Corio: una telecamera del MUFON

Nessun oggetto o fenomeno aereo anomalo è stato filmato o rilevato dal MUFON nei primi tre mesi di riprese video automatizzate sopra Corio.

Una centralina di sorveglianza del cielo munita di telecamere per visione diurna e notturna era stata piazzata a Corio dal MUFON-Italia, filiale italiana del Mutual UFO Network, dopo il clamoroso avvistamento avvenuto a Corio lo scorso 6 giugno, con quello che agli osservatori era parso un inseguimento a bassa quota da parte di aerei militari, con un boato ha letteralmente scosso vetri e muri di tutta la valle, allarmando la popolazione.

L’iniziativa è stata progettata e realizzata da Costantino Carraro, Assistant National Director del MUFON per l’Italia, che dopo un incontro avvenuto in Comune a fine giugno ha proposto al sindaco l’installazione del sistema automatico di ripresa, avvenuta lo scorso 9 agosto, allo scopo di monitorare il cielo sopra il paese della Val Malone.

 

Quello a Corio non è il primo impianto di questo genere posizionato dal MUFON-Italia: già nel settembre 2017 un analogo sistema di rilevamento (telecamera grandangolare e ricevitore radio) era stato installato sopra Torriglia presso Osservatorio Astronomico Regionale del Parco Antola nel comune genovese di Fascia e il tutto fa parte di un più articolato progetto che mira a installare almeno una centralina per ogni regione, tendenzialmente in località già interessate da avvistamenti di fenomeni UFO.

 

– – –

Nella foto in evidenza: il municipio di Corio
In alto: la telecamera del MUFON sul palazzo del Comune a Corio

Al centro: Costantino Carraro, vice-direttore del MUFON-Italia
In basso: l’osservatorio astronomico del Parco Antola a Fascia

La risposta all’interrogazione: su Corio c’era un (solo) Tornado…

E’ arrivata giovedì 2 agosto alla Camera dei Deputati,  nel corso del question time della Commissione Difesa, la risposta all’interrogazione presentata al ministro dagli onorevoli Francesca Bonomo e Davide Gariglio lo scorso 18 giugno e poi ripresentata (a firma di Alberto Pagani e Francesca Bonomo) il 1° agosto nella più stringente forma di “interrogazione a risposta immediata”.

Il Sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi ha dato lettura del seguente testo:

«Lo Stato Maggiore dell’Aeronautica, a seguito dei dovuti accertamenti, ha escluso la presenza di velivoli all’orario e nell’area indicata; tuttavia, ha comunicato che lo scorso 6 giugno, intorno alle 23 locali, nell’area del Comune di Corio è transitato un velivolo Tornado, in missione addestrativa notturna regolarmente pianificata che prevedeva un avvicinamento all’aeroporto di Torino-Caselle. Il bagliore e il boato percepiti dalla popolazione potrebbero ricondursi alla manovra di normale avvicinamento alla pista eseguita dal velivolo e, più in particolare, alla “ri-partenza” che prevede, per poter effettuare la salita in totale sicurezza, l’uso della massima potenza del motore, incluso l’impiego del postbruciatore.

È il caso di sottolineare che tali manovre sono state condotte nel totale rispetto della normativa vigente e delle limitazioni in materia, così come tutte le attività addestrative ed esercitative sono compiutamente disciplinate e regolamentate da specifiche direttive di Forza armata, finalizzate a minimizzare i disagi agli abitanti. L’utilizzo degli spazi aerei è programmato dall’Aeronautica militare giornalmente e ogni pianificazione è comunicata anche alle competenti autorità dell’aviazione civile che devono conoscere l’entità del traffico aereo militare e i dettagli del piano di volo, sia per esigenze organizzative che di sicurezza.

Quanto all’informazione preventiva, da parte delle autorità militari, nei confronti della popolazione in occasione dello svolgimento di attività addestrative con velivoli, è già prassi di Forza armata dare pubblico preavviso di ogni esercitazione di rilievo, così come di ogni evento che preveda la contestuale partecipazione di più aeromobili. Nel caso in esame, si è trattato di una missione addestrativa di un singolo velivolo che ha utilizzato le normali traiettorie di volo che non ricade nelle casistiche sopra esposte. Sugli aspetti legali alla sicurezza e al rispetto delle norme vi è la massima attenzione, affinché l’indispensabile esigenza addestrativa riduca al minimo l’impatto sui residenti nelle aree interessate da esercitazioni di volo. Proprio per questo motivo, oltre che per evitare interferenze con il traffico civile, sono previsti stringenti limiti procedurali, temporali, geografici e di quota per tutte le attività sia addestrative che esercitative».

