Speciale UFO su una rivista scientifica aerospaziale (e due degli autori sono italiani)

Il numero di giugno della rivista Progress in Aerospace Sciences dedica vari articoli al tema degli UAP (Unidentified Anomalous Phenomena).

È la prima volta che una rivista scientifica del settore (pubblicata in Gran Bretagna dal 1961) dà tanto spazio alla questione ufologica. E soprattutto è la prima volta che viene pubblicata una storia dettagliata degli studi scientifici sull’argomento, sotto forma di un lunghissimo articolo (58 pagine, 506 note bibliografiche) intitolato “La nuova scienza dei fenomeni aerospaziali non identificati” (“The New Science of Unidentified Aerospace-Undersea Phenomena (UAP)”).

Lo firma un inedito collettivo internazionale di autori, coordinati dall’americano Kevin H. Knuth (docente di fisica alla University of Albany). Fra gli altri 33 co-autori ci sono vari scienziati e ricercatori universitari avvicinatisi di recente al nostro argomento, ma anche non pochi veterani dell’ufologia (ad esempio Richard Haines, Erling Strand e Jacques Vallée) o esponenti delle principali organizzazioni mondiali: Mark Rodeghier e Mike Swords del CUFOS (Center for UFO Studies), Rich Hoffman e Robert Powell della SCU (Scientific Coalition for UAP Studies), Mike Cifone della SUAPS (Society for UAP Studies), Michaël Vaillant dell’iniziativa internazionale UAP Check, perfino Frédéric Courtade, direttore del GEIPAN (l’ente ufologico ufficiale francese). Di rilevanza per il nostro Paese il fatto che due degli autori siano italiani: l’astronomo Massimo Teodorani e l’ufologo Edoardo Russo.

Il testo integrale dell’articolo (e degli altri che compongono il numero speciale di Progress in Aerospace Sciences) è scaricabile dal link diretto dell’editore Elsevier

Il CISU allo Space Festival

Il Centro Italiano Studi Ufologici parteciperà anche quest’anno allo Space Festival, la consueta “quattro giorni” dedicata allo spazio, organizzata e diretta a Torino (“capitale italiana dello spazio”) da Marco Berry nei giorni dal 22 al 25 maggio, con laboratori, conferenze, film, presentazioni di libri, mostre, esposizioni di prototipi, aeromodelli e moduli spaziali, la partecipazione di astronauti, astronomi, ricercatori, esperti e giornalisti aerospaziali, aziende del settore, in collaborazione con Università e Politecnico, Thales-Alenia, il planetario Infini.TO
La tavola rotonda intitolata “A caccia di alieni: le risposte sul fenomeno UFO” si terrà venerdì 23 dalle ore 16 alle 18 presso il Cinema Lux, in Galleria San Federico. Fra i partecipanti, oltre ad alcuni ufologi del CISU, l’astronomo Walter Ferreri e Domenico Zambarelli, ideatore del progetto “Star in a bottle” . Moderatore: il giornalista Gabriele Beccaria, responsabile di “TuttoScienze”.

20 marzo, Giornata Europea degli UAP: L’UE, l’autonomia strategica europea e i Fenomeni Aerospaziali Non identificati

Nell’anniversario dello storico incontro di informazione ufologica tenutosi presso il Parlamento Europeo il 20 marzo 2024, e in collaborazione con le altre organizzazioni ufologiche di 13 diversi paesi europei, ospitiamo questo editoriale a firma di Charles-Maxence Layet, a lungo assistente europarlamentare e già responsabile della sezione politica dell’iniziativa internazionale UAP Check. E’ appena il caso di precisare che le opinioni espresse sono quelle dell’autore e in alcuni punti possono non coincidere con quelle della nostra associazione.

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Da Washington a Parigi, da Berlino a Londra, dagli impianti nucleari alle nostre basi militari, il cielo europeo è diventato un teatro di operazioni non identificate? Le audizioni parlamentari negli Stati Uniti sugli UAP nel 2023 e 2024, unite alle recenti incursioni di “droni” su siti sensibili in Europa, suonano come un chiaro avvertimento che l’autonomia strategica dell’Europa non può più ignorare questi fenomeni. L’Unione Europea deve stabilire un quadro più forte per la cooperazione nella raccolta, analisi e condivisione di informazioni sugli UAP, al fine di garantire la nostra sicurezza e sovranità.

L’autonomia strategica europea è diventata un «leitmotiv» a Bruxelles e nelle capitali di tutto il continente. Che si tratti di difesa, tecnologia o spazio, l’Unione Europea afferma di voler controllare il proprio destino e non dipendere più esclusivamente da potenze esterne. Tuttavia un ambito emergente continua a essere ampiamente trascurato in questa ricerca di autonomia: quello dei fenomeni aerospaziali non identificati (UAP). A lungo deriso o relegato ai margini, questo argomento ora si distingue come una questione di sicurezza e sovranità scientifica che nessuna potenza seria può più permettersi di ignorare.

A partire dal 2021 gli Stati Uniti hanno pubblicato un rapporto ufficiale annuale, affermando l’esistenza di diverse decine e poi centinaia di UAP e sottolineando i rischi reali che questi fenomeni aerospaziali inspiegabili rappresentano per la sicurezza nazionale e la sicurezza aerea («Valutazione preliminare: fenomeni aerei non identificati», Office of the Director of National Intelligence, 25 giugno 2021). Come riassunto dal senatore statunitense Marco Rubio, ora Segretario di Stato del presidente Trump, “Ci sono cose che volano nel nostro spazio aereo: non sappiamo chi siano e non sono nostre. Quindi dovremmo sapere chi sono, soprattutto se si tratta di un avversario che ha fatto un balzo tecnologico” («Politico», 23 giugno 2021). In questo contesto, l’Europa non può rimanere inattiva. Per rafforzare la vera autonomia strategica, l’UE deve impegnarsi seriamente, in modo trasparente e proattivo sulla questione degli UAP.

Cosa sono gli UAP e perché sono importanti?

“Più impariamo sugli UAP, meno li comprendiamo”, ha affermato l’ex senatore Harry Reid nel 2021. Questo ex leader della maggioranza del Senato ha avviato, insieme ad altri due senatori ed ex ufficiali militari, un programma di ricerca sugli UAP classificato come AAWSAP («Advanced Aerospace Weapon Systems Applications Program»), lanciato nel 2007 e finanziato dal Congresso con 22 milioni di dollari di fondi segreti. Da dicembre 2017, questo programma, unito al progetto AATIP del Pentagono («Advanced Aerospace Threat Identification Program»), ha fatto notizia in tutto il mondo.

