Gli UAP entrano al parlamento francese dalla porta principale


L’iniziativa è stata eccellente, il contenuto straordinario. Il simposio sugli UAP (Fenomeni Aerei Non Identificati) organizzato lunedì 29 giugno dai deputati Pierre Henriet (Horizons) e Arnaud Saint-Martin (La France Insoumise) presso l’Assemblea Nazionale francese è riuscito a riportare con successo la questione degli oggetti volanti non identificati al centro delle istituzioni politiche francesi. Le quattro ore di dibattito e gli scambi intensi con il pubblico sono riusciti a mettere in luce la ricerca francese sugli UAP, a sottolineare le incertezze scientifiche che devono ancora essere superate e a evidenziare la necessità di affrontare un argomento che è ben più politico di quanto possa sembrare… Un primo passo per i deputati, un passo da gigante per l’istituzione?

«L’argomento si presta a suscitare sorrisi, e lo sappiamo», ha ammesso il deputato Pierre Henriet (Horizons) nel suo discorso di apertura. «Ha quell’aria di insolito che fa notizia. Dall’annuncio di questo simposio, abbiamo osservato la copertura mediatica che ne è naturalmente seguita: gli stereotipi, i piccoli dischi volanti usati come illustrazioni, gli ammiccamenti complici. Non ce ne lamentiamo: sorridiamo insieme a voi».

GLI «INTOCCABILI» PER LA SCIENZA?

«Questo argomento suscita reazioni contrastanti e ambivalenti; la gente oscilla tra lo stupore e le risatine», ha proseguito il deputato Arnaud Saint-Martin (La France Insoumise) nel suo discorso introduttivo. Sociologo della scienza e direttore di ricerca del CNRS (attualmente in congedo durante il suo mandato parlamentare), specializzato in economia dello spazio e lui stesso astronomo dilettante, ha ricordato: «“ Ci credi davvero?”, mi hanno chiesto. “Perché organizzare un simposio del genere? A che serve?”». «Siamo ossessionati dall’approccio americano: l’89% delle segnalazioni a livello mondiale proviene dagli Stati Uniti, ma le cose accadono anche in Francia», ha osservato Arnaud Saint-Martin.

In che modo le autorità pubbliche organizzano lo studio delle osservazioni che rimangono inspiegabili ancora oggi? Per portare questa questione fuori dai circoli specialistici e porre fine alle fantasie, i due deputati — entrambi membri dell’Ufficio parlamentare francese per la valutazione scientifica e tecnologica (OPECST) — hanno riunito ricercatori, ingegneri, ufficiali militari, funzionari pubblici e quelli che hanno definito osservatori «seri».

Tra questi c’era Luc Dini della Commissione Sigma2, che funge da gruppo di lavoro sugli UFO dell’a 3AF, l’Associazione francese dei professionisti dell’aviazione e dell’aerospaziale. Tra i relatori figuravano anche Michaël Vaillant, data scientist e fondatore della rete UAP Check, il giornalista e fondatore dell’organizzazione no profit Sentinel News, Baptiste Friscourt; accademici come il sociologo della scienza Pierre Lagrange; Frédéric Courtade e Gilles Munsch del GEIPAN; e due portavoce delle Forze Aeree e Spaziali francesi.

UN INCROCIO DI MONDI

Giornalisti, rappresentanti di associazioni, esperti e semplici cittadini interessati all’argomento… eravamo quasi 250 presenti nell’auditorium, selezionati tra le centinaia di richieste di iscrizione inviate online.

Diversi partecipanti erano giunti dall’Italia, dal Portogallo, dalla Svizzera, dalla Germania e dalla Spagna. Philippe Ailleris, uno dei relatori del simposio, che da trentacinque anni ricopre il ruolo di responsabile di progetto presso l’Agenzia Spaziale Europea, era giunto dai Paesi Bassi.

Le numerose telecamere presenti – tra cui quelle di ARTE Germania, delle troupe parlamentari e di team di produzione indipendenti come Simon Méheust del canale Et Pan!, Eva e Grégoire di The Paranormal Show, oltre a diversi canali YouTube specializzati – hanno conferito all’evento nella Sala Victor Hugo l’atmosfera vivace di un’audizione congressuale.

Tra il pubblico si potevano scorgere il regista francese Dominique Filhol, autore di “Valensole 1965”, sotto il suo caratteristico berretto; il giornalista Jean-Pierre Troadec, con i suoi capelli argentati (autore del volume Les OVNIs per la collana Que sais-je?) l’alta sagoma di Jacques Vallée; e la cravatta a righe blu-marine  dello storico navale Alexandre Sheldon-Duplaix. Anche EuroUFO, MUFON France, SCEAU, SUAPS e la rete dei Repas Ufologiques erano ben rappresentati, con partecipanti provenienti da Parigi, Tolosa, Marsiglia, La Turballe e altre città.

DIBATTITI APERTI

Le tavole rotonde hanno cercato innanzitutto di definire i confini del fenomeno: la prima dalla prospettiva delle scienze sociali a quella dell’ingegneria aeronautica. La seconda si è concentrata sul chiarimento delle missioni e dei metodi del GEIPAN, dando la parola al suo direttore, Frédéric Courtade, e a uno dei suoi investigatori, Gilles Munsch. La terza e ultima sessione ha cercato di adottare una visione più ampia, che comprendesse la politica e la dimensione internazionale.

Il sociologo Pierre Lagrange — che ha dedicato decenni all’analisi dei meccanismi di quella che definisce la “Grande Divisione”, che separa le scienze «ufficiali» e «accademiche» dalle scienze «intoccabili», popolari e presumibilmente «irrazionali» dell’ufologia e della parapsicologia — ha raccontato come le accuse di complottismo abbiano, negli ultimi venticinque anni circa, a partire dall’era di X-Files, in gran parte soppiantato le precedenti accuse di irrazionalità.

All’estremo opposto dello spettro, la necessità di dati è stata sottolineata dai relatori del simposio con un orientamento più scientifico. Philippe Ailleris, responsabile di progetto presso l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha spiegato perché la questione degli UFO rimane una sfida in termini di osservazione, produzione di dati e gestione dell’incertezza.

Luc Dini, presidente della Commissione Sigma2 e dirigente di alto livello presso Thales, ha concluso la sua presentazione incoraggiando sia i piloti civili che quelli militari a segnalare le proprie osservazioni al fine di migliorare la ricerca.

Lo stesso messaggio è stato ribadito da Michaël Vaillant, data scientist con sede a Tolosa e collaboratore del GEIPAN da tre decenni. Ha condiviso le sue riflessioni sul valore di una scienza proattiva e orientata all’apprendimento — forse persino a duplice uso — in grado di salvaguardare contemporaneamente gli interessi di sicurezza nazionale e di preservare l’apertura della ricerca accademica. Ha inoltre sottolineato la necessità di standard: un quadro comune in grado di stabilire «standard internazionali relativi all’identificazione dei fenomeni e al modo in cui vengono presi in considerazione». In altre parole, saranno necessari uno sforzo lucido — e risorse adeguate — se vogliamo ridurre il regno dell’ignoto.

Ogni presentazione è durata solo dai quindici ai venti minuti ed è stata illustrata con cinque o sei diapositive. Ognuna di esse è stata accolta da un applauso unanime da parte del pubblico.

LA QUESTIONE AMERICANA

Ogni tavola rotonda si è conclusa con una sessione di domande e risposte con il pubblico. Domande brevi — in media un minuto — per mantenere vivo il dibattito. I moderatori hanno inoltre garantito un equilibrio di genere, il che ha offerto un vantaggio tattico alle donne che alzavano la mano. Non sono riuscito a porre le mie domande sulla NATO o sulla nascente alleanza globale dei parlamentari. Probabilmente ero troppo lontano dalle prime file — e anche troppo maschio.

Ma tra i primissimi ad alzarsi c’era il vicino di Jacques Vallée. L’uomo con la cravatta a righe blu-marine: lo storico navale Alexandre Sheldon-Duplaix. Egli punta il dito contro quella grande questione taciuta che si annida nelle nostre menti. «Una domanda per voi, signori parlamentari. Perché non avete menzionato i vostri colleghi americani che sono intervenuti questa settimana e la scorsa? Il contrasto è tale da meritare di essere sottolineato: la deputata della Florida Anna Luna ha chiesto alla Casa Bianca di proteggere gli informatori in grado di condurre chiunque lo desideri nei luoghi in cui sono custoditi i velivoli recuperati, insieme ai resti biologici di esseri non umani… Queste sono frasi di Luna».

Un momento di esitazione si è diffuso sul podio degli oratori. Si sono scambiati sguardi silenziosi tra i parlamentari e i loro assistenti. I secondi scorrevano, quasi con il fiato sospeso. Parte del pubblico si era raddrizzato sui propri posti, incuriosito e deliziato da questa improvvisa intrusione della «Realpolitik» sugli UFO nella discussione. Con la sua domanda diretta e inequivocabile, lo storico aveva colpito esattamente nel punto cruciale. Aveva indicato con precisione l’elefante nel corridoio — o meglio, in questo caso, l’aquila repubblicana. Alexandre Sheldon-Duplaix aveva sollevato l’argomento che non avrebbe dovuto essere menzionato, eppure quello che tutti avevano in mente: la rivelazione (disclosure) in stile americano. Era quella la questione sulle labbra di tutti, e che aveva contribuito in larga misura alla volontà politica dei due deputati francesi di affrontare l’argomento. Ma come affrontarla? Come si poteva evitare di oltrepassare quella linea rossa, che assomigliava a una serie di guardrail?

Dietro la distanza e la cautela mostrate dai parlamentari si celava un tabù che Sheldon-Duplaix aveva apertamente infranto. Quel tabù riguardava i campioni biologici non umani menzionati sotto giuramento nel 2023. Riguardava il reverse engineering dei velivoli “alieni” recuperati risalenti al 1947 — o forse anche prima. Quella, ora, dell’esistenza di bipedi umanoidi o di entità plasmoidi «senzienti» (cioè coscienti), segnalata nuovamente da Grusch il 9 giugno 2026, sui gradini del Congresso degli Stati Uniti.

In breve, come non spingersi troppo oltre e perdersi nella cascata in continua espansione di rivelazioni straordinarie provenienti dall’altra sponda dell’Atlantico?

LO STATO DEL DIBATTITO IN FRANCIA

Per porre fine al crescente senso di disagio, è stato innanzitutto sottolineato che la questione rientrava proprio nella terza e ultima tavola rotonda, quella dedicata alla discussione politica. «Non abbiamo tutte le risposte», ha aggiunto il rappresentante francese Saint-Martin. «L’obiettivo di questa conferenza è spostare l’attenzione sulla Francia. È la scommessa che abbiamo fatto, che si può certamente discutere. Ma siamo noi ad avviare il dibattito».

La questione è quindi riemersa ancora una volta proprio alla fine del simposio, politicamente scorretta come prima. Il senso di riservatezza francese? Il contrasto con le rivelazioni che emergono dal Congresso degli Stati Uniti? Qualche tutela per gli informatori sugli UFO? Naturalmente i parlamentari erano favorevoli, ha spiegato Pierre Henriet, con una certa fatica e molte precauzioni retoriche.

Alla fine, è stato l’ex consigliere del governo francese Sylvain Maisonneuve a rompere il ghiaccio con una risposta convincente. «È una questione di maturità. Il dibattito in Francia non ha raggiunto lo stesso livello di maturità che ha negli Stati Uniti». Pertanto, per ora, non ha senso cercare di affrontare argomenti troppo straordinari o troppo controversi. Dato l’attuale contesto francese e lo stato attuale del dibattito nazionale, farlo sarebbe controproducente.

L’ascesso era stato finalmente inciso.

UN PRIMO PASSO PER I DEPUTATI, UN PASSO DA GIGANTE PER L’ISTITUZIONE…

Questo incontro senza precedenti in Francia segna un primo passo. Fornisce un quadro chiaro per iniziare a «politicizzare» il tema degli UFO, caduto in disuso parlamentare in Francia dal novembre 2014, quando le audizioni e la relazione dell’OPECST sul sorvolo dei siti nucleari francesi avevano sia sbalordito che allertato le autorità.

Ma al Senato, nel 2014, la parola «UFO» non è mai stata pronunciata. Bisognava risalire al novembre 1954, all’indomani della famosa ondata di avvistamenti che si era moltiplicata nei cieli – e talvolta nei campi – della campagna francese sotto il governo di Pierre Mendès-France. Fu allora che l’allora Primo Ministro decise di creare il SEMOC, il Servizio per lo Studio degli Oggetti Celesti Misteriosi. Questo ufficio, facente parte dell’Aeronautica Militare, prefigurava il GEPAN, che fu infine istituito nel 1977: quasi mezzo secolo fa.

«L’argomento è quindi già, che ci piaccia o no, oggetto di politica pubblica», ha osservato Pierre Henriet – attuale deputato, ex presidente dell’OPECST, matematico e filosofo della scienza – nel suo discorso di apertura. La presentazione conclusiva dell’ex consigliere ministeriale Sylvain Maisonneuve ha offerto ai deputati diverse possibili linee d’azione per il futuro.

Tra queste figurava la creazione di una «missione lampo» parlamentare — una missione di accertamento dei fatti a breve termine — che, secondo lui, «sarebbe una buona idea».

I deputati inizieranno ora a lavorare sulle raccomandazioni.

A cui si aggiungeranno, senza dubbio, altre iniziative, hanno suggerito Pierre Henriet e Arnaud Saint-Martin. Hanno inoltre confermato che l’intera conferenza sarà resa disponibile online nei prossimi giorni sotto forma di registrazione.

«Ciò che è accaduto qui oggi sarà reso pubblico, in piena trasparenza. Riteniamo che sia importante», ha sottolineato Arnaud Saint-Martin nelle sue osservazioni conclusive prima di chiudere questo incontro senza precedenti, diverso da qualsiasi altro tenutosi in precedenza in terra francese.

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Tutte le foto sono di Charles-Maxence Layet, ad eccezione della foto in copertina, opera di Francisco Mourao Correa (SUAPS)

 

Charles-Maxence Layet è uno scrittore e giornalista scientifico specializzato in nuove tecnologie energetiche e cosmo elettromagnetico. Ex assistente parlamentare europeo dal 2009 al 2024, è stato caporedattore ed editore di “Orbs Special Contact”, un libro dedicato agli UFO e all’ipotesi  extraterrestre. Il suo percorso si concentra principalmente sulle dimensioni umane, mediatiche, sociali e politiche del fenomeno UAP. È anche membro delle organizzazioni francesi SCEAU, CARE e CIPO e ha diretto la sezione politica di UAP Check. Il suo libro «La primavera degli UFO» (First, 2025) è uscito a marzo 2025.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su UapCheck.org, viene pubblicato in contemporanea in 13 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Copyright: UAP Check

Dibattito sugli UFO al Parlamento francese

Il 29 giugno 2026, l’Assemblée Nationale (equivalente francese della Camera dei Deputati) ospiterà a Parigi un convegno parlamentare pubblico dal titolo «La ricerca sui fenomeni aerospaziali non identificati: oltre le fantasie». L’evento è co-organizzato da Arnaud Saint-Martin, deputato de  La France insoumise – Nouveau Front Populaire, e da Pierre Henriet, deputato di  Horizons & Indépendants. Il dibattito si svolgerà nella prestigiosa Sala Victor Hugo, all’interno del palazzo dell’Assemblea nazionale.

L’argomento è insolito per una sede parlamentare. Non è, però, una novità in Francia. Dal 1977, il Paese ha mantenuto un percorso istituzionale ufficiale per la raccolta e l’analisi delle segnalazioni di phénomènes aérospatiaux non identifiés, l’equivalente francese di quelli che oggi vengono chiamati fenomeni aerei non identificati (UAP). Quella storia è iniziata con un servizio specializzato all’interno del CNES (l’agenzia spaziale francese), inizialmente chiamato GEPAN, poi SEPRA, ora  GEIPAN (Groupe d’Études et d’Informations sur les phénomènes aérospatiaux non identifiés).[9][10]

Il titolo del colloquio mostra chiaramente il tono che si intende dare: al di là delle fantasie. Le prime notizie riportate dalla stampa e le dichiarazioni degli organizzatori indicano un approccio sobrio: non un esercizio di divulgazione spettacolare, ma una discussione seria sulla ricerca, i metodi istituzionali, le prove, la responsabilità pubblica e le condizioni in cui questo argomento può essere trattato razionalmente. Pierre Henriet ha dichiarato a LCP che l’obiettivo è dimostrare che questi fenomeni possono essere studiati razionalmente e mettere in luce il lavoro degli esperti, piuttosto che alimentare l’impressione che si stiano nascondendo segreti.[1][2][4]

Il programma riportato di seguito si basa sulle informazioni preliminari attualmente in circolazione e incluse nel documento. Elenca i relatori annunciati, non l’elenco completo degli ospiti o dei partecipanti. Diversi dettagli potrebbero ancora essere aggiornati dagli organizzatori prima dell’evento. [5][6][7][8][44]

Cosa si sa in questa fase.

