Campagna CISU 2026

Il Centro Italiano Studi Ufologici ha lanciato la consueta campagna adesioni 2026, per il suo 41° anno di attività.
Il CISU è infatti un’associazione culturale, basata sul volontariato dei propri soci e collaboratori. Chiunque sia interessato ad un approccio razionale e scientifico al problema UFO può contribuire.
Esistono vari ambiti nei quali ciascuno può partecipare, più o meno attivamente, a seconda delle proprie inclinazioni e disponibilità: indagini su segnalazioni di avvistamento locali, ricerche d’archivio, aree specifiche di approfondimento e studio, di solito in coordinamento con i responsabili locali dell’associazione.
Esistono gruppi di lavoro e diverse mailing list di collegamento fra i volontari interessati o attivi su tematiche specifiche. I principali progetti di catalogazione e ricerca in corso sono indicati qui
Dal 1986, il CISU organizza annualmente un convegno, che a volte è aperto al pubblico ed a volte riservato agli iscritti (l’ultimo si è tenuto a Torino  il 22 novembre scorso, mentre l’elenco dei precedenti è consultabile qui) e una carrellata video è visualizzabile sul canale YouTube @UFOitaly.
Da 40 anni il Centro Italiano Studi Ufologici pubblica una rivista  che, senza lasciare spazio al sensazionalismo, offre una panoramica ragionata dello studio ufologico in Italia e nel mondo, ed è affiancata da una collana di monografie (Documenti UFO) e dai libri tecnici pubblicati dalle Edizioni UPIAR. Agli iscritti è inoltre riservata una circolare telematica di collegamento, che riporta le attività in corso da parte dei soci e dei collaboratori.
Soci e collaboratori del CISU hanno poi diritto ad uno sconto del 15%-20% sull’acquisto di tutti i libri pubblicati o distribuiti sul sito UPIAR Store.
Lo statuto e il regolamento del Centro Italiano Studi Ufologici sono consultabili qui e qui.

Il Manuale di metodologia d’indagine ufologica è scaricabile qui.
Il codice etico del CISU è pubblicato qui.

Per fare domanda e diventare Collaboratore del CISU basta scaricare e compilare questo modulo, e restituircelo a mezzo e-mail (cisu@ufo.it), fax (011545033) o posta ordinaria (CISU, casella postale 82, 10100 Torino).

Euro Ufo Index: un catalogo europeo

EuroUFO.net e UAP Check hanno lanciato una nuova iniziativa congiunta: Euro Ufo Index, il catalogo di segnalazioni e notizie di presunti avvistamenti UFO nei paesi europei.

Per la prima volta in assoluto, 20 organizzazioni nazionali UFO di tutta Europa (oltre a due internazionali) hanno concordato di condividere i propri archivi per creare un catalogo condiviso.

La prima versione sperimentale è limitata alle segnalazioni di avvistamento del 2024 e ai dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione fornitrice).

Una volta completata la fase di test, l’Euro Ufo Index sarà esteso a un intervallo temporale più lungo (dal 1947 o prima) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione.

Nel frattempo, sono già state indicizzate più di 3.000 segnalazioni  del solo 2024, provenienti da 43 nazioni diverse, e si prevede che il totale raggiungerà quota 5.000 nelle prossime settimane, dopo l’aggiunta di tre raccolte nazionali.

Il motore di ricerca è accessibile dalla pagina Euro Ufo Index sul sito web EuroUFO.net.

Le organizzazioni attualmente partecipanti sono elencate in una pagina dedicata.

Il nuovo film di Spielberg: che sta succedendo?

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Ospitiamo un editoriale del Direttore per lo Sviluppo Internazionale del Mutual UFO Network (MUFON), ispirato dalla campagna di lancio del nuovo film a soggetto ufologico di Steven Spielberg.

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Chiunque sia al corrente di ciò che accade in questo momento nel “mondo degli UFO” sa che Steven Spielberg sta tornando nel campo dei film sugli UFO/UAP dopo diversi decenni e dopo i suoi incredibili successi con “E.T.“ e “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”.

Ma la domanda è: perché ora?

Personalmente penso che “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” sia stato un enorme successo hollywoodiano e mi abbia trascinato in questa comunità sulla base delle mie esperienze personali, che Spielberg sembrava comprendere.

Non voglio certo fare qui della pubblicità gratuita a Spielberg perché non conosco le sue motivazioni, a parte il fatto che deve  portare soldi alla casa di produzione.  Senza dubbio il film sarà un grandissimo successo e sicuramente potrà modificare l’opinione pubblica in una certa direzione.

Ma fate attenzione al prestigiatore che vi mostra la mano sinistra mentre la sua destra vi svuota le tasche. Spielberg fa forse parte del complotto?

Inoltre, è solo la solita promozione del prodotto,  conoscendo il pubblico?  Hollywood ci campa! Gli UFO/UAP sono l’argomento più caldo dell’universo in questo momento perché il pubblico desidera risposte, e sembra esserci una lenta divulgazione da parte del governo e dei suoi vari portavoce che la rivelazione (la “disclosure”) potrebbe essere vicina.

O forse no?  Pensate a come il pubblico mondiale è stato sedotto dal caso 3i/ATLAS basandosi praticamente sul nulla. In questo periodo abbiamo a disposizione tutto  in ogni momento: Lue Elizondo e un cast di supporto composto da George Knapp, David Grusch, Chris Mellon, Hal Putoff, Eric Davis, Jeremy Corbell, Robert Bigelow e quelli del ranch Skinwalker, e – come se non fosse abbastanza – uno o due scienziati della Lockheed che affermano di aver fatto retro-ingegneria di strani oggetti, forse provenienti dal futuro (roba simile a quella misteriosamente scomparsa da un pacco postale indirizzato al MUFON, il che contribuisce ad aumentare il mistero e l’intrigo. Restate aggiornati! Ogni tanto ci derubano! Ma non è prevedibile, vero?)

Dal lato governativo, abbiamo sostenitori della trasparenza come i deputati Anna Luna, Tim Burchett, Andre Carson e i senatori Kirsten Gillibrand e il defunto Harry Reid, che hanno dato il via a tutto questo, finanziando l’AATIP che si è trasformato poi nel pasticciato, ma tutt’altro che inutile, All Domain Resolution Office (AARO). E non dimentichiamo poi nemmeno quelle persone che “pixelano” le foto della NASA. Abbiamo poi le infinite udienze al Congresso, l’ultima delle quali è stata tenuta dalla deputata Nancy Mace.

Se si torna ai giorni d’oro dell’ufologia, il NICAP contattava i nostri membri del Congresso già dalla fine degli anni ’50; eppure reinventiamo la ruota ogni 5 anni circa. Senza risultati, mai; a meno che non si abbia il privilegio di avere la risposta in un “briefing” del Congresso a porte chiuse in uno “SCIF” [1]… Siete fantastici! E perché niente per noi, per il pubblico? Da rotolarsi per terra, che casino!

Allora, cosa sta succedendo?

Spielberg è veramente un regista indipendente e il suo nuovo film, che si dovrebbe intitolare sulla “Disclosure”, è un’interpretazione realistica di un contatto alieno, o è solo propaganda per far sì che la comunità UFO/UAP continui a chiedere di più, per esigenze governative?

È interessante notare che, quando Spielberg aveva come consulenti J. Allen Hynek e Jacques Vallée per “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, Vallée  – brillantemente interpretato nel film dal compianto François Truffaut – all’epoca suggerì che forse non si trattava di alieni, ma di qualcosa di molto,  molto  diverso. E forse anche più esotico e anomalo. Io me lo ricordo e voi? All’epoca la risposta di Spielberg fu, in sostanza, che la gente voleva assolutamente gli extraterrestri. Penso che su questa discussione, 40 anni dopo, Vallee sia ancora dalla parte della ragione.

Forse è ancora più strano di quanto avessimo mai immaginato, e Spielberg sta finalmente recuperando il terreno perduto, o è lui a essere diretto da qualcuno? Spielberg sta insinuando che forse non si tratta affatto di alieni, ma di esseri umani provenienti da 500.000 anni nel futuro! (E perché questo numero? Perché non 100 o 1.000 anni da oggi?) Che grande cambiamento nel suo pensiero rispetto a quarant’anni fa! Ma è proprio il suo pensiero o sta diffondendo “la linea del partito”?

Le cose sono cambiate dagli anni ’80; da dove ha tirato fuori il numero di 500.000 anni? Di getto? O è a conoscenza di qualcosa che non sappiamo e che non conosceremo mai perché non facciamo parte della élite illuminata come lui?

La pubblicità iniziale del nuovo film di Spielberg è molto criptica, con la prima immagine che mostra quella che potrebbe sembrare una testa di uccello ma con un occhio umano. Questa, almeno, è la mia interpretazione. Forse si tratta del ritorno dei dinosauri? Spero proprio che non sia una storia ambientata nel Giurassico!

Ciò nonostante, sembra suggerire un accenno all’evoluzione umana e un completo cambiamento dal suo “Incontri ravvicinati” con gli alieni negli anni ’80. Inoltre, in un certo senso, ci spinge verso la teoria del viaggio nel tempo. Gli alieni siamo noi stessi  da un futuro molto, molto lontano?

Il governo sta forse forzando la mano con strumenti umani, sotto forma di informatori, preparandoci a qualche rivelazione? Sta interrompendo o addirittura distruggendo i loro piani di divulgazione.

È un gigantesco ammasso incomprensibile… E anche se così fosse, chi sarebbe in controllo: i governi o le “gole profonde” che ribaltano tutto? Immagino che i “rivelatori” siano i primi a perderci!

E cosa succederà dopo?

C’è una certa angoscia nella riluttanza a rivelare tutto. Ma perché? In alcuni ambienti, tra cui alcuni importanti portavoce ufologici, si insinua che la realtà dietro a chi sta manovrando questi UFO/UAP sia così terribile che il pubblico non sarebbe in grado di assimilarla tutta in una volta.

Se questo fosse vero, ci troveremo certamente di fronte a una realtà oscura e distopica che, quando la rivelazione avesse effettivamente luogo, potrebbe anche distruggere la nostra civiltà!

O invece  è tutta una “PsyOp” [2] ?

In ultima analisi  – considerando che storiche organizzazioni di base libere e aperte, come MUFON e NUFORC, sono sotto attacco come mai prima d’ora, con l’improvvisa comparsa di uffici del Dipartimento della Guerra (come l’AARO), altre agenzie governative seriamente sospettate e di fatto ignorate (come la NASA) e  misteriose società private come Enigma Labs (finanziata dal miliardario Peter Thiel, che ha contratti multimiliardari con il Dipartimento della Guerra tramite la sua società Palantir) – VOI, cioè il pubblico, la “gente della strada,” dovreste essere molto, molto, molto preoccupati che questa possa essere la più grande “PSYOP” nella storia dell’umanità.

Una tempesta perfetta di cooperazione tra governo, esercito, mass media, mondo dello spettacolo e industria ,concepita per nascondere la verità a tutti noi.

Fate molta attenzione quando inviate la vostra segnalazione UFO. Volete che finisca in inutili buchi neri come AARO, NASA, Enigma Labs o, peggio ancora, piccole start-up che vanno e vengono come l’“International UFO Bureau”, o volete che un’organizzazione affermata come il MUFON, con oltre 700 investigatori certificati sul campo e con esperienza sul campo, vi contatti in tempo reale per fare il lavoro, cioè vere e proprie indagini, a cui il governo non ha alcun accesso?

