Terza Giornata Europea degli UAP

 

Il 20 marzo 2026 è il secondo anniversario dello storico incontro su “Gli UAP nello spazio aereo europeo”, organizzato presso la sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, che venne ribattezzato come prima “Giornata europea degli UAP”. Può essere una buona occasione per riassumere quali sviluppi del panorama ufologico europeo si sono verificati nei dodici mesi trascorsi dal precedente anniversario.

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Proprio il 20 marzo 2025, nell’ambito di un’iniziativa collettiva senza precedenti, l’articolo di Charles-Maxence Layet intitolato «Autonomia strategica europea e fenomeni aerospaziali non identificati», pubblicato su UAP Check (e per l’Italia sul sito del CISU), è stato diffuso in 11 lingue diverse sui siti web di 14 organizzazioni nazionali che si occupano di UFO in tutta Europa (ed è stato persino ripubblicato oltreoceano dal J. Allen Hynek Center for UFO Studies).

Il 10 aprile, un appello congiunto rivolto al nuovo Parlamento Europeo affinché intervenga in materia di UAP in linea con i propri obiettivi, valori, mandati e priorità (firmato e presentato dai rappresentanti di 15 organizzazioni nazionali dedicate agli UAP nell’ottobre 2024) ha dato vita a una più ampia campagna di sostegno pubblico: La UAP Coalition Netherlands ha invitato cittadini e organizzazioni a esercitare congiuntamente pressione sull’Europarlamento, scrivendo ai rispettivi membri del nuovo parlamento per chiedergli di adottare misure concrete verso una maggiore trasparenza e una ricerca seria sugli UAP, quali la raccolta di dati (con un sistema centralizzato europeo), la ricerca scientifica (con finanziamenti per studi multidisciplinari) e l’integrazione delle politiche (con protocolli di aviazione e sicurezza).

Come si vedrà, in effetti l’organizzazione olandese UAP Coalition è stata costantemente la capofila di varie iniziative rivolte alle istituzioni dell’Unione Europea.

Il 30 aprile, i rappresentanti della UAP Coalition hanno avuto il primo incontro con l’europarlamentare tedesco Fabio De Masi, il quale a dicembre aveva presentato un’interrogazione alla Commissione UE sulle informazioni disponibili sui fenomeni aerei non identificati (UAP) in relazione alle infrastrutture critiche degli Stati membri. Durante l’incontro di due ore sono state discusse diverse questioni critiche, fra le quali: stigma e salute mentale (l’impatto psicologico su piloti e professionisti e la necessità di una cultura di segnalazione sicura), sicurezza aerea (i rischi legati a fenomeni non identificati nello spazio aereo europeo), cooperazione (azioni concrete per una maggiore trasparenza e cooperazione a livello dell’UE).
Gli stessi argomenti sono stati affrontati il 24 settembre, durante un altro incontro dei funzionari dell’UAPC con l’eurodeputato austriaco, Lukas Mandl

Il 20 luglio l’ufologia europea è stata protagonista del simposio annuale organizzato dal Mutual UFO Network (MUFON) a Cincinnati, negli USA: Edoardo Russo (Italia) è stato l’ospite straniero dell’anno, con una relazione sulle “Nuove prospettive negli studi sugli UAP dal Vecchio Continente”: l’esistenza in Europa di oltre 40 paesi diversi (che parlano decine di lingue diverse) ha comportato difficoltà di comunicazione ma anche una grande varietà e ricchezza di approcci e iniziative, che sono stati presentati ai colleghi americani spesso ignari della scena europea: strumenti di realtà aumentata per le indagini sul campo, tecniche di intervista basate sulla psicologia cognitiva, nuovi pacchetti software specificamente ideati per l’analisi fotografica degli UFO e per l’identificazione automatica degli IFO, la classificazione automatica dei casi tramite text mining e machine learning, nuovi sistemi integrati per il monitoraggio automatico del cielo e il rilevamento degli UAP, digitalizzazione massiva della letteratura ufologica, motori di ricerca su bibliografie specializzate, strumenti di intelligenza artificiale per scopi archivistici, chatbot ufologici.