Che gli UAP derivino da un balzo tecnologico compiuto da avversari geopolitici, fenomeni naturali che distorcono le percezioni visive, visitatori provenienti da un’altra dimensione o tecnologia di un altro mondo, attualmente comprendono qualsiasi oggetto o fenomeno aerospaziale osservato nel cielo (o nello spazio) che non può essere immediatamente identificato. Contrariamente a quanto si possa credere, non si tratta solo di storie fantasiose: nel corso dei decenni, numerosi astronauti, piloti civili e militari, controllori del traffico aereo e sensori radar hanno documentato molti fenomeni che sfidano una spiegazione convenzionale. Alcune di queste osservazioni hanno quasi portato a collisioni evitate per poco, creando un vero problema di sicurezza aerea. Altre sollevano questioni geo-strategiche: gli UAP potrebbero essere collegati a tecnologie straniere sconosciute o addirittura ad attività di sorveglianza illecite?

La NATO e la UE hanno recentemente affrontato incursioni aeree inaspettate. Dal 2014, più di cento sorvoli di centrali e siti nucleari in Francia da parte di droni non identificati hanno evidenziato la vulnerabilità della nostra infrastruttura critica a oggetti aerei sconosciuti. Ci sono state audizioni presso il Senato ma non si è arrivati a determinare chi ci fosse dietro a quei droni e quali intenzioni avessero. Più di recente, alla fine del 2024 sono stati segnalati “sciami di droni” sopra basi militari e aree urbane in Europa e Nord America («The Guardian», 13 dicembre 2024). Anche in questi casi le autorità non sono riuscite ai spiegare la natura e l’origine di questi “sciami di droni”. Questi incidenti dimostrano che il confine tra gli UAP e le minacce convenzionali (come i droni ostili) è sfumato: in entrambi i casi, si tratta di oggetti di origine incerta, non immediatamente identificati, potenzialmente pericolosi e che richiedono una risposta coordinata da parte delle autorità.

Ignorare gli UAP comporterebbe quindi dei costi. Da un lato, lascerebbe i piloti e gli operatori delle infrastrutture critiche impreparati a eventi aerei enigmatici. Dall’altro, creerebbe una lacuna nel nostro sistema di sicurezza complessivo: un “punto cieco” che gli attori malintenzionati potrebbero sfruttare. Consentire a fenomeni inspiegabili di moltiplicarsi senza un quadro analitico invita a potenziali sorprese strategiche. Al contrario, un serio impegno su questo argomento offre anche un’opportunità di progresso scientifico e tecnologico, stimolando la ricerca in campi all’avanguardia (sensori, intelligenza artificiale per l’analisi delle immagini, astrofisica, ecc.).

L’Europa è indietro in un dominio strategico

Mentre i nostri alleati stanno facendo progressi, l’Unione Europea è notevolmente indietro sulla questione UAP. Negli Stati Uniti, oltre al rapporto sopra menzionato, il Pentagono ha creato un ufficio specializzato nel 2022 (AARO, «All-domain Anomaly Resolution Office») responsabile della raccolta e dell’analisi delle segnalazioni UFO da parte di militari e piloti; persino la NASA nel 2023 ha lanciato uno studio indipendente sugli UAP. Anche Canada, Australia e Giappone, dove è stato formato un gruppo di lavoro parlamentare interpartitico nel giugno 2024, stanno iniziando a strutturare la raccolta dati e la ricerca su questi fenomeni, in collaborazione con gli Stati Uniti.
In Europa, solo la Francia ha da molti anni un organismo ufficiale dedicato (il GEIPAN del CNES, che raccoglie testimonianze e conduce indagini scientifiche sugli UAP segnalati). Altrove, sono state principalmente le organizzazioni civili volontarie che hanno raccolto segnalazioni di osservazione, senza alcun supporto istituzionale o coordinamento internazionale. Tuttavia, alcune recenti iniziative mostrano dei progressi degni di nota: nei Paesi Bassi, il Dutch Safety Board (OVV) comincia ad accettare i rapporti dei piloti sugli UAP, consapevole che qualsiasi cosa attraversi lo spazio aereo può compromettere la sicurezza («UAP Coalition Netherlands»). E al Parlamento Europeo, a marzo 2024, si è svolto un primo storico incontro sugli UAP, su iniziativa di un eurodeputato visionario, con l’obiettivo di eliminare i pregiudizi da questo argomento, tabù di lunga data all’interno delle istituzioni.

Nonostante questi sviluppi, non esiste ancora una politica armonizzata a livello UE sugli UAP. L’Agenzia dell’Unione Europea per la sicurezza aerea (EASA) non ha un protocollo specifico per la segnalazione di eventi aerei anomali. Il futuro «European Air Safety Data Space» non include esplicitamente gli UAP nel suo ambito. E mentre la Commissione Europea sta preparando una nuova legislazione sulle attività spaziali per il 2024, non vi è alcuna menzione degli UAP in tale quadro (UAP Check). Di conseguenza, l’UE rischia di essere esclusa da una tendenza geopolitica globale che è tuttavia cruciale, dipendendo invece dalle informazioni provenienti da Washington o altrove, contraddicendo la sua aspirazione all’autonomia strategica.

Integrazione degli UAP nella strategia spaziale europea per la sicurezza e la difesa

L’inattività e l’inerzia non sono più un’opzione. È tempo di integrare pienamente le questioni relative agli UAP nelle politiche europee in materia di sicurezza, difesa e spazio, in linea con i recenti annunci dell’UE sulla legislazione spaziale (Discorso del Commissario Kubilius alla Conferenza spaziale europea, 28 gennaio 2025) e sugli sforzi di riarmo (Euractiv, 5 March 2025). Bruxelles ha espresso la sua intenzione di rafforzare la resilienza delle sue risorse spaziali e di colmare le lacune di capacità di fronte a nuove minacce («Strategia spaziale dell’UE per la sicurezza e la difesa», Commissione europea). La prima strategia spaziale per la sicurezza e la difesa, presentata nel 2023, sottolinea che lo spazio è un dominio competitivo in cui l’Europa deve proteggere i propri interessi e rafforzare la propria autonomia («L’Union européenne se dote d’une stratégie spatiale pour la défense»). Includere gli UAP in questa equazione sarebbe un logico passo successivo, affrontando un punto cieco nella visione strategica dell’Europa. Come ha avvertito un esperto, ad esempio, chiudere un occhio sugli UAP equivale a “ignorare il potenziale impatto degli UAP, e potrebbe lasciare un punto cieco, critico nella nostra strategia di difesa energetica”. (Notizie – UAP Coalition Netherlands).

