IL NUOVO LIBRO DI PAOLO FIORINO
SULLA STORIA DELL’UFFICIALITA’ IN ITALIA
Con il termine “ufficialità” si intende il coinvolgimento degli organismi dello Stato, soprattutto militari, nello studio del fenomeno UFO.
Si tratta di un tema dal quale non è possibile prescindere per la storia stessa dell’ufologia che è nata prima come interesse “ufficiale”, con le commissioni di studio militari statunitensi costituite in seguito ai primi avvistamenti, che non “privato”, con appassionati ed associazioni che sono arrivate dopo.
Questa dicotomia tra ufologia privata e ufficiale è stata motivo di un confronto/scontro che dura da sempre e che ha creato le basi per ogni tipo di complottismo.
L’idea che i governi, le istituzioni, i militari ci nascondano qualcosa, dagli avvistamenti dei piloti a segreti più o meno inconfessabili, è radicata profondamente nell’ambiente ufologico e non solo. Basti vedere i recenti sviluppi statunitensi dove una parte dei politici che avevano appoggiato la costituzione della commissione del Pentagono, la AARO, oggi la sconfessano per cercare di andare più a fondo, a trovare quelle “prove” definitive degli ET, di “intelligenze non umane” o di qualche altro improbabile segreto.
Di conseguenza l’atteggiamento del mondo ufologico nei confronti degli interessi ufficiali è stato spesso ambiguo, alternando aspettative di aperture degli archivi o iniziative come il rilascio di documentazione (come le richieste fatte negli USA sulla base del FOIA, lo strumento per ottenere l’accesso alla documentazione riservata) a fasi di forte critica e accuse di attuare la famigerata “congiura del silenzio”.
Anche in Italia c’è stato, sin dagli albori, un interesse ufficiale dettato, come è ovvio, dalle esigenze di sicurezza e difesa dello spazio aereo poste dalle osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificati. Senza arrivare alle commissioni ufficiali statunitensi, anche nel nostro Paese ci furono persone che raccolsero ed indagarono avvistamenti, gruppi di studio che si riunirono per analizzarli, fino ad arrivare all’istituzione, nel 1979, del noto ufficio presso l’allora Secondo Reparto dello Stato Maggiore Aeronautica (oggi Reparto Generale Sicurezza).
Questa commissione “ufficiale” italiana rappresenta, a suo modo, un unicum. Da una parte è uno degli organismi più longevi al mondo ed è forse quello più “aperto” dal punto di vista dell’informazione, in quanto da anni vengono riportati sul suo sito Internet i casi raccolti con le relative valutazioni. Dall’altro lato i limiti operativi che le sono stati imposti sin dalla sua costituzione fanno sì che i casi raccolti ogni anno contino poche unità e che gli approfondimenti investigativi restino a livello poco più che superficiale.
Quello che però in Italia ha caratterizzato da sempre il rapporto tra ufologia privata e ufficiale è stato l’atteggiamento di molti ufologi che, al posto di cercare e richiedere informazioni e dati sugli avvistamenti, hanno solamente tentato di ottenere qualche forma di riconoscimento da parte dei militari, una sorta di legittimazione che ne elevasse lo status di credibilità. Un rapporto malsano che ha toccato il suo apice con personaggi che per anni hanno millantato inesistenti rapporti privilegiati o collaborazioni esclusive (peraltro smentiti in via ufficiale), costruendo schemi fantasiosi ed irrealistici circa strategia di approccio e improbabili connessioni politiche.
La realtà è sempre stata un’altra: quella di una commissione che negli anni, con i limiti imposti dalle problematiche di sicurezza e di privacy, ha fornito informazioni a chi le ha richieste, come correttamente deve comportarsi un ente pubblico nei confronti dei cittadini. Il problema era – purtroppo – dall’altro lato: erano certi “ufologi” a non essere interessati agli avvistamenti ma solo alla propria vanagloria.
Esiste quindi una “vera” storia dell’interesse ufficiale in Italia e a metterla dettagliatamente per iscritto è ora Paolo Fiorino che in più di trent’anni, con la collaborazione di Giancarlo D’Alessandro e soprattutto di Renzo Cabassi (purtroppo scomparso pochi mesi fa), ha raccolto informazioni e sviluppato una serie di contatti che gli hanno permesso di mettere insieme i tasselli di un puzzle spesso sconosciuto nello stesso ambiente ufologico.
È stato un lavoro paziente e meticoloso che ha portato Fiorino, in rappresentanza del Centro Italiano Studi Ufologici, a costruire negli anni anteriori al 2001 un rapporto molto particolare con il Secondo Reparto S.M.A. ed ottenere il rilascio di centinaia di pagine di documentazione sugli avvistamenti raccolti in quell’ambito.
Si tratta di una cosa già di per sé importante, ma ancora più significativa è stata “l’interlocuzione” che Fiorino ha avuto la possibilità di sviluppare sia con i responsabili di questo ufficio, sia con molti degli ufficiali nel tempo coinvolti nelle interazioni tra UFO e difesa, incontrati personalmente nel corso degli anni.
