Il convegno per i 40 anni del CISU

Tra pochi giorni – precisamente il 15 dicembre – festeggeremo i 40 anni dalla costituzione del Centro Italiano Studi Ufologici.

A questo importante traguardo è dedicato il nostro Convengo annuale (giunto anch’esso alla quarantesima edizione), che si volgerà a Torino nel pomeriggio di sabato 22 novembre, presso l’Hotel Diplomatic.

Anche solo riassumere le attività, le iniziative, i progetti e le pubblicazioni realizzate dal CISU nei suoi quattro decenni di vita sarebbe quasi impossibile e l’incontro di Torino avrà piuttosto il compito di “consolidare” quanto il Centro ha fatto fino ad oggi attraverso alcuni passaggi significativi.

Innanzitutto verranno presentati due volumi pubblicati quest’anno,   che ben rappresentano il nostro modo di operare.
Il primo (UFO: fenomeno o mito, firmato da Edoardo Russo) è un libro divulgativo edito da Rizzoli per presentare in modo serio e documentato il problema ufologico ai tanti nuovi curiosi e appassionati.
Il secondo è invece il classico esempio di un lavoro “in stile CISU”: si tratta del volume enciclopedico di Paolo Fiorino su Gli O.V.N.I. dell’Aeronautica Militare Italiana che riassume, nelle sue quasi 470 pagine, tutta la storia dei rapporti tra UFO,  ufologia e Aeronautica italiana sulla base di un minuzioso lavoro di raccolta di informazioni e dati, durato oltre trent’anni.

Il convegno sarà poi l’occasione per presentare il sondaggio esclusivo condotto dall’istituto demoscopico Doxa su incarico e a spese del CISU per sapere quante persone in Italia pensano di aver osservato un UFO.
Si tratta una domanda che la Doxa aveva proposto in Italia per la prima volta nel 1987, anche in quel caso su iniziativa del Centro Italiano Studi Ufologici, in un più ampio sondaggio presentato nel corso del nostro Convegno internazionale svoltosi quell’anno a Torino.
Anche questo vuole essere un esempio del modo di agire che ci ha sempre contraddistinto: in un’epoca in cui sempre più persone cercano di lucrare sull’ufologia, noi vogliamo ribadire come le risorse vadano invece impiegate nell’indagine e nello studio, per far crescere la nostra conoscenza sull’argomento in ogni ambito.

Parleremo poi di come il fenomeno si è evoluto in Italia nel corso di questi quarant’anni, del nuovo ruolo dei social media nell’ufologia ai nostri giorni, senza trascurare un sommario riepilogo del cammino che la nostra associazione ha fatto dal 1985 ad oggi.

40° Convegno nazionale di ufologia
Sabato 22 novembre 2025  •  Ore 14.30 – 19.30
Hotel Diplomatic  •  Via Cernaia 42  •  Torino
Ingresso libero • Gradita prenotazione
cisu@ufo.itwww.cisu.org

Di seguito riportiamo i titoli delle relazioni programmate.

Paolo Fiorino  •  Un libro sugli OVNI dell’Aeronautica Militare Italiana

Gian Paolo Grassino  •  CISU, i nostri primi 40 anni

Stefano Innocenti  •  L’ufologia al tempo dei social

— Edoardo Russo  •  Chi vede gli UFO in Italia: il sondaggio Doxa 2025

— Paolo Toselli  •  Apparizioni e sparizioni: L’evoluzione del fenomeno UFO in Italia negli ultimi 40 anni

Tavola rotonda: Gli UFO tra fenomeno, mito e divulgazione

 

4 milioni di inglesi hanno visto un UFO

di David Clarke

I risultati del primo National Folklore Survey (NFS) per l’Inghilterra hanno rivelato che oltre quattro milioni di persone affermano di aver visto “qualcosa nel cielo che non riuscivano a spiegare”.

 Quando ho iniziato a creare il sondaggio due anni fa, il mio obiettivo era quello di catturare un’istantanea accurata dell’ampia gamma di esperienze, credenze e tradizioni che rientrano nel termine folklore.