Noi facciamo dal 1969 il lavoro che prima faceva l’Aeronautica Militare! Il nostro database contiene 145.099 casi. E nessuno ci possiede! Nessuno!

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Note

[1] “Sensitive Compartmented Information Facility”, una stanza o edificio ultra-sicuro per informazioni classificate.

[2]      La traduzione di PSYOP (o PsyOp) è Operazioni Psicologiche (o Guerra Psicologica), indicando campagne strategiche militari e di intelligence che usano la comunicazione per influenzare le emozioni, le motivazioni e il comportamento di gruppi target (nemici, neutrali, alleati) al fine di raggiungere obiettivi politici e militari, sfruttando spesso disinformazione, propaganda e manipolazione mediatica, sia on, sia off-line.

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Bob Spearing è Direttore dello sviluppo internazionale del Mutual UFO Network. Laureato alla Fordham University con un B.A. in Comunicazione, con specializzazione in Giornalismo e Produzione Cinematografica, è andato in pensione dalla Port Authority di New York e New Jersey dopo 34 anni, dove ha ricoperto vari ruoli. E’ entrato a far parte di MUFON nel 2014 come Field Investigator e in seno a quell’associazione ha svolto diversi incarichi e progetti, ha pubblicato molti articoli ed è apparso in vari programmi televisivi.

 

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Revisione della traduzione automatica a cura di Piero Zanaboni

 

Avvistamenti UAP in Europa nel periodo 2019-2024: verso un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo

Ambito, fonti e obiettivi dell’aggiornamento 2025

Questo rapporto aggiornato rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla precedente edizione pubblicata nel giugno 2024[1] .  Mentre il lavoro dello scorso anno si concentrava sui dati grezzi provenienti da undici paesi europei, il presente aggiornamento amplia notevolmente sia la copertura geografica che la base istituzionale del set di dati. Per la prima volta, questa panoramica annuale può contare non solo su organizzazioni civili nazionali di lunga data e organismi ufficiali, ma anche su organizzazioni o progetti  di recente costituzione o rivitalizzati, oltre che su un livello di condivisione internazionale dei dati senza precedenti. Due importanti sviluppi hanno caratterizzato l’aggiornamento di quest’anno.

Il primo è l’integrazione di altri cinque paesi europei per i quali è stato possibile ottenere dati affidabili a livello nazionale grazie alla creazione, alla riattivazione o alla continuazione di organizzazioni locali. Nella Repubblica Ceca, l’ex Projekt Záře è stato rivitalizzato con successo con il nuovo nome Tým Záře, ripristinando gli sforzi nazionali di raccolta dati che erano stati interrotti dopo il 2020. In Grecia, l’istituzione del GRUFON (Greek UFO Network) nel settembre 2025 segna il primo tentativo in decenni di strutturare un quadro nazionale sostenibile per la segnalazione e l’analisi degli UAP. Anche la Spagna ha compiuto importanti progressi con l’inclusione del Progetto CUCO (creato nel 2002), che finalmente estende la raccolta sistematica di dati oltre l’attività di lunga data ma geograficamente limitata del CEI (Centre d’Estudis Interplanetaris), incentrata sulla Catalogna. In Portogallo, la creazione di Stellar nel 2023 ha reintrodotto una struttura nazionale per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP, colmando una lacuna di lunga data nella penisola iberica. Infine, nonostante le circostanze straordinarie, l’Ucraina è riuscita a fornire dati aggiornati, anche se necessariamente parziali, attraverso la SRCAA Zond, un’organizzazione che opera sotto l’egida della Società Aerospaziale Ucraina. Zond continua una tradizione scientifica avviata all’inizio degli anni ’80 sotto l’egida dell’Accademia Nazionale delle Scienze e dal 2004 ha proseguito senza interruzioni lo studio dei fenomeni anomali, anche durante la guerra in corso.

Il secondo importante sviluppo è di natura metodologica e probabilmente ancora più significativo. Per la prima volta, la più grande organizzazione civile al mondo che si occupa di UFO, il MUFON (Mutual UFO Network, USA), ha accettato di condividere i propri dati europei con EuroUfo.Net. Questa cooperazione consente di incorporare le segnalazioni provenienti dai paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione civile o ufficiale nazionale che si occupi di UAP, affrontando così una delle debolezze strutturali più persistenti delle analisi a livello continentale. Fondata nel 1969, MUFON è la più antica e grande rete civile di indagine e ricerca sugli UFO al mondo.

Grazie a questa collaborazione, i dati di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalla nostra  panoramica continentale, possono ora essere inclusi in una specifica sezione di questo rapporto (vedi Parte 3). Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi dati provenienti dal MUFON rappresentano da soli un totale di 3.353 eventi segnalati in 29 paesi, ampliando in modo significativo la base empirica del Barometro UFO Europeo (EuroUFO Barometer).

Di conseguenza, l’aggiornamento di quest’anno va ben oltre un semplice aggiornamento annuale. Ora combina il gruppo originario di paesi europei con organizzazioni nazionali UAP di lunga data, paesi di recente integrazione con contatti organizzativi diretti, e un ampio insieme aggiuntivo di paesi rappresentati attraverso il sistema di segnalazione standardizzato MUFON. Nel loro insieme, queste fonti consentono la panoramica più ampia e inclusiva delle attività di segnalazione UAP europee raccolte fino ad oggi.

Per tenere conto di questa diversità di fonti di dati, il quadro analitico della relazione è volutamente differenziato. Le analisi grafiche e i confronti longitudinali sono limitati ai paesi con organizzazioni residenti e raccolta continua di dati nazionali, mentre i dati provenienti dal MUFON sono presentati separatamente solo in forma tabellare. Su questa base, la relazione è organizzata in due sezioni principali. La prima esamina l’evoluzione e le caratteristiche delle segnalazioni di UAP nei paesi con organizzazioni nazionali consolidate. La seconda presenta le segnalazioni di UAP inviate al sistema di gestione dei casi del MUFON dai paesi europei che non dispongono di strutture nazionali di raccolta dati, sotto forma di panoramica descrittiva che evidenzia l’attività di segnalazione di base e il potenziale futuro.

Come nelle edizioni precedenti, è importante sottolineare che le cifre presentate in questo rapporto riflettono principalmente le osservazioni segnalate, piuttosto che fenomeni anomali confermati. È ben noto tra i ricercatori e gli investigatori di tutta Europa che la stragrande maggioranza di queste testimonianze corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo, tra cui satelliti (in particolare le costellazioni Starlink), la Stazione Spaziale Internazionale, droni, aerei, effetti atmosferici e oggetti celesti comuni come stelle e pianeti. Sebbene tali casi dominino i set di dati nazionali, la loro raccolta sistematica rimane preziosa per comprendere le dinamiche di segnalazione, la percezione del pubblico e le ricorrenti fonti di confusione che influenzano le statistiche sugli UAP.

Solo una piccolissima parte dei casi rimane irrisolta dopo le indagini, e anche questi raramente presentano una forte coerenza probatoria. Ad esempio, nell’ambito del quadro francese GEIPAN, il caso più recente classificato come “fenomeno non identificato” di moderata coerenza risale al 2020, mentre il caso precedente comparabile è stato registrato nel 2018. Un’analisi transnazionale dedicata, incentrata specificamente sul piccolo sottoinsieme di casi irrisolti negli ultimi cinque-dieci anni, costituirebbe quindi una pista particolarmente rilevante per la ricerca futura, ma esula dall’ambito della presente relazione.

Allo stesso tempo, permangono importanti limitazioni strutturali. Nonostante i graduali miglioramenti nella condivisione e nel consolidamento dei dati, l’Europa non dispone ancora di un quadro istituzionale armonizzato per la raccolta e l’analisi dei dati UAP. In molti paesi, le banche dati nazionali dipendono fortemente dall’impegno costante di un numero molto limitato di volontari, rendendo i sistemi di segnalazione vulnerabili a interruzioni o discontinuità temporanee. Questa fragilità è illustrata dall’assenza di dati nazionali consolidati per il Regno Unito nel 2024, nonché da lacune parziali nella base dati italiana, sempre per il 2024.

In questo contesto, EuroUfo.Net svolge un utile ruolo di coordinamento fornendo una piattaforma stabile per la collaborazione, lo scambio di informazioni e la discussione metodologica tra organizzazioni nazionali e ricercatori indipendenti in tutta Europa. Sebbene EuroUfo.Net non costituisca un organismo istituzionale formale, facilita la continuità mantenendo punti di contatto a lungo termine, incoraggiando la condivisione dei dati e promuovendo approcci comparativi alle statistiche nazionali. Questa rete informale ma persistente contribuisce a una maggiore coerenza nelle analisi a livello europeo e aiuta a mitigare, in una certa misura, la frammentazione strutturale che caratterizza la raccolta di dati UAP su scala continentale.

Tuttavia, i progressi compiuti dalla precedente relazione dimostrano che gli sforzi incrementali e cooperativi, in particolare a livello transfrontaliero, possono migliorare sostanzialmente la qualità e la portata del monitoraggio europeo degli UAP. Il continuo sviluppo di quadri di collaborazione, sia formali che informali, rimane essenziale per promuovere una comprensione più coerente e trasparente delle attività UAP segnalate in Europa.


1. Volume annuale di eventi UAP segnalati in Europa (2019-2024)

Prima di esaminare le distribuzioni a livello nazionale, è utile considerare l’evoluzione complessiva degli eventi UAP segnalati in Europa nel periodo 2019-2024. Nel corso del periodo di riferimento di sei anni, sono stati segnalati complessivamente 32.253 eventi relativi agli UAP nei paesi europei coperti dal presente aggiornamento. I totali annuali oscillano in un intervallo relativamente ristretto, da un minimo di 4.833 segnalazioni nel 2021 a un picco di 6.679 nel 2020, con una media complessiva di circa 5.375 segnalazioni all’anno. Questa stabilità generale suggerisce che, su scala continentale, le segnalazioni di UAP in Europa sono rimaste sostanzialmente costanti nel tempo, nonostante le variazioni a breve termine legate a contesti nazionali specifici o a fattori esterni.

Tabella 1. Valori annuali del set di dati dal 2019 al 2024

Nota: i dati del 2024 sono incompleti per l’Italia e il Regno Unito, quindi il totale è sottostimato.

Per quanto riguarda il picco evidente tra il 2019 e il 2020, è stato precedentemente osservato che il forte aumento può essere attribuito a tre paesi: Belgio, Germania e Paesi Bassi. Un’ipotesi plausibile alla base di questo aumento è che quell’anno abbia segnato l’inizio dei lanci operativi dei satelliti Starlink da parte di SpaceX . La confusione tra questi  satelliti e gli UAP  è comune perché i satelliti appena lanciati appaiono come linee rette inquietanti e luminose o “treni” di luci nel cielo notturno, simili a fenomeni aerei insoliti, anche per i piloti, portando a numerose segnalazioni di UAP prima che si disperdano nelle loro orbite operative e diventino più difficili da vedere. Questi “treni satellitari” sono semplicemente gruppi di 50-60 satelliti rilasciati insieme, che riflettono la luce solare e sono facilmente visibili durante le ore crepuscolari, erroneamente identificati come potenziali UAP.

All’inizio del 2020, un’altra considerazione contestuale discussa da alcuni ricercatori è stata la potenziale influenza delle modifiche comportamentali legati al COVID-19 (come i cambiamenti nelle attività all’aperto e nei modelli di osservazione del cielo durante i lockdown) sul volume delle segnalazioni di UAP. Tuttavia, le indagini empiriche su questa ipotesi non hanno confermato un nesso causale: ad esempio, uno studio pubblicato sul Journal of Scientific Exploration non ha trovato prove che i cambiamenti comportamentali legati alla pandemia abbiano influenzato in modo significativo i tassi di segnalazione di UAP negli Stati Uniti[2] . Sebbene questo contesto sia interessante dal punto di vista storico, non dovrebbe essere interpretato come un fattore esplicativo sostanziale per il picco del 2020 nei dati europei.

