I nostri primi 40 anni

Il 15 dicembre 1985 nasceva ufficialmente il Centro Italiano Studi Ufologici, che oggi compie quindi quarant’anni.

Si tratta di quattro decenni di lavoro, di iniziative, di crescita e di obiettivi importanti. Come socio fondatore del CISU, vorrei cogliere l’occasione e fare qualche cenno di inquadramento storico, per far capire come e perché è nata la nostra associazione.

L’UFOLOGIA DEGLI ANNI 70

Già guardando le date di nascita del gruppetto di soci fondatori e di quelli che si sono subito aggiunti per dare vita al CISU ci si può rendere conto che per la maggior parte facevamo parte di quella che potremmo definire l’ “ufologia dei boomers”, nati tra la fine degli Anni 50 e l’inizio dei 60, che hanno iniziato ad avvicinarsi all’argomento da giovanissimi, nel corso degli Anni 70.

Quello dei 70 fu per l’ufologia un decennio rivoluzionario, che ha portato un cambiamento fondamentale nel modo di guardare al fenomeno e nel come studiarlo.

Sono gli anni che, prima negli Stati Uniti prima e in poi Europa, hanno videro affermarsi quella che è stata definita come “ufologia scientifica” perché iniziava a guardare all’approccio scientifico come unico possibile per studiare un fenomeno nuovo che, apparentemente, non sembrava rientrare nei canoni della scienza.

Nel 1972 l’astronomo Joseph Allen Hynek pubblicava il suo fondamentale libro “The UFO Experience – A Scientific Inquiry”, dove venne presentata la sua classificazione degli avvistamenti UFO e sin dal titolo spiegava da che parte voleva portare l’ufologia.

E pochi anni prima un altro astronomo, Jacques Vallée, se da una parte proponeva la sua ipotesi parafisica, dall’altra realizzava i primi database e le prime analisi informatiche dei dati.

Il decennio si chiudeva con due momenti storici: nel 1977 in Francia nasceva il primo gruppo ufficiale di studio scientifico degli UFO in Europa (il GEPAN, oggi ancora attivo) e nel 1978 aveva luogo la presentazione presso l’assemblea dell’ONU delle tematiche ufologiche da parte dei citati Hynek e Vallée.

Quello che avvenne fu quindi un cambiamento significativo: si passava dall’ufologia di degli albori, quella che aveva come obiettivo quello di “testimoniare” che i dischi volanti esistevano ed erano sostanzialmente visitatori extraterrestri, alla consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa di più complesso, ad un “fenomeno UFO” che – come tutto quello che ci circonda – poteva e doveva essere studiato con le metodologie della scienza. Quelli che prima erano stati appassionati (o veri e propri “propagandisti“) iniziavano a diventare dei ricercatori, degli studiosi.

E IN ITALIA?

Nel nostro Paese la situazione era un po’ diversa.

Gli Anni 70 furono caratterizzati da un grande e diffuso interesse per l’insolito e il mistero in tutte le sue declinazioni, quindi anche per l’ufologia, che ne costituiva la parte più “moderna” ed attuale rispetto ad altre tematiche più classiche (esoterismo, parapsicologia, spiritismo, ecc.). Si tratta di quella che nel suo libro “Italia lunare” Fabio Camilletti ha definito come “occultura” e che vedeva come portavoce più significativo il mensile Il Giornale dei Misteri, che iniziò le sue pubblicazioni nel 1971.

Quel tipo di interesse si andò a saldare con la voglia di stare insieme, di fare gruppo e di associarsi che caratterizzò gli anni del post-Sessantotto in modo trasversale, dalla politica, all’impegno sociale all’associazionismo di ogni genere.

Ecco quindi la creazione di centinaia di gruppi e gruppetti che, sotto l’influenza di un modello promosso proprio dal Giornale dei Misteri, nacquero in tutta Italia e si attivarono a raccogliere avvistamenti, fare conferenze, sky-watch e mille altre attività, portate avanti in modo molto partecipato ma spesso ingenuo e senza adeguate basi metodologiche.

