UFO CISU NEWS /4

Aumentano gli avvistamenti UFO in Italia nel primo semestre del 2026

Nei primi sei mesi di quest’anno il numero di avvistamenti UFO avvenuti in Italia e raccolti dal Centro Italiano Studi Ufologici è fortemente aumentato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le  osservazioni di oggetti o di fenomeni aerei non identificati dai testimoni tra gennaio e giugno 2026 sono state 123, mentre erano state 86  nel primo semestre del 2025.

Le percentuali di luci notturne e di oggetti diurni sono rimaste quasi invariate: due casi su tre avvengono di notte. Come è ormai abituale, il 30% delle segnalazioni è accompagnato da foto o da riprese filmate. Sono sempre pochi invece i casi ad alto indice di stranezza: soltanto due “incontri ravvicinati” (non ce n’erano stati nel primo semestre del 2025): un triangolo di luci rosse e verdi sopra le case in provincia di Cagliari a febbraio; un gruppo di luci bianche diafane a 30 metri di quota filmate a Torino in aprile.

Oltre alle segnalazioni che si riferiscono ad avvistamenti avvenuti nello stesso periodo, nel semestre sono state raccolte notizie relative a 47 osservazioni dei mesi precedenti.

 

Il sesto rilascio dei documenti PURSUE sugli UAP a opera del Dipartimento della Guerra

Il 18 settembre il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha rilasciato il sesto scaglione di file (di testo, in pdf, video e anche un audio) relativi al PURSUE, il processo di pubblicazione dei documenti militari sugli UAP deciso da Trump nel febbraio scorso.

Questo rilascio ha suscitato sui media italiani un’eco forse superiore rispetto ai precedenti. 

La tranche comprende 71 file, alcuni dei quali assai recenti, sino al 2025. Dunque, le declassificazioni toccano file prodotti anche pochi mesi fa, non solo materiale archivistico del passato. 

Il rilascio contiene diversi episodi documentati da video la cui analisi da parte degli studiosi razionali di ufologia è appena iniziata. Segnaliamo 4 eventi risalenti al 2023-25: il primo (2023), si riferisce a un video ripreso da un sensore IR di una piattaforma militare operante nell’ambito del Comando del Pacifico e dell’Oceano Indiano; il secondo, dello stesso anno, riguarda una piattaforma di sorveglianza che in Medio Oriente traccia 6 corpi sferici di piccole dimensioni che mutano assetto e formazione; il terzo (2025), sempre dal Medio Oriente, concerne qualcosa che, per le valutazioni di alcuni reporter, si muove a circa 750 km/h. Infine, 4 video fatti dalla Polizia in Colorado nel 2023, con luci lampeggianti viste durante un’ondata di “droni misteriosi”, sulle quali però, l’AARO, l’Ufficio del Pentagono per gli UAP, avverte trattarsi di immagini distorte da autofocus e da elaborazioni digitali degli smartphone. 

A parte 37 documenti di provenienza DIA di fisica teorica avanzata e di ricerca concettuale su possibili, futuri mezzi a propulsione insolita – studi non validati scientificamente – ecco una nota di colore. Un vecchio filmato b/n risalente al 1952 parte del sesto rilascio e spesso in questi giorni presentato come novità, in realtà è noto a tutti da 70 anni. Il cosiddetto “film dell’Utah”, peraltro dalla natura controversa, è pubblico dal 1956, cioè, da quando gli americani poterono vederlo al cinema, nell’ambito del mediocre semi-documentario e autentico flop al botteghino, Unidentified Flying Objects, diretto da Winston Jones.

 

Un UFO in centro a Milano?

Un disco volante caduto nel centro di  Milano? Tra lo stupore e la curiosità, dal 14 settembre sono comparse sui social immagini e brevi filmati di un classico UFO Anni 50, color rame e con grossi finestrini, conficcato nel marciapiede di Largo la Foppa, presso la fermata Moscova della metro. Un cartello enigmatico dietro delle transenne annunciava: “Torniamo subito”. Ad alimentare il mistero, personaggi dall’aspetto alieno avvistati nei dintorni.

Dopo due giorni, enigma svelato: un’operazione di guerrilla marketing, strategia pubblicitaria che punta a sorprendere il pubblico con azioni ad alto impatto emotivo. Scopo, il lancio del sistema di nuova generazione Nescafé Dolce Gusto NEO, con capsule compostabili e tecnologia a lettore ottico. L’installazione è rimasta in loco sino al 20 settembre.

Firmata da Saatchi & Saatchi per l’Italia e dalla parigina Marcel, prosegue dai primi di ottobre con spot tv e digitali, grazie a due alieni viola che in cucina cercano attrezzi per riparare un guasto all’astronave. Usando la macchina da caffè Dolce Gusto NEO si preparano un cappuccino che li entusiasma al punto da pensare di trasferirsi sulla Terra. Lo spot, già trasmesso in Europa, si chiude con il claim autocelebrativo: “probabilmente il miglior caffè della galassia”.