È un’opinione errata che il folklore riguardi solo l’antico, la superstizione e l’occulto. Il folklore riguarda effettivamente tutto questo, ma è anche radicato nel nostro DNA culturale e gioca un ruolo importante in tutte le nostre vite. Come riporta una definizione canonica, il folklore “include l’arte, le storie, la conoscenza e le pratiche delle persone. Sebbene il folklore possa essere ritrovato nei ricordi e nella storia, è anche legato a tradizioni viventi e a espressioni creative contemporanee”.

Ho concepito il National Folklore Survey 2025 come un “censimento” che potrebbe essere utilizzato come punto di partenza per ulteriori ricerche sul genere di cose che gli inglesi oggi vivono, sperimentano e credono.

Il progetto biennale che ho impostato si avvale delle competenze accademiche della Sheffield Hallam University, dove sono professore associato, dell’Università dell’Hertfordshire e della Chapman University negli Stati Uniti. È finanziato dall’Arts and Humanities Research Council (AHRC) e supportato dalla Folklore Society, fondata a Londra nel 1878.

Il sondaggio è stato condotto da IPSOS UK durante l’estate. Sono stati intervistati 1730 adulti inglesi, utilizzando il nostro elenco di circa 60 domande suddivise in sette diverse categorie.

Una sezione del nostro sondaggio ha chiesto a un campione rappresentativo di inglesi adulti di raccontare le proprie esperienze e credenze soprannaturali; questa sezione è stata chiamata: “l’inaspettato e l’inspiegabile”.

In tema di UFO, il sondaggio ha rilevato che il 10% afferma di aver visto un UFO o “qualcosa nel cielo che non si poteva spiegare” e il 15% conosce luoghi in Inghilterra diventati famosi grazie alle leggende sugli UFO. Ma nel complesso, i risultati suggeriscono che gli inglesi hanno meno probabilità di vedere gli UFO e sono più scettici rispetto agli americani.

Infatti un sondaggio condotto dal governo canadese, pubblicato a giugno di quest’anno, ha rilevato che il 21% degli intervistati ha dichiarato di aver visto un UAP  – dal 2020 il governo statunitense ha adottato l’acronimo UAP (Unidentified Anomalous Phenomena ) in sostituzione di UFO – e un sondaggio YouGov negli Stati Uniti nel 2024 ha rilevato un livello di avvistamenti pari al 18%.

Sarà dovuto ai cieli aperti del Nord America, più adatti all’osservazione del cielo? Oppure è perché gli americani sono più propensi a interpretare gli UAP come astronavi aliene?

Ma gli inglesi cosa pensano che siano gli UFO?

Grafico che illustra i principali risultati del sondaggio UFO effettuato da IPSOS-UK (copyright David Clarke)

In Inghilterra, il sondaggio NFS rivela una netta divisione tra credenti e scettici. Il 32% afferma di ritenere che tutti gli avvistamenti UFO possano essere spiegati come fenomeni naturali, artificiali e bufale. Ma quasi un quarto degli intervistati (24,5%) afferma di credere che almeno alcuni UFO siano astronavi controllate da intelligenze non umane e il 23% afferma di credere che alcuni siano visitatori provenienti da un’altra dimensione o addirittura viaggiatori del tempo provenienti dal nostro futuro.

A titolo di confronto, il recente sondaggio YouGov negli Stati Uniti ha rilevato che il 32% credeva che alcuni UFO fossero di origine extraterrestre.

In effetti, il livello più elevato di avvistamenti segnalati negli Stati Uniti – e la convinzione che il governo abbia insabbiato l’esistenza degli alieni – potrebbe essere collegato al livello più elevato di convinzione nell’origine extraterrestre degli UFO.

Come ha osservato il professor Christopher Bader, sociologo della Chapman University in California, membro del nostro team di ricerca:

“Che gli alieni visitino o meno la Terra, il primo e unico requisito per avvistare un’astronave extraterrestre è credere nella sua possibile esistenza. Una persona con una fede molto forte negli alieni sarà più propensa a interpretare fenomeni anomali nel cielo come di origine extraterrestre. Uno scettico incallito tenderà a presumere che qualcosa che non riesce a identificare abbia una spiegazione prosaica”.

