Terza Giornata Europea degli UAP

 

Il 20 marzo 2026 è il secondo anniversario dello storico incontro su “Gli UAP nello spazio aereo europeo”, organizzato presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, che venne ribattezzato come prima “Giornata europea degli UAP”. Può essere una buona occasione per riassumere quali sviluppi del panorama ufologico europeo si sono verificati nei dodici mesi trascorsi dal precedente anniversario.

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Proprio il 20 marzo 2025, nell’ambito di un’iniziativa collettiva senza precedenti, l’articolo di Charles-Maxence Layet intitolato «Autonomia strategica europea e fenomeni aerospaziali non identificati», pubblicato su UAP Check (e per l’Italia sul sito del CISU), è stato diffuso in 11 lingue diverse sui siti web di 14 organizzazioni nazionali che si occupano di UFO in tutta Europa (ed è stato persino ripubblicato oltreoceano dal J. Allen Hynek Center for UFO Studies).

Il 10 aprile, un appello congiunto rivolto al nuovo Parlamento Europeo affinché intervenga in materia di UAP in linea con i propri obiettivi, valori, mandati e priorità (firmato e presentato dai rappresentanti di 15 organizzazioni nazionali dedicate agli UAP nell’ottobre 2024) ha dato vita a una più ampia campagna di sostegno pubblico: La UAP Coalition Netherlands ha invitato cittadini e organizzazioni a esercitare congiuntamente pressione sull’Europarlamento, scrivendo ai rispettivi membri del nuovo parlamento per chiedergli di adottare misure concrete verso una maggiore trasparenza e una ricerca seria sugli UAP, quali la raccolta di dati (con un sistema centralizzato europeo), la ricerca scientifica (con finanziamenti per studi multidisciplinari) e l’integrazione delle politiche (con protocolli di aviazione e sicurezza).

Come si vedrà, in effetti l’organizzazione olandese UAP Coalition è stata costantemente la capofila di varie iniziative rivolte alle istituzioni dell’Unione Europea.

Il 30 aprile, i rappresentanti della UAP Coalition hanno avuto il primo incontro con l’europarlamentare tedesco Fabio De Masi, il quale a dicembre aveva presentato un’interrogazione alla Commissione UE sulle informazioni disponibili sui fenomeni aerei non identificati (UAP) in relazione alle infrastrutture critiche degli Stati membri. Durante l’incontro di due ore sono state discusse diverse questioni critiche, fra le quali: stigma e salute mentale (l’impatto psicologico su piloti e professionisti e la necessità di una cultura di segnalazione sicura), sicurezza aerea (i rischi legati a fenomeni non identificati nello spazio aereo europeo), cooperazione (azioni concrete per una maggiore trasparenza e cooperazione a livello dell’UE).
Gli stessi argomenti sono stati affrontati il 24 settembre, durante un altro incontro dei funzionari dell’UAPC con l’eurodeputato austriaco, Lukas Mandl

Il 20 luglio l’ufologia europea è stata protagonista del simposio annuale organizzato dal Mutual UFO Network (MUFON) a Cincinnati, negli USA: Edoardo Russo (Italia) è stato l’ospite straniero dell’anno, con una relazione sulle “Nuove prospettive negli studi sugli UAP dal Vecchio Continente”: l’esistenza in Europa di oltre 40 paesi diversi (che parlano decine di lingue diverse) ha comportato difficoltà di comunicazione ma anche una grande varietà e ricchezza di approcci e iniziative, che sono stati presentati ai colleghi americani spesso ignari della scena europea: strumenti di realtà aumentata per le indagini sul campo, tecniche di intervista basate sulla psicologia cognitiva, nuovi pacchetti software specificamente ideati per l’analisi fotografica degli UFO e per l’identificazione automatica degli IFO, la classificazione automatica dei casi tramite text mining e machine learning, nuovi sistemi integrati per il monitoraggio automatico del cielo e il rilevamento degli UAP, digitalizzazione massiva della letteratura ufologica, motori di ricerca su bibliografie specializzate, strumenti di intelligenza artificiale per scopi archivistici, chatbot ufologici.

Il 10 settembre, la UAP Coalition ha presentato alla Commissione europea un parere collettivo sulla Legge Europea per la Ricerca (ERA), firmato da 24 scienziati e ricercatori provenienti da 14 paesi, nell’ambito di un’altra iniziativa congiunta supportata dalla rete UAP Check. L’iniziativa legislativa mira a garantire uno spazio europeo della ricerca che risulti resiliente e inclusivo: il contributo ufologico si è concentrato su una questione fondamentale: lo stigma come barriera sistemica, che scoraggia i ricercatori dal richiedere finanziamenti e ostacola l’accesso alle infrastrutture di ricerca essenziali. Il documento ha avanzato quattro proposte concrete alla Commissione Europea: promuovere la curiosità (per incoraggiare una ricerca aperta e imparziale), linee guida anti-stigma (con lo sviluppo di quadri di riferimento per valutatori e finanziatori), sostegno alla ricerca esplorativa (creando uno spazio per i campi controversi o emarginati), reti inclusive (per stimolare la collaborazione interdisciplinare), accesso equo (per garantire l’accesso alle infrastrutture, indipendentemente dal settore di ricerca).
Nei mesi successivi, altri ricercatori hanno aderito all’iniziativa e il numero totale di firme è salito a 36 a  fine gennaio.

Pochi giorni dopo, il 26 settembre, la UAP Coalition ha presentato un contributo alla consultazione pubblica su un altro tema rilevante: la Legge Spaziale dell’UE, suggerendo che essa dovrebbe includere: riconoscimento esplicito (inclusione degli UAP nei testi normativi), obbligo di segnalazione (obbligo per i vari operatori di segnalare i fenomeni non identificati), sinergia (utilizzo dei sistemi di monitoraggio esistenti per il rilevamento degli UAP), trasparenza (raccolta centralizzata dei dati senza l’effetto ostacolante dello stigma).

Nel fine settimana dal 24 al 27 ottobre si è tenuto il terzo Simposio SOL, organizzato per la prima volta in Europa dalla Fondazione SOL americana: tre giorni intensi di conferenze e incontri, con oltre 20 relatori provenienti dal mondo accademico, governativo, della società civile e del settore privato, oltre a 440 ospiti da tutto il mondo nella località turistica di Baveno, sul Lago Maggiore (Italia), hanno reso questo evento probabilmente il principale evento europeo dedicato agli UAP nel 2025.

Come diretta conseguenza del proprio contributo alla Legge Europea per la Ricerca (ERA), la UAP Coalition ha ottenuto un incontro di consultazione con la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione (DG RTD) della Commissione Europea il 19 dicembre. Accompagnati dal prof. Anders Warell e dalla dott. Beatriz Villarroel, hanno chiarito che un mercato europeo integrato della ricerca è irraggiungibile fintanto che lo stigma ostacola il progresso in campi non convenzionali come quello degli UAP.

Il 24 dicembre è stato pubblicato l’annuale «Barometro UFO europeo»  curato da Philippe Ailleris:  da diversi anni viene pubblicata dal collettivo EuroUFO.net una panoramica annuale delle segnalazioni di UFO raccolte dalle principali organizzazioni europee che si occupano di UFO, ma l’edizione 2025 ha mostrato un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti: altre cinque organizzazioni nazionali hanno aderito all’indagine e due raccolte internazionali hanno contribuito a raggiungere l’inedito totale di 33.600 segnalazioni provenienti da 40 paesi europei per gli anni 2019-2024.

Il 31 dicembre, infine, EuroUFO.net e UAP Check hanno pubblicato il primo risultato di un’altra iniziativa congiunta: l’Euro UFO Index: un catalogo di segnalazioni e notizie relative a presunti avvistamenti UFO nei  paesi europei. Per la prima volta in assoluto, 23 associazioni ufologiche nazionali europee   (oltre a due organizzazioni internazionali) si sono accordate per  condividere i propri set dati al fine di creare uno strumento di riferimento comune. La prima versione sperimentale si limita alle segnalazioni di avvistamento  relative all’anno 2024 e ai soli dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione di provenienza) ma, una volta completata la fase preliminare, l’Euro Ufo Index verrà esteso a un arco temporale più ampio (a partire almeno dal 1947) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione. Per intanto  sono già state indicizzate più di 4.000 segnalazioni provenienti da 43 nazioni diverse per quel singolo anno e si prevede che il totale raggiunga le 5.000, dopo l’aggiunta di alcune altre raccolte nazionali.

Il 2025 è  stato indubbiamente un’annata intensa e profittevole per l’ufologia europea.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su EuroUfo.net, viene pubblicato in contemporanea in 12 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Immagine di copertina by Andrea Bovo

Il nuovo film di Spielberg: che sta succedendo?

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Ospitiamo un editoriale del Direttore per lo Sviluppo Internazionale del Mutual UFO Network (MUFON), ispirato dalla campagna di lancio del nuovo film a soggetto ufologico di Steven Spielberg.

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Chiunque sia al corrente di ciò che accade in questo momento nel “mondo degli UFO” sa che Steven Spielberg sta tornando nel campo dei film sugli UFO/UAP dopo diversi decenni e dopo i suoi incredibili successi con “E.T.“ e “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”.

Ma la domanda è: perché ora?

Personalmente penso che “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo” sia stato un enorme successo hollywoodiano e mi abbia trascinato in questa comunità sulla base delle mie esperienze personali, che Spielberg sembrava comprendere.

Non voglio certo fare qui della pubblicità gratuita a Spielberg perché non conosco le sue motivazioni, a parte il fatto che deve  portare soldi alla casa di produzione.  Senza dubbio il film sarà un grandissimo successo e sicuramente potrà modificare l’opinione pubblica in una certa direzione.

Ma fate attenzione al prestigiatore che vi mostra la mano sinistra mentre la sua destra vi svuota le tasche. Spielberg fa forse parte del complotto?

Inoltre, è solo la solita promozione del prodotto,  conoscendo il pubblico?  Hollywood ci campa! Gli UFO/UAP sono l’argomento più caldo dell’universo in questo momento perché il pubblico desidera risposte, e sembra esserci una lenta divulgazione da parte del governo e dei suoi vari portavoce che la rivelazione (la “disclosure”) potrebbe essere vicina.

O forse no?  Pensate a come il pubblico mondiale è stato sedotto dal caso 3i/ATLAS basandosi praticamente sul nulla. In questo periodo abbiamo a disposizione tutto  in ogni momento: Lue Elizondo e un cast di supporto composto da George Knapp, David Grusch, Chris Mellon, Hal Putoff, Eric Davis, Jeremy Corbell, Robert Bigelow e quelli del ranch Skinwalker, e – come se non fosse abbastanza – uno o due scienziati della Lockheed che affermano di aver fatto retro-ingegneria di strani oggetti, forse provenienti dal futuro (roba simile a quella misteriosamente scomparsa da un pacco postale indirizzato al MUFON, il che contribuisce ad aumentare il mistero e l’intrigo. Restate aggiornati! Ogni tanto ci derubano! Ma non è prevedibile, vero?)

Dal lato governativo, abbiamo sostenitori della trasparenza come i deputati Anna Luna, Tim Burchett, Andre Carson e i senatori Kirsten Gillibrand e il defunto Harry Reid, che hanno dato il via a tutto questo, finanziando l’AATIP che si è trasformato poi nel pasticciato, ma tutt’altro che inutile, All Domain Resolution Office (AARO). E non dimentichiamo poi nemmeno quelle persone che “pixelano” le foto della NASA. Abbiamo poi le infinite udienze al Congresso, l’ultima delle quali è stata tenuta dalla deputata Nancy Mace.

Se si torna ai giorni d’oro dell’ufologia, il NICAP contattava i nostri membri del Congresso già dalla fine degli anni ’50; eppure reinventiamo la ruota ogni 5 anni circa. Senza risultati, mai; a meno che non si abbia il privilegio di avere la risposta in un “briefing” del Congresso a porte chiuse in uno “SCIF” [1]… Siete fantastici! E perché niente per noi, per il pubblico? Da rotolarsi per terra, che casino!

Allora, cosa sta succedendo?