Il 10 settembre, la UAP Coalition ha presentato alla Commissione europea un parere collettivo sulla Legge Europea per la Ricerca (ERA), firmato da 24 scienziati e ricercatori provenienti da 14 paesi, nell’ambito di un’altra iniziativa congiunta supportata dalla rete UAP Check. L’iniziativa legislativa mira a garantire uno spazio europeo della ricerca che risulti resiliente e inclusivo: il contributo ufologico si è concentrato su una questione fondamentale: lo stigma come barriera sistemica, che scoraggia i ricercatori dal richiedere finanziamenti e ostacola l’accesso alle infrastrutture di ricerca essenziali. Il documento ha avanzato quattro proposte concrete alla Commissione Europea: promuovere la curiosità (per incoraggiare una ricerca aperta e imparziale), linee guida anti-stigma (con lo sviluppo di quadri di riferimento per valutatori e finanziatori), sostegno alla ricerca esplorativa (creando uno spazio per i campi controversi o emarginati), reti inclusive (per stimolare la collaborazione interdisciplinare), accesso equo (per garantire l’accesso alle infrastrutture, indipendentemente dal settore di ricerca).
Nei mesi successivi, altri ricercatori hanno aderito all’iniziativa e il numero totale di firme è salito a 36 a  fine gennaio.

Pochi giorni dopo, il 26 settembre, la UAP Coalition ha presentato un contributo alla consultazione pubblica su un altro tema rilevante: la Legge Spaziale dell’UE, suggerendo che essa dovrebbe includere: riconoscimento esplicito (inclusione degli UAP nei testi normativi), obbligo di segnalazione (obbligo per i vari operatori di segnalare i fenomeni non identificati), sinergia (utilizzo dei sistemi di monitoraggio esistenti per il rilevamento degli UAP), trasparenza (raccolta centralizzata dei dati senza l’effetto ostacolante dello stigma).

Nel fine settimana dal 24 al 27 ottobre si è tenuto il terzo Simposio SOL, organizzato per la prima volta in Europa dalla Fondazione SOL americana: tre giorni intensi di conferenze e incontri, con oltre 20 relatori provenienti dal mondo accademico, governativo, della società civile e del settore privato, oltre a 440 ospiti da tutto il mondo nella località turistica di Baveno, sul Lago Maggiore (Italia), hanno reso questo evento probabilmente il principale evento europeo dedicato agli UAP nel 2025.

Come diretta conseguenza del proprio contributo alla Legge Europea per la Ricerca (ERA), la UAP Coalition ha ottenuto un incontro di consultazione con la Direzione Generale della Ricerca e dell’Innovazione (DG RTD) della Commissione Europea il 19 dicembre. Accompagnati dal prof. Anders Warell e dalla dott. Beatriz Villarroel, hanno chiarito che un mercato europeo integrato della ricerca è irraggiungibile fintanto che lo stigma ostacola il progresso in campi non convenzionali come quello degli UAP.

Il 24 dicembre è stato pubblicato l’annuale «Barometro UFO europeo»  curato da Philippe Ailleris:  da diversi anni viene pubblicata dal collettivo EuroUFO.net una panoramica annuale delle segnalazioni di UFO raccolte dalle principali organizzazioni europee che si occupano di UFO, ma l’edizione 2025 ha mostrato un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti: altre cinque organizzazioni nazionali hanno aderito all’indagine e due raccolte internazionali hanno contribuito a raggiungere l’inedito totale di 33.600 segnalazioni provenienti da 40 paesi europei per gli anni 2019-2024.