Bonus: primo esempio di  guerrilla marketing italiano è stata la simulazione di un atterraggio UFO a Riccione nel 2001. Committente l’ente di promozione turistica, la campagna ebbe un discreto successo.

L’utilizzo nella pubblicità negli anni della Guerra Fredda è stato studiato da Matthew P. McAllister e Greg Eghigian, della University of Pennsylvania nel 2022. La ricerca nota la natura “fluttuante” dell’UFO: “avevano la capacità di veicolare molteplici significati allo stesso tempo, spaziando dalla modernità e dal design esclusivo alla minaccia esistenziale o alla trascendenza, fino a tecniche di vendita ironiche e scelte d’acquisto oculate”. Le pubblicità attingevano, anche con tecniche non convenzionali, a temi ricorrenti della cultura popolare del periodo – proprio come oggi.

 

Idee pericolose fra i teorici degli “Antichi Alieni”

Stefano Bigliardi è un filosofo della scienza assai  interessato ai nuovi movimenti religiosi e ai sostenitori della teoria degli Antichi Alieni, quella congerie di speculazioni che lega i fenomeni UFO moderni – letti senza ombra di dubbi come velivoli di altri mondi – a presunte interferenze extraterrestri nel passato remoto delle civiltà umane, o, addirittura, nella genesi della nostra specie.

Bigliardi ha collaborato in più occasioni con il CISU. Oggi è professore associato presso la Al Akhawayn University di Ifrane, Marocco. Nel suo ultimo lavoro, uscito sull’International Journal for the Study of New Religions (vol. 16, n. 2, pp. 159-201) esamina a fondo un tema particolarmente controverso, quello che l’autore definisce il “lato oscuro” degli Antichi Alieni. È Bigliardi stesso, nell’abstract dell’articolo, a spiegare che il suo studio “ricostruisce gli elementi razzisti, xenofobi, antisemiti e altri eticamente discutibili inseriti nel lavoro di cinque esponenti di spicco” di quell’ambito, segnatamente il francese Robert Charroux, il britannico Brinsley Le Poer Trench, lo svizzero Erich von Däniken e gli italiani Peter Kolosimo e Mauro Biglino  È posizione di Bigliardi che, sia pure in misura diversa, e sebbene a volte quegli stessi autori si dichiarino contrari al razzismo, elementi di quel genere siano di fatto, magari in grado diverso, “una componente costante” fra i vari scrittori. Nei ringraziamenti, Bigliardi menziona diversi soci del Centro Italiano Studi Ufologici per la lettura critica delle bozze dell’articolo, per i suggerimenti e per gli scambi di idee.

 

Il mito degli Ufo nazisti nel 21° secolo: il nuovo volume di Maurizio Verga

Maurizio è forse la persona più documentata su uno dei miti più complessi e imbarazzanti della galassia ufologica. Quello che postula, in varie forme, un legame fra gli UFO, il nazismo e le sue impossibili rinascite occulte. 

Nel 2023 Verga aveva pubblicato il primo di tre tomi dedicati al tema. Intitolat Flying Saucers From Naziland, sulla base di fonti finora sconosciute o quasi, documentava la prima fase di questo mito, che va dall’ultima parte della Seconda Guerra Mondiale alla metà degli Anni 50. Allora, la linea dominante era quella dell’arma segreta, dell’inventore geniale passato ai vincitori, oppure di una sopravvivenza di basi naziste, o magari dello stesso Hitler, in un’area remota. 

Ora, Verga ha fatto un passo in avanti, pubblicando Nazi UFOs: From German Flying Saucers to Esoteric Mythology, in cui ricostruisce in dettaglio la storia recente del mito, sino agli sviluppi più recenti. Verga sostiene che, rispetto agli inizi, siamo di fronte a una vera e propria metamorfosi del mito, passato dalla marginalità al mainstream, non ultimo grazie agli impieghi spregiudicati e creativi inventati sulla rete, nei libri e sui social e spesso pensati da ambienti della destra più radicale. 

Secondo Verga, sarebbe ormai in fase avanzata un processo di normalizzazione di idee ideologicamente estreme, mentre appaiono forme e contenuti nuovi di un mito UFO che, fino a qualche tempo fa, era per gli studiosi razionali di ufologia quasi irrilevante.

Per la casa editrice del CISU, la Cooperativa UPIAR, nel 2016 Maurizio aveva già prodotto insieme a G. Stilo il volumetto Gli UFO nazisti: la storia e la mitologia, introduzione in italiano alla valutazione del mito.