Di questo totale di sei anni, 28.900 segnalazioni (circa il 90%) provengono da organizzazioni civili o ufficiali nazionali che si occupano di UAP e costituiscono il principale set di dati analitici, mentre 3.353 segnalazioni (circa il 10%) provengono dal MUFON Case Management System (CMS). Sebbene numericamente inferiore, il contributo del MUFON svolge un ruolo sproporzionato nell’ampliare la copertura geografica. Grazie a questa cooperazione, le segnalazioni di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalle precedenti panoramiche continentali di EuroUfo.Net, sono ora incluse in questo barometro. Di conseguenza, l’aggiornamento del 2025 incorpora i dati di 37 paesi europei in totale, ampliando notevolmente sia la portata demografica che quella territoriale dell’analisi (vedi Figura 1).

 

Figura 1. Mappa politica di base dell’Europa (per orientamento geografico)

 

Il totale relativamente più basso osservato per il 2024 dovrebbe quindi essere interpretato con cautela. Come discusso in precedenza, mancano ancora i dati annuali consolidati per tre organizzazioni che normalmente contribuiscono con volumi consistenti, in particolare nel Regno Unito e in Italia. Sulla base dei livelli storici recenti, l’inclusione di questi dati mancanti aggiungerebbe probabilmente diverse centinaia di segnalazioni supplementari, dell’ordine di 700-800 casi, portando il totale del 2024 vicino a quello osservato nel 2023. Il calo apparente nel 2024 riflette quindi i limiti nella disponibilità dei dati piuttosto che una significativa riduzione dell’attività di segnalazione.

Al di là dei numeri assoluti, l’attuale insieme di dati rappresenta un importante passo avanti rispetto alle precedenti panoramiche europee. Mentre i barometri precedenti erano tipicamente limitati a meno di una dozzina di paesi, l’attuale compilazione copre una grande parte della popolazione e dell’area geografica dell’Europa, comprendendo l’Europa occidentale, settentrionale, meridionale, centrale e parti dell’Europa orientale. Va tuttavia notato che i dati derivati dal MUFON rappresentano probabilmente solo una piccola parte delle segnalazioni effettive in questi paesi aggiuntivi, poiché raccolgono principalmente segnalazioni di persone che conoscono l’organizzazione con sede negli Stati Uniti e sono motivate a inviare le loro osservazioni attraverso una piattaforma di segnalazione straniera piuttosto che attraverso strutture locali o nazionali.

Nonostante questa avvertenza, l’ampliamento della copertura rafforza notevolmente il valore del Barometro UFO Europeo come indicatore delle dinamiche di segnalazione su scala continentale, sottolineando al contempo l’importanza di una cooperazione istituzionale continua per migliorare la completezza e la rappresentatività delle edizioni future.

Nel loro insieme, i 37 paesi europei inclusi in questa edizione del Barometro UFO Europeo rappresentano una chiara maggioranza della popolazione e dell’area geografica dell’Europa. Essi comprendono tutti i principali centri abitati dell’Europa occidentale, dei paesi nordici, dell’Europa meridionale e di gran parte dell’Europa centrale e orientale, includendo anche Stati geograficamente estesi come la Norvegia, la Svezia e la Russia. Sebbene i confronti precisi ponderati in base alla popolazione rimangano approssimativi a causa delle diverse definizioni di “Europa”, i paesi coperti da questo rapporto rappresentano plausibilmente ben oltre i due terzi degli abitanti dell’Europa e una quota comparabile della sua superficie.

Ciononostante, permangono importanti lacune. Diversi paesi europei non dispongono ancora di una struttura civile o ufficiale nazionale identificabile per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP e sono quindi assenti dall’insieme dei dati. In particolare, ciò include Austria, Polonia e Svizzera, tre Stati europei significativi dal punto di vista geografico e demografico, la cui assenza evidenzia lo sviluppo disomogeneo delle infrastrutture di segnalazione degli UAP in tutto il continente. La mancanza di dati provenienti da questi paesi non deve essere interpretata come un’assenza di osservazioni di UAP, ma piuttosto come un’indicazione delle limitazioni strutturali e istituzionali che continuano a caratterizzare il monitoraggio a livello europeo.

 

2. Set di dati analitici primari: paesi con organizzazioni nazionali UAP consolidate        

Le tabelle e i grafici di questa sezione riassumono i dati grezzi sulle osservazioni di UFO/IFO segnalate a 23 organizzazioni in 16 paesi europei, per i quali sono disponibili statistiche nazionali consolidate. I dati relativi al Regno Unito per il 2024 sono attualmente mancanti, ma dovrebbero essere pubblicati il prossimo anno, e anche le informazioni provenienti da un’importante associazione italiana (il CUN) non sono stati resi disponibili. Questi paesi condividono una caratteristica strutturale fondamentale: la presenza di associazioni civili residenti o di organismi ufficiali che hanno mantenuto una raccolta dati continua e a lungo termine e punti di contatto stabili con EuroUfo.Net nel corso di diversi anni (Tabella 2).

In questi paesi, le segnalazioni di UAP sono raccolte in un contesto nazionale ben definito, utilizzando canali di segnalazione e procedure di indagine consolidati, e sono supportate da pratiche di archiviazione locali e dalla memoria istituzionale. Questa continuità consente l’esame delle variazioni interannuali, delle tendenze a lungo termine e dei confronti tra paesi con un ragionevole grado di coerenza metodologica. Per questi motivi, solo questo sottoinsieme di paesi è incluso nelle analisi grafiche e nelle interpretazioni basate sulle tendenze presentate di seguito.

I dati qui presentati sono stati compilati grazie ai contributi volontari delle organizzazioni membri della comunità virtuale EuroUfo.Net, integrati da statistiche disponibili al pubblico pubblicate dalle istituzioni nazionali (GEIPAN in Francia,  Aeronautica Militare in Italia). Sebbene persistano differenze nelle pratiche di segnalazione e nella visibilità pubblica tra i vari paesi, questo insieme di dati primari rappresenta la base più solida e coerente internamente attualmente disponibile per valutare l’evoluzione dell’attività UAP segnalata in tutta Europa.

 

Tabella 2. Organizzazioni nazionali che contribuiscono con dati al set di dati primari, con l’anno di costituzione e le risorse di segnalazione online

Come nelle edizioni precedenti, è necessario sottolineare che queste cifre riflettono le osservazioni segnalate piuttosto che eventi anomali confermati. La stragrande maggioranza dei casi corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo. Tuttavia, la raccolta e il confronto sistematici di tali segnalazioni rimangono essenziali per comprendere le dinamiche di segnalazione, identificare modelli ricorrenti e isolare il piccolo sottoinsieme di casi che potrebbero richiedere un’indagine più approfondita.

Per quanto riguarda i casi più difficili da spiegare, sarebbe particolarmente utile un’analisi separata incentrata specificamente sugli eventi attualmente inspiegabili segnalati negli ultimi cinque-dieci anni. Al momento, tale analisi è realisticamente fattibile solo per la Francia, dove il GEIPAN rende disponibili al pubblico classificazioni dettagliate dei casi. Sulla base di questi dati pubblicati, i casi più recenti classificati nelle categorie inspiegabili (D/D1/D2) risalgono al 2022 (tre casi), con precedenti registrati nel 2020 (due casi) e nel 2019 (un caso).

I dati preliminari per il 2024 sembrano indicare un leggero calo del numero totale di osservazioni di UAP segnalate nei 16 paesi inclusi in questa analisi, con 4.695 segnalazioni rispetto alle 5.069 del 2023. Questo apparente calo dovrebbe essere interpretato con cautela, poiché mancano ancora i contributi di due organizzazioni britanniche e di un’organizzazione italiana. Dati i livelli storicamente elevati di segnalazioni in questi paesi, il numero effettivo di osservazioni per il 2024 sarà probabilmente più alto.

Rispetto allo scorso anno, il set di dati si è ampliato anche dal punto di vista geografico. Mentre il rapporto del 2023 includeva 11 paesi (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi), il set di dati del 2024 comprende 16 paesi (Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Regno Unito, Ucraina e Paesi Bassi). Questo insieme più ampio di 16 paesi continua a rappresentare una maggioranza sostanziale degli abitanti dell’Europa. I paesi aggiunti: Repubblica Ceca, Grecia, Spagna e Ucraina, contribuiscono con quote di popolazione significative nelle loro regioni, ampliando ulteriormente la portata geografica e demografica del Barometro. Da un punto di vista numerico, il set di dati dei 16 paesi comprende ora oltre 31.503 casi segnalati dal 2019 al 2024, rispetto ai circa 23.800 casi dal 2019 al 2023, riflettendo sia l’inclusione di ulteriori paesi sia l’accumulo di nuovi casi per ciascun anno.


Tabella 3. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati per anno

Tra i paesi con dati completi, i livelli di segnalazione nel 2024 variano notevolmente. La Germania continua a mostrare un’attività elevata, con segnalazioni in aumento da 1.148 nel 2023 a 1.436 nel 2024, riflettendo linee di segnalazione ben consolidate e chiare associazioni istituzionali, mentre il Belgio e la Francia hanno registrato diminuzioni, raggiungendo rispettivamente 222 e 175 segnalazioni. La Danimarca e la Finlandia hanno registrato aumenti modesti, con 121 e 99 segnalazioni, mentre i paesi con un numero minore di segnalazioni, tra cui Grecia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Ucraina e Paesi Bassi, sono rimasti sostanzialmente stabili.

Come negli anni precedenti, è importante considerare i fattori contestuali che possono influenzare i livelli di segnalazione. Ad esempio, i Paesi Bassi segnalano le osservazioni esclusivamente tramite il sito web dell’unica organizzazione attualmente attiva nel paese. I Paesi Bassi hanno anche una delle più alte densità di popolazione dell’Europa occidentale, con oltre 500 persone per chilometro quadrato. In confronto, il Belgio ha 380, il Regno Unito 280, la Germania 240, l’Italia 200 e la Francia 120 persone per chilometro quadrato. Questi fattori, la densità di popolazione e l’organizzazione dei canali di segnalazione, contribuiscono certamente alle differenze osservate nel numero di segnalazioni tra i vari paesi.

Nel complesso, i dati preliminari del 2024 evidenziano la continuità di un’elevata attività di segnalazione in alcuni paesi, come la Germania, e un moderato calo in altri, tra cui il Belgio e la Francia. I paesi con un numero minore di segnalazioni rimangono sostanzialmente stabili. L’ampliamento del set di dati a 16 paesi, insieme al totale cumulativo che supera le 31.500 segnalazioni, sottolinea sia la persistenza degli sforzi organizzati di segnalazione sia il valore di una prospettiva europea più ampia nella comprensione delle tendenze dell’attività UAP segnalata.

Tabella 4. Paesi partecipanti e organizzazioni segnalanti inclusi nel set di dati


Variazioni interannuali e andamento generale

Per limitare il rischio di un’interpretazione eccessiva, l’analisi delle variazioni interannuali nella presente relazione si concentra principalmente sui cambiamenti di anno in anno tra il 2023 e il 2024. Le evoluzioni a più lungo termine sono discusse in modo qualitativo, poiché le differenze nelle strutture di segnalazione, nella consapevolezza del pubblico e nelle pratiche di indagine limitano l’interpretabilità dei confronti basati su percentuali su periodi prolungati.