Concretamente, a livello UE possono essere intraprese immediatamente diverse azioni:

Istituire un meccanismo europeo per la raccolta e l’analisi dei dati: creare un centro europeo (o una rete) dedicato a raccogliere segnalazioni UAP dall’aviazione civile e militare degli Stati membri, nonché dai servizi meteorologici e spaziali, e a condurre analisi scientifiche. Un tale processo di condivisione delle informazioni incoraggerebbe la segnalazione senza timori di pregiudizi e consentirebbe un’identificazione più precisa dei fenomeni, che essi siano di origine artificiale o naturale.

Integrare gli UAP nelle normative e nei programmi esistenti: adattare le normative europee sulla sicurezza aerea per includere esplicitamente la segnalazione degli UAP da parte dei piloti e del controllo del traffico aereo (seguendo il modello di alcune direttive già in vigore nel Regno Unito o negli Stati Uniti). Analogamente, incorporare il monitoraggio di oggetti aerei non identificati nelle missioni del futuro Centro Europeo di Sorveglianza e Tracciamento dello Spazio (SSA/SST) per proteggere meglio i satelliti e le infrastrutture critiche da qualsiasi oggetto erratico o intrusivo

Finanziare la ricerca e l’innovazione: stanziare risorse tramite il programma «Horizon Europe» o il Fondo europeo per la difesa per uno studio multidisciplinare sugli UAP. Ciò significherebbe sostenere progetti che coinvolgono astrofisici, ingegneri aeronautici, meteorologi, psicologi (per l’analisi delle testimonianze) e specialisti della difesa. Una migliore comprensione di questi fenomeni contribuirà sia alla sicurezza (distinguendo le minacce reali dalle anomalie innocue) sia all’avanzamento della conoscenza scientifica.

Incrementare la cooperazione internazionale: porre la questione degli UAP all’ordine del giorno dei dialoghi transatlantici e della cooperazione spaziale internazionale. Gli Stati Uniti, in particolare, hanno accumulato una notevole esperienza e dati sull’argomento; l’Unione Europea e i suoi membri trarrebbero vantaggio dallo scambio con loro su un piano di parità, fornendo al contempo i propri contributi dal territorio europeo. Ciò rafforzerebbe l’autonomia strategica dell’Europa e rafforzerebbe la sua leadership in nuovi campi geo-strategici. Allo stesso modo, incoraggiare la condivisione di informazioni su fenomeni aerei inspiegabili tra alleati (NATO, ONU) rafforzerebbe la sicurezza collettiva di fronte a rischi intrinsecamente transfrontalieri.

Queste misure riflettono in parte le raccomandazioni avanzate dalle organizzazioni della società civile europea incentrate sugli UAP. Quindici associazioni di dieci paesi dell’UE, alla fine del 2024, hanno lanciato un appello senza precedenti affinché l’Unione Europea affrontasse urgentemente la questione UAP («UAP Check», 25 novembre 2024). In quell’appello hanno specificamente richiesto le misure sopra descritte: l’istituzione di un processo europeo per la raccolta e l’analisi dei dati, l’integrazione degli UAP nelle normative, il finanziamento della ricerca e il rafforzamento della cooperazione internazionale («UAP a livello UE – una proposta d’azione», 24 ottobre 2024). Le istituzioni europee devono prestare attenzione a questo messaggio di base e trarne ispirazione.

È tempo di agire e rafforzare la cooperazione europea

Alla luce degli attuali sconvolgimenti geopolitici, l’autonomia strategica europea sarà raggiunta solo se l’Unione sarà in grado di anticipare e affrontare tutte le questioni di sicurezza, comprese quelle che esulano dai quadri convenzionali. I fenomeni aerei non identificati non sono più fantascienza, ma una realtà osservata che sfida la nostra capacità di comprendere e proteggere i nostri cieli. Di fronte a questo fatto, l’inattività sarebbe la peggiore risposta possibile.

L’Unione Europea ha tutte le risorse di cui ha bisogno per diventare leader globale in un approccio responsabile e scientifico sugli UAP: potrebbero essere coinvolte industrie aerospaziali all’avanguardia, ricercatori rinomati, una vasta esperienza di cooperazione multinazionale, agenzie ed enti come ESA, EASA ed Eurocontrol. Ciò di cui c’è bisogno ora è una chiara volontà politica per coordinare queste risorse e colmare il divario esistente.

In un momento in cui l’UE sta annunciando la sua intenzione di espandere le sue ambizioni in difesa e spazio, è il tempo ideale per lanciare un’iniziativa europea sugli UAP. Dotare l’Europa di una strategia e dei mezzi per studiare e gestire questi fenomeni contribuirà alla sicurezza dei suoi cittadini, all’indipendenza della nostra capacità di valutare i rischi e al progresso della conoscenza. La sovranità, la sicurezza e la credibilità scientifica dell’Europa sono in gioco.

Niente più scuse: è il momento di agire.

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Questo articolo è pubblicato contemporaneamente in 13 lingue diverse e in 14 nazioni

Copyright: UAP Check
http://www.uapcheck.com

[Revisione della traduzione: Piero Zanaboni – Immagine in alto: Pasquale Russo]
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[*] Charles-Maxence Layet è uno scrittore e giornalista scientifico specializzato in nuove tecnologie energetiche e cosmo elettromagnetico. Ex assistente parlamentare europeo dal 2009 al 2024, è stato caporedattore ed editore di “Orbs Special Contact”, un libro dedicato agli UFO e all’ipotesi  extraterrestre. Il suo viaggio si concentra principalmente sulle dimensioni umane, mediatiche, sociali e politiche del fenomeno UAP. È anche membro delle organizzazioni francesi SCEAU, CARE e CIPO e ha diretto la sezione politica di UAP Check. Il suo libro «La primavera degli UFO» (First, 2025) è uscito a marzo 2025.

Renzo Cabassi (1945-2025)

Sabato 1 marzo è morto Renzo Cabassi, veterano dell’ufologia italiana e socio fondatore del Centro Italiano Studi Ufologici. Aveva da poco compiuto  80 anni.