UFO CISU NEWS /3


Gli alieni al cinema: una mostra ad Alessandria

Vi siete mai chiesti quante e quali tipologie di alieni e astronavi sono state rappresentate nella cinematografia per il grande e il piccolo schermo? Il CISU, in collaborazione col Cinefestival “Immersi nelle storie”, vi invita a visitare la mostra “INVASIONI. Gli alieni dentro lo schermo” curata da Paolo Toselli presso il Museo etnografico “C’era una volta”, Piazza della Gambarina, Alessandria: l’inaugurazione è domenica 27 settembre, alle 17.30. 

Da “Ultimatum alla Terra” a “Disclosure Day” sono centinaia i film, non solo di fantascienza, ma anche commedie e cartoons, che hanno mostrato creature di altri mondi in visita al nostro pianeta con le più diverse intenzioni.

Dalla collezione di Toselli, in esposizione decine di repliche fedeli (da “E.T. l’Extra-Terrestre” a grandezza naturale al busto dell’alieno “Puck” di “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”), action figures (da “Cittadino dello spazio” a “Ho sposato un mostro venuto dallo spazio”, da “Alien” a “Mars Attacks!”) e modelli di astronavi (tra cui quelle de “La guerra dei mondi”, di “Independence Day” e dei Dalek della serie Doctor Who).

Ma ci saranno anche cards collezionabili, vinili con colonne sonore, DVD, libri a tema, riviste, fumetti e graphic novel ispirati a film o serie tv, locandine, fotobuste e memorabilia.

E poi, curiosità come le copie dei documenti e sceneggiatura originale datati 1950 del film “Totò e i dischi volanti”, poi trasformato in “Totò sceicco”.

Insomma, un viaggio fantastico nella settima arte con esemplari singolari da tutto il mondo. La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile sino al 31 ottobre tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00, esclusi il lunedì e la domenica mattina.

 

Il Dipartimento della Guerra Usa dà via libera ai suoi dipendenti che vogliono riferire sugli UAP?

Il 14 settembre, il Dipartimento della Guerra Usa ha annunciato una deroga (waiver) speciale relativa agli impegni sul riserbo sottoscritti dai dipendenti militari e civili del Dipartimento e dai contractors circa eventuali informazioni rilevanti per la difesa nazionale in loro possesso e riguardanti gli UAP, Unidentified Anomalous Phenomena.

La deroga è specificamente volta a far sì che i suoi destinatari – così il comunicato – possano riferire le informazioni ai membri del team del processo PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP) per il rilascio delle informazioni sugli UAP, iniziato per ordine del presidente Trump nel febbraio del 2026. Dunque, non è volta in modo diretto alla immediata declassificazione dei dati fra il pubblico, anche se è volto allo stabilimento di “una procedura autorizzata” che, a conclusione, potrebbe portare alla libera circolazione dei dati.

Le valutazioni relative alla portata, al significato e ai futuri effetti sulla circolazione dei dati e dei documenti riguardanti il fenomeno di nostro interesse sono ancora in corso a opera degli studiosi razionali di ufologia, in primis di quelli Usa. 

La questione presenta aspetti di elevata complessità e richiederà analisi dettagliate e tempi non brevi. 

In particolare, mentre scriviamo non è ancora chiaro quale ruolo giocherà l’AARO, ossia l’ufficio del Dipartimento della Guerra deputato al problema UAP. Il PURSUE, infatti, è una procedura giuridico-amministrativa, non una struttura. Al momento, il senso dell’atto del 14 settembre pare problematico, visto che, nella sostanza, un mandato in tal senso al Dipartimento della Guerra c’era già, e stava nella direttiva presidenziale del febbraio 2026 che impone a tutti gli enti interessati l’obbligo di trasmettere all’AARO i documenti in loro possesso. In più, nella sua laconicità, a un primo sguardo la deroga non parrebbe coprire i rischi che gli eventuali “rivelatori” più o meno attendibili hanno spesso paventato (per esempio, ritorsioni sul lavoro). Non da trascurare, inoltre, che la deroga non sembra definire un percorso protetto e di anonimato, come invece avviene di solito per norme e procedure sul whistleblowing.

 

UFO: obiettivo Italia

È uscito il secondo volume della collana libraria UFO: obiettivo Italia, a firma di Franco Marcucci. Si tratta di un’opera ambiziosa: la riedizione ampliata e aggiornata della serie UFO in Italia, curata dalla Sezione Ufologica Fiorentina (SUF) e pubblicata in sei volumi tra il 1974 e il 2012.

All’epoca si trattò di un’opera fortemente innovativa: selezionava i casi italiani più documentati, pubblicando per ciascuno un resoconto dettagliato, con indicazione delle fonti documentarie. Il progetto, ideato da Solas Boncompagni e realizzato in forma collettiva, trovò sbocco editoriale presso l’editore Corrado Tedeschi, che pubblicava il mensile Il Giornale dei Misteri e che diede spazio ai primi due volumi; uno per gli anni dal 1900-53, l’altro per la grande ondata di casi del 1954.

