Caos nei cieli italiani: triplice show per migliaia di persone
La sera di domenica 30 agosto, per coincidenza, tre grandi meteore hanno illuminato il cielo del nostro paese, e, in un caso, anche quello di altre nazioni. Alle 19.40, un notevole meteoroide entrato nell’atmosfera si è frammentato e, in questo modo, ha causato il tipico “botto” aereo percepito da parecchi testimoni. In Italia ha prodotto in tutto il Nord e il Nord-Ovest, sino a oltre l’Appennino Tosco-Emiliano, innumerevoli testimonianze su un corpo luminoso bianco-verde-azzurro con lunga scia: soltanto sul sito della International Meteor Organization figurano 509 segnalazioni, quasi tutte dall’Italia, e, in piccola parte, da Germania meridionale, Francia orientale e Svizzera.
Non soltanto questo evento era stato preceduto da un’altra meteora sul Nord, alle 19.10, ma, soprattutto, alle 21.13, lo spettacolo si è ripetuto in maniera significativa per la terza volta, ma stavolta con fulcro sull’Italia centrale e con parziale sovrapposizione geografica rispetto agli altri della serata.
Il risultato è stato il caos nelle descrizioni, nelle direzioni e negli orari riportati sui social, con conseguente sensazione di un solo, misterioso fenomeno, mobile e dalla lunga durata, mentre in realtà gli eventi erano stati tre. Più che altre volte, scie di aerei illuminate dal Sole al tramonto sono state collegate in modo erroneo ai fenomeni meteorici. È plausibile che il terzo episodio sia stato enfatizzato sui vari canali mediatici perché simile e di poco seguente al primo e al secondo, maestoso oggetto, e con questo mescolato.
Anche se negli ultimi anni cresce la proporzione di casi simili correttamente indirizzata agli astrofili e non agli ufologi, va detto che gli studiosi razionali di ufologia sono interessati ad alcuni aspetti di questi eventi che gli astrofili non seguono. Ci riferiamo agli errori percettivi, alle anomalie descrittive e alle dinamiche cognitive, della rievocazione dei ricordi e mediatiche: aree di studio alle quali, da molto, il CISU dedica una frazione delle sue risorse.
Un nuovo volume sugli USO, gli “Oggetti Sommersi Non Identificati”
Nel maggio 2026 l’ufologo Richard M. Dolan ha pubblicato il secondo volume della sua trilogia sui cosiddetti USO, A History of USOs, Unidentified Submerged Objects – Volume 2: From 1970 to 1989. Dolan prosegue così un progetto dedicato alla storia degli Oggetti Sommersi Non Identificati segnalati nel mondo in quei vent’anni. Come nel primo volume, l’autore adotta una linea in larga parte documentaria e cronologica, ricostruendo gli episodi attraverso testimonianze, dati e fonti conosciute.
Gli Anni 70 e 80 rappresentano una fase assai interessante per gli USO: alle testimonianze civili, infatti, si affiancano numerosi rapporti di personale militare. Il volume raccoglie episodi che, pur presentando livelli di attendibilità differenti o anche assai dubbi, delineano continuità storica e dimensione globale del fenomeno.
La peculiarità del lavoro sta nel fatto che gli USO non sono visti come un capitolo più o meno marginale dell’ufologia, ma come un ambito di ricerca autonomo, segnato da tratti ricorrenti.
Il tomo rappresenta una prosecuzione coerente e importante del primo, che analizzava 178 casi anteriori al 1970 e proponeva criteri di catalogazione, mappe e apparati statistici. Il testo offre 200 casi circa, corredati da schede e da disegni dell’illustratore Allan Lavigne.
Circa l’Italia, sebbene il periodo copra anche quello in cui si manifestò la complessa fenomenologia nota come Adriatico 1978 perché riguardò quell’area e quell’anno, nel lavoro è menzionato un solo caso.
In un altro progetto di raccolta dei casi USO, quello che fu gestito dallo scomparso Carl Feindt, le segnalazioni erano circa 1900, delle quali circa 360 italiane. Un resoconto dettagliato sul perché i casi nostrani siano così tanti e su quali caratteristiche abbiano lo trovate qui, su Youtube: dipende dal fatto che nel CISU è attivo da molti anni il Progetto USOCAT, coordinato da Marco Bianchini.
Meno “credenti” negli alieni e altre novità in un sondaggio Gallup sugli UFO
Il 26 agosto la Gallup ha pubblicato gli esiti di un sondaggio sugli UFO condotto su un campione significativo della popolazione Usa. Alcuni risultati sono rimarchevoli.
Un po’ a sorpresa, la proporzione di chi crede che gli UFO siano almeno in certi casi astronavi aliene, sia pur alta (il 37%) mostra una tendenza al ripiegamento: la crescita partita con l’esplosione dell’interesse da parte della politica e dei whistleblowers (i “rivelatori di segreti”) si è arrestata. Importante anche il fatto che la percentuale di donne che credono negli UFO alieni ora superi nettamente quella degli uomini (41 contro 34): un cambiamento che probabilmente indica mutamenti di fondo nella struttura delle convinzioni sugli UFO.
