Nel giro di tre giorni è passato da notizia locale a questione di stato l’avvistamento di una luce nei cieli del Canavese.
I fatti: la sera di mercoledì 6 giugno, poco prima delle ore 23, decine di residenti nei comuni di Corio, Rocca e Levone (in provincia di Torino) sono stati allarmati da un forte e lungo boato che ha fatto tremare i vetri e pensare che un aereo stesse per cadere sulle case. Molti, usciti di casa o già all’aperto, hanno osservato e poi descritto il passaggio a bassa quota di due aerei militari, che secondo alcuni dei testimoni sembravano inseguire una luce bianca che si muoveva in cielo.
Come ormai è frequente, le testimonianze si sono riversate sui social network a partire dalla mattina seguente, e per i primi giorni sono state riprese solo dai giornali locali (Sentinella del Canavese, Torino Cronaca Qui), mentre ENAV ed Aeronautica Militare smentivano la presenza di aerei a bassa quota in quella valle a quell’ora.
La deposizione ai Carabinieri di uno dei testimoni e l’intenzione annunciata da due politici eletti in Piemonte di voler presentare un’interrogazione in Parlamento hanno però rilanciato la notizia a livello nazionale, con un comunicato dell’ANSA domenica sera, ripreso da molti giornali e mass media il giorno successivo.
Nel frattempo, il Centro Italiano Studi Ufologici aveva aperto un’inchiesta, lanciando un appello ai testimoni, e ha finora rintracciato e preso contatto con una dozzina di testimoni che, oltre al boato e agli aerei, hanno osservato l’oggetto luminoso in cielo.
Le indagini sono ancora in corso ed è ancora presto per raggiungere conclusioni circa il fenomeno osservato e la dinamica degli eventi, fino a che non sarà completata la raccolta dei dati, incrociando le testimonianze e i rilievi sul posto.
Il CISU è interessato a qualsiasi testimonianze di oggetti o fenomeni aerei insoliti, e invita come sempre i testimoni a raccontare le loro esperienze, garantendo la massima riservatezza e il rispetto della privacy.
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In alto: foto di un oggetto volante scattata a Corio Canavese (Pian Audi) il 29 agosto 1962
Il CNEGU venne infatti creato nell’ottobre 1978 a Nancy, come federazione delle associazioni ufologiche del nord-est della Francia e del Lussemburgo. I gruppi fondatori furono il GPUN (Groupe Privé Ufologique Nancéien), il CVLDLN (Cercle Vosgien Lumières dans la Nuit), il Groupe 5255 (52 = Haute-Marne, 55 = Meuse), la CLEU (Commission Luxembourgeoise d’Etudes Ufologiques), ai quali negli anni si aggiunsero poi altre associazioni attive nei dipartimenti del quadrante nordorientale dell’Hexagone.
Poco per volta, nel corso degli anni questi gruppi sono ormai tutti sciolti e non più in attività, ma il Comité Nord-Est des Groupes Ufologiques continua ad esistere (senza una vera e propria struttura formale) nelle persone di singoli studiosi sopravvissuti allo scioglimento dei rispettivi gruppi.



In realtà, l’attività e l’attivismo della commissione sono dovuti all’impegno personale di Rubén Lianza che,
organizzato dalla
Sabato 25 maggio presso la Biblioteca Civica di Torino si è svolta la seconda edizione del convegno “Torino Svelata”,
Un presunto graffito preistorico, che mostrerebbe un antico disco volante e che campeggia sulle copertine di libri dedicati al Musinè, era in realtà un falso realizzato da un giornalista di Stampa sera, come da lui successivamente confessato.
Un voluminoso dossier di tutto quello che è stato detto e scritto sui misteri del Monte Musiné è stato raccolto negli anni dallo studioso Paolo Fiorino. Parte di questo materiale è stata riassunta dallo scrittore



Proprio Clarke – che fu ospite del CISU al
E proprio quel rapporto aveva fornito ai servizi segreti militari inglesi la scusa per chiudere alla fine del 2000 il loro “ufficio UFO” (all’interno del Defence Intelligence 55, in sigla DI55) che dal 1967 aveva raccolto ed analizzato le segnalazioni di avvistamento nel Regno Unito. Peraltro questa cessazione era avvenuta all’insaputa del pubblico, che neppure conosceva l’esistenza dell’ufficio, visto che le pubbliche relazioni sugli UFO da parte del MoD erano gestite da un altro ente (il Secretariat Air Staff 2, in sigla AS2), che le ha poi proseguite fino al 2009.
Dopo quasi cinque anni, nel gennaio scorso Clarke ha infine ricevuto gli ultimi cinque faldoni per un totale di oltre 2.500 pagine, declassificate da “segreto” e in parte censurate per eliminare ogni riferimento a dati personali. L’analisi dettagliata dei documenti non è ancora terminata, ma sono già saltate fuori cose interessanti per la miglior comprensione della storia dell’ufologia ufficiale in Gran Bretagna.
prima parte del progetto consiste nella digitalizzazione e indicizzazione integrale delle fonti di stampa dell’epoca. L’ondata del 1978 infatti fu anche e soprattutto un’ondata mediatica, che travolse i giornali e gli altri mass media a livello nazionale e in modo assai pervasivo, con un’intensità inedita in passato (e in futuro), come risulta anche solo dai
Tutto il pubblicato raccolto è da tempo ordinato ed allestito in formato cartaceo presso la sede del CISU, dove occupa sette scatole d’archivio per i ritagli (in massima parte originali) tratti da quotidiani e periodici locali d’informazione, più un ottavo dossier contenente gli estratti dalle riviste illustrate (che sull’argomento UFO pubblicarono ampi servizi). Nell’ultimo mese, alcuni soci del centro hanno lavorato alla scansione integrale di questo materiale, completandone la scorsa settimana la parte principale: 2.400 articoli da quotidiani, cui si aggiungeranno nei prossimi giorni quelli dei periodici illustrati. In parallelo a questo lavoro, altri volontari stanno procedendo a “rinominare” i singoli file così che indichino direttamente la testata giornalistica e la data di pubblicazione, per consentirne un’indicizzazione automatica e un più facile recupero.
la fine di maggio prenderà il via la seconda parte del progetto, relativa invece alla casistica. Il
Era nato nel 1936, il suo vero nome era Eugene Olson e, dapprima insegnante di letteratura, aveva cominciato nel 1965 quella che è poi stata una
nga carriera come scrittore a tempo pieno.


La rivista nacque come bollettino ciclostilato, intitolato “Skylook”, diretto e redatto da un’appassionata del Missouri, Norma Short, al quale collaboravano fra gli altri due ufologi (Walter Andrus e John Schuessler) che poco più di un anno dopo patrocinarono la nascita del “Midwest UFO Network”, staccatosi dalla storica associazione nazionale APRO (Aerial Phenomena Research Organization).
Dopo Norma Short, dal 1974 alla guida del mensile si sono susseguiti una decina di direttori, a volte giornalisti (Dwight Connelly, Dennis Hauck, Bob Pratt) a volte gli stessi dirigenti del MUFON (Walt Andrus, James Carrion), con alti e bassi di qualità a seconda delle rispettive competenze e inclinazioni: nei primi anni il cuore del “Journal” fu la pubblicazione di numerose indagini su casi di avvistamento. La stagione d’oro (tra il 1977 e il 1997) coincise con le direzioni di 
Autrice o co-autrice di vari