Martedì 7 febbraio: conferenza dello studioso del CISU Paolo Toselli a Piacenza

Siete tutti invitati: martedì 7 febbraio alle ore 16.00 lo studioso del Centro Italiano Studi Ufologici Paolo Toselli sarà presso la Biblioteca “Passerini-Landi” di Piacenza (via G. Carducci, 14 – Sala Augusto Balsamo) per la presentazione del libro Fuori rotta, edizioni METI, Torino, per il quale ha scritto il capitolo “Turismo alieno”.

Il saggio è volto ad analizzare genesi e sviluppi delle nuove forme di flussi turistici (che in molti casi si trasformano in pellegrinaggio) in luoghi e siti di tutto il mondo ispiratisi a presunte visite extraterrestri nel presente e nel passato.
Interverrà anche Laura Bonato, curatrice del libro e docente di Antropologia Culturale presso l’Università degli Studi di Torino.

Buone letture/ “Il mistero degli antichi astronauti” – Il nuovo libro dello storico della scienza Marco Ciardi

E’ uscito da pochi giorni un libro che il Centro Italiano Studi Ufologici consiglia al suo pubblico.

Si tratta di Il mistero degli antichi astronauti, edito dalla Carocci di Roma (pp. 220, Collana Le Sfere, euro 19,00), ed è l’ultima fatica del prof. Marco Ciardi.

 

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Ciardi è professore associato presso il Dipartimento di Filosofia e comunicazione dell’Università di Bologna, dove ha la cattedra di Storia della scienza e delle tecniche.

Non è certo nuovo all’interesse per l’anomalistica e – nell’ambito della storia delle idee – a quello per mitologie che sovente si sono incrociate in modo importante con l’immaginario che avvolge il problema UFO. In questo senso si era occupato finora in primis di quello relativo ai “continenti nascosti”:  fra le sue pubblicazioni recenti, infatti, c’è anche Le metamorfosi di Atlantide. Storie scientifiche e immaginarie da Platone a Walt Disney (Carocci, Roma, 2011; 2° ed. 2016).

Ora però Ciardi ha fatto un passo in avanti decisivo verso il “nostro” argomento. Nel suo nuovo volume si occupa a fondo dello sviluppo e di alcune linee portanti di una delle componenti fondamentali della mitologia occidentale contemporanea: quella cosiddetta degli “antichi astronauti”, secondo la quale nel passato remoto – a volte in un passato esso stesso mitico – astronavi di altri pianeti sarebbero giunte sulla Terra lasciando tracce del loro passaggio ed influenzando in modo determinante l’evoluzione della cultura umana o addirittura della nostra specie.

Per farlo, Ciardi si muove in maniera vertiginosa fra la storia della scienza, delle tecnologie, delle religioni e, passando ai decenni più recenti, della fantascienza e dei media, senza tralasciare l’impatto profondo che queste idee hanno prodotto sulla letteratura, sui fumetti, sul cinema.

Marco Ciardi è anche socio effettivo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze).

L’approccio del CISU non considera certo gli “antichi astronauti” una priorità di studio. Per certi versi il nostro modo di affrontare la questione comporta una collocazione marginale di miti come questo, visto che esso può addirittura arrivare a prescindere dal vero problema fondamentale posto dal fenomeno UFO, ossia gli avvistamenti moderni di presunte “cose strane” nei cieli.

Il Centro Italiano Studi Ufologici avrà comunque occasione di recensire in modo più approfondito questo importante volume che contiene diverse parti concernenti in modo diretto l’ufologia.

Fenomeni luminosi causati da lanci missilistici: le analisi

Esiste una categoria molto particolare di avvistamenti di presunti UFO dovuta a una causa che in Italia si riscontra di rado – ma fu più presente in passato – e che invece oggi riguarda diverse aree del mondo.

Si tratta di quegli avvistamenti, di solito di grande spettacolarità, causati dal lancio di missili balistici pensati per usi scientifici o militari oppure di razzi destinati a raggiungere le zone dell’atmosfera più distanti dal pianeta.

Attualmente nella gran parte dei casi si tratta di vettori che servono a mettere in orbita satelliti artificiali.