I seguenti punti rappresentano attualmente le informazioni pubbliche più attendibili sull’evento.[1][2][3][5][6][7][8]

Elemento Informazioni preliminari
Data 29 giugno 2026[1][2][3]
Luogo Assemblea nazionale francese, Parigi[1][2][3]
Sala Salle Victor-Hugo, secondo quanto riportato da LCP e visibile nel programma preliminare[1][7][8]
Programma riportato Il volantino elenca tre tavole rotonde dalle 15:10 alle 18:40, LCP indica una fascia oraria più ampia dalle 15:00 alle 19:00, Le Parisien riporta dalle 15:00 alle 18:30.[1][2][7][8]
Titolo in francese La recherche sur les phénomènes aérospatiaux non identifiés au-delà des fantasmes
Traduzione in italiano Ricerca sui fenomeni aerospaziali non identificati al di là delle fantasie
Organizzatori Arnaud Saint-Martin e Pierre Henriet[1][2][3]
Sostegno istituzionale indicato Il supporto preliminare è fornito dal GEIPAN; la relazione pubblica descrive anche il coinvolgimento del GEIPAN/CNES.
Stato del programma Il programma preliminare è stato diffuso on-line e privatamente; il testo ufficiale definitivo potrebbe ancora subire modifiche relative a titoli, affiliazioni o tempistiche.[5][6][7][8]


Il programma provvisorio: tre tavole rotonde

Il programma preliminare attualmente in circolazione è strutturato attorno a tre tavole rotonde. La prima colloca la ricerca sugli UAP in una prospettiva storica e contemporanea, mentre la seconda si concentra sul lavoro ufficiale francese svolto dal GEIPAN e dalle Forze Aeree e Spaziali francesi. La terza, infine, amplia la discussione alle autorità pubbliche e alle risposte internazionali, compreso il confronto tra il GEIPAN e il Pentagono. [7][8]

L’introduzione e la conclusione saranno a cura di Arnaud Saint-Martin e Pierre Henriet. Il programma utilizza ampiamente la sigla francese PAN (Phénomène Aérospatial Non-identifié -Fenomeno Aerospaziale Non-identificato), mentre questo articolo utilizza anche la sigla UAP per i lettori non francesi.

Orario Sessione Tema Relatori annunciati
15:10-16:15 Tavola rotonda 1 Ricerca sui PAN: storia e questioni attuali Pierre Lagrange, Dominique Pinsolle, Luc Dini[7][8]
16:15-17:25 Tavola rotonda 2 Lavoro ufficiale sugli UAP da parte del GEIPAN e delle Forze Aeree e Spaziali francesi Frédéric Courtade, Mathieu Courtaban, Jérémy Moyal, Gilles Munsch, Michaël Vaillant[7][8]
17:40-18:40 Tavola rotonda 3 Dal GEIPAN al Pentagono: attualità e risposte delle autorità pubbliche Philippe Ailleris, Sylvain Maisonneuve, Baptiste Friscourt[7][8]
Apertura e chiusura Organizzatori Introduzione e conclusione Arnaud Saint-Martin, Pierre Henriet


La Francia: una storia istituzionale speciale

Per i lettori internazionali è essenziale premettere il contesto francese. La Francia è l’unico  paese al mondo ad aver mantenuto, per quasi quattro decenni, una struttura aperta al pubblico all’interno di un’agenzia spaziale nazionale dedicata alla raccolta e all’analisi delle segnalazioni di fenomeni aerospaziali non identificati. L’attuale pagina web del GEIPAN sul sito del CNES descrive la sua missione: la raccolta, l’analisi e l’archiviazione delle segnalazioni di UAP, informando al contempo il pubblico. Fornisce, inoltre, la cronologia istituzionale: il GEPAN è stato creato nel 1977, è stato sostituito dal SEPRA nel 1988 e il GEIPAN ha sostituito il SEPRA nel 2005. [9][10]

Questo non significa che l’argomento sia semplice o incontestato. Significa che la Francia vanta una lunga tradizione amministrativa e metodologica unica al mondo. Il GEIPAN raccoglie segnalazioni, collabora con testimoni e istituzioni partner, pubblica resoconti di avvistamenti e classifica i casi in base alla qualità dei dati disponibili e alla probabilità di identificazione/spiegazione. La sua stessa esistenza offre  un punto di riferimento pubblico per un argomento che altrove è spesso frammentato tra ricercatori privati, canali militari, procedure di intelligence, giornalisti e gruppi di sostegno.[9][10]

Il colloquio del 29 giugno ha quindi due livelli. In superficie, è un evento pubblico su un argomento controverso. Più in profondità, è una prova per verificare se l’esperienza ufficiale della Francia, il lavoro accademico, le interfacce militari e le iniziative della società civile possano essere discussi insieme in un contesto parlamentare senza ridurre l’argomento né a una questione di fede né al ridicolo.

Quelle parole scelte in chiusura del titolo (“al di là delle fantasie”) sono importanti a questo proposito. Esse riconoscono il peso culturale delle narrazioni sugli UFO, rifiutando al contempo di lasciare che tale peso definisca l’intero campo. Le segnalazioni di UAP possono riguardare normali errori di identificazione, fenomeni atmosferici insoliti, oggetti di origine umana, artefatti dei sensori, eventi rari, dati incompleti e alcuni casi che sfuggono a qualsiasi classificazione. Un quadro pubblico serio non richiede conclusioni straordinarie: richiede dati tracciabili, disciplina metodologica e la volontà di mantenere aperte le domande quando le prove sono insufficienti.


Dal GEIPAN al Pentagono — andata e ritorno

Il colloquio si svolge in un contesto internazionale rimodellato dagli Stati Uniti. Dal 2017, gli UAP sono diventati un argomento ricorrente nell’ambiente politico e mediatico statunitense, con audizioni parlamentari, obblighi di segnalazione ufficiale, video declassificati e la creazione di strutture governative dedicate come l’All-domain Anomaly Resolution Office (AARO) all’interno del Dipartimento della Difesa. Qualunque cosa si possa pensare del dibattito in corso negli Stati Uniti, esso ha reso l’argomento più visibile e politicamente più legittimo rispetto a dieci anni fa. [22][17][18]

Dalle rivelazioni del 2017 su un progetto UFO/UAP finanziato dal Pentagono, gli Stati Uniti hanno gradualmente spostato l’argomento ad un quadro pubblico e istituzionale più formale. Il Congresso ha imposto obblighi di segnalazione degli UAP, l’AARO è stato istituito nel 2022 per centralizzare la raccolta e l’analisi delle segnalazioni di UAP, la NASA ha avviato uno studio indipendente sugli UAP nel 2022 e ha pubblicato il suo rapporto nel 2023 e la legge sulla difesa nazionale (il National Defense Authorization Act) per l’anno fiscale 2024 ha creato un processo pubblico di raccolta dei documenti sugli UAP presso gli Archivi Nazionali. Più recentemente, la pubblicazione di immagini e rapporti ufficiali sugli UAP sul sito web dell’AARO e ora del Pentagono ha aggiunto a questo processo una dimensione concreta rivolta al pubblico.[22][18][19][20][21][17]

La Francia e gli Stati Uniti offrono modelli istituzionali diversi. Il modello statunitense è fortemente influenzato dalla sicurezza nazionale, dalle segnalazioni militari, dalla supervisione dei servizi di intelligence e dalla politica di divulgazione. Il modello francese è più rivolto al pubblico e storicamente legato all’agenzia spaziale nazionale, ai canali di segnalazione civili e alle indagini tecniche. Questo non rende automaticamente un modello migliore dell’altro: rende utile il loro confronto. Il GEIPAN ha sviluppato una specifica cultura di indagine, valutazione e qualificazione delle segnalazioni anomale. Il suo lavoro non consiste solo nel raccogliere casi, ma anche nel costruire banche dati affidabili di segnalazioni relative a fenomeni sconosciuti o insufficientemente spiegati, utilizzando investigatori qualificati e reti di esperti per chiarire i limiti di quello che può essere stabilito, quello che rimane incerto e quello che non dovrebbe essere affermato sulla base delle prove disponibili. [9][17][23]

Il titolo della terza tavola rotonda (“Dal GEIPAN al Pentagono”) punta esattamente a quel confronto. Tuttavia, il confronto funziona anche nella direzione opposta: dal Pentagono al GEIPAN. Il percorso americano ha creato un potente effetto internazionale di amplificazione politica e mediatica, mentre quello francese offre un modello di indagine pubblica di più lunga data. Presi insieme, questi due esempi sollevano una domanda comune: come possono le autorità pubbliche produrre conoscenze affidabili sugli UAP bilanciando al contempo politica scientifica, rischio militare, informazione pubblica, segretezza, trasparenza, qualità dei dati e controllo democratico?

Organizzatori e relatori annunciati

Le seguenti biografie combinano i ruoli indicati nel programma preliminare con le informazioni istituzionali o professionali disponibili al pubblico.

Organizzatori 

Arnaud Saint-Martin  è deputato del partito La France insoumise – Nouveau Front Populaire per la prima circoscrizione di Seine-et-Marne e sociologo della scienza e della tecnologia. Prima di entrare in Parlamento nel 2024, è stato ricercatore presso il CNRS (Centre national de la recherche scientifique, il principale ente pubblico di ricerca francese), dove il suo lavoro si è concentrato sulla sociologia e la storia della scienza e della tecnologia, con particolare attenzione alle attività spaziali, all’astronomia, alla politica spaziale e agli immaginari culturali e politici legati all’esplorazione spaziale. All’Assemblea Nazionale, è membro della Commissione per la difesa nazionale e le forze armate, membro dell’OPECST — l’Office parlementaire d’évaluation des choix scientifiques et technologiques, ovvero l’Ufficio parlamentare per la valutazione delle scelte scientifiche e tecnologiche — e vicepresidente del gruppo di studio parlamentare sull’aeronautica e lo spazio. [11][13][14][15]  Il suo background combinato di parlamentare e sociologo della scienza è fondamentale per l’impostazione del colloquio. Consente di affrontare le UAP non solo come fenomeni segnalati, ma anche come oggetti di conoscenza pubblica, controversia scientifica, trattamento istituzionale, competenza tecnica e responsabilità democratica. La sua esperienza negli studi di scienza e tecnologia gli conferisce una comprensione particolarmente acuta delle difficoltà sollevate da questo argomento: prove, competenza, credibilità, comunicazione pubblica, fiducia istituzionale e il confine tra indagine seria e sensazionalismo.

Pierre Henriet è deputato del gruppo Horizons & Indépendants per la quinta circoscrizione della Vandea e segretario dell’Assemblea nazionale francese. Attualmente è primo vicepresidente dell’OPECST — l’Office parlementaire d’évaluation des choix scientifiques et technologiques. Formato come insegnante di matematica nella scuola secondaria, ha anche una formazione accademica in filosofia della scienza ed epistemologia. [12][13][14]  Il suo coinvolgimento conferisce al colloquio una dimensione trasversale e di politica scientifica. Avendo presieduto l’OPECST dal 2022 al 2023, e ricoprendo ora la carica di primo vicepresidente, apporta un’esperienza parlamentare all’interfaccia tra competenza scientifica, scelte tecnologiche e processo decisionale pubblico. In alcune dichiarazioni pubbliche riportate da LCP, ha definito l’evento come uno sforzo per dimostrare che l’argomento può essere affrontato in modo razionale e attraverso il lavoro di esperti, piuttosto che attraverso la speculazione o il sensazionalismo.[1]

Relatori alla Tavola rotonda 1 – Ricerca sui PAN: storia e questioni attuali

Pierre Lagrange è un sociologo e antropologo della scienza francese, noto per i suoi lavori sulle controversie, le parascienze, gli UFO, le affermazioni sul paranormale e i confini tra scienza, credenza, prova e cultura pubblica. Ha lavorato per diversi anni al Centre de Sociologie de l’Innovation presso Mines Paris, nell’ambiente intellettuale legato alla sociologia della scienza e della tecnologia, e in seguito ha proseguito la ricerca nell’antropologia e nella sociologia della cultura (oggi presso la Scuola di studi superiori in scienze sociali, EHESS).[24]  A partire dagli anni 80, Lagrange ha studiato il campo degli UFO non principalmente come questione di credenza, ma come oggetto sociale, storico ed epistemologico: come testimoni, investigatori, scettici, istituzioni, scienziati e media negoziano lo status delle affermazioni anomale. Tra i suoi libri principali figurano La Rumeur de Roswell (1996), uno studio sociologico sulla controversia di Roswell, La Guerre des mondes a-t-elle eu lieu ? (2005), che rivisita il mito del panico di massa intorno alla trasmissione radiofonica di Orson Welles del 1938, e Ovnis: ce qu’ils ne veulent pas que vous sachiez (2007), dedicato alle narrazioni cospirative, alla segretezza e alla costruzione pubblica delle controversie sugli UFO. La sua presenza alla prima tavola rotonda apporta una prospettiva storica e antropologica di lungo periodo sulla costruzione della controversia sugli UFO/UAP in Francia e all’estero.[24][25][26]

Dominique Pinsolle  è docente di storia contemporanea presso l’Université Bordeaux Montaigne, affiliato al CEMMC — Centre d’Études des Mondes Modernes et Contemporains. Ha conseguito l’abilitazione alla direzione di ricerche nel 2024 e si occupa di comunicazione, sindacalismo, sabotaggio, storia dei media e culture politiche moderne e contemporanee.[27]  Il suo lavoro sulla stampa, la comunicazione, i conflitti sociali e la democrazia tecnica offre un’utile prospettiva storica su come si costruiscono le controversie pubbliche. Anche la questione dell’UAP è stata plasmata dalle narrazioni dei media, dagli archivi, dalle dichiarazioni ufficiali o dai silenzi, dalle aspettative del pubblico e dai mutevoli contesti comunicativi.

Luc Dini è un ingegnere aerospaziale e della difesa con una lunga esperienza professionale nei settori dell’aeronautica, dello spazio e della difesa, tra cui difesa missilistica, difesa aerea, guerra elettronica, sistemi di sorveglianza, ingegneria di grandi sistemi e sviluppo commerciale nell’ambito dell’ e internazionale. La sua carriera comprende collaborazioni con il settore della difesa francese, Thomson-CSF e Thales Air Systems, dove ha ricoperto posizioni dirigenziali nei settori dei sistemi, della strategia e dello sviluppo commerciale della difesa missilistica.  All’interno dell’Association Aéronautique et Astronautique de France (3AF), è diventato presidente della commissione tecnica SIGMA2 a partire dal 2013. SIGMA2 si concentra sullo studio tecnico dei casi di UAP, in particolare su “elementi osservabili concreti” quali tracce fisiche, dati radar, informazioni dei sensori e prove relative al settore aerospaziale. La commissione ha prodotto rapporti tecnici e di attività esaustivi, e la presenza di Dini apporta alla discussione una prospettiva ingegneristica aerospaziale e della difesa, integrando gli approcci storici e delle scienze sociali.[28]

Relatori alla Tavola rotonda 2 – Il lavoro ufficiale sugli UAP da parte del GEIPAN e delle Forze Aeree e Spaziali francesi

Frédéric Courtade  è a capo del GEIPAN dal 2024. Laureato in scienze dei materiali, ha seguito una carriera sia tecnica, sia manageriale presso il CNES, che comprende 20 anni di esperienza e ricerca sull’hardware spaziale all’interno del laboratorio di esperti del CNES, cinque anni dedicati allo sviluppo di strumenti scientifici per la planetologia e l’esobiologia e quattro anni alla guida del servizio responsabile dei meccanismi spaziali e delle apparecchiature di controllo dell’assetto dei satelliti.[9][10] All’interno del GEIPAN, il suo ruolo non consiste solo nel gestire un team composto da personale del CNES e da volontari impegnati, ma anche nel mantenere un metodo di lavoro rigoroso e trasparente. La sua posizione pubblica pone l’accento sulla dimostrabilità tecnica e scientifica, sulla solidità metodologica, sul rispetto dei testimoni e sull’accesso pubblico ai risultati delle indagini. La sua partecipazione colloca la seconda tavola rotonda nel contesto pratico del lavoro attuale del GEIPAN: raccolta dei casi, indagine, classificazione, revisione da parte di esperti, coordinamento con le parti interessate istituzionali (rappresentanti sia militari che scientifici), informazione pubblica e archivio a lungo termine delle osservazioni UAP francesi.

Mathieu Courtaban è indicato nel programma preliminare all’interno della seconda tavola rotonda sul lavoro ufficiale del GEIPAN e delle Forze Aeree e Spaziali francesi, con affiliazione al CAPCODA. Il CAPCODA è il Centro Aereo per la Pianificazione e la Conduzione delle Operazioni di Difesa Aerea delle Forze Aeree e Spaziali Francesi, con sede presso la base aerea di Lione-Mont Verdun. Opera nell’ambito del quadro CDAOA ed è stato creato dalla fusione del Centre national des opérations aériennes (CNOA) e del Centre Air de Planification et de Conduite des Opérations (CAPCO).[29] La sua presenza annunciata indica l’inclusione di una prospettiva operativa relativa allo spazio aereo e alla difesa aerea. Ciò è importante perché alcune questioni relative agli UAP riguardano non solo l’interpretazione scientifica, ma anche la sicurezza aerea, le catene di segnalazione, i dati dei sensori, lo spazio aereo controllato e la gestione operativa di osservazioni insolite.

