Come l’esoterista americano Meade Layne influenzò la storia dell’ufologia: un’altra conferma

L’occultismo svolse un ruolo di grande rilievo nella nascita di una parte importante dell’ufologia contemporanea. Sin dai primissimi giorni dalla comparsa dei “dischi volanti”, il 24 giugno del 1947, ci fu chi interpretò il fenomeno secondo quelle coordinate.

Oggi cominciamo a capire davvero bene lo spazio che al riguardo  occupò un occultista americano, Meade N. Layne

Di recente è stato portato all’attenzione degli studiosi un altro aspetto dell’attività di Layne: l’influenza che egli ebbe su uno dei padri della credenza negli antichi astronauti e promotore di uno fra i più celebri contattisti degli anni ’50 del secolo scorso, l’americano George Adamski.

Lo studioso svedese ha infatti pubblicato sul suo blog un articolo in cui presenta la corrispondenza che  fra il novembre 1952 ed il 1955 inetrcorse fra Layne e l’occultista irlandese Desmond Leslie (1926-2001).

Fu Layne [nell’immagine in evidenza] a indirizzare Leslie verso Adamski, che pure era critico verso l’interpretazione “eterica” dei contatti con gli extraterrestri propria di Layne e del suo gruppo. Adamski pretendeva infatti che i piloti dei dischi volanti fossero semplici persone in carne ed ossa, quasi indistinguibili da noi.

Fu da quell’incontro suscitato da Layne fra Leslie e Adamski che, alla fine, si giunse ad accostare i manoscritti che i due avevano preparato: quello di Leslie, già pronto nella sostanza nel 1951, che teorizzava e ricostruiva la presenza degli extraterrestri nella storia remota dell’umanità in un quadro di tipo teosofico, e  quello di Adamski, probabilmente redatto a inizio 1953, assai più breve dell’altro, che presentava la storia del suo pretesto incontro con un venusiano e delle settimane successive al’immaginifico evento.

Il 30 settembre del 1953 tutto ciò sarebbe sfociato nell’uscita di uno dei super-classici della letteratura contattistica, Flying Saucers Have Landed, subito diventato il libro di maggior diffusione fra gli appassionati di dischi volanti di orientamento occultistico (l’edizione inglese ebbe sei ristampe in tre mesi).

In tutto questo processo, Layne fu per tre anni interlocutore importante e autorevole di Leslie.

 

Il nuovo numero di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica – gratis per voi!

Con il suo numero 5, appena uscito, conclude il suo secondo anno di esistenza Cielo insolito, la rivista di storia dell’ufologia e dei fenomeni UFO animata da due membri del Centro Italiano Studi Ufologici, Giuseppe Stilo e Maurizio Verga.

Questo numero, liberamente scaricabile in formato pdf come tutti quelli precedenti, contiene ben cinque articoli: si comincia con il contributo dello studioso tedesco Ulrich Magin su un vistosissimo bolide comparso sulla Svizzera e l’Italia il 7 giugno 1879 e sulle sue presunte anomalie, contributo integrato da un secondo pezzo di G. Stilo, stavolta orientato a documentare meglio il versante italiano di quel fenomeno e a chiarirne alcuni angoli in apparenza più controversi.

Stilo presenta poi due altri articoli: nel primo, riporta alla luce un incontro UFO-aereo avvenuto sul canale di Otranto il 24 ottobre 1957. Ne fu protagonista l’equipaggio di un aereo di linea brasiliano, tanto è vero che la fonte di questa storia è costituita proprio da un pezzo di un settimanale del Paese sudamericano.

Nel secondo, invece, è esaminata in dettaglio la prima sceneggiatura cinematografica italiana che ebbe per soggetto i dischi volanti. Fu stesa nel marzo del 1950 dal regista Mario Massa e non si trasformò mai in una pellicola.