Gli indicatori generali di questo tipo di causa come spiegazione per gli avvistamenti sono:

  • la presenza di segnalazioni su vasta o vastissima scala geografica in un arco di tempo massimo di un’ora circa (quella che in ufologia si chiama condizione di flap);
  • la vistosità notevole dei fenomeni, che possono avere dimensioni apparenti tali da impressionare i presenti;
  • la permanenza in cielo per tempi prolungati di nubi e di fumi (anche un’ora) e di luminosità (diversi minuti);
  • la varietà e mutabilità delle forme dei corpi, che comunque in molti casi vedono la descrizione da parte dei testimoni di “spirali” o di “anelli” e di “cerchi” magari in espansione;
  • il ripetersi degli eventi in aree geografiche (sia pur grandi) ma tutto sommato predicibili perché molte volte legate alla posizione in cui giacciono rispetto ai poligoni dai quali sono effettuati i lanci.

In Italia un grande evento del genere si verificò il 21 marzo del 1989, quando alla sera in tutta la parte nord-occidentale del Paese ed in Francia si ebbero avvistamenti di un fenomeno luminoso posto verso occidente la cui presenza mise in allarme migliaia di persone. Fu dovuto al lancio sperimentale di un missile balistico francese a raggio intermedio tipo S-3 fatto partire dal poligono della zona del Plateau d’Albion. Il periodico del CISU, UFO – Rivista di Informazione Ufologica se ne occupò nel suo numero di giugno 1989: leggetelo a questa pagina.

In testa alla notizia vi mostriamo una foto di quel fenomeno come fu visto da Acqui Terme (Alessandria).

Più in generale, da noi i numerosissimi lanci di vari tipi di missili e razzi effettuati fra il 1961 ed il 1975 dal poligono sardo di Salto di Quirra  (per non dire di quelli fatti in Tunisia e in Algeria) furono responsabili di casi ufologici di ogni genere in specie lungo le coste delle regioni tirreniche centro-meridionali e nell’intero territorio siciliano. In larga misura ne furono responsabili razzi inglesi di tipo Skylark, del quale vedete un’immagine del tempo scattata proprio a Salto di Quirra.

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Un elenco dei test dal poligono sardo con la loro data di effettuazione è reperibile qui, mentre notizie generali sono sul sito dell’ESA (European Space Agency), dal quale è tratta anche la foto qui sopra.

Adesso lo scettico americano James Oberg, che è soprattutto un giornalista e scrittore che  si occupa di astronautica e di missilistica ma che da decenni scrive di ufologia ha messo a disposizione sul web tre suoi lavori che costituiscono ottime risorse sulla questione.

Il primo, aggiornato alla fine del 2016, è uno scritto di 116 pagine che potete scaricare qui.  Tratta un aspetto particolarmente clamoroso di questo genere di eventi, ossia le manifestazioni che si ebbero nei cieli del continente americano fra il 1971 ed il 1996 a causa dei lanci sovietici fatti con missili della serie Molniya che mettevano in orbita vari tipi di carichi paganti (anche militari) producendo grazie ai loro gas ionizzati enormi nuvole luminose. A causa delle modalità di lancio  e di salita in quota si rendevano particolarmente visibili dal Sudamerica.

Il secondo saggio, invece, è un’analisi recente dell’incredibile fenomeno spiraliforme visto, fotografato e ripreso nei cieli della Norvegia il 9 dicembre 2009. Quella volta la responsabilità fu  il fallimento del lancio sperimentale di un missile balistico intercontinentale navale russo “Bulava 30”, quelli che la NATO definisce SS-NX-30.

Nel suo lavoro, che è qui, Oberg fa notare come il quadro nel quale si colloca una testimonianza recente come quella norvegese sia decisamente diverso da quello dei fatti sudamericani degli anni ’70-’80 del secolo scorso. Videocamere, wifi, smartphone, app di messaggeria istantanea permettono il recupero efficiente dei dati e dunque l’identificazione delle cause degli eventi in tempi assai più brevi rispetto ad allora. Le nostre capacità analitiche hanno dunque subito un miglioramento senza precedenti.