Erano circa 600 i gruppi elencati a metà degli Anni 70 sulle pagine del GdM che dichiaravano di occuparsi anche o solo di ufologia ed ebbero la fortunata sorte di essere attivi in un decennio di continua crescita degli avvistamenti ufologici, sia nel numero di segnalazioni, sia nella stranezza-credibilità dei casi. Non a caso il decennio si concluse con il boom di avvistamenti nel 1978, che in Italia ricordiamo anche come l’“anno degli umanoidi“ per i tanti casi di incontri ravvicinati del terzo tipo.

A fronte di questo iper-attivismo giovanile, le preesistenti realtà associative nazionali sembravano un po’ latitare. La Sezione Ufologica Fiorentina (SUF) aveva la sua rete di rappresentanti locali presi tra i gruppi del GdM ma non si strutturò mai come vera e propria organizzazione nazionale.

Dall’altra parte il Centro Ufologico Nazionale (CUN), nato nel 1965 con l’ingombrante denominazione di “Centro Unico Nazionale per lo studio dei fenomeni ritenuti di natura extraterrestre”, rappresentava anche anagraficamente la vecchia fase dell’ufologia e sembrava poco attratto dagli echi delle nuove tendenze d’oltreoceano. Per adeguarsi ai tempi, il CUN era riuscito a portare al suo interno alcune delle realtà emerse dai gruppi giovanili locali, ma restava distante dal mondo dei nuovi appassionati senza peraltro presentare quelle strutture (archivi, rete di inquirenti, iniziative strutturate) che erano invece il biglietto da visita delle altre associazioni americane ed europee.

NEL CENTRO NAZIONALE

In questo tipo di scenario la spinta che veniva dal basso, dai ragazzi (noi, all’epoca) che vedevano la necessità di cambiamenti radicali che mettessero a frutto il proprio entusiasmo, portò in primo momento (tra il 1977 e il 1978) a costituire delle Federazioni Ufologiche Regionali per avere uno strumento di collaborazione e coordinamento tra i vari gruppi.

Con il finire del 1978, quindi a cavallo dell’eccezionale ondata di quell’anno, il CUN riuscì per la prima volta a portare in edicola una rivista mensile interamente dedicata all’ufologia e questo fatto funzionò da catalizzatore per molte cose. I giovani delle FUR videro la possibilità di portare la propria vitalità all’interno di un CUN che sembrava in quel momento in grado di aprirsi e rinnovarsi.

Fu così che entrammo a far parte del centro nazionale con l’intento di cambiarlo, di farne una Associazione con la “A” maiuscola, di usarne la struttura per svolgere in modo coordinato le attività di indagine e studio che fino al quel momento non erano state adeguatamente implementate.

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Nella foto a sinistra: riunione delle sezioni CUN a Firenze, 15/09/1979: si riconoscono Roberto Pinotti, Roberto Farabone, Renzo Cabassi, Antonio Chiumiento, Corrado Malanga, Paolo Mercuri, Gian Paolo Grassino.

 

 

 

 

 

 

Nella foto a destra: Edoardo Russo, Umberto Telarico, Gianfranco Neri, Paolo Toselli a casa di Pinotti (1979)

 

 

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Gli anni dal 1979 al 1985 furono quindi un periodo molto vivace, che vide l’attivazione di molte iniziative prima in sonno o del tutto assenti.

Vennero riattivati e venne dato nuovo impulso agli archivi centrali del CUN, la “Banca Dati Ufologica” che all’epoca consisteva in due tristi scaffalature ospitate in un corridoio nell’ufficio dell’allora presidente. Grazie anche al fatto che il gruppo torinese, autotassandosi, aveva preso in affitto una piccola sede, in poco tempo l’archivio cominciò ad avere una sua consistenza e a generare attorno ad esso attività, raccolta di informazioni e ricerca.