Infine, Maurizio Verga ricostruisce il formidabile impatto che nel luglio del 1947 ebbe sulla stampa americana una lunga storia a sfondo satirico realizzata dal giornalista Hal V. Boyle, che per primo costruì, dopo l’inizio dell’era ufologica, lo scenario di un rapimento UFO. Sia pur non destinato a far credere nella realtà di quanto narrato, la sua diffusione capillare fu tale da renderlo uno dei primi e più pervasivi esempi di utilizzo dell’ipotesi “marziana” per il neonato fenomeno dei “dischi”.

I documenti sugli UFO della Guardia Costiera Usa raccolti dall’ufologo B. Greenwood

L’ufologo americano Barry J. Greenwood è uno dei maggiori storici della fenomenologia UFO e del suo contesto culturale.

Ha raccolto un colossale archivio documentario e giornalistico sui primi decenni della storia contemporanea della questione e ha scritto innumerevoli saggi. Pubblica anche una piccola rivista storiografica, la UFO Historical Revue (qui il numero più recente).

Di recente  l’ufologo spagnolo Vicente-Juan Ballester Olmos ha collazionato una serie di documenti reperiti nel passato da Greenwood (e da un altro studioso, Robert Todd). Grazie a lui è ora possibile apprezzare in modo unitario quanto un altro dei mille ambiti istituzionali che nel corso del tempo fu toccato dal problema UFO.

Questo perché nel giugno 2017 sul sito Academia.edu è stata resa disponibile una raccolta di ben centosessantuno pagine di fonti d’archivio a carattere ufologico provenienti dalla U.S. Coast Guard, la Guardia Costiera degli Stati Uniti.

Questi fogli coprono un periodo che va dal 1952 al 1989. Come detto, la loro conoscenza è dovuta in massima parte all’azione che Greenwood condusse tra la fine degli anni ’70 e la fine degli anni ’80 del secolo scorso sulla spinta della Legge sulla Libertà d’Informazione (FOIA) statunitense.

Fra le testimonianze dirette di uomini della Guardia Costiera e le indagini dirette su casi ad essa segnalati spiccano i documenti relativi ad un super-classico dell’ufologia, l’avvistamento che il 5 novembre 1957 ebbe per testimone nel Golfo del Messico l’equipaggio del pattugliatore oceanico Sebago. 

Nel loro complesso queste fonti documentano in modo inequivoco da un lato la costante attenzione da parte di quell’amministrazione statunitense per il fenomeno, dall’altro il carattere non scientifico di quell’interesse, marcato invece dai compiti istituzionali di sicurezza, difesa dei confini marittimi e valutazione di possibili presenze aeree non identificate sopra le acque di immediata competenza marittima dell’Unione nordamericana.

 

 

Torino, sabato 7 ottobre: 32° Convegno annuale di ufologia – Tutti invitati!

Conto alla rovescia per il 32° convegno nazionale di ufologia, organizzato per l’intera giornata di sabato 7 ottobre a Torino dal Centro Italiano Studi Ufologici.

Il convegno si terrà presso Palazzo Capris (via Santa Maria, 1), nel centro cittadino.

Fin dal 1986 infatti, il CISU organizza annualmente la principale occasione di incontro fra gli studiosi del fenomeno UFO che nel nostro paese si riconoscono nell’orientamento scientifico.

In oltre trent’anni il convegno si è tenuto in varie città italiane, grandi (Bologna, Firenze, Milano, Roma, Torino) e meno grandi  (Arezzo, Rimini, Saint Vincent, Terni, Treviso, Viterbo).

A volte il convegno ha natura tecnica, coinvolge solo i ricercatori e si svolge a porte chiuse. Altre volte invece ha finalità divulgative ed è aperto al pubblico. Un elenco dei primi 31 convegni e dei loro temi, con i testi, le slide e i video di alcune relazioni, si trova qui.

Nel 70° anniversario della “nascita” del fenomeno di quelli che all’epoca (nel 1947) vennero battezzati “dischi volanti”, il convegno di quest’anno sarà pubblico, ad ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili, con precedenza a chi si sarà prenotato (e-mail a: cisu@ufo.it).