Infine, nel terzo saggio – anch’esso assai esteso (144 pagine in formato ppt) – è presentata parte dei casi di un’ondata classica della storia dell’ufologia, quella verificatasi nel 1967 nell’Unione Sovietica a causa dei test di un sistema missilistico segretissimo e vietato per trattato, il cosiddetto FOBS (Fractional Orbit Bombardment System) con il quale si mettevano in orbita veicoli in grado di manovrare e di rientrare in modo autonomo nell’atmosfera portando con loro testate nucleari.

Uno studio specifico della casistica italiana di questo tipo sarebbe altamente auspicabile anche per le sue implicazioni per la storia della tecnica, della politica internazionale e di quella della scienza. E’ sempre possibile, inoltre – anche se ad un ritmo assai lento – che episodi del genere si ripetano anche nei nostri cieli.

 

 

Strumenti per la ricerca – Tutte le tesi di laurea del mondo sul fenomeno UFO

Fin dal loro nascere, i dischi volanti (e oggi gli UFO, con annessi e connessi) sono stati oggetto dell’attenzione di tesi universitarie, intendendo per tali sia le tesi di laurea, sia quelle di dottorato.

La prima in ordine cronologico fu probabilmente quella di Emil Earl Wennergren, intitolata The ‘Flying Saucers’ Episode, presentata nel 1948 per un Master in giornalismo alla State University of Iowa.

Alcune di queste tesi sono state poi pubblicate dagli autori sotto forma di libro e sono divenute note al pubblico oltre che agli studiosi. L’esempio forse più noto è The UFO Controversy in America, presentata nel 1973 come tesi di dottorato in storia da David Jacobs e poi pubblicata due anni dopo come libro. Tra l’altro, negli ultimi anni, anche la Cooperativa editoriale UPIAR ha pubblicato alcune tesi presentate nei nostri atenei.

La maggior parte invece è rimasta inedita e perlopiù sepolta nelle biblioteche delle varie facoltà universitarie.

Già da diversi anni il Centro Italiano Studi Ufologici, in collaborazione con vari studiosi italiani e stranieri, sta aggiornando sistematicamente un catalogo (e raccogliendo copia, se possibile, presso i suoi archivi centrali) di tutte le tesi universitarie che hanno avuto come argomento gli UFO. L’iniziativa è parte del progetto Science.Cat, coordinato da Paolo Toselli.

Il catalogo, ormai giunto alla sua quarta edizione e aggiornato al gennaio 2017, comprende 283 tesi, di cui 15 italiane.

Rendiamo ora disponibile qui l’intero catalogo predisposto da Toselli (già diffuso nelle precedenti versioni su alcune mailing list specializzate americane, francesi e spagnole) che aggiorna i database pubblicati negli anni scorsi su Internet. Il lavoro è in costante aggiornamento.

Si tratta però soprattutto di un supporto di base per la ricerca. Per questo, il CISU è disponibile a fornire consulenze e consigli a studenti universitari e ricercatori che intendano realizzare tesi triennali, magistrali o di dottorato sui più vari aspetti del nostro argomento.

 

Qui per voi il nuovo numero di “Cielo insolito” – rivista di storiografia ufologica

E’ appena uscito  – e potete scaricarlo liberamente andando in fondo alla pagina del nostro sito dedicato alla testata – il numero 3 di Cielo insolito, rivista di storiografia ufologica curata da due soci del Centro Italiano Studi Ufologici, Giuseppe Stilo e Maurizio Verga, specialmente volti a questo genere di ricerca.

Il numero 3, datato gennaio 2017, è in parte realizzato in inglese, conta 36 pagine, è riccamente illustrato e contiene questi articoli:

  • 1966: The scientific controversy of the picture taken by some astronomers at the Kandilli Observatory, di G. Stilo, che discute una strana foto scattata da astronomi turchi;
  • Aprile 1945: allarme aereo a Caorso, ancora di Stilo, sull’equivoco in cui incorsero alcuni osservatori aerei della Repubblica Sociale Italiana dislocati nel piacentino;
  • il lungo studio di M. Verga Making the saucers popular – Cartoons and comics in the 1947 press, che offre una vastissima rappresentanza dell’utilizzo massiccio dei dischi volanti nei comics e nelle vignette umoristiche avvenuto già nei primissimi giorni dalla nascita del fenomeno;
  • infine, ancora ad opera di Stilo, “Arrivano gli italiani!” – 1935: cose strane nei cieli d’Etiopia, sugli avvistamenti di quell’anno nel Paese africano.