A livello europeo, i dati preliminari del 2024 suggeriscono un modesto calo del numero totale di osservazioni segnalate rispetto al 2023. Tale diminuzione deve tuttavia essere interpretata con cautela, poiché il set di dati del 2024 rimane incompleto. Di conseguenza, i confronti che coinvolgono questi paesi non sono direttamente comparabili con gli anni precedenti.

Tra i paesi con dati completi, è comunque possibile individuare diversi modelli. La Germania continua a registrare livelli di segnalazione costantemente elevati e mostra un ulteriore aumento nel 2024, rafforzando un modello a lungo termine di attività di segnalazione sostenuta. Al contrario, alcuni paesi che hanno registrato un aumento delle segnalazioni intorno al 2020, come Belgio, Francia, Svezia e Paesi Bassi, mostrano livelli di segnalazione più moderati negli ultimi anni, suggerendo una stabilizzazione dopo i picchi precedenti. Altri paesi, tra cui Danimarca, Finlandia e Romania, mostrano aumenti graduali da livelli di base relativamente bassi, riflettendo probabilmente una maggiore visibilità delle segnalazioni o una continuità organizzativa piuttosto che cambiamenti improvvisi nei fenomeni osservati.

Nel complesso, questi modelli indicano la predominanza di fattori strutturali e contestuali, quali la densità della popolazione, i canali di segnalazione e la capacità organizzativa, nel determinare i livelli nazionali di segnalazione. Sebbene le variazioni a breve termine forniscano indicatori utili delle dinamiche di segnalazione, i dati non supportano interpretazioni semplici in termini di cambiamenti nell’attività UAP sottostante. È inoltre degno di nota il fatto che, a livello europeo, non si sia osservato alcun picco improvviso o generale nelle segnalazioni dopo l’ondata di avvistamenti UFO in Belgio del 1989-1990, il che evidenzia la relativa stabilità dei modelli di segnalazione nei decenni successivi.

Tabella 5. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati e variazione interannuale (2023-2024)

Note:
1. Dati incompleti: i dati relativi al 2023 e/o al 2024 sono incompleti; le corrispondenti variazioni percentuali non sono quindi riportate.
2. Paesi con conteggi bassi: le variazioni percentuali basate su numeri assoluti molto piccoli devono essere interpretate con cautela e non sono riportate.
3. Disponibilità dei dati MUFON: i dati MUFON sono inclusi solo per il 2024; le variazioni percentuali non sono quindi mostrate.

 

3. Set di dati complementari: segnalazioni UAP inviate al sistema di gestione dei casi (CMS) del MUFON

Oltre ad estendere la copertura ai paesi senza organizzazioni nazionali UAP residenti, i dati CMS del MUFON sono stati integrati, ove disponibili, nei set di dati di otto paesi che possiedono già strutture nazionali di segnalazione consolidate (vedi Tabella 5). In questi casi, i dati del MUFON fungono da fonte supplementare e sono inclusi insieme alle statistiche nazionali, senza sostituirle.

Oltre a queste integrazioni, i dati del CMS del MUFON forniscono un set di dati complementare autonomo che copre altri 21 paesi europei non rappresentati nel campione analitico primario. Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi input provenienti esclusivamente dal MUFON ammontano a un totale di 750 eventi segnalati, offrendo una prospettiva geografica più ampia, anche se necessariamente più eterogenea, sull’attività di segnalazione degli UAP in tutta Europa.

Tabella 6. Segnalazioni di UAP provenienti dal CMS del MUFON nei paesi europei senza organizzazioni nazionali di segnalazione residenti (2019-2024)

 Questa sezione presenta una serie complementare di segnalazioni UAP inviate al MUFON Case Management System (CMS) da paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione nazionale UAP di lunga data, o in cui non sono disponibili statistiche nazionali consolidate. A differenza del set di dati analitici primari esaminati nella sezione precedente, questi dati provengono da un quadro di segnalazione internazionale centralizzato piuttosto che da strutture nazionali residenti inserite nei contesti sociali, culturali e istituzionali locali.

Tutte le segnalazioni incluse in questo set di dati seguono la procedura standardizzata di raccolta e indagine del MUFON. I testimoni inviano segnalazioni dettagliate attraverso il CMS del MUFON, dopodiché ogni caso viene assegnato a un investigatore sul campo qualificato che è tenuto a stabilire un contatto con il testimone entro 72 ore. Vengono raccolte ulteriori informazioni e il caso viene esaminato, classificato e chiuso, in genere entro un periodo di 60 giorni. Questo processo uniforme garantisce un elevato livello di coerenza procedurale tra i vari paesi, anche in assenza di organizzazioni locali.

Tuttavia, importanti differenze strutturali distinguono questo set di dati da quello primario. Il volume delle segnalazioni nei paesi in cui è presente solo il MUFON è influenzato da fattori quali la consapevolezza pubblica del MUFON, l’accessibilità linguistica, l’utilizzo di Internet e l’esposizione mediatica, piuttosto che da un’attività di sensibilizzazione nazionale sostenuta o da attività investigative radicate a livello locale. Il numero annuale di casi è generalmente basso e discontinuo, rendendo l’analisi delle tendenze longitudinali o l’interpretazione grafica statisticamente fragile e potenzialmente fuorviante.

Per questi motivi, i dati provenienti dal MUFON qui presentati sono limitati alla forma tabellare e sono forniti esclusivamente a scopo descrittivo. Non sono inclusi nei grafici o nelle analisi comparative applicate ai paesi con organizzazioni residenti. Il loro valore principale risiede nell’estensione della copertura geografica del Barometro UFO Europeo degli UAP, nell’offerta di indicatori di base dell’attività di segnalazione e nell’evidenziazione delle regioni in cui lo sviluppo di strutture locali di raccolta dati potrebbe migliorare significativamente i futuri sforzi di monitoraggio.

Nonostante la loro natura descrittiva, dal set di dati provenienti dal MUFON è possibile trarre diverse osservazioni generali. In primo luogo, il volume delle segnalazioni rimane molto basso nella maggior parte dei paesi, spesso limitato a cifre annuali a una cifra, il che sottolinea l’assenza di infrastrutture nazionali di segnalazione sostenibili. In questo contesto, la Russia si distingue per i numeri costantemente più elevati nel periodo di riferimento, un andamento che può essere in gran parte attribuito alla presenza di un canale di segnalazione civile consolidato, integrato da un numero minore di segnalazioni tramite il sistema di gestione dei casi del MUFON. Questo effetto di concentrazione, piuttosto che qualsiasi inferenza relativa ai fenomeni sottostanti, spiega i dati aggregati più elevati osservati per questo paese.

La Tabella 6 evidenzia anche notevoli lacune strutturali nell’Europa centrale e orientale. Paesi come l’Austria e la Svizzera, situati nel cuore geografico dell’Europa e caratterizzati da alti livelli di sviluppo tecnologico e connettività pubblica, continuano a fare affidamento esclusivamente su meccanismi di segnalazione esterni. Allo stesso modo, la Polonia, uno dei paesi più grandi d’Europa per popolazione e territorio, mostra un’attività di segnalazione ricorrente ma discontinua, rafforzando la necessità di organizzazioni radicate a livello locale in grado di fornire continuità, divulgazione e aggregazione a livello nazionale. A questo proposito, il set di dati MUFON funge non solo da input statistico complementare, ma anche da indicatore delle regioni in cui la creazione di strutture di raccolta dati residenti potrebbe migliorare sostanzialmente i futuri sforzi di monitoraggio a livello europeo.

4. Conclusioni

L’aggiornamento 2025 del Barometro UFO Europeo rappresenta un chiaro passo avanti sia in termini di ampiezza che di profondità della segnalazione degli UAP a livello continentale. Rispetto alle edizioni precedenti, il set di dati integra ora un numero maggiore di paesi, comprese le organizzazioni nazionali di nuova costituzione o rivitalizzate, nonché una serie complementare di segnalazioni provenienti dal sistema di gestione dei casi del MUFON che copre le nazioni prive di strutture UAP residenti. Nel loro insieme, questi sviluppi forniscono la panoramica più completa delle attività di segnalazione degli UAP in Europa compilata fino ad oggi, che copre 37 paesi e oltre 32.000 eventi registrati dal 2019 al 2024.

Sebbene queste cifre rappresentino un importante progresso, è fondamentale interpretarle con cautela. I livelli di segnalazione rimangono fortemente influenzati da fattori strutturali e contestuali quali la presenza di organizzazioni nazionali, la densità di popolazione, la consapevolezza dell’opinione pubblica, le barriere linguistiche e i canali di segnalazione locali. Alcuni set di dati nazionali sono incompleti e potrebbe esserci un numero limitato di segnalazioni duplicate o retrodatate. Inoltre, la stragrande maggioranza dei casi corrisponde a errori di identificazione di fenomeni naturali o causati dall’uomo, con solo una piccolissima percentuale che rimane irrisolta dopo le indagini. Pertanto, i confronti tra paesi o tra anni diversi dovrebbero essere considerati indicativi piuttosto che definitivi.

Nonostante queste limitazioni, l’aggiornamento sottolinea il valore degli sforzi incrementali e cooperativi, sia formali che informali, nel migliorare la qualità, la resilienza e la portata del monitoraggio degli UAP in tutta Europa. Reti internazionali come EuroUfo.Net e UAP Check svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la continuità, lo scambio metodologico e la collaborazione, contribuendo a superare la frammentazione e le lacune che hanno storicamente limitato le analisi continentali. La relazione evidenzia anche le regioni, tra cui l’Europa centrale e orientale, in cui continuano a mancare strutture di raccolta dati radicate a livello locale, indicando opportunità per un ulteriore sviluppo istituzionale.

Nel complesso, l’aggiornamento del 2025 dimostra che un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo è fattibile e sta già prendendo forma. La cooperazione continua, la trasparenza e lo sforzo costante dei ricercatori nazionali e delle organizzazioni di volontariato saranno essenziali per consolidare questi progressi, migliorare la completezza dei dati e approfondire la nostra comprensione delle dinamiche a lungo termine dell’attività UAP segnalata in Europa.

In questa prospettiva, vale la pena segnalare una recente iniziativa emersa all’interno di EuroUfo.Net che integra direttamente il lavoro statistico annuale presentato in questo rapporto. A seguito delle discussioni tra alcuni ricercatori europei al Simposio SOL di Baveno nel 2025, EuroUfo.Net e UAP Check hanno lanciato un progetto pilota congiunto volto a creare un “Indice Euro UFO” pubblico (Euro UFO Index). L’obiettivo di questa iniziativa non è quello di fornire un ulteriore set di dati analitici, ma piuttosto un catalogo semplice e trasparente che elenchi i dati di base o le osservazioni segnalate di UFO/UAP, come la data, il luogo e il tipo di avvistamento, collegando ogni voce all’organizzazione di origine per ulteriori dettagli.

Come primo esperimento, volutamente limitato, le organizzazioni partecipanti sono state invitate a contribuire con un piccolo sottoinsieme di registrazioni solo per l’anno 2024, riducendo così al minimo il carico di lavoro e consentendo una valutazione pratica della fattibilità e della disponibilità a cooperare. Al momento della stesura del presente documento, una versione beta dell’Euro Ufo Index è già online[3] e include circa 1.500 segnalazioni fornite da diversi partner nazionali, su un totale previsto di circa 4.700 voci per la fase pilota.