Spielberg è veramente un regista indipendente e il suo nuovo film, che si dovrebbe intitolare sulla “Disclosure”, è un’interpretazione realistica di un contatto alieno, o è solo propaganda per far sì che la comunità UFO/UAP continui a chiedere di più, per esigenze governative?

È interessante notare che, quando Spielberg aveva come consulenti J. Allen Hynek e Jacques Vallée per “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, Vallée  – brillantemente interpretato nel film dal compianto François Truffaut – all’epoca suggerì che forse non si trattava di alieni, ma di qualcosa di molto,  molto  diverso. E forse anche più esotico e anomalo. Io me lo ricordo e voi? All’epoca la risposta di Spielberg fu, in sostanza, che la gente voleva assolutamente gli extraterrestri. Penso che su questa discussione, 40 anni dopo, Vallee sia ancora dalla parte della ragione.

Forse è ancora più strano di quanto avessimo mai immaginato, e Spielberg sta finalmente recuperando il terreno perduto, o è lui a essere diretto da qualcuno? Spielberg sta insinuando che forse non si tratta affatto di alieni, ma di esseri umani provenienti da 500.000 anni nel futuro! (E perché questo numero? Perché non 100 o 1.000 anni da oggi?) Che grande cambiamento nel suo pensiero rispetto a quarant’anni fa! Ma è proprio il suo pensiero o sta diffondendo “la linea del partito”?

Le cose sono cambiate dagli anni ’80; da dove ha tirato fuori il numero di 500.000 anni? Di getto? O è a conoscenza di qualcosa che non sappiamo e che non conosceremo mai perché non facciamo parte della élite illuminata come lui?

La pubblicità iniziale del nuovo film di Spielberg è molto criptica, con la prima immagine che mostra quella che potrebbe sembrare una testa di uccello ma con un occhio umano. Questa, almeno, è la mia interpretazione. Forse si tratta del ritorno dei dinosauri? Spero proprio che non sia una storia ambientata nel Giurassico!

Ciò nonostante, sembra suggerire un accenno all’evoluzione umana e un completo cambiamento dal suo “Incontri ravvicinati” con gli alieni negli anni ’80. Inoltre, in un certo senso, ci spinge verso la teoria del viaggio nel tempo. Gli alieni siamo noi stessi  da un futuro molto, molto lontano?

Il governo sta forse forzando la mano con strumenti umani, sotto forma di informatori, preparandoci a qualche rivelazione? Sta interrompendo o addirittura distruggendo i loro piani di divulgazione.

È un gigantesco ammasso incomprensibile… E anche se così fosse, chi sarebbe in controllo: i governi o le “gole profonde” che ribaltano tutto? Immagino che i “rivelatori” siano i primi a perderci!

E cosa succederà dopo?

C’è una certa angoscia nella riluttanza a rivelare tutto. Ma perché? In alcuni ambienti, tra cui alcuni importanti portavoce ufologici, si insinua che la realtà dietro a chi sta manovrando questi UFO/UAP sia così terribile che il pubblico non sarebbe in grado di assimilarla tutta in una volta.

Se questo fosse vero, ci troveremo certamente di fronte a una realtà oscura e distopica che, quando la rivelazione avesse effettivamente luogo, potrebbe anche distruggere la nostra civiltà!

O invece  è tutta una “PsyOp” [2] ?

In ultima analisi  – considerando che storiche organizzazioni di base libere e aperte, come MUFON e NUFORC, sono sotto attacco come mai prima d’ora, con l’improvvisa comparsa di uffici del Dipartimento della Guerra (come l’AARO), altre agenzie governative seriamente sospettate e di fatto ignorate (come la NASA) e  misteriose società private come Enigma Labs (finanziata dal miliardario Peter Thiel, che ha contratti multimiliardari con il Dipartimento della Guerra tramite la sua società Palantir) – VOI, cioè il pubblico, la “gente della strada,” dovreste essere molto, molto, molto preoccupati che questa possa essere la più grande “PSYOP” nella storia dell’umanità.

Una tempesta perfetta di cooperazione tra governo, esercito, mass media, mondo dello spettacolo e industria ,concepita per nascondere la verità a tutti noi.

Fate molta attenzione quando inviate la vostra segnalazione UFO. Volete che finisca in inutili buchi neri come AARO, NASA, Enigma Labs o, peggio ancora, piccole start-up che vanno e vengono come l’“International UFO Bureau”, o volete che un’organizzazione affermata come il MUFON, con oltre 700 investigatori certificati sul campo e con esperienza sul campo, vi contatti in tempo reale per fare il lavoro, cioè vere e proprie indagini, a cui il governo non ha alcun accesso?

Noi facciamo dal 1969 il lavoro che prima faceva l’Aeronautica Militare! Il nostro database contiene 145.099 casi. E nessuno ci possiede! Nessuno!

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Note

[1] “Sensitive Compartmented Information Facility”, una stanza o edificio ultra-sicuro per informazioni classificate.

[2]      La traduzione di PSYOP (o PsyOp) è Operazioni Psicologiche (o Guerra Psicologica), indicando campagne strategiche militari e di intelligence che usano la comunicazione per influenzare le emozioni, le motivazioni e il comportamento di gruppi target (nemici, neutrali, alleati) al fine di raggiungere obiettivi politici e militari, sfruttando spesso disinformazione, propaganda e manipolazione mediatica, sia on, sia off-line.

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Bob Spearing è Direttore dello sviluppo internazionale del Mutual UFO Network. Laureato alla Fordham University con un B.A. in Comunicazione, con specializzazione in Giornalismo e Produzione Cinematografica, è andato in pensione dalla Port Authority di New York e New Jersey dopo 34 anni, dove ha ricoperto vari ruoli. E’ entrato a far parte di MUFON nel 2014 come Field Investigator e in seno a quell’associazione ha svolto diversi incarichi e progetti, ha pubblicato molti articoli ed è apparso in vari programmi televisivi.

 

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Revisione della traduzione automatica a cura di Piero Zanaboni

 

Avvistamenti UAP in Europa nel periodo 2019-2024: verso un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo

Ambito, fonti e obiettivi dell’aggiornamento 2025

Questo rapporto aggiornato rappresenta un significativo passo avanti rispetto alla precedente edizione pubblicata nel giugno 2024[1] .  Mentre il lavoro dello scorso anno si concentrava sui dati grezzi provenienti da undici paesi europei, il presente aggiornamento amplia notevolmente sia la copertura geografica che la base istituzionale del set di dati. Per la prima volta, questa panoramica annuale può contare non solo su organizzazioni civili nazionali di lunga data e organismi ufficiali, ma anche su organizzazioni o progetti  di recente costituzione o rivitalizzati, oltre che su un livello di condivisione internazionale dei dati senza precedenti. Due importanti sviluppi hanno caratterizzato l’aggiornamento di quest’anno.

Il primo è l’integrazione di altri cinque paesi europei per i quali è stato possibile ottenere dati affidabili a livello nazionale grazie alla creazione, alla riattivazione o alla continuazione di organizzazioni locali. Nella Repubblica Ceca, l’ex Projekt Záře è stato rivitalizzato con successo con il nuovo nome Tým Záře, ripristinando gli sforzi nazionali di raccolta dati che erano stati interrotti dopo il 2020. In Grecia, l’istituzione del GRUFON (Greek UFO Network) nel settembre 2025 segna il primo tentativo in decenni di strutturare un quadro nazionale sostenibile per la segnalazione e l’analisi degli UAP. Anche la Spagna ha compiuto importanti progressi con l’inclusione del Progetto CUCO (creato nel 2002), che finalmente estende la raccolta sistematica di dati oltre l’attività di lunga data ma geograficamente limitata del CEI (Centre d’Estudis Interplanetaris), incentrata sulla Catalogna. In Portogallo, la creazione di Stellar nel 2023 ha reintrodotto una struttura nazionale per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP, colmando una lacuna di lunga data nella penisola iberica. Infine, nonostante le circostanze straordinarie, l’Ucraina è riuscita a fornire dati aggiornati, anche se necessariamente parziali, attraverso la SRCAA Zond, un’organizzazione che opera sotto l’egida della Società Aerospaziale Ucraina. Zond continua una tradizione scientifica avviata all’inizio degli anni ’80 sotto l’egida dell’Accademia Nazionale delle Scienze e dal 2004 ha proseguito senza interruzioni lo studio dei fenomeni anomali, anche durante la guerra in corso.

Il secondo importante sviluppo è di natura metodologica e probabilmente ancora più significativo. Per la prima volta, la più grande organizzazione civile al mondo che si occupa di UFO, il MUFON (Mutual UFO Network, USA), ha accettato di condividere i propri dati europei con EuroUfo.Net. Questa cooperazione consente di incorporare le segnalazioni provenienti dai paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione civile o ufficiale nazionale che si occupi di UAP, affrontando così una delle debolezze strutturali più persistenti delle analisi a livello continentale. Fondata nel 1969, MUFON è la più antica e grande rete civile di indagine e ricerca sugli UFO al mondo.

Grazie a questa collaborazione, i dati di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalla nostra  panoramica continentale, possono ora essere inclusi in una specifica sezione di questo rapporto (vedi Parte 3). Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi dati provenienti dal MUFON rappresentano da soli un totale di 3.353 eventi segnalati in 29 paesi, ampliando in modo significativo la base empirica del Barometro UFO Europeo (EuroUFO Barometer).

Di conseguenza, l’aggiornamento di quest’anno va ben oltre un semplice aggiornamento annuale. Ora combina il gruppo originario di paesi europei con organizzazioni nazionali UAP di lunga data, paesi di recente integrazione con contatti organizzativi diretti, e un ampio insieme aggiuntivo di paesi rappresentati attraverso il sistema di segnalazione standardizzato MUFON. Nel loro insieme, queste fonti consentono la panoramica più ampia e inclusiva delle attività di segnalazione UAP europee raccolte fino ad oggi.

Per tenere conto di questa diversità di fonti di dati, il quadro analitico della relazione è volutamente differenziato. Le analisi grafiche e i confronti longitudinali sono limitati ai paesi con organizzazioni residenti e raccolta continua di dati nazionali, mentre i dati provenienti dal MUFON sono presentati separatamente solo in forma tabellare. Su questa base, la relazione è organizzata in due sezioni principali. La prima esamina l’evoluzione e le caratteristiche delle segnalazioni di UAP nei paesi con organizzazioni nazionali consolidate. La seconda presenta le segnalazioni di UAP inviate al sistema di gestione dei casi del MUFON dai paesi europei che non dispongono di strutture nazionali di raccolta dati, sotto forma di panoramica descrittiva che evidenzia l’attività di segnalazione di base e il potenziale futuro.

Come nelle edizioni precedenti, è importante sottolineare che le cifre presentate in questo rapporto riflettono principalmente le osservazioni segnalate, piuttosto che fenomeni anomali confermati. È ben noto tra i ricercatori e gli investigatori di tutta Europa che la stragrande maggioranza di queste testimonianze corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo, tra cui satelliti (in particolare le costellazioni Starlink), la Stazione Spaziale Internazionale, droni, aerei, effetti atmosferici e oggetti celesti comuni come stelle e pianeti. Sebbene tali casi dominino i set di dati nazionali, la loro raccolta sistematica rimane preziosa per comprendere le dinamiche di segnalazione, la percezione del pubblico e le ricorrenti fonti di confusione che influenzano le statistiche sugli UAP.

Solo una piccolissima parte dei casi rimane irrisolta dopo le indagini, e anche questi raramente presentano una forte coerenza probatoria. Ad esempio, nell’ambito del quadro francese GEIPAN, il caso più recente classificato come “fenomeno non identificato” di moderata coerenza risale al 2020, mentre il caso precedente comparabile è stato registrato nel 2018. Un’analisi transnazionale dedicata, incentrata specificamente sul piccolo sottoinsieme di casi irrisolti negli ultimi cinque-dieci anni, costituirebbe quindi una pista particolarmente rilevante per la ricerca futura, ma esula dall’ambito della presente relazione.

Allo stesso tempo, permangono importanti limitazioni strutturali. Nonostante i graduali miglioramenti nella condivisione e nel consolidamento dei dati, l’Europa non dispone ancora di un quadro istituzionale armonizzato per la raccolta e l’analisi dei dati UAP. In molti paesi, le banche dati nazionali dipendono fortemente dall’impegno costante di un numero molto limitato di volontari, rendendo i sistemi di segnalazione vulnerabili a interruzioni o discontinuità temporanee. Questa fragilità è illustrata dall’assenza di dati nazionali consolidati per il Regno Unito nel 2024, nonché da lacune parziali nella base dati italiana, sempre per il 2024.

