti fossero soci. Ecco perché venne scelta la forma della cooperativa: una società  senza scopo di lucro con un numero aperto di soci.

Quel lunedì pomeriggio, nello studio del notaio torinese si trovarono non solo gli esponenti del CNIFAA ma anche alcuni esponenti della giovane generazione del CUN: Gian Paolo Grassino, Massimo Greco, Massimo Nebbia, Paolo Mercuri, Edoardo Russo, ai quali si aggiunsero poi Enrico Bernieri, Francesco Campolonghi, Fabrizio Cerquetti,  Antonio Chiumiento, Renato Fedele, Fabio Martini, Paolo Toselli.

Di quell’occasione non esistono foto, ma buona parte dei soci fondatori della Cooperativa UPIAR parteciparono pochi mesi dopo al seminario internazionale (“First UPIAR Colloquium on Human Sciences and UFO Phenomena”) organizzato a Salisburgo nel luglio di quell’anno, di cui riportiamo qui alcune immagini.

Con la nascita del Centro Italiano Studi Ufologici, dal 1986 la Cooperativa UPIAR ne è divenuta il braccio editoriale, espressamente dedicato alla pubblicazione di  riviste e libri ufologici  di alta qualità  e bassa tiratura, in gran parte ancora reperibile sul catalogo online Upiar Store.

In questi  quarant’anni, oltre ai quattro volumi della rivista UFO Phenomena e i cinque del supplemento URIP, le Edizioni UPIAR hanno pubblicato per il CISU 45 numeri di  UFO – rivista di informazione ufologica e i suoi vari supplementi (Ufo Notizie, Notiziario Archivio Stampa, Rassegna Casistica, Ufo Forum, Cisu Notizie, per un totale di diverse centinaia di fascicoli),   ai quali ha affiancato ben tre serie di pubblicazioni monografiche: la collezione in lingua inglese “UPIAR Monographs” (12 titoli), le monografie del CISU nella collana “Documenti UFO” (48 titoli) e i libri veri e propri (finora 20 titoli).

Numeri e durata che rappresentano un unicum,  un vero e proprio record a livello internazionale, tanto più in quanto l’iniziativa è rimasta senza fini di lucro e interamente gestita da volontari.

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Nella foto in alto: la copertina e la nota per trascrizione dell’atto costitutivo della cooperativa.
Nelle altre foto, dall’alto in basso, alcuni dei soci fondatori della Cooperativa Upiar al convegno del 1982: Francesco Izzo e Roberto Farabone;  Paolo Toselli ed Enrico Bernieri.
In basso: i primi numeri della rivista UPIAR (1976) e del supplemento URIP (1983).

Ondata di avvistamenti sulla Sardegna

di  Stefano Innocenti e Matteo Marrocu 

Giungono in questi ultimi giorni notizie e resoconti di avvistamenti di UFO sul territorio sardo.

Non ci eravamo più abituati, ma in Sardegna è in corso un “flap”, ovvero una ondata di avvistamenti: molte persone stanno segnalando avvistamenti UFO nell’arco di diversi giorni, mettendosi in contatto con i rappresentanti del Centro Italiano Studi Ufologici nelle varie provincie sarde. Se si tratta di fenomeni non spiegabili lo potremo affermare solo dopo aver studiato tutti i rapporti che ci stanno arrivando, dopo aver cercato per ciascuno se ci sono spiegazioni razionali.

Questi i casi su cui stanno indagando i soci del CISU Antonio Maria Cuccu (intervistato sull’emittente sarda Videolina) e Matteo Marrocu:

 

22/02/2022 ore 19:00 – Monastir (SU)

Due sorelle sentono il rumore di alcuni elicotteri passare nelle vicinanze della loro casa, escono e ne vedono due. Dopo circa venti minuti vengono attirate nuovamente all’esterno dallo stesso rombo ed uscendo osservano  «un cerchio piatto nel cielo, contornato da una luce verde lampeggiante». Secondo la sorella maggiore, l’oggetto era seguito da un elicottero, il quale aveva una luce bianca lampeggiante. I due velivoli si muovevano in direzione Elmas/Decimomannu e la durata totale del passaggio è stata di circa otto minuti. La sorella minore ha avuto la prontezza di girare un video.