Venne avviato un progetto di raccolta della casistica su basi regionali, fu rivitalizzata una circolare interna di collegamento e più in generale il contributo di vitalità che volevamo portare stimolò tante nuove e vecchie iniziative, tra le quali il “Manuale di metodologia d’indagine ufologica” che, sulla base di simili iniziative straniere, forniva una base imprescindibile per la raccolta strutturata delle testimonianze di avvistamento.

Ma il numero di nuove attività e iniziative da parte di questa nuova generazione è lunghissimo: si può vederne una sintesi illustrata cliccando qui.

Purtroppo però restavano profonde differenze di visione con il vecchio gruppo dirigente che, anche a causa di personalismi ancora oggi ben evidenti, finirono per dare priorità ad obiettivi diversi e a minare quello spirito di rinnovamento che era stato alla base del nostro ingresso nel CUN.

Dopo mesi di contrapposizioni laceranti, alla fine del 1985 valutammo che non c’erano più gli spazi per fare della buona ufologia all’interno della vecchia associazione e decidemmo di crearne una nuova, con un’impostazione più moderna ed efficiente, che desse spazio alle molte iniziative che coltivavamo e rendevamo concrete ormai da anni.

[continua nella seconda parte]

I fatti salienti del 2022 in Europa

Il Center for UFO Studies è la storica organizzazione americana a lungo diretta dall’astronomo  J. Allen Hynek e  rappresenta il punto di riferimento per l’ufologia scientifica americana. Gli attuali componenti del CUFOS   si incontrano una o due volte all’anno per scambiarsi informazioni e documentazione.

 

L’ultima riunione si è tenuta sabato 20 maggio, con un collegamento da remoto che quest’anno per la prima volta è stato esteso ad alcuni ufologi europei che fanno parte del collettivo EuroUfo.net

Per l’occasione il Centro Italiano Studi Ufologici aveva  chiesto ai colleghi  europei di indicare quale fatto o evento saliente ritenessero quello principale dell’anno 2022 nel loro paese,  allo scopo di fornire ai colleghi americani una breve presentazione riassuntiva, la cui versione in italiano è visionabile sul canale YouTube del CISU.

La domanda era: “se vi venisse chiesto di dire quale evento UFO o ufologico (notizia, studio, pubblicazione, avvistamento, incontro) sia stato quello più importante o rilevante nel vostro paese nel 2022, quale scegliereste?”

Hanno risposto una decina di esponenti delle varie organizzazioni ufologiche europee.

Per il Belgio, il fatto saliente  è stato il conferimento del Premio “La sesta vite”, messo annualmente in palio dall’organizzazione STEPP per premiare chi meglio studia  in maniera scientifica i fenomeni misteriosi: il premio è stato conferito agli ufologi del Belgisch UFO-Meldpunt, che per la parte di lingua fiamminga di quel paese  raccoglie e analizza testimonianze di avvistamento, raccogliendole poi  un rapporto annuale.

 

 

 

Per  la Danimarca è stata la pubblicazione di un libro da parte del SUFOI (Skandinavisk UFO Information), intitolato “Gli X-files danesi” a firma di Ole Henningsen, che dal 2019 ha esaminato gli archivi ufologici dell’Aeronautica Militare di quel paese.

 

 

Il fatto ufologico più importante del 2022 in Francia  è stato indubbiamente il seminario CAIPAN-2, organizzato dal noto  Gruppo di studio sui fenomeni aerospaziali non identificati (GEIPAN) che opera all’interno del Centro nazionale di studi spaziali (CNES) per raccogliere le testimonianze di cittadini francesi,  le analizza  e pubblica i risultati. Si è trattato della seconda edizione di questo convegno a porte chiuse, riservato a un centinaio di scienziati, tecnici e  ufologi di orientamento scientifico, prevalentemente francesi  ma con la presenza e la partecipazione anche di ufologi e scienziati  europei e americani.

 

Per la Germania la scelta è invece caduta sul convegno organizzato per il cinquantesimo anniversario dalla costituzione del GEP (Società per la ricerca sui fenomeni UFO).