Dopo dieci anni, nel 1990, ecco il terzo volume, riguardante il periodo dal 1955 al 1972, pubblicato invece dalle Edizioni UPIAR in collaborazione con il Centro Italiano Studi Ufologici e ancora acquistabile sul sito UPIAR Store (UFO in Italia – vol. 3). 

La seconda trilogia fu prodotta negli anni 2000, a coprire le grandi ondate 1973-79 e il periodo sino alla fine del 20° secolo, ma è già quasi esaurita (qualche copia c’è su upiar.com). Marcucci ha aggiornato i testi, aggiunto fonti e casi non noti al tempo delle prime edizioni, e poi ha preso a pubblicare la nuova serie. Il primo volume di UFO: obiettivo Italia. uscito mesi fa, copre il periodo fino al 1954, mentre questo arriva al 1972: comprende 92 casi ed è in distribuzione su Amazon a 21,84 euro.

 

Il Pentagono paga per consultare gli archivi degli ufologi americani

Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha annunciato il 31 luglio l’intenzione di sottoscrivere un contratto annuale con il NUFOHRC (National UFO Historical Records Center) per ottenere l’accesso ai dati e agli archivi raccolti in oltre 40 anni di ufologia privata raccolti da quell’istituzione.

L’annuncio è stato pubblicato sul sito governativo sam.gov, che si occupa dell’assegnazione di contratti pubblici, il 31 luglio, per consentire la presentazione di proposte alternative entro i 15 giorni successivi. Il NUFOHRC, però, non correva rischi di avere concorrenti: si tratta di un’organizzazione creata apposta nel 2022, che ha riunito gli archivi dei maggiori gruppi ufologici Usa del passato (APRO, NICAP) e del presente (CUFOS), ora raccolte nella sede di Rio Rancho, nel Nuovo Messico – centinaia di migliaia di dossier relativi ad avvistamenti, analisi, studi e pubblicazioni.

Scopo del contratto è di consentire al Pentagono (in primo luogo al suo ufficio ufologico, l’AARO, All-domain Anomaly Resolution Office) l’accesso alla documentazione anteriore al 1990, in formato digitale o in corso di digitalizzazione, per un anno rinnovabile, per superare le difficoltà incontrate negli ultimi anni, quando l’AARO aveva realizzato i primi documenti storiografici fra errori e approssimazioni.

Il NUFOHRC fa parte di una rete di grandi archivi ufologici (AFU in Svezia, SCEAU in Francia, le raccolte della Fundación Anomalía in Spagna, CISU in Italia) e con il Centro Italiano Studi Ufologici organizza dallo scorso anno incontri conoscitivi e scambi di esperienze.

 

Incertezza e ambiguità sugli UFO possono far male

Jennice Vilhauer è una psicologa clinica americana. Di recente ha scritto sugli UFO per la nota testata Psychology Today affrontando la questione in un’ottica particolare. Il fatto che intorno agli UFO permangano incertezza e ambiguità comunicative, magari da parte delle autorità politiche e militari, è dannoso, e sarebbe bene porvi rimedio?

Appellandosi alla migliore letteratura recente sulla mentalità complottista e sui processi cognitivi, Vilhauer sostiene che questo specifico tipo di ambiguità e di attesa senza fine, è problematico. 

In certe persone sensibili alla questione, il ciclo di attesa-delusione, alimentato proprio dalla crescente ricerca di chiarezza, che a livello pubblico si esprime nelle audizioni al Congresso e nei rilascio a getto di documenti, genera un’alternanza di speranza e frustrazione. Il cervello tratta la domanda irrisolta come un problema da chiudere, alimentando un coinvolgimento emotivo continuo e, in sostanza, spingendo a convinzioni estreme.

Vilhauer non consiglia di rimediare a tutto ciò con la chiarezza perché una verità nascosta possa finalmente essere rivelata, oppure, all’opposto, perché attraverso di essa si ponga la parola fine a una “superstizione”, quella degli UFO, dissolta dalla razionalità, ma per motivi intrinseci alla disciplina di cui lei si occupa. 

La chiarezza è consigliabile – scrive – perché fa bene sul piano della psicologia collettiva e su quello individuale, soprattutto alle persone più inclini a credere a “verità celate”. 

Sotto la lente ufologica, si può rilevare come il processo PURSUE, con i suoi periodici rilasci dei documenti UFO delle amministrazioni militari Usa – rilasci segnati dal caos, da mancanza di metodo e di contesto – stia probabilmente contribuendo ad accrescere, e non a diminuire, l’incertezza “cattiva” di cui parla Vilhauer. 