Jérémy Moyal è indicato nel programma preliminare come rappresentante delle Forze Aeree e Spaziali francesi. Le informazioni disponibili lo identificano come ufficiale in servizio attivo nell’Armée de l’Air et de l’Espace. Si tratta delle Forze Aeree e Spaziali francesi. Sono responsabili delle operazioni aeree e spaziali francesi, tra cui la sovranità dello spazio aereo, la postura permanente di sicurezza aerea, la pianificazione delle operazioni aeree e, dalla creazione del Commandement de l’Espace, l’integrazione delle responsabilità spaziali militari nella struttura dell’aeronautica militare.[30]  La sua presenza colloca la seconda tavola rotonda all’interfaccia tra segnalazioni civili, indagini ufficiali e consapevolezza militare dello spazio aereo. Per il pubblico, questo è importante perché il tema degli UAP può riguardare segnalazioni operative, sicurezza aerea, piloti, equipaggi, informazioni radar o dei sensori e la protezione dello spazio aereo controllato.

Gilles Munsch è indicato come esperto e investigatore del GEIPAN. Insegnante di ingegneria meccanica in pensione, è impegnato da decenni nelle indagini sul campo, nella documentazione dei casi e nelle reti francesi di ricerca sugli UFO, tra cui organizzazioni come CVLDLN, CNEGU, SERPAN e SCEAU, oltre che come investigatore per il GEIPAN. [31][32] La sua competenza risiede nelle indagini sul campo a lungo termine e nella valutazione pratica delle segnalazioni, avendo trattato centinaia di casi nel corso di diversi decenni. La sua partecipazione apporta una prospettiva metodologica e investigativa: come vengono documentate le segnalazioni, cosa rende un caso utilizzabile o meno, come le reti di esperti contribuiscono all’interpretazione e perché “inspiegabile” spesso significa che le prove rimangono incomplete piuttosto che si sia giunti a una conclusione.

Michaël Vaillant  è un data scientist, esperto GEIPAN da quasi 20 anni, fondatore di Meta-Connexions, creata nel 2006, nonché fondatore e presidente dell’iniziativa internazionale UAP Check nel 2023. Ha conseguito un master in Gestione dell’innovazione e un master in Architettura dei sistemi informativi. Il suo lavoro si concentra da tempo sulla strutturazione, l’analisi e l’interoperabilità dei dati relativi agli UAP, con particolare attenzione alla tracciabilità, alla solidità metodologica, all’architettura dei database e alle condizioni necessarie per un’indagine scientifica cumulativa. [33][34][35]  Dal 2006, attraverso il suo lavoro con il GEIPAN, ha contribuito allo sviluppo del sito web istituzionale del servizio e del database UAP e ha sviluppato strumenti software progettati per supportare l’analisi metodologica dei casi riducendo al contempo i pregiudizi investigativi. Dal 2023, attraverso UAP Check, si è concentrato sul rafforzamento della cooperazione internazionale e sulla promozione di buone pratiche per una scienza affidabile: dati solidi, tracciabilità, standard condivisi, servizi di dati interoperabili e accesso responsabile alla conoscenza istituzionale. Fa anche parte del comitato consultivo della SUAPS, la Società per gli studi sugli UAP. [9][36][37]

Relatori alla Tavola rotonda 3 – Dal GEIPAN al Pentagono: attualità e risposte delle autorità pubbliche

Philippe Ailleris è Senior Project Controller presso l’Agenzia Spaziale Europea, dove lavora da oltre 28 anni. Il suo background professionale riguarda il controllo dei progetti, la pianificazione dei costi, il monitoraggio finanziario, la gestione dei rischi e la rendicontazione dei programmi nel settore spaziale europeo, compresi i progetti relativi a Copernicus Sentinel. Parallelamente alla sua carriera presso l’ESA, è attivo da molti anni nel campo degli UAP, con un interesse particolare per gli standard di osservazione, la segnalazione dei testimoni, la raccolta strutturata dei dati e la documentazione scientifica delle osservazioni aerospaziali insolite. La sua presenza alla terza tavola rotonda collega la discussione francese a più ampi sforzi internazionali volti a migliorare la segnalazione degli UAP, i protocolli di osservazione e la qualità dei dati. [38][39]

Sylvain Maisonneuve è un ex avvocato ed ex consigliere ministeriale. Formatosi in diritto pubblico, con lauree specialistiche in appalti pubblici e diritto pubblico, ha lavorato in studi legali prima di ricoprire ruoli di consulenza nei ministeri dell’economia e delle finanze francesi, in particolare in materia di commercio, vendita al dettaglio, consumatori, imprese, artigianato, ospitalità, eventi e servizi di mercato. Attualmente è direttore della strategia presso Prosol. [40]  È autore del recente libro Ovnis, l’enquête déclassifiée, dedicato agli UAP, al materiale declassificato, al Pentagono, alle pressioni del Congresso per la trasparenza e alla gestione istituzionale dell’argomento. La sua presenza alla terza tavola rotonda si inserisce in una discussione su come le autorità pubbliche rispondono alle questioni relative agli UAP al di là dell’analisi tecnica dei casi, includendo la segretezza, la gestione delle crisi, la comunicazione pubblica, il controllo democratico e l’accesso alle informazioni.[40]

Baptiste Friscourt è insegnante di arti visive nella scuola secondaria. Ha conseguito il Diplôme national d’arts plastiques presso l’École nationale supérieure des beaux-arts e attualmente studia Scienze dell’informazione e della comunicazione all’Université Bourgogne Europe. [41][42][43]  Oltre a queste attività, segue le notizie sugli UAP ed è un podcaster attivo dal 2020, successivamente attraverso il canale online francese Sentinel News, dove fornisce una copertura regolare degli sviluppi relativi agli UAP in Francia e all’estero, ed è corrispondente francese per il sito web di notizie su scienza, tecnologia e difesa The Debrief.

Una prima volta parlamentare per la scienza e l’indagine sugli UAP in Francia

Il significato principale del colloquio del 29 giugno non risiede solo nell’argomento in sé, ma nella sua cornice: una sede parlamentare, un’iniziativa trasversale, la presenza di attori ufficiali francesi, storici, scienziati sociali, specialisti dei dati, collaboratori dei media specializzati e rappresentanti della società civile, nonché un formato rivolto al pubblico. La Francia ha già affrontato in ambito parlamentare il tema degli eventi aerei non identificati o mal identificati, ma questo colloquio sembra segnare una nuova soglia: un evento parlamentare aperto, esplicitamente dedicato alla ricerca sugli UAP, con il tema citato direttamente e senza ambiguità. [1][2][3][16]

Per decenni, i Fenomeni Aerei Non identificati sono stati spesso intrappolati tra due estremi controproducenti. Da un lato, il ridicolo e lo stigma scoraggiano testimoni, piloti, ricercatori e istituzioni dal parlare chiaramente. Dall’altro, le narrazioni sensazionalistiche possono diffondersi più rapidamente delle prove. Un colloquio parlamentare come questo può creare l’occasione per spostare il baricentro: dalla credenza al metodo, dalla segretezza all’accesso responsabile, dalle iniziative isolate alla conoscenza cumulativa, e dai silos nazionali a quadri internazionali interoperabili.

L’evento solleva anche una questione pratica che va oltre la Francia. Il GEIPAN è una caratteristica istituzionale distintiva dell’approccio francese, ma un piccolo servizio ufficiale non può creare da solo un intero campo scientifico. Per compiere progressi significativi sono necessari una migliore architettura dei dati, una rendicontazione standardizzata, la cooperazione con i canali dell’aviazione militare e civile, protocolli scientifici aperti, l’impegno accademico e lo scambio internazionale. Questo colloquio potrebbe assumere importanza se portasse a un lavoro sostenuto dopo l’evento: audizioni, follow-up parlamentare, migliore accesso ai dati, responsabilità istituzionali più chiare o rinnovate partnership scientifiche. [9][10]

Le audizioni dell’OPECST sui droni nel 2014 

Nel novembre 2014, l’OPECST — l’Office parlementaire d’évaluation des choix scientifiques et technologiques — ha tenuto delle audizioni sul sorvolo di impianti nucleari francesi da parte di droni non identificati. In quanto organo congiunto dell’Assemblea nazionale e del Senato francesi, l’OPECST ha il compito di informare il Parlamento sulle conseguenze delle scelte scientifiche e tecnologiche. Il caso dei droni del 2014 non è stato inquadrato come un classico problema UAP, anche se vi si ricollega direttamente, poiché ha sollevato diverse questioni direttamente rilevanti per la gestione pubblica degli eventi aerei non identificati: come indagare su oggetti segnalati, ma scarsamente documentati, come bilanciare l’informazione pubblica con i vincoli di sicurezza, come coordinare più servizi statali e come sviluppare capacità di rilevamento e risposta quando i fenomeni non rientrano nelle categorie operative esistenti. [16][13]

Le audizioni del 2014 hanno dimostrato che gli eventi aerei non identificati possono diventare questioni di politica pubblica quando si verificano all’incrocio tra infrastrutture sensibili, difesa, preoccupazione pubblica e incertezza tecnologica. Hanno inoltre messo in luce una difficoltà istituzionale ricorrente: quando un fenomeno aereo viene osservato, segnalato o dedotto, ma non chiaramente identificato, la responsabilità può frammentarsi tra attori della sicurezza, della difesa, militari, scientifici, tecnici e politici. In questo senso, il colloquio del 2026 non è un caso isolato. Esso si inserisce in una più lunga storia parlamentare francese di tentativi di affrontare gli eventi aerei non identificati attraverso indagini, competenze, responsabilità pubblica e coordinamento istituzionale.[16]

Questo confronto ha ovviamente i suoi limiti. Il caso del 2014 riguardava i droni sopra gli impianti nucleari, mentre il colloquio del 2026 riguarda la ricerca sugli UAP in senso più ampio. Ma la questione comune è metodologica e istituzionale. In entrambi i casi, le autorità pubbliche si trovano di fronte a segnalazioni aeree che richiedono documentazione, verifiche incrociate, analisi dei sensori, valutazione dei testimoni, coordinamento operativo e comunicazione attenta. La questione non è solo cosa siano questi oggetti, ma come uno Stato democratico possa organizzare la conoscenza quando gli eventi aerei non identificati sollevano contemporaneamente preoccupazioni pubbliche, scientifiche e di sicurezza.[16]

Il ruolo di UAP Check: verifica, contesto e diffusione internazionale

UAP Check opera come una rete di collaboratori e organizzazioni a livello internazionale. Il nostro valore sta nel mettere in contatto gli attori, documentare il settore, sostenere gli standard e rendere disponibili le informazioni in diverse lingue.[33][45]

Per il pubblico internazionale, un colloquio parlamentare francese sugli UAP può essere difficile da interpretare: la terminologia francese differisce da quella inglese; la storia istituzionale è specifica; il GEIPAN non ha un equivalente esatto in altri paesi; anche il contesto politico – un’iniziativa trasversale all’interno dell’Assemblea Nazionale – merita un’attenta spiegazione. UAP Check può aiutare a colmare questa lacuna fornendo una fonte verificata, multilingue e contestualizzata per giornalisti, ricercatori, istituzioni e pubblico interessato.[9][13]

La questione centrale non è che ci sia  un altro convegno sugli UAP. È se l’argomento possa essere strutturato come un campo di indagine duraturo. Ciò richiede più della semplice visibilità individuale: richiede metodi condivisi, dati tracciabili, un linguaggio cauto, correzioni aperte, memoria istituzionale e la capacità di collaborare oltre i confini nazionali e professionali.

 

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Aggiornamenti e correzioni

Questo articolo si basa su informazioni disponibili al pubblico e sul programma preliminare   in circolazione al 31 maggio 2026. Poiché l’evento è previsto per una data futura e potrebbe essere pubblicato un programma ufficiale definitivo diverso, le affiliazioni, le fasce orarie e i titoli dei relatori potrebbero essere aggiornati in seguito. [5][6][7][8][1][2][3]

Se un organizzatore, un relatore o un’istituzione qui menzionati desiderano fornire una correzione, una conferma o un titolo aggiornato, UAP Check modificherà l’articolo di conseguenza, lo aggiornerà non appena saranno disponibili nuove informazioni e registrerà la data di ogni correzione o aggiornamento sostanziale. Lo scopo è quello di mantenere una pagina di riferimento pubblica che rimanga utile, accurata e trasparente nel tempo.

Riferimenti e link alle fonti

La seguente tabella di riferimento raccoglie i link utilizzati o citati durante la preparazione di questo articolo di informazione pubblica. I numeri tra parentesi nel testo si riferiscono alle fonti numerate riportate di seguito.

Rif. Fonte / titolo Supporta
[1] LCP — Gli UFO si invitano all’Assemblea per un convegno inedito Resoconto dei media parlamentari sull’evento, la sede, gli organizzatori e l’inquadramento.
[2] Le Parisien — “Sortir du sensationnalisme”: gli UFO protagonisti di un convegno inedito all’Assemblea nazionale Anteprima della stampa mainstream e informazioni sulla tempistica.
[3] La Dépêche du Midi — UFO: il 29 giugno, un convegno pubblico organizzato all’Assemblea nazionale Copertura della stampa regionale.
[4] La Dépêche du Midi — Editoriale: OVNI, scienze e fantasie L’inquadramento editoriale della scienza e del dibattito pubblico.
[5] Arnaud Saint-Martin — Annuncio del colloquio su LinkedIn Annuncio pubblico dell’organizzatore.
[6] Arnaud Saint-Martin — Post su LinkedIn relativo alla registrazione e alle informazioni sul colloquio Iscrizione e informazioni pratiche.
[7] Facebook — post pubblico con l’immagine del programma preliminare Traccia pubblica dell’immagine del programma.
[8] Instagram — post con il programma / immagine preliminare Immagine del programma preliminare.
[9] GEIPAN — sito web ufficiale Ente pubblico francese ufficiale per i rapporti PAN.
[10] CNES — Pagina del progetto GEIPAN Contesto istituzionale del CNES per il GEIPAN.
[11] Assemblea nazionale — Profilo ufficiale di Arnaud Saint-Martin su Profilo parlamentare ufficiale e funzioni.
[12] Assemblea nazionale — Profilo ufficiale di Pierre Henriet Profilo parlamentare ufficiale e funzioni.
[13] Assemblea nazionale — Presentazione ufficiale dell’OPECST Ruolo dell’OPECST.
[14] Assemblea nazionale — Composizione dell’OPECST Attuali membri e funzionari dell’OPECST.
[15] Assemblea nazionale — Gruppo di studio parlamentare sull’aeronautica e lo spazio Contesto del gruppo di studio parlamentare.
[16] Senato / OPECST — I droni e la sicurezza degli impianti nucleari, relazione n. 267 (2014-2015) Precedente parlamentare del 2014 sui droni non identificati e le infrastrutture sensibili.
[17] AARO — Immagini ufficiali degli UAP Immagini ufficiali degli UAP e materiale relativo ai casi.
[18] Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti — Istituzione dell’AARO Creazione dell’AARO nel 2022.
[19] NASA — La NASA pubblica un rapporto sui fenomeni anomali non identificati Pubblicazione del rapporto dello studio indipendente della NASA sugli UAP, 2023.
[20] NASA — Rapporto finale del gruppo di studio indipendente sugli UAP Rapporto finale in formato PDF.
[21] Archivi nazionali degli Stati Uniti — Raccolta di documenti sui fenomeni anomali non identificati Processo di raccolta dei documenti pubblici sugli UAP.
[22] The New York Times — Aure luminose e “denaro nero”: il misterioso programma UFO del Pentagono Il 2017: un punto di svolta nel dibattito pubblico statunitense.
[23] AARO — Rapporto sui dati storici relativi al coinvolgimento del governo degli Stati Uniti con gli UAP, Volume I Rapporto storico dell’AARO.
[24] Pierre Lagrange — panoramica biografica e bibliografica Sintesi della carriera e delle pubblicazioni.
[25] La Rumeur de Roswell — riferimento bibliografico nella voce Roswell Riferimento al libro di Lagrange su Roswell.
[26] La Guerre des mondes (radio, 1938) — contesto del libro di Lagrange sul presunto panico Contesto dell’opera di Lagrange su Orson Welles.
[27] Université Bordeaux Montaigne / CEMMC — Profilo di Dominique Pinsolle Affiliazione accademica e profilo di ricerca; URL diretto del profilo da sostituire se necessario.
[28] 3AF — Association Aéronautique et Astronautique de France Contesto istituzionale di SIGMA2.
[29] CDAOA / CAPCODA — contesto della difesa aerea e delle operazioni aeree Contesto del comando della difesa aerea francese e del CAPCODA.
[30] Armée de l’Air et de l’Espace — sito web ufficiale Contesto istituzionale delle Forze Aeree e Spaziali francesi.
[31] SCEAU / Archives OVNI — conservazione degli archivi ufologici Iniziativa di conservazione degli archivi.
[32] Jacques Scornaux — SCEAU / Contesto degli Archivi OVNI Fonte secondaria sulla storia dello SCEAU e sui depositi d’archivio.
[33] UAP Check — sito web ufficiale Organizzazione e piattaforma di pubblicazione.
[34] Meta-Connexions — sito web ufficiale Azienda fondata da Michaël Vaillant.
[35] SUAPS — Il nostro team / Comitato consultivo Ruolo consultivo di SUAPS.
[36] U-Sphere — Metodologia di analisi dei fenomeni i inspiegabili Strumento metodologico e quadro di analisi dei casi i.
[37] GEIPAN / CNES — Analisi spaziale dei modelli puntuali dei fenomeni aerei non identificati in Francia Lavoro statistico sui dati GEIPAN.
[38] ADS — La nuova scienza dei fenomeni aerospaziali e sottomarini non identificati (UAP) Articolo di revisione scientifica.
[39] arXiv — La nuova scienza dei fenomeni aerospaziali e sottomarini non identificati (UAP) Versione preprint aperta.
[40] Albin Michel — Pagina dell’autore Sylvain Maisonneuve Biografia dell’editore e informazioni sul libro.
[41] YouTube — Canale Sentinel News Canale video di Sentinel News.
[42] Sentinel News French — Informazioni Presentazione della testata online.
[43] Sentinel News French — Archivio Archivio della pubblicazione.
[44] Sentinel News — L’Assemblea nazionale ospiterà… Annuncio dell’evento sui media specializzati.
[45] UAP Check — 20 marzo 2024: la prima Giornata europea degli UAP UAP Check Contesto delle attività europee.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su UapCheck.org, viene pubblicato in contemporanea in 13 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Copyright: UAP Check

 

Terza Giornata Europea degli UAP

 

Il 20 marzo 2026 è il secondo anniversario dello storico incontro su “Gli UAP nello spazio aereo europeo”, organizzato presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, che venne ribattezzato come prima “Giornata europea degli UAP”. Può essere una buona occasione per riassumere quali sviluppi del panorama ufologico europeo si sono verificati nei dodici mesi trascorsi dal precedente anniversario.