In questo contesto, EuroUfo.Net svolge un utile ruolo di coordinamento fornendo una piattaforma stabile per la collaborazione, lo scambio di informazioni e la discussione metodologica tra organizzazioni nazionali e ricercatori indipendenti in tutta Europa. Sebbene EuroUfo.Net non costituisca un organismo istituzionale formale, facilita la continuità mantenendo punti di contatto a lungo termine, incoraggiando la condivisione dei dati e promuovendo approcci comparativi alle statistiche nazionali. Questa rete informale ma persistente contribuisce a una maggiore coerenza nelle analisi a livello europeo e aiuta a mitigare, in una certa misura, la frammentazione strutturale che caratterizza la raccolta di dati UAP su scala continentale.

Tuttavia, i progressi compiuti dalla precedente relazione dimostrano che gli sforzi incrementali e cooperativi, in particolare a livello transfrontaliero, possono migliorare sostanzialmente la qualità e la portata del monitoraggio europeo degli UAP. Il continuo sviluppo di quadri di collaborazione, sia formali che informali, rimane essenziale per promuovere una comprensione più coerente e trasparente delle attività UAP segnalate in Europa.


1. Volume annuale di eventi UAP segnalati in Europa (2019-2024)

Prima di esaminare le distribuzioni a livello nazionale, è utile considerare l’evoluzione complessiva degli eventi UAP segnalati in Europa nel periodo 2019-2024. Nel corso del periodo di riferimento di sei anni, sono stati segnalati complessivamente 32.253 eventi relativi agli UAP nei paesi europei coperti dal presente aggiornamento. I totali annuali oscillano in un intervallo relativamente ristretto, da un minimo di 4.833 segnalazioni nel 2021 a un picco di 6.679 nel 2020, con una media complessiva di circa 5.375 segnalazioni all’anno. Questa stabilità generale suggerisce che, su scala continentale, le segnalazioni di UAP in Europa sono rimaste sostanzialmente costanti nel tempo, nonostante le variazioni a breve termine legate a contesti nazionali specifici o a fattori esterni.

Tabella 1. Valori annuali del set di dati dal 2019 al 2024

Nota: i dati del 2024 sono incompleti per l’Italia e il Regno Unito, quindi il totale è sottostimato.

Per quanto riguarda il picco evidente tra il 2019 e il 2020, è stato precedentemente osservato che il forte aumento può essere attribuito a tre paesi: Belgio, Germania e Paesi Bassi. Un’ipotesi plausibile alla base di questo aumento è che quell’anno abbia segnato l’inizio dei lanci operativi dei satelliti Starlink da parte di SpaceX . La confusione tra questi  satelliti e gli UAP  è comune perché i satelliti appena lanciati appaiono come linee rette inquietanti e luminose o “treni” di luci nel cielo notturno, simili a fenomeni aerei insoliti, anche per i piloti, portando a numerose segnalazioni di UAP prima che si disperdano nelle loro orbite operative e diventino più difficili da vedere. Questi “treni satellitari” sono semplicemente gruppi di 50-60 satelliti rilasciati insieme, che riflettono la luce solare e sono facilmente visibili durante le ore crepuscolari, erroneamente identificati come potenziali UAP.

All’inizio del 2020, un’altra considerazione contestuale discussa da alcuni ricercatori è stata la potenziale influenza delle modifiche comportamentali legati al COVID-19 (come i cambiamenti nelle attività all’aperto e nei modelli di osservazione del cielo durante i lockdown) sul volume delle segnalazioni di UAP. Tuttavia, le indagini empiriche su questa ipotesi non hanno confermato un nesso causale: ad esempio, uno studio pubblicato sul Journal of Scientific Exploration non ha trovato prove che i cambiamenti comportamentali legati alla pandemia abbiano influenzato in modo significativo i tassi di segnalazione di UAP negli Stati Uniti[2] . Sebbene questo contesto sia interessante dal punto di vista storico, non dovrebbe essere interpretato come un fattore esplicativo sostanziale per il picco del 2020 nei dati europei.

Di questo totale di sei anni, 28.900 segnalazioni (circa il 90%) provengono da organizzazioni civili o ufficiali nazionali che si occupano di UAP e costituiscono il principale set di dati analitici, mentre 3.353 segnalazioni (circa il 10%) provengono dal MUFON Case Management System (CMS). Sebbene numericamente inferiore, il contributo del MUFON svolge un ruolo sproporzionato nell’ampliare la copertura geografica. Grazie a questa cooperazione, le segnalazioni di altri 21 paesi europei, precedentemente assenti dalle precedenti panoramiche continentali di EuroUfo.Net, sono ora incluse in questo barometro. Di conseguenza, l’aggiornamento del 2025 incorpora i dati di 37 paesi europei in totale, ampliando notevolmente sia la portata demografica che quella territoriale dell’analisi (vedi Figura 1).

 

Figura 1. Mappa politica di base dell’Europa (per orientamento geografico)

 

Il totale relativamente più basso osservato per il 2024 dovrebbe quindi essere interpretato con cautela. Come discusso in precedenza, mancano ancora i dati annuali consolidati per tre organizzazioni che normalmente contribuiscono con volumi consistenti, in particolare nel Regno Unito e in Italia. Sulla base dei livelli storici recenti, l’inclusione di questi dati mancanti aggiungerebbe probabilmente diverse centinaia di segnalazioni supplementari, dell’ordine di 700-800 casi, portando il totale del 2024 vicino a quello osservato nel 2023. Il calo apparente nel 2024 riflette quindi i limiti nella disponibilità dei dati piuttosto che una significativa riduzione dell’attività di segnalazione.

Al di là dei numeri assoluti, l’attuale insieme di dati rappresenta un importante passo avanti rispetto alle precedenti panoramiche europee. Mentre i barometri precedenti erano tipicamente limitati a meno di una dozzina di paesi, l’attuale compilazione copre una grande parte della popolazione e dell’area geografica dell’Europa, comprendendo l’Europa occidentale, settentrionale, meridionale, centrale e parti dell’Europa orientale. Va tuttavia notato che i dati derivati dal MUFON rappresentano probabilmente solo una piccola parte delle segnalazioni effettive in questi paesi aggiuntivi, poiché raccolgono principalmente segnalazioni di persone che conoscono l’organizzazione con sede negli Stati Uniti e sono motivate a inviare le loro osservazioni attraverso una piattaforma di segnalazione straniera piuttosto che attraverso strutture locali o nazionali.

Nonostante questa avvertenza, l’ampliamento della copertura rafforza notevolmente il valore del Barometro UFO Europeo come indicatore delle dinamiche di segnalazione su scala continentale, sottolineando al contempo l’importanza di una cooperazione istituzionale continua per migliorare la completezza e la rappresentatività delle edizioni future.

Nel loro insieme, i 37 paesi europei inclusi in questa edizione del Barometro UFO Europeo rappresentano una chiara maggioranza della popolazione e dell’area geografica dell’Europa. Essi comprendono tutti i principali centri abitati dell’Europa occidentale, dei paesi nordici, dell’Europa meridionale e di gran parte dell’Europa centrale e orientale, includendo anche Stati geograficamente estesi come la Norvegia, la Svezia e la Russia. Sebbene i confronti precisi ponderati in base alla popolazione rimangano approssimativi a causa delle diverse definizioni di “Europa”, i paesi coperti da questo rapporto rappresentano plausibilmente ben oltre i due terzi degli abitanti dell’Europa e una quota comparabile della sua superficie.

Ciononostante, permangono importanti lacune. Diversi paesi europei non dispongono ancora di una struttura civile o ufficiale nazionale identificabile per la raccolta sistematica delle segnalazioni di UAP e sono quindi assenti dall’insieme dei dati. In particolare, ciò include Austria, Polonia e Svizzera, tre Stati europei significativi dal punto di vista geografico e demografico, la cui assenza evidenzia lo sviluppo disomogeneo delle infrastrutture di segnalazione degli UAP in tutto il continente. La mancanza di dati provenienti da questi paesi non deve essere interpretata come un’assenza di osservazioni di UAP, ma piuttosto come un’indicazione delle limitazioni strutturali e istituzionali che continuano a caratterizzare il monitoraggio a livello europeo.

 

2. Set di dati analitici primari: paesi con organizzazioni nazionali UAP consolidate        

Le tabelle e i grafici di questa sezione riassumono i dati grezzi sulle osservazioni di UFO/IFO segnalate a 23 organizzazioni in 16 paesi europei, per i quali sono disponibili statistiche nazionali consolidate. I dati relativi al Regno Unito per il 2024 sono attualmente mancanti, ma dovrebbero essere pubblicati il prossimo anno, e anche le informazioni provenienti da un’importante associazione italiana (il CUN) non sono stati resi disponibili. Questi paesi condividono una caratteristica strutturale fondamentale: la presenza di associazioni civili residenti o di organismi ufficiali che hanno mantenuto una raccolta dati continua e a lungo termine e punti di contatto stabili con EuroUfo.Net nel corso di diversi anni (Tabella 2).

In questi paesi, le segnalazioni di UAP sono raccolte in un contesto nazionale ben definito, utilizzando canali di segnalazione e procedure di indagine consolidati, e sono supportate da pratiche di archiviazione locali e dalla memoria istituzionale. Questa continuità consente l’esame delle variazioni interannuali, delle tendenze a lungo termine e dei confronti tra paesi con un ragionevole grado di coerenza metodologica. Per questi motivi, solo questo sottoinsieme di paesi è incluso nelle analisi grafiche e nelle interpretazioni basate sulle tendenze presentate di seguito.

I dati qui presentati sono stati compilati grazie ai contributi volontari delle organizzazioni membri della comunità virtuale EuroUfo.Net, integrati da statistiche disponibili al pubblico pubblicate dalle istituzioni nazionali (GEIPAN in Francia,  Aeronautica Militare in Italia). Sebbene persistano differenze nelle pratiche di segnalazione e nella visibilità pubblica tra i vari paesi, questo insieme di dati primari rappresenta la base più solida e coerente internamente attualmente disponibile per valutare l’evoluzione dell’attività UAP segnalata in tutta Europa.

 

Tabella 2. Organizzazioni nazionali che contribuiscono con dati al set di dati primari, con l’anno di costituzione e le risorse di segnalazione online

Come nelle edizioni precedenti, è necessario sottolineare che queste cifre riflettono le osservazioni segnalate piuttosto che eventi anomali confermati. La stragrande maggioranza dei casi corrisponde in ultima analisi a errate identificazioni di fenomeni naturali o causati dall’uomo. Tuttavia, la raccolta e il confronto sistematici di tali segnalazioni rimangono essenziali per comprendere le dinamiche di segnalazione, identificare modelli ricorrenti e isolare il piccolo sottoinsieme di casi che potrebbero richiedere un’indagine più approfondita.

Per quanto riguarda i casi più difficili da spiegare, sarebbe particolarmente utile un’analisi separata incentrata specificamente sugli eventi attualmente inspiegabili segnalati negli ultimi cinque-dieci anni. Al momento, tale analisi è realisticamente fattibile solo per la Francia, dove il GEIPAN rende disponibili al pubblico classificazioni dettagliate dei casi. Sulla base di questi dati pubblicati, i casi più recenti classificati nelle categorie inspiegabili (D/D1/D2) risalgono al 2022 (tre casi), con precedenti registrati nel 2020 (due casi) e nel 2019 (un caso).

I dati preliminari per il 2024 sembrano indicare un leggero calo del numero totale di osservazioni di UAP segnalate nei 16 paesi inclusi in questa analisi, con 4.695 segnalazioni rispetto alle 5.069 del 2023. Questo apparente calo dovrebbe essere interpretato con cautela, poiché mancano ancora i contributi di due organizzazioni britanniche e di un’organizzazione italiana. Dati i livelli storicamente elevati di segnalazioni in questi paesi, il numero effettivo di osservazioni per il 2024 sarà probabilmente più alto.