Sebbene l’Euro Ufo Index non sia concepito come uno strumento di ricerca, offre una chiara panoramica continentale su quando e dove vengono presentate le segnalazioni di UFO/UAP in Europa e fornisce una base concreta per la cooperazione futura. Insieme al barometro statistico annuale, questa iniziativa illustra come passi modesti e cooperativi possano rafforzare gradualmente la visibilità, la continuità e la trasparenza a livello europeo nella documentazione delle attività di segnalazione degli UAP.

NOTE

[1] Philippe Ailleris (30 giugno 2024), “European UAP Sightings in 2019-2023: Raw Data by Country and Year”, EuroUfoNet; traduzione italiana: “Quanti UFO in Europa nel 2023?”

[2] Cockrell, R. C., Murphy, L., & Rodeghier, M. (2023). Social Factors and UFO Reports: Was the SARS-CoV-2 Pandemic Associated with an Increase in UFO Reporting? Journal of Scientific Exploration, 36(4), 641–656.

[3] Euro Ufo Index

RINGRAZIAMENTI

L’autore ringrazia sinceramente tutti i coordinatori nazionali e i ricercatori che, ogni anno, mettono a disposizione gratuitamente i propri dati per questo studio e la cui dedizione costante e il cui impegno volontario costituiscono le fondamenta della ricerca sugli UAP a livello europeo. Il loro impegno a lungo termine nella raccolta dei dati, nell’indagine e nella trasparenza è essenziale per la continuità e la credibilità di questo lavoro.
Un ringraziamento speciale va a Edoardo Russo (CISU), membro fondatore di EuroUfo.Net e consigliere di UAP Check, per la sua preziosa assistenza e il suo continuo sostegno nella preparazione di questo rapporto annuale. L’autore ringrazia inoltre Robert Spearing, direttore delle indagini internazionali del MUFON, per aver autorizzato l’uso dei dati del MUFON Case Management System (CMS), ampliando così in modo significativo la portata geografica di questa ricerca.
L’autore desidera inoltre ringraziare Giorgio Abraini per aver revisionato il manoscritto e aver offerto commenti e suggerimenti costruttivi che hanno contribuito a migliorare la chiarezza e la qualità complessiva del rapporto.

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Basato su una cooperazione internazionale senza precedenti, questo articolo viene pubblicato anche sui siti web delle organizzazioni partecipanti nelle loro diverse lingue.

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Philippe Ailleris è Senior Project Controller presso il Centro europeo di ricerca e tecnologia spaziale (ESTEC) dell’Agenzia spaziale europea nei Paesi Bassi, dove lavora all’interno del Dipartimento Progetti di Osservazione della Terra, contribuendo alle missioni Copernicus come Sentinel-1 e CO2M. Il suo background professionale riguarda la gestione di programmi spaziali e i sistemi di osservazione della Terra.
Parallelamente, nutre da tempo un interesse di ricerca nell’indagine scientifica strutturata dei fenomeni anomali non identificati (UAP). Nel 2009 ha avviato il programma di segnalazione delle osservazioni UAP e da allora è attivamente coinvolto negli sforzi internazionali per lo sviluppo di reti automatizzate di monitoraggio del cielo basate su sensori. La sua attuale ricerca esplora il potenziale utilizzo dei satelliti civili di osservazione della Terra per rilevare e analizzare fenomeni aerei anomali, nonché i quadri metodologici per valutare le prove e i livelli di confidenza relativi alle ipotesi di origine non umana.

 

40 anni di CISU

[segue dalla prima parte]

 

Il 15 dicembre 1985 prese quindi vita il Centro Italiano Studi Ufologici (in inglese Italian Center for UFO Studies, chiaro riferimento al glorioso CUFOS di Hynek) e la nostra dichiarazione d’intenti era ed è esposta in modo chiaro ed evidente nel nostro Statuto.

Innanzitutto effettuare indagini sulle segnalazioni UFO. Può sembrare banale ma anche oggi non tutti quanti – a parole – si dicono ufologi hanno come primo obiettivo la raccolta e l’analisi degli avvistamenti. Avere come primo punto fondante l’indagine dei casi significa porsi nei confronti del fenomeno con l’atteggiamento dello studioso, non del credente: non sappiamo cosa sono gli UFO, indaghiamo per capirlo.

Il secondo punto era altrettanto chiaro ed è  – ancora oggi – in qualche modo “rivoluzionario”, in quanto si tratta di promuovere lo studio scientifico del fenomeno UFO, guardando quindi in modo esplicito e consapevole alle scienze e non alle credenze (prive di evidenze) che, oggi più che allora, ammorbano la tematica ufologica.

Abbiamo poi come terzo scopo quello di favorire la circolazione dell’informazione sul fenomeno e sul suo studio, perché non si può fare ricerca senza i dati e senza condividerli con chi li può studiare.

Nella stessa direzione, un altro nostro obiettivo è quello di coordinare le attività di raccolta e di studio a livello nazionale, perché un’associazione deve essere in grado di connettere e valorizzare i contributi di tutti per ottenere i risultati migliori.

Infine ci siamo dati come compito quello di raccogliere e preservare la documentazione sull’argomento ufologico in Italia, per non commettere gli errori di chi ci ha preceduto ma non è stato in grado di costruire e conservare adeguatamente un archivio ufologico.

Il primo step per mettere in pratica questi scopi sociali è stato di dotarci di alcuni precisi riferimenti metodologici. In primo luogo è stato ampliato ed aggiornato il Manuale di metodologia di indagine ufologica al quale attenersi nel corso del lavoro di indagine ufologica. In secondo luogo ci siamo dotati, sull’esempio di altre associazioni estere, di un codice etico che definisce i modo chiaro quali devono essere i limiti e riguardi di chi fa ufologia nei confronti degli altri ricercatori, del pubblico e soprattutto del testimone, che va sempre adeguatamente rispettato e tutelato.

40 ANNI DI LAVORO E DI RISULTATI

Partendo da questi presupposti, dal 1985 abbiamo percorso tanta strada e siamo orgogliosi, e soprattutto soddisfatti, di essere riusciti a portare avanti molti degli obiettivi che ci eravamo dati a suo tempo, quando eravamo poco più che ventenni.

PRIMO TARGET: LA CASISTICA

Il nostro primo e più importante obiettivo è sempre stata ed è la casistica ufologica, il che significa innanzitutto indagini, che abbiamo realizzato per tutti i casi più importanti raccolti nel corso degli anni, con la creazione non solo di semplici rapporti d’indagine, ma a volte di veri e propri dossier che rappresentano il massimo livello possibile di conoscenza dei singoli casi.

Ma parlare di casistica significa anche parlare di raccolta e catalogazione dei casi e di creazione di archivi.

Per implementare al meglio queste attività abbiamo scelto e portato avanti due direzioni parallele di sviluppo.

Innanzitutto abbiamo proseguito le iniziative  di catalogazione locale della casistica, tramite  il Progetto Cataloghi Regionali che ha visto negli anni vari soci accollarsi non solo il lavoro di raccolta della casistica relativa al proprio territorio ma anche la creazione di  archivi e la compilazione di cataloghi che riepilogano cosa è successo in ogni regione italiana. I curatori dei cataloghi regionali e provinciali, che si sono succeduti nel tempo, hanno anche seguito ed approfondito i casi della loro zona di competenza e non poche volte hanno poi prodotto pubblicazioni monografiche che sono il riscontro di un lavoro mai finito perché va avanti quotidianamente.
Gli ultimi due esempi pubblicati sono UFO in Calabria di Pietro Torre  e UFO sulla Puglia di Lello Cassano, due libri corposi, ricchi di informazioni che raccontano l’intera storia ufologica delle regioni interessate.

L’insieme dei cataloghi regionali ha dato vita ad un catalogo nazionale, da pochi giorni accessibile anche on-line,  che conta 43.000 segnalazioni ufologiche: un patrimonio di informazioni senza paragoni per quantità e qualità, che rappresenta la base indispensabile per qualsiasi ragionamento sul fenomeno, per qualsiasi analisi che si voglia farne.

La seconda sezione di lavori sulla casistica è invece rappresentata da alcuni progetti di raccolta tematici, che raccolgono e analizzano la casistica non su base locale ma per tipologie o caratteristiche specifiche. Abbiamo quindi vari progetti che riguardano singoli aspetti del problema ufologico: gli avvistamenti da parte di piloti, il PreUfoCat sui fenomeni aerei insoliti nei secoli precedenti il 1900, il “Progetto Italia 3” sugli incontri del terzo tipo in Italia, il catalogo dei casi con effetti fisici sull’ambiente o sul testimone, ecc.

Un discorso a parte merita l’“Operazione Origini” dedicata agli anni dei primordi, dal 1946 al 1954, che ha generato un’intera collana  di libri.

In tutti i casi, dietro a ciascun progetto c’è un curatore, c’è un archivio e c’è soprattutto la collaborazione di tutta l’associazione per raccogliere e convogliare tutte le informazioni possibili.

IL RUOLO DELLA SEDE

A fianco della raccolta e dello studio della casistica, l’altro grande pilastro delle attività del CISU è rappresentato dall’archiviazione di ogni documentazione  o informazione  di potenziale interesse per la ricerca.

Una parte importante del lavoro di archiviazione è gestito presso l’archivio centrale a Torino. Quella che era il piccolo ufficio preso in affitto nel 1979 è diventato dal 2002 un’ampia sede di 187 metri quadri, in un seminterrato interamente occupato dall’archivio del Centro Italiano Studi Ufologici. Si tratta a tutt’oggi dell’unica sede fisica di un’associazione ufologica nazionale.

Grazie alla disponibilità di questo importante spazio (frutto dell’impegno economico di alcuni soci) si è sviluppato un lavoro continuo basato su riunioni a cadenza settimanali dedicate soprattutto al lavoro sull’archivio ma anche ad incontri di aggiornamento e approfondimento, nonché a visite di studiosi italiani e stranieri, per un totale di ben oltre 2.000 riunioni.

In questi anni di incessante attività l’archivio ha preso dimensioni imponenti, tanto da essere il secondo per dimensioni in Europa (dietro solamente a quello dell’AFU in Svezia, che ha come unico fine la raccolta e conservazione di archivi provenienti da tutto il mondo) e uno dei cinque più grandi al mondo.

I numeri parlano da soli.
Le scaffalature totalizzano 292 metri lineari.
L’archivio casistica italiana raccoglie tutta la documentazione disponibile su 43.000 avvistamenti.
L’archivio stampa è composto da 98.000 ritagli ed estratti da giornali e riviste
La biblioteca ospita 670 libri italiani e 1.715 volumi stranieri.
L’emeroteca consiste in 272 raccolte di periodici specializzati italiani e 749 di riviste ufologiche estere.
Gli archivi tematici, raccolte di fonti su argomenti specifici spesso utilizzate per studi anche da esterni o per tesi di laurea a tema ufologico, sono costituiti da 144 dossier per un totale di 15.000 pagine.
Da anni è un corso un lavoro di digitalizzazione degli archivi che, per quanto molto lungo, sta iniziando a dare i suoi frutti. Ad oggi sono 710.000 i file archiviati e messi a disposizione dei soci, per un totale di 5 terabyte, e il sito web del CISU contiene 4.685 tra pagine e  file.

VERSO L’ESTERNO

Questa enorme massa di informazioni non è però una semplice raccolta di scartoffie, una “collezione” di fonti fine a se stessa. Si tratta di un vero archivio e come tale di un’entità viva, dinamica, che si modifica in continuazione e che resta aperta in ingresso e in uscita.

