Terza Giornata Europea degli UAP

 

Il 20 marzo 2026 è il secondo anniversario dello storico incontro su “Gli UAP nello spazio aereo europeo”, organizzato presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, che venne ribattezzato come prima “Giornata europea degli UAP”. Può essere una buona occasione per riassumere quali sviluppi del panorama ufologico europeo si sono verificati nei dodici mesi trascorsi dal precedente anniversario.

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Proprio il 20 marzo 2025, nell’ambito di un’iniziativa collettiva senza precedenti, l’articolo di Charles-Maxence Layet intitolato «Autonomia strategica europea e fenomeni aerospaziali non identificati», pubblicato su UAP Check (e per l’Italia sul sito del CISU), è stato diffuso in 11 lingue diverse sui siti web di 14 organizzazioni nazionali che si occupano di UFO in tutta Europa (ed è stato persino ripubblicato oltreoceano dal J. Allen Hynek Center for UFO Studies).

Il 10 aprile, un appello congiunto rivolto al nuovo Parlamento Europeo affinché intervenga in materia di UAP in linea con i propri obiettivi, valori, mandati e priorità (firmato e presentato dai rappresentanti di 15 organizzazioni nazionali dedicate agli UAP nell’ottobre 2024) ha dato vita a una più ampia campagna di sostegno pubblico: La UAP Coalition Netherlands ha invitato cittadini e organizzazioni a esercitare congiuntamente pressione sull’Europarlamento, scrivendo ai rispettivi membri del nuovo parlamento per chiedergli di adottare misure concrete verso una maggiore trasparenza e una ricerca seria sugli UAP, quali la raccolta di dati (con un sistema centralizzato europeo), la ricerca scientifica (con finanziamenti per studi multidisciplinari) e l’integrazione delle politiche (con protocolli di aviazione e sicurezza).

Come si vedrà, in effetti l’organizzazione olandese UAP Coalition è stata costantemente la capofila di varie iniziative rivolte alle istituzioni dell’Unione Europea.

Il 30 aprile, i rappresentanti della UAP Coalition hanno avuto il primo incontro con l’europarlamentare tedesco Fabio De Masi, il quale a dicembre aveva presentato un’interrogazione alla Commissione UE sulle informazioni disponibili sui fenomeni aerei non identificati (UAP) in relazione alle infrastrutture critiche degli Stati membri. Durante l’incontro di due ore sono state discusse diverse questioni critiche, fra le quali: stigma e salute mentale (l’impatto psicologico su piloti e professionisti e la necessità di una cultura di segnalazione sicura), sicurezza aerea (i rischi legati a fenomeni non identificati nello spazio aereo europeo), cooperazione (azioni concrete per una maggiore trasparenza e cooperazione a livello dell’UE).
Gli stessi argomenti sono stati affrontati il 24 settembre, durante un altro incontro dei funzionari dell’UAPC con l’eurodeputato austriaco, Lukas Mandl

Il 20 luglio l’ufologia europea è stata protagonista del simposio annuale organizzato dal Mutual UFO Network (MUFON) a Cincinnati, negli USA: Edoardo Russo (Italia) è stato l’ospite straniero dell’anno, con una relazione sulle “Nuove prospettive negli studi sugli UAP dal Vecchio Continente”: l’esistenza in Europa di oltre 40 paesi diversi (che parlano decine di lingue diverse) ha comportato difficoltà di comunicazione ma anche una grande varietà e ricchezza di approcci e iniziative, che sono stati presentati ai colleghi americani spesso ignari della scena europea: strumenti di realtà aumentata per le indagini sul campo, tecniche di intervista basate sulla psicologia cognitiva, nuovi pacchetti software specificamente ideati per l’analisi fotografica degli UFO e per l’identificazione automatica degli IFO, la classificazione automatica dei casi tramite text mining e machine learning, nuovi sistemi integrati per il monitoraggio automatico del cielo e il rilevamento degli UAP, digitalizzazione massiva della letteratura ufologica, motori di ricerca su bibliografie specializzate, strumenti di intelligenza artificiale per scopi archivistici, chatbot ufologici.

Il 10 settembre, la UAP Coalition ha presentato alla Commissione europea un parere collettivo sulla Legge Europea per la Ricerca (ERA), firmato da 24 scienziati e ricercatori provenienti da 14 paesi, nell’ambito di un’altra iniziativa congiunta supportata dalla rete UAP Check. L’iniziativa legislativa mira a garantire uno spazio europeo della ricerca che risulti resiliente e inclusivo: il contributo ufologico si è concentrato su una questione fondamentale: lo stigma come barriera sistemica, che scoraggia i ricercatori dal richiedere finanziamenti e ostacola l’accesso alle infrastrutture di ricerca essenziali. Il documento ha avanzato quattro proposte concrete alla Commissione Europea: promuovere la curiosità (per incoraggiare una ricerca aperta e imparziale), linee guida anti-stigma (con lo sviluppo di quadri di riferimento per valutatori e finanziatori), sostegno alla ricerca esplorativa (creando uno spazio per i campi controversi o emarginati), reti inclusive (per stimolare la collaborazione interdisciplinare), accesso equo (per garantire l’accesso alle infrastrutture, indipendentemente dal settore di ricerca).
Nei mesi successivi, altri ricercatori hanno aderito all’iniziativa e il numero totale di firme è salito a 36 a  fine gennaio.

Pochi giorni dopo, il 26 settembre, la UAP Coalition ha presentato un contributo alla consultazione pubblica su un altro tema rilevante: la Legge Spaziale dell’UE, suggerendo che essa dovrebbe includere: riconoscimento esplicito (inclusione degli UAP nei testi normativi), obbligo di segnalazione (obbligo per i vari operatori di segnalare i fenomeni non identificati), sinergia (utilizzo dei sistemi di monitoraggio esistenti per il rilevamento degli UAP), trasparenza (raccolta centralizzata dei dati senza l’effetto ostacolante dello stigma).

Nel fine settimana dal 24 al 27 ottobre si è tenuto il terzo Simposio SOL, organizzato per la prima volta in Europa dalla Fondazione SOL americana: tre giorni intensi di conferenze e incontri, con oltre 20 relatori provenienti dal mondo accademico, governativo, della società civile e del settore privato, oltre a 440 ospiti da tutto il mondo nella località turistica di Baveno, sul Lago Maggiore (Italia), hanno reso questo evento probabilmente il principale evento europeo dedicato agli UAP nel 2025.

Come diretta conseguenza del proprio contributo alla Legge Europea per la Ricerca (ERA), la UAP Coalition ha ottenuto un incontro di consultazione con la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione (DG RTD) della Commissione Europea il 19 dicembre. Accompagnati dal prof. Anders Warell e dalla dott. Beatriz Villarroel, hanno chiarito che un mercato europeo integrato della ricerca è irraggiungibile fintanto che lo stigma ostacola il progresso in campi non convenzionali come quello degli UAP.

Il 24 dicembre è stato pubblicato l’annuale «Barometro UFO europeo»  curato da Philippe Ailleris:  da diversi anni viene pubblicata dal collettivo EuroUFO.net una panoramica annuale delle segnalazioni di UFO raccolte dalle principali organizzazioni europee che si occupano di UFO, ma l’edizione 2025 ha mostrato un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti: altre cinque organizzazioni nazionali hanno aderito all’indagine e due raccolte internazionali hanno contribuito a raggiungere l’inedito totale di 33.600 segnalazioni provenienti da 40 paesi europei per gli anni 2019-2024.

Il 31 dicembre, infine, EuroUFO.net e UAP Check hanno pubblicato il primo risultato di un’altra iniziativa congiunta: l’Euro UFO Index: un catalogo di segnalazioni e notizie relative a presunti avvistamenti UFO nei  paesi europei. Per la prima volta in assoluto, 23 associazioni ufologiche nazionali europee   (oltre a due organizzazioni internazionali) si sono accordate per  condividere i propri set dati al fine di creare uno strumento di riferimento comune. La prima versione sperimentale si limita alle segnalazioni di avvistamento  relative all’anno 2024 e ai soli dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione di provenienza) ma, una volta completata la fase preliminare, l’Euro Ufo Index verrà esteso a un arco temporale più ampio (a partire almeno dal 1947) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione. Per intanto  sono già state indicizzate più di 4.000 segnalazioni provenienti da 43 nazioni diverse per quel singolo anno e si prevede che il totale raggiunga le 5.000, dopo l’aggiunta di alcune altre raccolte nazionali.

Il 2025 è  stato indubbiamente un’annata intensa e profittevole per l’ufologia europea.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su EuroUfo.net, viene pubblicato in contemporanea in 12 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Immagine di copertina by Andrea Bovo

Avvistamenti UAP in Europa nel periodo 2019-2024: verso un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo

Ambito, fonti e obiettivi dell’aggiornamento 2025

Questo rapporto aggiornato rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla precedente edizione pubblicata nel giugno 2024[1] .  Mentre il lavoro dello scorso anno si concentrava sui dati grezzi provenienti da undici paesi europei, il presente aggiornamento amplia notevolmente sia la copertura geografica che la base istituzionale del set di dati. Per la prima volta, questa panoramica annuale può contare non solo su organizzazioni civili nazionali di lunga data e organismi ufficiali, ma anche su organizzazioni o progetti  di recente costituzione o rivitalizzati, oltre che su un livello di condivisione internazionale dei dati senza precedenti. Due importanti sviluppi hanno caratterizzato l’aggiornamento di quest’anno.