 

 

 

 

Il fatto più rilevante avvenuto in Italia nel 2022 a livello di pubblico e mass media è stata la pubblicazione del romanzo “Ufo 78”  firmato dal collettivo autoriale Wu Ming:  oltre 500 pagine che intorno agli UFO forniscono  un ritratto di quell’anno eccezionale sotto il profilo storico, sociale, antropologico, culturale e politico che fu il 1978, incorporando fatti,  personaggi ed eventi ufologici di quel periodo, con un successo commerciale amplificato da una serie di conferenze di presentazione in tutta Italia.

 

 

 

I colleghi del Norsk UFO Senter sono rimasti indecisi su quale indicare come fatto principale dell’anno scorso in Norvegia: se la mostra fotografica che a febbraio hanno organizzato e che ha avuto un enorme successo di pubblico in quel paese e un risalto mediatico senza precedenti o invece la presentazione di una tesi di secondo livello universitario che ha avuto per oggetto proprio  la storia dell’ufologia norvegese

 

 

Anche  per la Spagna è stato suggerito un libro, per la precisione la “Storia culturale degli UFO in Spagna” dal 1950 al 1990, a firma di Ignacio Cabria.

 

 

 

 

Parlando infine della Svezia, il fatto più clamoroso del  2022 è stata la realizzazione e la messa in onda su Netflix di un film a tema ufologico intitolato “UFO Sweden”, ovvero esattamente il nome dell’organizzazione ufologica nazionale svedese: non un documentario ma una storia per certi versi simile al film Incontri ravvicinati del terzo tipo dove però oltre a testimoni ed eventi ufologici fanno una parte di primo piano proprio gli ufologi dell’associazione svedese, con la loro sede e con le attività effettivamente svolte. Anche in questo caso si tratta della celebrazione di un cinquantennale di attività ufologica ininterrotta.

 

Ted Phillips, l’“ingegnere” di Hynek

Il 10 marzo 2020, è mancato Ted Phillips, uno dei più noti ufologi statunitensi. займы онлайн заявка

Nato nel 1942, Phillips era un ingegnere civile e fotografo professionista. Giovanissimo, nel 1957 partecipò
come volontario al programma di localizzazione ottica satellitare Vanguard e poi lavorò come ingegnere nel progetto missilistico Minuteman.

Iniziò ad occuparsi di UFO nel 1964 come membro dell’APRO (Aerial Phenomena Research Organisation). Conobbe Joseph Allen Hynek in occasione dell’indagine sul famoso atterraggio con tracce a Socorro (1964) e ne divenne uno stretto collaboratore fino alla sua morte, nel 1986.

Membro attivo del CUFOS (Center for UFO Studies), Phillips fu tra i componenti del gruppo selezionato di ufologi che nel 1978 si incontrarono presso le Nazioni Unite con il Segretario Generale dell’ONU insieme ad Hynek, a Jacques Vallée e all’astronauta Gordon Cooper.

Fu proprio Hynek a suggerirgli di concentrarsi sui casi di tracce fisiche di UFO e nel corso degli anni di questa ricerca
Ted Phillips raccolse ed analizzò 3.200 casi provenienti da 91 paesi del mondo, convincendosi che il fenomeno
UFO abbia un’evidente base fisica. Questa sua opinione è ben riassunta in una dichiarazione per la Encyclopedia
of UFOs di Ronald Story: «I dati disponibili sono prevalentemente statistici ma, prendendo un gran numero di rapporti, possiamo iniziare a sviluppare un quadro abbastanza chiaro degli oggetti osservati e delle tracce rimaste. Ovviamente, un rapporto che coinvolge un oggetto atterrato ha un valore molto maggiore di un caso di luce notturna. L’oggetto a terra elimina immediatamente una serie di  possibilità. Non ci si aspetterebbe che un pallone atterri, lasci tracce insolite e poi salga verticalmente ad alta velocità. Stelle e pianeti non compaiono a livello del suolo tra i testimoni e una fila di alberi. Quando diversi testimoni osservano un oggetto a forma di disco con una superficie metallica, senza ali e senza suono, che atterra e poi decolla in verticale, con le loro descrizioni hanno eliminato la  maggior parte delle spiegazioni naturali o convenzionali. Quando questi oggetti lasciano tracce sul luogo di atterraggio, abbiamo qualcosa di tangibile da esaminare».