Fra i relatori di quest’edizione 2017 sono previsti anche ospiti dell’ambiente universitario e scientifico, dall’Italia e dall’estero. Maggiori dettagli verranno diffusi nei prossimi giorni.

 

E’ morto Ernst Zündel, promotore del mito degli UFO nazi – e lui stesso neonazista

Il 6 agosto è morto un personaggio particolarmente inquietante della pur variegata platea ufologica.

Nella sua casa natale di Calmbach, nella Foresta Nera tedesca, è deceduto a 78 anni Ernst Zündel, un neonazista e negatore dell’Olocausto ebraico particolarmente attivo e conosciuto dagli anni ’80 del secolo scorso.

Più o meno dal 2000 Zündel ha assunto una certa notorietà a causa dei processi che gli sono stati intentati dalla giustizia canadese per la sua vasta produzione incitante all’odio e all’apologia di Hitler, cosa che agli occhi della destra radicale di mezzo mondo lo ha trasformato in uno dei paradossali eroi della libertà di parola di cui in tempi recenti quegli ambienti sembrano essere diventati paladini.

Nato in Germania nel 1939, era emigrato in Canada, a Toronto, nel 1958 e li aveva subito iniziato la sua attività di propaganda. Aveva cercato più volte di ottenere la cittadinanza di quel Paese ma la richiesta era sempre stata respinta.

Ma Zündel è stato un personaggio purtroppo di un certo peso anche per l’ufologia. Con la sua produzione letteraria e pamphlettistica sul mito dei dischi volanti nazisti lo si può considerare, fra il 1973 e la metà degli anni ’80, come uno degli anelli di congiunzione fra le versioni classiche di un mito che ormai sembrava morente e la sua rinascita impetuosa cominciata appunto intorno al 1985.

Nel 1974, a Toronto, Zündel diede vita alla casa editrice “Samisdat” e a un gruppo che, almeno in quella prima fase, non fece altro che usare il mito dei dischi nazisti nella sua forma più classica (sopravvivenza segreta del Führer, Terra cava, basi dei dischi tedeschi sotto i Poli) per far passare discorsi di propaganda hitleriana.

Sotto vari pseudonimi (Christof Friedrich e Friedrich Mattern), Zündel pubblicò almeno un paio di mallopponi in forma di libro, ossia UFOs: Nazi Secret Weapon (1976) e Nazi Secret Polar Expedtions (1978) e – non ultimi – una guida alle conversazioni in tedesco con i piloti dei dischi volanti (!) e il progetto per una spedizione in Antartide al prezzo di 9.999 dollari a testa per cercare la localizzazione esatta delle basi naziste ancora attive e gli ingressi alla Terra cava.

Poi, nei decenni più prossimi a noi, la vicenda di Zündel si confonde in modo più diretto con quella della rinascita del neonazismo in molte parti del mondo.

[in evidenza: un’edizione recente del primo libro di Zündel]

Il nuovo libro di Giuseppe Stilo sugli albori dell’ufologia: “Un cielo rosso scuro” -1947-49: anni cruciali

È appena uscito per i tipi della Cooperativa editoriale UPIAR di Torino, Un cielo rosso scuro – 1947-1949: l’arrivo dei dischi volanti sull’Italia e sul mondo, il nuovo volume di Giuseppe Stilo, il sesto della sua opera storiografica destinata ad analizzare in dettaglio gli anni degli albori del fenomeno UFO contemporaneo, quelli dal 1946 al 1954.

Dopo quelli sul 1946, 1950, 1952 e il primo e il secondo tomo sul 1954 è la volta di Un cielo rosso scuro, che si occupa dei tre anni dal 1947 al 1949. Accompagnato da illustrazioni d’epoca scelte con attenzione, nelle sue 400 pagine più sedici di illustrazioni (euro 26) adotta un approccio che da un lato scopre e recupera tutta la casistica italiana, molta parte della quale finora sconosciuta o non valorizzata, dall’altro parla di storia delle idee delle correnti che sfociarono nel grande mare dell’ufologia.