Non entriamo per ora nel merito di questa nuova risposta e della sua compatibilità con quanto descritto dai testimoni circa la rotta (da valle a monte lungo la Val Malone), la quota (bassissima), gli effetti non solo sonori, ma ci fermiamo a considerare le varie dichiarazioni e spiegazioni, in parte contraddittorie, finora fornite dall’Aeronautica Militare italiana.

Sembrerebbe che l’estensore della risposta presentata ieri dal Governo all’interrogazione parlamentare si sia attenuto alla prima versione fornita ai giornalisti dai portavoce dell’A.M. già lo scorso 7 giugno: un solo Tornado (all’epoca transitato “ad altissima quota”, ora invece  “in avvicinamento all’aeroporto di Caselle”). Versione poi smentita da quanto la stessa Aeronautica avrebbe invece risposto il 20 luglio al procuratore della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ovvero che a bassa quota su Corio quella sera c’erano effettivamente due aerei, che avevano avuto un problema tecnico, causa del boato anomalo (ora non più menzionato nella “manovra di normale avvicinamento”), come abbiamo già riferito.

Nessuna menzione, invece, per la terza luce, quella che secondo diversi testimoni aveva preceduto l’arrivo dei caccia, che sembravano al suo inseguimento. Almeno su questo punto, le varie dichiarazioni dei militari sono coerenti: silenzio assoluto. In attesa della prossima puntata di questa telenovela

– – –

Nella foto in evidenza: riunione della Commissione Difesa della Camera in data 1 agosto 2018.
Nella foto piccola: il Sottosegretario alla Difesa, Raffaele Volpi.

Corio, l’Aeronautica ora ammette: c’erano aerei militari

Dopo un mese e mezzo, l’Aeronautica Militare italiana ha fornito una nuova e differente versione circa le luci e i forti rumori aerei che nella tarda serata del 6 giugno scorso hanno allarmato gli abitanti di Corio e di altri comuni della Val Malone, in provincia di Torino, come abbiamo già  suo tempo riferito.

In un primo momento, da Roma i portavoce dell‘Ufficio Pubblica Informazione avevano detto ai giornalisti che non c’erano aerei militari in volo, tranne  «un Tornado in addestramento ad altissima quota, addirittura superiore a quella usuale. Nessun nostro aereo ha sorvolato la zona di Corio a bassa quota ed escludiamo che potesse trattarsi di velivoli sperimentali» (come riportato da Claudio Neve sul quotidiano Cronaca Qui). O ancora: «L’unico mezzo in addestramento nel Torinese, a circa 5 mila metri di quota, era un Tornado, è stato verificato sui radar. Quindi non è sicuramente passato poco sopra i tetti delle case» (Gianni Giacomino sul quotidiano La Stampa).

Ne erano seguite facili quanto ingiustificate ironie sulle decine di persone che invece avevano testimoniato di aver sentito un forte e crescente rombo scuotere finestre e perfino pareti delle case, e delle decine che (trovandosi all’aperto o avendo avuto il tempo di correre fuori da casa) avevano riferito di aver visto passare a bassissima quota quelli che tutti avevano preso per due aerei militari.

Erano poi arrivate le due interrogazioni parlamentari, annunciate e poi presentate alla Camera dei Deputati dall’onorevole Francesca Bonomo e al Senato da Mauro Marino, e parallelamente l’avvio di un’indagine da parte del Procuratore della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando, che il 12 giugno aveva annunciato di aver aperto un fascicolo (senza indagati e senza ipotesi di reato per il momento), affidando ai Carabinieri della stazione di Venaria l’incarico di interpellare i vertici dell’A.M. «al solo scopo di chiarire, se necessario, tutta la vicenda».

Alle interrogazioni non risulta che il Ministero della difesa abbia ancora dato risposta, ma per intanto il 21 luglio la Procura della Repubblica eporediese ha fatto sapere che l’Aeronautica Militare le ha risposto ammettendo infine che sì, su Corio quella sera c’erano due aerei militari, per la precisione due Tornado impegnati in un’esercitazione e che anche il boato era reale ed era stato causato da un non meglio precisato “guasto tecnico” che avrebbero procurato “un rumore anomalo”.

Nessun riferimento invece alla forte luce bianca, prima in movimento lento, poi ferma sopra il crinale, infine scomparsa all’arrivo dei caccia. Ma tanto è bastato a giornali e siti Internet per titolare, “Spiegato il mistero dell’ufo”, “Niente ufo, quelli sono Tornado”  o addirittura “l’Aeronautica smentisce la presenza di Ufo”, quando in realtà della prima luce bianca (l’UFO in senso stretto di questa storia) i militari nulla hanno detto e se l’Aeronautica ha smentito qualcosa ha smentito le proprie dichiarazioni di un mese fa.