Rispetto allo scorso anno, il set di dati si è ampliato anche dal punto di vista geografico. Mentre il rapporto del 2023 includeva 11 paesi (Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Svezia, Regno Unito e Paesi Bassi), il set di dati del 2024 comprende 16 paesi (Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Regno Unito, Ucraina e Paesi Bassi). Questo insieme più ampio di 16 paesi continua a rappresentare una maggioranza sostanziale degli abitanti dell’Europa. I paesi aggiunti: Repubblica Ceca, Grecia, Spagna e Ucraina, contribuiscono con quote di popolazione significative nelle loro regioni, ampliando ulteriormente la portata geografica e demografica del Barometro. Da un punto di vista numerico, il set di dati dei 16 paesi comprende ora oltre 31.503 casi segnalati dal 2019 al 2024, rispetto ai circa 23.800 casi dal 2019 al 2023, riflettendo sia l’inclusione di ulteriori paesi sia l’accumulo di nuovi casi per ciascun anno.


Tabella 3. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati per anno

Tra i paesi con dati completi, i livelli di segnalazione nel 2024 variano notevolmente. La Germania continua a mostrare un’attività elevata, con segnalazioni in aumento da 1.148 nel 2023 a 1.436 nel 2024, riflettendo linee di segnalazione ben consolidate e chiare associazioni istituzionali, mentre il Belgio e la Francia hanno registrato diminuzioni, raggiungendo rispettivamente 222 e 175 segnalazioni. La Danimarca e la Finlandia hanno registrato aumenti modesti, con 121 e 99 segnalazioni, mentre i paesi con un numero minore di segnalazioni, tra cui Grecia, Norvegia, Portogallo, Romania, Spagna, Svezia, Ucraina e Paesi Bassi, sono rimasti sostanzialmente stabili.

Come negli anni precedenti, è importante considerare i fattori contestuali che possono influenzare i livelli di segnalazione. Ad esempio, i Paesi Bassi segnalano le osservazioni esclusivamente tramite il sito web dell’unica organizzazione attualmente attiva nel paese. I Paesi Bassi hanno anche una delle più alte densità di popolazione dell’Europa occidentale, con oltre 500 persone per chilometro quadrato. In confronto, il Belgio ha 380, il Regno Unito 280, la Germania 240, l’Italia 200 e la Francia 120 persone per chilometro quadrato. Questi fattori, la densità di popolazione e l’organizzazione dei canali di segnalazione, contribuiscono certamente alle differenze osservate nel numero di segnalazioni tra i vari paesi.

Nel complesso, i dati preliminari del 2024 evidenziano la continuità di un’elevata attività di segnalazione in alcuni paesi, come la Germania, e un moderato calo in altri, tra cui il Belgio e la Francia. I paesi con un numero minore di segnalazioni rimangono sostanzialmente stabili. L’ampliamento del set di dati a 16 paesi, insieme al totale cumulativo che supera le 31.500 segnalazioni, sottolinea sia la persistenza degli sforzi organizzati di segnalazione sia il valore di una prospettiva europea più ampia nella comprensione delle tendenze dell’attività UAP segnalata.

Tabella 4. Paesi partecipanti e organizzazioni segnalanti inclusi nel set di dati


Variazioni interannuali e andamento generale

Per limitare il rischio di un’interpretazione eccessiva, l’analisi delle variazioni interannuali nella presente relazione si concentra principalmente sui cambiamenti di anno in anno tra il 2023 e il 2024. Le evoluzioni a più lungo termine sono discusse in modo qualitativo, poiché le differenze nelle strutture di segnalazione, nella consapevolezza del pubblico e nelle pratiche di indagine limitano l’interpretabilità dei confronti basati su percentuali su periodi prolungati.

A livello europeo, i dati preliminari del 2024 suggeriscono un modesto calo del numero totale di osservazioni segnalate rispetto al 2023. Tale diminuzione deve tuttavia essere interpretata con cautela, poiché il set di dati del 2024 rimane incompleto. Di conseguenza, i confronti che coinvolgono questi paesi non sono direttamente comparabili con gli anni precedenti.

Tra i paesi con dati completi, è comunque possibile individuare diversi modelli. La Germania continua a registrare livelli di segnalazione costantemente elevati e mostra un ulteriore aumento nel 2024, rafforzando un modello a lungo termine di attività di segnalazione sostenuta. Al contrario, alcuni paesi che hanno registrato un aumento delle segnalazioni intorno al 2020, come Belgio, Francia, Svezia e Paesi Bassi, mostrano livelli di segnalazione più moderati negli ultimi anni, suggerendo una stabilizzazione dopo i picchi precedenti. Altri paesi, tra cui Danimarca, Finlandia e Romania, mostrano aumenti graduali da livelli di base relativamente bassi, riflettendo probabilmente una maggiore visibilità delle segnalazioni o una continuità organizzativa piuttosto che cambiamenti improvvisi nei fenomeni osservati.

Nel complesso, questi modelli indicano la predominanza di fattori strutturali e contestuali, quali la densità della popolazione, i canali di segnalazione e la capacità organizzativa, nel determinare i livelli nazionali di segnalazione. Sebbene le variazioni a breve termine forniscano indicatori utili delle dinamiche di segnalazione, i dati non supportano interpretazioni semplici in termini di cambiamenti nell’attività UAP sottostante. È inoltre degno di nota il fatto che, a livello europeo, non si sia osservato alcun picco improvviso o generale nelle segnalazioni dopo l’ondata di avvistamenti UFO in Belgio del 1989-1990, il che evidenzia la relativa stabilità dei modelli di segnalazione nei decenni successivi.

Tabella 5. Totali a livello nazionale degli eventi segnalati e variazione interannuale (2023-2024)

Note:
1. Dati incompleti: i dati relativi al 2023 e/o al 2024 sono incompleti; le corrispondenti variazioni percentuali non sono quindi riportate.
2. Paesi con conteggi bassi: le variazioni percentuali basate su numeri assoluti molto piccoli devono essere interpretate con cautela e non sono riportate.
3. Disponibilità dei dati MUFON: i dati MUFON sono inclusi solo per il 2024; le variazioni percentuali non sono quindi mostrate.

 

3. Set di dati complementari: segnalazioni UAP inviate al sistema di gestione dei casi (CMS) del MUFON

Oltre ad estendere la copertura ai paesi senza organizzazioni nazionali UAP residenti, i dati CMS del MUFON sono stati integrati, ove disponibili, nei set di dati di otto paesi che possiedono già strutture nazionali di segnalazione consolidate (vedi Tabella 5). In questi casi, i dati del MUFON fungono da fonte supplementare e sono inclusi insieme alle statistiche nazionali, senza sostituirle.

Oltre a queste integrazioni, i dati del CMS del MUFON forniscono un set di dati complementare autonomo che copre altri 21 paesi europei non rappresentati nel campione analitico primario. Per il periodo di riferimento 2019-2024, questi input provenienti esclusivamente dal MUFON ammontano a un totale di 750 eventi segnalati, offrendo una prospettiva geografica più ampia, anche se necessariamente più eterogenea, sull’attività di segnalazione degli UAP in tutta Europa.

Tabella 6. Segnalazioni di UAP provenienti dal CMS del MUFON nei paesi europei senza organizzazioni nazionali di segnalazione residenti (2019-2024)

 Questa sezione presenta una serie complementare di segnalazioni UAP inviate al MUFON Case Management System (CMS) da paesi europei in cui attualmente non esiste un’organizzazione nazionale UAP di lunga data, o in cui non sono disponibili statistiche nazionali consolidate. A differenza del set di dati analitici primari esaminati nella sezione precedente, questi dati provengono da un quadro di segnalazione internazionale centralizzato piuttosto che da strutture nazionali residenti inserite nei contesti sociali, culturali e istituzionali locali.

Tutte le segnalazioni incluse in questo set di dati seguono la procedura standardizzata di raccolta e indagine del MUFON. I testimoni inviano segnalazioni dettagliate attraverso il CMS del MUFON, dopodiché ogni caso viene assegnato a un investigatore sul campo qualificato che è tenuto a stabilire un contatto con il testimone entro 72 ore. Vengono raccolte ulteriori informazioni e il caso viene esaminato, classificato e chiuso, in genere entro un periodo di 60 giorni. Questo processo uniforme garantisce un elevato livello di coerenza procedurale tra i vari paesi, anche in assenza di organizzazioni locali.

Tuttavia, importanti differenze strutturali distinguono questo set di dati da quello primario. Il volume delle segnalazioni nei paesi in cui è presente solo il MUFON è influenzato da fattori quali la consapevolezza pubblica del MUFON, l’accessibilità linguistica, l’utilizzo di Internet e l’esposizione mediatica, piuttosto che da un’attività di sensibilizzazione nazionale sostenuta o da attività investigative radicate a livello locale. Il numero annuale di casi è generalmente basso e discontinuo, rendendo l’analisi delle tendenze longitudinali o l’interpretazione grafica statisticamente fragile e potenzialmente fuorviante.

Per questi motivi, i dati provenienti dal MUFON qui presentati sono limitati alla forma tabellare e sono forniti esclusivamente a scopo descrittivo. Non sono inclusi nei grafici o nelle analisi comparative applicate ai paesi con organizzazioni residenti. Il loro valore principale risiede nell’estensione della copertura geografica del Barometro UFO Europeo degli UAP, nell’offerta di indicatori di base dell’attività di segnalazione e nell’evidenziazione delle regioni in cui lo sviluppo di strutture locali di raccolta dati potrebbe migliorare significativamente i futuri sforzi di monitoraggio.

Nonostante la loro natura descrittiva, dal set di dati provenienti dal MUFON è possibile trarre diverse osservazioni generali. In primo luogo, il volume delle segnalazioni rimane molto basso nella maggior parte dei paesi, spesso limitato a cifre annuali a una cifra, il che sottolinea l’assenza di infrastrutture nazionali di segnalazione sostenibili. In questo contesto, la Russia si distingue per i numeri costantemente più elevati nel periodo di riferimento, un andamento che può essere in gran parte attribuito alla presenza di un canale di segnalazione civile consolidato, integrato da un numero minore di segnalazioni tramite il sistema di gestione dei casi del MUFON. Questo effetto di concentrazione, piuttosto che qualsiasi inferenza relativa ai fenomeni sottostanti, spiega i dati aggregati più elevati osservati per questo paese.

La Tabella 6 evidenzia anche notevoli lacune strutturali nell’Europa centrale e orientale. Paesi come l’Austria e la Svizzera, situati nel cuore geografico dell’Europa e caratterizzati da alti livelli di sviluppo tecnologico e connettività pubblica, continuano a fare affidamento esclusivamente su meccanismi di segnalazione esterni. Allo stesso modo, la Polonia, uno dei paesi più grandi d’Europa per popolazione e territorio, mostra un’attività di segnalazione ricorrente ma discontinua, rafforzando la necessità di organizzazioni radicate a livello locale in grado di fornire continuità, divulgazione e aggregazione a livello nazionale. A questo proposito, il set di dati MUFON funge non solo da input statistico complementare, ma anche da indicatore delle regioni in cui la creazione di strutture di raccolta dati residenti potrebbe migliorare sostanzialmente i futuri sforzi di monitoraggio a livello europeo.

4. Conclusioni

L’aggiornamento 2025 del Barometro UFO Europeo rappresenta un chiaro passo avanti sia in termini di ampiezza che di profondità della segnalazione degli UAP a livello continentale. Rispetto alle edizioni precedenti, il set di dati integra ora un numero maggiore di paesi, comprese le organizzazioni nazionali di nuova costituzione o rivitalizzate, nonché una serie complementare di segnalazioni provenienti dal sistema di gestione dei casi del MUFON che copre le nazioni prive di strutture UAP residenti. Nel loro insieme, questi sviluppi forniscono la panoramica più completa delle attività di segnalazione degli UAP in Europa compilata fino ad oggi, che copre 37 paesi e oltre 32.000 eventi registrati dal 2019 al 2024.