 

Le grandi correnti discusse per tutta la parte centrale del testo sono quelle di ambito occultistico, quelle scientifiche e popolari che porteranno all’idea delle visite di astronavi extraterrestri e quella del mito dell’occultismo nazista, dei loro incroci e di ciò che suscitarono in menti ed anime inquiete di mezzo mondo.

Questo senza dimenticare mai il fenomeno, i casi, i testimoni, i primi individui che lo discussero, in specie in Italia, e che giunsero in un contesto quasi “vergine”, prima che, nella primavera del 1950, con la grande ondata italiana e mondiale, il fenomeno diventasse davvero planetario e l’ipotesi extraterrestre si diffondesse a macchia d’olio fra il pubblico.

 

La biografia dello studioso Mark O’Connell su J. Allen Hynek, l’astrofisico che voleva una scienza dell’ufologia

Josef Allen Hynek (1910 – 1986) è stato un astrofisico americano di un certo rilievo. Ma, soprattutto, è stato un ufologo.

Non un ufologo qualunque: per chi oggi pensa che la concezione scientifica nell’approccio ai fenomeni UFO sia ineludibile, per molti versi Hynek è una figura di punta nella storia dell’ufologia.

Si tratta di un tempo trascorso per sempre, ma fra gli Anni 60 e gli Anni 80 del secolo scorso si era registrato un certo progresso della presa in considerazione dei nostri fenomeni da parte degli studiosi delle scienze naturali e delle scienze fisiche nel senso più ampio del termine.

Di quella stagione Hynek rappresentò la figura più nota al pubblico, tanto che per alcuni anni assurse allo status di rappresentante non ufficiale dell’analisi razionale degli UFO sia presso i suoi colleghi ufologi sia presso una comunità scientifica e ad ambienti colti che in qualche caso parevano guardare con interesse a quanto stava accadendo nei cieli.

Oggi l’interesse degli scienziati fisici per gli UFO è prossimo allo zero, mentre – al contrario – è ben avviato il dibattito accademico sulla questione fra gli studiosi di scienze umane.

Giunge perciò al momento opportuno la grande biografia intellettuale e umana di J. Allen Hynek realizzata di recente dallo sceneggiatore, blogger e ufologo americano Mark O’Connell.

Si tratta di The Close Encounters Man, che reca il sottotitolo How One Man Made The World Believe in UFOs (“Come un solo uomo fece credere agli UFO tutto il mondo”). E’ uscita il 13 giugno per la Harper Collins di New York, una delle maggiori case editrici del mondo.

L’ufologo australiano Bill Chalker ne ha scritto un’ampia recensione che vi consigliamo di scorrere con attenzione – prima di invogliarvi ad acquistare voi stessi il volume. La recensione di Chalker esamina il contenuto del testo capitolo per capitolo mostrando come esso consideri sia la biografia umana e la gioventù dell’uomo, sia la dimensione propriamente scientifica del suo lavoro di astrofisico, sia tutte le sfaccettature del suo interesse per gli UFO, che in varie forme si estese dal 1948 al 1985, senza omettere il lato – poco noto e poco documentato – dell’interesse che Hynek coltivò per il pensiero esoterico.

Hynek fu in Italia più volte fra il 1978 e il 1984 ed ebbe rapporti anche con i giovani del Centro Ufologico Nazionale che poi, nell’85, lo lasciarono per dar vita al Centro Italiano Studi Ufologici. Visitò anche quella che poi diventò, a Torino, la prima sede del CISU, scrivendone parole d’elogio sull”International UFO Reporter”. Dunque, ebbe rapporti con l’ufologia italiana allora in fase di rapida evoluzione proprio negli anni in cui fu – non è chiaro quanto suo malgrado – il leader mondiale dell’ufologia “seria”.

