I trenini Starlink e l’effetto Dunning-Kruger


Alcuni passaggi ravvicinati dei lotti di satelliti artificiali Starlink 17-52 e 17-53 lanciati da SpaceX sono stati osservati da moltissime persone sulla nostra penisola le notti del 3, 4 e 5 agosto 2026. Il 17-53 in particolare, lanciato martedì 4 agosto 2026, ha offerto un passaggio particolarmente luminoso e compatto nelle serate del 4 e del 5 agosto (attorno alle ore 21:41), favorendo più nello specifico le regioni tirreniche e la Pianura Padana. Appena rilasciati in orbita bassa, i satelliti hanno viaggiato estremamente compatti in fila indiana, creando l’illusione ottica di un unico oggetto allungato a forma di “sigaro” o “siluro” luminoso. Le condizioni meteorologiche in cui si sono palesati, cielo sereno e molta umidità, hanno fatto in modo che non si vedesse il solito spettacolo, ovvero puntini luminosi allineati: due di questi punti — infatti — sembravano avere dimensioni e colori differenti, confondendo le idee a osservatori non troppo avvezzi a quanto succede attorno al pianeta. Sono subito apparsi moltissimi post sui vari gruppi social, come quelli su Facebook dove sono iscritti centinaia di migliaia di ufofili.

Un buon numero di questi messaggi descrivevano un ‘tubo luminoso’ o ‘un’astronave a forma di sigaro’ con oblò luminosi. Al ribattere di quanti avevano capito che la causa di questi avvistamenti fossero i soliti satelliti, chi credeva all’ipotesi extraterrestre dell’avvistamento affermavano di conoscere bene gli Starlink avendoli già visti in passato e che questi erano ben diversi proprio perché ‘i puntini’ non erano visibili come al solito. A esagerare e corroborare questa delirante spiegazione vi è stata la circolazione dell’elaborazione di un’immagine IA, mossa, dell’evento. L’IA ha valutato il movimento tremolante della foto come un corpo tridimensionale cilindrico.

Inoltre, vi è stata la coincidenza con un fenomeno meteorico la sera del 3 agosto (intorno alle 22:58), quando i cieli italiani sono stati attraversati anche da un bolide luminosissimo di colore verde brillante. La sovrapposizione visiva di questi due eventi straordinari nel giro di poche ore ha scatenato una vera e propria pioggia di segnalazioni e allarmi UFO sui social network in tutta Italia.

Subito è quindi scattata la teoria del complotto nei vari commenti, la cui tesi viene presa in considerazione a causa di alcuni fattori che hanno creato l’illusione ottica facendo pensare a un ‘sigaro volante’ come quelli degli anni 50.

Questi i motivi che l’hanno causata:

  • Formazione a “trenino” (String of Pearls): Subito dopo il rilascio dal secondo stadio del razzo Falcon 9, i satelliti Starlink (da 20 a 60 dispositivi) sono impacchettati e viaggiano vicinissimi in orbita bassa (LEO – Low Earth Orbit).
  • Risoluzione e saturazione dell’occhio/fotocamera: a centinaia di chilometri di altezza, l’occhio umano (e così anche la fotocamera di uno smartphone di notte) non distingue i singoli punti luminosi molto vicini. L’effetto della sovraesposizione fonde i punti in una scia uniforme continua: una striscia di luce allungata che ricorda la forma di un sigaro o di un cilindro.
  • Geometria della luce solare: i satelliti riflettono la luce del Sole quando questo è sotto l’orizzonte per chi sta a terra (alba/tramonto), rendendo la scia brillantissima contro il cielo buio.

 

La trappola del complotto e l’effetto Dunning-Kruger

Ciò che ha reso la vicenda molto interessante dal punto di vista sociologico, non è tanto il fenomeno astronomico in sé — ormai di routine con decine di lanci all’anno — quanto la reazione di una fascia d’utenza che rifiuta la spiegazione scientifica.