Sebbene queste cifre rappresentino un importante progresso, è fondamentale interpretarle con cautela. I livelli di segnalazione rimangono fortemente influenzati da fattori strutturali e contestuali quali la presenza di organizzazioni nazionali, la densità di popolazione, la consapevolezza dell’opinione pubblica, le barriere linguistiche e i canali di segnalazione locali. Alcuni set di dati nazionali sono incompleti e potrebbe esserci un numero limitato di segnalazioni duplicate o retrodatate. Inoltre, la stragrande maggioranza dei casi corrisponde a errori di identificazione di fenomeni naturali o causati dall’uomo, con solo una piccolissima percentuale che rimane irrisolta dopo le indagini. Pertanto, i confronti tra paesi o tra anni diversi dovrebbero essere considerati indicativi piuttosto che definitivi.

Nonostante queste limitazioni, l’aggiornamento sottolinea il valore degli sforzi incrementali e cooperativi, sia formali che informali, nel migliorare la qualità, la resilienza e la portata del monitoraggio degli UAP in tutta Europa. Reti internazionali come EuroUfo.Net e UAP Check svolgono un ruolo fondamentale nel promuovere la continuità, lo scambio metodologico e la collaborazione, contribuendo a superare la frammentazione e le lacune che hanno storicamente limitato le analisi continentali. La relazione evidenzia anche le regioni, tra cui l’Europa centrale e orientale, in cui continuano a mancare strutture di raccolta dati radicate a livello locale, indicando opportunità per un ulteriore sviluppo istituzionale.

Nel complesso, l’aggiornamento del 2025 dimostra che un Barometro UFO Europeo più ampio e inclusivo è fattibile e sta già prendendo forma. La cooperazione continua, la trasparenza e lo sforzo costante dei ricercatori nazionali e delle organizzazioni di volontariato saranno essenziali per consolidare questi progressi, migliorare la completezza dei dati e approfondire la nostra comprensione delle dinamiche a lungo termine dell’attività UAP segnalata in Europa.

In questa prospettiva, vale la pena segnalare una recente iniziativa emersa all’interno di EuroUfo.Net che integra direttamente il lavoro statistico annuale presentato in questo rapporto. A seguito delle discussioni tra alcuni ricercatori europei al Simposio SOL di Baveno nel 2025, EuroUfo.Net e UAP Check hanno lanciato un progetto pilota congiunto volto a creare un “Indice Euro UFO” pubblico (Euro UFO Index). L’obiettivo di questa iniziativa non è quello di fornire un ulteriore set di dati analitici, ma piuttosto un catalogo semplice e trasparente che elenchi i dati di base o le osservazioni segnalate di UFO/UAP, come la data, il luogo e il tipo di avvistamento, collegando ogni voce all’organizzazione di origine per ulteriori dettagli.

Come primo esperimento, volutamente limitato, le organizzazioni partecipanti sono state invitate a contribuire con un piccolo sottoinsieme di registrazioni solo per l’anno 2024, riducendo così al minimo il carico di lavoro e consentendo una valutazione pratica della fattibilità e della disponibilità a cooperare. Al momento della stesura del presente documento, una versione beta dell’Euro Ufo Index è già online[3] e include circa 1.500 segnalazioni fornite da diversi partner nazionali, su un totale previsto di circa 4.700 voci per la fase pilota.

Sebbene l’Euro Ufo Index non sia concepito come uno strumento di ricerca, offre una chiara panoramica continentale su quando e dove vengono presentate le segnalazioni di UFO/UAP in Europa e fornisce una base concreta per la cooperazione futura. Insieme al barometro statistico annuale, questa iniziativa illustra come passi modesti e cooperativi possano rafforzare gradualmente la visibilità, la continuità e la trasparenza a livello europeo nella documentazione delle attività di segnalazione degli UAP.

NOTE

[1] Philippe Ailleris (30 giugno 2024), “European UAP Sightings in 2019-2023: Raw Data by Country and Year”, EuroUfoNet; traduzione italiana: “Quanti UFO in Europa nel 2023?”

[2] Cockrell, R. C., Murphy, L., & Rodeghier, M. (2023). Social Factors and UFO Reports: Was the SARS-CoV-2 Pandemic Associated with an Increase in UFO Reporting? Journal of Scientific Exploration, 36(4), 641–656.

[3] Euro Ufo Index

RINGRAZIAMENTI

L’autore ringrazia sinceramente tutti i coordinatori nazionali e i ricercatori che, ogni anno, mettono a disposizione gratuitamente i propri dati per questo studio e la cui dedizione costante e il cui impegno volontario costituiscono le fondamenta della ricerca sugli UAP a livello europeo. Il loro impegno a lungo termine nella raccolta dei dati, nell’indagine e nella trasparenza è essenziale per la continuità e la credibilità di questo lavoro.
Un ringraziamento speciale va a Edoardo Russo (CISU), membro fondatore di EuroUfo.Net e consigliere di UAP Check, per la sua preziosa assistenza e il suo continuo sostegno nella preparazione di questo rapporto annuale. L’autore ringrazia inoltre Robert Spearing, direttore delle indagini internazionali del MUFON, per aver autorizzato l’uso dei dati del MUFON Case Management System (CMS), ampliando così in modo significativo la portata geografica di questa ricerca.
L’autore desidera inoltre ringraziare Giorgio Abraini per aver revisionato il manoscritto e aver offerto commenti e suggerimenti costruttivi che hanno contribuito a migliorare la chiarezza e la qualità complessiva del rapporto.

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Basato su una cooperazione internazionale senza precedenti, questo articolo viene pubblicato anche sui siti web delle organizzazioni partecipanti nelle loro diverse lingue.

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Philippe Ailleris è Senior Project Controller presso il Centro europeo di ricerca e tecnologia spaziale (ESTEC) dell’Agenzia spaziale europea nei Paesi Bassi, dove lavora all’interno del Dipartimento Progetti di Osservazione della Terra, contribuendo alle missioni Copernicus come Sentinel-1 e CO2M. Il suo background professionale riguarda la gestione di programmi spaziali e i sistemi di osservazione della Terra.
Parallelamente, nutre da tempo un interesse di ricerca nell’indagine scientifica strutturata dei fenomeni anomali non identificati (UAP). Nel 2009 ha avviato il programma di segnalazione delle osservazioni UAP e da allora è attivamente coinvolto negli sforzi internazionali per lo sviluppo di reti automatizzate di monitoraggio del cielo basate su sensori. La sua attuale ricerca esplora il potenziale utilizzo dei satelliti civili di osservazione della Terra per rilevare e analizzare fenomeni aerei anomali, nonché i quadri metodologici per valutare le prove e i livelli di confidenza relativi alle ipotesi di origine non umana.

 

40 anni di CISU

[segue dalla prima parte]

 

Il 15 dicembre 1985 prese quindi vita il Centro Italiano Studi Ufologici (in inglese Italian Center for UFO Studies, chiaro riferimento al glorioso CUFOS di Hynek) e la nostra dichiarazione d’intenti era ed è esposta in modo chiaro ed evidente nel nostro Statuto.

Innanzitutto effettuare indagini sulle segnalazioni UFO. Può sembrare banale ma anche oggi non tutti quanti – a parole – si dicono ufologi hanno come primo obiettivo la raccolta e l’analisi degli avvistamenti. Avere come primo punto fondante l’indagine dei casi significa porsi nei confronti del fenomeno con l’atteggiamento dello studioso, non del credente: non sappiamo cosa sono gli UFO, indaghiamo per capirlo.

Il secondo punto era altrettanto chiaro ed è  – ancora oggi – in qualche modo “rivoluzionario”, in quanto si tratta di promuovere lo studio scientifico del fenomeno UFO, guardando quindi in modo esplicito e consapevole alle scienze e non alle credenze (prive di evidenze) che, oggi più che allora, ammorbano la tematica ufologica.

Abbiamo poi come terzo scopo quello di favorire la circolazione dell’informazione sul fenomeno e sul suo studio, perché non si può fare ricerca senza i dati e senza condividerli con chi li può studiare.

Nella stessa direzione, un altro nostro obiettivo è quello di coordinare le attività di raccolta e di studio a livello nazionale, perché un’associazione deve essere in grado di connettere e valorizzare i contributi di tutti per ottenere i risultati migliori.

Infine ci siamo dati come compito quello di raccogliere e preservare la documentazione sull’argomento ufologico in Italia, per non commettere gli errori di chi ci ha preceduto ma non è stato in grado di costruire e conservare adeguatamente un archivio ufologico.

Il primo step per mettere in pratica questi scopi sociali è stato di dotarci di alcuni precisi riferimenti metodologici. In primo luogo è stato ampliato ed aggiornato il Manuale di metodologia di indagine ufologica al quale attenersi nel corso del lavoro di indagine ufologica. In secondo luogo ci siamo dotati, sull’esempio di altre associazioni estere, di un codice etico che definisce i modo chiaro quali devono essere i limiti e riguardi di chi fa ufologia nei confronti degli altri ricercatori, del pubblico e soprattutto del testimone, che va sempre adeguatamente rispettato e tutelato.

40 ANNI DI LAVORO E DI RISULTATI

Partendo da questi presupposti, dal 1985 abbiamo percorso tanta strada e siamo orgogliosi, e soprattutto soddisfatti, di essere riusciti a portare avanti molti degli obiettivi che ci eravamo dati a suo tempo, quando eravamo poco più che ventenni.

PRIMO TARGET: LA CASISTICA

Il nostro primo e più importante obiettivo è sempre stata ed è la casistica ufologica, il che significa innanzitutto indagini, che abbiamo realizzato per tutti i casi più importanti raccolti nel corso degli anni, con la creazione non solo di semplici rapporti d’indagine, ma a volte di veri e propri dossier che rappresentano il massimo livello possibile di conoscenza dei singoli casi.

Ma parlare di casistica significa anche parlare di raccolta e catalogazione dei casi e di creazione di archivi.

Per implementare al meglio queste attività abbiamo scelto e portato avanti due direzioni parallele di sviluppo.

Innanzitutto abbiamo proseguito le iniziative  di catalogazione locale della casistica, tramite  il Progetto Cataloghi Regionali che ha visto negli anni vari soci accollarsi non solo il lavoro di raccolta della casistica relativa al proprio territorio ma anche la creazione di  archivi e la compilazione di cataloghi che riepilogano cosa è successo in ogni regione italiana. I curatori dei cataloghi regionali e provinciali, che si sono succeduti nel tempo, hanno anche seguito ed approfondito i casi della loro zona di competenza e non poche volte hanno poi prodotto pubblicazioni monografiche che sono il riscontro di un lavoro mai finito perché va avanti quotidianamente.
Gli ultimi due esempi pubblicati sono UFO in Calabria di Pietro Torre  e UFO sulla Puglia di Lello Cassano, due libri corposi, ricchi di informazioni che raccontano l’intera storia ufologica delle regioni interessate.

L’insieme dei cataloghi regionali ha dato vita ad un catalogo nazionale, da pochi giorni accessibile anche on-line,  che conta 43.000 segnalazioni ufologiche: un patrimonio di informazioni senza paragoni per quantità e qualità, che rappresenta la base indispensabile per qualsiasi ragionamento sul fenomeno, per qualsiasi analisi che si voglia farne.

La seconda sezione di lavori sulla casistica è invece rappresentata da alcuni progetti di raccolta tematici, che raccolgono e analizzano la casistica non su base locale ma per tipologie o caratteristiche specifiche. Abbiamo quindi vari progetti che riguardano singoli aspetti del problema ufologico: gli avvistamenti da parte di piloti, il PreUfoCat sui fenomeni aerei insoliti nei secoli precedenti il 1900, il “Progetto Italia 3” sugli incontri del terzo tipo in Italia, il catalogo dei casi con effetti fisici sull’ambiente o sul testimone, ecc.

Un discorso a parte merita l’“Operazione Origini” dedicata agli anni dei primordi, dal 1946 al 1954, che ha generato un’intera collana  di libri.

In tutti i casi, dietro a ciascun progetto c’è un curatore, c’è un archivio e c’è soprattutto la collaborazione di tutta l’associazione per raccogliere e convogliare tutte le informazioni possibili.

IL RUOLO DELLA SEDE

A fianco della raccolta e dello studio della casistica, l’altro grande pilastro delle attività del CISU è rappresentato dall’archiviazione di ogni documentazione  o informazione  di potenziale interesse per la ricerca.