UFO CISU NEWS /2

Caos nei cieli italiani: triplice show per migliaia di persone

La sera di domenica 30 agosto, per coincidenza, tre grandi meteore hanno illuminato il cielo del nostro paese, e, in un caso, anche quello di altre nazioni. Alle 19.40, un notevole meteoroide entrato nell’atmosfera si è frammentato e, in questo modo, ha causato il tipico “botto” aereo percepito da parecchi testimoni. In Italia ha prodotto in tutto il Nord e il Nord-Ovest, sino a oltre l’Appennino Tosco-Emiliano, innumerevoli testimonianze su un corpo luminoso bianco-verde-azzurro con lunga scia: soltanto sul sito della International Meteor Organization figurano 509 segnalazioni, quasi tutte dall’Italia, e, in piccola parte, da Germania meridionale, Francia orientale e Svizzera. 

Non soltanto questo evento era stato preceduto da un’altra meteora sul Nord, alle 19.10, ma, soprattutto, alle 21.13, lo spettacolo si è ripetuto in maniera significativa per la terza volta, ma stavolta con fulcro sull’Italia centrale e con parziale sovrapposizione geografica rispetto agli altri della serata.

Il risultato è stato il caos nelle descrizioni, nelle direzioni e negli orari riportati sui social, con conseguente sensazione di un solo, misterioso fenomeno, mobile e dalla lunga durata, mentre in realtà gli eventi erano stati tre. Più che altre volte, scie di aerei illuminate dal Sole al tramonto sono state collegate in modo erroneo ai fenomeni meteorici. È plausibile che il terzo episodio sia stato enfatizzato sui vari canali mediatici perché simile e di poco seguente al primo e al secondo, maestoso oggetto, e con questo mescolato. 

Anche se negli ultimi anni cresce la proporzione di casi simili correttamente indirizzata agli astrofili e non agli ufologi, va detto che gli studiosi razionali di ufologia sono interessati ad alcuni aspetti di questi eventi che gli astrofili non seguono. Ci riferiamo agli errori percettivi, alle anomalie descrittive e alle dinamiche cognitive, della rievocazione dei ricordi e mediatiche: aree di studio alle quali, da molto, il CISU dedica una frazione delle sue risorse.

 

Un nuovo volume sugli USO, gli “Oggetti Sommersi Non Identificati”

Nel maggio 2026 l’ufologo Richard M. Dolan ha pubblicato il secondo volume della sua trilogia sui cosiddetti USO, A History of USOs, Unidentified Submerged Objects – Volume 2: From 1970 to 1989. Dolan prosegue così un progetto dedicato alla storia degli Oggetti Sommersi Non Identificati segnalati nel mondo in quei vent’anni. Come nel primo volume, l’autore adotta una linea in larga parte documentaria e cronologica, ricostruendo gli episodi attraverso testimonianze, dati e fonti conosciute. 

Gli Anni 70 e 80 rappresentano una fase assai interessante per gli USO: alle testimonianze civili, infatti, si affiancano numerosi rapporti di personale militare. Il volume raccoglie episodi che, pur presentando livelli di attendibilità differenti o anche assai dubbi, delineano continuità storica e dimensione globale del fenomeno. 

La peculiarità del lavoro sta nel fatto che gli USO non sono visti come un capitolo più o meno marginale dell’ufologia, ma come un ambito di ricerca autonomo, segnato da tratti ricorrenti. 

Il tomo rappresenta una prosecuzione coerente e importante del primo, che analizzava 178 casi anteriori al 1970 e proponeva criteri di catalogazione, mappe e apparati statistici. Il testo offre 200 casi circa, corredati da schede e da disegni dell’illustratore Allan Lavigne.

Circa l’Italia, sebbene il periodo copra anche quello in cui si manifestò la complessa fenomenologia nota come Adriatico 1978 perché riguardò quell’area e quell’anno, nel lavoro è menzionato un solo caso.

In un altro progetto di raccolta dei casi USO, quello che fu gestito dallo scomparso Carl Feindt, le segnalazioni erano circa 1900, delle quali circa 360 italiane. Un resoconto dettagliato sul perché i casi nostrani siano così tanti e su quali caratteristiche abbiano lo trovate qui, su Youtube: dipende dal fatto che nel CISU è attivo da molti anni il Progetto USOCAT, coordinato da Marco Bianchini.

 

Meno “credenti” negli alieni e altre novità in un sondaggio Gallup sugli UFO

Il 26 agosto la Gallup ha pubblicato gli esiti di un sondaggio sugli UFO condotto su un campione significativo della popolazione Usa. Alcuni risultati sono rimarchevoli. 

Un po’ a sorpresa, la proporzione di chi crede che gli UFO siano almeno in certi casi astronavi aliene, sia pur alta (il 37%) mostra una tendenza al ripiegamento: la crescita partita con l’esplosione dell’interesse da parte della politica e dei whistleblowers (i “rivelatori di segreti”) si è arrestata. Importante anche il fatto che la percentuale di donne che credono negli UFO alieni ora superi nettamente quella degli uomini (41 contro 34): un cambiamento che probabilmente indica mutamenti di fondo nella struttura delle convinzioni sugli UFO.