Il primo è l’integrazione di altri cinque paesi europei per i quali è stato possibile ottenere dati affidabili a livello nazionale grazie alla creazione, alla riattivazione o alla continuazione di organizzazioni locali. Nella Repubblica Ceca, l’ex Projekt Záře è stato rivitalizzato con successo con il nuovo nome Tým Záře, ripristinando gli sforzi nazionali di raccolta dati che erano stati interrotti dopo il 2020. In Grecia, l’istituzione del GRUFON (Greek UFO Network) nel settembre 2025 segna il primo tentativo in decenni di strutturare un quadro nazionale sostenibile per la segnalazione e l’analisi degli UAP. Anche la Spagna ha compiuto importanti progressi con l’inclusione del Progetto CUCO (creato nel 2002), che finalmente estende la raccolta sistematica di dati oltre l’attività di lunga data ma geograficamente limitata del CEI (Centre d’Estudis Interplanetaris), incentrata sulla Catalogna. In Portogallo, la creazione di Stellar nel 2023 ha reintrodotto una struttura nazionale per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP, colmando una lacuna di lunga data nella penisola iberica. Infine, nonostante le circostanze straordinarie, l’Ucraina è riuscita a fornire dati aggiornati, anche se necessariamente parziali, attraverso la SRCAA Zond, un’organizzazione che opera sotto l’egida della Società Aerospaziale Ucraina. Zond continua una tradizione scientifica avviata all’inizio degli anni ’80 sotto l’egida dell’Accademia Nazionale delle Scienze e dal 2004 ha proseguito senza interruzioni lo studio dei fenomeni anomali, anche durante la guerra in corso.

Il secondo importante sviluppo è di natura metodologica e probabilmente ancora più significativo. Per la prima volta, la più grande organizzazione civile al mondo che si occupa di UFO, il MUFON (Mutual UFO Network, USA), ha accettato di condividere i propri dati europei con EuroUfo.Net. Questa cooperazione consente di incorporare le segnalazioni provenienti dai paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione civile o ufficiale nazionale che si occupi di UAP, affrontando così una delle debolezze strutturali più persistenti delle analisi a livello continentale. Fondata nel 1969, MUFON è la più antica e grande rete civile di indagine e ricerca sugli UFO al mondo.

Grazie a questa collaborazione, i dati di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalla nostra  panoramica continentale, possono ora essere inclusi in una specifica sezione di questo rapporto (vedi Parte 3). Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi dati provenienti dal MUFON rappresentano da soli un totale di 3.353 eventi segnalati in 29 paesi, ampliando in modo significativo la base empirica del Barometro UFO Europeo (EuroUFO Barometer).

Di conseguenza, l’aggiornamento di quest’anno va ben oltre un semplice aggiornamento annuale. Ora combina il gruppo originario di paesi europei con organizzazioni nazionali UAP di lunga data, paesi di recente integrazione con contatti organizzativi diretti, e un ampio insieme aggiuntivo di paesi rappresentati attraverso il sistema di segnalazione standardizzato MUFON. Nel loro insieme, queste fonti consentono la panoramica più ampia e inclusiva delle attività di segnalazione UAP europee raccolte fino ad oggi.

Per tenere conto di questa diversità di fonti di dati, il quadro analitico della relazione è volutamente differenziato. Le analisi grafiche e i confronti longitudinali sono limitati ai paesi con organizzazioni residenti e raccolta continua di dati nazionali, mentre i dati provenienti dal MUFON sono presentati separatamente solo in forma tabellare. Su questa base, la relazione è organizzata in due sezioni principali. La prima esamina l’evoluzione e le caratteristiche delle segnalazioni di UAP nei paesi con organizzazioni nazionali consolidate. La seconda presenta le segnalazioni di UAP inviate al sistema di gestione dei casi del MUFON dai paesi europei che non dispongono di strutture nazionali di raccolta dati, sotto forma di panoramica descrittiva che evidenzia l’attività di segnalazione di base e il potenziale futuro.

Come nelle edizioni precedenti, è importante sottolineare che le cifre presentate in questo rapporto riflettono principalmente le osservazioni segnalate, piuttosto che fenomeni anomali confermati. È ben noto tra i ricercatori e gli investigatori di tutta Europa che la stragrande maggioranza di queste testimonianze corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo, tra cui satelliti (in particolare le costellazioni Starlink), la Stazione Spaziale Internazionale, droni, aerei, effetti atmosferici e oggetti celesti comuni come stelle e pianeti. Sebbene tali casi dominino i set di dati nazionali, la loro raccolta sistematica rimane preziosa per comprendere le dinamiche di segnalazione, la percezione del pubblico e le ricorrenti fonti di confusione che influenzano le statistiche sugli UAP.

Solo una piccolissima parte dei casi rimane irrisolta dopo le indagini, e anche questi raramente presentano una forte coerenza probatoria. Ad esempio, nell’ambito del quadro francese GEIPAN, il caso più recente classificato come “fenomeno non identificato” di moderata coerenza risale al 2020, mentre il caso precedente comparabile è stato registrato nel 2018. Un’analisi transnazionale dedicata, incentrata specificamente sul piccolo sottoinsieme di casi irrisolti negli ultimi cinque-dieci anni, costituirebbe quindi una pista particolarmente rilevante per la ricerca futura, ma esula dall’ambito della presente relazione.

Allo stesso tempo, permangono importanti limitazioni strutturali. Nonostante i graduali miglioramenti nella condivisione e nel consolidamento dei dati, l’Europa non dispone ancora di un quadro istituzionale armonizzato per la raccolta e l’analisi dei dati UAP. In molti paesi, le banche dati nazionali dipendono fortemente dall’impegno costante di un numero molto limitato di volontari, rendendo i sistemi di segnalazione vulnerabili a interruzioni o discontinuità temporanee. Questa fragilità è illustrata dall’assenza di dati nazionali consolidati per il Regno Unito nel 2024, nonché da lacune parziali nella base dati italiana, sempre per il 2024.

In questo contesto, EuroUfo.Net svolge un utile ruolo di coordinamento fornendo una piattaforma stabile per la collaborazione, lo scambio di informazioni e la discussione metodologica tra organizzazioni nazionali e ricercatori indipendenti in tutta Europa. Sebbene EuroUfo.Net non costituisca un organismo istituzionale formale, facilita la continuità mantenendo punti di contatto a lungo termine, incoraggiando la condivisione dei dati e promuovendo approcci comparativi alle statistiche nazionali. Questa rete informale ma persistente contribuisce a una maggiore coerenza nelle analisi a livello europeo e aiuta a mitigare, in una certa misura, la frammentazione strutturale che caratterizza la raccolta di dati UAP su scala continentale.

Tuttavia, i progressi compiuti dalla precedente relazione dimostrano che gli sforzi incrementali e cooperativi, in particolare a livello transfrontaliero, possono migliorare sostanzialmente la qualità e la portata del monitoraggio europeo degli UAP. Il continuo sviluppo di quadri di collaborazione, sia formali che informali, rimane essenziale per promuovere una comprensione più coerente e trasparente delle attività UAP segnalate in Europa.


1. Volume annuale di eventi UAP segnalati in Europa (2019-2024)

Prima di esaminare le distribuzioni a livello nazionale, è utile considerare l’evoluzione complessiva degli eventi UAP segnalati in Europa nel periodo 2019-2024. Nel corso del periodo di riferimento di sei anni, sono stati segnalati complessivamente 32.253 eventi relativi agli UAP nei paesi europei coperti dal presente aggiornamento. I totali annuali oscillano in un intervallo relativamente ristretto, da un minimo di 4.833 segnalazioni nel 2021 a un picco di 6.679 nel 2020, con una media complessiva di circa 5.375 segnalazioni all’anno. Questa stabilità generale suggerisce che, su scala continentale, le segnalazioni di UAP in Europa sono rimaste sostanzialmente costanti nel tempo, nonostante le variazioni a breve termine legate a contesti nazionali specifici o a fattori esterni.

Tabella 1. Valori annuali del set di dati dal 2019 al 2024

Nota: i dati del 2024 sono incompleti per l’Italia e il Regno Unito, quindi il totale è sottostimato.

Per quanto riguarda il picco evidente tra il 2019 e il 2020, è stato precedentemente osservato che il forte aumento può essere attribuito a tre paesi: Belgio, Germania e Paesi Bassi. Un’ipotesi plausibile alla base di questo aumento è che quell’anno abbia segnato l’inizio dei lanci operativi dei satelliti Starlink da parte di SpaceX . La confusione tra questi  satelliti e gli UAP  è comune perché i satelliti appena lanciati appaiono come linee rette inquietanti e luminose o “treni” di luci nel cielo notturno, simili a fenomeni aerei insoliti, anche per i piloti, portando a numerose segnalazioni di UAP prima che si disperdano nelle loro orbite operative e diventino più difficili da vedere. Questi “treni satellitari” sono semplicemente gruppi di 50-60 satelliti rilasciati insieme, che riflettono la luce solare e sono facilmente visibili durante le ore crepuscolari, erroneamente identificati come potenziali UAP.

All’inizio del 2020, un’altra considerazione contestuale discussa da alcuni ricercatori è stata la potenziale influenza delle modifiche comportamentali legati al COVID-19 (come i cambiamenti nelle attività all’aperto e nei modelli di osservazione del cielo durante i lockdown) sul volume delle segnalazioni di UAP. Tuttavia, le indagini empiriche su questa ipotesi non hanno confermato un nesso causale: ad esempio, uno studio pubblicato sul Journal of Scientific Exploration non ha trovato prove che i cambiamenti comportamentali legati alla pandemia abbiano influenzato in modo significativo i tassi di segnalazione di UAP negli Stati Uniti[2] . Sebbene questo contesto sia interessante dal punto di vista storico, non dovrebbe essere interpretato come un fattore esplicativo sostanziale per il picco del 2020 nei dati europei.

