Hynek: 40 anni dalla morte

Esattamente quarant’anni fa, il 27 aprile 1986, moriva l’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek, a lungo portabandiera dell’ufologia di orientamento scientifico. Lo ricordiamo con una sintesi dei suoi viaggi in Italia nella prima metà degli anni ’80, quando diversi di noi ebbero occasione di incontrarlo.

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Dopo la clamorosa visita in Italia dal 18 al 21 maggio 1978, per promuovere l’edizione italiana del suo libro Rapporto sugli UFO (Mondadori) e partecipare al 6° Congresso dei gruppi di ricerca del Giornale dei misteri a Firenze, Joseph Allen Hynek venne nel nostro paese per ragioni ufologiche altre quattro volte.

Della prima esiste pochissima documentazione e non di prima mano: stando ai giornali romani, partecipò al II Festival internazionale dei poeti, organizzato dall’Assessorato alla cultura del Comune di Roma, con una conferenza su “La sfida dell’intelligenza extraterrestre”, nella serata dedicata all’astronomia (relatori anche Marcello Fulchignoni e Franco Pacini, il 23 luglio 1980), seguita da un folto pubblico.

La seconda fu nel gennaio 1983, ospite della RAI sul TG2 dell’8 gennaio e poi nel programma pomeridiano Il dado magico, condotto da Peter Kolosimo, oltre che intervistato dall’ANSA per un comunicato stampa poi diffuso il 13 gennaio.

L’anno successivo Hynek tornò in Italia ben due volte, a distanza di pochi mesi. Sempre per un programma RAI, venne a Roma il 12 e 13 marzo 1984, facendo due apparizioni nel programma di Enrica Bonaccorti e Mino Damato, Italia sera, partecipando ad un incontro con la sezione romana del CUN (presenti tra gli altri Stefano Innocenti e Massimo Pigliucci), per poi trasferirsi a Torino il 14, dove chi scrive gli organizzò un’intervista su Stampa Sera, una cena sociale con la sezione torinese (alla quale parteciparono fra gli altri Gianni Settimo, Camillo Michieletto, Gian Paolo Grassino, Edoardo Russo) e la visita alla nostra sede in via Briccarello 6, che all’epoca ospitava la segreteria e gli archivi del Centro Ufologico Nazionale.

La seconda volta fu pochi mesi dopo, per partecipare come ospite d’onore al 3° Convegno nazionale del CUN, tenutosi dal 4 al 6 maggio presso la Fiera internazionale di Genova.
Di quella doppia visita in Italia Hynek scrisse un resoconto, pubblicato sull’International UFO Reporter, ricco di complimenti per «la portata del lavoro, l’organizzazione e soprattutto il gruppo così piccolo di volontari che riescono a fare così tanto», dilungandosi sulle varie attività, pubblicazioni e persone (le stesse che alla fine dell’anno successivo prenderanno una diversa strada: quella del Centro Italiano Studi Ufologici).

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Nella foto, dall’alto in basso:
– J. Allen Hynek fotografato a Torino (14 marzo 1984)

– Hynek al congresso di Firenze (20 maggio 1978) insieme al giornalista e interprete Paul House [foto di Mario Cerrato]
– la firma di Hynek sul libro degli ospiti e delle presenze nella nostra sede (14 marzo 1984)
– J. Allen Hynek con Antonio Ribera a Genova (6 maggio 1984)

 

 

 

UFO a Roma sulla strada del mare

La notte del 3 marzo scorso, intorno alle ore 22, una guardia giurata che si sta recando al lavoro percorrendo in auto la strada a scorrimento veloce (Cristoforo Colombo) che unisce Roma a Ostia, nota alcune luci in cielo all’altezza dell’EUR. срочный круглосуточный займ онлайн

Si tratta di tre luci rosse, osservate dapprima in lontananza e attribuite ad uno stesso oggetto volante. Mentre continua a procedere, il testimone  ha l’impressione che l’oggetto stia procedendo ad una velocità costante con moto uniforme, molto vicino alla sua sinistra. Per guardarlo meglio, abbassa il finestrino e lo osserva mentre l’oggetto lo sorvola lentamente in diagonale, come se gli tagliasse la strada. Non potendosi fermare in quel tratto di strada, l’uomo nota nel buio quello  che definisce un contorno pentagonale di un oggetto che gli sembra decisamente piatto, con una dimensione apparente pari a due volte l’ampiezza della Luna piena e dimensioni reali che lui stima all’incirca 5 metri di lunghezza, ad un’altezza di un centinaio di metri. L’avvistamento dura in tutto un minuto circa, iniziando da sud e finendo a nord. Il cielo è sereno e la Luna non si vede (in effetti compare un’ora più tardi).