 

 

 

24/02/2022 ore 15:00 – Sant’Andrea Frius (SU)

Osservate una decina di sferette biancastre che si dirigevano verso est.

 

26/02/2022 ore 20:28 – Assemini (CA)

Avvistamento di un oggetto simile  ad un oggetto volante osservato il 19 febbraio 2022 in località Li Punti presso Sassari, che aveva «la forma di una medusa». Il padre ci ha inoltrato la fotografia scattata dal figlio.

 

01/03/2022 ora 19:09 – Località Pixinortu – San Sperate (SU)

Una coppia, ragazzo e ragazza, si stava muovendo in macchina da Monastir verso San Sperate attraverso una strada secondaria parallela alla SS131; una strada completamente buia, dove si trova un bosco chiamato Pixinortu. I testimoni hanno raccontato: «Stavamo percorrendo questa strada e ad un certo punto, in alto, anche se non proprio davanti, abbiamo visto questo oggetto che aveva chiaramente una forma rotonda, perché c’erano delle luci che delineavano il cerchio, la forma. Queste luci erano super luminose, ed erano proprio dei puntini. Tanti puntini che creavano una sorta di cerchio. Inoltre si vedeva una luce bianca che, insieme al cerchio luminoso, rimaneva fissa. Il tutto si muoveva veramente pianissimo e non riuscivamo a capire che cosa fosse, quindi abbiamo rallentato con la macchina, ci siamo fermati e siamo rimasti un paio di minuti a guardare. Secondo noi non era un elicottero perché l’elicottero lo senti e poi era grande capito? Quindi non c’era quel rumore, così forte da poter dire : si è un elicottero o un aereo». La durata del passaggio è stata di «due-tre minuti», le dimensioni percepite del cerchio erano «più grandi di quelle delle pale di un elicottero». Cercando di darci una spiegazione della traiettoria dell’oggetto la ragazza ha dichiarato: «L’elicottero non si sposta in quel modo generalmente, è molto più lineare il movimento».

01/03/2022 ore 20:30 – Monastir (SU)

Una signora segnala che il figlio di dieci anni, in macchina con il padre sulla SS131, all’altezza di Monastir ha potuto osservare delle luci azzurre che erano «seguite da due elicotteri e un aereo». Il padre, seduto alla guida accanto al figlio, non ha invece potuto osservare niente in quanto attento alla strada.

 

02/03/2022 ore 19:00 circa – Via Riu Abis – San Sperate (SU)

Il testimone ci segnala di aver osservato un cerchio di luce «celestino» che si muoveva «in linea d’aria verso Elmas-Macchiareddu». Il tutto è durato «uno, due minuti»

02/03/2022 ore 20:10 – S.S. 130dir – San Sperate (SU)

Il caso del 2 marzo alle 20:10, con due testimonianze indipendenti, sembra il più interessante, con il passaggio di diversi «velivoli» che in un primo momento erano vicinissimi (sembravano cinque aerei tutti insieme) e poi si sono allontanati – come hanno raccontato i testimoni di Monastir. Di tutti, quello che li ha incuriositi di più è stato «un velivolo tondo che aveva luci celesti e verdi lungo il bordo e una cupola centrale». Purtroppo, non c’è stato il tempo di fare un video, dato che gli oggetti luminosi si sono allontanati rapidamente dalla zona, ma i testimoni ci hanno rilasciato un disegno.

02/03/2022 ore 20:00 circa – S.P. Decimoputzu-Decimomannu (SU)

Alla stessa ora del caso precedente un’altra coppia di automobilisti, mentre si trovava sulla provinciale Decimoputzu-Decimomannu ha osservato alcune fonti luminose disposte in fila indiana, di cui una (quella al centro) spiccava per via della sua colorazione: verde smeraldo/azzurro. Non erano vicine ai testimoni, ai quali è anche venuto il dubbio che potesse trattarsi di velivoli militari, in quanto nelle vicinanze c’è un aeroporto militare.