Tutto questo lavoro vede ora la luce sotto forma di un volume enciclopedico con il quale Fiorino ripercorre tutta la storia dell’ufficialità italiana con una quantità impressionante di dati e informazioni. Come sempre avviene per le produzioni del CISU, ogni informazione è documentata e il quadro che ne deriva è completamente esaustivo, senza allusioni e mezze verità, ma anche senza sconti.
Il titolo del volume, Gli O.V.N.I. dell’Aeronautica Militare Italiana, non è casuale ma ci ricorda che gli UFO sono stati da sempre appannaggio, negli Stati Uniti come nel resto del mondo, delle aeronautiche militari, e anche in Italia questo è stato l’ente deputato a seguire lo studio di quelli che nei documenti vengono appunto chiamati OVNI, Oggetti Volanti Non identificati.
Quello che emerge è un quadro molto più articolato ed interessante di quello che ci si aspetterebbe, ma senza le contorsioni e i complottismi che hanno da sempre accompagnato l’ufficialità italiana.
Come sempre la storia è fatta dagli individui, e il racconto di Fiorino ci porta a scoprire personaggi che non hanno magari trovato spazio in articoli o libri ma che hanno invece contribuito allo sviluppo dell’ufologia e non solo quella ufficiale.
È il caso ad esempio di Igino Gatti, un ufficiale incaricato di seguire i casi OVNI ed attivo negli Anni 50 e 60, che è stato un investigatore sul campo ed un ufologo razionale ante litteram, avendo avuto la possibilità di indagare diversi casi rilevanti e di ricavarne una visione d’insieme del fenomeno caratterizzata da una rara lucidità, tanto più all’epoca.
Proprio a Gatti e a Cabassi è dedicato il volume di Fiorino, in quanto esempi della voglia di studiare e di conoscere che ci accumuna tutti, ufologi privati e “ufologi ufficiali”.
In esclusiva sul sito www.upiar.com
Cliccare qui per leggere la Prefazione di Giancarlo D’Alessandro
(Colonnello dell’Aeronautica Militare Italiana in congedo)





Philippe Ailleris è francese ma lavora in Olanda come Senior Project Controller presso lo Space Research and Technology Centre della European Space Agency (ESA). Interessato agli UFO dal 1977, ha fondato lo UAP Observations Reporting Scheme Project nel 2009 e dal 2015 è attivo nel progetto UFODATA, che ha lo scopo di creare una rete internazionale di stazioni automatiche di sorveglianza del cielo per raccogliere dati strumentali sui fenomeni aerei anomali. Fa parte del collettivo EuroUfo.net
“Nel giugno 2021 il Dipartimento della Difesa americano ha annunciato di aver osservato almeno 143 oggetti volanti che non sono potuti essere spiegati. Il Pentagono dichiara che gli oggetti fisici osservati in volo si muovevano in diversi casi in modi che non potevano essere giustificati. In 80 casi gli oggetti furono osservati tramite diversi strumenti di monitoraggio simultaneamente, ad esempio tramite radar. Il Pentagono afferma che questi fenomeni possono rappresentare un rischio per la sicurezza. Può il Ministro confermare se le forze armate danesi hanno, negli ultimi dieci anni, osservato fenomeni simili nello spazio aereo danese o in quello di altri paesi, e può inoltre confermare se qualunque fenomeno di questo tipo sia stato documentato tramite strumenti di monitoraggio come i radar o simili, e se il Ministro condivide l’opinione del Pentagono che tali fenomeni possono rappresentare una minaccia per la sicurezza?”
“In risposta alla richiesta, lo Stato Maggiore ha dichiarato che nel periodo in questione la Difesa non ha registrato alcun rapporto di incidente, sia visuale che tramite radar, che abbia coinvolto oggetti volanti il cui comportamento e origine fossero inspiegati.
Non bisogna però (o comunque?) lasciarsi trarre in inganno da queste parole: il fatto che siano espletate queste due verifiche di routine (sempre le stesse) ci dice ben poco sull’effettiva identificabilità o meno dei singoli avvistamenti.
Il Sottosegretario alla Difesa Raffaele Volpi ha dato lettura del seguente testo:
Sembrerebbe che l’estensore della risposta presentata ieri dal Governo all’interrogazione parlamentare si sia attenuto alla prima versione fornita ai giornalisti dai portavoce dell’A.M. già lo scorso 7 giugno: un solo Tornado (all’epoca transitato “ad altissima quota”, ora invece “in avvicinamento all’aeroporto di Caselle”). Versione poi smentita da quanto la stessa Aeronautica avrebbe invece risposto il 20 luglio al procuratore della Repubblica di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ovvero che a bassa quota su Corio quella sera c’erano effettivamente due aerei, che avevano avuto un problema tecnico, causa del boato anomalo (ora non più menzionato nella “manovra di normale avvicinamento”), come
In un primo momento, da Roma i portavoce dell
Alle interrogazioni non risulta che il Ministero della difesa abbia ancora dato risposta, ma per intanto il 21 luglio la Procura della Repubblica eporediese ha fatto sapere che l’Aeronautica Militare le ha risposto ammettendo infine che sì, su Corio quella sera c’erano due aerei militari, per la precisione due Tornado impegnati in un’esercitazione e che anche il boato era reale ed era stato causato da un non meglio precisato



In realtà, l’attività e l’attivismo della commissione sono dovuti all’impegno personale di Rubén Lianza che,
organizzato dalla