Una parte importante del lavoro di archiviazione è gestito presso l’archivio centrale a Torino. Quella che era il piccolo ufficio preso in affitto nel 1979 è diventato dal 2002 un’ampia sede di 187 metri quadri, in un seminterrato interamente occupato dall’archivio del Centro Italiano Studi Ufologici. Si tratta a tutt’oggi dell’unica sede fisica di un’associazione ufologica nazionale.

Grazie alla disponibilità di questo importante spazio (frutto dell’impegno economico di alcuni soci) si è sviluppato un lavoro continuo basato su riunioni a cadenza settimanali dedicate soprattutto al lavoro sull’archivio ma anche ad incontri di aggiornamento e approfondimento, nonché a visite di studiosi italiani e stranieri, per un totale di ben oltre 2.000 riunioni.

In questi anni di incessante attività l’archivio ha preso dimensioni imponenti, tanto da essere il secondo per dimensioni in Europa (dietro solamente a quello dell’AFU in Svezia, che ha come unico fine la raccolta e conservazione di archivi provenienti da tutto il mondo) e uno dei cinque più grandi al mondo.

I numeri parlano da soli.
Le scaffalature totalizzano 292 metri lineari.
L’archivio casistica italiana raccoglie tutta la documentazione disponibile su 43.000 avvistamenti.
L’archivio stampa è composto da 98.000 ritagli ed estratti da giornali e riviste
La biblioteca ospita 670 libri italiani e 1.715 volumi stranieri.
L’emeroteca consiste in 272 raccolte di periodici specializzati italiani e 749 di riviste ufologiche estere.
Gli archivi tematici, raccolte di fonti su argomenti specifici spesso utilizzate per studi anche da esterni o per tesi di laurea a tema ufologico, sono costituiti da 144 dossier per un totale di 15.000 pagine.
Da anni è un corso un lavoro di digitalizzazione degli archivi che, per quanto molto lungo, sta iniziando a dare i suoi frutti. Ad oggi sono 710.000 i file archiviati e messi a disposizione dei soci, per un totale di 5 terabyte, e il sito web del CISU contiene 4.685 tra pagine e  file.

VERSO L’ESTERNO

Questa enorme massa di informazioni non è però una semplice raccolta di scartoffie, una “collezione” di fonti fine a se stessa. Si tratta di un vero archivio e come tale di un’entità viva, dinamica, che si modifica in continuazione e che resta aperta in ingresso e in uscita.

Al di là delle attività di raccolta, l’archivio è infatti aperto e disponibile non solo per i nostri associati ma anche per tutti gli studiosi. Oltre alle collaborazioni in ambito ufologico, il CISU  ha fornito informazioni e dati per le più diverse esigenze, dagli approfondimenti giornalistici  a studi anche del tutto esterni all’ambito ufologico.

Solo per citare i due casi più recenti, ricordiamo il lavoro accademico di Valentina Polcini su “Buzzati e le stelle” che presso di noi ha potuto recuperare fonti originali sulle interazioni tra Dino Buzzati e l’ambiente ufologico. Ancora più particolare il caso di “UFO 78” il romanzo del collettivo Wu Ming che dai racconti delle nostre esperienze di giovani ufologi ha preso spunto per ritrarre alcuni personaggi e vicende.

PUBBLICAZIONI

Il CISU ha sempre prodotto informazione, sia verso l’interno sia verso l’esterno.

Negli anni prima dell’avvento di Internet, sono state prodotte varie circolari interne di informazione o di discussione, oggi in gran parte sostituite da strumenti telematici di collegamento in tempo reale.

Il fulcro della nostra pubblicistica è sempre la Rivista di informazione ufologica, un aperiodico che cerca di andare al di là della notizia immediata di attualità ma punta all’approfondimento, all’informazione completa e strutturata, distinguendo le cose che meritano e sono di reale interesse.

Ci sono poi i libri e le monografie, pubblicate dalla nostra casa editrice specializzata (le Edizioni UPIAR), che ci consente di dare spazio a lavori tecnici, ricerche, cataloghi: quasi 100 in tutto.

 

DIVULGAZIONE

E’ quasi impossibile dare conto dell’attività di informazione rivolta all’esterno nell’arco di quarant’anni, tramite conferenze, interviste sui giornali, partecipazione a programmi radiotelevisivi.

C’è poi il nostro convegno annuale, giunto alla quarantesima edizione, a volte aperto al pubblico e a volte invece gestito come un incontro di discussione fra noi.

Un ruolo centrale l’ha ovviamente la presenza sul web, nella quale siamo stati pionieri in Italia, alla quale si è affiancata più di recente quella sui vari social media (attualmente Bluesky, Facebook, Instagram, Linkedin, Telegram, Threads, TikTok, Twitter/X, YouTube).

 

CISU INTERNATIONAL

Anche in campo internazionale la presenza e il ruolo del CISU si sono  incrementati nel corso degli anni fino a collocarci al centro di molte iniziative in corso in Europa e oltre.

Siamo tra i fondatori del collettivo EuroUfo, che raccoglie gli studiosi europei di orientamento razionale, e collaboriamo strettamente con l’iniziativa internazionale UAP Check, una fra le più stimolanti nella nuova ondata di interesse ufologico.

È poi molto importante il ruolo svolto in ambito internazionale da Edoardo Russo che, oltre a ricoprire il ruolo di responsabile per l’Italia  dell’organizzazione  statunitense MUFON, ha partecipato all’organizzazione nel 2022 del seminario CAIPAN-2 presso il Centre National d’Etudes Spatiales ed è stato chiamato a partecipare all’incontro del 2024 presso il Parlamento Europeo in rappresentanza degli ufologi del Vecchio Continente.

GUARDANDO AVANTI

Ripensando alle idee e alle prospettive di quarant’anni fa, possiamo dire che molte sono state realizzate o avviate in modo positivo.

È stato senz’altro raggiunto l’obiettivo principale di dotare l’ufologia italiana di un organismo che prima non c’era, un’associazione che facesse un’attività ufologica razionale e concreta, che disponesse di un archivio degno di questo nome e che potesse in qualsiasi momento mostrare con orgoglio i lavori fatti ed i risultati ottenuti.

Non c’è un particolare segreto che ha permesso alle 1.200 persone, che per poco o tanto tempo hanno fatto parte del CISU, di andare avanti e produrre così tanto.

C’è sicuramente stato sempre tanto entusiasmo, accompagnato da un forte senso di appartenenza e di partecipazione, che fa sì che ogni richiesta di un socio possa usufruire della collaborazione di tutti.

Si è trattato di un cammino che abbiamo intrapreso in modo serio e responsabile ma anche non serioso,  senza spazio per interessi personali o ricerche di visibilità, ma diventando anche un gruppo di amici che stanno insieme da tanti anni.

Penso però che, più dell’amicizia, ciò che ci ha permesso di lavorare bene insieme come gruppo siano stati piuttosto la condivisione costante degli obiettivi comuni e il rispetto reciproco che ci ha sempre permesso di guardarci in faccia alla pari, senza alcuna forma di protagonismo.

Avendo ben chiari questi principi, non possiamo che guardare avanti e continuare nel nostro lavoro, nella speranza di poter festeggiare insieme ancora molti altri anniversari.

«UFO – Fenomeno o mito?» da oggi in tutte le librerie

«UFO – Fenomeno o mito?»

Un libro di cui c’è (di nuovo) bisogno

Ogni anno vengono pubblicati in Italia molti libri sull’argomento UFO, per la maggior parte ormai auto-produzioni gestite su Amazon o analoghi canali di edizione e vendita.
In genere si tratta di testi che si occupano di aspetti specifici del fenomeno, di analisi più o meno fantasiose di questa o quella ipotesi, spesso con toni complottistici e assertivi.
Il filo conduttore di buona parte di queste pubblicazioni è il dare per scontato, per dato acquisito, non solo cosa si intenda per UFO o UAP, ma cosa in realtà siano, ossia qualche forma di visitatori extraterrestri.

Oggi, dopo più di settant’anni di ufologia, dopo decenni di analisi e discussioni, dopo che abbiamo visto nascere ed evolvere il nuovo approccio agli UAP, sembra davvero semplicistico ritornare ai modelli interpretativi “ingenui” degli Anni 50 e 60.
Per questo motivo c’è una nuova esigenza di “fare informazione” su cosa sono gli UFO/UAP, di presentare lo stato delle cose, quello che conosciamo “davvero” e quello che ancora ci è sconosciuto. Soprattutto c’è bisogno di fornire ai curiosi e agli appassionati un’immagine dell’ufologia che renda l’idea della complessità del fenomeno e delle difficoltà a studiarlo con le metodologie della ricerca scientifica.

Da queste necessità nasce il libro di Edoardo Russo «UFO – Fenomeno o mito?» che si propone di presentare, in modo chiaro e diretto, quello che è oggi l’ufologia, cosa rappresentano le osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificato o UAP al di là delle fake news e delle mille fantasie che si raccontano attorno ad essi.
Questo bisogno di parlare di UFO/UAP in modo concreto, basato sui casi, sulle testimonianze, sui dati è stato condiviso da un editore importante come Rizzoli che ha chiesto al Centro Italiano Studi Ufologici (in occasione dei  suoi quarant’anni d’attività) di presentare il fenomeno UFO a chi oggi si avvicina all’argomento, spesso incuriosito dal nuovo interesse ufficiale negli Stati Uniti, e fa fatica a trovare una presentazione seria e circostanziata di cosa sono gli UAP e quali sono le informazioni attendibili.

Russo si è reso disponibile a portare a termine questo compito con un testo che segue in parte lo schema delle conferenze divulgative tenute nel corso degli anni, un modo per “parlare” direttamente al lettore e fargli condividere l’interesse e la complessità degli avvistamenti ma anche il senso critico e razionale che dobbiamo conservare nell’affrontarli.
Per l’autore si è trattato di sintetizzare i cinquant’anni del suo interesse nell’ufologia, che ne hanno fatto uno dei ricercatori più apprezzati a livello internazionale per le doti di coordinamento e di sintesi nella costruzione di un movimento ufologico di impronta scientifica.

Russo è uno dei soci fondatori del Centro Italiano Studi Ufologici e del collettivo europeo EuroUFO, è rappresentante italiano per il Mutual UFO Network americano (MUFON) e uno dei coordinatori della rete internazionale UAP Check. Ha partecipato all’organizzazione del secondo seminario del GEIPAN (l’organismo ufologico ufficiale francese) nel 2022 e – non a caso – è stato scelto come rappresentante dell’ufologia privata europea all’incontro di informazione tenutosi presso il Parlamento Europeo il 20 marzo 2024.

Oltre alla  sua e competenza, «UFO – Fenomeno o mito?» si propone al lettore con altre due importanti caratteristiche. La prima è che tutti gli avvistamenti riportati sono il frutto di indagini svolte direttamente dai ricercatori del Centro Italiano Studi Ufologici: il fenomeno UFO che viene presentato non si basa su voci di seconda mano o racconti senza fonti certe, ma su testimonianze raccolte in prima persona e casi investigati sul campo. In questo modo il lettore può ripercorrere gli stessi passi fatti dall’ufologo e condividerne le certezze ma anche i dubbi e le perplessità, per una visione ragionata e “matura” dell’intero argomento.

Inoltre il volume si presenta come il lavoro non di un singolo ma del “portavoce” di un’intera associazione – il Centro Italiano Studi Ufologici – che in quarant’anni di attività ha cambiato il modo di fare ufologia in Italia portando metodo, condivisione e organizzazione in un ambito troppo spesso lasciato (ieri ma anche oggi) in balia del dilettantismo e del sensazionalismo.

Al lettore vengono quindi proposte un insieme di informazioni ed una visione generale che sono il frutto del lavoro comune delle tante persone che hanno contribuito in quattro decenni alle attività del CISU. Finita la lettura, chi è interessato può trovare precisi riferimenti bibliografici per approfondire, ed anche ritrovare sul territorio i rappresentanti del Centro che hanno contribuito a svolgere le indagini, ad elaborare gli studi, a costruire gli archivi e quindi rendere possibile la realizzazione di questo libro.

La presentazione ufficiale della

UFO Fenomeno o mito?

