Aimé Michel, a 100 anni dalla nascita

Esattamente cento anni fa, il 12 maggio 1919, nel paesino di Saint-Vincent-les-Fort (sulle Alpi francesi) nasceva Aimé Michel, che per trent’anni è stato uno dei più influenti studiosi di ufologia.

Laureato in filosofia, giornalista radiotelevisivo e divulgatore scientifico, fin dal principio si interessò alle segnalazioni di “dischi volanti” e nel 1954 pubblicò un libro (“Lueurs sur les soucoupes volantes”, tradotto anche in Italia qualche mese dopo) destinato a fare scalpore perché fu il primo in Francia ad affrontare l’argomento con un taglio razionale e scientifico, poco prima che quel paese venisse travolto dalla grande ondata autunnale di avvistamenti e atterraggi, che lui stesso aveva previsto ipotizzando un ciclo biennale.

Quel diluvio di osservazioni, senza precedenti in Europa, costituì il nucleo del suo secondo libro (“Mystérieux Objects Célestes”, 1958), pubblicato contemporaneamente negli Stati Uniti e basato sulla scoperta (battezzata “ortotenia”) che gli avvistamenti sembravano disporsi lungo linee rette, che cambiavano nel corso dei giorni.

La possibilità di applicare un’analisi matematica all’insieme delle segnalazioni (con la conseguenza di stimolare la creazione del primo catalogo computerizzato), l’attenzione centrata sugli atterraggi e su quelli che molti anni dopo verranno chiamati “incontri ravvicinati”, il formarsi intorno a lui di una vasta rete internazionale di corrispondenti (il “collegio invisibile”) che comprendeva ricercatori universitari, tecnici,  intellettuali e militari privatamente ma attivamente interessati all’argomento: tutte queste furono le importanti conseguenze di quel libro, che rappresentò se non la nascita perlomeno il concepimento della corrente dell’”ufologia scientifica”.

Negli anni successivi Michel si concentrò sulle implicazioni e sulle contraddizioni dell’ipotesi extraterrestre, di cui fu sempre paladino e sostenitore, con elaborazioni concettuali sul “problema del non contatto”, sulla natura ingannevole del fenomeno (la cui analisi fa di noi l’equivalente del topo nel labirinto), fino ad arrivare nel 1980 alla conclusione di una trascendenza e inconoscibilità intrinseca delle sue cause e quindi al suo commiato dall’ufologia.

Oltre che agli UFO (sigla che non gli piaceva e che preferiva sostituire col francese MOC), Michel si interessò e scrisse su molti altri argomenti, dall’etologia al misticismo, dalla psicologia all’epistemologia, partecipando al movimento del “realismo fantastico” sulla rivista Planète. Un tentativo di raccoglierne tutta la bibliografia (e in particolare i numerosi articoli) da parte di un piccolo gruppo di appassionati (al quale il Centro Italiano Studi Ufologici ha collaborato con il materiale raccolto in un ricco dossier dell’Archivio CISU) è accessibile su un sito web appositamente dedicato ad Aimé Michel.

Un dettagliato profilo ufologico di Aimé Michel, pubblicato su UFO – Rivista di informazione ufologica in occasione della sua morte (avvenuta il 28 dicembre 1992) è scaricabile da qui.

– – –

Foto in alto (in evidenza): © Yves Bosson / Agence Martienne


Nella foto in basso: Aimé Michel nel 1981 con lo scrittore e ufologo Bertrand Méheust.

Print Friendly, PDF & Email