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Proprio il 20 marzo 2025, nell’ambito di un’iniziativa collettiva senza precedenti, l’articolo di Charles-Maxence Layet intitolato «Autonomia strategica europea e fenomeni aerospaziali non identificati», pubblicato su UAP Check (e per l’Italia sul sito del CISU), è stato diffuso in 11 lingue diverse sui siti web di 14 organizzazioni nazionali che si occupano di UFO in tutta Europa (ed è stato persino ripubblicato oltreoceano dal J. Allen Hynek Center for UFO Studies).

Il 10 aprile, un appello congiunto rivolto al nuovo Parlamento Europeo affinché intervenga in materia di UAP in linea con i propri obiettivi, valori, mandati e priorità (firmato e presentato dai rappresentanti di 15 organizzazioni nazionali dedicate agli UAP nell’ottobre 2024) ha dato vita a una più ampia campagna di sostegno pubblico: La UAP Coalition Netherlands ha invitato cittadini e organizzazioni a esercitare congiuntamente pressione sull’Europarlamento, scrivendo ai rispettivi membri del nuovo parlamento per chiedergli di adottare misure concrete verso una maggiore trasparenza e una ricerca seria sugli UAP, quali la raccolta di dati (con un sistema centralizzato europeo), la ricerca scientifica (con finanziamenti per studi multidisciplinari) e l’integrazione delle politiche (con protocolli di aviazione e sicurezza).

Come si vedrà, in effetti l’organizzazione olandese UAP Coalition è stata costantemente la capofila di varie iniziative rivolte alle istituzioni dell’Unione Europea.

Il 30 aprile, i rappresentanti della UAP Coalition hanno avuto il primo incontro con l’europarlamentare tedesco Fabio De Masi, il quale a dicembre aveva presentato un’interrogazione alla Commissione UE sulle informazioni disponibili sui fenomeni aerei non identificati (UAP) in relazione alle infrastrutture critiche degli Stati membri. Durante l’incontro di due ore sono state discusse diverse questioni critiche, fra le quali: stigma e salute mentale (l’impatto psicologico su piloti e professionisti e la necessità di una cultura di segnalazione sicura), sicurezza aerea (i rischi legati a fenomeni non identificati nello spazio aereo europeo), cooperazione (azioni concrete per una maggiore trasparenza e cooperazione a livello dell’UE).
Gli stessi argomenti sono stati affrontati il 24 settembre, durante un altro incontro dei funzionari dell’UAPC con l’eurodeputato austriaco, Lukas Mandl

Il 20 luglio l’ufologia europea è stata protagonista del simposio annuale organizzato dal Mutual UFO Network (MUFON) a Cincinnati, negli USA: Edoardo Russo (Italia) è stato l’ospite straniero dell’anno, con una relazione sulle “Nuove prospettive negli studi sugli UAP dal Vecchio Continente”: l’esistenza in Europa di oltre 40 paesi diversi (che parlano decine di lingue diverse) ha comportato difficoltà di comunicazione ma anche una grande varietà e ricchezza di approcci e iniziative, che sono stati presentati ai colleghi americani spesso ignari della scena europea: strumenti di realtà aumentata per le indagini sul campo, tecniche di intervista basate sulla psicologia cognitiva, nuovi pacchetti software specificamente ideati per l’analisi fotografica degli UFO e per l’identificazione automatica degli IFO, la classificazione automatica dei casi tramite text mining e machine learning, nuovi sistemi integrati per il monitoraggio automatico del cielo e il rilevamento degli UAP, digitalizzazione massiva della letteratura ufologica, motori di ricerca su bibliografie specializzate, strumenti di intelligenza artificiale per scopi archivistici, chatbot ufologici.

Il 10 settembre, la UAP Coalition ha presentato alla Commissione europea un parere collettivo sulla Legge Europea per la Ricerca (ERA), firmato da 24 scienziati e ricercatori provenienti da 14 paesi, nell’ambito di un’altra iniziativa congiunta supportata dalla rete UAP Check. L’iniziativa legislativa mira a garantire uno spazio europeo della ricerca che risulti resiliente e inclusivo: il contributo ufologico si è concentrato su una questione fondamentale: lo stigma come barriera sistemica, che scoraggia i ricercatori dal richiedere finanziamenti e ostacola l’accesso alle infrastrutture di ricerca essenziali. Il documento ha avanzato quattro proposte concrete alla Commissione Europea: promuovere la curiosità (per incoraggiare una ricerca aperta e imparziale), linee guida anti-stigma (con lo sviluppo di quadri di riferimento per valutatori e finanziatori), sostegno alla ricerca esplorativa (creando uno spazio per i campi controversi o emarginati), reti inclusive (per stimolare la collaborazione interdisciplinare), accesso equo (per garantire l’accesso alle infrastrutture, indipendentemente dal settore di ricerca).
Nei mesi successivi, altri ricercatori hanno aderito all’iniziativa e il numero totale di firme è salito a 36 a  fine gennaio.

Pochi giorni dopo, il 26 settembre, la UAP Coalition ha presentato un contributo alla consultazione pubblica su un altro tema rilevante: la Legge Spaziale dell’UE, suggerendo che essa dovrebbe includere: riconoscimento esplicito (inclusione degli UAP nei testi normativi), obbligo di segnalazione (obbligo per i vari operatori di segnalare i fenomeni non identificati), sinergia (utilizzo dei sistemi di monitoraggio esistenti per il rilevamento degli UAP), trasparenza (raccolta centralizzata dei dati senza l’effetto ostacolante dello stigma).

Nel fine settimana dal 24 al 27 ottobre si è tenuto il terzo Simposio SOL, organizzato per la prima volta in Europa dalla Fondazione SOL americana: tre giorni intensi di conferenze e incontri, con oltre 20 relatori provenienti dal mondo accademico, governativo, della società civile e del settore privato, oltre a 440 ospiti da tutto il mondo nella località turistica di Baveno, sul Lago Maggiore (Italia), hanno reso questo evento probabilmente il principale evento europeo dedicato agli UAP nel 2025.

Come diretta conseguenza del proprio contributo alla Legge Europea per la Ricerca (ERA), la UAP Coalition ha ottenuto un incontro di consultazione con la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione (DG RTD) della Commissione Europea il 19 dicembre. Accompagnati dal prof. Anders Warell e dalla dott. Beatriz Villarroel, hanno chiarito che un mercato europeo integrato della ricerca è irraggiungibile fintanto che lo stigma ostacola il progresso in campi non convenzionali come quello degli UAP.

Il 24 dicembre è stato pubblicato l’annuale «Barometro UFO europeo»  curato da Philippe Ailleris:  da diversi anni viene pubblicata dal collettivo EuroUFO.net una panoramica annuale delle segnalazioni di UFO raccolte dalle principali organizzazioni europee che si occupano di UFO, ma l’edizione 2025 ha mostrato un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti: altre cinque organizzazioni nazionali hanno aderito all’indagine e due raccolte internazionali hanno contribuito a raggiungere l’inedito totale di 33.600 segnalazioni provenienti da 40 paesi europei per gli anni 2019-2024.

Il 31 dicembre, infine, EuroUFO.net e UAP Check hanno pubblicato il primo risultato di un’altra iniziativa congiunta: l’Euro UFO Index: un catalogo di segnalazioni e notizie relative a presunti avvistamenti UFO nei  paesi europei. Per la prima volta in assoluto, 23 associazioni ufologiche nazionali europee   (oltre a due organizzazioni internazionali) si sono accordate per  condividere i propri set dati al fine di creare uno strumento di riferimento comune. La prima versione sperimentale si limita alle segnalazioni di avvistamento  relative all’anno 2024 e ai soli dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione di provenienza) ma, una volta completata la fase preliminare, l’Euro Ufo Index verrà esteso a un arco temporale più ampio (a partire almeno dal 1947) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione. Per intanto  sono già state indicizzate più di 4.000 segnalazioni provenienti da 43 nazioni diverse per quel singolo anno e si prevede che il totale raggiunga le 5.000, dopo l’aggiunta di alcune altre raccolte nazionali.

Il 2025 è  stato indubbiamente un’annata intensa e profittevole per l’ufologia europea.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su EuroUfo.net, viene pubblicato in contemporanea in 12 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Immagine di copertina by Andrea Bovo

Euro Ufo Index: un catalogo europeo

EuroUFO.net e UAP Check hanno lanciato una nuova iniziativa congiunta: Euro Ufo Index, il catalogo di segnalazioni e notizie di presunti avvistamenti UFO nei paesi europei.

Per la prima volta in assoluto, 20 organizzazioni nazionali UFO di tutta Europa (oltre a due internazionali) hanno concordato di condividere i propri archivi per creare un catalogo condiviso.

La prima versione sperimentale è limitata alle segnalazioni di avvistamento del 2024 e ai dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione fornitrice).

Una volta completata la fase di test, l’Euro Ufo Index sarà esteso a un intervallo temporale più lungo (dal 1947 o prima) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione.

Nel frattempo, sono già state indicizzate più di 3.000 segnalazioni  del solo 2024, provenienti da 43 nazioni diverse, e si prevede che il totale raggiungerà quota 5.000 nelle prossime settimane, dopo l’aggiunta di tre raccolte nazionali.

Il motore di ricerca è accessibile dalla pagina Euro Ufo Index sul sito web EuroUFO.net.

Le organizzazioni attualmente partecipanti sono elencate in una pagina dedicata.

Avvistamenti UAP in Europa nel periodo 2019-2024: verso un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo

Ambito, fonti e obiettivi dell’aggiornamento 2025

Questo rapporto aggiornato rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla precedente edizione pubblicata nel giugno 2024[1] .  Mentre il lavoro dello scorso anno si concentrava sui dati grezzi provenienti da undici paesi europei, il presente aggiornamento amplia notevolmente sia la copertura geografica che la base istituzionale del set di dati. Per la prima volta, questa panoramica annuale può contare non solo su organizzazioni civili nazionali di lunga data e organismi ufficiali, ma anche su organizzazioni o progetti  di recente costituzione o rivitalizzati, oltre che su un livello di condivisione internazionale dei dati senza precedenti. Due importanti sviluppi hanno caratterizzato l’aggiornamento di quest’anno.

Il primo è l’integrazione di altri cinque paesi europei per i quali è stato possibile ottenere dati affidabili a livello nazionale grazie alla creazione, alla riattivazione o alla continuazione di organizzazioni locali. Nella Repubblica Ceca, l’ex Projekt Záře è stato rivitalizzato con successo con il nuovo nome Tým Záře, ripristinando gli sforzi nazionali di raccolta dati che erano stati interrotti dopo il 2020. In Grecia, l’istituzione del GRUFON (Greek UFO Network) nel settembre 2025 segna il primo tentativo in decenni di strutturare un quadro nazionale sostenibile per la segnalazione e l’analisi degli UAP. Anche la Spagna ha compiuto importanti progressi con l’inclusione del Progetto CUCO (creato nel 2002), che finalmente estende la raccolta sistematica di dati oltre l’attività di lunga data ma geograficamente limitata del CEI (Centre d’Estudis Interplanetaris), incentrata sulla Catalogna. In Portogallo, la creazione di Stellar nel 2023 ha reintrodotto una struttura nazionale per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP, colmando una lacuna di lunga data nella penisola iberica. Infine, nonostante le circostanze straordinarie, l’Ucraina è riuscita a fornire dati aggiornati, anche se necessariamente parziali, attraverso la SRCAA Zond, un’organizzazione che opera sotto l’egida della Società Aerospaziale Ucraina. Zond continua una tradizione scientifica avviata all’inizio degli anni ’80 sotto l’egida dell’Accademia Nazionale delle Scienze e dal 2004 ha proseguito senza interruzioni lo studio dei fenomeni anomali, anche durante la guerra in corso.

Il secondo importante sviluppo è di natura metodologica e probabilmente ancora più significativo. Per la prima volta, la più grande organizzazione civile al mondo che si occupa di UFO, il MUFON (Mutual UFO Network, USA), ha accettato di condividere i propri dati europei con EuroUfo.Net. Questa cooperazione consente di incorporare le segnalazioni provenienti dai paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione civile o ufficiale nazionale che si occupi di UAP, affrontando così una delle debolezze strutturali più persistenti delle analisi a livello continentale. Fondata nel 1969, MUFON è la più antica e grande rete civile di indagine e ricerca sugli UFO al mondo.

Grazie a questa collaborazione, i dati di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalla nostra  panoramica continentale, possono ora essere inclusi in una specifica sezione di questo rapporto (vedi Parte 3). Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi dati provenienti dal MUFON rappresentano da soli un totale di 3.353 eventi segnalati in 29 paesi, ampliando in modo significativo la base empirica del Barometro UFO Europeo (EuroUFO Barometer).

Di conseguenza, l’aggiornamento di quest’anno va ben oltre un semplice aggiornamento annuale. Ora combina il gruppo originario di paesi europei con organizzazioni nazionali UAP di lunga data, paesi di recente integrazione con contatti organizzativi diretti, e un ampio insieme aggiuntivo di paesi rappresentati attraverso il sistema di segnalazione standardizzato MUFON. Nel loro insieme, queste fonti consentono la panoramica più ampia e inclusiva delle attività di segnalazione UAP europee raccolte fino ad oggi.

Per tenere conto di questa diversità di fonti di dati, il quadro analitico della relazione è volutamente differenziato. Le analisi grafiche e i confronti longitudinali sono limitati ai paesi con organizzazioni residenti e raccolta continua di dati nazionali, mentre i dati provenienti dal MUFON sono presentati separatamente solo in forma tabellare. Su questa base, la relazione è organizzata in due sezioni principali. La prima esamina l’evoluzione e le caratteristiche delle segnalazioni di UAP nei paesi con organizzazioni nazionali consolidate. La seconda presenta le segnalazioni di UAP inviate al sistema di gestione dei casi del MUFON dai paesi europei che non dispongono di strutture nazionali di raccolta dati, sotto forma di panoramica descrittiva che evidenzia l’attività di segnalazione di base e il potenziale futuro.

Come nelle edizioni precedenti, è importante sottolineare che le cifre presentate in questo rapporto riflettono principalmente le osservazioni segnalate, piuttosto che fenomeni anomali confermati. È ben noto tra i ricercatori e gli investigatori di tutta Europa che la stragrande maggioranza di queste testimonianze corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo, tra cui satelliti (in particolare le costellazioni Starlink), la Stazione Spaziale Internazionale, droni, aerei, effetti atmosferici e oggetti celesti comuni come stelle e pianeti. Sebbene tali casi dominino i set di dati nazionali, la loro raccolta sistematica rimane preziosa per comprendere le dinamiche di segnalazione, la percezione del pubblico e le ricorrenti fonti di confusione che influenzano le statistiche sugli UAP.

Solo una piccolissima parte dei casi rimane irrisolta dopo le indagini, e anche questi raramente presentano una forte coerenza probatoria. Ad esempio, nell’ambito del quadro francese GEIPAN, il caso più recente classificato come “fenomeno non identificato” di moderata coerenza risale al 2020, mentre il caso precedente comparabile è stato registrato nel 2018. Un’analisi transnazionale dedicata, incentrata specificamente sul piccolo sottoinsieme di casi irrisolti negli ultimi cinque-dieci anni, costituirebbe quindi una pista particolarmente rilevante per la ricerca futura, ma esula dall’ambito della presente relazione.

Allo stesso tempo, permangono importanti limitazioni strutturali. Nonostante i graduali miglioramenti nella condivisione e nel consolidamento dei dati, l’Europa non dispone ancora di un quadro istituzionale armonizzato per la raccolta e l’analisi dei dati UAP. In molti paesi, le banche dati nazionali dipendono fortemente dall’impegno costante di un numero molto limitato di volontari, rendendo i sistemi di segnalazione vulnerabili a interruzioni o discontinuità temporanee. Questa fragilità è illustrata dall’assenza di dati nazionali consolidati per il Regno Unito nel 2024, nonché da lacune parziali nella base dati italiana, sempre per il 2024.