Nel lungo periodo (i dati partono dal 1973), la quota di americani che ritiene di aver visto un UFO è in lenta, costante crescita: siamo al 17% – preso all’ingrosso, vuol dire quasi 60 milioni di “avvistatori”. In altri termini, nella vita l’esperienza UFO è un fatto normale. Quanto al rapporto fra uomini e donne, invece, molto cambia: è il 20% degli uomini contro il 14% delle donne, a dire di aver “visto”. 

Ormai altissimo (78%) il numero di americani convinto che il governo “nasconda qualcosa”, un’idea che, tra l’altro, si estende in modo uniforme a uomini e donne e lungo l’intero spettro politico. 

Nell’autunno del 2025, in un sondaggio commissionato dal CISU alla Doxa, alla domanda “Lei ha mai avuto l’impressione di vedere in cielo un UFO (o disco volante) o qualcosa di simile?”, aveva risposto di sì il 4,5% del campione, pari a un po’ più di 2,5 milioni di italiani, dunque, una platea assai più modesta di quella Usa. 

 

UFO e centrali nucleari: che cosa c’è di vero?

Chris Rutkowski è fra i leader dell’ufologia razionale canadese. Coordina il Canadian UFO Survey, che ogni anno valuta la casistica dei presunti fenomeni. Il 21 agosto, sul The Walrus, Chris ha discusso una delle questioni che più colpiscono il pubblico e stimolano indagini ma anche la fantasia. Quella secondo la quale i siti nucleari, e in specie le centrali, vedrebbero un gran numero di presunti UFO. 

Rutkowski si è occupato di questo aspetto anche come consulente di fatto per gli UFO di un parlamentare canadese, Larry Maguire, che negli ultimi anni ha fatto lobbying UFO presso la Camera dei deputati. 

Fra le altre cose, Maguire gli chiese di eventuali “intrusioni” su centrali nucleari. Ruktowski rispose che, dal 1989, nei database risultavano ben 59 episodi avvenuti nei pressi del centro di produzione di Pickering, nell’Ontario. Al riguardo, Rutkoswki chiede di non fare facili associazioni: quei 59 casi includono episodi spiegati o vaghi, e, spesso, localizzati in modo impreciso. Desumere da questi elementi, anche se proposti da un parlamentare, che “gli UFO si interessano al nucleare”, è scorretto. 

Asserzioni su un’elevata presenza di UFO, scrive ancora Rutkowski, sono azzardate. Lo prova uno studio del 2023, che, sulla base degli archivi militari Usa del vecchio Project Blue Book, aveva contato ben 590 episodi “nucleari” dagli Anni 40 in poi. In realtà, si tratta di un mix di eventi assai eterogenei, generati in parte dall’elevata vigilanza dovuta alla delicatezza delle strutture interessate rispetto ai contesti ambientali comuni. Altri due casi “nucleari” più recenti, inoltre, sono stati investigati in modo trasparente dalle autorità, e ricondotti a normali aerei. 

 

L’America non è pronta per i “droni misteriosi”

Il 13 agosto, il vice-comandante del NORTHCOM, Comando Unificato delle Forze Armate Usa che ha competenza sul territorio metropolitano e su quelli circostanti, ha dichiarato con chiarezza a TWZ, sito dedicato alla difesa e alla geopolitica, che gli Usa non sono pronti a difendersi da attacchi condotti da droni avversari in quella parte del continente. Il tenente generale Joseph Jarrard ha detto che, a fronte delle crescenti segnalazioni di droni e velivoli assimilabili dall’origine non identificata, NORTHCOM non dispone né di sensori adeguati e sufficienti per scoprirli e valutarne natura e livello di minaccia, né dei sistemi di intercettazione, cinetici e non, per metterli fuori gioco. 

Parole che richiamano uno dei problemi politici posti dagli Oggetti Volanti Non Identificati sin dagli anni della Guerra Fredda: l’ambiguità delle segnalazioni degli stessi militari e la difficoltà a risolverle e a decidere in tempi brevi eventuali azioni, possono creare difficoltà alla catena di comando, sino a saturare le risorse disponibili.  

Queste dinamiche complesse hanno fatto aprire agli studiosi razionali di ufologia il dibattito sul significato e sul rilievo di questi problemi per la nostra disciplina. Non c’è consenso unanime sull’opportunità di valutare sotto l’ottica ufologica le segnalazioni dei presunti “droni misteriosi”, ma va notato che, fra la miriade di equivoci e dei pochi, possibili droni dovuti ad attori ostili, ci sono episodi dalle caratteristiche più insolite, difficilmente classificabili in quelle categorie. Su di essi si concentra l’attenzione degli studiosi UFO.