Nato a Trivero nel 1945 ma sempre vissuto a Bologna, si era appassionato all’argomento quando aveva meno di 14 anni. Negli anni ’60 aveva creato una piccola associazione locale, poi era entrato a far parte del Centro Unico Nazionale (CUN), del quale era diventato segretario, poi redattore del “Notiziario UFO” e membro del consiglio direttivo.

Uscito dal CUN nel 1973, insieme a Roberto Farabone, Francesco Izzo ed altri ex soci creò il CNIFAA (Comitato Nazionale  Italiano per lo studio dei Fenomeni Aerei Anomali), che dal 1976 al 1984 pubblicò la prima rivista di impostazione accademica (peer reviewed) sull’argomento: UFO Phenomena International Annual Review (UPIAR). Nel 1974 curò l’antologia “UFO Perchè” per le edizioni Faenza e nel ’75 pubblicò l’opuscolo “UFO Base zero” (primo testo italiano di epistemologia ufologica).

A lungo fautore di un approccio scientifico all’ufologia, nel 1985 fu tra i promotori  del Centro Italiano Studi Ufologici, associazione nella quale fu per anni il coordinatore regionale per l’Emilia-Romagna, e a più riprese nel consiglio direttivo tra il 1991 e il 2000. Insieme a Paolo Fiorino, fu l’ispiratore dell’iniziativa che portò alla declassificazione dell’archivio sugli OVNI da parte dell’Aeronautica Militare Italiana a partire dal 1996.

Animatore della commissione del CISU sui “fenomeni luminosi in atmosfera”, nel 2000 promosse la costituzione del Comitato Italiano per il Progetto Hessdalen (CIPH), a sostegno del programma di osservazioni e rilevazioni strumentali dei fenomeni ricorrenti nell’omonima vallata norvegese, che da quel momento è stato il fulcro del suo interesse attivo.

Dal 2005 era socio onorario del CISU.

 

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Nelle foto in alto: Renzo Cabassi nel 1975 (conferenza di Peter Kolosimo a Bologna), nel 1979 (convegno delle sezioni CUN a Firenze), nel 1987 (convegno internazionale del CISU a Torino), nel 1992 (6° convegno nazionale di ufologia a Bologna) e nel 2018 (convegno del CISU a Bologna)

Rilevamento radar conferma avvistamento UFO in Germania

In tutto il mondo, i sistemi radar passivi privati ​​vengono sempre più utilizzati nella ricerca degli UFO. In Germania, anche i membri della “Società per la ricerca sui fenomeni UFO” (GEP) gestiscono tali sistemi. Per la prima volta, uno di questi sistemi ha confermato con successo – e in modo indipendente – un avvistamento UFO in tempo reale, una pietra miliare senza precedenti nella ricerca.

 

Dettagli dell’evento


La testimone, un’impiegata della Polizia federale di Offenburg, tornando a casa da un turno di notte, aveva parcheggiato davanti a casa sua. Uscendo dal mezzo ha sentito un forte rumore proveniente dal cielo a sud, che ha descritto come “lo strisciare di una catena di metallo sull’asfalto”. Alzando lo sguardo ha visto, nel cielo limpido, una formazione molto luminosa, bianca, “simile a un’onda” e davanti a questa, allineato verticalmente, ha osservato un “doppio punto” luminoso. Il suono si è interrotto e – allo stesso tempo – il fenomeno è scomparso.
Ha stimato che l’avvistamento non sia durato più di 5 secondi

Riepilogo del caso

Numero del caso: 20240920 B
Data: 20 settembre 2024
Ora: 05:34 AM CEST
Luogo: 77948 Friesenheim – Oberweier, Germania
Testimoni: Nome noto all’investigatore
Classificazione: NL
Valutazione: UFO “
BUONO”
Identificazione: Nessuno
Indagini: In
corso
Primo contatto: E-mail, 20 settembre 2024

Investigatore: Josef Garcia

Nello stesso momento, il marito della testimone stava preparando la colazione in cucina e ha sentito il forte rumore attraverso la porta aperta del balcone. Tuttavia lo ha descritto in modo diverso, somigliante “a tante piccole perle che cadono su un pavimento piastrellato”. Non è uscito a controllare, ma ha trovato il rumore insolito e degno di nota per quell’ora di mattina.

La testimone è stata in grado di specificare l’ora esatta dell’incidente perché ha guardato il suo Apple Watch che mostrava l’ora con grandi numeri digitali (usa questa funzione mentre fa jogging). Inoltre, vive a circa 1.000 metri dall’investigatore del GEP Josef Garcia, che conosce personalmente e che ha informato dell’evento poco dopo.

Sfortunatamente, Garcia era sotto la doccia al momento dell’avvistamento e non ha sentito nulla, così come sua moglie, che stava ancora dormendo.

Per motivi professionali, la testimone desidera rimanere anonima. Tuttavia, ha sottolineato di non aver mai visto nulla di simile prima.

Schizzo dell’avvistamento (in alto) e una versione a colori invertiti (in basso) per una migliore rappresentazione del cielo scuro. Fonte/Copyright: Testimone/GEP, ufo-forschung.de

 

Discussione e valutazione

Un’intervista dettagliata di Josef Garcia con la testimone credibile  non ha fornito ulteriori approfondimenti e le indagini su una fonte indipendente per il rumore percepito non hanno prodotto risultati. Il fenomeno è stato visibile solo per un tempo molto breve, non lasciando al testimone alcuna possibilità di osservare ulteriori dettagli.

Josef Garcia è l’esperto di radar passivo di GEP, uno strumento prezioso nella ricerca tecnica sugli UFO. Abbiamo precedentemente riferito sulla tecnologia e sulle sue applicazioni nella ricerca sugli UFO sul Journal für UFO-Forschung (JUFOF) n. 257, maggio 2021.

Sia Garcia, sia GEP gestiscono una stazione che monitora costantemente una zona del cielo utilizzando un radar passivo.

Copertura del radar passivo nella posizione di Josef Garcia. (I confini della copertura sono fluidi e non così nettamente definiti come raffigurati nell’immagine.) Fonte: GEP, ufo-forschung.de

Dato che l’insolito fenomeno luminoso è apparso all’interno dell’area di copertura della stazione radar passiva di Garcia, aveva senso controllare i segnali registrati al momento dell’avvistamento. In effetti, il radar passivo aveva catturato un segnale che corrispondeva molto allo schizzo del testimone. Possiamo quindi supporre che il fenomeno luminoso osservato dal testimone fosse la causa del segnale radar passivo. Questo evento è senza precedenti in tutto il mondo; infatti, per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che un avvistamento UFO/UAP è stato confermato utilizzando il radar passivo.

