Roberto Farabone, presidente onorario

Il  20 ottobre scorso il consiglio direttivo del CISU ha nominato Roberto Farabone presidente onorario del Centro Italiano Studi Ufologici. займ на карту ночью срочно

Nato a Bologna nel 1944, laureato in fisica, si è poi trasferito a Milano, dove ha svolto l’intera carriera lavorativa come informatico in una multinazionale, scrivendo vari libri e manuali tecnici.

Interessato agli UFO dalla metà degli anni ’60, entrò a far parte del CUN per poi assumere un ruolo di primo piano nel CNIFAA (Comitato nazionale indipendente per lo studio dei fenomeni aerei anomali) e diventare nel 1976 direttore della rivista UPIAR (UFO Phenomena International Annual Review), primo esempio di pubblicazione di tipo scientifico sull’argomento.

Nel 1979 fu tra i promotori della lettera di richiesta, firmata da oltre 30 scienziati e universitari, per chiedere al Ministero della difesa l’accesso ai dati ufologici raccolti dai militari italiani. Lo stesso anno venne nominato coordinatore del comitato scientifico del Centro Ufologico Nazionale, per poi far parte del comitato redazionale dell’organo interno Quaderni Ufo.

Nel 1982 fu coordinatore dell’International Upiar Colloquium on Human Sciences and UFO Phenomena, tenutosi a Salisburgo, curando poi la pubblicazione degli atti.

Alla costituzione della Cooperativa Iniziative e Studi UPIAR ne assunse il ruolo di presidente e poi di consigliere fino al 2005.

Socio fondatore del CISU,   ha ricoperto la carica di presidente dal 1988 al 1996.

Nella sua lunga attività ufologica ha effettuato indagini, tenuto conferenze, partecipato a convegni e scritto decine di articoli pubblicati fra l’altro su Notiziario Ufo, Ufologia e Ufo Forum.

Ritiratosi dall’ufologia attiva, ha donato il suo archivio e la sua biblioteca ufologica al Centro Italiano Studi Ufologici.

– – –

Nella foto in evidenza: Roberto Farabone al 4° convegno nazionale di ufologia (Bologna, 13/10/1990)
Nella foto in basso: Farabone con Renzo Cabassi e Alessandro Meluzzi al Congresso internazionale del CISU (Torino, 20/06/1987)

 

Nuovo direttore per il MUFON

mirziamov.ru David MacDonald torna all’incarico di direttore  del Mutual UFO Network, la più grande organizzazione ufologica americana.

Il comitato direttivo del MUFON ha diffuso il 15 luglio un comunicato per informare dell’estromissione dal suo vertice di Jan Harzan, a seguito del suo arresto avvenuto il 3 luglio (ma reso noto dalla polizia californiana solo il giorno 14) per reati sessuali.

Imprenditore nel settore aeronautico nell’Ohio, MacDonald era già stato direttore dell’organizzazione dal gennaio 2012 all’agosto 2013, prima che l’incarico passasse ad Harzan, un ingegnere informatico californiano, che l’ha mantenuto negli ultimi sette anni.

L’arresto di Harzan (per tentato adescamento di minorenne) ha destato scalpore non solo nell’ambiente ufologico ma anche sui mass media (fra gli altri, Newsweek negli USA, il Sun in Gran Bretagna), non solo in America. La filiale francese del MUFON, diretta da Pascal Fechner, ha addirittura sospeso le attività.

– – –

Nella foto in alto: David MacDonald

Nella foto al centro: Jan Harzan

 

Fulmine globulare nel cielo di Reggio Emilia? No



http://rusbankinfo.ru

Articolo di Paolo Toselli e Roberto Labanti

Nella prima mattinata di mercoledì 3 giugno 2020 Reggionline – Telereggio, testata locale di Reggio nell’Emilia, sotto il titolo di “Prima i fulmini, poi una sfera rossa nei cieli” ha pubblicato un video (di provenienza sconosciuta, ma presumibilmente realizzato martedì 2 giugno, ad un orario imprecisato; il video disponibile non è quello originale, ma il frutto di una conversione da altro formato realizzata alle 09h10m57s del 3) col seguente breve testo:

Curioso e raro fenomeno ieri sera. Diverse le segnalazioni arrivate, comprese le immagini che vi mostriamo. La sfera si è mossa lentamente verso il basso fino a “spegnersi”.