02/03/2022 ore 21:35 – Assemini (CA)

Alcuni testimoni hanno seguito il passaggio di tre fonti luminose disposte a forma di triangolo isoscele.

 

03/03/2022 ore 19:40 circa – S.P.10 Donori-Ussana (SU)

Alcuni automobilisti in transito sulla strada provinciale 10 hanno osservato in lontananza quattro piccole luci rosse. Mentre si avvicinavano verso la loro direzione, hanno notato bene il primo della fila che procedeva a bassissima quota sopra di loro, un disco con fondo chiaro con una luce verde fluorescente lungo la circonferenza. Mentre passava sopra l’auto è stato udito un rumore simile a quello degli elicotteri.

04/03/2022 ora 20:00 circa – Serdiana (SU)

Un uomo affacciatosi alla finestra perché udito un forte rumore, simile a quello emesso da un elicottero, ha potuto vedere in direzione di Ussana, una luce circolare di colore verde seguita da due luci bianche. La prontezza d’animo gli ha consentito di scattare una foto.

04/03/2022 sera – SS554 – Cagliari (CA)

Una coppia di automobilisti ha scattato una foto in cui è presente un oggetto estraneo che non riescono a spiegare.

05/03/2022 ore 22:10 – San Basilio (CA)

È stata osservata una sfera luminosa che stazionava sopra i tetti delle case per poi spostarsi in direzione di Senorbí.

 

05/03/2022 ore 23:50 – Uta (SU)

Il testimone mentre stava parcheggiando l’auto di fronte casa e dietro alcune canne, ha visto a circa 100 metri un bagliore a terra di colore verde intenso che poi sale verso l’alto per una durata di circa 2 secondi.

 

06/03/2022 ore 12:30 – Poetto – Cagliari (CA)

Verso le 12:30, una donna che si trovava al Poetto, a Cagliari, guardando in direzione del Margine Rosso ha visto, in lontananza, uno strano velivolo a forma di sigaro. Data la distanza non è riuscita a notarne bene i dettagli. 

07/03/2022 ore 01:10 – Maracalagonis (CA)

Una ragazza mentre era alla guida  ha osservato una palla di fuoco che presume fosse sopra il mare. L’oggetto aveva forma sferica ed era di colore giallo.

 

08/03/2022 ore 10:30 – Monastir (SU)

E’ stato osservato  in direzione di Decimomannu un oggetto volante a forma di sigaro. L’oggetto si spostava poi lentamente una volta sopraggiunti due elicotteri

 

08/03/2022 ore 21:45 – Uta (CA)

Osservazione «due cose luminose intermittenti»  in direzione San Sperate.

 

09/03/2022 ore 20:30 – Monte Zara – Monastir (SU)

Testimonianza dell’osservazione di una «palla luminosa», in apparenza molto vicina, in direzione Monte Zara

 

10/03/2022 ore 21:30 – Monastir (SU)

Testimonianza di una signora che mentre fumava una sigaretta nella terrazza di casa osservava «un oggetto non identificato a forma di bicchiere rosso fosforescente». L’oggetto era molto vicino e non faceva nessun rumore.

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Dei vari casi che hanno interessato il sud della Sardegna, alcuni sembrano essere molto simili tra loro.

Sulla base dei disegni e delle testimonianze, non è sempre facile dare una spiegazione di quanto osservato, anche perché ancora non siamo in possesso di tutti i dettagli degli avvistamenti. Nei casi venuti per primi alla ribalta ci sono però dei particolari che corrispondono, in particolare l’anello luminoso di colore tra l’azzurro ed il verde, che ci fa venire in mente altri avvistamenti accaduti non troppi mesi fa. Ne parlammo in questo articolo: http://www.cisu.org/tre-dischi-volanti-sulla-tuscia/

Ci sono in effetti alcune somiglianze con queste testimonianze, ad esempio la vicinanza di rotte aeree militari e l’assenza di rumore, che ci fanno sospettare che potesse trattarsi di un elicottero (ad esempio un NH90). In uno dei casi una testimone ha anche riferito: «All’inizio abbiamo sentito rumore di elicotteri che passavano e siamo uscite a vedere che erano due, poi dopo qualche minuto abbiamo sentito di nuovo il motore di un elicottero ed abbiamo visto un oggetto volante rotondo, con la parte piatta e tonda contornata da una luce verde che lampeggiava. Sembrava essere silenzioso».