Schermata del rilevamento radar passivo.  Fonte/Copyright: GEP, ufo-forschung.de

La registrazione radar fornisce anche ulteriori approfondimenti. La schermata mostra un intervallo di tempo di circa 50 secondi e l‘intervallo tra gli istanti temporali sul lato sinistro è di circa sei secondi. L’ora è registrata in UTC, quindi devono essere aggiunte due ore per corrispondere all’ora legale dell’Europa centrale. Il testimone ha sentito il suono, ha alzato lo sguardo e ha visto l’insolito fenomeno luminoso.

Non è chiaro se il fenomeno luminoso fosse già nel cielo quando l’ha notato per la prima volta. Tuttavia, se assumiamo che sia stato effettivamente rilevato dal radar passivo, allora deve essere stato visibile solo per un tempo molto breve. Se fosse rimasto nel cielo più a lungo, la traccia radar visibile nella schermata sarebbe apparsa diversa: avrebbe mostrato ampiezze verticali più lunghe e le due luci principali sarebbero apparse come strisce verticali estese. Se il fenomeno luminoso si fosse mosso, la sua traccia avrebbe avuto una forma diversa; quindi il segnale radar passivo conferma che il fenomeno luminoso era stazionario.

Il segnale indica anche che il fenomeno è stato visibile nel cielo solo per un tempo molto breve e leggermente inferiore a quello stimato dal testimone, probabilmente poco più di due secondi invece dei cinque stimati. Ciò dimostra le precise capacità di osservazione del testimone.

 

 

Le stazioni radar passive di J. Garcia (a sinistra) e del GEP a Lüdenscheid. Fonte/Copyright: GEP, ufo-forschung.de

Dato che il fenomeno è stato rilevato dal radar passivo, deve essere stato un oggetto tangibile e luminoso paragonabile a un aereo, un elicottero o un meteoroide, tutti registrabili anche dal radar passivo, piuttosto che un immateriale “fenomeno di pura luce”.

Come valutiamo questo caso?
Possiamo identificare
delle caratteristiche anomale che giustifichino la classificazione di questo come UFO? Io credo di sì.


Caratteristiche sonore
Il testimone ha ipotizzato che il suono che ha sentito fosse causato dal fenomeno luminoso.
I dati del radar passivo confermano che il fenomeno luminoso è stato visibile solo per un breve periodo. Anche il suono era  breve, il che suggerisce una possibile connessione tra i due.

Non è chiaro se il suono provenisse dall’oggetto stesso o fosse il risultato di un effetto atmosferico. Deve essere stato piuttosto forte, poiché il marito della testimone lo ha sentito chiaramente dall’interno della casa. È interessante notare che la sua descrizione del suono era diversa da quella della moglie; ciò potrebbe essere dovuto alla percezione uditiva individuale o al modo in cui il suono è stato alterato dalla struttura dell’edificio.

Aspetto visivo
L’aspetto del fenomeno luminoso è altamente insolito e non corrisponde a nessuno stimolo UFO noto.
Si potrebbero ipotizzare scenari non convenzionali, come un volo notturno di un dirigibile tipo Zeppelin con una configurazione di illuminazione specifica. Tuttavia, ciò sarebbe altamente improbabile a quell’ora del mattino presto e un esame dei dati del traffico aereo ha confermato che nessun aereo convenzionale era presente nella zona in quel momento.

Breve durata

La breve durata dell’avvistamento è un’altra anomalia. Se un aereo convenzionale avesse causato il fenomeno, sarebbe stato probabilmente visibile per un periodo più lungo; anche i fulmini o i fenomeni naturali simili possono essere esclusi, poiché il radar passivo non li rileva. Inoltre i dati meteorologici hanno confermato che il cielo era sereno.

Conclusione

Questo è un caso davvero straordinario, caratterizzato da molteplici caratteristiche anomale e dalla conferma tramite un radar passivo. Questa conferma è senza precedenti e, a mia conoscenza, non è mai stata segnalata in nessuna parte del mondo.

Il dibattito sulla classificazione di questo come UFO “PROBLEMATICO” o UFO “BUONO” è certamente possibile. Tuttavia, data la conferma del radar passivo e la sua importanza per la ricerca tecnica sugli UFO, ritengo giustificata una classificazione come UFO “BUONO”.

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Tutti i dati  radar e i dettagli tecnici sono stati pubblicati online su Zenodo: https://doi.org/10.5281/zenodo.14949908

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Questo articolo è stato originariamente pubblicato in tedesco sul Journal für UFO-Forschung (JUFOF,  Vol. 46, No. 277, gennaio 2025) del GEP.

© Hans-Werner Peiniger / Gesellschaft zur Erforschung des UFO-Phänomens e.V., GEP

(tratto dalla versione  inglese di Andreas Müller, per gentile concessione della Grenzwissenschaft)

La Società per la ricerca sui fenomeni UFO (Gesellschaft zur Erforschung des UFO-Phänomens e.V., in sigla GEP) è la più grande associazione scientifica senza scopo di lucro della Germania dedicata alla ricerca sugli UFO. Il GEP indaga sui rapporti sugli UFO utilizzando questionari specializzati, interviste sul posto, ricerche sul campo e analisi approfondite di base. Lavora in modo interdisciplinare ed è supportata da varie istituzioni governative o scientifiche.

Revisione della traduzione dall’inglese a cura di Piero Zanaboni

«UFO – Fenomeno o mito?» da oggi in tutte le librerie

«UFO – Fenomeno o mito?»

Un libro di cui c’è (di nuovo) bisogno

Ogni anno vengono pubblicati in Italia molti libri sull’argomento UFO, per la maggior parte ormai auto-produzioni gestite su Amazon o analoghi canali di edizione e vendita.
In genere si tratta di testi che si occupano di aspetti specifici del fenomeno, di analisi più o meno fantasiose di questa o quella ipotesi, spesso con toni complottistici e assertivi.
Il filo conduttore di buona parte di queste pubblicazioni è il dare per scontato, per dato acquisito, non solo cosa si intenda per UFO o UAP, ma cosa in realtà siano, ossia qualche forma di visitatori extraterrestri.

