4 milioni di inglesi hanno visto un UFO

di David Clarke

I risultati del primo National Folklore Survey (NFS) per l’Inghilterra hanno rivelato che oltre quattro milioni di persone affermano di aver visto “qualcosa nel cielo che non riuscivano a spiegare”.

 Quando ho iniziato a creare il sondaggio due anni fa, il mio obiettivo era quello di catturare un’istantanea accurata dell’ampia gamma di esperienze, credenze e tradizioni che rientrano nel termine folklore.

È un’opinione errata che il folklore riguardi solo l’antico, la superstizione e l’occulto. Il folklore riguarda effettivamente tutto questo, ma è anche radicato nel nostro DNA culturale e gioca un ruolo importante in tutte le nostre vite. Come riporta una definizione canonica, il folklore “include l’arte, le storie, la conoscenza e le pratiche delle persone. Sebbene il folklore possa essere ritrovato nei ricordi e nella storia, è anche legato a tradizioni viventi e a espressioni creative contemporanee”.

Ho concepito il National Folklore Survey 2025 come un “censimento” che potrebbe essere utilizzato come punto di partenza per ulteriori ricerche sul genere di cose che gli inglesi oggi vivono, sperimentano e credono.

Il progetto biennale che ho impostato si avvale delle competenze accademiche della Sheffield Hallam University, dove sono professore associato, dell’Università dell’Hertfordshire e della Chapman University negli Stati Uniti. È finanziato dall’Arts and Humanities Research Council (AHRC) e supportato dalla Folklore Society, fondata a Londra nel 1878.

Il sondaggio è stato condotto da IPSOS UK durante l’estate. Sono stati intervistati 1730 adulti inglesi, utilizzando il nostro elenco di circa 60 domande suddivise in sette diverse categorie.

Una sezione del nostro sondaggio ha chiesto a un campione rappresentativo di inglesi adulti di raccontare le proprie esperienze e credenze soprannaturali; questa sezione è stata chiamata: “l’inaspettato e l’inspiegabile”.

In tema di UFO, il sondaggio ha rilevato che il 10% afferma di aver visto un UFO o “qualcosa nel cielo che non si poteva spiegare” e il 15% conosce luoghi in Inghilterra diventati famosi grazie alle leggende sugli UFO. Ma nel complesso, i risultati suggeriscono che gli inglesi hanno meno probabilità di vedere gli UFO e sono più scettici rispetto agli americani.

Infatti un sondaggio condotto dal governo canadese, pubblicato a giugno di quest’anno, ha rilevato che il 21% degli intervistati ha dichiarato di aver visto un UAP  – dal 2020 il governo statunitense ha adottato l’acronimo UAP (Unidentified Anomalous Phenomena ) in sostituzione di UFO – e un sondaggio YouGov negli Stati Uniti nel 2024 ha rilevato un livello di avvistamenti pari al 18%.

Sarà dovuto ai cieli aperti del Nord America, più adatti all’osservazione del cielo? Oppure è perché gli americani sono più propensi a interpretare gli UAP come astronavi aliene?

Ma gli inglesi cosa pensano che siano gli UFO?

Grafico che illustra i principali risultati del sondaggio UFO effettuato da IPSOS-UK (copyright David Clarke)

In Inghilterra, il sondaggio NFS rivela una netta divisione tra credenti e scettici. Il 32% afferma di ritenere che tutti gli avvistamenti UFO possano essere spiegati come fenomeni naturali, artificiali e bufale. Ma quasi un quarto degli intervistati (24,5%) afferma di credere che almeno alcuni UFO siano astronavi controllate da intelligenze non umane e il 23% afferma di credere che alcuni siano visitatori provenienti da un’altra dimensione o addirittura viaggiatori del tempo provenienti dal nostro futuro.

A titolo di confronto, il recente sondaggio YouGov negli Stati Uniti ha rilevato che il 32% credeva che alcuni UFO fossero di origine extraterrestre.

In effetti, il livello più elevato di avvistamenti segnalati negli Stati Uniti – e la convinzione che il governo abbia insabbiato l’esistenza degli alieni – potrebbe essere collegato al livello più elevato di convinzione nell’origine extraterrestre degli UFO.

Come ha osservato il professor Christopher Bader, sociologo della Chapman University in California, membro del nostro team di ricerca:

“Che gli alieni visitino o meno la Terra, il primo e unico requisito per avvistare un’astronave extraterrestre è credere nella sua possibile esistenza. Una persona con una fede molto forte negli alieni sarà più propensa a interpretare fenomeni anomali nel cielo come di origine extraterrestre. Uno scettico incallito tenderà a presumere che qualcosa che non riesce a identificare abbia una spiegazione prosaica”.

– – –

Una versione più ampia di questo articolo si trova in Dr. David Clarke’s Substack

il National Folklore Survey è sul sito web: www.nationalfolkloresurvey.co.uk/

IPSOS ha intervistato 1730 persone di età compresa tra 16 e 75 anni utilizzando la funzione iOmnibus, un panel realmente rappresentativo della popolazione residente in Inghilterra, tenendo conto di dati demografici quali età, istruzione, sesso, etnia, religione, regione e livello di reddito. Tutte le risposte sono state rese anonime. Questo tipo di sondaggio viene regolarmente utilizzato dal governo britannico, dal Servizio sanitario nazionale e da altre grandi organizzazioni e l’accuratezza dei risultati è considerata con un livello di confidenza del 99% (gold standard).

