5.000 avvistamenti UFO in Europa in un anno — e nessun sistema comunitario di monitoraggio

di Charles-Maxence Layet (CIPO) e Edoardo Russo (CISU)
per la 3° Giornata europea degli UAP – 20 marzo 2026

L’Europa ha già realizzato infrastrutture condivise per il controllo del traffico aereo (Eurocontrol), la sorveglianza spaziale (programmi dell’ESA) e il monitoraggio climatico (Copernicus). Perché non farlo anche per i fenomeni aerei non identificati nello spazio aereo transfrontaliero europeo?

Nel 2024, in tutta Europa sono stati segnalati più di 5.000 avvistamenti di fenomeni aerei non identificati (UAP) — non da agenzie governative, ma da 23 organizzazioni civili indipendenti. (1)

Questa cifra, tratta dal neonato ecosistema Euro UFO Index, non è aneddotica. È il risultato di un crescente sforzo continentale volto a consolidare le segnalazioni provenienti da associazioni nazionali, gruppi scientifici e piattaforme di segnalazione dei cittadini. In tutta Europa, dalla Scandinavia all’Italia, dalla Germania al Belgio, queste organizzazioni documentano collettivamente migliaia di casi ogni anno – parte di un dataset più ampio che supera le 33.000 osservazioni in 40 paesi tra il 2019 e il 2024. (2)

Quanti di questi avvistamenti vengono effettivamente registrati, verificati e indagati dalle autorità europee?

MANCANZA DI DATI NELLO SPAZIO COMUNITARIO

L’Unione Europea ha creato sistemi integrati per la sicurezza aerea, il monitoraggio satellitare e la sorveglianza climatica. Attraverso strutture come Eurocontrol e Copernicus, sta monitorando aeromobili, emissioni e detriti orbitali quasi in tempo reale. Ma quando si tratta di oggetti non identificati nello spazio aereo europeo, non esiste nulla di equivalente. Non esiste un protocollo di segnalazione a livello UE, né una banca dati centralizzata, né un coordinamento tra gli Stati membri.

L’Europa si affida a un mosaico di approcci nazionali isolati: la maggior parte di essi è minima, alcuni sono opachi, molti inesistenti. Il GEIPAN francese, un’unità sotto l’ombrello del Centro Nazionale di Studi Spaziali (CNES), rimane una notevole eccezione in ambito ufficiale, con decenni di analisi pubblica dei casi e dati aperti. Ma con risorse proprie troppo scarse per avere un impatto reale.

Il risultato è un sistema duale frammentato di conoscenza degli UAP: una fitta rete di citizen science e di reti civili raccoglie molti più dati rispetto alle istituzioni pubbliche nazionali ed europee. Questa asimmetria informativa e la grave mancanza di dati ufficiali hanno generato sempre più punti ciechi strategici. Migliaia di osservazioni costituiscono un enorme insieme di dati sottoutilizzati per la scienza atmosferica, l’analisi dei sensori e gli studi sulla percezione. Inoltre, gli oggetti non identificati nello spazio aereo controllato – che si tratti di droni, sistemi di sorveglianza stranieri o fenomeni sconosciuti – rappresentano un fallimento della consapevolezza situazionale. Nell’autunno del 2025, l’allerta UAP nel Baltico sopra lo spazio aereo danese, belga, tedesco e svedese ha messo a nudo la debolezza dell’Europa nel raccogliere, correlare e interpretare rapidamente minacce ibride e incursioni ambigue di eventi aerei anomali a cavallo dei confini nazionali.

ELEFANTI (SCONOSCIUTI) NEI CORRIDOI (AEREI)

Da settembre a novembre 2025, la presenza di molteplici oggetti sopra infrastrutture critiche ha innescato un monitoraggio precauzionale dello spazio aereo in tutta la regione baltica. L’ondata di avvistamenti è  iniziata il 22 settembre sopra gli aeroporti di Copenaghen e Oslo, estendendosi poi alle strutture militari. L’ipotesi di una barriera anti-droni si è imposta all’ordine del giorno nel successivo vertice europeo. (3) In ottobre, le incursioni non identificate si sono concentrate sulla Germania, ritardando le attività negli aeroporti di Berlino e Monaco. Sono proseguite a novembre sopra gli aeroporti di Svezia e Belgio. Avvistamenti di droni di origine sconosciuta sono stati segnalati anche sopra l’aeroporto di Dublino e su una base navale nucleare in Francia a dicembre. (4)

Il dibattito sugli UAP è spesso inquadrato in termini culturali: credenze, speculazioni, stigma. Ma i tempi stanno cambiando. In tutto il mondo, un numero crescente di responsabili politici, dal Giappone, dalla Cina, dal Congresso degli Stati Uniti naturalmente, ma anche dai deputati del Parlamento europeo, sta valutando l’importanza di una  questione che si colloca all’incrocio tra sicurezza dello spazio aereo, intelligence della difesa, sicurezza dell’aviazione civile,  ricerca scientifica. Gli UAP non sono più una questione marginale, ma una questione di governance.