Su Facebook il link, postato alle 09h16m della stessa mattina sulla pagina dell’emittente (con circa 32.800 followers) è stato ampiamente condiviso, a Reggio e fuori Reggio. Secondo i dati raccolti da Crowdtangle, su quel social network all’11 giugno aveva ottenuto 3.863 interazioni (2.173 reazioni, cioè “Mi piace” e cose simili, 631 condivisioni, 879 commenti). Di queste solo 363 (rispettivamente 149, 43 e 171), poco meno del 10%, sono sul post originale.

Su Instagram, invece, dove il profilo di Telereggio conta circa 9.850 followers, il post con un fotogramma del filmato ha ottenuto (sempre all’11 giugno) 430 “Mi piace” e 15 commenti.

Il filmato (della durata complessiva di 30 secondi circa) mostra, su un panorama rurale con un’illuminazione crepuscolare, una sfera biancastra (un effetto, probabilmente, della saturazione del sensore, a causa dello stimolo troppo luminoso) circondata da un alone rossastro in lenta discesa. Dopo 20 secondi circa, mentre si notano alcune illuminazioni del cielo prodotte da lampi, la sfera dà l’impressione di rimpicciolirsi d’improvviso e scompare spegnendosi. Sulla destra dell’inquadratura si nota un traliccio dell’alta tensione.

Purtroppo la privacy di Facebook non ci permette di seguire i commenti di tutte le condivisioni. A scorrere quelli accessibili sembra chiaro che, come  affermato nella caption del video, il fenomeno sia stato osservato da diverse persone (ad esempio qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui, qui o qui) senza però che la natura del mezzo faciliti il recupero di informazioni utili alla ricostruzione dell’evento (uno di noi è riuscito comunque a contattare direttamente una testimone che ha collocato il fenomeno, descritto come più rosso di quanto appaia in video, intorno alle 22 del 2 giugno). In un commento su Instagram, S. P. (di Reggio Emilia), invece, dopo aver ipotizzato che “qualcuno si è divertito con un razzo di segnalazione…” racconta che “[…] dopo il primo ce n’è stato un secondo…senza fulmine…” ma non è chiarissimo se abbia o meno osservato dal vivo il fenomeno.

Il comportamento del fenomeno che si osserva nel filmato, infatti, ha fatto pensare a molti ad un “razzo a paracadute” producente luce rossa, un segnale di pericolo solitamente utilizzato in mare.

Non così per tutti però.

Nelle ore seguenti, il video in una versione dipendente da quella di Reggionline è stato pubblicato dapprima, in mattinata, anche sulla pagina FB del Centro Meteo Emilia Romagna sotto il titolo di “Fulmine Globulare a Reggio Emilia | 02-06-2020 e con la seguente caption

Un’insolita sfera rossa è comparsa ieri nei cieli di Reggio Emilia dopo i temporali

Si tratterebbe di un FULMINE GLOBULARE, un fenomeno raro e non ancora del tutto compreso

poi, in serata, sulla pagina FB Tornado in Italia; in questo ultimo caso il titolo era più cauto, “Possibile fulmine globulare”, mentre meno cauta era la descrizione:

Habemus il primo video di un fulmine globulare girato in Italia? Forse sì!

Ci scusiamo per la qualità, probabilmente il video è stato scaricato e caricato diverse volte, e purtroppo non è stato possibile risalire all’autore. In ogni caso, il possibile fulmine globulare, è stato visto ieri sera a Reggio Emilia durante il temporale. A prima vista le ipotesi sembravano essere tante, successivamente però siamo riusciti a risalire a due altre persone che hanno visto il fenomeno, ed abbiamo escluso altre possibili cause, tra cui anche la presenza di un drone. Ovviamente, non abbiamo la certezza che si tratti del raro fenomeno menzionato, ma, forse per la prima volta, le probabilità sembrano essere buone.

Fino all’11 giugno, nel primo caso (una pagina con 61.446 followers), il video ha ottenuto 1.133 reazioni e 180 commenti; nel secondo caso (una pagina con 59.738 followers), le reazioni sono state 510, 89 i commenti, per 169 condivisioni.