Di questo totale di sei anni, 28.900 segnalazioni (circa il 90%) provengono da organizzazioni civili o ufficiali nazionali che si occupano di UAP e costituiscono il principale set di dati analitici, mentre 3.353 segnalazioni (circa il 10%) provengono dal MUFON Case Management System (CMS). Sebbene numericamente inferiore, il contributo del MUFON svolge un ruolo sproporzionato nell’ampliare la copertura geografica. Grazie a questa cooperazione, le segnalazioni di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalle precedenti panoramiche continentali di EuroUfo.Net, sono ora incluse in questo barometro. Di conseguenza, l’aggiornamento del 2025 incorpora i dati di 37 paesi europei in totale, ampliando notevolmente sia la portata demografica che quella territoriale dell’analisi (vedi Figura 1).

 

Figura 1. Mappa politica di base dell’Europa (per orientamento geografico)

 

Il totale relativamente più basso osservato per il 2024 dovrebbe quindi essere interpretato con cautela. Come discusso in precedenza, mancano ancora i dati annuali consolidati per tre organizzazioni che normalmente contribuiscono con volumi consistenti, in particolare nel Regno Unito e in Italia. Sulla base dei livelli storici recenti, l’inclusione di questi dati mancanti aggiungerebbe probabilmente diverse centinaia di segnalazioni supplementari, dell’ordine di 700-800 casi, portando il totale del 2024 vicino a quello osservato nel 2023. Il calo apparente nel 2024 riflette quindi i limiti nella disponibilità dei dati piuttosto che una significativa riduzione dell’attività di segnalazione.

Al di là dei numeri assoluti, l’attuale insieme di dati rappresenta un importante passo avanti rispetto alle precedenti panoramiche europee. Mentre i barometri precedenti erano tipicamente limitati a meno di una dozzina di paesi, l’attuale compilazione copre una grande parte della popolazione e dell’area geografica dell’Europa, comprendendo l’Europa occidentale, settentrionale, meridionale, centrale e parti dell’Europa orientale. Va tuttavia notato che i dati derivati dal MUFON rappresentano probabilmente solo una piccola parte delle segnalazioni effettive in questi paesi aggiuntivi, poiché raccolgono principalmente segnalazioni di persone che conoscono l’organizzazione con sede negli Stati Uniti e sono motivate a inviare le loro osservazioni attraverso una piattaforma di segnalazione straniera piuttosto che attraverso strutture locali o nazionali.

Nonostante questa avvertenza, l’ampliamento della copertura rafforza notevolmente il valore del Barometro UFO Europeo come indicatore delle dinamiche di segnalazione su scala continentale, sottolineando al contempo l’importanza di una cooperazione istituzionale continua per migliorare la completezza e la rappresentatività delle edizioni future.

Nel loro insieme, i 37 paesi europei inclusi in questa edizione del Barometro UFO Europeo rappresentano una chiara maggioranza della popolazione e dell’area geografica dell’Europa. Essi comprendono tutti i principali centri abitati dell’Europa occidentale, dei paesi nordici, dell’Europa meridionale e di gran parte dell’Europa centrale e orientale, includendo anche Stati geograficamente estesi come la Norvegia, la Svezia e la Russia. Sebbene i confronti precisi ponderati in base alla popolazione rimangano approssimativi a causa delle diverse definizioni di “Europa”, i paesi coperti da questo rapporto rappresentano plausibilmente ben oltre i due terzi degli abitanti dell’Europa e una quota comparabile della sua superficie.

Ciononostante, permangono importanti lacune. Diversi paesi europei non dispongono ancora di una struttura civile o ufficiale nazionale identificabile per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP e sono quindi assenti dall’insieme dei dati. In particolare, ciò include Austria, Polonia e Svizzera, tre Stati europei significativi dal punto di vista geografico e demografico, la cui assenza evidenzia lo sviluppo disomogeneo delle infrastrutture di segnalazione degli UAP in tutto il continente. La mancanza di dati provenienti da questi paesi non deve essere interpretata come un’assenza di osservazioni di UAP, ma piuttosto come un’indicazione delle limitazioni strutturali e istituzionali che continuano a caratterizzare il monitoraggio a livello europeo.

 

2. Set di dati analitici primari: paesi con organizzazioni nazionali UAP consolidate        

Le tabelle e i grafici di questa sezione riassumono i dati grezzi sulle osservazioni di UFO/IFO segnalate a 23 organizzazioni in 16 paesi europei, per i quali sono disponibili statistiche nazionali consolidate. I dati relativi al Regno Unito per il 2024 sono attualmente mancanti, ma dovrebbero essere pubblicati il prossimo anno, e anche le informazioni provenienti da un’importante associazione italiana (il CUN) non sono stati resi disponibili. Questi paesi condividono una caratteristica strutturale fondamentale: la presenza di associazioni civili residenti o di organismi ufficiali che hanno mantenuto una raccolta dati continua e a lungo termine e punti di contatto stabili con EuroUfo.Net nel corso di diversi anni (Tabella 2).

In questi paesi, le segnalazioni di UAP sono raccolte in un contesto nazionale ben definito, utilizzando canali di segnalazione e procedure di indagine consolidati, e sono supportate da pratiche di archiviazione locali e dalla memoria istituzionale. Questa continuità consente l’esame delle variazioni interannuali, delle tendenze a lungo termine e dei confronti tra paesi con un ragionevole grado di coerenza metodologica. Per questi motivi, solo questo sottoinsieme di paesi è incluso nelle analisi grafiche e nelle interpretazioni basate sulle tendenze presentate di seguito.

I dati qui presentati sono stati compilati grazie ai contributi volontari delle organizzazioni membri della comunità virtuale EuroUfo.Net, integrati da statistiche disponibili al pubblico pubblicate dalle istituzioni nazionali (GEIPAN in Francia,  Aeronautica Militare in Italia). Sebbene persistano differenze nelle pratiche di segnalazione e nella visibilità pubblica tra i vari paesi, questo insieme di dati primari rappresenta la base più solida e coerente internamente attualmente disponibile per valutare l’evoluzione dell’attività UAP segnalata in tutta Europa.

 

Tabella 2. Organizzazioni nazionali che contribuiscono con dati al set di dati primari, con l’anno di costituzione e le risorse di segnalazione online

Come nelle edizioni precedenti, è necessario sottolineare che queste cifre riflettono le osservazioni segnalate piuttosto che eventi anomali confermati. La stragrande maggioranza dei casi corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo. Tuttavia, la raccolta e il confronto sistematici di tali segnalazioni rimangono essenziali per comprendere le dinamiche di segnalazione, identificare modelli ricorrenti e isolare il piccolo sottoinsieme di casi che potrebbero richiedere un’indagine più approfondita.

Per quanto riguarda i casi più difficili da spiegare, sarebbe particolarmente utile un’analisi separata incentrata specificamente sugli eventi attualmente inspiegabili segnalati negli ultimi cinque-dieci anni. Al momento, tale analisi è realisticamente fattibile solo per la Francia, dove il GEIPAN rende disponibili al pubblico classificazioni dettagliate dei casi. Sulla base di questi dati pubblicati, i casi più recenti classificati nelle categorie inspiegabili (D/D1/D2) risalgono al 2022 (tre casi), con precedenti registrati nel 2020 (due casi) e nel 2019 (un caso).

I dati preliminari per il 2024 sembrano indicare un leggero calo del numero totale di osservazioni di UAP segnalate nei 16 paesi inclusi in questa analisi, con 4.695 segnalazioni rispetto alle 5.069 del 2023. Questo apparente calo dovrebbe essere interpretato con cautela, poiché mancano ancora i contributi di due organizzazioni britanniche e di un’organizzazione italiana. Dati i livelli storicamente elevati di segnalazioni in questi paesi, il numero effettivo di osservazioni per il 2024 sarà probabilmente più alto.

Rispetto allo scorso anno, il set di dati si è ampliato anche dal punto di vista geografico. Mentre il rapporto del 2023 includeva 11 paesi (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi), il set di dati del 2024 comprende 16 paesi (Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Regno Unito, Ucraina e Paesi Bassi). Questo insieme più ampio di 16 paesi continua a rappresentare una maggioranza sostanziale degli abitanti dell’Europa. I paesi aggiunti: Repubblica Ceca, Grecia, Spagna e Ucraina, contribuiscono con quote di popolazione significative nelle loro regioni, ampliando ulteriormente la portata geografica e demografica del Barometro. Da un punto di vista numerico, il set di dati dei 16 paesi comprende ora oltre 31.503 casi segnalati dal 2019 al 2024, rispetto ai circa 23.800 casi dal 2019 al 2023, riflettendo sia l’inclusione di ulteriori paesi sia l’accumulo di nuovi casi per ciascun anno.


Tabella 3. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati per anno

Tra i paesi con dati completi, i livelli di segnalazione nel 2024 variano notevolmente. La Germania continua a mostrare un’attività elevata, con segnalazioni in aumento da 1.148 nel 2023 a 1.436 nel 2024, riflettendo linee di segnalazione ben consolidate e chiare associazioni istituzionali, mentre il Belgio e la Francia hanno registrato diminuzioni, raggiungendo rispettivamente 222 e 175 segnalazioni. La Danimarca e la Finlandia hanno registrato aumenti modesti, con 121 e 99 segnalazioni, mentre i paesi con un numero minore di segnalazioni, tra cui Grecia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Ucraina e Paesi Bassi, sono rimasti sostanzialmente stabili.