Forse allora troppo precoce per misurarne appieno la statura, oggi quella generazione di fondatori del CISU sa bene ciò che deve  ad Hynek e agli scienziati come lui, e sa che la sua persona fra gli Anni 70 e i primi Anni 80 del XX secolo fu riferimento ineludibile per chiunque volesse occuparsi di UFO senza doversene vergognare.

Quello che anche noi, nel 2017, con molti limiti, cerchiamo di offrire agli italiani.

24 giugno 1947: nasce il fenomeno UFO contemporaneo

Gli anniversari valgono la pena soltanto se sono occasione per capire meglio le cose successe. Il Centro Italiano Studi Ufologici terrà il suo convegno nazionale (aperto al pubblico) che prenderà le mosse proprio dalle riflessioni su un lasso di tempo ormai così lungo, a Torino, sabato 7 ottobre prossimo

Intanto, però, sarà trascorso il settantesimo anniversario della nascita del fenomeno UFO contemporaneo, quello che, come abbiamo spiegato ieri , segna l’avvistamento dell’uomo d’affari americano Kenneth Arnold: una formazione di nove corpi volanti osservati mentre era ai comandi del suo piccolo aereo sui monti dello stato di Washington.

In attesa di ben altre analisi da offrire agli studiosi e al pubblico che vuol capire e spiegare, non emozionarsi o rabbrividire, è forse il caso di dire qualcosa sulla natura stessa di questo “anniversario”.

Il 24 giugno 1947 nascono i dischi volanti, che dal 1953-54 cominceranno ad esser chiamati anche in pubblico UFO (la sigla era nata in ambiente militare americano), ma fenomeni aerei insoliti in larga parte sovrapponibili a quelli che presero ad esser descritti dal 1947 erano presenti nelle fonti del tempo almeno (ad esser prudenti)  dagli inizi del XVIII secolo.

Grazie alle ricerche degli studiosi di ufologia, oggi conosciamo molte decine di migliaia di episodi di questo genere, provenienti da mezzo mondo.

Un anniversario importantissimo per l’ufologia, dunque, quello odierno. Ma forse persino più importante può essere notare che fenomeni aerei insoliti hanno interrogato persone colte, scienziati, giornalisti e autorità di vario genere ormai davvero da diverse centinaia di anni.

La comprensione adeguata dei fenomeni descritti e di ciò che si muove intorno ad essi è ciò che è giusto, bello e logico celebrare e promuovere, oggi che è il 24 giugno e per tutti i giorni dell’anno.

Questo è il vero, fermo impegno del Centro Italiano Studi Ufologici. 

Volete essere dei nostri?

[Nella foto, la relazione inviata da Kenneth Arnold ai servizi d’informazione dell’Aviazione dell’Esercito il 12 luglio 1947, ossia diciotto giorni dopo la sua esperienza.]

 

 

“Maratona UFO” in Argentina, il 24 giugno, per il 70° anniversario dell’ufologia contemporanea

Sabato 24 giugno cade il settantesimo anniversario della nascita dell’ufologia contemporanea. E’ importante sottolineare che questa data non dipende da “astronavi aliene precipitate”, “giorni della firma di patti segreti coi governi” o da altre fantasie da “storia alternativa” – sarebbe a dire, da balle di vario genere oggi dilaganti.

L’ufologia (nel senso di studio) e il fenomeno UFO (nel senso di ciò che si discute) nascono perché un piccolo imprenditore americano, a bordo del suo modesto aereo privato, vede e subito dopo descrive ad altri qualcosa di strano che ritiene di aver visto in cielo.

L’ufologia contemporanea, insomma, significa studio razionale e sensato di osservazioni di cose strane viste in cielo o nei pressi del suolo. 

Tutto qui.

In questa occasione sono in programma occasioni ed eventi di ogni genere. Molti stupidissimi, commerciali, fatti per chi pensa che “ufologia” sia una parte dell’ideologia complottista oggi popolare o di qualche forma di neo-religione che a dei e demoni ha sostituito gli “alieni”.

Altre sono serie e danno cibo per la mente. Per questo le portiamo alla vostra attenzione.