Concentriamoci su quest’ultima, una pagina a livello nazionale. Tra i commenti: molti collegano il fenomeno al vicino elettrodotto, qualcun altro ricorda simili esperienze personali o riferite da amici e parenti, Il gestore della pagina precisa “come segnalano anche le altre persone, è stato fermo più o meno 15 secondi e poi è sceso verso il basso, spegnendosi”, per contrastare l’ipotesi di un razzo di segnalazione. Un altro azzarda l’ipotesi di “un flare lanciato da un jet”. Altri chiedono lumi sui Ball Lightings (in sigla BL), di cui sapevano poco. Un altro suggerisce di informare gli astrofili per verificare eventuale rientro in atmosfera. Anche qualche battuta scherzosa collegata al 5G. Un altro ancora avanza l’ipotesi della “lanterna cinese, usata per i funerali” e qualcun altro ha dubbi sull’ipotesi BL. Uno solo ipotizza un bengala. Curiosamente nessuno ha tirato in ballo gli UFO (come invece è accaduto in commenti apparsi altrove).

Tra l’altro un utente, senza l’accompagnamento di un testo, posta il video di provenienza russa di un presunto BL che attraversa scoppiettando i binari di una ferrovia. Peccato che si tratti di un fake creato in computer grafica. Di fatto, le foto di BL sono veramente rare e ancor più i video. Forse se ne contano una decina o poco più in tutto il mondo.

Da decenni il Centro Italiano Studi Ufologici, riconoscendo l’importanza di questo particolare e ancora poco chiaro fenomeno naturale nell’ambito di uno studio scientifico degli UFO, ha costituito un progetto di catalogazione degli avvistamenti italiani di presunti fulmini globulari (in sigla BLITA), coordinato da  Paolo Toselli, che nel 2001 si è concretizzato nella pubblicazione di una monografia della serie “Documenti UFO” in cui sono esposti 184 casi accaduti a partire dal 1672. In collaborazione col fisico Renato Fedele, Toselli ha presentato in ambito accademico il progetto BLITA in un paper all’International Symposium on Ball Lightning tenutosi in Belgio nel 1999. Per l’Italia è da citare anche il lavoro svolto dal fisico Albino Carbognani che nel 2006 ha pubblicato presso Macro Edizioni il libro Fulmini globulari. Alla scoperta di uno straordinario fenomeno naturale, contenente fra l’altro l’elaborazione di 74 segnalazioni che si estendono in un arco temporale che va dal 1925 al 2004.

Esistono alcune affinità fenomenologiche tra fulmini globulari e alcuni casi UFO, ma al contempo molte sono le differenze, e un collegamento diretto, anche se ipotizzato da alcuni sin dagli albori dell’ufologia, non è ancora stato provato. L’unica certezza, sia per gli UFO sia per i fulmini globulari, è che la maggioranza dei casi può essere spiegata con errate interpretazioni di eventi che hanno ben poco di misterioso, come il caso di Reggio Emilia insegna.

La mattina del 4 giugno, infatti, fra i commenti del post FB di Reggionline ne è apparso uno di una residente a Coviolo, una frazione di Reggio Emilia a 4 km a sud-ovest dal centro cittadino:

[…] Semplicemente, un branco di i*** che hanno pensato bene di sparare un razzo segnaletico sul tetto di casa mia […].

Quella stessa sera. in un altro commento, un’altra persona (presumibilmente non indipendente dalla prima) ha confermato quanto descritto:

[…] ci siamo anche spaventati perché lo hanno sparato proprio a fianco di casa nostra e abbiamo sentito un rumore fortissimo…poi siamo usciti e abbiamo capito che erano solo un branco di *** […]

– – –

Nell’immagine in evidenza: frame estratto dal video pubblicato da Telereggio.

Novità editoriale: una graphic novel sull’ufologia

микрозайм без отказа

Nel corso del 34° Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU a Bologna il 24 novembre scorso, è stato presentato un nuovo libro delle Edizioni Upiar intitolato I Want to Believe.

Si tratta di un progetto di Valentina Monacelli, nato in ambito universitario come elaborato dell’esame di Progettazione Editoriale del corso di Grafica dei Sistemi e Comunicazione per l’Editoria presso l’Istituto Superiore per le Industrie Artistiche di Urbino.


Come altri tesisti e studenti universitari negli anni passati, Valentina si è rivolta al Centro Italiano Studi Ufologici per avere informazioni e materiale sull’argomento scelto per il suo lavoro, e da questa collaborazione è derivata una visione diversa e più articolata dell’ufologia rispetto alle sue precedenti prospettive.