Come negli anni precedenti, è importante considerare i fattori contestuali che possono influenzare i livelli di segnalazione. Ad esempio, i Paesi Bassi segnalano le osservazioni esclusivamente tramite il sito web dell’unica organizzazione attualmente attiva nel paese. I Paesi Bassi hanno anche una delle più alte densità di popolazione dell’Europa occidentale, con oltre 500 persone per chilometro quadrato. In confronto, il Belgio ha 380, il Regno Unito 280, la Germania 240, l’Italia 200 e la Francia 120 persone per chilometro quadrato. Questi fattori, la densità di popolazione e l’organizzazione dei canali di segnalazione, contribuiscono certamente alle differenze osservate nel numero di segnalazioni tra i vari paesi.

Nel complesso, i dati preliminari del 2024 evidenziano la continuità di un’elevata attività di segnalazione in alcuni paesi, come la Germania, e un moderato calo in altri, tra cui il Belgio e la Francia. I paesi con un numero minore di segnalazioni rimangono sostanzialmente stabili. L’ampliamento del set di dati a 16 paesi, insieme al totale cumulativo che supera le 31.500 segnalazioni, sottolinea sia la persistenza degli sforzi organizzati di segnalazione sia il valore di una prospettiva europea più ampia nella comprensione delle tendenze dell’attività UAP segnalata.

Tabella 4. Paesi partecipanti e organizzazioni segnalanti inclusi nel set di dati


Variazioni interannuali e andamento generale

Per limitare il rischio di un’interpretazione eccessiva, l’analisi delle variazioni interannuali nella presente relazione si concentra principalmente sui cambiamenti di anno in anno tra il 2023 e il 2024. Le evoluzioni a più lungo termine sono discusse in modo qualitativo, poiché le differenze nelle strutture di segnalazione, nella consapevolezza del pubblico e nelle pratiche di indagine limitano l’interpretabilità dei confronti basati su percentuali su periodi prolungati.

A livello europeo, i dati preliminari del 2024 suggeriscono un modesto calo del numero totale di osservazioni segnalate rispetto al 2023. Tale diminuzione deve tuttavia essere interpretata con cautela, poiché il set di dati del 2024 rimane incompleto. Di conseguenza, i confronti che coinvolgono questi paesi non sono direttamente comparabili con gli anni precedenti.

Tra i paesi con dati completi, è comunque possibile individuare diversi modelli. La Germania continua a registrare livelli di segnalazione costantemente elevati e mostra un ulteriore aumento nel 2024, rafforzando un modello a lungo termine di attività di segnalazione sostenuta. Al contrario, alcuni paesi che hanno registrato un aumento delle segnalazioni intorno al 2020, come Belgio, Francia, Svezia e Paesi Bassi, mostrano livelli di segnalazione più moderati negli ultimi anni, suggerendo una stabilizzazione dopo i picchi precedenti. Altri paesi, tra cui Danimarca, Finlandia e Romania, mostrano aumenti graduali da livelli di base relativamente bassi, riflettendo probabilmente una maggiore visibilità delle segnalazioni o una continuità organizzativa piuttosto che cambiamenti improvvisi nei fenomeni osservati.

Nel complesso, questi modelli indicano la predominanza di fattori strutturali e contestuali, quali la densità della popolazione, i canali di segnalazione e la capacità organizzativa, nel determinare i livelli nazionali di segnalazione. Sebbene le variazioni a breve termine forniscano indicatori utili delle dinamiche di segnalazione, i dati non supportano interpretazioni semplici in termini di cambiamenti nell’attività UAP sottostante. È inoltre degno di nota il fatto che, a livello europeo, non si sia osservato alcun picco improvviso o generale nelle segnalazioni dopo l’ondata di avvistamenti UFO in Belgio del 1989-1990, il che evidenzia la relativa stabilità dei modelli di segnalazione nei decenni successivi.

Tabella 5. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati e variazione interannuale (2023-2024)

Note:
1. Dati incompleti: i dati relativi al 2023 e/o al 2024 sono incompleti; le corrispondenti variazioni percentuali non sono quindi riportate.
2. Paesi con conteggi bassi: le variazioni percentuali basate su numeri assoluti molto piccoli devono essere interpretate con cautela e non sono riportate.
3. Disponibilità dei dati MUFON: i dati MUFON sono inclusi solo per il 2024; le variazioni percentuali non sono quindi mostrate.

 

3. Set di dati complementari: segnalazioni UAP inviate al sistema di gestione dei casi (CMS) del MUFON

Oltre ad estendere la copertura ai paesi senza organizzazioni nazionali UAP residenti, i dati CMS del MUFON sono stati integrati, ove disponibili, nei set di dati di otto paesi che possiedono già strutture nazionali di segnalazione consolidate (vedi Tabella 5). In questi casi, i dati del MUFON fungono da fonte supplementare e sono inclusi insieme alle statistiche nazionali, senza sostituirle.

Oltre a queste integrazioni, i dati del CMS del MUFON forniscono un set di dati complementare autonomo che copre altri 21 paesi europei non rappresentati nel campione analitico primario. Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi input provenienti esclusivamente dal MUFON ammontano a un totale di 750 eventi segnalati, offrendo una prospettiva geografica più ampia, anche se necessariamente più eterogenea, sull’attività di segnalazione degli UAP in tutta Europa.

Tabella 6. Segnalazioni di UAP provenienti dal CMS del MUFON nei paesi europei senza organizzazioni nazionali di segnalazione residenti (2019-2024)

 Questa sezione presenta una serie complementare di segnalazioni UAP inviate al MUFON Case Management System (CMS) da paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione nazionale UAP di lunga data, o in cui non sono disponibili statistiche nazionali consolidate. A differenza del set di dati analitici primari esaminati nella sezione precedente, questi dati provengono da un quadro di segnalazione internazionale centralizzato piuttosto che da strutture nazionali residenti inserite nei contesti sociali, culturali e istituzionali locali.

Tutte le segnalazioni incluse in questo set di dati seguono la procedura standardizzata di raccolta e indagine del MUFON. I testimoni inviano segnalazioni dettagliate attraverso il CMS del MUFON, dopodiché ogni caso viene assegnato a un investigatore sul campo qualificato che è tenuto a stabilire un contatto con il testimone entro 72 ore. Vengono raccolte ulteriori informazioni e il caso viene esaminato, classificato e chiuso, in genere entro un periodo di 60 giorni. Questo processo uniforme garantisce un elevato livello di coerenza procedurale tra i vari paesi, anche in assenza di organizzazioni locali.

Tuttavia, importanti differenze strutturali distinguono questo set di dati da quello primario. Il volume delle segnalazioni nei paesi in cui è presente solo il MUFON è influenzato da fattori quali la consapevolezza pubblica del MUFON, l’accessibilità linguistica, l’utilizzo di Internet e l’esposizione mediatica, piuttosto che da un’attività di sensibilizzazione nazionale sostenuta o da attività investigative radicate a livello locale. Il numero annuale di casi è generalmente basso e discontinuo, rendendo l’analisi delle tendenze longitudinali o l’interpretazione grafica statisticamente fragile e potenzialmente fuorviante.

Per questi motivi, i dati provenienti dal MUFON qui presentati sono limitati alla forma tabellare e sono forniti esclusivamente a scopo descrittivo. Non sono inclusi nei grafici o nelle analisi comparative applicate ai paesi con organizzazioni residenti. Il loro valore principale risiede nell’estensione della copertura geografica del Barometro UFO Europeo degli UAP, nell’offerta di indicatori di base dell’attività di segnalazione e nell’evidenziazione delle regioni in cui lo sviluppo di strutture locali di raccolta dati potrebbe migliorare significativamente i futuri sforzi di monitoraggio.

Nonostante la loro natura descrittiva, dal set di dati provenienti dal MUFON è possibile trarre diverse osservazioni generali. In primo luogo, il volume delle segnalazioni rimane molto basso nella maggior parte dei paesi, spesso limitato a cifre annuali a una cifra, il che sottolinea l’assenza di infrastrutture nazionali di segnalazione sostenibili. In questo contesto, la Russia si distingue per i numeri costantemente più elevati nel periodo di riferimento, un andamento che può essere in gran parte attribuito alla presenza di un canale di segnalazione civile consolidato, integrato da un numero minore di segnalazioni tramite il sistema di gestione dei casi del MUFON. Questo effetto di concentrazione, piuttosto che qualsiasi inferenza relativa ai fenomeni sottostanti, spiega i dati aggregati più elevati osservati per questo paese.

La Tabella 6 evidenzia anche notevoli lacune strutturali nell’Europa centrale e orientale. Paesi come l’Austria e la Svizzera, situati nel cuore geografico dell’Europa e caratterizzati da alti livelli di sviluppo tecnologico e connettività pubblica, continuano a fare affidamento esclusivamente su meccanismi di segnalazione esterni. Allo stesso modo, la Polonia, uno dei paesi più grandi d’Europa per popolazione e territorio, mostra un’attività di segnalazione ricorrente ma discontinua, rafforzando la necessità di organizzazioni radicate a livello locale in grado di fornire continuità, divulgazione e aggregazione a livello nazionale. A questo proposito, il set di dati MUFON funge non solo da input statistico complementare, ma anche da indicatore delle regioni in cui la creazione di strutture di raccolta dati residenti potrebbe migliorare sostanzialmente i futuri sforzi di monitoraggio a livello europeo.