Ad esempio, dall’altra parte del globo, in Argentina, ci sarà una vera e propria Maratona ufologica che, a Buenos Aires, avrà per sede l’Istituto d’indagine Storica “Museo Roca”.

Una serie di conferenze e di tavole rotonde impegneranno i partecipanti per gran parte della giornata.  L’approccio sarà di tipo multidisciplinare: vedrà impegnati storici professionisti, psicologi, giornalisti, astrofisici, antropologi, psichiatri e militari delle Forze armate argentine.

Saranno dunque affrontati in maniera critica tutti gli ambiti della migliore ricerca attuale: dall’analisi e metodologia d’indagine della casistica corrente degna d’interesse, alle determinanti culturali e antropologiche che alla fine degli anni ’40 del secolo scorso provocarono l’esplosione della questione dei “dischi volanti”, sino agli aspetti propriamente psicologici della fenomenologia.

Qui potete leggerne il programma.

Il Centro Italiano Studi Ufologici condivide questo modo di operare e di affrontare il complesso problema di nostro interesse, e saluta nell’amico e studioso di anomalistica Alejandro C. Agostinelli uno degli animatori di questa importante iniziativa di studio.

I lettori del nostro sito saranno aggiornati sul contenuto degli interventi. E’ possibile che le nostre pubblicazioni, riservate agli iscritti, presentino al pubblico italiano qualche contributo di particolare rilievo proveniente dagli studiosi convenuti nella capitale sudamericana.

 

Uscito il nuovo numero di “Cielo insolito”, rivista di storia ufologica: scaricatelo liberamente!

Prosegue con regolarità l’uscita di Cielo insolito, rivista di storiografia ufologica curata da due esponenti del Centro Italiano Studi Ufologici, Giuseppe Stilo e Maurizio Verga.

Il numero 4 porta la data di giugno 2017 conta 28 pagine, lo potete scaricare gratis qui e diffondere a vostro piacimento, vi offre rare illustrazioni usate in modo adeguato rispetto ai contesti storici discussi e vede anche un lungo contributo in inglese dello studioso norvegese Ole-Jonny Braenne.

Ecco in dettaglio cosa contiene:

  • Luciano Salce non era repubblichino, di G. Stilo, un editoriale nel quale si argomenta contro la tendenza ad attribuire con qualche facilità ad ufologi italiani del passato appartenenze neofasciste o adesioni alla Repubblica Sociale Italiana;
  • Febbraio 1946: veri e propri dischi volanti in un fumetto italiano, ancora di G. Stilo, in cui si presenta e si discute un raro fumetto pubblicato a Torino ai primi del 1946 nel quale compaiono disegni di velivoli in tutto simili a quelli presentati a partire dall’anno successivo come “dischi volanti”;
  • The alleged    historical provenance   of the Hessdalen  UFO phenomena, di O. J. Braenne, che mostra come la pretesa esistenza di una casistica ufologica “antica” per la valle norvegese di Hessdalen, sito di presunti fenomeni aerei anomali ripetitivi, ad un’analisi delle fonti si riduca a ben poco cosa;
  • I fenomeni solari: un enigma scientifico e storiografico, con il quale Stilo spiega che i cosiddetti fenomeni solari non nascono né in un contesto religioso cattolico né nel XX secolo.

Cielo insolito è strettamente connesso con le attività dell’Operazione origini, uno dei progetti di studio del Centro Italiano Studi Ufologici. Chiunque voglia collaborare alla ricerca di fonti d’archivio e di biblioteca concernenti gli UFO e altri fenomeni aerei insoliti può rivolgersi direttamente ai due redattori.

La pubblicazione del numero 5 è prevista per il prossimo mese di dicembre.

 

[L’illustrazione di questo articolo è tratta da “Secret Teaching of All Times”, uscito nel 1928. In esso l’esoterista canadese Manly P. Hall mostra il cielo dell’antica Atlantide popolato da ogni tipo di velivolo avanzato].