I fautori del “sigaro extraterrestre” cadono regolarmente nell’effetto Dunning-Kruger: meno si conosce una materia (in questo caso la meccanica orbitale e l’ottica), più si è convinti di aver capito ciò che agli altri sfugge. L’argomentazione tipica secondo cui “gli Starlink sono punti staccati, questo invece era un pezzo unico” dimostra semplicemente di non sapere che i satelliti si disperdono lungo l’orbita nel corso di diverse settimane e che la forma a “trenino compatto” è caratteristica esclusiva dei primi giorni dopo il lancio.

Eppure sarebbe semplice controllare la presenza dei satelliti proprio nel punto in cui vengono controllati quegli (all’apparenza) strani fenomeni.

Nell’era dell’informazione, la verifica richiede meno di dieci secondi. I lanci di SpaceX sono pubblici, così come le coordinate orbitali di qualsiasi oggetto lanciato nello spazio. Applicazioni e siti web gratuiti come Heavens-Above o FindStarlink mostrano in tempo reale la posizione dei satelliti e prevedono i passaggi visibili sopra ogni città italiana.

Comunque gli appassionati avvistatori di UFO non sono soli: lo stesso fenomeno è stato interpretato come avvistamento di un bolide da parte di altrettanti appassionati avvistatori di meteore, che hanno inviato decine di segnalazioni, fotografie e filmati alla rete PRISMA, affiliata all’International Meteor Organisation. La quale, esattamente come facciamo noi, le raccoglie, cataloga, analizza e… identifica.

 

 

 

Tre dischi volanti sulla Tuscia

Tra gli avvistamenti segnalati al CISU nel primo trimestre del 2021, pochi meritano di essere raccontati ed esaminati in dettaglio.  Due di questi sono, fra loro correlati nel tempo e nello spazio, sono avvenuti a febbraio in provincia di Viterbo. микрозайм без процентов и отказов на карту

Giovedì 11, alle ore 20,  un automobilista nei pressi di Tuscania osserva un oggetto di “forma sferica piatta con luci verdi tutte intorno al suo perimetro ed una luce bianca nel centro” più grande della Luna piena (che non è visibile nel cielo sereno). Nell’arco di pochi secondi l’oggetto si allontana con  luminosità fissa e moto uniforme al di sopra della Strada Castel di Salce, senza nessun rumore.

Esattamente una settimana dopo, giovedì 18 febbraio, sempre alle ore 20, una signora di Montefiascone che sta cucinando sente chiedere ad alta voce dalla figlia, che si trova nella sua cameretta, cosa sia il forte rumore che proviene dall’esterno. Uscita per controllare, la donna e le sue due figlie osservano due grandi dischi rotondi, ad un’altezza come quella a cui volano gli elicotteri. Tutt’intorno al bordo dei dischi si vedono luci verdi vicine tra loro, come fossero faretti ma senza fasci di luce, ben distinti e distinguibili nel cielo sereno e senza Luna. Inoltre è visibile un’altra luce più in alto, piccola e rossa. Il movimento degli oggetti è uniforme da est a ovest, dove scompaiono dopo circa 45 secondi, accompagnati da un rumore simile a quello di elicotteri, ma non proprio lo stesso. Nei giorni successivi viene a sapere che anche altri compaesani hanno udito il forte rumore,  senza però vedere nulla.

Sono evidenti lo somiglianze fra i due avvistamenti, avvenute in due zone abbastanza vicine in linea d’aria: le luci perimetrali ed una centrale, di colori simili. Diverse invece le segnalazioni circa l’aspetto uditivo: silenziosa la prima, rumorosa la seconda. La prima ipotesi che viene in mente è quella di elicotteri militari, specialmente per il secondo caso.  Non solo per il rumore  che sembrava quello di un elicottero, ma anche per le dimensioni e la quota. Ci risulta infatti che lungo quel percorso  (la rotta denominata “Romeo53”) ci sono voli diurni e notturni di elicotteri militari che hanno luci verdognole sulla pale del rotore orizzontale ed una luce centrale. Si tratta di elicotteri stealth che, oltre ad avere una minore traccia radar, hanno anche degli schermi che attutiscono il rumore delle pale, costruite in materiale composito.