Vi invitiamo a leggere Cielo insolito e a diffonderlo fra gli interessati. Chiunque voglia collaborare alla ricerca di fonti d’archivio e di biblioteca concernenti gli UFO e altri fenomeni aerei insoliti può rivolgersi direttamente ai due redattori.

Giuseppe Stilo è anche il coordinatore dell’Operazione Origini del CISU.

“Arrival”. Gli UFO come “segni” nel nuovo film di Denis Villeneuve

Arrival, l’ultima opera del canadese Denis Villeneuve, è un film importante che anche come ufologi vi invitiamo ad andare a vedere. Esce in tutta Italia giovedì 19.

Gli UFO di Arrival sono quelli di oggi, post-moderni e spiazzanti, privi di ammennicoli e a-tecnologici. Degli alieni, in pratica, nel film non ci sono visioni, ma soltanto la miriade di segni che producono.

E quando si parla di segni, s’intendono quelli che con la loro comunicazione gli alieni fanno rivolgendosi ai loro interlocutori e che in particolare –  non a caso –  fanno ad una studiosa di linguistica (Amy Adams, la vedete sopra) che prova a capire che cosa vogliano farci giungere.

Su tutto regna l’ambiguità della traduzione e quella della ricerca di una versione delle richieste degli alieni che siano condivisibili dagli abitanti della Terra, che però parlano lingue già fra loro quasi impossibili a rendersi. Da qui la loro tragedia con i “gusci”, come nel film si chiamano gli UFO.

La cifra del film non è dunque tecnologica o comunque visiva (l’arrival degli UFO come navicelle spaziali), ma largamente “scritta” e verbale.

Un modo curiosissimo e straniante di affrontare la questione anche per lo studioso e per l’appassionato intelligente dei fenomeni UFO, fenomeni che invece per il nostro imprinting di indagatori degli avvistamenti sono soprattutto “segni” visuali che si mostrano nel cielo e che noi cerchiamo di interpretare come tali.

Alle interpretazioni responsabili di quei “segni” (gli avvistamenti che si verificano ogni giorno) è dedicato gran parte del nostro tempo e del nostro sforzo e quei tentativi sono anche la nostra gioia.

 

2016: sempre meno UFO in Italia – tutti i numeri

Meno UFO in Italia anche nel 2016: per il quarto anno consecutivo diminuiscono fortemente (del 25%) le segnalazioni di strani oggetti e luci nei cieli italiani, sulla base dei dati raccolti dal Centro Italiano Studi Ufologici (CISU).

Il primo consuntivo dell’anno appena concluso è basato sui questionari compilati direttamente dai testimoni sul sito web del CISU: solamente 187, mentre erano stati 247 l’anno precedente (399  nel 2014, 617 nel 2013 e 964 nel 2012). Un trend chiaramente in forte discesa, per il quale non ci sono ancora spiegazioni.

In base ai dati Doxa, almeno 3 milioni di italiani pensano di aver visto un UFO, ma il numero di avvistamenti UFO in Italia non è costante, e fin dal 1950 ci sono sempre stati anni più  ricchi (le cosiddette “ondate”: ad esempio nel 1954, nel 1978 e da ultimo nel  2009) seguiti da altri poverissimi (1955, 1981-82, 1991, 1998).

Sono state fatte varie ipotesi di correlazione tra il numero di segnalazioni UFO e altri fenomeni fisici (vicinanza col pianeta Marte) o sociologici (crisi economiche), ma nessuna è stata confermata nel tempo.

Il CISU, che affronta l’argomento UFO in un’ottica scientifica e non sensazionalistica,  fa periodicamente appello ai testimoni di fenomeni aerei insoliti, perché riferiscano le loro osservazioni collaborando all’attività di  studio ed ha finora raccolto 25.000 casi di avvistamento in Italia a partire dall’ultimo dopoguerra.

Sulla base delle indagini e delle analisi degli ufologi, oltre il 90% degli avvistamenti risulta spiegabile con fenomeni naturali (meteore e bolidi, corpi astronomici) o oggetti artificiali (satelliti, palloni sonda, fari a effetto laser, negli ultimi anni le lanterne cinesi e i droni) e meno del 10% rimane realmente “non identificato”.