 

Revisione della traduzione dall’inglese a cura di Piero Zanaboni

 

David Clarke è professore associato presso il Dipartimento di Media e Comunicazione della Sheffield Hallam University, ed è stato ufologo attivo presso la BUFORA (British UFO Research Association), prima di intraprendere la carriera accademica.
È autore di numerosi articoli e di alcuni libri sugli UAP. Tra il 2008 e il 2013 è stato coinvolto come consulente nella pubblicazione dei file UFO del Ministero della Difesa del Regno Unito.
Co-fondatore del gruppo di ricerca Contemporary Legend presso lo SCII, è stato responsabile del progetto per il National Folklore Survey finanziato dall’AHRC.

 

Avvistamenti esteri: 21 aprile 1971 – davvero un gruppo di UFO sui radar inglesi?

In ottobre l’ufologo inglese Philip Mantle ha pubblicato parte di una dettagliata relazione che era stata prodotta nel 2007 da un ex-controllore di volo militare britannico, Alan Turner, un ufficiale che ha servito nella RAF dal 1966 al 1995, quando è andato in pensione con il grado di Wing Commander (comandante di stormo).

In questa relazione Turner ha raccontato un fatto di potenziale interesse che a suo dire (ma come vedremo la sua è l’unica testimonianza a sostegno)  secondo la versione pubblicata da Mantle si sarebbe verificato nell’estate del 1971 (ma la data pare inesatta).

 Turner lavorava come supervisore della parte militare del centro radar della base aerea di Sopley, un paese della contea dell’Hampshire, nel sud dell’Inghilterra.

Sarebbe stato un pomeriggio che lui, i suoi colleghi e altri radaristi di altre due stazioni del sud dell’Inghilterra avrebbero visto comparire sugli schermi dei loro apparati e avrebbero seguito con  cura esaminando varie ipotesi esplicative (palloni sonda, segnali prodotti dalla ionizzazione di masse d’aria, ecc.) un gruppo di sei targets non identificati che compivano manovre rapidissime su una zona posta  a circa 35 chilometri a nord di Sopley, nella piana di Salisbury.

Le osservazioni secondo Turner avrebbero coinciso con quanto stava accadendo ai radar dell’aeroporto civile di Londra-Heathrow, con cui erano in contatto, e a quelli della Centrale controllo caccia intercettori della base di Neatishead, nel Norfolk,  più a nord-est.

Le tre stazioni disponevano di apparati di tipo diverso, operanti con tecnologie differenti su varie frequenze  e all’avanguardia della tecnica radar del tempo. Tutti a detta di Turner avrebbero registrato segnali fra loro coerenti. I presunti corpi si sarebbero mossi controvento sino a una velocità di circa 500 km/h e avrebbero avuto altissime capacità di ascesa in tempi ridotti.

Turner avrebbe diretto sui targets anche un bombardiere “Canberra” della RAF che si sarebbe trovato nella zona proveniente insieme ad un altro dalla Germania. I due membri dell’equipaggio, piuttosto agitati, avrebbero confermato via radio che anche loro avevano sul radar di bordo i “corpi”, distanti non più di un miglio ma che non sarebbero riusciti mai a rilevarli visivamente.

L’episodio si sarebbe protratto per venti minuti. A Sopley i segnali radar sarebbero stati registrati su nastro magnetico e il fatto sarebbe stato oggetto di relazioni che tutti i tecnici e i radaristi presenti furono richiesti di redigere.

A questo punto va precisato che su questa vicenda altri studiosi inglesi in passato avevano avanzato motivi di prudenza, ad esempio qui e qui. La data esatta dell’episodio già parecchi anni fa era stata indicata nel 21 aprile 1971. Qui potete vedere una testimonianza in video resa da Turner, e i dettagli riferiti appaiono piuttosto diversi rispetto al resoconto reso noto tramite Mantle.

Quel che più conta dal punto di vista documentario è che malgrado i tentativi di verifica presso gli archivi del Ministero della Difesa non è stato possibile reperire nessuna fonte a conferma. Considerata la buona reputazione archivistica dei militari britannici e la gran quantità di enti che sarebbero intervenuti la cosa  desta perplessità.

A prescindere da queste necessarie avvertenze sull’evidenza disponibile sul fatto, se si attira l’attenzione del pubblico sulla vicenda è per dire quanto sia rappresentativo di un  tipo di casistica che incarna una sfida estrema per l’ufologia scientifica. L’analisi di episodi consimili richiede competenze ingegneristiche sulle quali per noi è molto difficile poter  contare.

Ottenere la consulenza di tecnici del traffico aereo, ingegneri delle telecomunicazioni specializzati in tecnologie radar, controllori di volo, ecc. costituisce un obiettivo strategico per approcci al fenomeno come quello perseguito dal CISU.

*   *     *

Nella foto, tratta dal sito subbrit.org.uk, la sala operativa della centrale radar della base di Sopley come appariva negli anni ’60 del secolo scorso.

[Ha collaborato Roberto Labanti]