UFO CISU NEWS /1

Nasce UFO CISU NEWS, il modo che il Centro Italiano Studi Ufologici offrirà periodicamente per tenervi informati in maniera tempestiva sul panorama UFO italiano e internazionale. Uno sguardo rapido, preciso, razionale e aperto alle novità. Seguiteci sul nostro sito!


Gli ultimi UFO dell’Aeronautica (e oltre!)

L’Aeronautica Militare ha pubblicato il consueto sunto delle segnalazioni di presunti OVNI, Oggetti Volanti Non Identificati – come li chiama quell’Arma – ricevute nei primi mesi del 2026. Si tratta di appena due luci osservate nel cielo notturno ad aprile e a maggio, tutte e due le volte in Toscana. La modestia del numero dei casi raccolti dall’Aeronautica, evidente negli ultimi anni (nel 2025 erano stati 4 in tutto, e gli episodi, nelle annotazioni che li seguono, sono classificati come “OVNI” solo perché mancano riscontri con lanci di palloni sonda meteo o con traffico aereo), cela una dinamica complessa.

In primo luogo, pare che l’elenco si riferisca ai soli casi considerati non identificabili dall’AMI, mentre potrebbero esserci state altre segnalazioni che i militari sono riusciti a identificare. In realtà, va segnalato che anche l’avvistamento del 1° maggio 2026 (catalogato OVNI) sarebbe in realtà correlabile al passaggio di satelliti Starlink osservati e ripresi da altre località toscane, italiane ed europee.

Soprattutto, ci sono segnali per i quali, a causa del mutato contesto culturale, politico e tecnologico, i collettori “istituzionali” dei casi OVNI sono altri. Latitano da anni negli elenchi del Ministero testimonianze da personale di volo, sia militare, sia civile, mentre la casistica relativa a vari tipi di velivoli non meglio classificabili e ad aeromobili non pilotati – non ultimo gli onnipresenti “droni sconosciuti” – è assai più numerosa altrove. In particolare, nel rapporto per il 2024 dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), i casi di presunti Aeromobili a Pilotaggio Remoto dall’aspetto più o meno insolito segnalati da personale di volo erano 38, in calo rispetto ad anni recenti, mentre in quello per il 2025 erano risaliti a ben 71, ma il documento non fornisce più la lista analitica dei singoli casi.

 

La Commissione UE segue da anni la questione UFO?

Il 17 agosto, la rete televisiva paneuropea Euronews ha pubblicato un articolo che annunciava un’apparente novità in campo ufologico. Giornalisti della rete avevano visto una lettera dell’ufficio del Commissario per la Difesa e lo Spazio della UE inviata in risposta a quanto sostenuto da due astrofili malaysiani – padre e figlio – che nell’ottobre del 2022 avevano scritto sostenendo di aver ripreso ben 37 volte fenomeni aerei anomali grazie a un loro telescopio a ultravioletti, e di averne anche ricevuto dei “segnali”.  

La notizia ha avuto vasta eco anche in Italia: è stata presentata come una novità, e anche come una dimostrazione secondo la quale la Commissione UE seguirebbe l’argomento UFO da tre anni. 

La realtà è assai meno netta, ma anche, forse, più interessante. Nel 2022 i due astrofili contattarono sul serio varie istituzioni (anche la NASA, per esempio) presentando le loro presunte scoperte al telescopio, e la storia era già circolata in vari ambienti ufologici, dai più razionali ai più creduli. La risposta ai due era in realtà poco più che formale, anche se in un punto sosteneva che “stiamo migliorando la nostra capacità di occuparcene e quella di identificarli meglio, via via che le nostre capacità tecnologiche migliorano”. 

Questa affermazione è passata su Euronews e sui media come una conferma secondo la quale “la Commissione UE si occupa di UFO da tre anni”. Vero è che negli ultimi anni varie associazioni UFO di tipo razionale – e il CISU concorre a questi sforzi – stanno dialogando con organismi UE, in specie per ciò che concerne gli aspetti legati alla sicurezza degli spazi aerei dell’Unione, ma quella lettera, vecchia di tre anni, va considerata nella sua modesta portata. Semmai, la sua ricezione mostra che, quando si tratta di istituzioni pubbliche e di UFO (o UAP) la pressione mediatica anche in Europa può risultare assai alta.

 

Che cosa è successo ai bambini di Prémanon?

Il 27 settembre 1954 è una data celebre nella storia dell’ufologia. Corrisponde al giorno in cui un preadolescente e altri tre bambini di un paesino del Giura francese, Prémanon, avrebbero incontrato in un campo un “disco volante” e un essere buffo. Il giorno dopo il ragazzo raccontò la storia a scuola, ed è da lì che iniziò la lunga storia di questo episodio, giunto quasi al culmine della grande ondata francese di quei mesi e diventato un superclassico.