4. Conclusioni

L’aggiornamento 2025 del Barometro UFO Europeo rappresenta un chiaro passo avanti sia in termini di ampiezza che di profondità della segnalazione degli UAP a livello continentale. Rispetto alle edizioni precedenti, il set di dati integra ora un numero maggiore di paesi, comprese le organizzazioni nazionali di nuova costituzione o rivitalizzate, nonché una serie complementare di segnalazioni provenienti dal sistema di gestione dei casi del MUFON che copre le nazioni prive di strutture UAP residenti. Nel loro insieme, questi sviluppi forniscono la panoramica più completa delle attività di segnalazione degli UAP in Europa compilata fino ad oggi, che copre 37 paesi e oltre 32.000 eventi registrati dal 2019 al 2024.

Sebbene queste cifre rappresentino un importante progresso, è fondamentale interpretarle con cautela. I livelli di segnalazione rimangono fortemente influenzati da fattori strutturali e contestuali quali la presenza di organizzazioni nazionali, la densità di popolazione, la consapevolezza dell’opinione pubblica, le barriere linguistiche e i canali di segnalazione locali. Alcuni set di dati nazionali sono incompleti e potrebbe esserci un numero limitato di segnalazioni duplicate o retrodatate. Inoltre, la stragrande maggioranza dei casi corrisponde a errori di identificazione di fenomeni naturali o causati dall’uomo, con solo una piccolissima percentuale che rimane irrisolta dopo le indagini. Pertanto, i confronti tra paesi o tra anni diversi dovrebbero essere considerati indicativi piuttosto che definitivi.

Nonostante queste limitazioni, l’aggiornamento sottolinea il valore degli sforzi incrementali e cooperativi, sia formali che informali, nel migliorare la qualità, la resilienza e la portata del monitoraggio degli UAP in tutta Europa. Reti internazionali come EuroUfo.Net e UAP Check svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la continuità, lo scambio metodologico e la collaborazione, contribuendo a superare la frammentazione e le lacune che hanno storicamente limitato le analisi continentali. La relazione evidenzia anche le regioni, tra cui l’Europa centrale e orientale, in cui continuano a mancare strutture di raccolta dati radicate a livello locale, indicando opportunità per un ulteriore sviluppo istituzionale.

Nel complesso, l’aggiornamento del 2025 dimostra che un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo è fattibile e sta già prendendo forma. La cooperazione continua, la trasparenza e lo sforzo costante dei ricercatori nazionali e delle organizzazioni di volontariato saranno essenziali per consolidare questi progressi, migliorare la completezza dei dati e approfondire la nostra comprensione delle dinamiche a lungo termine dell’attività UAP segnalata in Europa.

In questa prospettiva, vale la pena segnalare una recente iniziativa emersa all’interno di EuroUfo.Net che integra direttamente il lavoro statistico annuale presentato in questo rapporto. A seguito delle discussioni tra alcuni ricercatori europei al Simposio SOL di Baveno nel 2025, EuroUfo.Net e UAP Check hanno lanciato un progetto pilota congiunto volto a creare un “Indice Euro UFO” pubblico (Euro UFO Index). L’obiettivo di questa iniziativa non è quello di fornire un ulteriore set di dati analitici, ma piuttosto un catalogo semplice e trasparente che elenchi i dati di base o le osservazioni segnalate di UFO/UAP, come la data, il luogo e il tipo di avvistamento, collegando ogni voce all’organizzazione di origine per ulteriori dettagli.

Come primo esperimento, volutamente limitato, le organizzazioni partecipanti sono state invitate a contribuire con un piccolo sottoinsieme di registrazioni solo per l’anno 2024, riducendo così al minimo il carico di lavoro e consentendo una valutazione pratica della fattibilità e della disponibilità a cooperare. Al momento della stesura del presente documento, una versione beta dell’Euro Ufo Index è già online[3] e include circa 1.500 segnalazioni fornite da diversi partner nazionali, su un totale previsto di circa 4.700 voci per la fase pilota.

Sebbene l’Euro Ufo Index non sia concepito come uno strumento di ricerca, offre una chiara panoramica continentale su quando e dove vengono presentate le segnalazioni di UFO/UAP in Europa e fornisce una base concreta per la cooperazione futura. Insieme al barometro statistico annuale, questa iniziativa illustra come passi modesti e cooperativi possano rafforzare gradualmente la visibilità, la continuità e la trasparenza a livello europeo nella documentazione delle attività di segnalazione degli UAP.

NOTE

[1] Philippe Ailleris (30 giugno 2024), “European UAP Sightings in 2019-2023: Raw Data by Country and Year”, EuroUfoNet; traduzione italiana: “Quanti UFO in Europa nel 2023?”

[2] Cockrell, R. C., Murphy, L., & Rodeghier, M. (2023). Social Factors and UFO Reports: Was the SARS-CoV-2 Pandemic Associated with an Increase in UFO Reporting? Journal of Scientific Exploration, 36(4), 641–656.

[3] Euro Ufo Index

RINGRAZIAMENTI

L’autore ringrazia sinceramente tutti i coordinatori nazionali e i ricercatori che, ogni anno, mettono a disposizione gratuitamente i propri dati per questo studio e la cui dedizione costante e il cui impegno volontario costituiscono le fondamenta della ricerca sugli UAP a livello europeo. Il loro impegno a lungo termine nella raccolta dei dati, nell’indagine e nella trasparenza è essenziale per la continuità e la credibilità di questo lavoro.
Un ringraziamento speciale va a Edoardo Russo (CISU), membro fondatore di EuroUfo.Net e consigliere di UAP Check, per la sua preziosa assistenza e il suo continuo sostegno nella preparazione di questo rapporto annuale. L’autore ringrazia inoltre Robert Spearing, direttore delle indagini internazionali del MUFON, per aver autorizzato l’uso dei dati del MUFON Case Management System (CMS), ampliando così in modo significativo la portata geografica di questa ricerca.
L’autore desidera inoltre ringraziare Giorgio Abraini per aver revisionato il manoscritto e aver offerto commenti e suggerimenti costruttivi che hanno contribuito a migliorare la chiarezza e la qualità complessiva del rapporto.

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Basato su una cooperazione internazionale senza precedenti, questo articolo viene pubblicato anche sui siti web delle organizzazioni partecipanti nelle loro diverse lingue.

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Philippe Ailleris è Senior Project Controller presso il Centro europeo di ricerca e tecnologia spaziale (ESTEC) dell’Agenzia spaziale europea nei Paesi Bassi, dove lavora all’interno del Dipartimento Progetti di Osservazione della Terra, contribuendo alle missioni Copernicus come Sentinel-1 e CO2M. Il suo background professionale riguarda la gestione di programmi spaziali e i sistemi di osservazione della Terra.
Parallelamente, nutre da tempo un interesse di ricerca nell’indagine scientifica strutturata dei fenomeni anomali non identificati (UAP). Nel 2009 ha avviato il programma di segnalazione delle osservazioni UAP e da allora è attivamente coinvolto negli sforzi internazionali per lo sviluppo di reti automatizzate di monitoraggio del cielo basate su sensori. La sua attuale ricerca esplora il potenziale utilizzo dei satelliti civili di osservazione della Terra per rilevare e analizzare fenomeni aerei anomali, nonché i quadri metodologici per valutare le prove e i livelli di confidenza relativi alle ipotesi di origine non umana.

 

Nuovo consiglio direttivo del CISU

L’assemblea degli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici ha eletto un nuovo consiglio direttivo il 23 novembre 2025.

In occasione della consueta assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, come avviene con cadenza biennale è stato eletto il consiglio direttivo per il periodo 2025-2027, nelle persone dei soci Marco Bianchini, Gian Paolo Grassino, Stefano Innocenti, Edoardo Russo, Paolo Toselli.

Il consiglio direttivo ha rinnovato il mandato di Marco Bianchini come presidente del CISU.

Il convegno per i 40 anni del CISU

Tra pochi giorni – precisamente il 15 dicembre – festeggeremo i 40 anni dalla costituzione del Centro Italiano Studi Ufologici.

A questo importante traguardo è dedicato il nostro Convengo annuale (giunto anch’esso alla quarantesima edizione), che si volgerà a Torino nel pomeriggio di sabato 22 novembre, presso l’Hotel Diplomatic.

Anche solo riassumere le attività, le iniziative, i progetti e le pubblicazioni realizzate dal CISU nei suoi quattro decenni di vita sarebbe quasi impossibile e l’incontro di Torino avrà piuttosto il compito di “consolidare” quanto il Centro ha fatto fino ad oggi attraverso alcuni passaggi significativi.

Innanzitutto verranno presentati due volumi pubblicati quest’anno,   che ben rappresentano il nostro modo di operare.
Il primo (UFO: fenomeno o mito, firmato da Edoardo Russo) è un libro divulgativo edito da Rizzoli per presentare in modo serio e documentato il problema ufologico ai tanti nuovi curiosi e appassionati.
Il secondo è invece il classico esempio di un lavoro “in stile CISU”: si tratta del volume enciclopedico di Paolo Fiorino su Gli O.V.N.I. dell’Aeronautica Militare Italiana che riassume, nelle sue quasi 470 pagine, tutta la storia dei rapporti tra UFO,  ufologia e Aeronautica italiana sulla base di un minuzioso lavoro di raccolta di informazioni e dati, durato oltre trent’anni.