Josef Aschbacher, direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha recentemente sollevato la sua voce contro questo punto cieco istituzionale. Ha indicato che il tema degli UAP “merita probabilmente maggiore attenzione e investimenti”, sottolineando la mancanza di un budget specifico per una ricerca strutturata. (5)

Le risposte della Commissione Europea all’Europarlamento chiariscono un punto: gli UAP non sono attualmente trattati come un ambito politico specifico a livello dell’UE. Ma i dati – e le segnalazioni– si stanno accumulando. Solo in Belgio, la hotline sugli UFO ha registrato 237 avvistamenti di oggetti volanti non identificati nel 2025, compresi gli 11 avvistati vicino a basi militari e aeroporti nel mese di novembre. (6)

 

LA NECESSITÀ DI UNA CASSETTA DEGLI ATTREZZI COMUNITARIA SUGLI UAP

In termini operativi, gli avvistamenti di UAP si sovrappongono a categorie note di rischio ibrido, quali droni o piattaforme a bassa osservabilità, sistemi aerei non registrati, interferenze con i sensori, anomalie atmosferiche o elettromagnetiche che influenzano i sistemi di rilevamento. Ciascuno di questi elementi può mettere alla prova le catene di risposta o creare ambiguità nel processo decisionale. Tale ambiguità è proprio il terreno delle minacce ibride.

In altri ambiti – sicurezza informatica, disinformazione, infrastrutture critiche – l’UE ha sviluppato toolbox ibridi: quadri flessibili e intersettoriali che combinano strumenti civili, tecnologici e di sicurezza. Gli UAP e le loro presunte tecnologie avanzate duali richiedono ora un approccio simile.

Una tale “cassetta degli attrezzi europea” per gli UAP potrebbe operare in quattro ambiti di intelligence dei dati: protocolli di segnalazione standardizzati tra gli stati membri; cooperazione strutturata con le organizzazioni civili accreditate (i cui dati rappresentano già una quota significativa della capacità di osservazione dell’Europa); supporto alla consapevolezza situazionale attraverso una banca dati transfrontaliera accessibile alle autorità nazionali, alle agenzie aeronautiche e agli attori della difesa;  l’implementazione di un accesso sicuro ma aperto a set di dati anonimizzati per la ricerca e la trasparenza, consentendone l’utilizzo da parte delle istituzioni e dei privati (citizen science) pur mantenendo i vincoli di sicurezza e privacy.

Oggi una segnalazione di un pilota in Danimarca, un’anomalia radar in Germania e un’osservazione civile in Francia possono seguire percorsi di segnalazione completamente diversi. L’istituzione di un modulo di segnalazione comune dell’Unione Europea per le anomalie aeree sarebbe un primo passo decisivo, che consenta a piloti, controllori del traffico aereo e cittadini di segnalare le anomalie in un formato strutturato. Questo aprirebbe la strada al passo successivo: l’integrazione con i canali di sicurezza aerea, fondendoli con flussi di input opzionali provenienti da radar, satelliti e dati osservativi.

 

Dalla sicurezza informatica al rischio climatico, l’UE ha dimostrato la sua capacità di migliorare notevolmente il coordinamento quando si trova di fronte a lacune sistemiche. L’ignoto nel nostro cielo comune è anche una questione di politica pubblica. Perché le istituzioni dell’Unione Europea dovrebbero rimanere strutturalmente impreparate ad affrontarlo?

 

(1) https://www.euroufo.net/euroufo-index

(2) https://www.uapcheck.com/news/id/3239/european-uap-sightings-in-2019-2024-towards-a-broader-and-more-inclusive-euro-ufo-barometer/

(3) https://en.wikipedia.org/wiki/2025_European_drone_sightings

(4) https://www.politico.eu/article/ursula-von-der-leyen-drone-wall-plan-crash-eu-reality/

(5) https://uapcoalitienederland.nl/en/esa-director-josef-aschbacher-uap-telegraaf

(6) https://www.brusselstimes.com/1904444/reports-of-ufos-sightings-on-the-rise-in-belgium-with-spike-reported-in-march

 

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Questo articolo, pubblicato originariamente su UapCheck.org, viene pubblicato in contemporanea in 13 diverse lingue e rilanciato sui siti di 16 organizzazioni nazionali o internazionali.

Copyright: UAP Check

[Immagine di copertina by Andrea Bovo]

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[*] Charles-Maxence Layet è uno scrittore e giornalista scientifico specializzato in nuove tecnologie energetiche e cosmo elettromagnetico. Ex assistente parlamentare europeo dal 2009 al 2024, è stato caporedattore ed editore di “Orbs Special Contact”, un libro dedicato agli UFO e all’ipotesi  extraterrestre. Il suo percorso si concentra principalmente sulle dimensioni umane, mediatiche, sociali e politiche del fenomeno UAP. È anche membro delle organizzazioni francesi SCEAU, CARE e CIPO e ha diretto la sezione politica di UAP Check. Il suo libro «La primavera degli UFO» (First, 2025) è uscito a marzo 2025.