In questo contesto, EuroUfo.Net svolge un utile ruolo di coordinamento fornendo una piattaforma stabile per la collaborazione, lo scambio di informazioni e la discussione metodologica tra organizzazioni nazionali e ricercatori indipendenti in tutta Europa. Sebbene EuroUfo.Net non costituisca un organismo istituzionale formale, facilita la continuità mantenendo punti di contatto a lungo termine, incoraggiando la condivisione dei dati e promuovendo approcci comparativi alle statistiche nazionali. Questa rete informale ma persistente contribuisce a una maggiore coerenza nelle analisi a livello europeo e aiuta a mitigare, in una certa misura, la frammentazione strutturale che caratterizza la raccolta di dati UAP su scala continentale.

Tuttavia, i progressi compiuti dalla precedente relazione dimostrano che gli sforzi incrementali e cooperativi, in particolare a livello transfrontaliero, possono migliorare sostanzialmente la qualità e la portata del monitoraggio europeo degli UAP. Il continuo sviluppo di quadri di collaborazione, sia formali che informali, rimane essenziale per promuovere una comprensione più coerente e trasparente delle attività UAP segnalate in Europa.


1. Volume annuale di eventi UAP segnalati in Europa (2019-2024)

Prima di esaminare le distribuzioni a livello nazionale, è utile considerare l’evoluzione complessiva degli eventi UAP segnalati in Europa nel periodo 2019-2024. Nel corso del periodo di riferimento di sei anni, sono stati segnalati complessivamente 32.253 eventi relativi agli UAP nei paesi europei coperti dal presente aggiornamento. I totali annuali oscillano in un intervallo relativamente ristretto, da un minimo di 4.833 segnalazioni nel 2021 a un picco di 6.679 nel 2020, con una media complessiva di circa 5.375 segnalazioni all’anno. Questa stabilità generale suggerisce che, su scala continentale, le segnalazioni di UAP in Europa sono rimaste sostanzialmente costanti nel tempo, nonostante le variazioni a breve termine legate a contesti nazionali specifici o a fattori esterni.

Tabella 1. Valori annuali del set di dati dal 2019 al 2024

Nota: i dati del 2024 sono incompleti per l’Italia e il Regno Unito, quindi il totale è sottostimato.

Per quanto riguarda il picco evidente tra il 2019 e il 2020, è stato precedentemente osservato che il forte aumento può essere attribuito a tre paesi: Belgio, Germania e Paesi Bassi. Un’ipotesi plausibile alla base di questo aumento è che quell’anno abbia segnato l’inizio dei lanci operativi dei satelliti Starlink da parte di SpaceX . La confusione tra questi  satelliti e gli UAP  è comune perché i satelliti appena lanciati appaiono come linee rette inquietanti e luminose o “treni” di luci nel cielo notturno, simili a fenomeni aerei insoliti, anche per i piloti, portando a numerose segnalazioni di UAP prima che si disperdano nelle loro orbite operative e diventino più difficili da vedere. Questi “treni satellitari” sono semplicemente gruppi di 50-60 satelliti rilasciati insieme, che riflettono la luce solare e sono facilmente visibili durante le ore crepuscolari, erroneamente identificati come potenziali UAP.

All’inizio del 2020, un’altra considerazione contestuale discussa da alcuni ricercatori è stata la potenziale influenza delle modifiche comportamentali legati al COVID-19 (come i cambiamenti nelle attività all’aperto e nei modelli di osservazione del cielo durante i lockdown) sul volume delle segnalazioni di UAP. Tuttavia, le indagini empiriche su questa ipotesi non hanno confermato un nesso causale: ad esempio, uno studio pubblicato sul Journal of Scientific Exploration non ha trovato prove che i cambiamenti comportamentali legati alla pandemia abbiano influenzato in modo significativo i tassi di segnalazione di UAP negli Stati Uniti[2] . Sebbene questo contesto sia interessante dal punto di vista storico, non dovrebbe essere interpretato come un fattore esplicativo sostanziale per il picco del 2020 nei dati europei.

Di questo totale di sei anni, 28.900 segnalazioni (circa il 90%) provengono da organizzazioni civili o ufficiali nazionali che si occupano di UAP e costituiscono il principale set di dati analitici, mentre 3.353 segnalazioni (circa il 10%) provengono dal MUFON Case Management System (CMS). Sebbene numericamente inferiore, il contributo del MUFON svolge un ruolo sproporzionato nell’ampliare la copertura geografica. Grazie a questa cooperazione, le segnalazioni di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalle precedenti panoramiche continentali di EuroUfo.Net, sono ora incluse in questo barometro. Di conseguenza, l’aggiornamento del 2025 incorpora i dati di 37 paesi europei in totale, ampliando notevolmente sia la portata demografica che quella territoriale dell’analisi (vedi Figura 1).

 

Figura 1. Mappa politica di base dell’Europa (per orientamento geografico)

 

Il totale relativamente più basso osservato per il 2024 dovrebbe quindi essere interpretato con cautela. Come discusso in precedenza, mancano ancora i dati annuali consolidati per tre organizzazioni che normalmente contribuiscono con volumi consistenti, in particolare nel Regno Unito e in Italia. Sulla base dei livelli storici recenti, l’inclusione di questi dati mancanti aggiungerebbe probabilmente diverse centinaia di segnalazioni supplementari, dell’ordine di 700-800 casi, portando il totale del 2024 vicino a quello osservato nel 2023. Il calo apparente nel 2024 riflette quindi i limiti nella disponibilità dei dati piuttosto che una significativa riduzione dell’attività di segnalazione.

Al di là dei numeri assoluti, l’attuale insieme di dati rappresenta un importante passo avanti rispetto alle precedenti panoramiche europee. Mentre i barometri precedenti erano tipicamente limitati a meno di una dozzina di paesi, l’attuale compilazione copre una grande parte della popolazione e dell’area geografica dell’Europa, comprendendo l’Europa occidentale, settentrionale, meridionale, centrale e parti dell’Europa orientale. Va tuttavia notato che i dati derivati dal MUFON rappresentano probabilmente solo una piccola parte delle segnalazioni effettive in questi paesi aggiuntivi, poiché raccolgono principalmente segnalazioni di persone che conoscono l’organizzazione con sede negli Stati Uniti e sono motivate a inviare le loro osservazioni attraverso una piattaforma di segnalazione straniera piuttosto che attraverso strutture locali o nazionali.

Nonostante questa avvertenza, l’ampliamento della copertura rafforza notevolmente il valore del Barometro UFO Europeo come indicatore delle dinamiche di segnalazione su scala continentale, sottolineando al contempo l’importanza di una cooperazione istituzionale continua per migliorare la completezza e la rappresentatività delle edizioni future.

Nel loro insieme, i 37 paesi europei inclusi in questa edizione del Barometro UFO Europeo rappresentano una chiara maggioranza della popolazione e dell’area geografica dell’Europa. Essi comprendono tutti i principali centri abitati dell’Europa occidentale, dei paesi nordici, dell’Europa meridionale e di gran parte dell’Europa centrale e orientale, includendo anche Stati geograficamente estesi come la Norvegia, la Svezia e la Russia. Sebbene i confronti precisi ponderati in base alla popolazione rimangano approssimativi a causa delle diverse definizioni di “Europa”, i paesi coperti da questo rapporto rappresentano plausibilmente ben oltre i due terzi degli abitanti dell’Europa e una quota comparabile della sua superficie.

Ciononostante, permangono importanti lacune. Diversi paesi europei non dispongono ancora di una struttura civile o ufficiale nazionale identificabile per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP e sono quindi assenti dall’insieme dei dati. In particolare, ciò include Austria, Polonia e Svizzera, tre Stati europei significativi dal punto di vista geografico e demografico, la cui assenza evidenzia lo sviluppo disomogeneo delle infrastrutture di segnalazione degli UAP in tutto il continente. La mancanza di dati provenienti da questi paesi non deve essere interpretata come un’assenza di osservazioni di UAP, ma piuttosto come un’indicazione delle limitazioni strutturali e istituzionali che continuano a caratterizzare il monitoraggio a livello europeo.

 

2. Set di dati analitici primari: paesi con organizzazioni nazionali UAP consolidate        

Le tabelle e i grafici di questa sezione riassumono i dati grezzi sulle osservazioni di UFO/IFO segnalate a 23 organizzazioni in 16 paesi europei, per i quali sono disponibili statistiche nazionali consolidate. I dati relativi al Regno Unito per il 2024 sono attualmente mancanti, ma dovrebbero essere pubblicati il prossimo anno, e anche le informazioni provenienti da un’importante associazione italiana (il CUN) non sono stati resi disponibili. Questi paesi condividono una caratteristica strutturale fondamentale: la presenza di associazioni civili residenti o di organismi ufficiali che hanno mantenuto una raccolta dati continua e a lungo termine e punti di contatto stabili con EuroUfo.Net nel corso di diversi anni (Tabella 2).

In questi paesi, le segnalazioni di UAP sono raccolte in un contesto nazionale ben definito, utilizzando canali di segnalazione e procedure di indagine consolidati, e sono supportate da pratiche di archiviazione locali e dalla memoria istituzionale. Questa continuità consente l’esame delle variazioni interannuali, delle tendenze a lungo termine e dei confronti tra paesi con un ragionevole grado di coerenza metodologica. Per questi motivi, solo questo sottoinsieme di paesi è incluso nelle analisi grafiche e nelle interpretazioni basate sulle tendenze presentate di seguito.

I dati qui presentati sono stati compilati grazie ai contributi volontari delle organizzazioni membri della comunità virtuale EuroUfo.Net, integrati da statistiche disponibili al pubblico pubblicate dalle istituzioni nazionali (GEIPAN in Francia,  Aeronautica Militare in Italia). Sebbene persistano differenze nelle pratiche di segnalazione e nella visibilità pubblica tra i vari paesi, questo insieme di dati primari rappresenta la base più solida e coerente internamente attualmente disponibile per valutare l’evoluzione dell’attività UAP segnalata in tutta Europa.

 

Tabella 2. Organizzazioni nazionali che contribuiscono con dati al set di dati primari, con l’anno di costituzione e le risorse di segnalazione online

Come nelle edizioni precedenti, è necessario sottolineare che queste cifre riflettono le osservazioni segnalate piuttosto che eventi anomali confermati. La stragrande maggioranza dei casi corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo. Tuttavia, la raccolta e il confronto sistematici di tali segnalazioni rimangono essenziali per comprendere le dinamiche di segnalazione, identificare modelli ricorrenti e isolare il piccolo sottoinsieme di casi che potrebbero richiedere un’indagine più approfondita.

Per quanto riguarda i casi più difficili da spiegare, sarebbe particolarmente utile un’analisi separata incentrata specificamente sugli eventi attualmente inspiegabili segnalati negli ultimi cinque-dieci anni. Al momento, tale analisi è realisticamente fattibile solo per la Francia, dove il GEIPAN rende disponibili al pubblico classificazioni dettagliate dei casi. Sulla base di questi dati pubblicati, i casi più recenti classificati nelle categorie inspiegabili (D/D1/D2) risalgono al 2022 (tre casi), con precedenti registrati nel 2020 (due casi) e nel 2019 (un caso).

I dati preliminari per il 2024 sembrano indicare un leggero calo del numero totale di osservazioni di UAP segnalate nei 16 paesi inclusi in questa analisi, con 4.695 segnalazioni rispetto alle 5.069 del 2023. Questo apparente calo dovrebbe essere interpretato con cautela, poiché mancano ancora i contributi di due organizzazioni britanniche e di un’organizzazione italiana. Dati i livelli storicamente elevati di segnalazioni in questi paesi, il numero effettivo di osservazioni per il 2024 sarà probabilmente più alto.

Rispetto allo scorso anno, il set di dati si è ampliato anche dal punto di vista geografico. Mentre il rapporto del 2023 includeva 11 paesi (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi), il set di dati del 2024 comprende 16 paesi (Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Regno Unito, Ucraina e Paesi Bassi). Questo insieme più ampio di 16 paesi continua a rappresentare una maggioranza sostanziale degli abitanti dell’Europa. I paesi aggiunti: Repubblica Ceca, Grecia, Spagna e Ucraina, contribuiscono con quote di popolazione significative nelle loro regioni, ampliando ulteriormente la portata geografica e demografica del Barometro. Da un punto di vista numerico, il set di dati dei 16 paesi comprende ora oltre 31.503 casi segnalati dal 2019 al 2024, rispetto ai circa 23.800 casi dal 2019 al 2023, riflettendo sia l’inclusione di ulteriori paesi sia l’accumulo di nuovi casi per ciascun anno.


Tabella 3. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati per anno

Tra i paesi con dati completi, i livelli di segnalazione nel 2024 variano notevolmente. La Germania continua a mostrare un’attività elevata, con segnalazioni in aumento da 1.148 nel 2023 a 1.436 nel 2024, riflettendo linee di segnalazione ben consolidate e chiare associazioni istituzionali, mentre il Belgio e la Francia hanno registrato diminuzioni, raggiungendo rispettivamente 222 e 175 segnalazioni. La Danimarca e la Finlandia hanno registrato aumenti modesti, con 121 e 99 segnalazioni, mentre i paesi con un numero minore di segnalazioni, tra cui Grecia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Ucraina e Paesi Bassi, sono rimasti sostanzialmente stabili.

Come negli anni precedenti, è importante considerare i fattori contestuali che possono influenzare i livelli di segnalazione. Ad esempio, i Paesi Bassi segnalano le osservazioni esclusivamente tramite il sito web dell’unica organizzazione attualmente attiva nel paese. I Paesi Bassi hanno anche una delle più alte densità di popolazione dell’Europa occidentale, con oltre 500 persone per chilometro quadrato. In confronto, il Belgio ha 380, il Regno Unito 280, la Germania 240, l’Italia 200 e la Francia 120 persone per chilometro quadrato. Questi fattori, la densità di popolazione e l’organizzazione dei canali di segnalazione, contribuiscono certamente alle differenze osservate nel numero di segnalazioni tra i vari paesi.

Nel complesso, i dati preliminari del 2024 evidenziano la continuità di un’elevata attività di segnalazione in alcuni paesi, come la Germania, e un moderato calo in altri, tra cui il Belgio e la Francia. I paesi con un numero minore di segnalazioni rimangono sostanzialmente stabili. L’ampliamento del set di dati a 16 paesi, insieme al totale cumulativo che supera le 31.500 segnalazioni, sottolinea sia la persistenza degli sforzi organizzati di segnalazione sia il valore di una prospettiva europea più ampia nella comprensione delle tendenze dell’attività UAP segnalata.

Tabella 4. Paesi partecipanti e organizzazioni segnalanti inclusi nel set di dati


Variazioni interannuali e andamento generale

Per limitare il rischio di un’interpretazione eccessiva, l’analisi delle variazioni interannuali nella presente relazione si concentra principalmente sui cambiamenti di anno in anno tra il 2023 e il 2024. Le evoluzioni a più lungo termine sono discusse in modo qualitativo, poiché le differenze nelle strutture di segnalazione, nella consapevolezza del pubblico e nelle pratiche di indagine limitano l’interpretabilità dei confronti basati su percentuali su periodi prolungati.

A livello europeo, i dati preliminari del 2024 suggeriscono un modesto calo del numero totale di osservazioni segnalate rispetto al 2023. Tale diminuzione deve tuttavia essere interpretata con cautela, poiché il set di dati del 2024 rimane incompleto. Di conseguenza, i confronti che coinvolgono questi paesi non sono direttamente comparabili con gli anni precedenti.

Tra i paesi con dati completi, è comunque possibile individuare diversi modelli. La Germania continua a registrare livelli di segnalazione costantemente elevati e mostra un ulteriore aumento nel 2024, rafforzando un modello a lungo termine di attività di segnalazione sostenuta. Al contrario, alcuni paesi che hanno registrato un aumento delle segnalazioni intorno al 2020, come Belgio, Francia, Svezia e Paesi Bassi, mostrano livelli di segnalazione più moderati negli ultimi anni, suggerendo una stabilizzazione dopo i picchi precedenti. Altri paesi, tra cui Danimarca, Finlandia e Romania, mostrano aumenti graduali da livelli di base relativamente bassi, riflettendo probabilmente una maggiore visibilità delle segnalazioni o una continuità organizzativa piuttosto che cambiamenti improvvisi nei fenomeni osservati.

Nel complesso, questi modelli indicano la predominanza di fattori strutturali e contestuali, quali la densità della popolazione, i canali di segnalazione e la capacità organizzativa, nel determinare i livelli nazionali di segnalazione. Sebbene le variazioni a breve termine forniscano indicatori utili delle dinamiche di segnalazione, i dati non supportano interpretazioni semplici in termini di cambiamenti nell’attività UAP sottostante. È inoltre degno di nota il fatto che, a livello europeo, non si sia osservato alcun picco improvviso o generale nelle segnalazioni dopo l’ondata di avvistamenti UFO in Belgio del 1989-1990, il che evidenzia la relativa stabilità dei modelli di segnalazione nei decenni successivi.

Tabella 5. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati e variazione interannuale (2023-2024)

Note:
1. Dati incompleti: i dati relativi al 2023 e/o al 2024 sono incompleti; le corrispondenti variazioni percentuali non sono quindi riportate.
2. Paesi con conteggi bassi: le variazioni percentuali basate su numeri assoluti molto piccoli devono essere interpretate con cautela e non sono riportate.
3. Disponibilità dei dati MUFON: i dati MUFON sono inclusi solo per il 2024; le variazioni percentuali non sono quindi mostrate.

