Il suicidio di massa dei cultisti UFO di “Heaven’s Gate”, vent’anni dopo

Sia pure in qualche rara occasione, nel corso della storia dell’ufologia i gruppi neo-religiosi centrati sulla credenza negli UFO come extraterrestri onnipotenti si sono rivelati pericolosi nel senso più proprio del termine.

Che in certi casi queste convinzioni incoercibili possano rivelarsi distruttive lo si vide forse per la prima volta nel 1962, quando la contattista americana Gloria Lee, una hostess trentaseienne, morì dopo un lungo sciopero della fame che aveva iniziato per attirare l’attenzione sul piano per la pace mondiale che gli abitanti di Giove, con i quali era in contatto telepatico, le avevano trasmesso.

Però nessun evento, per quanto grave, può paragonarsi al suicidio di massa dei cultisti UFO del gruppo Heaven’s Gate, consumatosi vent’anni fa, il  26 marzo 1997 a San Diego, in California, sin dal 1945 uno dei luoghi di nascita delle varianti occultistiche dell’ufologia.

Fondato nel 1974 da un uomo e una donna, Marshall Applewithe e Bonnie Nettles,  portò a un crescente isolamento sociale dei suoi membri, che finirono per convincersi che la cometa Hale-Bopp, allora prossima alla Terra, fosse un’astronave extraterrestre e che avrebbero potuto raggiungerla suicidandosi.

Questi deliri portarono alla morte di trentanove persone. 

In occasione di quella tragedia sul sito The Conversation è uscito un articolo la cui lettura attenta vi consigliamo.

E’ opera di uno degli studiosi di religioni contemporanee che più si è occupato della vicenda di “Heaven’s Gate”, il professor Ben Zeller, che lavora al Forest Lake College di Chicago.

Esso mostra una conseguenza positiva che quelle morti in apparenza inutili hanno avuto. La portata degli eventi, infatti, è stata tale da attirare in modo definitivo e sistematico l’attenzione di storici e sociologi delle religioni, antropologi e storici delle idee sul contenuto neo-religioso di gruppi di vario genere che hanno fatto dei pretesi alieni – a seconda dei casi – il loro oggetto di culto, di terrore o di devozione assoluta.

Dopo i lavori classici del professor J. Gordon Melton,  esempi chiari di questa “normalizzazione” accademica dell’attenzione per i culti-UFO pssono essere il volume collettivo UFO Religions, uscito nel 2003 sotto il coordinamento del professor Christopher Partridge e ancor di più la Encyclopedic Sourcebook of UFO Religions (2005), diretta dal prof. James R. Lewis.

Un tempo “orfani” quanto a titolarità degli studi scientifici, il vasto mondo delle religioni, dell’occultismo, dell’esoterismo ufologici è ormai ampiamente documentato da pubblicazioni di ogni genere.

Fra gli accademici che hanno contribuito di più in questi ultimi due decenni ad innovare approcci e metodi menzioniamo l’americana Diana Tumminia e il danese Mikael Rothstein.

Un altro lungo e articolo interessante pezzo che rivaluta lo Heaven’s Gate e altri gruppi cultistici  e che vi invitiamo a leggere è quello pubblicato dallo studioso inglese di ufologia Nigel Watson sul London Economic il 30 marzo.

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