Oggi, dopo più di settant’anni di ufologia, dopo decenni di analisi e discussioni, dopo che abbiamo visto nascere ed evolvere il nuovo approccio agli UAP, sembra davvero semplicistico ritornare ai modelli interpretativi “ingenui” degli Anni 50 e 60.
Per questo motivo c’è una nuova esigenza di “fare informazione” su cosa sono gli UFO/UAP, di presentare lo stato delle cose, quello che conosciamo “davvero” e quello che ancora ci è sconosciuto. Soprattutto c’è bisogno di fornire ai curiosi e agli appassionati un’immagine dell’ufologia che renda l’idea della complessità del fenomeno e delle difficoltà a studiarlo con le metodologie della ricerca scientifica.

Da queste necessità nasce il libro di Edoardo Russo «UFO – Fenomeno o mito?» che si propone di presentare, in modo chiaro e diretto, quello che è oggi l’ufologia, cosa rappresentano le osservazioni di Oggetti Volanti Non Identificato o UAP al di là delle fake news e delle mille fantasie che si raccontano attorno ad essi.
Questo bisogno di parlare di UFO/UAP in modo concreto, basato sui casi, sulle testimonianze, sui dati è stato condiviso da un editore importante come Rizzoli che ha chiesto al Centro Italiano Studi Ufologici (in occasione dei  suoi quarant’anni d’attività) di presentare il fenomeno UFO a chi oggi si avvicina all’argomento, spesso incuriosito dal nuovo interesse ufficiale negli Stati Uniti, e fa fatica a trovare una presentazione seria e circostanziata di cosa sono gli UAP e quali sono le informazioni attendibili.

Russo si è reso disponibile a portare a termine questo compito con un testo che segue in parte lo schema delle conferenze divulgative tenute nel corso degli anni, un modo per “parlare” direttamente al lettore e fargli condividere l’interesse e la complessità degli avvistamenti ma anche il senso critico e razionale che dobbiamo conservare nell’affrontarli.
Per l’autore si è trattato di sintetizzare i cinquant’anni del suo interesse nell’ufologia, che ne hanno fatto uno dei ricercatori più apprezzati a livello internazionale per le doti di coordinamento e di sintesi nella costruzione di un movimento ufologico di impronta scientifica.

Russo è uno dei soci fondatori del Centro Italiano Studi Ufologici e del collettivo europeo EuroUFO, è rappresentante italiano per il Mutual UFO Network americano (MUFON) e uno dei coordinatori della rete internazionale UAP Check. Ha partecipato all’organizzazione del secondo seminario del GEIPAN (l’organismo ufologico ufficiale francese) nel 2022 e – non a caso – è stato scelto come rappresentante dell’ufologia privata europea all’incontro di informazione tenutosi presso il Parlamento Europeo il 20 marzo 2024.

Oltre alla  sua e competenza, «UFO – Fenomeno o mito?» si propone al lettore con altre due importanti caratteristiche. La prima è che tutti gli avvistamenti riportati sono il frutto di indagini svolte direttamente dai ricercatori del Centro Italiano Studi Ufologici: il fenomeno UFO che viene presentato non si basa su voci di seconda mano o racconti senza fonti certe, ma su testimonianze raccolte in prima persona e casi investigati sul campo. In questo modo il lettore può ripercorrere gli stessi passi fatti dall’ufologo e condividerne le certezze ma anche i dubbi e le perplessità, per una visione ragionata e “matura” dell’intero argomento.

Inoltre il volume si presenta come il lavoro non di un singolo ma del “portavoce” di un’intera associazione – il Centro Italiano Studi Ufologici – che in quarant’anni di attività ha cambiato il modo di fare ufologia in Italia portando metodo, condivisione e organizzazione in un ambito troppo spesso lasciato (ieri ma anche oggi) in balia del dilettantismo e del sensazionalismo.

Al lettore vengono quindi proposte un insieme di informazioni ed una visione generale che sono il frutto del lavoro comune delle tante persone che hanno contribuito in quattro decenni alle attività del CISU. Finita la lettura, chi è interessato può trovare precisi riferimenti bibliografici per approfondire, ed anche ritrovare sul territorio i rappresentanti del Centro che hanno contribuito a svolgere le indagini, ad elaborare gli studi, a costruire gli archivi e quindi rendere possibile la realizzazione di questo libro.

La presentazione ufficiale della

UFO Fenomeno o mito?

Gli avvistamenti UFO sono reali o solo un riflesso delle nostre paure?
Che cosa nascondono i governi sugli UFO? Quanto c’è di vero nelle testimonianze di incontri ravvicinati?
E come si analizzano e catalogano gli avvistamenti?
Sono solo alcune delle domande a cui cerca di rispondere il portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici per fare chiarezza una volta per tutte su avvistamenti, incontri ravvicinati e oggetti volanti non identificati.

Il mondo degli UFO e dell’ufologia è un intricato labirinto, un gioco di specchi che riflette tanto le nostre convinzioni quanto la realtà. Ed è in questo mondo che Edoardo Russo, portavoce del Centro Italiano Studi Ufologici, ci invita a seguirlo alla scoperta di un fenomeno che, da oltre settant’anni, continua ad affascinare e dividere. Ecco dunque decine di storie che ancora oggi abitano la zona grigia del dubbio: eventi che nessuno è riuscito a spiegare del tutto, ma che offrono sufficienti prove per dimostrare che qualcosa di strano è successo davvero.
Come la testimonianza di un uomo che, svegliato dall’abbaiare insistente dei cani, osservò nel suo campo un oggetto a forma di cupola ruotare lentamente, per poi sollevarsi nel cielo con un movimento fluido e silenzioso; o la vicenda di una coppia che, attraversando la Marsica, vide una struttura luminosa e geometrica sparire tra le montagne, lasciandosi dietro una scia di mistero; o ancora l’apparizione negli anni Ottanta di un enorme “sigaro volante”, osservato da migliaia di persone in diverse regioni italiane, e il famoso avvistamento delle luci notturne in Val Malone, dove i caccia militari inseguirono un fenomeno luminoso sfuggente che si dissolse tra le montagne.

Tra storie incredibili, analisi rigorose e fenomeni che ci spingono a confrontarci con l’ignoto, questo libro è un racconto avvincente sempre in bilico tra la lucida osservazione dei fatti e lo stupore che suscita in noi il mistero. E nasce dal desiderio di fare ordine tra spiegabile e inspiegabile, affrontando con un approccio scientifico avvistamenti, incontri ravvicinati e indagini ufologiche.
Un viaggio emozionante, per appassionati e scettici, tra cieli stellati, luci misteriose e l’eterna voglia di scoprire l’ignoto.