 

3. Set di dati complementari: segnalazioni UAP inviate al sistema di gestione dei casi (CMS) del MUFON

Oltre ad estendere la copertura ai paesi senza organizzazioni nazionali UAP residenti, i dati CMS del MUFON sono stati integrati, ove disponibili, nei set di dati di otto paesi che possiedono già strutture nazionali di segnalazione consolidate (vedi Tabella 5). In questi casi, i dati del MUFON fungono da fonte supplementare e sono inclusi insieme alle statistiche nazionali, senza sostituirle.

Oltre a queste integrazioni, i dati del CMS del MUFON forniscono un set di dati complementare autonomo che copre altri 21 paesi europei non rappresentati nel campione analitico primario. Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi input provenienti esclusivamente dal MUFON ammontano a un totale di 750 eventi segnalati, offrendo una prospettiva geografica più ampia, anche se necessariamente più eterogenea, sull’attività di segnalazione degli UAP in tutta Europa.

Tabella 6. Segnalazioni di UAP provenienti dal CMS del MUFON nei paesi europei senza organizzazioni nazionali di segnalazione residenti (2019-2024)

 Questa sezione presenta una serie complementare di segnalazioni UAP inviate al MUFON Case Management System (CMS) da paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione nazionale UAP di lunga data, o in cui non sono disponibili statistiche nazionali consolidate. A differenza del set di dati analitici primari esaminati nella sezione precedente, questi dati provengono da un quadro di segnalazione internazionale centralizzato piuttosto che da strutture nazionali residenti inserite nei contesti sociali, culturali e istituzionali locali.

Tutte le segnalazioni incluse in questo set di dati seguono la procedura standardizzata di raccolta e indagine del MUFON. I testimoni inviano segnalazioni dettagliate attraverso il CMS del MUFON, dopodiché ogni caso viene assegnato a un investigatore sul campo qualificato che è tenuto a stabilire un contatto con il testimone entro 72 ore. Vengono raccolte ulteriori informazioni e il caso viene esaminato, classificato e chiuso, in genere entro un periodo di 60 giorni. Questo processo uniforme garantisce un elevato livello di coerenza procedurale tra i vari paesi, anche in assenza di organizzazioni locali.

Tuttavia, importanti differenze strutturali distinguono questo set di dati da quello primario. Il volume delle segnalazioni nei paesi in cui è presente solo il MUFON è influenzato da fattori quali la consapevolezza pubblica del MUFON, l’accessibilità linguistica, l’utilizzo di Internet e l’esposizione mediatica, piuttosto che da un’attività di sensibilizzazione nazionale sostenuta o da attività investigative radicate a livello locale. Il numero annuale di casi è generalmente basso e discontinuo, rendendo l’analisi delle tendenze longitudinali o l’interpretazione grafica statisticamente fragile e potenzialmente fuorviante.

Per questi motivi, i dati provenienti dal MUFON qui presentati sono limitati alla forma tabellare e sono forniti esclusivamente a scopo descrittivo. Non sono inclusi nei grafici o nelle analisi comparative applicate ai paesi con organizzazioni residenti. Il loro valore principale risiede nell’estensione della copertura geografica del Barometro UFO Europeo degli UAP, nell’offerta di indicatori di base dell’attività di segnalazione e nell’evidenziazione delle regioni in cui lo sviluppo di strutture locali di raccolta dati potrebbe migliorare significativamente i futuri sforzi di monitoraggio.

Nonostante la loro natura descrittiva, dal set di dati provenienti dal MUFON è possibile trarre diverse osservazioni generali. In primo luogo, il volume delle segnalazioni rimane molto basso nella maggior parte dei paesi, spesso limitato a cifre annuali a una cifra, il che sottolinea l’assenza di infrastrutture nazionali di segnalazione sostenibili. In questo contesto, la Russia si distingue per i numeri costantemente più elevati nel periodo di riferimento, un andamento che può essere in gran parte attribuito alla presenza di un canale di segnalazione civile consolidato, integrato da un numero minore di segnalazioni tramite il sistema di gestione dei casi del MUFON. Questo effetto di concentrazione, piuttosto che qualsiasi inferenza relativa ai fenomeni sottostanti, spiega i dati aggregati più elevati osservati per questo paese.

La Tabella 6 evidenzia anche notevoli lacune strutturali nell’Europa centrale e orientale. Paesi come l’Austria e la Svizzera, situati nel cuore geografico dell’Europa e caratterizzati da alti livelli di sviluppo tecnologico e connettività pubblica, continuano a fare affidamento esclusivamente su meccanismi di segnalazione esterni. Allo stesso modo, la Polonia, uno dei paesi più grandi d’Europa per popolazione e territorio, mostra un’attività di segnalazione ricorrente ma discontinua, rafforzando la necessità di organizzazioni radicate a livello locale in grado di fornire continuità, divulgazione e aggregazione a livello nazionale. A questo proposito, il set di dati MUFON funge non solo da input statistico complementare, ma anche da indicatore delle regioni in cui la creazione di strutture di raccolta dati residenti potrebbe migliorare sostanzialmente i futuri sforzi di monitoraggio a livello europeo.

4. Conclusioni

L’aggiornamento 2025 del Barometro UFO Europeo rappresenta un chiaro passo avanti sia in termini di ampiezza che di profondità della segnalazione degli UAP a livello continentale. Rispetto alle edizioni precedenti, il set di dati integra ora un numero maggiore di paesi, comprese le organizzazioni nazionali di nuova costituzione o rivitalizzate, nonché una serie complementare di segnalazioni provenienti dal sistema di gestione dei casi del MUFON che copre le nazioni prive di strutture UAP residenti. Nel loro insieme, questi sviluppi forniscono la panoramica più completa delle attività di segnalazione degli UAP in Europa compilata fino ad oggi, che copre 37 paesi e oltre 32.000 eventi registrati dal 2019 al 2024.

Sebbene queste cifre rappresentino un importante progresso, è fondamentale interpretarle con cautela. I livelli di segnalazione rimangono fortemente influenzati da fattori strutturali e contestuali quali la presenza di organizzazioni nazionali, la densità di popolazione, la consapevolezza dell’opinione pubblica, le barriere linguistiche e i canali di segnalazione locali. Alcuni set di dati nazionali sono incompleti e potrebbe esserci un numero limitato di segnalazioni duplicate o retrodatate. Inoltre, la stragrande maggioranza dei casi corrisponde a errori di identificazione di fenomeni naturali o causati dall’uomo, con solo una piccolissima percentuale che rimane irrisolta dopo le indagini. Pertanto, i confronti tra paesi o tra anni diversi dovrebbero essere considerati indicativi piuttosto che definitivi.

Nonostante queste limitazioni, l’aggiornamento sottolinea il valore degli sforzi incrementali e cooperativi, sia formali che informali, nel migliorare la qualità, la resilienza e la portata del monitoraggio degli UAP in tutta Europa. Reti internazionali come EuroUfo.Net e UAP Check svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la continuità, lo scambio metodologico e la collaborazione, contribuendo a superare la frammentazione e le lacune che hanno storicamente limitato le analisi continentali. La relazione evidenzia anche le regioni, tra cui l’Europa centrale e orientale, in cui continuano a mancare strutture di raccolta dati radicate a livello locale, indicando opportunità per un ulteriore sviluppo istituzionale.

Nel complesso, l’aggiornamento del 2025 dimostra che un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo è fattibile e sta già prendendo forma. La cooperazione continua, la trasparenza e lo sforzo costante dei ricercatori nazionali e delle organizzazioni di volontariato saranno essenziali per consolidare questi progressi, migliorare la completezza dei dati e approfondire la nostra comprensione delle dinamiche a lungo termine dell’attività UAP segnalata in Europa.

In questa prospettiva, vale la pena segnalare una recente iniziativa emersa all’interno di EuroUfo.Net che integra direttamente il lavoro statistico annuale presentato in questo rapporto. A seguito delle discussioni tra alcuni ricercatori europei al Simposio SOL di Baveno nel 2025, EuroUfo.Net e UAP Check hanno lanciato un progetto pilota congiunto volto a creare un “Indice Euro UFO” pubblico (Euro UFO Index). L’obiettivo di questa iniziativa non è quello di fornire un ulteriore set di dati analitici, ma piuttosto un catalogo semplice e trasparente che elenchi i dati di base o le osservazioni segnalate di UFO/UAP, come la data, il luogo e il tipo di avvistamento, collegando ogni voce all’organizzazione di origine per ulteriori dettagli.

Come primo esperimento, volutamente limitato, le organizzazioni partecipanti sono state invitate a contribuire con un piccolo sottoinsieme di registrazioni solo per l’anno 2024, riducendo così al minimo il carico di lavoro e consentendo una valutazione pratica della fattibilità e della disponibilità a cooperare. Al momento della stesura del presente documento, una versione beta dell’Euro Ufo Index è già online[3] e include circa 1.500 segnalazioni fornite da diversi partner nazionali, su un totale previsto di circa 4.700 voci per la fase pilota.

Sebbene l’Euro Ufo Index non sia concepito come uno strumento di ricerca, offre una chiara panoramica continentale su quando e dove vengono presentate le segnalazioni di UFO/UAP in Europa e fornisce una base concreta per la cooperazione futura. Insieme al barometro statistico annuale, questa iniziativa illustra come passi modesti e cooperativi possano rafforzare gradualmente la visibilità, la continuità e la trasparenza a livello europeo nella documentazione delle attività di segnalazione degli UAP.

NOTE

[1] Philippe Ailleris (30 giugno 2024), “European UAP Sightings in 2019-2023: Raw Data by Country and Year”, EuroUfoNet; traduzione italiana: “Quanti UFO in Europa nel 2023?”

[2] Cockrell, R. C., Murphy, L., & Rodeghier, M. (2023). Social Factors and UFO Reports: Was the SARS-CoV-2 Pandemic Associated with an Increase in UFO Reporting? Journal of Scientific Exploration, 36(4), 641–656.

[3] Euro Ufo Index

RINGRAZIAMENTI

L’autore ringrazia sinceramente tutti i coordinatori nazionali e i ricercatori che, ogni anno, mettono a disposizione gratuitamente i propri dati per questo studio e la cui dedizione costante e il cui impegno volontario costituiscono le fondamenta della ricerca sugli UAP a livello europeo. Il loro impegno a lungo termine nella raccolta dei dati, nell’indagine e nella trasparenza è essenziale per la continuità e la credibilità di questo lavoro.
Un ringraziamento speciale va a Edoardo Russo (CISU), membro fondatore di EuroUfo.Net e consigliere di UAP Check, per la sua preziosa assistenza e il suo continuo sostegno nella preparazione di questo rapporto annuale. L’autore ringrazia inoltre Robert Spearing, direttore delle indagini internazionali del MUFON, per aver autorizzato l’uso dei dati del MUFON Case Management System (CMS), ampliando così in modo significativo la portata geografica di questa ricerca.
L’autore desidera inoltre ringraziare Giorgio Abraini per aver revisionato il manoscritto e aver offerto commenti e suggerimenti costruttivi che hanno contribuito a migliorare la chiarezza e la qualità complessiva del rapporto.

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Basato su una cooperazione internazionale senza precedenti, questo articolo viene pubblicato anche sui siti web delle organizzazioni partecipanti nelle loro diverse lingue.

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Philippe Ailleris è Senior Project Controller presso il Centro europeo di ricerca e tecnologia spaziale (ESTEC) dell’Agenzia spaziale europea nei Paesi Bassi, dove lavora all’interno del Dipartimento Progetti di Osservazione della Terra, contribuendo alle missioni Copernicus come Sentinel-1 e CO2M. Il suo background professionale riguarda la gestione di programmi spaziali e i sistemi di osservazione della Terra.
Parallelamente, nutre da tempo un interesse di ricerca nell’indagine scientifica strutturata dei fenomeni anomali non identificati (UAP). Nel 2009 ha avviato il programma di segnalazione delle osservazioni UAP e da allora è attivamente coinvolto negli sforzi internazionali per lo sviluppo di reti automatizzate di monitoraggio del cielo basate su sensori. La sua attuale ricerca esplora il potenziale utilizzo dei satelliti civili di osservazione della Terra per rilevare e analizzare fenomeni aerei anomali, nonché i quadri metodologici per valutare le prove e i livelli di confidenza relativi alle ipotesi di origine non umana.

 

40 anni di CISU

[segue dalla prima parte]

 

Il 15 dicembre 1985 prese quindi vita il Centro Italiano Studi Ufologici (in inglese Italian Center for UFO Studies, chiaro riferimento al glorioso CUFOS di Hynek) e la nostra dichiarazione d’intenti era ed è esposta in modo chiaro ed evidente nel nostro Statuto.

Innanzitutto effettuare indagini sulle segnalazioni UFO. Può sembrare banale ma anche oggi non tutti quanti – a parole – si dicono ufologi hanno come primo obiettivo la raccolta e l’analisi degli avvistamenti. Avere come primo punto fondante l’indagine dei casi significa porsi nei confronti del fenomeno con l’atteggiamento dello studioso, non del credente: non sappiamo cosa sono gli UFO, indaghiamo per capirlo.

Il secondo punto era altrettanto chiaro ed è  – ancora oggi – in qualche modo “rivoluzionario”, in quanto si tratta di promuovere lo studio scientifico del fenomeno UFO, guardando quindi in modo esplicito e consapevole alle scienze e non alle credenze (prive di evidenze) che, oggi più che allora, ammorbano la tematica ufologica.

Abbiamo poi come terzo scopo quello di favorire la circolazione dell’informazione sul fenomeno e sul suo studio, perché non si può fare ricerca senza i dati e senza condividerli con chi li può studiare.

Nella stessa direzione, un altro nostro obiettivo è quello di coordinare le attività di raccolta e di studio a livello nazionale, perché un’associazione deve essere in grado di connettere e valorizzare i contributi di tutti per ottenere i risultati migliori.

Infine ci siamo dati come compito quello di raccogliere e preservare la documentazione sull’argomento ufologico in Italia, per non commettere gli errori di chi ci ha preceduto ma non è stato in grado di costruire e conservare adeguatamente un archivio ufologico.

Il primo step per mettere in pratica questi scopi sociali è stato di dotarci di alcuni precisi riferimenti metodologici. In primo luogo è stato ampliato ed aggiornato il Manuale di metodologia di indagine ufologica al quale attenersi nel corso del lavoro di indagine ufologica. In secondo luogo ci siamo dotati, sull’esempio di altre associazioni estere, di un codice etico che definisce i modo chiaro quali devono essere i limiti e riguardi di chi fa ufologia nei confronti degli altri ricercatori, del pubblico e soprattutto del testimone, che va sempre adeguatamente rispettato e tutelato.

40 ANNI DI LAVORO E DI RISULTATI

Partendo da questi presupposti, dal 1985 abbiamo percorso tanta strada e siamo orgogliosi, e soprattutto soddisfatti, di essere riusciti a portare avanti molti degli obiettivi che ci eravamo dati a suo tempo, quando eravamo poco più che ventenni.

PRIMO TARGET: LA CASISTICA

Il nostro primo e più importante obiettivo è sempre stata ed è la casistica ufologica, il che significa innanzitutto indagini, che abbiamo realizzato per tutti i casi più importanti raccolti nel corso degli anni, con la creazione non solo di semplici rapporti d’indagine, ma a volte di veri e propri dossier che rappresentano il massimo livello possibile di conoscenza dei singoli casi.

Ma parlare di casistica significa anche parlare di raccolta e catalogazione dei casi e di creazione di archivi.

Per implementare al meglio queste attività abbiamo scelto e portato avanti due direzioni parallele di sviluppo.

Innanzitutto abbiamo proseguito le iniziative  di catalogazione locale della casistica, tramite  il Progetto Cataloghi Regionali che ha visto negli anni vari soci accollarsi non solo il lavoro di raccolta della casistica relativa al proprio territorio ma anche la creazione di  archivi e la compilazione di cataloghi che riepilogano cosa è successo in ogni regione italiana. I curatori dei cataloghi regionali e provinciali, che si sono succeduti nel tempo, hanno anche seguito ed approfondito i casi della loro zona di competenza e non poche volte hanno poi prodotto pubblicazioni monografiche che sono il riscontro di un lavoro mai finito perché va avanti quotidianamente.
Gli ultimi due esempi pubblicati sono UFO in Calabria di Pietro Torre  e UFO sulla Puglia di Lello Cassano, due libri corposi, ricchi di informazioni che raccontano l’intera storia ufologica delle regioni interessate.

L’insieme dei cataloghi regionali ha dato vita ad un catalogo nazionale, da pochi giorni accessibile anche on-line,  che conta 43.000 segnalazioni ufologiche: un patrimonio di informazioni senza paragoni per quantità e qualità, che rappresenta la base indispensabile per qualsiasi ragionamento sul fenomeno, per qualsiasi analisi che si voglia farne.

La seconda sezione di lavori sulla casistica è invece rappresentata da alcuni progetti di raccolta tematici, che raccolgono e analizzano la casistica non su base locale ma per tipologie o caratteristiche specifiche. Abbiamo quindi vari progetti che riguardano singoli aspetti del problema ufologico: gli avvistamenti da parte di piloti, il PreUfoCat sui fenomeni aerei insoliti nei secoli precedenti il 1900, il “Progetto Italia 3” sugli incontri del terzo tipo in Italia, il catalogo dei casi con effetti fisici sull’ambiente o sul testimone, ecc.

Un discorso a parte merita l’“Operazione Origini” dedicata agli anni dei primordi, dal 1946 al 1954, che ha generato un’intera collana  di libri.