Gli ufologi sardi del CISU (www.cisusardegna.it) restano a disposizione anche su Facebook e Twitter per raccogliere testimonianze, foto o filmati non solo degli avvistamenti di questi giorni, per la verità molto interessanti, ma anche di altre osservazioni nel passato.

 

 

 

 

Nasce una società scientifica internazionale di studi sugli UFO

Dopo alcuni incontri e discussioni a cavallo dell’Atlantico, il 16 marzo 2022 è stata formalizzata la costituzione della Société internationale des études transdisciplinaires en ovniologie (Società internazionale di studi transdisciplinari in ufologia), probabilmente la prima associazione ufologica conforme al modello della “societé savante“.

L’iniziativa è partita dal GARPAN   (Groupe d’assistance et de recherche sur les phénomènes aérospatiaux non identifiés), la principale associazione ufologica del Québec, che già aveva organizzato convegni e pubblicazioni internazionali di orientamento scientifico sull’argomento UFO, e ha ora riunito un nucleo fondatore di ricercatori universitari canadesi per dare vita alla nuova organizzazione, aggregando anche diversi studiosi con titoli di studio universitari da alcuni paesi europei, soprattutto francofoni.

La SIETO progetta di associarsi ad un dipartimento universitario di scienze umane, iscriversi alla Federazione canadese di scienze umane, lanciare una rivista bilingue di tipo accademico (riprendendo l’esempio che venne lanciato proprio in Italia nel 1976, con la UFO Phenomena International Annual Review), organizzare un convegno annuale che rispecchi gli standard dei congressi scientifici, istituire un premio per tesi di laurea sull’argomento ufologico.

Fra i 22 soci fondatori ci sono diversi ufologi di lunga esperienza come Marc Leduc, Chris Rutkowski, Yann Vadnais (Canada), Rémy Fauchereau, Jean-Jacques Jaillat, Jean-Pierre Rospars (Francia) e due soci del Centro Italiano Studi Ufologici: Bruno Mancusi (per la Svizzera) e Edoardo Russo (per l’Italia). Presidente è stato eletto Yann Vadnais, vice-presidenti Chris Rutkowski e Jean-Jacques Jaillat.

 

 

 

Morto Brancatelli, pioniere dell’ufologia in Sicilia

Il 9 febbraio 2022, all’età di 88 anni, è mancato il giornalista e ufologo siciliano Franco Brancatelli.

Nato nel 1934, sin da giovane si è occupato di vari settore di studi e ricerche “alternative”, spaziando dall’astronomia ai fenomeni paranormali, dall’esoterismo all’ufologia.

Suoi articoli sono apparsi su varie testate italiane e diversi quotidiani siciliani quali La Sicilia, Espresso Sera, il Corriere di Sicilia, solo per citarne alcuni.

Pioniere degli studi ufologici in Sicilia, insieme ad Alfredo Scalia, Giuseppe Pappalardo, Aldo Turiano e un giovanissimo Eugenio Siragusa (all’epoca  semplice appassionato di dischi volanti, ma che di lì a pochi anni avrebbe cominciato a raccontare i suoi pretesi contatti con i “fratelli dello spazio”) nel 1958 fondò il  C.S.R.S. (Centro Studi e Ricerche Spaziali), suddiviso in tre sezioni di studio e di ricerca (Astronomia, Astronautica e razzo-modellismo,  Dischi volanti).