Nel 1998 fondò il Center for Physical Trace Research (CPTR) – di cui è stato direttore fino alla morte –
per raccogliere, catalogare ed analizzare gli atterraggio UFO con tracce fisiche, in collaborazione con le maggiori
associazioni statunitensi.

È stato autore del protocollo di raccolta delle evidenze fisiche per il MUFON (Mutual UFO Network) con il
quale ha anche collaborato tra il 2006 e il 2008 per l’indagine sulle strane luci viste nel Marley Woods, nell’estremo
sud del Missouri.  Negli anni ha partecipato a numerosi documentari e programmi televisivi
sull’argomento.

Una sede da 40 anni

Nell’autunno del 2019  si è festeggiato un anniversario importante per il CISU, ma particolarmente significativo per diversi di noi.

Ha infatti compiuto 40 anni la sede ufologica di Torino che iniziò le sue attività nel 1979 quando un gruppo di giovani ufologi (e un paio di “adulti”) decise di autotassarsi per affittare un piccolo ufficio (poco più di 30 mq.) in via Briccarello, nella zona sud della città, dove riunire i singoli archivi in uno unico più grande e iniziare ad incontrarsi con cadenza almeno settimanale, un appuntamento che prosegue ininterrottamente sino ad oggi, per un totale di oltre duemila riunioni (caso unico in Italia e forse nel mondo).

Si trattava all’epoca di ragazzi, alcuni poco più che maggiorenni, che provenivano da precedenti esperienze in gruppi locali e l’anno precedente erano confluiti nel Centro Ufologico Nazionale. Dal 1981 al 1985, la sede torinese ospitò la segreteria generale e gli archivi centrali del CUN e dalla fine del 1985 la sede e gli archivi nazionali del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), nato proprio a Torino, che da quasi 35 anni rappresenta l’ufologia di orientamento scientifico nel nostro paese.

Nel 2002 la sede ha traslocato e il vecchio ufficio è stato sostituito da un open space di 140 mq. (in Via Rubino) che ha consentito una miglior disposizione ed incremento degli archivi.

A Torino si trovano così oggi la maggiore biblioteca/emeroteca specializzata sugli UFO e il più grande archivio ufologico esistente non solo in Italia ma in tutta Europa (con la sola eccezione della Svezia) suddiviso tra archivio casistico, archivio stampa e dossier specifici su svariati temi. Presso la sede, dal 1985, è ininterrottamente operativa (altro record senza eguali) una segreteria telefonica dedicata a raccogliere segnalazioni di avvistamento.

La sede – soprattutto – è stata ed è tuttora un formidabile aggregatore di persone e risorse umane. Oltre al nucleo storico degli ufologi torinesi che da qualche decennio ormai costituiscono il “volano” delle attività (Angelo Galbiati, Fabrizio Dividi, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Giorgio Giorgi, Matteo Leone, Edoardo Russo), sono decine gli appassionati che per periodi più o meno lunghi hanno dato il loro contributo alle attività di gestione dell’archivio e della segreteria. E sono state centinaia le persone che in quarant’anni sono passate almeno una volta a visitare la sede, consultare gli archivi, partecipare alle riunioni o agli incontri di discussione, organizzati nella forma di conferenze interne di approfondimento e dibattito.