Il convegno sarà poi l’occasione per presentare il sondaggio esclusivo condotto dall’istituto demoscopico Doxa su incarico e a spese del CISU per sapere quante persone in Italia pensano di aver osservato un UFO.
Si tratta una domanda che la Doxa aveva proposto in Italia per la prima volta nel 1987, anche in quel caso su iniziativa del Centro Italiano Studi Ufologici, in un più ampio sondaggio presentato nel corso del nostro Convegno internazionale svoltosi quell’anno a Torino.
Anche questo vuole essere un esempio del modo di agire che ci ha sempre contraddistinto: in un’epoca in cui sempre più persone cercano di lucrare sull’ufologia, noi vogliamo ribadire come le risorse vadano invece impiegate nell’indagine e nello studio, per far crescere la nostra conoscenza sull’argomento in ogni ambito.

Parleremo poi di come il fenomeno si è evoluto in Italia nel corso di questi quarant’anni, del nuovo ruolo dei social media nell’ufologia ai nostri giorni, senza trascurare un sommario riepilogo del cammino che la nostra associazione ha fatto dal 1985 ad oggi.

40° Convegno nazionale di ufologia
Sabato 22 novembre 2025  •  Ore 14.30 – 19.30
Hotel Diplomatic  •  Via Cernaia 42  •  Torino
Ingresso libero • Gradita prenotazione
cisu@ufo.itwww.cisu.org

Di seguito riportiamo i titoli delle relazioni programmate.

Paolo Fiorino  •  Un libro sugli OVNI dell’Aeronautica Militare Italiana

Gian Paolo Grassino  •  CISU, i nostri primi 40 anni

Stefano Innocenti  •  L’ufologia al tempo dei social

— Edoardo Russo  •  Chi vede gli UFO in Italia: il sondaggio Doxa 2025

— Paolo Toselli  •  Apparizioni e sparizioni: L’evoluzione del fenomeno UFO in Italia negli ultimi 40 anni

Tavola rotonda: Gli UFO tra fenomeno, mito e divulgazione

 

Speciale UFO su una rivista scientifica aerospaziale (e due degli autori sono italiani)

Il numero di giugno della rivista Progress in Aerospace Sciences dedica vari articoli al tema degli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena).

È la prima volta che una rivista scientifica del settore (pubblicata in Gran Bretagna dal 1961) dà tanto spazio alla questione ufologica. E soprattutto è la prima volta che viene pubblicata una storia dettagliata degli studi scientifici sull’argomento, sotto forma di un lunghissimo articolo (58 pagine, 506 note bibliografiche) intitolato “La nuova scienza dei fenomeni aerospaziali non identificati” (“The New Science of Unidentified Aerospace-Undersea Phenomena (UAP)”).

Lo firma un inedito collettivo internazionale di autori, coordinati dall’americano Kevin H. Knuth (docente di fisica alla University of Albany). Fra gli altri 33 co-autori ci sono vari scienziati e ricercatori universitari avvicinatisi di recente al nostro argomento, ma anche non pochi veterani dell’ufologia (ad esempio Richard Haines, Erling Strand e Jacques Vallée) o esponenti delle principali organizzazioni mondiali: Mark Rodeghier e Mike Swords del CUFOS (Center for UFO Studies), Rich Hoffman e Robert Powell della SCU (Scientific Coalition for UAP Studies), Mike Cifone della SUAPS (Society for UAP Studies), Michaël Vaillant dell’iniziativa internazionale UAP Check, perfino Frédéric Courtade, direttore del GEIPAN (l’ente ufologico ufficiale francese). Di rilevanza per il nostro Paese il fatto che due degli autori siano italiani: l’astronomo Massimo Teodorani e l’ufologo Edoardo Russo.

Il testo integrale dell’articolo (e degli altri che compongono il numero speciale di Progress in Aerospace Sciences) è scaricabile dal link diretto dell’editore Elsevier

«UFO – Fenomeno o mito?» da oggi in tutte le librerie

«UFO – Fenomeno o mito?»

Un libro di cui c’è (di nuovo) bisogno

Ogni anno vengono pubblicati in Italia molti libri sull’argomento UFO, per la maggior parte ormai auto-produzioni gestite su Amazon o analoghi canali di edizione e vendita.
In genere si tratta di testi che si occupano di aspetti specifici del fenomeno, di analisi più o meno fantasiose di questa o quella ipotesi, spesso con toni complottistici e assertivi.
Il filo conduttore di buona parte di queste pubblicazioni è il dare per scontato, per dato acquisito, non solo cosa si intenda per UFO o UAP, ma cosa in realtà siano, ossia qualche forma di visitatori extraterrestri.

Oggi, dopo più di settant’anni di ufologia, dopo decenni di analisi e discussioni, dopo che abbiamo visto nascere ed evolvere il nuovo approccio agli UAP, sembra davvero semplicistico ritornare ai modelli interpretativi “ingenui” degli Anni 50 e 60.
Per questo motivo c’è una nuova esigenza di “fare informazione” su cosa sono gli UFO/UAP, di presentare lo stato delle cose, quello che conosciamo “davvero” e quello che ancora ci è sconosciuto. Soprattutto c’è bisogno di fornire ai curiosi e agli appassionati un’immagine dell’ufologia che renda l’idea della complessità del fenomeno e delle difficoltà a studiarlo con le metodologie della ricerca scientifica.

Da queste necessità nasce il libro di Edoardo Russo «UFO – Fenomeno o mito?» che si propone di presentare, in modo chiaro e diretto, quello che è oggi l’ufologia, cosa rappresentano le osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificato o UAP al di là delle fake news e delle mille fantasie che si raccontano attorno ad essi.
Questo bisogno di parlare di UFO/UAP in modo concreto, basato sui casi, sulle testimonianze, sui dati è stato condiviso da un editore importante come Rizzoli che ha chiesto al Centro Italiano Studi Ufologici (in occasione dei  suoi quarant’anni d’attività) di presentare il fenomeno UFO a chi oggi si avvicina all’argomento, spesso incuriosito dal nuovo interesse ufficiale negli Stati Uniti, e fa fatica a trovare una presentazione seria e circostanziata di cosa sono gli UAP e quali sono le informazioni attendibili.

Russo si è reso disponibile a portare a termine questo compito con un testo che segue in parte lo schema delle conferenze divulgative tenute nel corso degli anni, un modo per “parlare” direttamente al lettore e fargli condividere l’interesse e la complessità degli avvistamenti ma anche il senso critico e razionale che dobbiamo conservare nell’affrontarli.
Per l’autore si è trattato di sintetizzare i cinquant’anni del suo interesse nell’ufologia, che ne hanno fatto uno dei ricercatori più apprezzati a livello internazionale per le doti di coordinamento e di sintesi nella costruzione di un movimento ufologico di impronta scientifica.

Russo è uno dei soci fondatori del Centro Italiano Studi Ufologici e del collettivo europeo EuroUFO, è rappresentante italiano per il Mutual UFO Network americano (MUFON) e uno dei coordinatori della rete internazionale UAP Check. Ha partecipato all’organizzazione del secondo seminario del GEIPAN (l’organismo ufologico ufficiale francese) nel 2022 e – non a caso – è stato scelto come rappresentante dell’ufologia privata europea all’incontro di informazione tenutosi presso il Parlamento Europeo il 20 marzo 2024.

Oltre alla  sua e competenza, «UFO – Fenomeno o mito?» si propone al lettore con altre due importanti caratteristiche. La prima è che tutti gli avvistamenti riportati sono il frutto di indagini svolte direttamente dai ricercatori del Centro Italiano Studi Ufologici: il fenomeno UFO che viene presentato non si basa su voci di seconda mano o racconti senza fonti certe, ma su testimonianze raccolte in prima persona e casi investigati sul campo. In questo modo il lettore può ripercorrere gli stessi passi fatti dall’ufologo e condividerne le certezze ma anche i dubbi e le perplessità, per una visione ragionata e “matura” dell’intero argomento.

Inoltre il volume si presenta come il lavoro non di un singolo ma del “portavoce” di un’intera associazione – il Centro Italiano Studi Ufologici – che in quarant’anni di attività ha cambiato il modo di fare ufologia in Italia portando metodo, condivisione e organizzazione in un ambito troppo spesso lasciato (ieri ma anche oggi) in balia del dilettantismo e del sensazionalismo.

Al lettore vengono quindi proposte un insieme di informazioni ed una visione generale che sono il frutto del lavoro comune delle tante persone che hanno contribuito in quattro decenni alle attività del CISU. Finita la lettura, chi è interessato può trovare precisi riferimenti bibliografici per approfondire, ed anche ritrovare sul territorio i rappresentanti del Centro che hanno contribuito a svolgere le indagini, ad elaborare gli studi, a costruire gli archivi e quindi rendere possibile la realizzazione di questo libro.

La presentazione ufficiale della

UFO Fenomeno o mito?

Gli avvistamenti UFO sono reali o solo un riflesso delle nostre paure?
Che cosa nascondono i governi sugli UFO? Quanto c’è di vero nelle testimonianze di incontri ravvicinati?
E come si analizzano e catalogano gli avvistamenti?
Sono solo alcune delle domande a cui cerca di rispondere il portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici per fare chiarezza una volta per tutte su avvistamenti, incontri ravvicinati e oggetti volanti non identificati.