Ora, su quella vicenda già indagata in senso critico negli Anni 80 dall’ufologo Yves Bosson, è giunta una pubblicazione che esplora le dinamiche interne all’intero evento. L’affaire du « Martien » de Prémanon: construction et déconstruction d’un fait divers, curato da Bosson e da Jean-Pierre Rospars e uscito sul bollettino Les Amis du Vieux Saint-Claude (n. 49, 2026, pp. 2-19), va al di là della scelta fra vero disco volante e scherzo di un bambino: per gli autori questa storia rivela una grande ricchezza di meccanismi creativi che hanno prodotto un racconto collettivo sorprendente. 

Per certi versi, l’approccio di Bosson e Rospars è simile a quanto di recente il CISU ha ricostruito per un altro classico, l’incontro sempre del 1954 presso Tripoli fra un colono italiano, un “sigaro volante” atterrato e il suo equipaggio. In quel caso, un ruolo centrale lo ebbero la comunità italiana di Libia e il quotidiano Corriere di Tripoli.

 

Steven Spielberg, gli UFO e la religione

A metà agosto, sul sito della Fundación Para La Promoción Y Estudio De La Narrativa en Imágenes, realtà spagnola che si occupa di cinema, fumetti, serie e games, è uscito un lungo articolo in cui il giornalista Thomas Villa ha discusso con una delle figure storiche del CISU, Giuseppe Stilo. Approfittando degli studi di teologia protestante di Stilo presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma, insieme hanno riflettuto sulle dimensioni “religiose” del cinema ufologico di Steven Spielberg, riemerse con l’uscita di Disclosure Day. 

Stilo ha inquadrato la “religiosità” della sequela di film e serie spielberghiane a tema UFO (il primo è il modesto Firelight, realizzato da Spielberg a soli 17 anni) nell’ambito di un concetto portante dell’antropologia religiosa, quello di alterità totale, cioè, del Dio ebraico-cristiano come “Altro”, e dunque, come non rassicurante, incomprensibile. Per Stilo, questa alterità è presente in Disclosure Day forse ancora più che in classici come Incontri ravvicinati del terzo tipo. 

A questo, in Spielberg si uniscono elementi apocalittici tipici di una parte sempre più rilevante del neo-Protestantesimo Usa. Questi elementi, ormai chiari anche nei discorsi UFO di politici, personaggi pubblici e ufologi Usa convinti della realtà aliena degli UFO, ben si prestano a un accostamento alle idee di Spielberg su una “rivelazione finale” attesa grazie all’aperta manifestazione degli alieni: aspettati, desiderati ma terrificanti, perché espressione dell’alterità totale del sacro. L’UFO e l’alieno, insieme, incomprensibili per eccellenza. 

E, sempre a proposito di religiosità UFO di Spielberg, è aperta sino al 15 settembre la possibilità di sottoporre propri lavori per il volume intitolato From Close Encounters to Disclosure: Spielberg’s Alien Imaginary and American Spirituality, la cui pubblicazione è prevista nella collana Pop Culture & Theology della casa editrice accademica Bloomsbury.   

 

UFO ed effetti elettromagnetici: ecco come studiarli

Dal marzo 2026 è online ufoeffects.com, portale gestito dal socio CISU Stefano Innocenti, dedicato all’analisi dei presunti effetti fisici associati ai fenomeni UFO. Stefano coordina da molti anni il relativo progetto del CISU, l’EFCAT. 

È uno degli aspetti più complessi della questione UFO: quello delle segnature tangibili lasciate sul terreno e nell’ambiente. Il sito nasce con l’idea di fare da riferimento delle analisi razionali delle presunte interferenze elettromagnetiche (blackout temporanei, guasti di motori e di apparecchiature elettroniche), degli effetti fisici sul suolo, sulla vegetazione, sull’atmosfera, senza dimenticare i casi di effetti fisiologici su umani e animali.  

Innocenti documenta episodi, studi di laboratorio e dati sul campo per cercare di capire se davvero queste manifestazioni siano interpretabili alla luce di meccanismi fisici. Il sito si rivolge in modo specifico a ricercatori, appassionati e studiosi che intendano concentrarsi sull’evidenza materiale e sulle presunte anomalie fisiche testimoniate.

Sempre su questo tema e sulle nostre attività, mesi fa alcuni accademici britannici legati alla SUAPS (Society for UAP Studies) hanno chiesto al CISU l’ampio dossier tematico da noi raccolto sui presunti effetti EM e il relativo database. Il carattere aneddotico di tale evidenza nel suo insieme ha un po’ deluso quei ricercatori che, sulla base di alcune recenti pubblicazioni dal tono assertivo sui danni alla salute causati da UAP, si aspettavano di trovare conferme documentali e dati medici.