Al di là delle attività di raccolta, l’archivio è infatti aperto e disponibile non solo per i nostri associati ma anche per tutti gli studiosi. Oltre alle collaborazioni in ambito ufologico, il CISU  ha fornito informazioni e dati per le più diverse esigenze, dagli approfondimenti giornalistici  a studi anche del tutto esterni all’ambito ufologico.

Solo per citare i due casi più recenti, ricordiamo il lavoro accademico di Valentina Polcini su “Buzzati e le stelle” che presso di noi ha potuto recuperare fonti originali sulle interazioni tra Dino Buzzati e l’ambiente ufologico. Ancora più particolare il caso di “UFO 78” il romanzo del collettivo Wu Ming che dai racconti delle nostre esperienze di giovani ufologi ha preso spunto per ritrarre alcuni personaggi e vicende.

PUBBLICAZIONI

Il CISU ha sempre prodotto informazione, sia verso l’interno sia verso l’esterno.

Negli anni prima dell’avvento di Internet, sono state prodotte varie circolari interne di informazione o di discussione, oggi in gran parte sostituite da strumenti telematici di collegamento in tempo reale.

Il fulcro della nostra pubblicistica è sempre la Rivista di informazione ufologica, un aperiodico che cerca di andare al di là della notizia immediata di attualità ma punta all’approfondimento, all’informazione completa e strutturata, distinguendo le cose che meritano e sono di reale interesse.

Ci sono poi i libri e le monografie, pubblicate dalla nostra casa editrice specializzata (le Edizioni UPIAR), che ci consente di dare spazio a lavori tecnici, ricerche, cataloghi: quasi 100 in tutto.

 

DIVULGAZIONE

E’ quasi impossibile dare conto dell’attività di informazione rivolta all’esterno nell’arco di quarant’anni, tramite conferenze, interviste sui giornali, partecipazione a programmi radiotelevisivi.

C’è poi il nostro convegno annuale, giunto alla quarantesima edizione, a volte aperto al pubblico e a volte invece gestito come un incontro di discussione fra noi.

Un ruolo centrale l’ha ovviamente la presenza sul web, nella quale siamo stati pionieri in Italia, alla quale si è affiancata più di recente quella sui vari social media (attualmente Bluesky, Facebook, Instagram, Linkedin, Telegram, Threads, TikTok, Twitter/X, YouTube).

 

CISU INTERNATIONAL

Anche in campo internazionale la presenza e il ruolo del CISU si sono  incrementati nel corso degli anni fino a collocarci al centro di molte iniziative in corso in Europa e oltre.

Siamo tra i fondatori del collettivo EuroUfo, che raccoglie gli studiosi europei di orientamento razionale, e collaboriamo strettamente con l’iniziativa internazionale UAP Check, una fra le più stimolanti nella nuova ondata di interesse ufologico.

È poi molto importante il ruolo svolto in ambito internazionale da Edoardo Russo che, oltre a ricoprire il ruolo di responsabile per l’Italia  dell’organizzazione  statunitense MUFON, ha partecipato all’organizzazione nel 2022 del seminario CAIPAN-2 presso il Centre National d’Etudes Spatiales ed è stato chiamato a partecipare all’incontro del 2024 presso il Parlamento Europeo in rappresentanza degli ufologi del Vecchio Continente.

GUARDANDO AVANTI

Ripensando alle idee e alle prospettive di quarant’anni fa, possiamo dire che molte sono state realizzate o avviate in modo positivo.

È stato senz’altro raggiunto l’obiettivo principale di dotare l’ufologia italiana di un organismo che prima non c’era, un’associazione che facesse un’attività ufologica razionale e concreta, che disponesse di un archivio degno di questo nome e che potesse in qualsiasi momento mostrare con orgoglio i lavori fatti ed i risultati ottenuti.

Non c’è un particolare segreto che ha permesso alle 1.200 persone, che per poco o tanto tempo hanno fatto parte del CISU, di andare avanti e produrre così tanto.

C’è sicuramente stato sempre tanto entusiasmo, accompagnato da un forte senso di appartenenza e di partecipazione, che fa sì che ogni richiesta di un socio possa usufruire della collaborazione di tutti.

Si è trattato di un cammino che abbiamo intrapreso in modo serio e responsabile ma anche non serioso,  senza spazio per interessi personali o ricerche di visibilità, ma diventando anche un gruppo di amici che stanno insieme da tanti anni.

Penso però che, più dell’amicizia, ciò che ci ha permesso di lavorare bene insieme come gruppo siano stati piuttosto la condivisione costante degli obiettivi comuni e il rispetto reciproco che ci ha sempre permesso di guardarci in faccia alla pari, senza alcuna forma di protagonismo.

Avendo ben chiari questi principi, non possiamo che guardare avanti e continuare nel nostro lavoro, nella speranza di poter festeggiare insieme ancora molti altri anniversari.

I nostri primi 40 anni

Il 15 dicembre 1985 nasceva ufficialmente il Centro Italiano Studi Ufologici, che oggi compie quindi quarant’anni.

Si tratta di quattro decenni di lavoro, di iniziative, di crescita e di obiettivi importanti. Come socio fondatore del CISU, vorrei cogliere l’occasione e fare qualche cenno di inquadramento storico, per far capire come e perché è nata la nostra associazione.

L’UFOLOGIA DEGLI ANNI 70

Già guardando le date di nascita del gruppetto di soci fondatori e di quelli che si sono subito aggiunti per dare vita al CISU ci si può rendere conto che per la maggior parte facevamo parte di quella che potremmo definire l’ “ufologia dei boomers”, nati tra la fine degli Anni 50 e l’inizio dei 60, che hanno iniziato ad avvicinarsi all’argomento da giovanissimi, nel corso degli Anni 70.

Quello dei 70 fu per l’ufologia un decennio rivoluzionario, che ha portato un cambiamento fondamentale nel modo di guardare al fenomeno e nel come studiarlo.

Sono gli anni che, prima negli Stati Uniti prima e in poi Europa, hanno videro affermarsi quella che è stata definita come “ufologia scientifica” perché iniziava a guardare all’approccio scientifico come unico possibile per studiare un fenomeno nuovo che, apparentemente, non sembrava rientrare nei canoni della scienza.

Nel 1972 l’astronomo Joseph Allen Hynek pubblicava il suo fondamentale libro “The UFO Experience – A Scientific Inquiry”, dove venne presentata la sua classificazione degli avvistamenti UFO e sin dal titolo spiegava da che parte voleva portare l’ufologia.

E pochi anni prima un altro astronomo, Jacques Vallée, se da una parte proponeva la sua ipotesi parafisica, dall’altra realizzava i primi database e le prime analisi informatiche dei dati.

Il decennio si chiudeva con due momenti storici: nel 1977 in Francia nasceva il primo gruppo ufficiale di studio scientifico degli UFO in Europa (il GEPAN, oggi ancora attivo) e nel 1978 aveva luogo la presentazione presso l’assemblea dell’ONU delle tematiche ufologiche da parte dei citati Hynek e Vallée.

Quello che avvenne fu quindi un cambiamento significativo: si passava dall’ufologia di degli albori, quella che aveva come obiettivo quello di “testimoniare” che i dischi volanti esistevano ed erano sostanzialmente visitatori extraterrestri, alla consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa di più complesso, ad un “fenomeno UFO” che – come tutto quello che ci circonda – poteva e doveva essere studiato con le metodologie della scienza. Quelli che prima erano stati appassionati (o veri e propri “propagandisti“) iniziavano a diventare dei ricercatori, degli studiosi.

E IN ITALIA?

Nel nostro Paese la situazione era un po’ diversa.

Gli Anni 70 furono caratterizzati da un grande e diffuso interesse per l’insolito e il mistero in tutte le sue declinazioni, quindi anche per l’ufologia, che ne costituiva la parte più “moderna” ed attuale rispetto ad altre tematiche più classiche (esoterismo, parapsicologia, spiritismo, ecc.). Si tratta di quella che nel suo libro “Italia lunare” Fabio Camilletti ha definito come “occultura” e che vedeva come portavoce più significativo il mensile Il Giornale dei Misteri, che iniziò le sue pubblicazioni nel 1971.

Quel tipo di interesse si andò a saldare con la voglia di stare insieme, di fare gruppo e di associarsi che caratterizzò gli anni del post-Sessantotto in modo trasversale, dalla politica, all’impegno sociale all’associazionismo di ogni genere.

Ecco quindi la creazione di centinaia di gruppi e gruppetti che, sotto l’influenza di un modello promosso proprio dal Giornale dei Misteri, nacquero in tutta Italia e si attivarono a raccogliere avvistamenti, fare conferenze, sky-watch e mille altre attività, portate avanti in modo molto partecipato ma spesso ingenuo e senza adeguate basi metodologiche.

Erano circa 600 i gruppi elencati a metà degli Anni 70 sulle pagine del GdM che dichiaravano di occuparsi anche o solo di ufologia ed ebbero la fortunata sorte di essere attivi in un decennio di continua crescita degli avvistamenti ufologici, sia nel numero di segnalazioni, sia nella stranezza-credibilità dei casi. Non a caso il decennio si concluse con il boom di avvistamenti nel 1978, che in Italia ricordiamo anche come l’“anno degli umanoidi“ per i tanti casi di incontri ravvicinati del terzo tipo.

A fronte di questo iper-attivismo giovanile, le preesistenti realtà associative nazionali sembravano un po’ latitare. La Sezione Ufologica Fiorentina (SUF) aveva la sua rete di rappresentanti locali presi tra i gruppi del GdM ma non si strutturò mai come vera e propria organizzazione nazionale.

Dall’altra parte il Centro Ufologico Nazionale (CUN), nato nel 1965 con l’ingombrante denominazione di “Centro Unico Nazionale per lo studio dei fenomeni ritenuti di natura extraterrestre”, rappresentava anche anagraficamente la vecchia fase dell’ufologia e sembrava poco attratto dagli echi delle nuove tendenze d’oltreoceano. Per adeguarsi ai tempi, il CUN era riuscito a portare al suo interno alcune delle realtà emerse dai gruppi giovanili locali, ma restava distante dal mondo dei nuovi appassionati senza peraltro presentare quelle strutture (archivi, rete di inquirenti, iniziative strutturate) che erano invece il biglietto da visita delle altre associazioni americane ed europee.

NEL CENTRO NAZIONALE

In questo tipo di scenario la spinta che veniva dal basso, dai ragazzi (noi, all’epoca) che vedevano la necessità di cambiamenti radicali che mettessero a frutto il proprio entusiasmo, portò in primo momento (tra il 1977 e il 1978) a costituire delle Federazioni Ufologiche Regionali per avere uno strumento di collaborazione e coordinamento tra i vari gruppi.

Con il finire del 1978, quindi a cavallo dell’eccezionale ondata di quell’anno, il CUN riuscì per la prima volta a portare in edicola una rivista mensile interamente dedicata all’ufologia e questo fatto funzionò da catalizzatore per molte cose. I giovani delle FUR videro la possibilità di portare la propria vitalità all’interno di un CUN che sembrava in quel momento in grado di aprirsi e rinnovarsi.

Fu così che entrammo a far parte del centro nazionale con l’intento di cambiarlo, di farne una Associazione con la “A” maiuscola, di usarne la struttura per svolgere in modo coordinato le attività di indagine e studio che fino al quel momento non erano state adeguatamente implementate.

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Nella foto a sinistra: riunione delle sezioni CUN a Firenze, 15/09/1979: si riconoscono Roberto Pinotti, Roberto Farabone, Renzo Cabassi, Antonio Chiumiento, Corrado Malanga, Paolo Mercuri, Gian Paolo Grassino.