Il mondo degli UFO e dell’ufologia è un intricato labirinto, un gioco di specchi che riflette tanto le nostre convinzioni quanto la realtà. Ed è in questo mondo che Edoardo Russo, portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici, ci invita a seguirlo alla scoperta di un fenomeno che, da oltre settant’anni, continua ad affascinare e dividere. Ecco dunque decine di storie che ancora oggi abitano la zona grigia del dubbio: eventi che nessuno è riuscito a spiegare del tutto, ma che offrono sufficienti prove per dimostrare che qualcosa di strano è successo davvero.
Come la testimonianza di un uomo che, svegliato dall’abbaiare insistente dei cani, osservò nel suo campo un oggetto a forma di cupola ruotare lentamente, per poi sollevarsi nel cielo con un movimento fluido e silenzioso; o la vicenda di una coppia che, attraversando la Marsica, vide una struttura luminosa e geometrica sparire tra le montagne, lasciandosi dietro una scia di mistero; o ancora l’apparizione negli anni Ottanta di un enorme “sigaro volante”, osservato da migliaia di persone in diverse regioni italiane, e il famoso avvistamento delle luci notturne in Val Malone, dove i caccia militari inseguirono un fenomeno luminoso sfuggente che si dissolse tra le montagne.

Tra storie incredibili, analisi rigorose e fenomeni che ci spingono a confrontarci con l’ignoto, questo libro è un racconto avvincente sempre in bilico tra la lucida osservazione dei fatti e lo stupore che suscita in noi il mistero. E nasce dal desiderio di fare ordine tra spiegabile e inspiegabile, affrontando con un approccio scientifico avvistamenti, incontri ravvicinati e indagini ufologiche.
Un viaggio emozionante, per appassionati e scettici, tra cieli stellati, luci misteriose e l’eterna voglia di scoprire l’ignoto.

L’indice

INTRODUZIONE
Misteri volanti: cinquant’anni di riflessioni
L’ufologia non è una scienza
Un fenomeno a due facce

PRIMA PARTE
IL FENOMENO UFO: STORIA E SIGNIFICATO
Un mito americano o un fenomeno globale di massa?
C’erano una volta i dischi volanti
Chi studia gli UFO

SECONDA PARTE
DALLE LUCI AI CONTATTI: OSSERVARE E CAPIRE
La doppia faccia degli UFO
Luci nel buio: il fascino degli avvistamenti notturni
Dischi volanti e altri oggetti diurni
Incontri ravvicinati: quando gli ufo scendono a terra
Rapimenti alieni: tra mistero e fantascienza
USO: gli UFO subacquei
Prove e casi particolari
Un’immagine vale più di mille parole?
UFO e radar: quando il cielo diventa un enigma

TERZA PARTE
A MARGINE DEGLI UFO
Tra realtà e leggenda

QUARTA PARTE
UN MITO MODERNO
L’immaginario collettivo

CONCLUSIONI
La dotta ignoranza
Per chi volesse approfondire
Il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU)

«UFO – Fenomeno o mito?»
240 pagine (+ 16 tavole) – Cartonato con sovraccoperta
Euro 18,00

Disponibile in tutte le librerie o presso lo store on-line di UPIAR (www.upiar.org)

In uscita il nuovo libro di Edoardo Russo

La Rizzoli Libri ha annunciato l’imminente uscita del nuovo libro UFO: fenomeno o mito?

Si tratta di un testo divulgativo destinato al grande pubblico, firmato da Edoardo Russo ma realizzato sulla base delle indagini e degli studi condotti dai soci del Centro Italiano Studi Ufologici nell’arco di quarant’anni. Per questa ragione il CISU figura in copertina, oltre che all’interno del volume.

Il libro è diviso in quattro parti: la prima fornisce un inquadramento storico e di significato (dai dischi volanti agli UAP); la seconda illustra il fenomeno (dalle luci in cielo ai rapimenti alieni, con esempi di indagini su casi italiani); la terza sposta l’attenzione sulla sovrastruttura  socio-culturale  che si è sovrapposta alla realtà del fenomeno; la quarta rifiuta di offrire una conclusione netta e fornisce strumenti di approfondimento con una bibliografia ragionata.

Il volume (che conta 235 pagine più 16 illustrazioni fuori testo) sarà in distribuzione dal prossimo 25 febbraio, ma può già essere prenotato nelle librerie o sui principali store online (es.  Amazon, Feltrinelli, IBS)

Copie autografate possono essere ordinate sulla libreria ufologica online UPIAR Store

20 marzo 2024: La prima giornata europea degli UAP? – Parte 3

Mercoledì 20 marzo 2024, il Parlamento europeo ha ospitato a Bruxelles un incontro sui Fenomeni Anormali Non Identificati (abbreviati UAP, o PAN in francese). L’evento, il primo sugli UFO al Parlamento europeo in oltre 30 anni, è stato organizzato su iniziativa dell’eurodeputato Francisco Guerreiro, membro del gruppo politico dei Verdi. Quale seguito possiamo aspettarci, o immaginare, da questa giornata da ricordare?

(segue dalla seconda parte)

Forse abbiamo bisogno di una minaccia esterna e universale che ci faccia riconoscere questo legame comune. Di tanto in tanto penso a quanto velocemente svanirebbero le nostre differenze a livello mondiale se ci trovassimo di fronte a una minaccia aliena proveniente dall’esterno di questo mondo”, Ronald Reagan, 40° presidente degli Stati Uniti d’America.

La questione degli oggetti volanti non identificati non rientra nelle competenze della Commissione, che non ha intenzione di seguirla”, José Manuel Barroso, presidente della Commissione europea.

Gli UAP sono eventi critici che potrebbero minacciare il traffico aereo e la sicurezza aerea in Europa. In questo senso, sono d’accordo che dobbiamo prestare maggiore attenzione a questo aspetto”, Generale Claudio Graziano, Presidente dell’EUMC (Comitato Militare dell’Unione Europea).

 

IL SENTIMENTO

Guardiamo al periodo 2024-2029. Il 9 giugno 2024 sarà eletta una nuova squadra di 720 membri del Parlamento europeo (MEP), inaugurando in questo modo la decima legislatura del Parlamento europeo. Conosciamo il contesto politico, che non è mai stato così pericoloso dalla Seconda guerra mondiale; recessione economica e crisi finanziaria appena nascosta, tensioni internazionali al culmine con conflitti militari che contano decine di migliaia di morti alle nostre porte: Europa orientale, Mar Nero e Medio Oriente mediterraneo. Sul fronte interno si prevede un chiaro riequilibrio delle forze politiche a favore di una destra europea “dura” – populista, borghese, persino nazionalista – che metterà in discussione, tra l’altro, la legislazione ambientale e la transizione energetica all’ordine del giorno dell’Unione europea. Gli ecologisti, inoltre, lamentano le battute d’arresto imposte sulle questioni dei pesticidi, degli inquinanti eterni, dei nuovi OGM, dei rischi ambientali e delle malattie… Nubi velenose si addensano da tutte le parti, e non solo quando si tratta di emergenza climatica.

In queste circostanze, dove dominano il suono dei cannoni, il clamore delle folle inferocite e il rumore degli stivali, chi tra i futuri eurodeputati oserà esprimersi sulla questione degli UAP? Fin dall’inizio, la questione sembra secondaria, inutile o marginale. Come può il diversivo creato dagli UFO trovare posto al centro delle attuali questioni geostrategiche? Come si può progredire nell’integrazione delle questioni relative a UFO, UAP e UAO nelle politiche pubbliche europee? Inoltre, gli UAP potrebbero diventare un fattore di integrazione e coesione nell’UE? Quest’ultima domanda, tanto provocatoria quanto assurda, non è priva di fondamento.

 

EURO-LEADER UNITI CONTRO GLI UFO?

Nel 1987, nel suo discorso alla 42a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, il presidente Ronald Reagan disse: “Forse abbiamo bisogno di una minaccia esterna e universale per farci riconoscere questo legame comune. Di tanto in tanto penso a quanto velocemente svanirebbero le nostre differenze a livello mondiale se ci trovassimo di fronte a una minaccia aliena proveniente dall’esterno di questo mondo”(1) Sei anni dopo, nel dicembre 1993, la Commissione ITRE (Industria, Ricerca ed Energia) del Parlamento europeo adottò all’unanimità una relazione sulla “proposta di creazione di un Centro europeo di monitoraggio degli UFO”, una risoluzione individuale sostenuta fin dal 1990 dal deputato socialista Elio di Rupo, futuro primo ministro belga. L’ondata belga era ancora fresca nella mente di tutti. Essa fu esplicitamente citata nel testo adottato dove si chiedeva che il SEPRA francese diventasse l’organismo di riferimento europeo e il cui relatore era il fisico italiano Tullio Regge. Purtroppo, il rapporto Regge era controverso e ferocemente contestato dagli eurodeputati britannici e non fu mai inserito nell’ordine del giorno della sessione plenaria del gennaio 1994. E così non fu mai votata prima della fine della legislatura, che avvenne sei mesi dopo… (2)

Nel 2010, un altro europarlamentare italiano, Mario Borghezio – esponente della Lega Nord – ha firmato una dichiarazione scritta in cui si chiedeva “la declassificazione della documentazione sugli UFO”, ritenendo “indispensabile l’istituzione di un centro scientifico per l’analisi e la diffusione dei dati scientifici raccolti fino a oggi da vari enti e governi europei”. (3) Nessuna azione ulteriore. Troppo pungente? La risposta della Commissione a un’altra interrogazione scritta, presentata due anni prima, nel 2008, dall’eurodeputato liberale cipriota Marios Matsakis (4), è molto chiara: “La questione degli oggetti volanti non identificati non rientra nelle competenze della Commissione che non ha intenzione di seguirla(5)  Dobbiamo forse dedurne che l’Unione europea ha bisogno di una nuova ondata di UFO da qualche parte all’interno dei 27 per forzare l’armonizzazione, scuotere lo status quo politico e rilanciare l’esame degli UAP nell’UE?