Nel lungo periodo (i dati partono dal 1973), la quota di americani che ritiene di aver visto un UFO è in lenta, costante crescita: siamo al 17% – preso all’ingrosso, vuol dire quasi 60 milioni di “avvistatori”. In altri termini, nella vita l’esperienza UFO è un fatto normale. Quanto al rapporto fra uomini e donne, invece, molto cambia: è il 20% degli uomini contro il 14% delle donne, a dire di aver “visto”.
Ormai altissimo (78%) il numero di americani convinto che il governo “nasconda qualcosa”, un’idea che, tra l’altro, si estende in modo uniforme a uomini e donne e lungo l’intero spettro politico.
Nell’autunno del 2025, in un sondaggio commissionato dal CISU alla Doxa, alla domanda “Lei ha mai avuto l’impressione di vedere in cielo un UFO (o disco volante) o qualcosa di simile?”, aveva risposto di sì il 4,5% del campione, pari a un po’ più di 2,5 milioni di italiani, dunque, una platea assai più modesta di quella Usa.
UFO e centrali nucleari: che cosa c’è di vero?
Chris Rutkowski è fra i leader dell’ufologia razionale canadese. Coordina il Canadian UFO Survey, che ogni anno valuta la casistica dei presunti fenomeni. Il 21 agosto, sul The Walrus, Chris ha discusso una delle questioni che più colpiscono il pubblico e stimolano indagini ma anche la fantasia. Quella secondo la quale i siti nucleari, e in specie le centrali, vedrebbero un gran numero di presunti UFO.
Rutkowski si è occupato di questo aspetto anche come consulente di fatto per gli UFO di un parlamentare canadese, Larry Maguire, che negli ultimi anni ha fatto lobbying UFO presso la Camera dei deputati.
Fra le altre cose, Maguire gli chiese di eventuali “intrusioni” su centrali nucleari. Ruktowski rispose che, dal 1989, nei database risultavano ben 59 episodi avvenuti nei pressi del centro di produzione di Pickering, nell’Ontario. Al riguardo, Rutkoswki chiede di non fare facili associazioni: quei 59 casi includono episodi spiegati o vaghi, e, spesso, localizzati in modo impreciso. Desumere da questi elementi, anche se proposti da un parlamentare, che “gli UFO si interessano al nucleare”, è scorretto.
Asserzioni su un’elevata presenza di UFO, scrive ancora Rutkowski, sono azzardate. Lo prova uno studio del 2023, che, sulla base degli archivi militari Usa del vecchio Project Blue Book, aveva contato ben 590 episodi “nucleari” dagli Anni 40 in poi. In realtà, si tratta di un mix di eventi assai eterogenei, generati in parte dall’elevata vigilanza dovuta alla delicatezza delle strutture interessate rispetto ai contesti ambientali comuni. Altri due casi “nucleari” più recenti, inoltre, sono stati investigati in modo trasparente dalle autorità, e ricondotti a normali aerei.
L’America non è pronta per i “droni misteriosi”
Il 13 agosto, il vice-comandante del NORTHCOM, Comando Unificato delle Forze Armate Usa che ha competenza sul territorio metropolitano e su quelli circostanti, ha dichiarato con chiarezza a TWZ, sito dedicato alla difesa e alla geopolitica, che gli Usa non sono pronti a difendersi da attacchi condotti da droni avversari in quella parte del continente. Il tenente generale Joseph Jarrard ha detto che, a fronte delle crescenti segnalazioni di droni e velivoli assimilabili dall’origine non identificata, NORTHCOM non dispone né di sensori adeguati e sufficienti per scoprirli e valutarne natura e livello di minaccia, né dei sistemi di intercettazione, cinetici e non, per metterli fuori gioco.
Parole che richiamano uno dei problemi politici posti dagli Oggetti Volanti Non Identificati sin dagli anni della Guerra Fredda: l’ambiguità delle segnalazioni degli stessi militari e la difficoltà a risolverle e a decidere in tempi brevi eventuali azioni, possono creare difficoltà alla catena di comando, sino a saturare le risorse disponibili.
Queste dinamiche complesse hanno fatto aprire agli studiosi razionali di ufologia il dibattito sul significato e sul rilievo di questi problemi per la nostra disciplina. Non c’è consenso unanime sull’opportunità di valutare sotto l’ottica ufologica le segnalazioni dei presunti “droni misteriosi”, ma va notato che, fra la miriade di equivoci e dei pochi, possibili droni dovuti ad attori ostili, ci sono episodi dalle caratteristiche più insolite, difficilmente classificabili in quelle categorie. Su di essi si concentra l’attenzione degli studiosi UFO.