L’indice

INTRODUZIONE
Misteri volanti: cinquant’anni di riflessioni
L’ufologia non è una scienza
Un fenomeno a due facce

PRIMA PARTE
IL FENOMENO UFO: STORIA E SIGNIFICATO
Un mito americano o un fenomeno globale di massa?
C’erano una volta i dischi volanti
Chi studia gli UFO

SECONDA PARTE
DALLE LUCI AI CONTATTI: OSSERVARE E CAPIRE
La doppia faccia degli UFO
Luci nel buio: il fascino degli avvistamenti notturni
Dischi volanti e altri oggetti diurni
Incontri ravvicinati: quando gli ufo scendono a terra
Rapimenti alieni: tra mistero e fantascienza
USO: gli UFO subacquei
Prove e casi particolari
Un’immagine vale più di mille parole?
UFO e radar: quando il cielo diventa un enigma

TERZA PARTE
A MARGINE DEGLI UFO
Tra realtà e leggenda

QUARTA PARTE
UN MITO MODERNO
L’immaginario collettivo

CONCLUSIONI
La dotta ignoranza
Per chi volesse approfondire
Il Centro Italiano Studi Ufologici (CISU)

«UFO – Fenomeno o mito?»
240 pagine (+ 16 tavole) – Cartonato con sovraccoperta
Euro 18,00

Disponibile in tutte le librerie o presso lo store on-line di UPIAR (www.upiar.org)

Un nuovo libro sulla storia dell’ufologia spagnola

 

Una nuova uscita nella collana libraria in lingua spagnola che Vicente-Juan Ballester Olmos dirige per le Edizioni UPIAR

Dopo il precedente volume dedicato alla sua pluri-decennale corrispondenza con Antonio Ribera (notissimo decano dell’ufologia iberica), adesso è la volta di un altro importante ricercatore, José Tomás Ramírez y Barberó.

Ramírez y Barberó (1940-2020), militare di carriera (capitano di fanteria), è stato un pioniere nello studio scientifico del fenomeno UFO in Spagna, in particolare nell’applicazione di strumenti statistici all’analisi dei dati negli anni dal 1974 al 1979, con una eredità intellettuale  straordinaria, riportata nella sua vasta bibliografia, inclusa nel volume.

Il corposo volume (422 pagine in grande formato, illustrato) raccoglie la corrispondenza che V.J. Ballester Olmos ha avuto con Ramírez y Barberó tra gli anni 1974 e 1991. Ulteriore complemento a questo lavoro biografico-documentario sono gli scambi epistolari con altri tre importanti studiosi spagnoli: Miguel Guasp, Pedro Redón e Alberto Adell.

Il libro contiene sette appendici, tra cui informazioni dettagliate e questionari relativi a cinque avvistamenti UFO avvenuti tra il 1970 e il 1975, che il capitano Ramírez aveva indagato personalmente.

Oltre che nella versione on line, il volume «Mi Correspondencia con José-Tomás Ramírez y Barberó» è  pubblicato in edizione cartacea dalle edizioni UPIAR e si può acquistare sul sito www.upiar.com al costo di 38,00 euro (col consueto sconto del 20% per soci e collaboratori del CISU).

E’ anche possibile approfittare di un’offerta speciale temporanea: acquistando entrambi i volumi (questo e il precedente «Mi Correspondencia con Antonio Ribera») è previsto uno speciale sconto del 20% (costo totale: 78,64 euro).

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Nell’immagine in alto: la copertina del nuovo libro
Nella foto in basso: l’autore del volume

 

 

2900 libri nella biblioteca del CISU

Con la schedatura e la scaffalatura  dei 98 nuovi libri acquistati o arrivati nel 2024, è stata completata e aggiornata la catalogazione della Biblioteca CISU.

Ospitata in parte presso la sede torinese del Centro Italiano Studi Ufologici, in parte presso il domicilio di alcuni soci, è la più grande raccolta specialistica esistente in Italia (e una delle più grandi in Europa) di  libri e monografie sul problema ufologico ed argomenti correlati, a disposizione degli studiosi e appassionati.

La biblioteca comprende praticamente tutto il pubblicato in lingua italiana, compresi testi antichi, a bassa tiratura e in qualche caso rari: si tratta di 662 volumi ufologici in senso stretto ed altri 534 para-ufologici, editi dal 1948 in avanti Bodybuilding.

A questi si aggiungono 1.710 volumi in lingue estere, soprattutto in inglese (1.154), francese (385) e spagnolo (125), anche se non mancano testi in tedesco, olandese, portoghese, idiomi scandinavi o dell’Europa orientale, giapponese e persino in farsi, per un totale di oltre 635mila pagine.

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Nella foto in alto: parte della collezione dei libri  ufologici in lingua italiana

Nella foto in basso: parte della raccolta dei libri in lingua francese

 

 

In uscita il nuovo libro di Edoardo Russo

La Rizzoli Libri ha annunciato l’imminente uscita del nuovo libro UFO: fenomeno o mito?

Si tratta di un testo divulgativo destinato al grande pubblico, firmato da Edoardo Russo ma realizzato sulla base delle indagini e degli studi condotti dai soci del Centro Italiano Studi Ufologici nell’arco di quarant’anni. Per questa ragione il CISU figura in copertina, oltre che all’interno del volume.

Il libro è diviso in quattro parti: la prima fornisce un inquadramento storico e di significato (dai dischi volanti agli UAP); la seconda illustra il fenomeno (dalle luci in cielo ai rapimenti alieni, con esempi di indagini su casi italiani); la terza sposta l’attenzione sulla sovrastruttura  socio-culturale  che si è sovrapposta alla realtà del fenomeno; la quarta rifiuta di offrire una conclusione netta e fornisce strumenti di approfondimento con una bibliografia ragionata.

Il volume (che conta 235 pagine più 16 illustrazioni fuori testo) sarà in distribuzione dal prossimo 25 febbraio, ma può già essere prenotato nelle librerie o sui principali store online (es.  Amazon, Feltrinelli, IBS)

Copie autografate possono essere ordinate sulla libreria ufologica online UPIAR Store

2024: gli UFO in Germania

La Società tedesca per lo studio sui fenomeni UFO (GEP) ha pubblicato il suo rapporto annuale: nel corso del 2024 sono state ricevute e indagate 333 segnalazioni di avvistamento.