Un primo problema per questa ipotesi sta però nel fatto che le luci sulle pale, una volta in veloce rotazione, risultano come un’aureola luminosa e non come punti fissi o in movimento, a meno che si tratti di luci pulsanti stroboscopiche, che possono sembrare fisse o in lento movimento.

Un secondo problema riguarda invece il primo caso:  il rumore non si sentiva, anche se non è detto non ci sia stato e non sia stato percepito a causa delle condizioni ambientali (ad esempio un forte vento in direzione contraria).

Casi risolti quindi? Non è detto, in quanto come si è visto non tutti i particolari delle testimonianze combaciano con l’ipotesi esplicativa più probabile. Rimangono quindi casi aperti, nella speranza che ci arrivino altre testimonianze.

 

 

 

 

UFO a Roma sulla strada del mare

La notte del 3 marzo scorso, intorno alle ore 22, una guardia giurata che si sta recando al lavoro percorrendo in auto la strada a scorrimento veloce (Cristoforo Colombo) che unisce Roma a Ostia, nota alcune luci in cielo all’altezza dell’EUR. срочный круглосуточный займ онлайн

Si tratta di tre luci rosse, osservate dapprima in lontananza e attribuite ad uno stesso oggetto volante. Mentre continua a procedere, il testimone  ha l’impressione che l’oggetto stia procedendo ad una velocità costante con moto uniforme, molto vicino alla sua sinistra. Per guardarlo meglio, abbassa il finestrino e lo osserva mentre l’oggetto lo sorvola lentamente in diagonale, come se gli tagliasse la strada. Non potendosi fermare in quel tratto di strada, l’uomo nota nel buio quello  che definisce un contorno pentagonale di un oggetto che gli sembra decisamente piatto, con una dimensione apparente pari a due volte l’ampiezza della Luna piena e dimensioni reali che lui stima all’incirca 5 metri di lunghezza, ad un’altezza di un centinaio di metri. L’avvistamento dura in tutto un minuto circa, iniziando da sud e finendo a nord. Il cielo è sereno e la Luna non si vede (in effetti compare un’ora più tardi).

I nostri archivi contengono numerose testimonianze da parte di guardie giurate notturne, che proprio per il lavoro che fanno hanno non poche probabilità di osservare fenomeni ufologici: sono ben 138 i casi nel catalogo specialistico curato per il CISU da Camillo Michieletto. Per quanto riguarda le condizioni ambientali, non pochi avvistamenti da parte di automobilisti, soprattutto se avvenuti su strade fuori città, riportano qualche effetto su motori e apparati elettrici dell’auto (perdita di colpi, addirittura spegnimento del motore, oppure spegnimento o abbassamento dei fari). In questo caso, nulla di tutto ciò. C’è da dire però che questi fenomeni stanno diventando sempre più rari nella casistica moderna: 85 casi italiani censiti nell’EmCat, il  catalogo degli effetti elettromagnetici prodotti dagli UFO, fino al 1999, contro 4 casi solamente negli ultimi vent’anni.

La spiegazione più semplice dell’avvistamento fuori Roma sembrerebbe quella di un aereo in avvicinamento all’aeroporto di Fiumicino. il testimone descrive tre luci dello stesso colore, ma in particolari condizioni meteo (ad esempio in caso di  foschia) i colori potrebbero essere alterati. Il dubbio viene   per il riferimento alla forma pentagonale dell’oggetto, che potrebbe indicare piuttosto la sagoma di un ultraleggero visto lateralmente. In questa seconda ipotesi, al di là della strana disposizione delle luci, mancherebbe però il rumore del motore che, benché attutito dall’abitacolo dell’automobile nella prima parte dell’osservazione, avrebbe dovuto sentirsi quando il guidatore ha abbassato il finestrino. Per le stesse ragioni, anche l’ipotesi (avanzata dallo stesso testimone) che potesse trattarsi di un drone di grandi dimensioni (non certo di un piccolo quadricottero radiocomandato) presenta incongruenze con parte della descrizione.

Al momento non risulta ci siano stati altri testimoni, nonostante la strada in questione sia abbastanza trafficata anche nelle ore notturne, e per questo motivo non possiamo andare oltre con le ipotesi.