 

On Sunday – Di domenica, cosa vuoi che succeda? – Il cortometraggio del regista David Lea

Di solito la produzione cinematografica che s’ispira in modo diretto alla mitologia sorta intorno agli UFO è deludente. Quella italiana in genere è pessima.

Alla vigilia della comparsa nelle sale italiane di un film apertamente “ufologico”, ossia Arrival, di Denis Villeneuve, in uscita giovedì 19 gennaio, vi segnaliamo  invece un ottimo cortometraggio, On Sunday, del regista inglese David Lea.

Un anziano sonnecchia in poltrona in una casa isolata sulla costa della Cornovaglia con accanto le testimonianze delle tappe della sua vita. La consuetudine della passeggiata sulla scogliera mostrerà solo a lui una grande, patetica astronave malandata uscire forse per l’ultima volta dall’Atlantico e schizzare via verso il cielo coperto.

Un evento che potrà condividere appena con il suo cane, e con lo spettatore – al quale pare rivolgere in chiusura un sorriso amaro appena accennato.

In meno di sette minuti, il bilancio di un’esistenza, il segno (forse) del suo significato, e anche la solitudine dei testimoni di eventi a volte difficili da raccontare e che rimangono pudicamente relegati in ambiti ristrettissimi.

 

 

Polemiche sul video dell’ “UFO” ripreso da un elicottero militare cileno

Da giovedì 5 gennaio sui social network, sulle liste di posta elettronica specializzate e su alcuni media presenti in rete è cresciuta la controversia su un avvistamento cileno accompagnato da una ripresa video con telecamera infrarossa verificatosi l’11 novembre 2014.

Testimoni, i due uomini dell’equipaggio di un elicottero della Marina militare cilena  tipo AS532SC “Cougar” che volava sulla costa pacifica a sud-ovest di Santiago.

Mentre la natura del fenomeno rimane controversa, in queste prime fasi l’episodio si presenta come un esempio di cattiva gestione della comunicazione e di scarsità di chiarezza dei propri intenti da parte delle figure coinvolte.

Il Centro Italiano Studi Ufologici analizzerà in dettaglio per il proprio pubblico sia l’evento sia le circostanze che hanno accompagnato la circolazione delle notizie. Qui forniamo un quadro generale per facilitarne l’inquadramento e la corretta lettura.

Nel pomeriggio del 5, l’ufologa statunitense Leslie Kean ha pubblicato sul sito del quotidiano Huffington Post un articolo lungo e circostanziato sul caso. Al contempo, su Youtube sempre Kean faceva circolare la versione integrale della ripresa video agli infrarossi.

Era evidente che l’ufologa aveva ottenuto notizie dettagliate grazie ai contatti con il  CEFAA (Comité de Estudios de Fenómenos Aéreos Anómalos),  il piccolo organismo della Direzione Generale dell’Aeronautica Civile del Cile che ha studiato il caso e ha raccolto le testimonianze.

Ecco il primo punto: Leslie Kean (un’ufologa e scrittrice statunitense), in specie per i buoni rapporti con colui che è stato il dirigente del CEFAA sino alla fine del 2016, il generale in pensione Ricardo Bermúdez, da diversi anni è divenuta una voce semi-ufficiale del Comitato, che così non si è assunto in modo diretto l’onere di una comunicazione moderna ed efficiente dei propri elaborati.

Veniamo al secondo problema sul quale invitiamo a riflettere. Kean, che è una sostenitrice della realtà oggettiva del fenomeno UFO, nel lungo articolo menziona diversi collaboratori e consulenti del CEFAA che nelle sedute dedicate al caso avevano fornito elementi che avrebbero condotto ad optare per una natura “anomala” – da “vero UFO” – del corpo ripreso e della curiosa emissione da esso prodotto. Tutto questo, però, proclamato in mancanza di un rapporto  d’indagine messo a disposizione del pubblico o almeno di una presa di posizione sull’episodio.