In tutti i casi, dietro a ciascun progetto c’è un curatore, c’è un archivio e c’è soprattutto la collaborazione di tutta l’associazione per raccogliere e convogliare tutte le informazioni possibili.

IL RUOLO DELLA SEDE

A fianco della raccolta e dello studio della casistica, l’altro grande pilastro delle attività del CISU è rappresentato dall’archiviazione di ogni documentazione  o informazione  di potenziale interesse per la ricerca.

Una parte importante del lavoro di archiviazione è gestito presso l’archivio centrale a Torino. Quella che era il piccolo ufficio preso in affitto nel 1979 è diventato dal 2002 un’ampia sede di 187 metri quadri, in un seminterrato interamente occupato dall’archivio del Centro Italiano Studi Ufologici. Si tratta a tutt’oggi dell’unica sede fisica di un’associazione ufologica nazionale.

Grazie alla disponibilità di questo importante spazio (frutto dell’impegno economico di alcuni soci) si è sviluppato un lavoro continuo basato su riunioni a cadenza settimanali dedicate soprattutto al lavoro sull’archivio ma anche ad incontri di aggiornamento e approfondimento, nonché a visite di studiosi italiani e stranieri, per un totale di ben oltre 2.000 riunioni.

In questi anni di incessante attività l’archivio ha preso dimensioni imponenti, tanto da essere il secondo per dimensioni in Europa (dietro solamente a quello dell’AFU in Svezia, che ha come unico fine la raccolta e conservazione di archivi provenienti da tutto il mondo) e uno dei cinque più grandi al mondo.

I numeri parlano da soli.
Le scaffalature totalizzano 292 metri lineari.
L’archivio casistica italiana raccoglie tutta la documentazione disponibile su 43.000 avvistamenti.
L’archivio stampa è composto da 98.000 ritagli ed estratti da giornali e riviste
La biblioteca ospita 670 libri italiani e 1.715 volumi stranieri.
L’emeroteca consiste in 272 raccolte di periodici specializzati italiani e 749 di riviste ufologiche estere.
Gli archivi tematici, raccolte di fonti su argomenti specifici spesso utilizzate per studi anche da esterni o per tesi di laurea a tema ufologico, sono costituiti da 144 dossier per un totale di 15.000 pagine.
Da anni è un corso un lavoro di digitalizzazione degli archivi che, per quanto molto lungo, sta iniziando a dare i suoi frutti. Ad oggi sono 710.000 i file archiviati e messi a disposizione dei soci, per un totale di 5 terabyte, e il sito web del CISU contiene 4.685 tra pagine e  file.

VERSO L’ESTERNO

Questa enorme massa di informazioni non è però una semplice raccolta di scartoffie, una “collezione” di fonti fine a se stessa. Si tratta di un vero archivio e come tale di un’entità viva, dinamica, che si modifica in continuazione e che resta aperta in ingresso e in uscita.

Al di là delle attività di raccolta, l’archivio è infatti aperto e disponibile non solo per i nostri associati ma anche per tutti gli studiosi. Oltre alle collaborazioni in ambito ufologico, il CISU  ha fornito informazioni e dati per le più diverse esigenze, dagli approfondimenti giornalistici  a studi anche del tutto esterni all’ambito ufologico.

Solo per citare i due casi più recenti, ricordiamo il lavoro accademico di Valentina Polcini su “Buzzati e le stelle” che presso di noi ha potuto recuperare fonti originali sulle interazioni tra Dino Buzzati e l’ambiente ufologico. Ancora più particolare il caso di “UFO 78” il romanzo del collettivo Wu Ming che dai racconti delle nostre esperienze di giovani ufologi ha preso spunto per ritrarre alcuni personaggi e vicende.

PUBBLICAZIONI

Il CISU ha sempre prodotto informazione, sia verso l’interno sia verso l’esterno.

Negli anni prima dell’avvento di Internet, sono state prodotte varie circolari interne di informazione o di discussione, oggi in gran parte sostituite da strumenti telematici di collegamento in tempo reale.

Il fulcro della nostra pubblicistica è sempre la Rivista di informazione ufologica, un aperiodico che cerca di andare al di là della notizia immediata di attualità ma punta all’approfondimento, all’informazione completa e strutturata, distinguendo le cose che meritano e sono di reale interesse.

Ci sono poi i libri e le monografie, pubblicate dalla nostra casa editrice specializzata (le Edizioni UPIAR), che ci consente di dare spazio a lavori tecnici, ricerche, cataloghi: quasi 100 in tutto.

 

DIVULGAZIONE

E’ quasi impossibile dare conto dell’attività di informazione rivolta all’esterno nell’arco di quarant’anni, tramite conferenze, interviste sui giornali, partecipazione a programmi radiotelevisivi.

C’è poi il nostro convegno annuale, giunto alla quarantesima edizione, a volte aperto al pubblico e a volte invece gestito come un incontro di discussione fra noi.

Un ruolo centrale l’ha ovviamente la presenza sul web, nella quale siamo stati pionieri in Italia, alla quale si è affiancata più di recente quella sui vari social media (attualmente Bluesky, Facebook, Instagram, Linkedin, Telegram, Threads, TikTok, Twitter/X, YouTube).

 

CISU INTERNATIONAL

Anche in campo internazionale la presenza e il ruolo del CISU si sono  incrementati nel corso degli anni fino a collocarci al centro di molte iniziative in corso in Europa e oltre.

Siamo tra i fondatori del collettivo EuroUfo, che raccoglie gli studiosi europei di orientamento razionale, e collaboriamo strettamente con l’iniziativa internazionale UAP Check, una fra le più stimolanti nella nuova ondata di interesse ufologico.

È poi molto importante il ruolo svolto in ambito internazionale da Edoardo Russo che, oltre a ricoprire il ruolo di responsabile per l’Italia  dell’organizzazione  statunitense MUFON, ha partecipato all’organizzazione nel 2022 del seminario CAIPAN-2 presso il Centre National d’Etudes Spatiales ed è stato chiamato a partecipare all’incontro del 2024 presso il Parlamento Europeo in rappresentanza degli ufologi del Vecchio Continente.

GUARDANDO AVANTI

Ripensando alle idee e alle prospettive di quarant’anni fa, possiamo dire che molte sono state realizzate o avviate in modo positivo.

È stato senz’altro raggiunto l’obiettivo principale di dotare l’ufologia italiana di un organismo che prima non c’era, un’associazione che facesse un’attività ufologica razionale e concreta, che disponesse di un archivio degno di questo nome e che potesse in qualsiasi momento mostrare con orgoglio i lavori fatti ed i risultati ottenuti.

Non c’è un particolare segreto che ha permesso alle 1.200 persone, che per poco o tanto tempo hanno fatto parte del CISU, di andare avanti e produrre così tanto.

C’è sicuramente stato sempre tanto entusiasmo, accompagnato da un forte senso di appartenenza e di partecipazione, che fa sì che ogni richiesta di un socio possa usufruire della collaborazione di tutti.

Si è trattato di un cammino che abbiamo intrapreso in modo serio e responsabile ma anche non serioso,  senza spazio per interessi personali o ricerche di visibilità, ma diventando anche un gruppo di amici che stanno insieme da tanti anni.

Penso però che, più dell’amicizia, ciò che ci ha permesso di lavorare bene insieme come gruppo siano stati piuttosto la condivisione costante degli obiettivi comuni e il rispetto reciproco che ci ha sempre permesso di guardarci in faccia alla pari, senza alcuna forma di protagonismo.

Avendo ben chiari questi principi, non possiamo che guardare avanti e continuare nel nostro lavoro, nella speranza di poter festeggiare insieme ancora molti altri anniversari.

CisuCat: 43mila avvistamenti italiani

In occasione del 40° Convegno di ufologia è stato annunciata la pubblicazione del CisuCat, il catalogo nazionale delle segnalazioni e notizie relative ad avvistamenti UFO in Italia o da parte di testimoni italiani, raccolte negli archivi del Centro Italiano Studi Ufologici.

Al momento è stata resa accessibile una prima sezione di prova, relativa ai soli avvistamenti avvenuti nell’anno 2024 (poco più di 500), ma il catalogo completo relativo agli anni dal 1900 al 2020 comprende circa 43mila casi e verrà pubblicato integralmente nelle prossime settimane, una volta completate le prove tecniche di funzionamento.

Il catalogo, per ora limitato ai soli dati essenziali per indicizzare i casi (data, ora, luogo, tipologia), dispone di un piccolo motore di ricerca, tramite il quale è riordinabile ed interrogabile dall’apposita pagina di accesso sul nostro sito web.

Alla pubblicazione del CisuCat hanno lavorato nel tempo vari soci del Centro, in particolare Giorgio Abraini e Pasquale Russo, con l’attiva collaborazione di tutti i responsabili dei vari cataloghi regionali e provinciali. L’infrastruttura informatica si è avvalsa della collaborazione di Michael Vaillant e fa parte dell’iniziativa internazionale UAP Check.

Speciale UFO su una rivista scientifica aerospaziale (e due degli autori sono italiani)

Il numero di giugno della rivista Progress in Aerospace Sciences dedica vari articoli al tema degli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena).

È la prima volta che una rivista scientifica del settore (pubblicata in Gran Bretagna dal 1961) dà tanto spazio alla questione ufologica. E soprattutto è la prima volta che viene pubblicata una storia dettagliata degli studi scientifici sull’argomento, sotto forma di un lunghissimo articolo (58 pagine, 506 note bibliografiche) intitolato “La nuova scienza dei fenomeni aerospaziali non identificati” (“The New Science of Unidentified Aerospace-Undersea Phenomena (UAP)”).

Lo firma un inedito collettivo internazionale di autori, coordinati dall’americano Kevin H. Knuth (docente di fisica alla University of Albany). Fra gli altri 33 co-autori ci sono vari scienziati e ricercatori universitari avvicinatisi di recente al nostro argomento, ma anche non pochi veterani dell’ufologia (ad esempio Richard Haines, Erling Strand e Jacques Vallée) o esponenti delle principali organizzazioni mondiali: Mark Rodeghier e Mike Swords del CUFOS (Center for UFO Studies), Rich Hoffman e Robert Powell della SCU (Scientific Coalition for UAP Studies), Mike Cifone della SUAPS (Society for UAP Studies), Michaël Vaillant dell’iniziativa internazionale UAP Check, perfino Frédéric Courtade, direttore del GEIPAN (l’ente ufologico ufficiale francese). Di rilevanza per il nostro Paese il fatto che due degli autori siano italiani: l’astronomo Massimo Teodorani e l’ufologo Edoardo Russo.

Il testo integrale dell’articolo (e degli altri che compongono il numero speciale di Progress in Aerospace Sciences) è scaricabile dal link diretto dell’editore Elsevier

20 marzo, Giornata Europea degli UAP: L’UE, l’autonomia strategica europea e i Fenomeni Aerospaziali Non identificati

Nell’anniversario dello storico incontro di informazione ufologica tenutosi presso il Parlamento Europeo il 20 marzo 2024, e in collaborazione con le altre organizzazioni ufologiche di 13 diversi paesi europei, ospitiamo questo editoriale a firma di Charles-Maxence Layet, a lungo assistente europarlamentare e già responsabile della sezione politica dell’iniziativa internazionale UAP Check. E’ appena il caso di precisare che le opinioni espresse sono quelle dell’autore e in alcuni punti possono non coincidere con quelle della nostra associazione.

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Da Washington a Parigi, da Berlino a Londra, dagli impianti nucleari alle nostre basi militari, il cielo europeo è diventato un teatro di operazioni non identificate? Le audizioni parlamentari negli Stati Uniti sugli UAP nel 2023 e 2024, unite alle recenti incursioni di “droni” su siti sensibili in Europa, suonano come un chiaro avvertimento che l’autonomia strategica dell’Europa non può più ignorare questi fenomeni. L’Unione Europea deve stabilire un quadro più forte per la cooperazione nella raccolta, analisi e condivisione di informazioni sugli UAP, al fine di garantire la nostra sicurezza e sovranità.

L’autonomia strategica europea è diventata un «leitmotiv» a Bruxelles e nelle capitali di tutto il continente. Che si tratti di difesa, tecnologia o spazio, l’Unione Europea afferma di voler controllare il proprio destino e non dipendere più esclusivamente da potenze esterne. Tuttavia un ambito emergente continua a essere ampiamente trascurato in questa ricerca di autonomia: quello dei fenomeni aerospaziali non identificati (UAP). A lungo deriso o relegato ai margini, questo argomento ora si distingue come una questione di sicurezza e sovranità scientifica che nessuna potenza seria può più permettersi di ignorare.

A partire dal 2021 gli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto ufficiale annuale, affermando l’esistenza di diverse decine e poi centinaia di UAP e sottolineando i rischi reali che questi fenomeni aerospaziali inspiegabili rappresentano per la sicurezza nazionale e la sicurezza aerea («Valutazione preliminare: fenomeni aerei non identificati», Office of the Director of National Intelligence, 25 giugno 2021). Come riassunto dal senatore statunitense Marco Rubio, ora Segretario di Stato del presidente Trump, “Ci sono cose che volano nel nostro spazio aereo: non sappiamo chi siano e non sono nostre. Quindi dovremmo sapere chi sono, soprattutto se si tratta di un avversario che ha fatto un balzo tecnologico” («Politico», 23 giugno 2021). In questo contesto, l’Europa non può rimanere inattiva. Per rafforzare la vera autonomia strategica, l’UE deve impegnarsi seriamente, in modo trasparente e proattivo sulla questione degli UAP.

Cosa sono gli UAP e perché sono importanti?

“Più impariamo sugli UAP, meno li comprendiamo”, ha affermato l’ex senatore Harry Reid nel 2021. Questo ex leader della maggioranza del Senato ha avviato, insieme ad altri due senatori ed ex ufficiali militari, un programma di ricerca sugli UAP classificato come AAWSAP («Advanced Aerospace Weapon Systems Applications Program»), lanciato nel 2007 e finanziato dal Congresso con 22 milioni di dollari di fondi segreti. Da dicembre 2017, questo programma, unito al progetto AATIP del Pentagono («Advanced Aerospace Threat Identification Program»), ha fatto notizia in tutto il mondo.

Che gli UAP derivino da un balzo tecnologico compiuto da avversari geopolitici, fenomeni naturali che distorcono le percezioni visive, visitatori provenienti da un’altra dimensione o tecnologia di un altro mondo, attualmente comprendono qualsiasi oggetto o fenomeno aerospaziale osservato nel cielo (o nello spazio) che non può essere immediatamente identificato. Contrariamente a quanto si possa credere, non si tratta solo di storie fantasiose: nel corso dei decenni, numerosi astronauti, piloti civili e militari, controllori del traffico aereo e sensori radar hanno documentato molti fenomeni che sfidano una spiegazione convenzionale. Alcune di queste osservazioni hanno quasi portato a collisioni evitate per poco, creando un vero problema di sicurezza aerea. Altre sollevano questioni geo-strategiche: gli UAP potrebbero essere collegati a tecnologie straniere sconosciute o addirittura ad attività di sorveglianza illecite?

La NATO e la UE hanno recentemente affrontato incursioni aeree inaspettate. Dal 2014, più di cento sorvoli di centrali e siti nucleari in Francia da parte di droni non identificati hanno evidenziato la vulnerabilità della nostra infrastruttura critica a oggetti aerei sconosciuti. Ci sono state audizioni presso il Senato ma non si è arrivati a determinare chi ci fosse dietro a quei droni e quali intenzioni avessero. Più di recente, alla fine del 2024 sono stati segnalati “sciami di droni” sopra basi militari e aree urbane in Europa e Nord America («The Guardian», 13 dicembre 2024). Anche in questi casi le autorità non sono riuscite ai spiegare la natura e l’origine di questi “sciami di droni”. Questi incidenti dimostrano che il confine tra gli UAP e le minacce convenzionali (come i droni ostili) è sfumato: in entrambi i casi, si tratta di oggetti di origine incerta, non immediatamente identificati, potenzialmente pericolosi e che richiedono una risposta coordinata da parte delle autorità.

Ignorare gli UAP comporterebbe quindi dei costi. Da un lato, lascerebbe i piloti e gli operatori delle infrastrutture critiche impreparati a eventi aerei enigmatici. Dall’altro, creerebbe una lacuna nel nostro sistema di sicurezza complessivo: un “punto cieco” che gli attori malintenzionati potrebbero sfruttare. Consentire a fenomeni inspiegabili di moltiplicarsi senza un quadro analitico invita a potenziali sorprese strategiche. Al contrario, un serio impegno su questo argomento offre anche un’opportunità di progresso scientifico e tecnologico, stimolando la ricerca in campi all’avanguardia (sensori, intelligenza artificiale per l’analisi delle immagini, astrofisica, ecc.).