I “drovni” [crasi tra “droni” e “Ovni”] ora sciamano notte e giorno sopra le installazioni nucleari, la Marina degli Stati Uniti svela video di UAP girati 20 anni fa e i radar dei suoi aerei da combattimento misurano e registrano prestazioni di macchine volanti che sfidano le leggi della nostra fisica, rafforzando le richieste di un’ufologia strumentale solida e collaborativa. Ma c’è un altro modo di pensare a tutto questo ed è quello del francese Jean Cocteau: “Dal momento che questi misteri mi sfuggono, fingiamo di essere il loro organizzatore”, suggeriva il famoso artista a metà del secolo scorso. Un’intuizione poetica da non trascurare, degna dei migliori manuali di comunicazione strategica.

 

IN ATTESA DELLA PROSSIMA ONDATA?

Sappiamo che l’iniziativa politica di Francisco Guerreiro è stata accompagnata, fin dall’estate del 2023, da contatti con diversi funzionari della Commissione europea e delle nebulose agenzie dell’UE e che questi stessi funzionari, invitati a partecipare all’evento del marzo 2024, hanno scelto di non presentarsi e di rimanere in silenzio. Sappiamo anche che diversi eurodeputati del Parlamento europeo hanno espresso interesse per gli UAP in seguito agli interventi dell’eurodeputato portoghese dei Verdi, ma che non vogliono essere sotto i riflettori. Sappiamo anche che la commissione per le petizioni – un organo del Parlamento europeo cui i cittadini europei possono rivolgersi – nel 2021 non ha soddisfatto la richiesta di indagare sugli “avvistamenti UFO”. La domanda non è stata accolta, perché “sembra che le questioni non rientrino nei campi di attività dell’Unione”. (6)  Di cosa hanno paura?

In attesa della prossima ondata di UAP, quali opzioni ha la lobby europea degli UFO? Di fronte al disinteresse parlamentare di facciata e alla mancanza di volontà di dare risposte concrete ed esplicite da parte della Commissione europea e degli Stati membri dell’UE, la lobby europea degli UFO non ha altra scelta che riprendere il sopravvento.

Come fare maggior pressione per aumentare la consapevolezza di questo tema, ancora troppo stigmatizzato? Con incontri individuali con i nuovi europarlamentari, ricordando la risoluzione europea già approvata nel 1993? Il recente lavoro dell’eurodeputato Francisco Guerreiro? Le rivendicazioni sociali dei piloti di linea e dei veterani degli eserciti professionali? Presentando altre richieste di accesso ai documenti o domande scritte? Con l’evolversi delle notizie internazionali e delle rivelazioni statunitensi? Chris Gaffney del gruppo irlandese NHI Disclosure, ad esempio, si è specializzato nella richiesta di accesso ai documenti europei tramite Asktheeu.org. Non meno di 27 richieste dal 2021. (7)

 

20 MARZO: UNA GIORNATA EUROPEA DELL’UAP?

Un altro obiettivo intermedio potrebbe essere quello di fare del 20 marzo 2025 una “Giornata europea dell’UAP”, presentando i risultati di un grande sondaggio d’opinione paneuropeo. L’equivalente di un Eurobarometro sulla popolazione dei 27 Paesi sul tema degli UFO! Esistono diversi sondaggi nazionali, ma finora nulla su scala europea. Eppure tutti i Paesi europei sono interessati, come ha sottolineato l’ufologo italiano Edoardo Russo, coordinatore della rete EuroUFO e membro dell’iniziativa UAP Check, nel suo discorso al Parlamento europeo del 20 marzo 2024.(8) Un’altra forma di influenza sarebbe la pubblicazione di libri bianchi, comunicati stampa e note informative, sulla falsariga della Fondazione SOL oltreoceano, che illustrino i concreti vantaggi strategici, tecnologici e scientifici e la leadership geopolitica che deriverebbero dagli annunci e dagli impegni dell’UE sulla questione UFO. Non è da escludere nemmeno il sostegno a programmi o iniziative che coinvolgano conferenze pubbliche, progetti di ricerca o la Rete europea, guidati da consorzi pubblico-privati come ExoProbe, SETI, il Progetto Galileo, la Fondazione Sol, UAP Check e via dicendo.

Come lei ha sottolineato, gli UAP sono eventi critici che potrebbero minacciare il traffico e la sicurezza aerea in Europa. In tal senso, sono d’accordo con lei che dobbiamo prestare maggiore attenzione a questo”, ha scritto il generale italiano Claudio Graziano nell’agosto 2021, in risposta a una lettera dell’ufologo irlandese Chris Gaffney. Claudio Graziano parlava in qualità di presidente del Comitato militare dell’UE (EUMC), carica che ha ricoperto tra il 2018 e il 2022. Prosegue: “Tuttavia, devo sottolineare che la sicurezza aerea e la difesa rimangono una stretta giurisdizione nazionale e tutti i Paesi europei hanno già in atto alcune procedure di segnalazione. Inoltre, da un punto di vista prettamente militare, ricordo che la difesa aerea in Europa è coordinata e inserita nel sistema di difesa aerea della NATO. In questo senso e in accordo con il principio di evitare duplicazioni tra la NATO e l’UE, non vedo la necessità di creare una procedura o una struttura specifica dell’UE che se ne occupi. Nella mia veste, posso solo sottoporre la questione all’attenzione dei Capi di Stato Maggiore della Difesa degli Stati membri, raccomandando un più stretto coordinamento tra loro e una possibile condivisione dei dati con le istituzioni europee interessate. (…) Abbiamo bisogno di una maggiore consapevolezza da parte dei cittadini dell’UE su questi temi”, conclude il generale Graziano. (9)

LA NATO? La futura legislazione spaziale europea? Segretezza, divulgazione o disinformazione?

Il grande gioco europeo del nascondi-UAP non è ancora finito.

 

NOTE E RIFERIMENTI

(1) https://www.reaganlibrary.gov/archives/speech/address-42d-session-united-nations-general-assembly-new-york-new-york

(2) https://www.uapcheck.com/news/id/2024-02-13-uap-in-the-european-parliament-part-1

(3) https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/DCL-7-2010-0057_EN.pdf

(4) https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-6-2008-3024_EN.html

(5) https://www.europarl.europa.eu/doceo/document/E-6-2008-3024-ASW_EN.html

(6) https://www.europarl.europa.eu/petitions-content/docs/petitions/petition-0381-2021-en.pdf

(7) https://www.asktheeu.org/en/user/chris_gaffney

(8) https://www.franciscoguerreiro.eu/pt/media/uap-check–european-commission-event-on-uap-%E2%80%93-the-historical-eu-context

(9) https://www.sundayworld.com/news/irish-news/wexford-man-recalls-close-encounter-with-ufos-that-left-him-dumbfounded/a696861738.html

Traduzione di Matteo Marrocu

 

Charles-Maxence Layet

Assistente parlamentare europeo tra il 2009 e il 2024. Charles-Maxence Layet è uno scrittore scientifico freelance, specialista di nuove tecnologie energetiche e del cosmo elettromagnetico, caporedattore ed editore del libro “Orbs Special Contact” dedicato agli UFO e all’ipotesi extraterrestre. Il suo viaggio si concentra principalmente sulla dimensione umana del fenomeno UAP. 

 

Nuovo direttivo e nuovo presidente del CISU

L’assemblea degli iscritti al Centro Italiano Studi Ufologici ha eletto un nuovo consiglio direttivo il 18 novembre 2023.

In occasione della consueta assemblea dei soci per l’approvazione del bilancio, come avviene con cadenza biennale è stato eletto il consiglio direttivo per il periodo 2023-2025, nelle persone dei soci Marco Bianchini, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Stefano Innocenti, Edoardo Russo.
Il consiglio direttivo ha nominato Marco Bianchini come nuovo presidente del CISU.

Maggio: un mese di conferenze

Questo mese di maggio vedrà diverse conferenze o eventi divulgativi da parte del Centro Italiano Studi Ufologici Rusbank.net.

A parte una serata ufologica curata da Marco Bianchini per il Rotary Club Cortona Valdichiana il 3 maggio, la prima occasione pubblica sarà all’interno della kermesse Ufology Yes che si terrà a Pomezia (Roma) nel weekend del 6 e 7 maggio, con uno stand del CISU ed una conferenza di Stefano Innocenti su “Gli effetti elettromagnetici sulle automobili nella casistica ufologica italiana” (sabato 6 alle ore 17).

Giovedì 18 maggio Edoardo Russo parteciperà ad una tavola rotonda sul tema “UFO e spazio: il grande ritorno”, organizzato dal Mufant (Museo del fantastico) in collaborazione con Altec all’interno del Salone internazionale del libro, a Torino.

Sempre a Torino, presso la Sala Large del Centro Studi Sereno Regis, nel pomeriggio di domenica 28 maggio si svolgerà un convegno a più voci intitolato “UFO: quello che le stelle non dicono”, con relazioni e interventi di Emanuela De Vincenzo, Fabrizio Dividi, Paolo Fiorino, Gian Paolo Grassino, Silvia Montanaro, Edoardo Russo.

Maggiori dettagli nei prossimi giorni.