Questa mancanza si è fatta sentire in specie a causa di un particolare contenuto nell’articolo di Kean. Alcuni dei consulenti cui il CEFAA si era rivolto, l’ingegnere francese François Louange e il suo collaboratore Antoine Cousyn, ufologi anche loro e coinvolti in varie attività di organismi francesi quali il GEIPAN, erano di opinione diversa rispetto al CEFAA. Malgrado i francesi non siano da annoverarsi fra gli scettici, per l’articolo di Kean la loro analisi aveva identificato la causa dell’avvistamento in un aereo di medie dimensioni seguito dalla sua scia di scarico.

Però, nemmeno della consulenza dei francesi,  che – in primis ad opera di Louange – hanno sviluppato un software per l’analisi delle riprese video chiamato IPACO, c’era traccia pubblica al momento dell’uscita clamorosa dell’articolo di Leslie Kean, che non sembrava aver contattato né l’uno né altro dei due studiosi europei.

Intanto, mentre la sola fonte disponibile restava l’articolo entusiasta di Kean, in rete gli studiosi di orientamento razionale avanzavano dei dubbi sulla realtà dell’episodio.

In particolare, sul gruppo Facebook UFO-Pragmatism anche altri argomentavano a favore dell’ipotesi aereo di linea, e lo stesso avveniva più tardi su una lista di posta elettronica sovranazionale cui appartengono pure diversi esponenti del CISU.

Nella serata del 6 gennaio Louange e Cousyn mettevano a disposizione di tutti il testo completo della loro relazione destinata al CEFAA. La potete leggere qui.

Nel frattempo quello che avrebbe dovuto essere il principale protagonista della comunicazione della vicenda e dei suoi complessi aspetti, il CEFAA, produceva solo un comunicato piuttosto breve  che non aggiungeva granché al pezzo di Leslie Kean, se non la precisazione (in evidente polemica con i francesi) secondo la quale sotto il profilo meteorologico le condizioni atmosferiche e la quota alla quale il corpo si sarebbe trovato non avrebbero permesso la produzione dell’emissione attribuita da più parti alla scia gassosa dell’aereo, e questo anche se in verità i due studiosi francesi nel loro lavoro avevano ipotizzato che causa dell’emissione visibilissima nel video non fosse la scia presa di mira dal CEFAA bensì uno scarico d’acqua dalla cabina del velivolo.

Addirittura, la sera dell’8 gennaio Mick West, uno scettico californiano, si è spinto a indicare la “probabile” identità dell’aereo in un aereo bimotore tipo A320 (volo LA330 delle LAN Airlines, oggi LATAM Airlines) partito da Santiago e diretto ad Antofagasta, ma il dibattito su questa identificazione è ancora apertissimo (ad esempio, su quote del volo, orari di transito nell’area interessata e sulla ormai famigerata “emissione”). A questa pagina trovate tutto il materiale relativo. Anche Cousyn, dopo una sua valutazione, si è detto favorevole all’idea di West.

Sempre sulla stessa linea lo studioso americano Tim Printy, che però pensa assai più probabile che il corpo ripreso fosse un aereo tipo Airbus A340 (volo Iberia IB6830 da Santiago a Madrid). Questa ipotesi è stata anch’essa valutata da West ma scartata da quello: Printy invece la fa sua sulla base di considerazioni relative a possibili difetti nel minutaggio dei dati relativi all’elicottero e di quelli della posizione dei due aerei, uno più a nord e dunque più distante (il volo Iberia) e l’altro più a sud  e quindi più vicino (il volo LAN).

Si noti comunque che l’Airbus A340 è un quadrimotore, cosa che a Printy non pare tale da fargli escludere il volo Iberia: a quella distanza la ripresa a infrarossi non sarebbe stata in grado di risolverli facendoli apparire le due coppie di reattori come due blocchi unici – quelli che appaiono nel video.

Lo studioso Chris Isbert, invece, al momento – pur muovendosi nello stesso ambito esplicativo – non ritiene del tutto soddisfacente né l’identificazione col volo Iberia né con quello LAN ed appare prudente circa la precisa identità dell’aereo.

L’ipotesi degli studiosi appena citati è comunque quella che quanto visto e ripreso sia un aereo che volava a distanza assai maggiore di quella stimata dal CEFAA. L’idea sta guadagnando consensi, ma residuano ancora parecchie domande alle quali proprio il CEFAA dovrebbe poter rispondere in modo adeguato.