L’Europa è indietro in un dominio strategico

Mentre i nostri alleati stanno facendo progressi, l’Unione Europea è notevolmente indietro sulla questione UAP. Negli Stati Uniti, oltre al rapporto sopra menzionato, il Pentagono ha creato un ufficio specializzato nel 2022 (AARO, «All-domain Anomaly Resolution Office») responsabile della raccolta e dell’analisi delle segnalazioni UFO da parte di militari e piloti; persino la NASA nel 2023 ha lanciato uno studio indipendente sugli UAP. Anche Canada, Australia e Giappone, dove è stato formato un gruppo di lavoro parlamentare interpartitico nel giugno 2024, stanno iniziando a strutturare la raccolta dati e la ricerca su questi fenomeni, in collaborazione con gli Stati Uniti.
In Europa, solo la Francia ha da molti anni un organismo ufficiale dedicato (il GEIPAN del CNES, che raccoglie testimonianze e conduce indagini scientifiche sugli UAP segnalati). Altrove, sono state principalmente le organizzazioni civili volontarie che hanno raccolto segnalazioni di osservazione, senza alcun supporto istituzionale o coordinamento internazionale. Tuttavia, alcune recenti iniziative mostrano dei progressi degni di nota: nei Paesi Bassi, il Dutch Safety Board (OVV) comincia ad accettare i rapporti dei piloti sugli UAP, consapevole che qualsiasi cosa attraversi lo spazio aereo può compromettere la sicurezza («UAP Coalition Netherlands»). E al Parlamento Europeo, a marzo 2024, si è svolto un primo storico incontro sugli UAP, su iniziativa di un eurodeputato visionario, con l’obiettivo di eliminare i pregiudizi da questo argomento, tabù di lunga data all’interno delle istituzioni.

Nonostante questi sviluppi, non esiste ancora una politica armonizzata a livello UE sugli UAP. L’Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza aerea (EASA) non ha un protocollo specifico per la segnalazione di eventi aerei anomali. Il futuro «European Air Safety Data Space» non include esplicitamente gli UAP nel suo ambito. E mentre la Commissione Europea sta preparando una nuova legislazione sulle attività spaziali per il 2024, non vi è alcuna menzione degli UAP in tale quadro (UAP Check). Di conseguenza, l’UE rischia di essere esclusa da una tendenza geopolitica globale che è tuttavia cruciale, dipendendo invece dalle informazioni provenienti da Washington o altrove, contraddicendo la sua aspirazione all’autonomia strategica.

Integrazione degli UAP nella strategia spaziale europea per la sicurezza e la difesa

L’inattività e l’inerzia non sono più un’opzione. È tempo di integrare pienamente le questioni relative agli UAP nelle politiche europee in materia di sicurezza, difesa e spazio, in linea con i recenti annunci dell’UE sulla legislazione spaziale (Discorso del Commissario Kubilius alla Conferenza spaziale europea, 28 gennaio 2025) e sugli sforzi di riarmo (Euractiv, 5 March 2025). Bruxelles ha espresso la sua intenzione di rafforzare la resilienza delle sue risorse spaziali e di colmare le lacune di capacità di fronte a nuove minacce («Strategia spaziale dell’UE per la sicurezza e la difesa», Commissione europea). La prima strategia spaziale per la sicurezza e la difesa, presentata nel 2023, sottolinea che lo spazio è un dominio competitivo in cui l’Europa deve proteggere i propri interessi e rafforzare la propria autonomia («L’Union européenne se dote d’une stratégie spatiale pour la défense»). Includere gli UAP in questa equazione sarebbe un logico passo successivo, affrontando un punto cieco nella visione strategica dell’Europa. Come ha avvertito un esperto, ad esempio, chiudere un occhio sugli UAP equivale a “ignorare il potenziale impatto degli UAP, e potrebbe lasciare un punto cieco, critico nella nostra strategia di difesa energetica”. (Notizie – UAP Coalition Netherlands).

Concretamente, a livello UE possono essere intraprese immediatamente diverse azioni:

Istituire un meccanismo europeo per la raccolta e l’analisi dei dati: creare un centro europeo (o una rete) dedicato a raccogliere segnalazioni UAP dall’aviazione civile e militare degli Stati membri, nonché dai servizi meteorologici e spaziali, e a condurre analisi scientifiche. Un tale processo di condivisione delle informazioni incoraggerebbe la segnalazione senza timori di pregiudizi e consentirebbe un’identificazione più precisa dei fenomeni, che essi siano di origine artificiale o naturale.

Integrare gli UAP nelle normative e nei programmi esistenti: adattare le normative europee sulla sicurezza aerea per includere esplicitamente la segnalazione degli UAP da parte dei piloti e del controllo del traffico aereo (seguendo il modello di alcune direttive già in vigore nel Regno Unito o negli Stati Uniti). Analogamente, incorporare il monitoraggio di oggetti aerei non identificati nelle missioni del futuro Centro Europeo di Sorveglianza e Tracciamento dello Spazio (SSA/SST) per proteggere meglio i satelliti e le infrastrutture critiche da qualsiasi oggetto erratico o intrusivo

Finanziare la ricerca e l’innovazione: stanziare risorse tramite il programma «Horizon Europe» o il Fondo europeo per la difesa per uno studio multidisciplinare sugli UAP. Ciò significherebbe sostenere progetti che coinvolgono astrofisici, ingegneri aeronautici, meteorologi, psicologi (per l’analisi delle testimonianze) e specialisti della difesa. Una migliore comprensione di questi fenomeni contribuirà sia alla sicurezza (distinguendo le minacce reali dalle anomalie innocue) sia all’avanzamento della conoscenza scientifica.

Incrementare la cooperazione internazionale: porre la questione degli UAP all’ordine del giorno dei dialoghi transatlantici e della cooperazione spaziale internazionale. Gli Stati Uniti, in particolare, hanno accumulato una notevole esperienza e dati sull’argomento; l’Unione Europea e i suoi membri trarrebbero vantaggio dallo scambio con loro su un piano di parità, fornendo al contempo i propri contributi dal territorio europeo. Ciò rafforzerebbe l’autonomia strategica dell’Europa e rafforzerebbe la sua leadership in nuovi campi geo-strategici. Allo stesso modo, incoraggiare la condivisione di informazioni su fenomeni aerei inspiegabili tra alleati (NATO, ONU) rafforzerebbe la sicurezza collettiva di fronte a rischi intrinsecamente transfrontalieri.

Queste misure riflettono in parte le raccomandazioni avanzate dalle organizzazioni della società civile europea incentrate sugli UAP. Quindici associazioni di dieci paesi dell’UE, alla fine del 2024, hanno lanciato un appello senza precedenti affinché l’Unione Europea affrontasse urgentemente la questione UAP («UAP Check», 25 novembre 2024). In quell’appello hanno specificamente richiesto le misure sopra descritte: l’istituzione di un processo europeo per la raccolta e l’analisi dei dati, l’integrazione degli UAP nelle normative, il finanziamento della ricerca e il rafforzamento della cooperazione internazionale («UAP a livello UE – una proposta d’azione», 24 ottobre 2024). Le istituzioni europee devono prestare attenzione a questo messaggio di base e trarne ispirazione.

È tempo di agire e rafforzare la cooperazione europea

Alla luce degli attuali sconvolgimenti geopolitici, l’autonomia strategica europea sarà raggiunta solo se l’Unione sarà in grado di anticipare e affrontare tutte le questioni di sicurezza, comprese quelle che esulano dai quadri convenzionali. I fenomeni aerei non identificati non sono più fantascienza, ma una realtà osservata che sfida la nostra capacità di comprendere e proteggere i nostri cieli. Di fronte a questo fatto, l’inattività sarebbe la peggiore risposta possibile.

L’Unione Europea ha tutte le risorse di cui ha bisogno per diventare leader globale in un approccio responsabile e scientifico sugli UAP: potrebbero essere coinvolte industrie aerospaziali all’avanguardia, ricercatori rinomati, una vasta esperienza di cooperazione multinazionale, agenzie ed enti come ESA, EASA ed Eurocontrol. Ciò di cui c’è bisogno ora è una chiara volontà politica per coordinare queste risorse e colmare il divario esistente.

In un momento in cui l’UE sta annunciando la sua intenzione di espandere le sue ambizioni in difesa e spazio, è il tempo ideale per lanciare un’iniziativa europea sugli UAP. Dotare l’Europa di una strategia e dei mezzi per studiare e gestire questi fenomeni contribuirà alla sicurezza dei suoi cittadini, all’indipendenza della nostra capacità di valutare i rischi e al progresso della conoscenza. La sovranità, la sicurezza e la credibilità scientifica dell’Europa sono in gioco.

Niente più scuse: è il momento di agire.

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Questo articolo è pubblicato contemporaneamente in 13 lingue diverse e in 14 nazioni

Copyright: UAP Check
http://www.uapcheck.com

[Revisione della traduzione: Piero Zanaboni – Immagine in alto: Pasquale Russo]
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[*] Charles-Maxence Layet è uno scrittore e giornalista scientifico specializzato in nuove tecnologie energetiche e cosmo elettromagnetico. Ex assistente parlamentare europeo dal 2009 al 2024, è stato caporedattore ed editore di “Orbs Special Contact”, un libro dedicato agli UFO e all’ipotesi  extraterrestre. Il suo viaggio si concentra principalmente sulle dimensioni umane, mediatiche, sociali e politiche del fenomeno UAP. È anche membro delle organizzazioni francesi SCEAU, CARE e CIPO e ha diretto la sezione politica di UAP Check. Il suo libro «La primavera degli UFO» (First, 2025) è uscito a marzo 2025.

«UFO – Fenomeno o mito?» da oggi in tutte le librerie

«UFO – Fenomeno o mito?»

Un libro di cui c’è (di nuovo) bisogno

Ogni anno vengono pubblicati in Italia molti libri sull’argomento UFO, per la maggior parte ormai auto-produzioni gestite su Amazon o analoghi canali di edizione e vendita.
In genere si tratta di testi che si occupano di aspetti specifici del fenomeno, di analisi più o meno fantasiose di questa o quella ipotesi, spesso con toni complottistici e assertivi.
Il filo conduttore di buona parte di queste pubblicazioni è il dare per scontato, per dato acquisito, non solo cosa si intenda per UFO o UAP, ma cosa in realtà siano, ossia qualche forma di visitatori extraterrestri.

Oggi, dopo più di settant’anni di ufologia, dopo decenni di analisi e discussioni, dopo che abbiamo visto nascere ed evolvere il nuovo approccio agli UAP, sembra davvero semplicistico ritornare ai modelli interpretativi “ingenui” degli Anni 50 e 60.
Per questo motivo c’è una nuova esigenza di “fare informazione” su cosa sono gli UFO/UAP, di presentare lo stato delle cose, quello che conosciamo “davvero” e quello che ancora ci è sconosciuto. Soprattutto c’è bisogno di fornire ai curiosi e agli appassionati un’immagine dell’ufologia che renda l’idea della complessità del fenomeno e delle difficoltà a studiarlo con le metodologie della ricerca scientifica.

Da queste necessità nasce il libro di Edoardo Russo «UFO – Fenomeno o mito?» che si propone di presentare, in modo chiaro e diretto, quello che è oggi l’ufologia, cosa rappresentano le osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificato o UAP al di là delle fake news e delle mille fantasie che si raccontano attorno ad essi.
Questo bisogno di parlare di UFO/UAP in modo concreto, basato sui casi, sulle testimonianze, sui dati è stato condiviso da un editore importante come Rizzoli che ha chiesto al Centro Italiano Studi Ufologici (in occasione dei  suoi quarant’anni d’attività) di presentare il fenomeno UFO a chi oggi si avvicina all’argomento, spesso incuriosito dal nuovo interesse ufficiale negli Stati Uniti, e fa fatica a trovare una presentazione seria e circostanziata di cosa sono gli UAP e quali sono le informazioni attendibili.

Russo si è reso disponibile a portare a termine questo compito con un testo che segue in parte lo schema delle conferenze divulgative tenute nel corso degli anni, un modo per “parlare” direttamente al lettore e fargli condividere l’interesse e la complessità degli avvistamenti ma anche il senso critico e razionale che dobbiamo conservare nell’affrontarli.
Per l’autore si è trattato di sintetizzare i cinquant’anni del suo interesse nell’ufologia, che ne hanno fatto uno dei ricercatori più apprezzati a livello internazionale per le doti di coordinamento e di sintesi nella costruzione di un movimento ufologico di impronta scientifica.

Russo è uno dei soci fondatori del Centro Italiano Studi Ufologici e del collettivo europeo EuroUFO, è rappresentante italiano per il Mutual UFO Network americano (MUFON) e uno dei coordinatori della rete internazionale UAP Check. Ha partecipato all’organizzazione del secondo seminario del GEIPAN (l’organismo ufologico ufficiale francese) nel 2022 e – non a caso – è stato scelto come rappresentante dell’ufologia privata europea all’incontro di informazione tenutosi presso il Parlamento Europeo il 20 marzo 2024.

Oltre alla  sua e competenza, «UFO – Fenomeno o mito?» si propone al lettore con altre due importanti caratteristiche. La prima è che tutti gli avvistamenti riportati sono il frutto di indagini svolte direttamente dai ricercatori del Centro Italiano Studi Ufologici: il fenomeno UFO che viene presentato non si basa su voci di seconda mano o racconti senza fonti certe, ma su testimonianze raccolte in prima persona e casi investigati sul campo. In questo modo il lettore può ripercorrere gli stessi passi fatti dall’ufologo e condividerne le certezze ma anche i dubbi e le perplessità, per una visione ragionata e “matura” dell’intero argomento.

Inoltre il volume si presenta come il lavoro non di un singolo ma del “portavoce” di un’intera associazione – il Centro Italiano Studi Ufologici – che in quarant’anni di attività ha cambiato il modo di fare ufologia in Italia portando metodo, condivisione e organizzazione in un ambito troppo spesso lasciato (ieri ma anche oggi) in balia del dilettantismo e del sensazionalismo.

Al lettore vengono quindi proposte un insieme di informazioni ed una visione generale che sono il frutto del lavoro comune delle tante persone che hanno contribuito in quattro decenni alle attività del CISU. Finita la lettura, chi è interessato può trovare precisi riferimenti bibliografici per approfondire, ed anche ritrovare sul territorio i rappresentanti del Centro che hanno contribuito a svolgere le indagini, ad elaborare gli studi, a costruire gli archivi e quindi rendere possibile la realizzazione di questo libro.

La presentazione ufficiale della

UFO Fenomeno o mito?

Gli avvistamenti UFO sono reali o solo un riflesso delle nostre paure?
Che cosa nascondono i governi sugli UFO? Quanto c’è di vero nelle testimonianze di incontri ravvicinati?
E come si analizzano e catalogano gli avvistamenti?
Sono solo alcune delle domande a cui cerca di rispondere il portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici per fare chiarezza una volta per tutte su avvistamenti, incontri ravvicinati e oggetti volanti non identificati.

Il mondo degli UFO e dell’ufologia è un intricato labirinto, un gioco di specchi che riflette tanto le nostre convinzioni quanto la realtà. Ed è in questo mondo che Edoardo Russo, portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici, ci invita a seguirlo alla scoperta di un fenomeno che, da oltre settant’anni, continua ad affascinare e dividere. Ecco dunque decine di storie che ancora oggi abitano la zona grigia del dubbio: eventi che nessuno è riuscito a spiegare del tutto, ma che offrono sufficienti prove per dimostrare che qualcosa di strano è successo davvero.
Come la testimonianza di un uomo che, svegliato dall’abbaiare insistente dei cani, osservò nel suo campo un oggetto a forma di cupola ruotare lentamente, per poi sollevarsi nel cielo con un movimento fluido e silenzioso; o la vicenda di una coppia che, attraversando la Marsica, vide una struttura luminosa e geometrica sparire tra le montagne, lasciandosi dietro una scia di mistero; o ancora l’apparizione negli anni Ottanta di un enorme “sigaro volante”, osservato da migliaia di persone in diverse regioni italiane, e il famoso avvistamento delle luci notturne in Val Malone, dove i caccia militari inseguirono un fenomeno luminoso sfuggente che si dissolse tra le montagne.

Tra storie incredibili, analisi rigorose e fenomeni che ci spingono a confrontarci con l’ignoto, questo libro è un racconto avvincente sempre in bilico tra la lucida osservazione dei fatti e lo stupore che suscita in noi il mistero. E nasce dal desiderio di fare ordine tra spiegabile e inspiegabile, affrontando con un approccio scientifico avvistamenti, incontri ravvicinati e indagini ufologiche.
Un viaggio emozionante, per appassionati e scettici, tra cieli stellati, luci misteriose e l’eterna voglia di scoprire l’ignoto.

L’indice

INTRODUZIONE
Misteri volanti: cinquant’anni di riflessioni
L’ufologia non è una scienza
Un fenomeno a due facce

PRIMA PARTE
IL FENOMENO UFO: STORIA E SIGNIFICATO
Un mito americano o un fenomeno globale di massa?
C’erano una volta i dischi volanti
Chi studia gli UFO

SECONDA PARTE
DALLE LUCI AI CONTATTI: OSSERVARE E CAPIRE
La doppia faccia degli UFO
Luci nel buio: il fascino degli avvistamenti notturni
Dischi volanti e altri oggetti diurni
Incontri ravvicinati: quando gli ufo scendono a terra
Rapimenti alieni: tra mistero e fantascienza
USO: gli UFO subacquei
Prove e casi particolari
Un’immagine vale più di mille parole?
UFO e radar: quando il cielo diventa un enigma

TERZA PARTE
A MARGINE DEGLI UFO
Tra realtà e leggenda

QUARTA PARTE
UN MITO MODERNO
L’immaginario collettivo

CONCLUSIONI
La dotta ignoranza
Per chi volesse approfondire
Il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU)

«UFO – Fenomeno o mito?»
240 pagine (+ 16 tavole) – Cartonato con sovraccoperta
Euro 18,00

Disponibile in tutte le librerie o presso lo store on-line di UPIAR (www.upiar.org)