I Want to Believe ha un’originale veste editoriale ed è in sostanza costituito da due libri in uno. Una parte infatti è dedicata ai diversi punti di vista sull’ufologia attraverso una serie di interviste che l’autrice ha realizzato con alcuni esponenti del CISU, con piglio giornalistico ma con la curiosità di chi si avvicina per la prima volta al tema.

La seconda, decisamente una novità per il settore, è una graphic novel che, con il linguaggio dell’ironia e del grottesco, fornisce diversi spunti di analisi e di riflessione.

«La parte grafica (con tratto molto personale che riecheggia tanta graphic novel d’oltreoceano con bianco e nero graffiato, essenziale, quasi espressionista), sempre curata dall’autrice, analizza la posizione del testimone di un evento difficile da spiegare nell’ottica delle due istanza che si dividono il campo: gli studiosi seri e i millantatori/truffatori» (Marco Candellone, Cronaca di Topolinia n. 30, marzo 2020)

Il volume (106 pagine) può essere acquistato direttamente dal sito www.upiar.com

– – –

Nell’illustrazione in evidenza: la copertina del volume I Want to Believe

Nell’immagine in centro articolo: Valentina Monacelli al 34° Convegno nazionale di ufologia

Ted Phillips, l’“ingegnere” di Hynek

Il 10 marzo 2020, è mancato Ted Phillips, uno dei più noti ufologi statunitensi. займы онлайн заявка

Nato nel 1942, Phillips era un ingegnere civile e fotografo professionista. Giovanissimo, nel 1957 partecipò
come volontario al programma di localizzazione ottica satellitare Vanguard e poi lavorò come ingegnere nel progetto missilistico Minuteman.

Iniziò ad occuparsi di UFO nel 1964 come membro dell’APRO (Aerial Phenomena Research Organisation). Conobbe Joseph Allen Hynek in occasione dell’indagine sul famoso atterraggio con tracce a Socorro (1964) e ne divenne uno stretto collaboratore fino alla sua morte, nel 1986.

Membro attivo del CUFOS (Center for UFO Studies), Phillips fu tra i componenti del gruppo selezionato di ufologi che nel 1978 si incontrarono presso le Nazioni Unite con il Segretario Generale dell’ONU insieme ad Hynek, a Jacques Vallée e all’astronauta Gordon Cooper.

Fu proprio Hynek a suggerirgli di concentrarsi sui casi di tracce fisiche di UFO e nel corso degli anni di questa ricerca
Ted Phillips raccolse ed analizzò 3.200 casi provenienti da 91 paesi del mondo, convincendosi che il fenomeno
UFO abbia un’evidente base fisica. Questa sua opinione è ben riassunta in una dichiarazione per la Encyclopedia
of UFOs di Ronald Story: «I dati disponibili sono prevalentemente statistici ma, prendendo un gran numero di rapporti, possiamo iniziare a sviluppare un quadro abbastanza chiaro degli oggetti osservati e delle tracce rimaste. Ovviamente, un rapporto che coinvolge un oggetto atterrato ha un valore molto maggiore di un caso di luce notturna. L’oggetto a terra elimina immediatamente una serie di  possibilità. Non ci si aspetterebbe che un pallone atterri, lasci tracce insolite e poi salga verticalmente ad alta velocità. Stelle e pianeti non compaiono a livello del suolo tra i testimoni e una fila di alberi. Quando diversi testimoni osservano un oggetto a forma di disco con una superficie metallica, senza ali e senza suono, che atterra e poi decolla in verticale, con le loro descrizioni hanno eliminato la  maggior parte delle spiegazioni naturali o convenzionali. Quando questi oggetti lasciano tracce sul luogo di atterraggio, abbiamo qualcosa di tangibile da esaminare».

Nel 1998 fondò il Center for Physical Trace Research (CPTR) – di cui è stato direttore fino alla morte –
per raccogliere, catalogare ed analizzare gli atterraggio UFO con tracce fisiche, in collaborazione con le maggiori
associazioni statunitensi.

È stato autore del protocollo di raccolta delle evidenze fisiche per il MUFON (Mutual UFO Network) con il
quale ha anche collaborato tra il 2006 e il 2008 per l’indagine sulle strane luci viste nel Marley Woods, nell’estremo
sud del Missouri.  Negli anni ha partecipato a numerosi documentari e programmi televisivi
sull’argomento.

Carl Feindt, l’altro “usologo”

di Marco Bianchini выдам займ от 18 лет

Esistono quelle amicizie che una volta erano definite “di penna”, con persone lontane, che non vedrai mai dal vivo e con cui non ha mai scambiato una sola parola.