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Una versione più ampia di questo articolo si trova in Dr. David Clarke’s Substack

il National Folklore Survey è sul sito web: www.nationalfolkloresurvey.co.uk/

IPSOS ha intervistato 1730 persone di età compresa tra 16 e 75 anni utilizzando la funzione iOmnibus, un panel realmente rappresentativo della popolazione residente in Inghilterra, tenendo conto di dati demografici quali età, istruzione, sesso, etnia, religione, regione e livello di reddito. Tutte le risposte sono state rese anonime. Questo tipo di sondaggio viene regolarmente utilizzato dal governo britannico, dal Servizio sanitario nazionale e da altre grandi organizzazioni e l’accuratezza dei risultati è considerata con un livello di confidenza del 99% (gold standard).

 

Revisione della traduzione dall’inglese a cura di Piero Zanaboni

 

David Clarke è professore associato presso il Dipartimento di Media e Comunicazione della Sheffield Hallam University, ed è stato ufologo attivo presso la BUFORA (British UFO Research Association), prima di intraprendere la carriera accademica.
È autore di numerosi articoli e di alcuni libri sugli UAP. Tra il 2008 e il 2013 è stato coinvolto come consulente nella pubblicazione dei file UFO del Ministero della Difesa del Regno Unito.
Co-fondatore del gruppo di ricerca Contemporary Legend presso lo SCII, è stato responsabile del progetto per il National Folklore Survey finanziato dall’AHRC.

 

Quel che gli americani credono sugli UFO (e sul paranormale)

La Chapman University è un’istituzione che ha sede ad Orange, in California. Una delle sue branche, il Wilkinson College of Arts, Humanities and Social Sciences, da tempo conduce un sondaggio denominato “Valutazione delle paure americane” (Survey of American Fears), quest’anno giunto alla sua quarta edizione.

A questa pagina ne trovate il testo completo in formato pdf con indicazione delle metodologie statistiche impiegate.

Questo studio comprende (fra le altre cose) una serie di sette domande relative alle credenze  sul paranormale. Si va dalle più tradizionali convinzioni sui poteri della mente, ai fantasmi, ai poltergeist, al Bigfoot e – quel che più ci interessa – agli UFO e alle idee connesse sulle visite extraterrestri alla Terra.

Una caratteristica per noi rilevante è che lo studio distingue fra tre categorie di convinzioni legate in modo più o meno diretto agli UFO in senso proprio.

Andiamo in ordine decrescente. Il 55% del campione concorda in modo forte o fortissimo sull’idea che siano esistite nel passato remoto civiltà super-avanzate, come quella di Atlantide. Questo tipo di credenze è parte fondamentale del patrimonio dell’approccio di tipo occultistico agli UFO. Condividerle può significare possedere il piedistallo ideologico per fare il salto verso altre parti della galassia di nostra competenza.

Il 35%  degli intervistati aderisce alle teorie sugli “Antichi astronauti”, quelle secondo le quali in tempi lontani la Terra è stata visitata dagli alieni.

Il 26,2%, infine pensa che la Terra sia oggi visitata dagli alieni – il che, in sostanza, vuol dire che crede negli UFO come velivoli extraterrestri e in parti più o meno rilevanti della nebulosa dei miti ufologici attuali.

In sostanza, solo un quarto degli americani non aderisce a nessuna delle sette credenze elencate. Molti sono d’accordo con due, tre o più cose di quel genere.

Per la Chapman University, dunque, nell’America del 2017 le credenze nel paranormale sono un elemento prevalente della cultura del Paese – ma, forse piccola sorpresa per gli studiosi razionali di ufologia – quelle “nostre” sono più diffuse nelle parti che riguardano il passato (antiche civiltà supertecnologiche, Antichi astronauti)  rispetto a quelle del tempo presente (UFO = velivoli alieni).

Collegando queste convinzioni a una lunga serie di caratteristiche sociali e culturali, per lo studio risulta che (in generale, non nelle nostre aree specifiche) le persone che aderiscono in maniera più forte ad un numero rilevante di credenze nel paranormale, nell’America dell’estate 2017 tendono ad avere reddito basso, si definiscono altamente religiose ma non frequentano troppo spesso i luoghi di culto, sono più donne che uomini, hanno posizioni politiche conservatrici e vivono più sovente in aree rurali, magari sulla costa occidentale degli Stati Uniti.