Gli avvistamenti UFO sono reali o solo un riflesso delle nostre paure?
Che cosa nascondono i governi sugli UFO? Quanto c’è di vero nelle testimonianze di incontri ravvicinati?
E come si analizzano e catalogano gli avvistamenti?
Sono solo alcune delle domande a cui cerca di rispondere il portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici per fare chiarezza una volta per tutte su avvistamenti, incontri ravvicinati e oggetti volanti non identificati.

Il mondo degli UFO e dell’ufologia è un intricato labirinto, un gioco di specchi che riflette tanto le nostre convinzioni quanto la realtà. Ed è in questo mondo che Edoardo Russo, portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici, ci invita a seguirlo alla scoperta di un fenomeno che, da oltre settant’anni, continua ad affascinare e dividere. Ecco dunque decine di storie che ancora oggi abitano la zona grigia del dubbio: eventi che nessuno è riuscito a spiegare del tutto, ma che offrono sufficienti prove per dimostrare che qualcosa di strano è successo davvero.
Come la testimonianza di un uomo che, svegliato dall’abbaiare insistente dei cani, osservò nel suo campo un oggetto a forma di cupola ruotare lentamente, per poi sollevarsi nel cielo con un movimento fluido e silenzioso; o la vicenda di una coppia che, attraversando la Marsica, vide una struttura luminosa e geometrica sparire tra le montagne, lasciandosi dietro una scia di mistero; o ancora l’apparizione negli anni Ottanta di un enorme “sigaro volante”, osservato da migliaia di persone in diverse regioni italiane, e il famoso avvistamento delle luci notturne in Val Malone, dove i caccia militari inseguirono un fenomeno luminoso sfuggente che si dissolse tra le montagne.

Tra storie incredibili, analisi rigorose e fenomeni che ci spingono a confrontarci con l’ignoto, questo libro è un racconto avvincente sempre in bilico tra la lucida osservazione dei fatti e lo stupore che suscita in noi il mistero. E nasce dal desiderio di fare ordine tra spiegabile e inspiegabile, affrontando con un approccio scientifico avvistamenti, incontri ravvicinati e indagini ufologiche.
Un viaggio emozionante, per appassionati e scettici, tra cieli stellati, luci misteriose e l’eterna voglia di scoprire l’ignoto.

L’indice

INTRODUZIONE
Misteri volanti: cinquant’anni di riflessioni
L’ufologia non è una scienza
Un fenomeno a due facce

PRIMA PARTE
IL FENOMENO UFO: STORIA E SIGNIFICATO
Un mito americano o un fenomeno globale di massa?
C’erano una volta i dischi volanti
Chi studia gli UFO

SECONDA PARTE
DALLE LUCI AI CONTATTI: OSSERVARE E CAPIRE
La doppia faccia degli UFO
Luci nel buio: il fascino degli avvistamenti notturni
Dischi volanti e altri oggetti diurni
Incontri ravvicinati: quando gli ufo scendono a terra
Rapimenti alieni: tra mistero e fantascienza
USO: gli UFO subacquei
Prove e casi particolari
Un’immagine vale più di mille parole?
UFO e radar: quando il cielo diventa un enigma

TERZA PARTE
A MARGINE DEGLI UFO
Tra realtà e leggenda

QUARTA PARTE
UN MITO MODERNO
L’immaginario collettivo

CONCLUSIONI
La dotta ignoranza
Per chi volesse approfondire
Il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU)

«UFO – Fenomeno o mito?»
240 pagine (+ 16 tavole) – Cartonato con sovraccoperta
Euro 18,00

Disponibile in tutte le librerie o presso lo store on-line di UPIAR (www.upiar.org)

20 marzo 2024: La prima giornata europea degli UAP? – Parte 2

Mercoledì 20 marzo 2024, il Parlamento europeo ha ospitato a Bruxelles un incontro sui fenomeni anomali non identificati (abbreviato UAP, o PAN in francese). Tra i relatori e i partecipanti accreditati, una dozzina di organizzazioni ufologiche europee e internazionali, presenti o rappresentate, si sono riunite in una sala del parlamento europeo. È stata la nascita di una lobby europea degli UFO? 

(segue dalla parte 1)

UNA LOBBY EUROPEA DEGLI UFO?

La giornata del 20 marzo 2024, introdotta dal deputato europeo Francisco Guerreiro, ha segnato la nascita di una lobby europea degli UFO. Si tratta di una vera e propria conquista in termini di influenza, una pietra miliare che le reti ufologiche devono riconoscere e di cui siamo stati testimoni privilegiati in quella giornata. La tavola rotonda ha riunito i rappresentanti delle principali associazioni e coalizioni presenti in Europa: EuroUFO, UAP Check, UAP Coalition Netherlands (UAPCNL), COBEPS (Belgio), Belgisch UFO Meldpunt (Belgio), GEP (Germania), UFO-Norge (Norvegia), CISU (Italia). Erano rappresentati o sono intervenuti anche gruppi internazionali, soprattutto nordamericani, come il Mutual UFO Network (MUFON), la Scientific Coalition for UAP Studies (SCU), la Sol Foundation e gli Americans for Safe Aerospace (ASA). Senza contare le 150 persone che erano online durante l’evento. L’UAPCNL (UAP Coalitie Nederland, in olandese) (1) si è rivelata decisiva nell’organizzazione della giornata. Fondata nel novembre 2022 nei Paesi Bassi e dedicata alla promozione della trasparenza, della cooperazione, della comprensione, della ricerca sugli UAP e al sostegno di coloro che possono esserne testimoni, questa organizzazione di professionisti provenienti dai ranghi dell’aviazione, della polizia o delle forze armate, è co-pilotata da Joachim Dekkers e André Jol, esperto di dati e politiche climatiche presso l’agenzia europea dell’ambiente. Ottimi conoscitori dei meccanismi interni del sistema decisionale europeo. La pagina normativa dell’UAPCNL (2) sottolinea la mancanza di linee guida dedicate alla segnalazione degli UAP nell’Unione europea e insiste sulla necessità di includere gli UAP nella legislazione e nelle procedure per la segnalazione della sicurezza aerea, gestite dall’EASA (Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea), e nelle strategie e nella legislazione spaziale europea, compreso il Servizio di Sorveglianza e Tracciamento Spaziale (SST) dell’UE e gli Oggetti Vicini alla Terra (NEO). Gli UAP dovrebbero essere inclusi anche nelle attività dell’Agenzia spaziale europea (ESA). L’incontro del 20 marzo, e le riunioni di Bruxelles che lo hanno preceduto e seguito, hanno permesso ai gruppi presenti in Parlamento di presentare un fronte unito. È stata anche l’occasione per gli esperti e i rappresentanti presenti – alcuni dei quali non si erano mai incontrati prima – di incontrarsi, scambiare idee e pensare a progetti comuni e transnazionali.

TRA LE LINEE EASA

La riunione del 20 marzo 2024 è stata oggetto di numerosi resoconti, trascrizioni e repliche, tutti consultabili online. Questo evento, al quale ho avuto la fortuna di partecipare, incarna su scala propria tutte le ambivalenze caratteristiche di ogni dossier UAP: una comunicazione tardiva, ma accattivante, un accesso deliberatamente limitato pur garantendo un accesso on-line il più ampio e trasparente possibile al dibattito, un panel di relatori e partecipanti provenienti dai principali gruppi e organizzazioni UFO europei e internazionali (EuroUFO, MUFON, SOL, UAP Coalitie Nederland, UAP Check… ) riempiendo le sedie vuote che avrebbero potuto essere occupate da rappresentanti dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) o della DG DEFIS (la Direzione Generale Difesa e Spazio della Commissione Europea, creata nel dicembre 2019)! Solo una breve visita di un emissario dell’Agenzia dell’Unione Europea per la Sicurezza Aerea (EASA), con sede a Colonia e creata nel 2003, ha salvato la reputazione delle istituzioni europee. Invece di liquidare il caso, si è prestato al gioco, partecipando alla riunione per qualche minuto… Giusto il tempo di consegnare il messaggio ufficiale dei suoi superiori: che non c’era alcuna giustificazione per rivedere il sistema esistente, soprattutto perché esisteva già un sistema europeo di segnalazione di “eventi” aerei e – inoltre – che il numero di casi segnalati di UAP era troppo basso per giustificare l’istituzione di un ufficio dedicato agli UFO. Insomma, la musica del “va tutto bene”, elusiva e frettolosa, scritta in anticipo e per fare scena. A questo punto, dovremmo stupirci di queste smentite o di questa mancanza di azione? L’EASA viene regolarmente interrogata sul tema degli UAP. Nel 2022, 2023 e 2024 sono state presentate diverse richieste di accesso ai documenti tramite Asktheeu.org. Si tratta di un portale online dove ogni cittadino europeo può richiedere l’accesso ai documenti, come previsto dai trattati europei, alla Commissione o a qualsiasi altra istituzione dell’Unione europea, come l’Agenzia europea per la sicurezza aerea, la DG DEFIS o il Centro comune di ricerca (CCR). A causa di un errore formale del richiedente, di formalità normative o dell’incapacità di produrre i documenti richiesti in tempo, le richieste sono state sistematicamente archiviate con un seguito scarso o nullo. (3) (4)

La posizione dell’EASA, in particolare, è ora quella di indicare che non è in possesso di documenti corrispondenti alla richiesta, o addirittura di invitare il richiedente a contattare il proprio punto di contatto nazionale per i dati sulla sicurezza aerea. Da un punto di vista strettamente normativo, ciò è corretto. “Non vi sono prove di cattiva amministrazione da parte dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea”, ha sentenziato il Mediatore europeo nel 2022, a seguito di una segnalazione di un richiedente insoddisfatto delle risposte dell’EASA. (5)  

AFFARI PUBBLICI O RAGION DI STATO?

Azzardiamo una piccola deviazione. La questione dell’UAP occupa un numero crescente di menti, ma rimane elusiva. I servizi di intelligence e i gruppi militari-industriali privati la stanno studiando, persino ricercando attivamente, ma questo non dovrebbe essere visto o saputo. I rapporti ufficiali si contraddicono a vicenda. Ci sono migliaia di testimonianze di UAP, compresi gli affascinanti resoconti di piloti di linea e di caccia, ma solo il 3% dei casi riportati rimane inspiegabile. Non ne parleremo, ma ne parleremo comunque. Le autorità statunitensi riconoscono i contatti radar, mentre il dominio pubblico è pieno di storie di contatti galattici. Il nostro inconscio collettivo, desideroso di placare la sua sete di domande e di conoscenza, è plasmato da scenari immaginari di invasori provenienti dalle stelle. Vita aliena e misteriosi oggetti celesti nell’aria. Gli antichi testi religiosi moltiplicano i riferimenti a visitatori volanti. Gli scienziati si rivolgono a noi davanti a immagini di esopianeti rielaborate da illustratori. Messaggi di canalizzazione ultraterrestre e previsioni apocalittiche sono incastrati e intrecciati come numerose verità rivelate. È impossibile eppure esiste, ecc. Questo elenco può sembrare folle e praticamente infinito. Ma voi conoscete tutto questo come lo conosco io. Quando si parla di UAP, il nostro cervello è saturo di ingiunzioni paradossali. Questa legione di doppi legami – ingiunzioni simultanee, contrastanti e incompatibili – è una fonte di pressione psichica insopportabile. I testimoni e gli “sperimentatori” le sentono ancora più intensamente quando la loro esperienza contraddice la realtà circostante. In tali circostanze, la paura di essere ridicolizzati, screditati o “stigmatizzati”, secondo le parole dell’eurodeputato Francisco Guerreiro, illustra sia questo “tetto di cristallo” che il coraggio necessario per “osare parlare in pubblico”. La derisione non è forse la tendenza della maggior parte dei media? Non era forse la posta in gioco che, nel 1600 e prima del caso Galileo, accoglieva le affermazioni di Giordano Bruno sulla pluralità dei mondi? In Francia, nell’ottobre 2023, il ministro dell’Industria Roland Lescure non ha forse paragonato i testimoni degli UFO agli alcolisti? Uno scherzo di troppo che gli ufologi francesi non dimenticheranno. Chi vincerà – e cosa si può vincere! – in questa battaglia delle menti che sembra una guerra di informazioni e di credenze?