Carl William Feindt era una di queste. Ci siamo scritti per anni e ci siamo scambiati decine e decine di casi di avvistamenti di USO. Già, perché proprio gli avvistamenti di Oggetti Sommersi Non Identificati era la cosa che ci accomunava e ci interessava.

Posso quasi dire che forse eravamo gli unici due ufologi al mondo che si erano specializzati sugli UFO nell’acqua e proprio per questo era nata tra di noi un’amicizia “di penna” per cui, non appena saltava fuori un caso nuovo, eravamo immediatamente in contatto e ci scambiavamo tutte le informazioni.

Ma chi era Carl W. Feindt? Fin da ragazzo era un appassionato di aerei tanto da divenire un cadetto della Civil Air Patrol. Dopo il diploma, ha studiato ingegneria aeronautica presso l’Accademia di aeronautica di New York City e dopo due anni di servizio nell’USAF è tornato alla vita civile, a causa di quelle che lui stesso ha definito «difficoltà familiari». Non ha però abbandonato la sua passione giovanile e così ha lavorato per oltre 30 anni nel servizio clienti di una grande compagnia aerea.

Dopo il pensionamento si è dedicato attivamente all’ufologia che, fino ad allora era stata solo oggetto di letture dai primi Anni 60. Sulla scia delle ricerche condotte a Jan Aldrich con il Project 1947, in circa otto anni Carl ha visionato i microfilm dell’Università del Delaware, coprendo in modo esauriente gli anni tra il 1923 e il 1967 e scoprendo circa 750 articoli relativi agli UFO, in quello che è il secondo stato più piccolo degli USA.

In seguito ha iniziato ad interessarsi agli avvistamenti di UFO che emergevano o si immergevano in acqua, creando di lì a poco l’unico sito web specialistico al mondo su questo argomento (www.waterufo.net).

Carl W. Feindt è poi apparso nei documentari TV di History Channel Deep-Sea UFO’s e Deep-Sea UFO’s Red Alert e ha presentato una conferenza dal titolo “Physical Influences of a UFO on Water” al Simposio del MUFON a Denver, Colorado nel 2006. Nel 2010 ha pubblicato il suo libro “UFOs and Water”, la cui seconda edizione ampliata e riveduta è del 2016.

Purtroppo, il fatto che il nostro fosse solo un contatto epistolare e che dopo la pubblicazione del libro vi fossero meno avvistamenti da segnalarci reciprocamente, ha comportato che negli ultimi tre anni, ci siamo scritti solo un paio di volte.

Carl è scomparso all’età di 81 anni il 21 aprile 2019, ma io purtroppo ho saputo la notizia solo alcuni mesi dopo.

E’ questo l’aspetto brutto degli “amici di penna”, degli ufologi con cui tutti noi collaboriamo e ci scambiamo materiale da anni. In realtà non sappiamo nulla delle nostre vite private, di chi siamo, cosa facciamo, dove viviamo viviamo esattamente. Poi un bel giorno si scopre da Internet che non ci siamo più e allora ci si rende conto che dietro all’ufologo, c’è una persona, con cui hai condiviso un pezzo della tua vita e che porterai sempre con te.

Adesso mi sento veramente solo a studiare i miei amati Ufo nell’acqua.