I nostri archivi contengono numerose testimonianze da parte di guardie giurate notturne, che proprio per il lavoro che fanno hanno non poche probabilità di osservare fenomeni ufologici: sono ben 138 i casi nel catalogo specialistico curato per il CISU da Camillo Michieletto. Per quanto riguarda le condizioni ambientali, non pochi avvistamenti da parte di automobilisti, soprattutto se avvenuti su strade fuori città, riportano qualche effetto su motori e apparati elettrici dell’auto (perdita di colpi, addirittura spegnimento del motore, oppure spegnimento o abbassamento dei fari). In questo caso, nulla di tutto ciò. C’è da dire però che questi fenomeni stanno diventando sempre più rari nella casistica moderna: 85 casi italiani censiti nell’EmCat, il  catalogo degli effetti elettromagnetici prodotti dagli UFO, fino al 1999, contro 4 casi solamente negli ultimi vent’anni.

La spiegazione più semplice dell’avvistamento fuori Roma sembrerebbe quella di un aereo in avvicinamento all’aeroporto di Fiumicino. il testimone descrive tre luci dello stesso colore, ma in particolari condizioni meteo (ad esempio in caso di  foschia) i colori potrebbero essere alterati. Il dubbio viene   per il riferimento alla forma pentagonale dell’oggetto, che potrebbe indicare piuttosto la sagoma di un ultraleggero visto lateralmente. In questa seconda ipotesi, al di là della strana disposizione delle luci, mancherebbe però il rumore del motore che, benché attutito dall’abitacolo dell’automobile nella prima parte dell’osservazione, avrebbe dovuto sentirsi quando il guidatore ha abbassato il finestrino. Per le stesse ragioni, anche l’ipotesi (avanzata dallo stesso testimone) che potesse trattarsi di un drone di grandi dimensioni (non certo di un piccolo quadricottero radiocomandato) presenta incongruenze con parte della descrizione.

Al momento non risulta ci siano stati altri testimoni, nonostante la strada in questione sia abbastanza trafficata anche nelle ore notturne, e per questo motivo non possiamo andare oltre con le ipotesi.

 

L’ondata del 1978 al convegno del CUN

Sabato 27 ottobre si è tenuto a Roma il consueto convegno autunnale organizzato dal Centro Ufologico Nazionale (CUN), che quest’anno ha visto come attrazione principale la partecipazione dell’americano Luis Elizondo, già responsabile dell’AATIP (il “Progetto di identificazione delle minacce aerospaziali avanzate” che all’interno del Pentagono si è occupato anche di UFO tra il 2007 e il 2012) ed ora direttore della TTSA (l'”Accademia di arti e scienze Verso le stelle”, creata dall’ex cantante Tom DeLonge, anch’egli presente a Roma per l’occasione). займы без отказа 100 процентов

Fra i relatori che al mattino hanno preceduto l’esposizione pomeridiana degli ospiti d’Oltreoceano, è toccato a Edoardo Russo (segretario del CISU) presentare una relazione intitolata “1978: un’ondata solo italiana?”.

Dopo una sintetica esposizione sull’eccezionalità di quell’annata nel nostro paese (quanto a numero di avvistamenti UFO, di incontri ravvicinati, di notizie sui giornali, di programmi radio-televisivi, di attività ed eventi ufologici in genere), il relatore ha evidenziato come tale ondata abbia riguardato quasi solo l’Italia, a differenza delle altre nazioni europee e dei principali paesi extra-europei, ed abbia avuto dimensioni uniche sia nel confronto con l’estero sia rispetto agli anni precedenti e successivi.

La relazione ha suscitato un inaspettato interesse mediatico, tradottosi in un’intervista al TG2 RAI che proprio al tema dell’ondata 1978 ha dedicato il titolo del servizio andato in onda il giorno successivo alle ore 13.