La polemica pare destinata a continuare, anche perché – mentre scriviamo questa notizia – manca ancora (ed è questo il problema maggiore) il rapporto d’inchiesta del CEFAA.

Circa i dati ancora dubbi, uno studioso, ad esempio, ha obiettato che  mancano altri dettagli fondamentali, ad esempio le specifiche tecniche dei sistemi avionici dell’elicottero.

Insomma: se il CEFAA si fosse affidato in modo diretto alla pubblicazione del proprio lavoro molte polemiche sull’attendibilità di questo organismo ci sarebbero state risparmiate. E i contorni del caso dell’11 novembre 2014 sarebbero apparsi più definiti.

Anche così, tuttavia, il bilancio per la migliore comunità ufologica è positivo: in tre giorni sono state messe in campo ad opera di studiosi di ogni parte del mondo risorse, competenze e strumentazioni impensabili sino a pochi anni fa. Questa capacità reattiva degli studiosi di orientamento scientifico è un buon esempio di ciò che va fatto. Per contrasto, ciò ha messo in luce tutti i limiti che un gruppo “ufficiale” come il CEFAA possiede.

Vi terremo informati con puntualità fornendovi le fonti migliori.

 

[credit foto: De Evogol da Wikipedia in inglese]

 

Risorse operative per ufologi: gli inganni del cielo

Gli inganni del cielo rappresentano il pane quotidiano dello studioso di ufologia.

Uno dei compiti  dell’ufologo di orientamento scientifico consiste nell’analisi dei resoconti dei testimoni, D’altro canto l’esperienza ci dice che dopo adeguati approfondimenti la stragrande maggioranza di essi sarà spiegata in termini convenzionali, Perciò, avere una conoscenza adeguata degli inganni del cielo e magari disporre di un prontuario è una necessità per noi che vogliamo indagare.

Oggi disponiamo di un buon strumento online per le nostre esigenze.

Il sito francese Méprises du ciel (Inganni del cielo, appunto) offre un lungo elenco di possibili fonti di confusione da parte di osservatori anche ben preparati.

Divide queste cause in tre grandi categorie (artefatti fotografici, fonti naturali, fonti artificiali) a loro volta ripartite in numerose sottocategorie e  molte volte in sezioni ancora più specifiche, da consultare una per una con cura.

Ampiamente illustrato da spiegazioni, foto, video e corredato sovente da riferimenti bibliografici, il sito ha un ulteriore pregio: fa vedere per immagini come molte fonti di errore (ad esempio, i satelliti artificiali) si presentano in concreto a chi le osserva da terra, ossia da grandi o grandissime distanze.

Un’altra cosa importante  è la presenza di fonti di errore comparse di recente. Non dimentichiamo che gli sbagli nell’osservazione mutano negli anni al cambiare della scienza, della tecnica e della cultura.

Andate, per sincerarvene, alla pagina dedicata alle nuvole di schiuma per feste, una nuova combinazione di polimeri e di gas elio che, modellati da stampanti 3D, fanno volare in cielo oggetti leggerissimi dotati di forme sempre nuove – in pratica senza limiti di fantasia.

Noi del Centro Italiano Studi Ufologici abbiamo ritenuto talmente interessante questo sito da inserirlo nella nostra pagina Risorse operative.

Ricordate sempre, però: l’esperienza sul campo, quella fatta parlando in modo diretto con i testimoni, ascoltandoli con cura, prendendo nota rigorosa di quanto raccontato, magari registrandone (col loro permesso) i racconti non potrà mai essere sostituita un sia pur utilissimo, ben fatto ed encomiabile sito di riferimento. Accanto a strumenti come questo, dunque, occorre l’uso del Manuale di metodologia d’indagine. E il vostro lavoro.

Il fatto di concentrare l’attenzione sugli “sbagli” non è un fallimento dell’ufologia: è un modo per comprendere la realtà delle cose, il modo in cui funzionano – e scoprire che di solito non sono così semplici come pensavamo.

Ed è anche il sistema migliore di attrezzarsi per capire se gli “UFO veri” ci sono.

Buone indagini sugli avvistamenti della vostra zona.

Attendiamo le vostre relazioni.