Ricevere registrazioni, avvistamenti ed esperienze classificate come UFO/UAP da chi le segnala è stata una delle attività principali dell’organizzazione tedesca GEP, la “Gesellschaft zur Erforschung des UFO-Phänomens” (Società per lo studio dei fenomeni UFO) sin dalla sua fondazione nel 1972.

La GEP ha stabilito delle regole per i casi di studio individuali, che includono la tracciabilità, la trasparenza e la standardizzazione di questo lavoro e dei suoi risultati. L’impegno per la conoscenza degli UAP in questo modo è ciò che caratterizza l’organizzazione tedesca.

Le seguenti cifre e interpretazioni rappresentano la valutazione del nostro lavoro svolto finora sulle segnalazioni ricevute nel 2024. La GEP è una delle numerose organizzazioni, oltre a singoli ricercatori e istituzioni come stazioni di polizia oppure osservatori, che ricevono segnalazioni UAP da cittadini di lingua tedesca. È noto che diversi gruppi di testimoni (che classificano la loro esperienza come UAP/UFO, come premessa) si rivolgono a istituzioni diverse, ma le esatte correlazioni sono ancora in gran parte inesplorate.

Rapporti in entrata

Nel 2024 il numero di avvistamenti segnalati è diminuito leggermente rispetto agli anni precedenti. Pertanto, nella GEP non possiamo confermare un aumento delle notizie che potrebbe essere il risultato di una maggiore copertura mediatica dell’argomento, soprattutto per quanto riguarda gli eventi accaduti negli Stati Uniti.

Nel 2024, circa il 72% delle persone che hanno riportato le segnalazioni di UAP erano uomini.

 

Una possibile interpretazione potrebbe essere la natura tecnico-scientifica dell’interpretazione di un’esperienza tipo “UFO/UAP”, che potrebbe colpire con maggiore probabilità le persone di sesso maschile.

Nel 2024 abbiamo ricevuto segnalazioni anche da Egitto, Danimarca, Regno Unito, Indonesia, Islanda, Italia, Canada, Norvegia, Polonia, Spagna, Slovacchia e Turchia. Le persone di lingua tedesca spesso riferiscono eventi accaduti durante le vacanze o in un altro luogo di residenza fuori dalla Germania. Tuttavia, la maggior parte delle segnalazioni proviene da Germania, Austria e Svizzera. Gli indicatori rossi indicano i casi chiusi, mentre quelli gialli sono casi ancora sotto inchiesta.

Risultati delle indagini

 

Le segnalazioni in arrivo vengono innanzitutto classificate secondo la classificazione di J. Allen Hynek (1972). Su questo si basano le ulteriori opzioni di indagine. Anche nel 2024 hanno dominato i fenomeni luminosi notturni e le osservazioni o immagini nel cielo diurno.

I risultati delle indagini sui casi sono classificati secondo la classificazione di Allan Hendry (1979). Come di consueto, oltre il 90% delle segnalazioni ricevute è riconducibile a una causa convenzionale, a fronte di un numero esiguo di segnalazioni inspiegate. Sfortunatamente, anche nel 2024 si è verificata un’elevata percentuale di casi con dati insufficienti, in cui i testimoni spesso non hanno risposto a ulteriori domande.

Per questo diagramma sono state raggruppate le singole cause dei casi esaminati. I satelliti, i razzi e la ISS dominano soprattutto negli avvistamenti notturni, mentre i palloni, gli aerei o gli elicotteri sono cause tipiche di eventi spiegabili alla luce del giorno. Il materiale fotografico o video con cause comuni spesso mostra insetti, uccelli o riflessi dell’obbiettivo di diverso tipo.

I rapporti e i rispettivi identificatori sono mappati qui in base alle densità di popolazione raggruppate. Nel 2024 sembra esserci una maggiore correlazione con la bassa densità di popolazione nei luoghi di avvistamento.

Esempi di casi

Caso GEP n. 20241104 A – caso chiuso

4 novembre 2024, 19:00, Brilon, Germania

Il testimone 58enne insieme alla moglie, ha filmato una luce rossa lampeggiante nel cielo nord-orientale, che si sarebbe mossa molto lentamente e avrebbe potuto essere vista per un periodo di tempo più lungo.

Identificazione: pallone aerostatico con equipaggio

Caso GEP n. 20240920 A – Indagine in corso

20 settembre 2024, 05:34, Friesenheim-Oberweier, Germania

La testimone si trovava all’esterno della sua abitazione e ha sentito un forte rumore strano. Mentre cercava la causa, ha visto un’apparizione bianca molto luminosa “a forma di onda” nel cielo limpido del sud. Davanti alla struttura ondulata si vedeva un “doppio punto” luminoso. Dopo circa cinque secondi sia l’oggetto, sia il rumore sono scomparsi. Anche il marito, presente in casa, ha percepito un rumore, ma lo ha descritto in modo diverso. Un segnale è stato rilevato dal sistema radar passivo di un membro del GEP al momento dell’osservazione.

Maggiori informazioni

Una versione più dettagliata bilingue (tedesco e inglese) di questo rapporto è disponibile sul sito web del GEP.

Ulteriori analisi sui nostri dati (che rispettano la protezione dei dati personali dei testimoni) è possibile utilizzando direttamente il nostro archivio di dati sulla piattaforma scientifica aperta Zenodo.

Le analisi dei casi sono state condotte da Hans-Werner Peiniger, la gestione e l’analisi dei dati da Ralf van Thuyl.

 

[traduzione a cura di Piero Zanaboni]

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Danny Ammon, nato nel 1979, è un assistente ricercatore in informatica medica. È membro della Gesellschaft zur Erforschung des UFO-Phänomens (GEP eV) dal 2003 e della Gesellschaft für Anomalistik  (GfA eV) dal 2004. Danny è il secondo presidente della GEP dal 2008 ed è stato il direttore  del “Journal fur UFO Forschung” dal 2006 al 2022.

Sostiene un approccio critico, teoricamente e metodologicamente valido, e uno studio interdisciplinare del fenomeno UFO. Danny è uno specialista in scienza dei dati medici e interoperabilità sanitaria e lavora come capo del Data Integration Center presso l’ospedale universitario di Jena. È anche attivo nella comunità EuroUFO.net e membro affiliato della Society for UAP Studies.