 

 

 

 

 

 

Nella foto a destra: Edoardo Russo, Umberto Telarico, Gianfranco Neri, Paolo Toselli a casa di Pinotti (1979)

 

 

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Gli anni dal 1979 al 1985 furono quindi un periodo molto vivace, che vide l’attivazione di molte iniziative prima in sonno o del tutto assenti.

Vennero riattivati e venne dato nuovo impulso agli archivi centrali del CUN, la “Banca Dati Ufologica” che all’epoca consisteva in due tristi scaffalature ospitate in un corridoio nell’ufficio dell’allora presidente. Grazie anche al fatto che il gruppo torinese, autotassandosi, aveva preso in affitto una piccola sede, in poco tempo l’archivio cominciò ad avere una sua consistenza e a generare attorno ad esso attività, raccolta di informazioni e ricerca.

Venne avviato un progetto di raccolta della casistica su basi regionali, fu rivitalizzata una circolare interna di collegamento e più in generale il contributo di vitalità che volevamo portare stimolò tante nuove e vecchie iniziative, tra le quali il “Manuale di metodologia d’indagine ufologica” che, sulla base di simili iniziative straniere, forniva una base imprescindibile per la raccolta strutturata delle testimonianze di avvistamento.

Ma il numero di nuove attività e iniziative da parte di questa nuova generazione è lunghissimo: si può vederne una sintesi illustrata cliccando qui.

Purtroppo però restavano profonde differenze di visione con il vecchio gruppo dirigente che, anche a causa di personalismi ancora oggi ben evidenti, finirono per dare priorità ad obiettivi diversi e a minare quello spirito di rinnovamento che era stato alla base del nostro ingresso nel CUN.

Dopo mesi di contrapposizioni laceranti, alla fine del 1985 valutammo che non c’erano più gli spazi per fare della buona ufologia all’interno della vecchia associazione e decidemmo di crearne una nuova, con un’impostazione più moderna ed efficiente, che desse spazio alle molte iniziative che coltivavamo e rendevamo concrete ormai da anni.

[continua nella seconda parte]

CisuCat: 43mila avvistamenti italiani

In occasione del 40° Convegno di ufologia è stato annunciata la pubblicazione del CisuCat, il catalogo nazionale delle segnalazioni e notizie relative ad avvistamenti UFO in Italia o da parte di testimoni italiani, raccolte negli archivi del Centro Italiano Studi Ufologici.

Al momento è stata resa accessibile una prima sezione di prova, relativa ai soli avvistamenti avvenuti nell’anno 2024 (poco più di 500), ma il catalogo completo relativo agli anni dal 1900 al 2020 comprende circa 43mila casi e verrà pubblicato integralmente nelle prossime settimane, una volta completate le prove tecniche di funzionamento.

Il catalogo, per ora limitato ai soli dati essenziali per indicizzare i casi (data, ora, luogo, tipologia), dispone di un piccolo motore di ricerca, tramite il quale è riordinabile ed interrogabile dall’apposita pagina di accesso sul nostro sito web.

Alla pubblicazione del CisuCat hanno lavorato nel tempo vari soci del Centro, in particolare Giorgio Abraini e Pasquale Russo, con l’attiva collaborazione di tutti i responsabili dei vari cataloghi regionali e provinciali. L’infrastruttura informatica si è avvalsa della collaborazione di Michael Vaillant e fa parte dell’iniziativa internazionale UAP Check.

A cavallo di lingue e paesaggi diversi: uno sguardo sul Sol Symposium 2025

Edoardo Russo, dirigente del Centro Italiano Studi Ufologici e responsabile dei suoi  archivi, mi indicò le vette innevate e lontane delle Alpi italiane. «Questa è la regione Piemonte», disse, «il nome significa “ai piedi delle montagne”». Russo è anche membro del Consiglio di consulenza della Society for UAP Studies, il che riflette una visione internazionale. Stavamo viaggiando in auto dalla sua città natale, Torino, dove domina la sede della società del caffè Lavazza e dove la miracolosa Sindone di Torino rimane un enigma irrisolto, verso l’elegante Hotel Dino, situato nella pittoresca cittadina lacustre di Baveno, sulle rive del Lago Maggiore, vicino al confine svizzero nel Nord Italia.

Nel tentativo di far riconoscere gli sforzi e i risultati della comunità internazionale, il gruppo di studio e politica con sede negli Stati Uniti noto come Fondazione SOL aveva scelto questa elegante sede europea per convocare il suo terzo simposio annuale su tutto ciò che riguarda il tema degli UAP (precedentemente noti come UFO). A giudicare dalle lingue parlate durante le frequenti pause, circa la metà dei partecipanti proveniva dagli Stati Uniti. Altri arrivavano da Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Regno Unito, Spagna, Portogallo e Ucraina (tra gli altri) per condividere le loro opinioni e informazioni sull’enigma degli UAP, che è sempre stato internazionale.

Quando siamo arrivati fuori faceva freddo, ma un gruppo informale di circa 100 persone si è riunito nel giardino adornato da cespugli in riva al lago, per incontrarsi, salutarsi, ritrovarsi e condividere esperienze. L’autore iconico,  cronista di lunga data del fenomeno dei rapimenti, Whitley Strieber ha salutato calorosamente amici e colleghi e ha condiviso le difficoltà del viaggio, nonché le sue speranze circa  il convegno. Abbiamo anche scherzato sulla storia mesoamericana e sui recenti avvistamenti di criptidi.

Con il tramonto, il freddo si è fatto davvero sentire e tutti si sono rifugiati nei ristoranti e nei bar locali. Russo aveva organizzato una “cena dei poveri”, come l’ha definita lui, per coloro che non potevano permettersi la costosa cena dei donatori organizzata dalla leadership di SOL. Ufologi appassionati  e socievoli provenienti da tutto il mondo hanno condiviso i tavoli in un’accogliente osteria locale, tra cui Renate Erdal, presidente di UFO Norge, che ha descritto la storia della ricerca sugli UAP in Norvegia e la ricchezza di segnalazioni e dati che il suo gruppo ha raccolto nel corso di decenni, altrettanto ricchi e strani come in qualsiasi altro paese. Al nostro tavolo era presente anche il ricercatore statunitense Thom Hastings, che ha discusso del lavoro di Trevor Paglen, un artista con sede negli Stati Uniti il cui “mezzo” artistico sono le storie delle operazioni dei servizi segreti.

La maggior parte dei partecipanti è parso ritirarsi relativamente presto, in vista delle conferenze di apertura del mattino seguente, anche se alcuni si sono attardati al bar fino alle prime ore del mattino – una scena tipica.

Alle 8:45 in punto, i discorsi di apertura dei cofondatori di SOL, Peter Skafish e Garry Nolan, hanno dato il tono. Nolan ha posto una domanda che è attualmente oggetto di molta discussione: “Come trasformiamo i racconti in dati?” Nolan ha anche fatto eco a un tema di speranza che ha trovato riscontro tra il pubblico, quando ha scherzato: “Non spetta al governo [risolvere il puzzle degli UFO], spetta a noi”. La dottoressa Beatriz Villaroel, consulente della SUAPS proveniente dalla Svezia, ha avuto l’onore di tenere il discorso di apertura e ha descritto la genesi e i progressi del suo lavoro sui fenomeni luminosi transitori nelle immagini di mappatura stellare dell’era pre-spaziale. Villaroel ha risposto agli scettici, che sostengono che le foto potessero ritrarre oggetti o detriti nell’alta atmosfera, osservando che le immagini erano state ottenute di notte, quando la luce solare non avrebbe potuto influire.

Il successivo relatore è stato il colonnello in congedo dell’esercito statunitense Karl Nell, recente sostenitore della trasparenza governativa e ideatore di una ormai famosa cronologia della “disclosure” (rivelazione pubblica) sugli UAP e delle sue implicazioni. Nell ha utilizzato idee dell’antichità classica per illustrare alcuni enigmi attuali. Parafrasando il filosofo stoico Epitteto, Nell ha ammonito coloro che intendono apprendere e insegnare agli altri circa questo fenomeno che “è impossibile per un uomo apprendere ciò che pensa di sapere già”. Affiancato dalla dottoressa Villaroel durante la sessione di domande e risposte, ha aggiunto che “la non rivelazione è stata una caratteristica delle società nel corso della storia”.

Il presidente della sezione ufologica dell’Association Aéronautique et Astronautique de France, Luc Dini, ha riferito in merito ai  “dati fisici osservabili” che il suo gruppo e il GEIPAN (il gruppo di studio sugli UAP del governo francese attivo da tempo) hanno basato su decenni di dati, affermando che “gli UAP sono una questione di presenza fisica” e non semplicemente illusori.

Ogni giorno erano previste due pause di mezz’ora, accompagnate da dolci e caffè espresso e cappuccini serviti a velocità vertiginosa su richiesta dall’esperto personale dell’hotel. Durante una di queste pause, ho parlato con la dottoressa Iya Whiteley, psicologa aerospaziale, del suo ultimo lavoro, che avrebbe presentato l’ultimo giorno della conferenza. “Ciò che mi interessa”, ha esordito, “è come possiamo iniziare a imparare a comunicare cose che vanno oltre il nostro quadro concettuale”. Ha affermato che ciò sarebbe difficile senza prima calmare le menti sia di chi cerca di comunicare, sia di chi riceve il messaggio. Ritiene che la chiave risieda nel lavoro di respirazione concentrata, un’idea antica presente in molte culture, e ha suggerito che l’uso di questa tecnica produrrebbe un insieme di dati meno distorto e più sfumato da parte dei testimoni di eventi straordinari, oltre a fornire un percorso verso l’integrazione personale di queste esperienze.

La dottoressa Diana Pasulka, studiosa di religione che ha parlato dalla sua casa in North Carolina, ha paragonato la storia delle apparizioni mariane e dei miracoli a «un’eccellente fonte di dati da confrontare con gli UAP», poiché coinvolgono testimoni generalmente impreparati che devono integrare il misterioso nel loro benessere psicologico. Ha ipotizzato che un’intelligenza avanzata «potrebbe venirci incontro a metà strada, utilizzando interfacce culturalmente adattive» come la Vergine Maria o i dischi volanti.

Per sottolineare il suo interesse per  casi ben documentati con testimonianze impeccabili, il fedele sostenitore di SOL e leggendario scienziato Jacques Vallee ha raccontato un caso avvenuto nel 1966 a Haynesville, in Louisiana, che presentava un eccellente testimone scientifico e un’attenta raccolta di campioni biologici (corteccia d’albero bruciata) dall’area dell’avvistamento. Vallee ha fatto l’interessante osservazione che, dopo gli anni ’70, gli avvistamenti UFO sono stati “spesso usati come spiegazioni per [coprire progetti militari segreti]”, mentre in precedenza i dati raccolti dal Progetto Blue Book erano di natura più neutrale.

In serata, Nolan si è seduto sul palco a discutere con Jake Barber del gruppo Skywatcher, un’organizzazione di ex militari che sostengono di avere continue interazioni e registrazioni di presunti UAP in luoghi non divulgati nel sud-ovest degli Stati Uniti. Barber ha detto che recentemente avevano tracciato un oggetto che viaggiava “a 8000 miglia orarie” secondo la loro strumentazione. Uno dei loro obiettivi è consentire a chiunque di vivere un’esperienza diretta del fenomeno attraverso le tecniche che stanno sviluppando. Interrogato sulla scienza alla base del loro metodo di ricerca e di segnalazione, Barber ha affermato: “Se riusciamo ad arrivare a un punto in cui abbiamo un impatto significativo, allora non ci interessa la revisione scientifica”.