Gli archivi torinesi sono stati inoltre meta di visite di numerosissimi ufologi. Oltre naturalmente ai soci del CISU, che rendono collettivamente possibile l’esistenza di tutto ciò, sono molti gli ufologi italiani e stranieri che sono venuti a trovarci o a consultare gli archivi. La sede ha poi ospitato frequentemente giornalisti, documentaristi e troupe televisive fornendo sempre informazioni, documentazioni e interviste, nell’ottica di servizio che da sempre ha caratterizzato gli ufologi del nucleo torinese e il CISU nel suo insieme.

Volendo ricordare un momento significativo in questi decenni, non possiamo non ricordare la visita dell’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek nel 1984 e il suo elogio “stupefatto” che così tante attività fossero svolte da un numero così piccolo di volontari.

Oggi la sede è aperta ad interessati e appassionati ogni lunedì sera. La principale attività continua ad essere quella legata all’incremento e ordinamento dell’archivio, che cresce costantemente anno dopo anno, così come le scaffalature e le librerie che lo contengono.

Almeno un paio di volte l’anno si tengono incontri divulgativi. Nel 2019 sono stati dedicati, ad esempio, a storie e leggende del Monte Musinè e alla presentazione di un complesso caso di abduction seguito recentemente.

Lo spazio fisico della sede ha in sostanza permesso agli ufologi torinesi (e non solo) di avere per quarant’anni un punto di riferimento costante, una “casa” accogliente nella quale trovare informazioni, dati ma anche amicizia e solidarietà.

E’ con questo spirito che guardiamo avanti, ricordando che questa sede è aperta a tutti e rappresenta un patrimonio non solo del CISU ma a disposizione di tutta l’ufologia.

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Nelle foto al centro: alcuni dei partecipanti al primo incontro interregionale del CUN, tenutosi il 4/11/1979 presso la sede torinese. Si riconoscono fra gli altri Antonio Chiumiento, Paolo Fiorino, Paolo Toselli.

Nelle foto in basso: l’emeroteca (periodici italiani e stranieri) e la biblioteca (libri in italiano).

L’ondata del 1978 diventa storia – 33° convegno del CISU a Bologna

Sabato 10 novembre si è svolta a Bologna la 33° edizione dell’annuale Convegno nazionale di ufologia, organizzato dal CISU. быстрый займ на карту без отказов на карту

Come già annunciato, il tema del convegno è stato “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”, e quest’anno l’incontro non è stato aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sotto forma di un workshop di discussione e approfondimento.

Ha aperto i lavori Gian Paolo Grassino, con un’introduzione intitolata “Cronaca di un anno insolito, difficile, unico” e costituita da una carrellata mese per mese dei fatti salienti (avvistamenti più rilevanti, notizie UFO più clamorose, attività ufologiche, fatti o eventi di costume e società).

E’ seguita una relazione volutamente provocatoria di Paolo Toselli, intitolata1978: Italia chiama UFO: tecniche di disinformazione di massa?”: correlando il ruolo ambiguo di alcuni personaggi nei vari momenti,  si è sollevato il dubbio se l’ondata sia stata almeno in parte costruita a tavolino, per scopi poco confessabili.  Ne è seguita una vivace discussione.

Terzo intervento quello di Edoardo Russo, strettamente legato ai “numeri” di quello che fu all’epoca ed è rimasto anche successivamente l’anno dei record per l’Italia (numero di avvistamenti, di atterraggi, di incontri del terzo tipo, articoli e notizie sui giornali, servizi TV, libri pubblicati). In vista della ricorrenza quarantennale, la segreteria del Centro Italiano Studi Ufologici ha portato a termine nei mesi scorsi un ampio lavoro di aggiornamento dell’archivio e del catalogo casistico, portando da 1.800 a oltre 2.300 gli avvistamenti italiani raccolti e schedati  per quel solo anno (pari al 28% di tutte le segnalazioni fino a quel momento). In parallelo, è stata completata la digitalizzazione integrale dell’archivio stampa, che per quell’anno conta oltre 2.200 articoli o ritagli. Oltre a qualche statistica mensile e settimanale dei due archivi, è stato anche confrontato l’andamento delle relative distribuzioni temporali, ed è stata evidenziata l’unicità del “fenomeno 1978” italiano rispetto al resto del mondo.