Iscriversi al CISU

Il Centro Italiano Studi Ufologici ha lanciato la consueta campagna iscrizioni per il 2020, 35° anno di attività. займ 10000 рублей срочно
Il CISU è infatti un’associazione culturale, basata sul volontariato dei propri iscritti. Chiunque sia interessato ad un approccio razionale e scientifico al problema UFO può contribuire.
Esistono vari ambiti nei quali ciascun iscritto può partecipare, più o meno attivamente, a seconda delle proprie inclinazioni e disponibilità: indagini su segnalazioni di avvistamento locali, ricerche d’archivio, aree specifiche di approfondimento e studio, di solito in coordinamento con i responsabili locali dell’associazione.
Esistono gruppi di lavoro e diverse mailing list di collegamento fra gli iscritti interessati o attivi su tematiche specifiche. I principali progetti di catalogazione e ricerca in corso sono indicati qui
Dal 1986, il CISU organizza annualmente un convegno, che a volte è aperto al pubblico ed a volte riservato agli iscritti (l’ultimo si è tenuto a Bologna il 23 novembre 2019, l’elenco dei precedenti è consultabile qui).
Da 34 anni il Centro Italiano Studi Ufologici pubblica una rivista (attualmente semestrale) che, senza lasciare spazio al sensazionalismo, offre una panoramica ragionata dello studio ufologico in Italia e nel mondo, ed è affiancata da una collana di monografie (Documenti UFO) e dai libri tecnici pubblicati dalle Edizioni UPIAR. Agli iscritti è inoltre riservata la circolare “Notizie CISU” che riporta le attività in corso da parte dei soci e dei collaboratori.
Gli iscritti al CISU hanno poi diritto ad uno sconto del 15%-20% sull’acquisto di tutti i libri pubblicati o distribuiti sul sito UPIAR Store.
Lo statuto e il regolamento del Centro Italiano Studi Ufologici sono consultabili qui e qui.
Il Manuale di metodologia d’indagine ufologica è scaricabile qui.
Il codice etico del CISU è pubblicato qui.
Per fare domanda di iscrizione basta scaricare e compilare questo modulo, e restituircelo a mezzo e-mail (cisu@ufo.it), fax (011545033) o posta ordinaria (CISU, casella postale 82, 10100 Torino).
Оформить и получить займ на карту мгновенно круглосуточно в Москве на любые нужды в день обращения. Взять мгновенный кредит онлайн на карту в банке без отказа через интернет круглосуточно.

Una sede da 40 anni

Nell’autunno del 2019  si è festeggiato un anniversario importante per il CISU, ma particolarmente significativo per diversi di noi.

Ha infatti compiuto 40 anni la sede ufologica di Torino che iniziò le sue attività nel 1979 quando un gruppo di giovani ufologi (e un paio di “adulti”) decise di autotassarsi per affittare un piccolo ufficio (poco più di 30 mq.) in via Briccarello, nella zona sud della città, dove riunire i singoli archivi in uno unico più grande e iniziare ad incontrarsi con cadenza almeno settimanale, un appuntamento che prosegue ininterrottamente sino ad oggi, per un totale di oltre duemila riunioni (caso unico in Italia e forse nel mondo).

Si trattava all’epoca di ragazzi, alcuni poco più che maggiorenni, che provenivano da precedenti esperienze in gruppi locali e l’anno precedente erano confluiti nel Centro Ufologico Nazionale. Dal 1981 al 1985, la sede torinese ospitò la segreteria generale e gli archivi centrali del CUN e dalla fine del 1985 la sede e gli archivi nazionali del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), nato proprio a Torino, che da quasi 35 anni rappresenta l’ufologia di orientamento scientifico nel nostro paese.

Nel 2002 la sede ha traslocato e il vecchio ufficio è stato sostituito da un open space di 140 mq. (in Via Rubino) che ha consentito una miglior disposizione ed incremento degli archivi.

A Torino si trovano così oggi la maggiore biblioteca/emeroteca specializzata sugli UFO e il più grande archivio ufologico esistente non solo in Italia ma in tutta Europa (con la sola eccezione della Svezia) suddiviso tra archivio casistico, archivio stampa e dossier specifici su svariati temi. Presso la sede, dal 1985, è ininterrottamente operativa (altro record senza eguali) una segreteria telefonica dedicata a raccogliere segnalazioni di avvistamento.

La sede – soprattutto – è stata ed è tuttora un formidabile aggregatore di persone e risorse umane. Oltre al nucleo storico degli ufologi torinesi che da qualche decennio ormai costituiscono il “volano” delle attività (Angelo Galbiati, Fabrizio Dividi, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Giorgio Giorgi, Matteo Leone, Edoardo Russo), sono decine gli appassionati che per periodi più o meno lunghi hanno dato il loro contributo alle attività di gestione dell’archivio e della segreteria. E sono state centinaia le persone che in quarant’anni sono passate almeno una volta a visitare la sede, consultare gli archivi, partecipare alle riunioni o agli incontri di discussione, organizzati nella forma di conferenze interne di approfondimento e dibattito.

Gli archivi torinesi sono stati inoltre meta di visite di numerosissimi ufologi. Oltre naturalmente ai soci del CISU, che rendono collettivamente possibile l’esistenza di tutto ciò, sono molti gli ufologi italiani e stranieri che sono venuti a trovarci o a consultare gli archivi. La sede ha poi ospitato frequentemente giornalisti, documentaristi e troupe televisive fornendo sempre informazioni, documentazioni e interviste, nell’ottica di servizio che da sempre ha caratterizzato gli ufologi del nucleo torinese e il CISU nel suo insieme.