Ovviamente l’approccio di tale gruppo al fenomeno UFO era molto semplice, per non dire addirittura ingenuo: nessuno dubitava che i dischi volanti fossero astronavi provenienti dallo spazio e il vero problema era piuttosto come comunicare con i loro piloti. Il C.S.R.S.  impostò quindi la propria attività ufologica proprio sull’obiettivo di entrare in contatto con quegli extraterrestri, sia attraverso le facoltà paranormali di alcuni medium sia attraverso la costruzione e la sperimentazione con appositi trasmettitori radio.

In quello stesso anno Brancatelli fu anche l’ideatore e organizzatore di due conferenze siciliane di notevole rilevanza, in particolare considerando l’epoca in cui avvennero: quella del console  Alberto Perego, altra figura chiave dell’ufologia italiana a quell’epoca, e soprattutto quella dell’ americano George Hunt Williamson, autore del best seller “The Saucers Speak” (trad. it.   “I dischi parlano”, 1956), che  a Catania il 21 agosto 1958 tenne la prima conferenza ufologica mai fatta in Sicilia , con grande risalto sulla stampa regionale.

Lucidissimo a dispetto della sua veneranda età, negli  ultimi anni  Brancatelli si era re-inventato Youtuber, con un proprio canale in cui, insieme al figlio e alla nuora, realizzava  video sugli argomenti che lo appassionavano (tra i quali l’ufologia e la Juventus, di cui era un grande tifoso).

Con la morte di Franco Brancatelli, scompare l’ultimo protagonista dell’era pionieristica dell’ufologia siciliana.

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Nella foto in alto: Franco Brancatelli in una foto recente

Nella foto al centro: Brancatelli con George Hunt Williamson al suo arrivo in Sicilia

In basso: Brancatelli accanto a Williamson in occasione della conferenza a Catania, il 21 agosto 1958

 

 

 

Campagna CISU 2022

Il Centro Italiano Studi Ufologici ha lanciato la consueta campagna CISU 2022, per il suo 37° anno di attività.
Il CISU è infatti un’associazione culturale, basata sul volontariato dei propri soci e collaboratori. Chiunque sia interessato ad un approccio razionale e scientifico al problema UFO può contribuire.
Esistono vari ambiti nei quali ciascuno può partecipare, più o meno attivamente, a seconda delle proprie inclinazioni e disponibilità: indagini su segnalazioni di avvistamento locali, ricerche d’archivio, aree specifiche di approfondimento e studio, di solito in coordinamento con i responsabili locali dell’associazione.
Esistono gruppi di lavoro e diverse mailing list di collegamento fra i volontari interessati o attivi su tematiche specifiche. I principali progetti di catalogazione e ricerca in corso sono indicati qui
Dal 1986, il CISU organizza annualmente un convegno, che a volte è aperto al pubblico ed a volte riservato agli iscritti (l’ultimo in forma tradizionale si è tenuto a Bologna nel 2019, mentre quelli del 2020 e del 2021 si sono svolti da remoto su Zoom Meeting; l’elenco dei precedenti è consultabile qui).
Da 36 anni il Centro Italiano Studi Ufologici pubblica una rivista (attualmente semestrale) che, senza lasciare spazio al sensazionalismo, offre una panoramica ragionata dello studio ufologico in Italia e nel mondo, ed è affiancata da una collana di monografie (Documenti UFO) e dai libri tecnici pubblicati dalle Edizioni UPIAR. Agli iscritti è inoltre riservata la circolare “Notizie CISU” che riporta le attività in corso da parte dei soci e dei collaboratori.
Soci e collaboratori del CISU hanno poi diritto ad uno sconto del 15%-20% sull’acquisto di tutti i libri pubblicati o distribuiti sul sito UPIAR Store.
Lo statuto e il regolamento del Centro Italiano Studi Ufologici sono consultabili qui e qui.

Il Manuale di metodologia d’indagine ufologica è scaricabile qui.
Il codice etico del CISU è pubblicato qui.

Per fare domanda e diventare Collaboratore del CISU basta scaricare e compilare questo modulo, e restituircelo a mezzo e-mail (cisu@ufo.it), fax (011545033) o posta ordinaria (CISU, casella postale 82, 10100 Torino).