Mentre la Procura prosegue gli approfondimenti e i parlamentari aspettano che il Governo dica qualcosa, è appena il caso di far sommessamente notare che, ancora una volta, si conferma la serietà e l’attendibilità dei testimoni e delle testimonianze che il nostro Centro raccoglie sistematicamente. Non si trattava di una “bufala” ma della sincera e precisa descrizione di ciò che effettivamente era presente in cielo: due rumorosi aerei militari a bassa quota.

Partendo da questo primo ed importante dato di fatto, non ci resta che attendere di aver accesso ai particolari comunicati dall’Aeronautica per cercare di capire se si trattava davvero di un’esercitazione, di un volo di addestramento oppure di qualche altra operazione aeronautica dai contorni ancora poco chiari. E continuare a chiedersi cosa fosse l’altra luce. Tutto ciò, come abbiamo detto sin dal primo momento, non significa avallare ipotesi fantasiose o fantascientifiche, ma semplicemente cercare, con mente aperta e razionale, la spiegazione di quanto accaduto.

 

 

– nella foto in evidenza: un testimone mostra il punto esatto in cui si era fermata la luce sopra i boschi di Corio, prima di scomparire all’arrivo degli aerei (indagine di Edoardo Russo, CISU);
– nella foto in alto: l’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare Italiana a Roma (fonte: U.P.I.A.M.
);
– nella foto in basso: un Tornado in volo notturno (fonte: N.S.M.)

Presentata l’interrogazione parlamentare sui fatti di Corio

E’ stata presentata lunedì 18 giugno alla Camera dei Deputati l’interrogazione parlamentare preannunciata la scorsa settimana dall’onorevole Francesca Bonomo sul boato e sulle testimonianze relative al passaggio a bassa quota di aerei militari nella zona di Corio (in provincia di Torino), in concomitanza all’osservazione di una luce in cielo, il 6 giugno, di cui abbiamo già riferito.

 

Si tratta di un’interrogazione a risposta in commissione, firmata anche dall’onorevole Davide Gariglio e rivolta al Ministro della difesa, che recita testualmente:

 

“Per sapere
– premesso che:
il 6 giugno 2018, intorno alle ore 21, nell’area di pertinenza del comune di Corio, in provincia di
Torino, si è registrato il passaggio di n. 2 velivoli, verosimilmente caccia militari a bassissima quota,
sentiti e visti da gran parte della popolazione del comune sopracitato e dei comuni confinanti;
tale evento ha enormemente allarmato la popolazione per il forte rumore e per l’onda d’urto
che si è propagata sul territorio, ma soprattutto per il timore che i due velivoli fossero diretti ad
intercettare un terzo velivolo potenzialmente pericoloso, che alcune testimonianze dicono di aver
scorto;
a causa dell’apprensione generata negli abitanti della zona per la loro sicurezza, le forze
dell’ordine sono state chiamate numerose volte e le istituzioni sollecitate a comprendere meglio cosa
sia accaduto;
successivamente all’evento è stata interpellata l’Aeronautica militare, la cui risposta è stata
a giudizio degli interroganti evasiva e lacunosa, cosa che ha ulteriormente alimentato dubbi e
inquietudini –:
se il boato avvertito nelle circostanze richiamate in premessa sia da attribuire allo svolgimento
di voli militari e, nel caso di risposta affermativa, quale fosse la ragione di tale volo, se vi sia stata una qualche situazione di pericolo per gli abitanti della zona, e quali iniziative intendano adottare le autorità militari al fine di informare preventivamente le popolazioni locali dello svolgimento di eventuali esercitazioni, evitando di creare paura e preoccupazione tra gli abitanti.”

L’interrogazione contiene un errore circa l’ora del fenomeno (avvenuto in realtà poco prima delle 23, non delle 21), dal quale si rileva che il testo si è basato non sulle testimonianze riportate sui social network e dai mass media locali, ma sul comunicato stampa stesso (diffuso dall’ANSA la sera del 10 giugno) nel quale si annunciava l’intenzione di presentare un’interrogazione parlamentare da parte dell’on. Bonomo e del senatore Mauro Marino (entrambi eletti in Piemonte nelle liste del Partito Democratico).