Così si è concluso il “Giorno 1” al SOL Symposium. Insieme al dottor Christian Peters, membro del comitato consultivo della SUAPS, ci siamo intrufolati alla proiezione del film Valensole 1965, diretto da Dominique Filhol, un ritratto empatico e toccante del coltivatore di lavanda Maurice Masse, che osservò un UAP atterrato e degli strani esseri in uno dei suoi campi. Il film mostrava la comparsa di un misterioso investigatore di UFO che entra in contatto con Masse e lo aiuta a elaborare la sua esperienza. L’investigatore era ritratto con un chiaro riferimento a Vallee.

Dopo una splendida alba dietro le montagne, il dottor Peters ha dato il via agli eventi di domenica con la sua visione su “Segretezza, divulgazione e realismo politico circa gli UAP”. Dimostrando una rara intuizione, Peters ha denunciato la natura binaria dello studio degli UAP, affermando che questa dicotomia “ostacola il progresso” nella comprensione del fenomeno, sebbene “possa esserci una sorta di ‘sovrapposizione’ intellettuale che non siamo ancora in grado di sostenere”. Peters ha aggiunto che, “in quanto scienziato sociale, sono un testimone dei testimoni [di UAP]”. Continuando la sua visione d’insieme dell’ontologia dello studio degli UAP, Peters ha avvertito che ammettere l’esistenza di questi oggetti a livello sociale potrebbe portare a una “crisi di serenità”, perché nessuno vuole che la propria tranquillità sia disturbata da fastidiose sfide allo status quo.

La sfilata dei colleghi SUAPS è proseguita dopo un’altra pausa caffè. Il dottor Michael Bohlander, giudice tedesco in pensione, ha chiesto: “Lo scenario del rapimento è perseguibile penalmente?”. Bohlander ha confrontato vari aspetti segnalati di rapimenti anomali con le definizioni legali di “crimini contro l’umanità” e ha dimostrato che, nonostante le valutazioni edulcorate di molti scenari vissuti dai testimoni, se dimostrabili, dovrebbero sorgere seri interrogativi sul consenso e persino su attività che normalmente rientrerebbero nella definizione di crimini di guerra.

La fase preparatoria alla rivelazione degli UAP da parte del governo degli Stati Uniti è stata gestita male? Dopo il pranzo della domenica, il contrammiraglio in congedo della Marina degli Stati Uniti, il dottor Tim Gallaudet, ha discusso di un “ripetizione” incentrata su uno sforzo internazionale. Gallaudet ha espresso la sua opinione secondo cui l’amministrazione Trump è “ossessionata dal controllo”, e questa non è un’atmosfera favorevole a qualsiasi tipo di apertura su questioni precedentemente tenute segregate.

Il dottor Michael Vaillant, consulente della SUAPS ed ex membro del GEIPAN, ha sviluppato un software per aiutare il governo francese a valutare le segnalazioni di UAP, scremando gli indizi che consentono di classificarne una parte come fenomeni banali. Il software mira inoltre a «proteggere dai pregiudizi degli investigatori», con l’obiettivo di «rendere il ragionamento verificabile». Facendo eco al commento principale di Nolan, l’intervento era intitolato “Unire esperienza e scienza: lezioni da due decenni di indagini sugli UAP al GEIPAN”. Vaillant ha sottolineato la posizione primaria del testimone: “Non studiamo solo ciò che si vede nel cielo, ma chi lo vede e quali sono le condizioni ambientali”, aggiungendo che “ignorare il lato umano significa ignorare i testimoni e le loro preoccupazioni”.

In una sessione speciale del sabato sera, il noto e discusso ricercatore italiano sugli UFO Roberto Pinotti ha approfondito un caso che riguarderebbe un UAP precipitato il 13 giugno 1933, che secondo lui sarebbe stato indagato e insabbiato dal governo fascista di Benito Mussolini. Pinotti ha presentato documenti relativi al caso che gli sono stati inviati per posta da una fonte anonima ma è convinto che siano autentici. Queste azioni fanno eco a simili fughe di notizie su documenti relativi agli UAP negli Stati Uniti e altrove, che potrebbero essere tentativi di rivelare una storia nascosta, oppure fanno parte di qualche tentativo sconosciuto di influenzare l’opinione pubblica.

Le conversazioni al bar si sono protratte fino a tarda sera. A un tavolo, abbiamo incontrato il fondatore di Psi Games, Hakim Isler, e l’autore di Simulation Hypothesis, Rizwan Virk, e abbiamo riflettuto sul futuro degli UAP e dell’ambito parapsicologico.

La mezza giornata di lunedì ha visto la dottoressa Iya Whiteley descrivere la ricerca che mi aveva anticipato sabato. “Il mio lavoro intende rivelare ciò che le persone già sanno, ma non riescono a esprimere”, ha esordito, riconoscendo che lo strumento umano è ciò che raccoglie la maggior parte dei dati dagli eventi UAP, e che è soggetto a fattori che possono essere mitigati con la chiarezza di pensiero e la memoria acquisite attraverso tecniche tradizionali di respirazione. Questo studio di ricerca nasce direttamente dal successo della dottoressa Whiteley nell’estrarre dati più accurati sugli incidenti aerospaziali dagli stessi piloti, che erano tradizionalmente vincolati da tabù non detti riguardo all’ammissione di errori o colpe.

Subito dopo, James Fowler, un’altra figura del gruppo Skywatcher, ha illustrato i problemi legati all’identificazione degli oggetti che vengono tracciati dai loro strumenti e ad occhio nudo. Il gruppo sostiene di aver sviluppato una tecnica di “richiamo” per attirare vari UAP, che secondo Fowler ha generato “enormi quantità di dati”, aggiungendo che le interazioni sono spesso così intime e dettagliate da aver scartato l’idea che almeno alcuni degli oggetti siano di fabbricazione umana. Un aspetto interessante, in linea con la natura enigmatica e forse legata alla coscienza del fenomeno, è uno strano enigma: gli oggetti volanti tracciati dagli strumenti di Skywatcher a terra rimangono apparentemente invisibili agli osservatori e agli strumenti incaricati di intercettarli in volo. Fowler ha riferito che gli oggetti anomali che hanno visto e registrato appaiono sempre alla luce del giorno.

Molti partecipanti si sono affrettati a partire per prendere i voli da Milano, a circa un’ora di distanza, e le uscite sono state scaglionate. In un ristorante vicino, per pranzo mi sono unito a Edoardo Russo, un regista romano e  un timido ricercatore ucraino che si occupa di antigravità. Il risultato principale sono stati alcuni consigli sui ristoranti a Roma, dove sarei tornato una settimana dopo. A un altro tavolo, ho riconosciuto Nick Cook, autore, ricercatore, regista britannico e vecchio amico, che  tormentava Skafish. Cook era entusiasta delle sue opinioni sugli eventi del fine settimana.

Russo ci ha riportati a Torino, dove ci è stata offerta un’altra cena con il Christian Peters e alcuni colleghi olandesi e italiani, e poi ci è stata offerta una visita privata agli archivi del CISU, dove i volontari erano al lavoro per digitalizzare le centinaia di migliaia, se non milioni, di documenti, periodici, libri e altri materiali effimeri come diapositive, registrazioni cinematografiche, video e audio raccolti nel corso di cinque decenni,  che coprono l’intero periodo dell’era moderna e postmoderna della ricerca sugli UAP. L’organizzazione e l’ospitalità di Russo ha fornito una piacevole conclusione al weekend.

Gli studi internazionali sugli UAP, come quelli promossi dalla SUAPS, sono stati ampiamente rappresentati al SOL 2025 e, fortunatamente (per chi proviene dal Regno Unito e dagli Stati Uniti), sono stati presentati nella “lingua franca” dell’inglese, dimostrando come lo studio americano sugli UAP  non sia (fortunatamente) lo scimmione prepotente che è stato per gran parte della storia dell’argomento, apparentemente isolato dal resto del mondo.

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Articolo pubblicato sul sito della SUAPS (Society for UAP Studies)

 

Greg Bishop è un giornalista e scrittore americano. Ha diretto dal 1991 la rivista The Excluded Middle (su UFO, cospirazionismo e scienze di frontiera), dal 1999 conduce il programma di interviste radiofoniche Radiomisterioso, nel 2005 ha pubblicato il libro “Project Beta – The Story of Paul Bennewitz, National Security, and the Creation of a Modern UFO Myth”. Relatore al MUFON Symposium del 2025, collabora regolarmente al settore Digital Communications & Social Media della SUAPS.

Nuovo consiglio direttivo del CISU

L’assemblea degli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici ha eletto un nuovo consiglio direttivo il 23 novembre 2025.

In occasione della consueta assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, come avviene con cadenza biennale è stato eletto il consiglio direttivo per il periodo 2025-2027, nelle persone dei soci Marco Bianchini, Gian Paolo Grassino, Stefano Innocenti, Edoardo Russo, Paolo Toselli.

Il consiglio direttivo ha rinnovato il mandato di Marco Bianchini come presidente del CISU.

Un numero speciale della rivista “UFO”

E’ finalmente uscito il n. 47 di UFO – Rivista di informazione ufologica a cura del Centro Italiano Studi Ufologici.

Si tratta di un numero speciale,  dedicato ai tre eventi pubblici che più di ogni altro hanno segnato dei momenti significativi per l’ufologia negli ultimi anni.

Il primo è stato l’audizione pubblica presso una sottocommissione parlamentare degli Stati Uniti di tre “testimoni” chiamati a riferire la loro esperienza diretta con gli UFO/UAP, il 23 luglio 2023.Si è trattato di un evento storico, di un fatto senza precedenti dal lontano 1966, che è il risultato dell’azione di pressione di un gruppo di giornalisti, ufologi e parlamentari, ciascuno con i suoi obiettivi. Un risultato decisamente importante perché ha fatto entrare nel mondo delle istituzioni pubbliche il tema degli UAP dalla porta principale, senza ironie o superficialità. Ne riportiamo un rendiconto dettagliato.

Il secondo momento storico, anche qui una prima volta in assoluto, è stata la tavola rotonda della commissione di esperti indipendenti costituita dalla NASA per valutare la fattibilità di uno studio scientifico degli UAP, tenutosi il 31 maggio 2023. Non è solo la prima volta in cui la NASA affronta il problema UFO, ma è un riconoscimento dell’interesse che rappresenta l’argomento ed una pubblica affermazione che anche gli UFO possono (e devono) essere oggetto di uno studio scientifico. Oltre al resoconto della riunione, pubblichiamo la traduzione integrale del rapporto finale redatto dal gruppo di studio.

Il terzo evento, per noi particolarmente importante e coinvolgente, è stato la sessione informativa pubblica organizzata a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, il 20 aprile 2024. Anche in questo caso si tratta di una prima assoluta, che ha visto protagonisti gli ufologi in seno alle istituzioni europee, perché a riassumere oltre 70 anni di UFO e ufologia in Europa è stato invitato un esponente del Centro Italiano Studi Ufologici, ed una decina di rappresentanti di varie organizzazioni ufologiche nazionali e internazionali sono stati ammessi all’incontro e hanno poi partecipato alla discussione. Delle relazioni e del successivo dibattito riportiamo una trascrizione quasi integrale.

La rivista, inviata gratuitamente a soci e collaboratori del CISU, è disponibile in abbonamento o può essere acquistata direttamente dalla libreria ufologica on line Upiar Store.