Volendo ricordare un momento significativo in questi decenni, non possiamo non ricordare la visita dell’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek nel 1984 e il suo elogio “stupefatto” che così tante attività fossero svolte da un numero così piccolo di volontari.

Oggi la sede è aperta ad interessati e appassionati ogni lunedì sera. La principale attività continua ad essere quella legata all’incremento e ordinamento dell’archivio, che cresce costantemente anno dopo anno, così come le scaffalature e le librerie che lo contengono.

Almeno un paio di volte l’anno si tengono incontri divulgativi. Nel 2019 sono stati dedicati, ad esempio, a storie e leggende del Monte Musinè e alla presentazione di un complesso caso di abduction seguito recentemente.

Lo spazio fisico della sede ha in sostanza permesso agli ufologi torinesi (e non solo) di avere per quarant’anni un punto di riferimento costante, una “casa” accogliente nella quale trovare informazioni, dati ma anche amicizia e solidarietà.

E’ con questo spirito che guardiamo avanti, ricordando che questa sede è aperta a tutti e rappresenta un patrimonio non solo del CISU ma a disposizione di tutta l’ufologia.

– – –

Nelle foto al centro: alcuni dei partecipanti al primo incontro interregionale del CUN, tenutosi il 4/11/1979 presso la sede torinese. Si riconoscono fra gli altri Antonio Chiumiento, Paolo Fiorino, Paolo Toselli.

Nelle foto in basso: l’emeroteca (periodici italiani e stranieri) e la biblioteca (libri in italiano).

Convegni nazionali del CISU

0) 29/06/1986 Bologna – Attività di archiviazione e catalogazione della casistica italiana микрозаймы до зарплаты онлайн
1) 29/11/1986 Roma – Gli incontri ravvicinati del terzo tipo e il loro ruolo nello studio del fenomeno UFO
2) 20/06/1987 Torino – Quarant’anni di UFO: per un approccio scientifico del fenomeno
3) 24/06/1989 Bologna – Lo stato attuale della ricerca ufologica: attività in corso e progetti di studio
4) 13/10/1990 Bologna – L’ufologia degli anni ’80: bilancio e prospettive
5) 23/11/1991 Roma – 90 anni di avvistamenti UFO in Italia
6) 28/11/1992 Bologna – La casistica ufologica: avvistamenti, indagini e analisi
7) 27/11/1993 Bologna – L’indagine ufologica
8) 05/11/1994 Bologna – UFO e ufologia oggi: riflessioni epistemologiche
9) 18/11/1995 Roma – Dieci anni di CISU
10) 04/05/1996 Treviso – UFO: la presenza di un fenomeno – Verso una divulgazione corretta e scientifica
11) 20/11/1996 Roma – Quale ufologia ufficiale?
12) 22/11/1997 Bologna – L’ufologia come attività di ricerca: i progetti di catalogo e di studio in seno al CISU
13) 30/05/1998 Firenze – Il fenomeno ’78 vent’anni dopo
14) 30/05/1999 Firenze – Quale ufologia per il 2000?
15) 29/04/2000 Arezzo – L’indagine sugli avvistamenti UFO
16) 13/10/2001 San Giovanni in Persiceto – Fenomeni luminosi in atmosfera e ufologia strumentale: nuove strade per la ricerca?
17) 23/11/2002 Firenze – CISU 2002: progetti, indagini ed attività in corso
18) 28/09/2003 Viterbo – Su cose che si vedono in cielo: lo studio dei fenomeni UFO
19) 02/10/2004 Bologna – Pensare il non identificato
20) 28/05/2005 Rimini – Ondate, flap, casi sporadici: a quali regole obbedisce il fenomeno UFO?
21) 07/10/2006 Firenze – Ufologia di oggi e di domani: nuovi e vecchi approcci alla ricerca a confronto
22) 23/06/2007 Saint Vincent – 1947-2007: Sessant’anni di UFO
23) 25/10/2008 Firenze – Lo stato attuale della ricerca ufologica in Italia e nel mondo
24) 14/11/2009 Bologna – I nuovi UFO del terzo millennio
25) 13/11/2010 Terni – UFO: uno sguardo diverso
26) 12/11/2011 Torino – 150 anni di UFO in Italia
27) 10/11/2012 Firenze – Se potessi avere 100.000 euro: idee e progetti in cerca di finanziatori
28) 23/11/2013 Milano – Il CISU sul ring
29) 22/11/2014 Bologna – Dopo il CAIPAN 2014
30) 21/11/2015 Torino – Pagine di ufologia
31) 05/11/2016 Bologna – Fare storia con gli UFO
32) 07/10/2017 Torino – UfoSettanta 1947-2017: Dai dischi volanti all’ufologia scientifica
33) 11/11/2018 Bologna – L’ondata del 1978 diventa storia: Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record
34) 23/11/2019 Bologna – Gli Ufo del Pentagono: Il caso del secolo o una nuova “grande illusione”?