 

[collaborazione di Antonio Rampulla]

[immagine in evidenza: foto di Matteo Aldo Peracchione, dal gruppo Facebook “Sei di Corio se…”]

Mini-flap di avvistamenti UFO in Piemonte

Quando i mass media danno spazio a notizie di avvistamenti clamorosi, spesso si fanno avanti testimoni che raccontano altre osservazioni E’ quello che sta ora avvenendo in Piemonte sulla scia di quanto avvenuto lo scorso 6 giugno a Corio Canavese, dove decine di persone hanno visto una luce in cielo apparentemente inseguita da due aerei militari: oltre alla consueta coda di voci, ipotesi e smentite è seguita una serie di segnalazioni di altri avvistamenti, avvenuti nei giorni precedenti o successivi in varie zone della regione.

La prima testimonianza risale già alla sera di sabato 2 giugno, intorno alle 21.30, quando una donna che si trovava allo Stadio Olimpico di Torino per il concerto di Vasco Rossi ha osservato per un paio di minuti un oggetto rotondo non ben delineato, con riflessi bianco-azzurri, muoversi lentamente verso nord nel cielo ancora chiaro.

Il giorno successivo, a Nole, sempre nel Torinese, un impiegato che rientrava in auto con la moglie per il pranzo ha notato nel cielo parzialmente sereno la presenza di un oggetto brillante lenticolare, inclinato a 45°,  che dopo aver oscillato per alcuni secondi è schizzato in alto scomparendo in una nube [ricostruzione del testimone nella foto in evidenza].

Due le segnalazioni relative ad avvistamenti avvenuti sabato 9: quello che è stato descritto come “un uomo volante” [foto qui a lato] sarebbe stato fotografato da un turista a Dormelletto (Novara), mentre  cinque puntini neri in lento movimento nel cielo sono stati filmati a Banchette d’Ivrea poco dopo le ore 21.

Poche ore dopo, alle 2.20 di domenica 10 giugno, un automobilista che percorreva la  statale a San Germano Vercellese si è trovato a passare sotto un disco luminoso giallo e blu sospeso sopra la strada.

In gergo ufologico, si parla di flap per indicare queste concentrazioni di avvistamenti in una certa zona e in un arco temporale ristretto. In passato si pensava che indicassero un’effettiva maggior presenza di fenomeni UFO, mentre ormai è prevalente l’opinione che si tratti invece dell’emersione di una maggior percentuale degli “avvistamenti nascosti”: sulla base dei dati Doxa, sarebbero infatti oltre 3 milioni gli italiani che pensano di aver visto un UFO, a fronte di circa 30mila segnalazioni raccolte e catalogate dagli studiosi, che costituirebbero quindi solo l’1% del totale.

UFO inseguito dai caccia militari nel Canavese?

Nel giro di tre giorni è passato da notizia locale a questione di stato l’avvistamento di una luce nei cieli del Canavese.

I fatti: la sera di mercoledì 6 giugno, poco prima delle ore 23, decine di residenti nei comuni di Corio, Rocca e Levone (in provincia di Torino) sono stati allarmati da un forte e lungo boato che ha fatto tremare i vetri e pensare che un aereo stesse per cadere sulle case. Molti, usciti di casa o già all’aperto, hanno osservato e poi descritto il passaggio a bassa quota di due aerei militari, che secondo alcuni dei testimoni sembravano inseguire una luce bianca che si muoveva in cielo.

Come ormai è frequente, le testimonianze si sono riversate sui social network a partire dalla mattina seguente, e per i primi giorni sono state riprese solo dai giornali locali (Sentinella del Canavese, Torino Cronaca Qui), mentre ENAV ed Aeronautica Militare smentivano la presenza di aerei a bassa quota in quella valle a quell’ora.

La deposizione ai Carabinieri di uno dei testimoni e l’intenzione annunciata da due politici eletti in Piemonte di voler presentare un’interrogazione in Parlamento hanno però rilanciato la notizia a livello nazionale, con un comunicato dell’ANSA domenica sera, ripreso da molti giornali e mass media il giorno successivo.

Nel frattempo, il Centro Italiano Studi Ufologici aveva aperto un’inchiesta, lanciando un appello ai testimoni, e ha finora rintracciato e preso contatto con una dozzina di testimoni che, oltre al boato e agli aerei, hanno osservato l’oggetto luminoso in cielo.

Le indagini sono ancora in corso ed è ancora presto per raggiungere conclusioni circa il fenomeno osservato e la dinamica degli eventi, fino a che non sarà completata la raccolta dei dati, incrociando le testimonianze e i rilievi sul posto.

Il CISU è interessato a qualsiasi testimonianze di oggetti o fenomeni aerei insoliti, e invita come sempre i testimoni a raccontare le loro esperienze, garantendo la massima riservatezza e il rispetto della privacy.

– – –

In alto: foto di un oggetto volante scattata a Corio Canavese (Pian Audi) il 29 agosto 1962