Il 31 dicembre, infine, EuroUFO.net e UAP Check hanno pubblicato il primo risultato di un’altra iniziativa congiunta: l’Euro UFO Index: un catalogo di segnalazioni e notizie relative a presunti avvistamenti UFO nei  paesi europei. Per la prima volta in assoluto, 23 associazioni ufologiche nazionali europee   (oltre a due organizzazioni internazionali) si sono accordate per  condividere i propri set dati al fine di creare uno strumento di riferimento comune. La prima versione sperimentale si limita alle segnalazioni di avvistamento  relative all’anno 2024 e ai soli dati essenziali per l’indicizzazione di ciascun caso (data, ora, luogo, tipo, organizzazione di provenienza) ma, una volta completata la fase preliminare, l’Euro Ufo Index verrà esteso a un arco temporale più ampio (a partire almeno dal 1947) e verranno aggiunti ulteriori dati per ogni segnalazione. Per intanto  sono già state indicizzate più di 4.000 segnalazioni provenienti da 43 nazioni diverse per quel singolo anno e si prevede che il totale raggiunga le 5.000, dopo l’aggiunta di alcune altre raccolte nazionali.

Il 2025 è  stato indubbiamente un’annata intensa e profittevole per l’ufologia europea.

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su EuroUfo.net, viene pubblicato in contemporanea in 12 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Immagine di copertina by Andrea Bovo

15 organizzazioni UFO chiedono iniziative all’Europarlamento

Per la prima volta, 15 organizzazioni ufologiche nazionali da 12 diversi paesi europei hanno sottoscritto una lettera alle istituzioni europee per chiedere un’iniziativa comunitaria sullo studio dei Fenomeni Anomali Non identificati (in sigla UAP, che ha in parte sostituito l’acronimo UFO).

L’iniziativa è partita dalla UAP Coalition olandese, che lo scorso mese di marzo aveva già coordinato l’incontro organizzato presso la sede del Parlamento Europeo dal deputato portoghese Francisco Guerreiro sul tema “UAP in EU Airspace: Reporting and Scientific Assessment”.   

La rete internazionale UAP Check ha collegato le varie associazioni di orientamento scientifico che nelle diverse nazioni europee da anni conducono un’attività di raccolta, indagine e analisi delle testimonianze relative a fenomeni anomali non identificati (Unidentified Anomalous Phenomena).

Le richieste presentate e dettagliate dalla comunità degli studiosi europei sono quattro:

1) stabilire una procedura comunitaria per la raccolta, l’accesso, l’analisi e la pubblicazione dei dati sui Fenomeni Anomali Non identificati;

2) includere gli UAP  nella legislazione dell’Unione Europea (ad esempio in materia di sicurezza, aviazione e spazio);

3)  stanziare finanziamenti per la ricerca europea sui Fenomeni Anomali Non identificati;

4) instaurare uno scambio internazionale di informazioni sugli UAP.

Alla lettera di richiesta (7 pagine) indirizzata al Parlamento Europeo e inviata il 24 ottobre ai 400 eurodeputati che fanno parte delle commissioni o sottocommissioni sulla ricerca, la difesa e sicurezza, i trasporti e gli affari esteri, è allegato un dossier di altre 14 pagine con 112 note bibliografiche per documentare in cosa consiste il problema e il suo studio.

I firmatari sono le organizzazioni ufologiche nazionali di Belgio, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Gran Bretagna, Italia, Norvegia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Romania e Svezia.

Per l’Italia la lettera è sottoscritta dal Centro Italiano Studi Ufologici (CISU), costituito nel 1985 con lo scopo di effettuare indagini sugli avvistamenti, promuovere lo studio scientifico degli UFO, coordinare le attività di raccolta dei dati e della documentazione nel nostro paese. 

Proprio il segretario del CISU  era stato uno dei quattro relatori all’incontro del 20 marzo scorso presso l’Europarlamento.

Il Centro Italiano Studi Ufologici ha inoltre preso l’iniziativa di trasmettere copia della lettera a tutti i parlamentari italiani.

Qui è leggibile Il testo integrale della richiesta al Parlamento europeo, qui la traduzione in italiano.
Qui potete leggere il comunicato stampa di UAP Coalition, mentre trovate qui la traduzione in italiano.

(traduzioni a cura di Piero Zanaboni)