Pre-Ufo: aggiornamento e un nuovo libro

I progetti di ricerca del CISU sono stati concepiti come un lavoro continuo di raccolta, catalogazione e analisi e anche il PreUfoCat, ossia il catalogo delle osservazioni di Oggetti Volanti non Identificati nel passato) è costantemente aggiornato dal suo curatore, Pietro Torre.
Nel 2018 era uscita la terza edizione di “Strane luci nella storia d’Italia“, il testo che raccoglie i casi di osservazioni di fenomeni aerei insoliti dall’antichità fino al 1900: un volume di oltre 1000 pagine con più di 3400 casi completi di descrizione, fonti bibliografiche e analisi. Ora Torre ha prodotto un aggiornamento che dà conto del lavoro svolto negli ultimi tre anni (2018, 2019 e 2020) per correggere o integrare casi già presenti in catalogo o aggiungerne di nuovi. Si tratta di un fascicolo di 40 pagine disponibile in formato sia digitale sia cartaceo, che verrà inviato ad integrazione dell’ultima edizione integrale (anch’essa disponibile in entrambi i formati sul sito www.upiar.com)

Restando in tema di fenomeni anomali osservati nei secoli scorsi, segnaliamo il volume dello scrittore e saggista ravennate Eraldo Baldini che alla fine del 2020 ha pubblicato il libro “Quel che vedevano in cielo. Comete, «prodigi», oggetti volanti nelle cronache e testimonianze dall’Antichità alla fine del XVII secolo (con particolare riguardo all’area romagnola ed emiliana”, con una raccolta di fenomeni celesti accompagnata da una bibliografia ricca ed accurata (174 pagine, Società Editrice «Il Ponte Vecchio», Cesena).
Molto interessante è l’approccio dell’autore che nell’introduzione spiega: “Sarebbe forse superficiale liquidare sempre e comunque i racconti di certi eventi come fantasie, invenzioni e operazioni «editoriali»: i resoconti di accadimenti ritenuti «prodigiosi» possono infatti contenere a volte, oltre a inevitabili iperboli, fraintendimenti, scopi politici e religiosi e intenti commerciali, anche elementi di «verità» e rappresentare, quantunque condite dalla meraviglia del pensiero pre-scientifico, cronache e testimonianze nate da qualcosa di concreto”.
Baldini sottolinea poi come sembri esistere una sorta di barriera tra atteggiamenti a volte iper-razionalisti e, dall’altra parte, le interpretazioni più esotiche e fantasiose alle quale purtroppo siamo abituati. La sua conclusione è quindi che “Una mediazione ragionata e critica è apparsa sempre difficile, anche se è impossibile pensare che i sostenitori delle più estreme teorie ufologiche non si pongano riserve e dubbi sull’interpretazione di molti passaggi dei vecchi testi, e al contempo che gli storici più preparati e «ortodossi» non provino a loro volta, in qualche caso, dubbi, e non si pongano interrogativi davanti a certe descrizioni” (…) “Sarebbe a nostro avviso necessario e costruttivo, oggi, che si rileggessero i resoconti degli antichi «prodigi», soprattutto quelli celesti, con mente critica ma aperta, senza avere sposato idee e maturato chiusure preconcette, con la sempre preziosa capacità di porsi domande”.
Considerazioni altamente condivisibili, che sembrano riflettersi nei presupposti che stanno alla basse del nostro modo di affrontare questo argomento e di tutto il lavoro di Torre.

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