STRATEGIE DI GESTIONE DELLA PERCEZIONE

A livello di uomini di Stato, la questione UAP si traduce in una triplice postura di segretezza, divulgazione e disinformazione. L’alto funzionario francese ed ex direttore dell’intelligence presso la Direzione Generale per la Sicurezza Esterna (DGSE), maestro di spionaggio ed esperto di geostrategia, Alain Juillet, lo ha spiegato perfettamente durante la sua presentazione alla cena UFO di Parigi, il 6 aprile 2024. Questo grande insider dei segreti di stato ha descritto la logica di una ragione “fredda” che favorisce – ad esempio nel caso degli UFO crash – il vantaggio competitivo di mantenere il segreto, industriale, di difesa, di stato, ecc. – rispetto ai vantaggi di una collaborazione aperta, trasparente e pubblica. Ottenere informazioni riservate, elaborarle e tenerle per sé è un riflesso dei servizi di intelligence e della guerra economica. È un atteggiamento predatorio, in un mondo pieno di pericoli e rischi. La divulgazione è accidentale o controllata, quest’ultima in risposta a interessi superiori. Su questa scala, si parla di comunicazione strategica. In altre parole, si tratta di un uso intenzionale della comunicazione per raggiungere un obiettivo o un risultato specifico. Questo livello di controllo dell’informazione include la menzogna e la negazione. In questi ambiti di gestione della percezione e di manipolazione dell’opinione pubblica, la disinformazione è uno strumento formidabile per deviare le menti. Nel gergo dell’esercito, questo è noto come diversione.

La questione degli UAP, reali o no che siano, si sta rivelando un notevole strumento di diversione, che distrae le coscienze delle persone in un momento o nell’altro. Ma dove? Cosa succede davvero dietro le quinte, mentre discutiamo collettivamente sul sesso degli angeli o sul colore degli occhi grigi? Non dimentichiamoci che queste tattiche di disinformazione, la maggior parte delle quali sono state scoperte, alimentano anche una spiacevole sensazione di rifiuto e una generale crisi di fiducia nelle istituzioni che non sembrano più servire l’interesse generale. Le esche della disinformazione rimangono pervasive e influenti anche dopo essere state smascherate. C’è bisogno di tempo per disintossicarsi “dall’infox” (termine che in francese designa le fake news n.d.t.). L’elusiva questione degli UAP, che tanto annebbia le nostre menti, è anche – paradossalmente – una fonte fertile di ipotesi, consapevolezza e immaginazione. Un’incredibile macchina per pensare, una leva per l’evoluzione e la speculazione che può essere paragonata agli esperimenti mentali tanto cari ai cosmologi e ad altri teorici… (Fine della digressione)

Quindi, cosa succede alla questione degli UAP nell’UE? Segretezza, divulgazione o disinformazione? Dovrebbe essere lasciata solo agli ambasciatori celesti? Cosa fare con le testimonianze di piloti, militari e analisti professionisti? Quali potrebbero essere le incognite della prossima legislatura europea?

(continua nella parte 3)

 Immagine in alto: Rappresentanti delle organizzazioni UAP alla riunione dell’Europarlamento. Da sinistra a destra: Jean-Marc Wattecamps (COBEPS, Belgio), Frederick Delaere (Ufo Meldpunt, Belgio), Robert Fleischer (Exomagazin, Spagna), Beatriz Villaroel (Svezia), Renate Fossdal (Ufo-Norge, Norvegia), Michael Vaillant (UAP Check, Francia), Lee Dines (SCU, Regno Unito), Danny Ammon (GEP, Germania), André Jol (UAP Coalition, Paesi Bassi), Edoardo Russo (CISU, Italia), Peter Skafish (Fondazione Sol, USA), Jonathan Berte (Fondazione Sol, Belgio). Foto di Julien Odeur (COBEPS)  

NOTE E RIFERIMENTI

(1) https://uapcoalitienederland.nl/en/

(2) https://uapcoalitienederland.nl/en/knowledge-center/policies-and-regulations/

(3) https://www.asktheeu.org/en/search/UAP/all

(4) https://www.asktheeu.org/en/request/request_about_ufo_uap_and_unknow_2

(5) https://www.ombudsman.europa.eu/en/decision/en/159559

Traduzione di Matteo Marrocu

 

 

Charles-Maxence Layet

Assistente parlamentare europeo tra il 2009 e il 2024,  Charles-Maxence Layet è uno scrittore e giornalista scientifico freelance, specialista di nuove tecnologie energetiche, caporedattore ed editore del volume “Orbs Special Contact” dedicato agli UFO e all’ipotesi extraterrestre. Il suo percorso si concentra principalmente sulla dimensione umana del fenomeno UAP.

Nuovo direttore per il MUFON

mirziamov.ru David MacDonald torna all’incarico di direttore  del Mutual UFO Network, la più grande organizzazione ufologica americana.

Il comitato direttivo del MUFON ha diffuso il 15 luglio un comunicato per informare dell’estromissione dal suo vertice di Jan Harzan, a seguito del suo arresto avvenuto il 3 luglio (ma reso noto dalla polizia californiana solo il giorno 14) per reati sessuali.

Imprenditore nel settore aeronautico nell’Ohio, MacDonald era già stato direttore dell’organizzazione dal gennaio 2012 all’agosto 2013, prima che l’incarico passasse ad Harzan, un ingegnere informatico californiano, che l’ha mantenuto negli ultimi sette anni.

L’arresto di Harzan (per tentato adescamento di minorenne) ha destato scalpore non solo nell’ambiente ufologico ma anche sui mass media (fra gli altri, Newsweek negli USA, il Sun in Gran Bretagna), non solo in America. La filiale francese del MUFON, diretta da Pascal Fechner, ha addirittura sospeso le attività.

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Nella foto in alto: David MacDonald

Nella foto al centro: Jan Harzan

 

Ted Phillips, l’“ingegnere” di Hynek

Il 10 marzo 2020, è mancato Ted Phillips, uno dei più noti ufologi statunitensi. займы онлайн заявка

Nato nel 1942, Phillips era un ingegnere civile e fotografo professionista. Giovanissimo, nel 1957 partecipò
come volontario al programma di localizzazione ottica satellitare Vanguard e poi lavorò come ingegnere nel progetto missilistico Minuteman.

Iniziò ad occuparsi di UFO nel 1964 come membro dell’APRO (Aerial Phenomena Research Organisation). Conobbe Joseph Allen Hynek in occasione dell’indagine sul famoso atterraggio con tracce a Socorro (1964) e ne divenne uno stretto collaboratore fino alla sua morte, nel 1986.

Membro attivo del CUFOS (Center for UFO Studies), Phillips fu tra i componenti del gruppo selezionato di ufologi che nel 1978 si incontrarono presso le Nazioni Unite con il Segretario Generale dell’ONU insieme ad Hynek, a Jacques Vallée e all’astronauta Gordon Cooper.

Fu proprio Hynek a suggerirgli di concentrarsi sui casi di tracce fisiche di UFO e nel corso degli anni di questa ricerca
Ted Phillips raccolse ed analizzò 3.200 casi provenienti da 91 paesi del mondo, convincendosi che il fenomeno
UFO abbia un’evidente base fisica. Questa sua opinione è ben riassunta in una dichiarazione per la Encyclopedia
of UFOs di Ronald Story: «I dati disponibili sono prevalentemente statistici ma, prendendo un gran numero di rapporti, possiamo iniziare a sviluppare un quadro abbastanza chiaro degli oggetti osservati e delle tracce rimaste. Ovviamente, un rapporto che coinvolge un oggetto atterrato ha un valore molto maggiore di un caso di luce notturna. L’oggetto a terra elimina immediatamente una serie di  possibilità. Non ci si aspetterebbe che un pallone atterri, lasci tracce insolite e poi salga verticalmente ad alta velocità. Stelle e pianeti non compaiono a livello del suolo tra i testimoni e una fila di alberi. Quando diversi testimoni osservano un oggetto a forma di disco con una superficie metallica, senza ali e senza suono, che atterra e poi decolla in verticale, con le loro descrizioni hanno eliminato la  maggior parte delle spiegazioni naturali o convenzionali. Quando questi oggetti lasciano tracce sul luogo di atterraggio, abbiamo qualcosa di tangibile da esaminare».

Nel 1998 fondò il Center for Physical Trace Research (CPTR) – di cui è stato direttore fino alla morte –
per raccogliere, catalogare ed analizzare gli atterraggio UFO con tracce fisiche, in collaborazione con le maggiori
associazioni statunitensi.

È stato autore del protocollo di raccolta delle evidenze fisiche per il MUFON (Mutual UFO Network) con il
quale ha anche collaborato tra il 2006 e il 2008 per l’indagine sulle strane luci viste nel Marley Woods, nell’estremo
sud del Missouri.  Negli anni ha partecipato a numerosi documentari e programmi televisivi
sull’argomento.

Il MUFON compie 50 anni

Alla fine di maggio ha compiuto 50 anni il MUFON (Mutual UFO Network), la più grande organizzazione ufologica internazionale, con sede negli Stati Uniti. оформить потребительский кредит онлайн займ быстро без отказа круглосуточно

Quello che inizialmente venne chiamato Midwest UFO Network fu infatti fondato il 31 maggio 1969, su iniziativa di Walt Andrus, dirigente della Motorola nell’Illinois, allo scopo di svecchiare e rendere dinamica l’attività di indagine rispetto alle altre associazioni nazionali statunitensi.

Nel giro di pochi anni, il MUFON si estese dagli stati del Midwest a tutti gli USA, cambiando così la denominazione ma mantenendo la sigla. Fra le sue caratteristiche: la rete diffusa di investigatori locali, una struttura decentrata su base statale e provinciale, un comitato scientifico composto da ricercatori universitari, l’organizzazione di un congresso annuale con sistematica pubblicazione degli atti (è in uscita il 50° volume), l’uscita regolare di una rivistina mensile (oltre 600 numeri), l’adozione di uno specifico manuale di metodologia (giunto alla quinta edizione).

Nell’arco di cinquant’anni sono cambiati i dirigenti, le caratteristiche strutturali, l’impostazione filosofica, ma il MUFON rimane la principale e più grande organizzazione ufologica americana, col maggior numero di iscritti, la più grande rete decentrata di inquirenti, il più grande archivio di indagini e testimonianze (100.000 casi on line) e la più intensa attività divulgativa, con delegazioni nazionali in decine di paesi esteri.

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Nella foto: Walt Andrus al congresso ufologico europeo del 1988

Corio: una telecamera del MUFON

Nessun oggetto o fenomeno aereo anomalo è stato filmato o rilevato dal MUFON nei primi tre mesi di riprese video automatizzate sopra Corio. доступные займы онлайн

Una centralina di sorveglianza del cielo munita di telecamere per visione diurna e notturna era stata piazzata a Corio dal MUFON-Italia, filiale italiana del Mutual UFO Network, dopo il clamoroso avvistamento avvenuto a Corio lo scorso 6 giugno, con quello che agli osservatori era parso un inseguimento a bassa quota da parte di aerei militari, con un boato ha letteralmente scosso vetri e muri di tutta la valle, allarmando la popolazione.

L’iniziativa è stata progettata e realizzata da Costantino Carraro, Assistant National Director del MUFON per l’Italia, che dopo un incontro avvenuto in Comune a fine giugno ha proposto al sindaco l’installazione del sistema automatico di ripresa, avvenuta lo scorso 9 agosto, allo scopo di monitorare il cielo sopra il paese della Val Malone.

 

Quello a Corio non è il primo impianto di questo genere posizionato dal MUFON-Italia: già nel settembre 2017 un analogo sistema di rilevamento (telecamera grandangolare e ricevitore radio) era stato installato sopra Torriglia presso Osservatorio Astronomico Regionale del Parco Antola nel comune genovese di Fascia e il tutto fa parte di un più articolato progetto che mira a installare almeno una centralina per ogni regione, tendenzialmente in località già interessate da avvistamenti di fenomeni UFO.

 

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Nella foto in evidenza: il municipio di Corio
In alto: la telecamera del MUFON sul palazzo del Comune a Corio

Al centro: Costantino Carraro, vice-direttore del MUFON-Italia
In basso: l’osservatorio astronomico del Parco Antola a Fascia