34° Convegno nazionale di ufologia: gli UFO del Pentagono: il caso del secolo o una nuova “grande illusione”? (Bologna, 23 novembre 2019)

срочные займы онлайн без справок и поручителей займ без проверок без звонков на киви

Nelle ultime settimane gli “UFO del Pentagono” sono diventati un argomento di grande interesse con articoli di rilievo su quotidiani e periodici, servizi televisivi ecc.

Ciò che ha catalizzato l’attenzione dei mass-media sono state le dichiarazioni della Marina degli Stati Uniti che hanno confermato la veridicità di tre filmati di oggetti ripresi negli scorsi anni da loro mezzi aerei e il fatto che i casi, in sostanza, siano rimasti “non identificati”.

Questi fatti sono però gli ultimi elementi di una catena di eventi che inizia ben prima e che vede coinvolti ambienti militari e politici statunitensi, commissioni segrete del Pentagono, enti privati molto attenti al business e un poderoso programma di comunicazione che ha ora usato come elemento centrale i filmati di cui oggi tanto si parla ma che sono di pubblico dominio da oltre due anni.

In realtà le discussioni, i dibattiti e le polemiche che si stanno sviluppando attorno a questi video e al reale coinvolgimento delle forze armate americane non  sono una cosa nuova, ma – anzi – il coinvolgimento della difesa degli Stati Uniti con le problematiche ufologiche risale ai tempi di Kenneth Arnold con le prime commissioni di studio ufficiali degli Anni ’50 e i primi sospetti su veri o presunti segreti occultati dal Pentagono.

Anche il parlare di casi “non identificati” non sembra una vera e propria novità. Avvistamenti e inseguimenti da parte di piloti militari, rilevamenti radar, velocità “impossibili”, ammissioni da parte dei portavoce dell’ U.S. Air Force:  tutti fatti che si sono ripetuti molte volte, da oltre sessant’anni, suscitando ogni volta la speranza degli appassionati che si stesse per arrivare alla “rivelazione della verità”.

C’è poi da considerare che negli ultimi anni c’è stato  un gran numero di rilasci di documenti ufficiali  sugli UFO da parte delle autorità di Paesi di ogni parte del mondo. In questi dossier non si fa difficoltà a trovare casi non identificati e di grande rilevanza, senza che questo abbia causato particolari conseguenze o clamori.

Cosa c’è oggi di nuovo e di diverso nei video della Marina USA e nei suoi comunicati? Siamo davvero di fronte ad un riconoscimento “ufficiale” del fenomeno UFO e dalla sua natura non convenzionale oppure ci troviamo davanti all’ennesimo fuoco di paglia, alla nuova “grande illusione” che la soluzione del mistero UFO sia finalmente dietro l’angolo?

Occorre piuttosto fare chiarezza sull’origine e sui contenuti di queste documentazioni e, soprattutto, su come questi casi siano usciti dal Pentagono. E’ poi necessario comprendere la natura di alcuni movimenti attorno a tutta la vicenda, che sembrano creati ad arte con finalità poco trasparenti.

Per approfondire questi argomenti è stato deciso di farne il tema centrale del prossimo convegno annuale del CISU che si svolgerà a Bologna sabato 23 novembre 2019. Si tratterà di un incontro di studio e discussione, riservato agli iscritti al CISU. Chi altri desiderasse partecipare può farne richiesta alla segreteria del Centro.

– – –

Nell’illustrazione in evidenza: fotogramma tratto dal filmato ripreso da uno dei piloti della U.S. Navy.

Nell’immagine in centro articolo: come i giornali di tutto il mondo riportarono l’annuncio ufficiale dei clamorosi avvistamenti, rilevamenti radar, velocità impossibili e inseguimenti inutili da parte dell’U.S. Air Force nel 1965. Nil sub sole novi…