Sia in coda alla relazione, sia il giorno successivo (a margine dell’assemblea dei soci) sono stati proposti vari approfondimenti per ulteriori ricerche che da questi dati sarebbero possibili. E proprio questa era l’intenzione e lo scopo del convegno: non un punto di arrivo ma di partenza.

Per alleggerire la discussione, in chiusura è toccato nuovamente a Grassino presentare Incontri ravvicinati del terzo tipo: il film, con retroscena ufologici poco conosciuti circa la genesi e la realizzazione della pellicola cinematografica di Steven Spielberg, il ruolo avuto dall’astronomo-ufologo Joseph Allen Hynek e il versante italiano di entrambi (il film e la visita di Hynek nel nostro paese in quella primavera del ’78, con relativa ricaduta di conferenze, interviste su giornali e TV, pubblicazione del suo libro).

Quattro ore intense, ma di forte stimolo per tutti i partecipanti. Le slide di presentazione delle relazioni e la registrazione integrale degli interventi sono state messe a disposizione dei soci e collaboratori del CISU, per condividere il convegno  anche con chi non era presente.

Convegno di studi sull’ondata del 1978

Il 33° Convegno nazionale di ufologia, organizzato come ogni anno dal CISU, si terrà sabato 10 novembre a Bologna ed avrà la forma di un workshop di discussione e approfondimento, non aperto al pubblico ma riservato agli iscritti del Centro Italiano Studi Ufologici e agli studiosi interessati, sul tema “L’ondata del 1978 diventa storia – Documenti, riflessioni e ricerche a 40 anni dall’anno dei record”. займ на год на карту мгновенно круглосуточно без отказа

L’argomento ci è offerto dal 40° anniversario della grande ondata di avvistamenti nel 1978: un anno unico nel nostro paese per l’enorme numero di osservazioni e segnalazioni UFO, ma anche per l’interesse dei mass media, per le attività degli studiosi e appassionati, per il coinvolgimento della società e della cultura in genere.

In quell’anno, grazie anche all’arrivo in Italia del film Incontri ravvicinati del terzo tipo, gli UFO diventarono un argomento da prima pagina e le notizie di avvistamento ottennero un’attenzione e uno spazio come mai prima.

Sulla scia del film, l’astronomo e ufologo americano Joseph Allen Hynek venne per la prima volta in Italia e il suo libro “Rapporto sugli UFO” (Mondadori) scalò le classifiche diventando il libro ufologico più venduto di tutti i tempi in Italia.

Gli UFO furono scelti da molti pubblicitari come tema delle loro campagne e il “disco volante” e l’alieno riempirono le pagine di giornali e riviste.

Dal punto di vista della casistica italiana, con la sola eccezione dell’ondata di “lanterne cinesi” nel 2009, il 1978 è stato l’anno più ricco di avvistamenti in assoluto, ma soprattutto è stato “l‘anno degli umanoidi” perché ha anche il record di incontri del terzo tipo, alcuni dei quali diventati dei classici, come il controverso “caso Zanfretta”.

Fu poi l’anno dei misteriosi fenomeni nel Mare Adriatico con avvistamenti di luci in cielo e in mare, di colonne d’acqua ed anomalie di vario genere, sulle quali ancora oggi non si è fatta sufficiente chiarezza.

Già vent’anni fa, in occasione del ventennale, “il fenomeno 1978” costituì oggetto del nostro 13° Convegno nazionale, tenutosi a Firenze. Oggi, trascorsi altri vent’anni c’è la possibilità di dire alcune cose nuove e riesaminare (con un diverso e “raddoppiato” retroterra) quello che sappiamo o non sappiamo circa quell’annata formidabile.

Soprattutto è possibile “storicizzare” il 1978 ovvero inquadrare in una prospettiva di più lungo periodo cosa avvenne in Italia (e nel resto del mondo) in quell’anno e capire quello che ci resta come sua eredità.